• 22 Ottobre 2026 02:16

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Restauro ambientale a Punta Campanella, parte il progetto Green Sea per la posidonia

Iniziato nella Baia di Ieranto il trapianto di talee e biostuoie per recuperare i fondali danneggiati dalle ancore in collaborazione con ISSD e Università di Genova

Al via nella Baia di Ieranto, nel cuore dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, il progetto “Green Sea”, un’iniziativa di restauro ambientale per estendere le praterie di Posidonia oceanica e rimarginare le ferite lasciate dal passato sui fondali marini.

L’intervento, già completato con l’installazione dei primi impianti su una superficie di cento metri quadri, è realizzato dall’International School for Scientific Diving (ISSD – ETS) in collaborazione con il DISTAV dell’Università di Genova e con il sostegno della Fondazione Deutsche Bank Italia. Nei giorni scorsi i subacquei hanno posizionato biostuoie biodegradabili e circa duemila talee, ricavate da materiale naturalmente distaccato per evitare qualsiasi impatto sulle praterie esistenti.

La Baia di Ieranto, tutelata da quasi trent’anni come zona B di riserva generale e gestita in sinergia con il FAI, proprietario della parte terrestre, rappresenta oggi un laboratorio di turismo responsabile. Prima dell’istituzione dell’area protetta, tuttavia, la zona era meta di un intenso traffico diportistico e i fondali hanno subito a lungo la pressione degli ancoraggi indiscriminati. Sebbene oggi l’accesso sia contingentato e si sosti solo su boe autorizzate, sottolivello persistono chiazze degradate e vuoti nella vegetazione marina.

“L’area scelta non è casuale – spiega Carolina Mazzella, Presidente dell’AMP Punta Campanella –. Ieranto ha un passato di sfruttamento e un presente di tutela. Questo progetto ha un duplice obiettivo: ripristinare un habitat danneggiato e lanciare un messaggio forte. Proteggere il mare significa prima di tutto evitare di danneggiarlo, perché i fondali conservano a lungo i segni delle nostre azioni e la natura impiega molto tempo a rimarginare le ferite”.

Punta Campanella è la seconda area marina protetta italiana a ospitare il progetto Green Sea, dopo l’intervento pilota avviato nel 2024 nell’AMP delle Cinque Terre, dove i monitoraggi hanno registrato un tasso di sopravvivenza delle talee pari al 60% e un’ottima integrazione delle biostuoie. Le attività sono coordinate da Stefano Acunto, direttore dell’ISSD.

“Le praterie di posidonia rappresentano un habitat fondamentale per l’equilibrio ecologico del Mediterraneo – sottolinea Acunto –. Formano veri e propri boschi sommersi ricchi di biodiversità, producono ossigeno, assorbono anidride carbonica, proteggono le coste dall’erosione e offrono rifugio a numerose specie. Oggi sono messe a dura prova dai cambiamenti climatici, dall’aumento delle temperature marine, dalla pesca a strascico e dagli ancoraggi, rendendo il loro ripristino una sfida cruciale”.

Il progetto, presentato lo scorso 6 ottobre a Napoli presso il Museo Darwin Dohrn, unisce così ricerca scientifica, tutela attiva e sensibilizzazione per restituire integrità a uno degli ecosistemi più preziosi del litorale campano.