Il Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale supera quota 47,9 milioni di tonnellate, trainato dal rialzo dei container, dalle rinfuse liquide e dal successo delle linee Ro-Ro.
Trieste chiude i primi nove mesi dell’anno con un bilancio decisamente positivo, confermando la solidità del proprio sistema portuale nonostante un contesto geopolitico internazionale complesso e fortemente variabile. Tra i mesi di gennaio e settembre, lo scalo giuliano ha movimentato 45,2 milioni di tonnellate di merci, registrando una crescita del 3,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un andamento favorevole che, sommato ai dati di Monfalcone, porta il Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale a superare quota 47,9 milioni di tonnellate complessive, evidenziando un’accelerazione significativa soprattutto nel corso del terzo trimestre.
Nonostante le tensioni lungo le rotte marittime tra Asia, Medio Oriente ed Europa, il porto di Trieste ha saputo intercettare con efficacia i flussi commerciali diretti verso l’Europa centro-orientale. Un contributo determinante arriva dalle rinfuse liquide, salite a 32,3 milioni di tonnellate con un incremento del 3,9%, dato che ribadisce la centralità dello scalo come snodo energetico strategico per mercati chiave come Austria, Germania e Repubblica Ceca attraverso l’oleodotto transalpino. Segnali di forte vitalità si registrano anche nel comparto dei container: dopo la flessione registrata nella prima parte dell’anno, il traffico ha invertito la rotta toccando i 528.125 TEU complessivi, sostenuto da un brillante +22,3% registrato nel solo terzo trimestre.
Parallelamente, prosegue l’espansione del settore Ro-Ro, che raggiunge quota 241.034 unità in crescita del 3,4%, confermando il primato nello Short Sea Shipping e la stabilità dei collegamenti con la Turchia. Tale dinamismo trova ulteriore slancio nel raddoppio della linea marittima con Damietta, un’iniziativa destinata a intensificare le relazioni commerciali con l’Egitto e a consolidare la presenza dello scalo nel bacino sud-orientale del Mediterraneo. Sul fronte opposto, permangono alcune criticità legate al comparto ferroviario, penalizzato da cantieri e limitazioni infrastrutturali sui corridoi europei e dalla temporanea chiusura dell’impianto di Tarvisio Boscoverde, fattori che hanno inciso sulla regolarità dei collegamenti e sui volumi complessivi dei treni merci manovrati.
Analizzando i risultati del porto di Monfalcone, il periodo gennaio-settembre archivia 2,7 milioni di tonnellate, evidenziando una riduzione del 15,68% che mostra tuttavia un netto recupero rispetto al calo registrato nel primo semestre. La flessione interessa prevalentemente le rinfuse solide e risente del confronto con i volumi record del 2025, anno in cui molte aziende avevano anticipato gli approvvigionamenti in vista del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), oltre che delle turbolenze energetiche legate alla situazione nello Stretto di Hormuz. In controtendenza positiva risultano invece le merci varie, cresciute del 16,69%, e il traffico commerciale dei veicoli, che ha mostrato segnali incoraggianti di ripresa nel mese di settembre.
Un quadro complessivo di resilienza e crescita commentato con soddisfazione dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo, il quale ha evidenziato come la ripresa dei container e il successo delle nuove linee marittime dimostrino la bontà del lavoro svolto in sinergia con gli operatori del settore. Guardando ai prossimi mesi, l’impegno dell’autorità portuale resterà focalizzato sul consolidamento dei traffici e sul confronto costante con i gestori delle reti ferroviarie europee per superare i colli di bottiglia infrastrutturali e garantire alle imprese collegamenti sempre più efficienti e competitivi.
