• 12 Settembre 2026 16:10

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La ricetta di Von der Leyen al G7 per difendere l’economia dalle tempeste geopolitiche

DiCatello Scotto Pagliara

Lug 14, 2026

La Presidente della Commissione Europea propone una strategia a doppio binario per blindare l’industria e diversificare le catene di approvvigionamento di materie prime critiche

Évian, Francia – L’interconnessione tra le crisi geopolitiche e la stabilità economica globale è stata al centro dell’intervento di Ursula von der Leyen al vertice dei leader del G7. La Presidente della Commissione Europea ha delineato con estrema chiarezza la strategia dell’Unione per proteggere il mercato unico e incrementare l’autonomia strategica del blocco occidentale di fronte alle minacce globali.

Nel corso del suo intervento alle sessioni di lavoro, la Presidente ha affrontato direttamente i nodi cruciali che uniscono la sicurezza militare alla tenuta industriale. Il discorso integrale ha evidenziato come l’instabilità geopolitica e le distorsioni dei mercati internazionali non siano più dinamiche scindibili, ma elementi di un’unica, complessa sfida globale.

“Oggi la nostra discussione sul G7 si concentra su due sfide strettamente collegate”, ha esordito Ursula von der Leyen. “Innanzitutto, squilibri strutturali nell’economia globale, inclusi persistenti sovrapcapacità nei settori strategici. In secondo luogo, le crisi che ci colpiscono tutti: la guerra della Russia contro l’Ucraina, il conflitto in Medio Oriente e le emergenze sanitarie. Queste crisi spesso amplificano vulnerabilità esistenti. Gli shock geopolitici possono aggravare le sfide economiche strutturali. Hormuz ne è un esempio”.

Il richiamo allo Stretto di Hormuz è servito alla leader dell’esecutivo UE per rimarcare come la vulnerabilità delle rotte marittime commerciali possa riflettersi immediatamente sulle catene di approvvigionamento energetico e manifatturiero globali. Per rispondere a questa instabilità, la ricetta europea si articola su un doppio binario strategico, teso sia a diversificare le dipendenze esterne sia a blindare l’apparato produttivo interno.

“Come partner, il nostro lavoro ha due filoni”, ha proseguito la Presidente. “La prima è esterna. Continueremo a costruire una rete più stretta di partnership affidabili, amplieremo i legami commerciali preferenziali e diversificheremo le nostre fonti di materie prime critiche. La seconda inizia a casa. Dobbiamo rafforzare la nostra resilienza, nel settore manifatturiero, tecnologico, energetico e difensivo. Questo significa creare le giuste condizioni affinché l’industria prosperi. E assicurarci di avere gli strumenti giusti per proteggere il nostro mercato quando necessario. Questo lavoro continuerà al Consiglio Europeo”.

L’agenda illustrata da Ursula von der Leyen punta a un profondo cambio di paradigma: la transizione dal concetto di globalizzazione deregolamentata a quello di de-risking, in cui la sicurezza nazionale, l’etica delle catene di fornitura e la tutela dell’industria locale diventano i veri pilastri della politica economica del prossimo decennio.