• 22 Ottobre 2026 03:10

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Lago Fusaro liberato dalla plastica via al progetto RIPA contro l inquinamento delle acque

Sei tonnellate di rifiuti rimossi grazie al piano dell Autorità di Bacino e al coinvolgimento dei ragazzi di Nisida per tutelare gli ecosistemi acquatici

Bacoli – Sei tonnellate di rifiuti plastici rimossi dai fondali, un ecosistema lacustre che torna a respirare e un percorso di riscatto sociale che unisce le istituzioni ai ragazzi del carcere minorile di Nisida. È partito ufficialmente oggi dal Lago Fusaro, a Bacoli, il Progetto RIPA (Riduzione dell’Inquinamento da Plastica nelle Acque), l’ambizioso piano promosso dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e presentato al Parco Borbonico. L’iniziativa punta a trasformare la pulizia delle acque in dati scientifici preziosi per prevenire l’inquinamento e bloccare il flusso della plastica verso il mare.

A sottolineare la portata strategica dell’intervento è Vera Corbelli, Segretario generale dell’Autorità di Bacino: «La tutela degli ecosistemi richiede un approccio integrato che contrasti le pressioni antropiche e i loro effetti devastanti sulla catena alimentare. Finanziato dal MASE e inserito nel Piano di Gestione delle Acque, il Progetto RIPA unisce la pianificazione di bacino a interventi concreti, trasformando il recupero dei rifiuti in una leva fondamentale per orientare le future azioni di prevenzione e consolidare la partecipazione delle comunità».

Un concetto condiviso da Vincenzo Imperatore, presidente dell’Ente Parco dei Campi Flegrei, che ha evidenziato il valore umano e collettivo dell’operazione: «Con il Progetto RIPA, avviato in via sperimentale proprio al Fusaro, si concretizza l’impegno comune per liberare le nostre acque dalla plastica, tutelando il patrimonio ambientale e culturale attraverso la collaborazione tra enti, associazioni e cittadini».

Il piano d’azione non si ferma ai Campi Flegrei ma si estende a sei aree pilota del Distretto idrografico, comprendendo i bacini fluviali di Ofanto, Sele, Biferno, Agri e Crati. Grazie all’impiego di barriere galleggianti, interventi di raccolta mirata e operazioni di River e Beach Litter, il progetto mappa minuziosamente la tipologia e la provenienza dei rifiuti. Un lavoro tecnico e di ricerca – illustrato durante la giornata da Donato Sollitto, Luigi Piscitelli e Rosario Santanastasio – che trova il suo punto di forza nella cooperazione territoriale, approfondita anche nel corso della tavola rotonda moderata dalla giornalista Maria Cava con il contributo di amministratori, esperti e del mondo accademico e militare.

Nato nel solco della Legge Salva-Mare e del programma triennale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il modello sperimentale del Lago Fusaro dimostra come la salvaguardia delle risorse idriche e costiere passi necessariamente attraverso la sinergia tra ricerca scientifica, pianificazione e consapevolezza sociale.