• 31 Ottobre 2026 10:57

Seareporter.it

Quotidiano specializzato in politica dei trasporti marittimi

GNV e la sfida della transizione ecologica: Catani chiede regole eque e investimenti per il trasporto marittimo

Il CEO della compagnia interviene alla Naples Shipping Week: «L’ETS rischia distorsioni competitive. Avviato un piano da 1,3 miliardi per il rinnovo della flotta».

Napoli – Regole equilibrate, protezione della competitività e investimenti mirati per accompagnare la transizione ecologica senza penalizzare gli operatori. È il messaggio lanciato da Matteo Catani, CEO di GNV, intervenuto al panel “La voce degli armatori” nel corso della Naples Shipping Week. Al centro del dibattito ci sono l’impatto del sistema ETS (Emission Trading System), la digitalizzazione e il piano industriale della compagnia.

Secondo Catani, il costo dell’energia rappresenta una voce pesante per la struttura dei costi di GNV. Sebbene in teoria gli oneri dell’ETS possano essere ribaltati lungo la filiera, la concorrenza con altre modalità di trasporto non soggette agli stessi vincoli rende il passaggio complesso, rischiando di drenare risorse preziose destinate agli investimenti.

A preoccupare la compagnia è soprattutto il disallineamento temporale tra l’avvio dell’ETS marittimo (partito nel 2024) e l’introduzione dell’ETS2 per il trasporto stradale, prevista nel 2028. Il pericolo concreto è il ritorno delle merci sulla strada non per efficienza, ma per un vantaggio normativo artificiale, penalizzando le autostrade del mare nate per alleggerire il traffico terrestre. A questo si aggiungono i rischi di delocalizzazione dei traffici verso porti extraeuropei e la necessità di rivedere i criteri di esenzione per i collegamenti insulari, tenendo conto delle condizioni socioeconomiche dei territori.

«Non mettiamo in discussione gli obiettivi di decarbonizzazione: chiediamo correttivi che garantiscano condizioni concorrenziali equilibrate e consentano di trasformare quegli obiettivi in investimenti, innovazione e riduzione reale delle emissioni — ha sottolineato Matteo Catani —. Altrimenti rischiamo di indebolire proprio il settore che può contribuire concretamente alla transizione».

Guardando al futuro e alle opportunità del Mediterraneo occidentale — favorite anche dal fenomeno del nearshoring verso il Nord Africa —, GNV punta su una strategia fondata su rinnovamento e tecnologia. La compagnia ha varato un piano da 1,3 miliardi di euro per otto nuove navi: unità con capacità quasi doppia rispetto alla generazione precedente e una riduzione di consumi ed emissioni del 50%. Quattro navi sono già state consegnate, mentre le altre arriveranno a partire dalla fine del 2027.

Accanto ai mezzi navali, l’azienda scommette sulla digitalizzazione e sull’intelligenza artificiale per ottimizzare l’efficienza operativa e migliorare il rapporto con i clienti. Sul fronte energetico, infine, Catani rimarca la necessità di supportare lo sviluppo dei carburanti alternativi — frenati da costi elevati e scarsa disponibilità — auspicando che una parte delle risorse generate dai meccanismi di decarbonizzazione venga reinvestita direttamente nel settore marittimo.