Scopri i dati del primo rapporto di Risposte Turismo su crociere traghetti e nautica nel paese
Il turismo via mare nel nostro Paese trova finalmente una lettura organica grazie alla prima edizione del Rapporto sul Maritime Tourism in Italia, studio firmato da Risposte Turismo, la società di ricerca e consulenza fondata e presieduta da Francesco di Cesare. Per la prima volta, l’ecosistema della vacanza e della mobilità marittima viene analizzato non più a compartimenti stagni, ma come unico grande sistema integrato che unisce crocieristica, trasporto passeggeri via traghetti, aliscafi e catamarani, e nautica da diporto. La prima edizione del Rapporto sul Maritime Tourism in Italia è disponibile da oggi sul sito di Risposte Turismo all’indirizzo www.risposteturismo.it/rapporto-sul-maritime-tourism-in-italia/ insieme a una videopresentazione di Francesco di Cesare – Presidente Risposte Turismo.
Lo studio unisce analisi inedite e dati ufficiali per offrire agli operatori e alle istituzioni una visione d’insieme strategica. Come sottolinea lo stesso presidente di Cesare, l’obiettivo è misurare il fenomeno turistico marittimo come un organismo fortemente interconnesso, fornendo uno strumento conoscitivo indispensabile per orientare le scelte future del comparto.
I numeri restituiti dall’osservatorio delineano un settore in forte espansione e di rilevanza cruciale per l’economia nazionale. Nel corso del 2025, i porti italiani hanno registrato oltre cento milioni di movimenti passeggeri, considerando chi sceglie di viaggiare su navi da crociera, traghetti o imbarcazioni private. Cifre che evidenziano il ruolo del turismo marittimo non soltanto come generatore di flussi, ma come un vero e proprio moltiplicatore di valore economico per i territori. A certificarlo è anche la mappatura realizzata dai ricercatori, che individua oltre cinquecento comuni — distribuiti tra le coste e l’entroterra — coinvolti nelle dinamiche economiche e logistiche generate dal settore.
Entrando nel dettaglio dei singoli comparti, la crocieristica incorona l’Italia come secondo Paese al mondo per movimentazione di traffico nei propri porti, subito dietro agli Stati Uniti e davanti alla Spagna. Con circa 15 milioni di passeggeri movimentati nel 2025, pari a circa il trentacinque percento del totale registrato nel bacino del Mediterraneo, il settore ha segnato un nuovo record storico con una crescita del 3,6 percento rispetto all’anno precedente. Le previsioni per la fine del 2026 indicano un ulteriore incremento, con oltre 15,3 milioni di passeggeri e quasi seimila toccate nave. Sebbene il traffico rimanga concentrato sul versante tirrenico — trainato da Civitavecchia, Napoli e Genova —, l’analisi evidenzia incoraggianti segnali di redistribuzione temporale e territoriale, con crescite significative registrate nelle isole e nei mesi di spalla, sintomo di una progressiva destagionalizzazione.
Sul fronte del trasporto passeggeri a corto e lungo raggio, il rapporto si è posto l’obiettivo di superare la storica frammentazione delle fonti mappando oltre sessanta scali e approdi non gestiti dalle Autorità di Sistema Portuale. Integrando queste rilevazioni con i dati ufficiali di Assoporti, la stima per il 2025 si attesta ad almeno 74,3 milioni di movimenti passeggeri, confermando l’importanza strategica di traghetti, aliscafi e catamarani per la mobilità e il turismo nazionale.
Anche la nautica da diporto trova ampio spazio nell’indagine, che accende i riflettori sulla domanda di charter attraverso un campione di trenta società e quarantatré basi operative distribuite principalmente tra Mar Tirreno e Sicilia. Il mercato si conferma vivace e sostenuto in gran parte dalla clientela domestica, che nel 2025 ha rappresentato il 54,1 percento del totale, mentre la quota internazionale si attesta al 45,9 percento grazie soprattutto ai flussi provenienti da Germania, Stati Uniti e Francia. Le prospettive per la stagione in corso appaiono favorevoli: oltre la metà degli operatori prevede un aumento della clientela, mentre sul fronte dell’offerta turistica il rapporto evidenzia la presenza di circa 172 mila posti barca a livello nazionale, con Liguria, Toscana, Sicilia e Sardegna in vetta alla classifica per capacità ricettiva.
