• 22 Ottobre 2026 01:08

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Cluster BIG entra in EIT Water la Blue Economy italiana guarda all’Europa

Il network nazionale anticipa i tempi e diventa Membro Strategico della nuova comunità europea per l’innovazione sostenibile nell’acqua e nell’ambiente marino

NAPOLI – Un passo in avanti strategico per la Blue Economy italiana, che si assicura un ruolo di primo piano nel panorama europeo ancor prima del battesimo ufficiale della nuova piattaforma continentale. Il Cluster Tecnologico Nazionale dell’economia del mare ha infatti anticipato i tempi, formalizzando il proprio ingresso come Membro Strategico di EIT Water, l’organizzazione dell’Unione Europea concepita per sostenere la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo sostenibile nei comparti idrici, marini e marittimi.

La nuova realtà è stata svelata ufficialmente a Malaga di fronte a una platea di esperti, istituzioni e operatori economici. Sostenuta dall’EIT, la KIC (Knowledge and Innovation Community) unisce imprese, centri di ricerca e decisori politici per accelerare la transizione ecologica e tecnologica legata alla risorsa acqua in Europa. L’annuncio dell’adesione del network italiano è arrivato direttamente a Napoli, durante l’assemblea dei soci del Cluster BIG, per voce del presidente Giorgio Ricci Maccarini.

Illustrando la portata dell’accordo, Giorgio Ricci Maccarini ha sottolineato la valenza di questo traguardo, condiviso con i soci prima della partenza per la Spagna: l’obiettivo è fare rete unendo università, imprese e settore pubblico per trasformare le idee in progetti concreti e mobilitare investimenti mirati. Questa sinergia permetterà all’Italia non solo di esportare le proprie competenze nel Mediterraneo, ma anche di adottare una visione globale dell’idrosfera, che dai bacini fluviali e dalle falde acquifere si estende fino ai porti e ai fondali marini.

Sulla stessa lunghezza d’onda si inserisce il commento di Mikael Kamp Sørensen, CEO di EIT Water, che ha espresso grande soddisfazione per l’ingresso del network italiano, definendolo un partner naturale grazie al decennale impegno nella promozione di partenariati pubblico-privati. L’obiettivo comune, ora, è capitalizzare le risorse comunitarie per tradurle in crescita industriale e sostenibilità concreta per l’intero sistema Paese.