• 22 Ottobre 2026 01:07

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Green Logistics Expo 2026: a Padova il confronto sulla logistica sostenibile e intermodale

L’apertura della quarta edizione della fiera internazionale dedicata alla logistica sostenibile e all’intermodalità ha visto istituzioni e operatori a confronto sulle sfide della globalizzazione frammentata.

La quarta edizione di Green Logistics Expo ha preso il via a Padova, ponendo al centro del dibattito inaugurale la «globalizzazione frammentata» e il ruolo strategico della logistica per la competitività del sistema Paese. Nel corso della giornata del 14 ottobre, il confronto tra istituzioni, mondo accademico e operatori economici ha evidenziato come la catena di fornitura non rappresenti più una mera funzione di supporto, ma un pilastro essenziale e un valore aggiunto imprescindibile per l’industria manifatturiera ed esportatrice italiana.
Ad aprire i lavori è stato Luciano Greco, presidente di Interporto Padova, il quale ha illustrato come i recenti scuotimenti geopolitici e climatici abbiano trasformato la logistica in una fonte di rischio sistemico. L’impennata dei costi di noleggio e il crollo dei transiti nei principali colli di bottiglia globali, da Suez a Hormuz, continuano a generare ripercussioni dirette su inflazione e produzione industriale, colpendo in modo marcato l’economia nazionale e del Nordest. Su questa linea, Angela Stefania Bergantino, docente dell’Università di Bari, ha posto l’accento sull’impatto dei cambiamenti climatici sulle vie d’acqua internazionali, ribadendo la necessità di strategie congiunte a livello europeo.
Un cambio di prospettiva confermato anche dai dati richiamati nel corso dell’evento, secondo cui logistica e mobilità, comprensive dell’indotto e dell’economia del mare, generano circa il 20% del PIL nazionale. Un’importanza strategica ribadita da Paolo Guidi, presidente di Assologistica e direttore generale di CMA CGM Italy, il quale ha rimarcato che il Made in Italy sconta il peso dei costi energetici e di un’infrastruttura da potenziare: “Fare sistema è l’unica strada per un paese manifatturiero ed esportatore. Non esiste il risultato che arrivi da una singola azienda o da un singolo ente: dobbiamo lavorare tutti insieme”.
La resilienza e l’intermodalità sono state indicate come leve fondamentali per superare le tensioni delle reti globali. Sul fronte ferroviario, Cristian Colaneri, direttore di RFI, ha evidenziato che il Nordest concentra il 47% del traffico merci nazionale su ferro, a fronte di una quota modale regionale che si attesta poco sopra l’11%. La necessità di una forte regia pubblica e di una “guerra tra corridoi” che richiede investimenti strutturali è stata sottolineata da Zeno D’Agostino di Technital, mentre Alberto Milotti di FS Logistics ha illustrato le nuove iniziative dedicate alla sostenibilità dell’ultimo miglio urbano.
Gli interventi istituzionali e territoriali hanno inoltre messo in luce le difficoltà registrate dalle imprese esportatrici a fronte delle crescenti interruzioni nelle catene di fornitura. Marco D’Elia, in rappresentanza della Regione del Veneto, ha richiamato l’importanza del patto per la logistica e degli investimenti viari regionali, mentre Silvia Moretto di Confindustria Veneto Est ha ricordato come la complessità del contesto internazionale incida sulle aspettative di crescita delle aziende. In chiusura, è emersa con forza la richiesta di regole chiare, tempi autorizzativi certi e investimenti mirati nella transizione digitale e nella formazione, elementi imprescindibili per garantire al Paese e al territorio un futuro di crescita solida e sostenibile.