Un’analisi approfondita sulla cantieristica ligure tra sfide infrastrutturali, occupazione record e fabbisogni formativi nel primo rapporto dell’Osservatorio socioeconomico.
Genova – Un quadro economico solido, una fitta rete di specializzazioni e una forte vocazione internazionale, ma anche la necessità urgente di nuovi spazi e di personale qualificato. Sono questi i temi al centro del primo rapporto dell’Osservatorio socioeconomico “Imprese, Lavoro, Valore”, presentato oggi nella Sala del Capitano di Palazzo San Giorgio e promosso in sinergia da Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Confindustria Genova e Unione Industriali Savona.
Lo strumento di monitoraggio nasce per mappare in modo continuativo il comparto della costruzione e riparazione navale e nautica tra Genova e Savona–Vado Ligure. I numeri della prima rilevazione restituiscono la dimensione di un pilastro strategico per la Blue economy nazionale: nel 2024 il settore ha registrato circa 2 miliardi di euro di valore della produzione, oltre 500 milioni di valore aggiunto e più di 10 mila occupati, tra diretti e indiretti.
L’indagine, basata su un protocollo d’intesa e su un campione di 87 imprese mappate, evidenzia una netta polarizzazione geografica e produttiva. A Genova il valore della produzione sfiora gli 1,9 miliardi di euro, mentre nell’area di Savona–Vado Ligure supera i 50 milioni, con una prevalenza della costruzione nautica. Il sistema produttivo si regge su grandi aziende capocommessa affiancate da una fitta rete di piccole e medie imprese specializzate in oltre sessanta professionalità diverse, dai carpentieri ai tecnici di bordo.
Nonostante la crescita confermata rispetto al 2021 e un’incidenza occupazionale nel distretto genovese di gran lunga superiore alla media nazionale, emergono nodi critici legati alla saturazione delle infrastrutture esistenti. I bacini di carenaggio registrano un altissimo livello di utilizzo e la domanda potenziale si scontra con i limiti fisici degli spazi portuali. A ciò si aggiunge il disallineamento sul fronte del lavoro: le imprese segnalano crescenti difficoltà nel reperire figure tecniche e artigianali capaci di coniugare competenze tradizionali e nuove tecnologie digitali ed elettroniche.
La presentazione del rapporto ha visto l’intervento delle principali istituzioni locali e nazionali, che hanno sottolineato l’importanza di fare rete per accompagnare la crescita del settore.
Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha evidenziato come la riforma dei porti debba puntare a valorizzare le filiere che generano occupazione e investimenti: «La sfida è trasformare questo patrimonio di competenze in nuove opportunità di sviluppo, superando i limiti infrastrutturali e la carenza di professionalità specializzate».
Sulla stessa linea Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, che ha ribadito la centralità della cantieristica per l’identità produttiva regionale: «L’Osservatorio ci permetterà di seguirne i cambiamenti, riconoscere per tempo le difficoltà e le opportunità e lavorare insieme sulle condizioni che possono sostenerne la crescita».
Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha posto l’accento sulla necessità di sburocratizzare e accelerare sui grandi cantieri in corso, citando l’impatto economico degli investimenti infrastrutturali: «In Liguria ci sono investimenti in corso per circa 17 miliardi di euro, dalla nuova Diga al Terzo Valico, pensati per accogliere navi più grandi e garantire nuove ricadute sul territorio».
Anche il Comune di Genova, attraverso il vicesindaco Alessandro Terrile, ha rimarcato il valore storico e sociale della navalmeccanica: «Parliamo di aree con un’incidenza di occupati per metro quadro superiore a qualsiasi altra parte del porto. Le grandi opere in programma, dal Piano Regolatore Portuale al tunnel subportuale, dovranno integrarsi con lo sviluppo della produzione e del quartiere di Sestri Ponente».
L’architettura tecnica dell’Osservatorio è stata approfondita da Tito Vespasiani, segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale, che ha sottolineato l’importanza di disporre di indicatori dinamici per orientare le scelte future. Dal mondo associativo sono arrivate le conferme dell’impegno industriale: Marco Ghiglione, vicepresidente di Confindustria Genova con delega all’Industria del Porto, ha ricordato come il comparto rappresenti una delle poche realtà in cui si continua a investire massicciamente, mentre Caterina Sambin, presidente di Unione Industriali Savona, ha evidenziato la cantieristica come asset fondamentale per lo sviluppo dell’intera economia marittima ligure.
