Dal Salone Nautico di Puglia (SNIM) l’appello per semplificare le procedure portuali, investire nella formazione e valorizzare il potenziale economico del Sud, trainato dai record globali della cantieristica italiana
BRINDISI – Fare rete per potenziare la competitività, facilitare l’accesso alle competenze e stringere il dialogo con le istituzioni. Con questi obiettivi si è svolto al Marina di Brindisi il primo Forum delle Imprese Nautiche del Mezzogiorno, ospitato all’interno del Salone Nautico di Puglia – SNIM (in programma fino al 26 ottobre). Il confronto tra operatori e rappresentanti istituzionali ha fatto emergere le priorità per colmare il divario di valore aggiunto con il resto d’Italia, puntando sul rafforzamento delle filiere, sull’internazionalizzazione e sulla sburocratizzazione dei porti turistici.
L’evento, inaugurato dagli interventi di Giuseppe Meo, Toni Matarrelli, Giuseppe Danese e Claudio Gorelli, è entrato nel vivo con l’analisi dello stato di salute del settore illustrata da Tommaso Filì (Confindustria Nautica) e Alessandro Battaglia (CNA Nautica). I dati de “La Nautica in Cifre – LOG 2025” confermano il momento d’oro della cantieristica tricolore: un fatturato record di 8,72 miliardi di euro (+1,4%), oltre 32 mila addetti e un export che supera il 70% del totale, consacrando l’Italia come secondo esportatore mondiale (21,3% del mercato globale), primo per surplus commerciale (4,4 miliardi di dollari) e leader incontrastato nei superyacht con 568 unità in costruzione.
Tuttavia, il quadro geografico evidenzia un Sud che esprime una forte vocazione per la ricettività – custodendo 459 infrastrutture portuali e il 47% dei posti barca nazionali (oltre 81 mila) – ma che sconta una presenza ancora limitata nella produzione industriale, dove l’unico polo meridionale tra i primi cinque d’Italia resta la provincia di Napoli. Per invertire la rotta, il dibattito moderato da Maurizio Bulleri e arricchito dai contributi di Marco Monsurrò, Barbara Cimmino e Stefano Salvatore Cristaldi ha indicato la strada della cooperazione e del sostegno mirato.
Le risposte del Governo e del Parlamento sono arrivate dagli interventi di Amerigo Splendori, del deputato Gimmi Cangiano (presidente dell’Intergruppo Parlamentare per la Nautica) e di Pierpaolo Ribuffo (capo del Dipartimento per le Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri). Quest’ultimo ha rimarcato la crescita record dell’economia del mare nel Mezzogiorno – capace di generare 27 miliardi di valore aggiunto (+73% in sei anni) e 425 mila occupati – annunciando l’impegno stringente per riformare la disciplina dei dragaggi e superare il DPR 509 sulla portualità turistica entro la prossima edizione dello SNIM. Sulla stessa linea Gimmi Cangiano, che ha sottolineato l’importanza della ZES Unica per le aziende nautiche e della formazione come leva per offrire occupazione qualificata ai giovani, e Barbara Cimmino, che ha ribadito il ruolo chiave dell’internazionalizzazione tramite strumenti come ExPAnD per valorizzare il Made in Italy nel mondo.
