L’opera da 20 manufatti prefabbricati entra nella fase di cantiere più operativa per garantire la protezione del Porto Civico e rilanciare lo scalo turritano
Dopo le articolate fasi di progettazione, i monitoraggi ambientali, le opere propedeutiche e la preparazione dei fondali, il nuovo Antemurale del porto di Porto Torres entra ufficialmente nella sua fase più concreta. Con l’arrivo del terzo cassone prefabbricato, sono entrate nel vivo le operazioni di immersione e posa dei grandi manufatti in calcestruzzo destinati a costituire il prolungamento della diga a protezione del Porto Civico dalle mareggiate. Si tratta di uno degli investimenti infrastrutturali più rilevanti per il futuro dello scalo turritano, decisivo per ridefinire il layout portuale e potenziarne la capacità operativa.
Il progetto prevede l’affondamento progressivo di 20 unità complessive, prodotte in serie dalla società Sales nello stabilimento di Piombino e trasferite via mare fino a Porto Torres per essere posizionate sull’imbasamento già predisposto sui fondali. L’avanzamento del cantiere ha visto il previo soddisfacimento di complesse prescrizioni ambientali e storico-culturali legate al Decreto VIA dei Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali. Tra gli interventi propedeutici più delicati figura il trasferimento del fortino militare risalente alla Seconda Guerra Mondiale: la struttura è stata arrettrata di 170 metri sul Molo Alti Fondali mediante un’operazione di sollevamento e traslazione. Contestualmente, la statua della Madonnina è stata temporaneamente messa in sicurezza presso i locali della Soprintendenza in attesa del riposizionamento finale. Tali passaggi permetteranno il proseguimento dei lavori di resecazione della banchina esistente, che raggiungerà una lunghezza totale di circa 380 metri.
L’avvio della fase di posa segna il passaggio decisivo dalla pianificazione al cantiere operativo, come sottolineato dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, Domenico Bagalà: «Con l’avvio delle operazioni di immersione del primo cassone, quella che fino a ieri era una grande sfida progettuale diventa, oggi, opera concreta. Continueremo a seguire con la massima attenzione ogni sviluppo futuro degli interventi affinché l’opera possa al più presto diventare un nuovo volano di sviluppo e garantire ulteriori opportunità di crescita sia per lo scalo Porto Torres che per l’intero Sistema portuale della Sardegna».

