La U.S. Customs and Border Protection introduce la dichiarazione elettronica ACE e dazi ordinari: le quattro priorità per i retailer
Le aziende che spediscono merci negli Stati Uniti tramite i canali postali si trovano ad affrontare una delle più significative trasformazioni operative degli ultimi anni. Le nuove procedure introdotte dalla U.S. Customs and Border Protection (CBP) prevedono l’invio di dati aggiuntivi sulle spedizioni, il ricorso obbligatorio all’intermediazione doganale e l’applicazione dei dazi ordinari sulle importazioni, modificando profondamente l’attuale gestione dei flussi postali verso il Paese. Le dichiarazioni doganali dovranno essere presentate dall’importatore, dall’acquirente o da un broker doganale autorizzato: di conseguenza, molti retailer potrebbero avere la necessità di affidarsi a un intermediario specializzato per conformarsi ai nuovi requisiti.
La nuova procedura consentirà ad alcune spedizioni postali di valore pari o inferiore a 2.500 dollari di continuare a beneficiare dello sdoganamento semplificato, pur prevedendo l’applicazione dei dazi. La CBP sta progressivamente introducendo la trasmissione elettronica delle dichiarazioni doganali tramite il sistema ACE. A partire dal 22 ottobre, l’attuale modello di sdoganamento postale sarà sostituito dalla nuova procedura Entry Type 13 (Informal Mail Entry): tutte le spedizioni postali entro la soglia dei 2.500 dollari dovranno quindi essere dichiarate elettronicamente. Per i clienti di Spring GDS, questo adempimento sarà gestito nell’ambito del servizio già esistente, assicurando la piena conformità alle nuove disposizioni senza aggiungere complessità operative.
Quando richiesto, le spedizioni saranno inoltre sottoposte ai controlli delle Partner Government Agencies (PGA). Per determinate categorie di prodotti potrebbe essere necessario fornire informazioni o certificazioni supplementari, come la documentazione prevista dalla Food and Drug Administration (FDA) o dalla Consumer Product Safety Commission (CPSC), al fine di agevolare le operazioni di sdoganamento. Come sottolineato da Gabriele Bavera, Managing Director di Spring GDS Italia, ad affrontare al meglio questi cambiamenti saranno soprattutto le aziende capaci di muoversi in anticipo, garantendo dati di prodotto accurati e una chiara visibilità sui dazi già in fase di checkout.
Per i retailer che esportano negli Stati Uniti emergono dunque quattro priorità operative fondamentali: assicurarsi che i dati di prodotto siano completi e corretti (inclusi i codici HS, il Paese di origine e il peso), verificare quali beni siano soggetti ai requisiti di agenzie come FDA o CPSC, rivedere le procedure doganali e il calcolo del costo complessivo a destino per comunicare i dazi prima dell’acquisto, e infine affidarsi a partner logistici qualificati in grado di gestire l’intermediazione e la trasmissione elettronica dei dati senza interrompere la fluidità dell’esperienza cliente.
