La compagnia aerea riduce i collegamenti su Alghero e Olbia a causa della mancata abolizione dell’addizionale municipale, lodando invece i risultati positivi registrati nelle altre regioni italiane.
La polemica sul trasporto aereo isolano si riaccende con l’annuncio ufficiale diramato da Ryanair. La compagnia ha reso noto il proprio operativo per la stagione invernale 2026 in Sardegna, confermando una contrazione dei voli sugli scali di Alghero e Olbia. La motivazione risiede nella persistente applicazione dell’addizionale municipale da parte della Regione, una tassa che secondo il vettore penalizza la competitività territoriale rispetto ad altre aree della penisola.
A differenza di quanto registrato in territori come Friuli-Venezia Giulia, Calabria, Abruzzo, Sicilia ed Emilia-Romagna — dove la totale rimozione dell’imposta ha generato una crescita a doppia cifra, nuovi velivoli e l’apertura di nuove rotte — la Sardegna sconta una programmazione penalizzante. L’operativo invernale 2026 prevede tagli del quindici percento ad Alghero e del cinquanta percento a Olbia, con la soppressione di almeno un collegamento. Di segno opposto la situazione a Cagliari, dove si registra una crescita con una nuova rotta per Forlì e frequenze potenziate verso Milano Malpensa e Venezia, portando il totale dei passeggeri stimati a superare i quattro milioni e mezzo annui e a sostenere oltre tremilacinquecento posti di lavoro locali.
La recente decisione della Giunta regionale di sospendere il tributo per le stagioni invernali 2026 e 2027 viene giudicata positivamente da Jason McGuinness, Chief Commercial Officer della compagnia, il quale tuttavia evidenzia come il provvedimento sia arrivato fuori tempo massimo per incidere sulla programmazione attuale e rimanga insufficiente rispetto all’obiettivo di un’abolizione permanente e annuale. Nel mirino del vettore finiscono anche i costi legati al sistema degli oneri di servizio pubblico, definiti inefficaci rispetto al minor costo di accesso garantito altrove.
L’offerta per il futuro resta comunque sul tavolo: se l’amministrazione sarda decidesse di allinearsi alle regioni più competitive eliminando stabilmente l’imposta, Ryanair è pronta a investire quattrocento milioni di dollari per l’introduzione di quattro aeromobili aggiuntivi, l’apertura di una nuova base nel nord dell’isola e la creazione di oltre novecento posti di lavoro nell’arco di un quinquennio.
