• 2 Novembre 2026 21:22

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Taranto capofila della transizione ecologica: nasce la prima Comunità Energetica Rinnovabile Portuale d’Italia

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio inaugura NET – New Energy Taranto, un modello innovativo che unisce imprese, associazioni e famiglie per la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile dello scalo.

Taranto volta pagina e punta con decisione sulle fonti rinnovabili. Sotto l’egida dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, guidata dal presidente Giovanni Gugliotti, è stata infatti costituita ufficialmente oggi la prima Comunità Energetica Rinnovabile Portuale in ambito nazionale, che assume la denominazione NET – New Energy Taranto.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di dare concreta attuazione agli obiettivi di decarbonizzazione e transizione energetica attraverso un patto condiviso con gli stakeholder, confermando lo scalo ionico come polo energetico di riferimento. Il progetto coinvolge in questa prima fase dodici importanti realtà, tra cui imprese operanti in ambito portuale come Gap Energy Italia 1 s.r.l., Baja delle Sirene s.n.c. di Santamato Arcangelo e Vincenzo & C., M-LOG s.r.l., Pentashipping s.r.l., Peyrani Sud s.p.a., il Gruppo Ormeggiatori dei Porti di Taranto e Gallipoli Soc. Coop S.C., Mantua & De Iacovo Shipping s.r.l., Bio-Consulting s.r.l. e Barion s.r.l., oltre ad associazioni della rete dell’AdSP come Jonian Dolphin Conservation e l’A.P.S. Officina Maremosso, attive nel territorio adiacente all’area portuale.

La nuova configurazione associativa si propone di agevolare e rafforzare la produzione distribuita, lo scambio e l’accumulo di energia pulita, promuovendo al contempo l’autoconsumo collettivo, il contrasto alla povertà energetica e nuove forme di efficientamento e riduzione dei consumi. Particolare rilievo assume la forte vocazione inclusiva del progetto: nei prossimi giorni, infatti, aderiranno formalmente a NET anche alcune famiglie residenti nelle aree-cerniera tra porto e città, appartenenti ai quartieri vulnerabili di Tamburi, Città Vecchia e Porta Napoli. L’iniziativa rimarrà inoltre aperta alle future adesioni di imprese, associazioni e nuclei familiari che ricadono nelle zone individuate.

“Questa operazione, dai contenuti sostanziali e pragmatici – sottolinea Giovanni Gugliotti, presidente dell’AdSP del Mar Ionio – segna una svolta nella storia del porto, sia per il metodo basato su un consenso preventivo e diffuso, sia per l’individuazione di obiettivi sinergici fra porto e comunità locale. Il risultato odierno è frutto di una collaborazione intensa con il Gestore dei Servizi Energetici – GSE, che ha affiancato la struttura nei mesi scorsi e al quale va il mio personale ringraziamento.”

L’ente portuale tarantino, primo in Italia, aveva già sottoscritto nel 2025 un protocollo d’intesa con il GSE per ricevere supporto in materia di transizione energetica. Questa sinergia proseguirà anche per la gestione di NET, con l’obiettivo di sviluppare un modello replicabile a livello nazionale.

L’iniziativa si inserisce perfettamente nel quadro della strategia europea per i porti verdi recepita nel POT 2026-2028, approvato dal Porto di Taranto nel marzo 2026. Tale pianificazione ha anticipato le direttive del Ministero vigilante tramite la Direttiva MIT 102/2026, la quale prescrive la costituzione di una CER in ambito portuale con il coinvolgimento attivo dei terminalisti e l’adozione di specifici atti formali da parte delle autorità di sistema.