Nuova programmazione finanziaria e opere strategiche per i porti sardi: focus su infrastrutture, cantieristica e sviluppo internazionale
Un equilibrio finanziario complessivo tra entrate ed uscite di quasi 192 milioni di euro, oltre 114 milioni di investimenti e una programmazione fortemente improntata alla prudenza. Sono questi i numeri chiave del bilancio di previsione 2027, approvato oggi dal Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna nella sala riunioni dei nuovi uffici dell’Ente a Oristano. Un documento economico che recepisce le incertezze dello scenario internazionale, segnato dall’incremento dei costi del combustibile e dalla piena applicazione della normativa ETS al trasporto marittimo, fattori che rischiano di incidere sulle frequenze dei servizi di linea.
Punto di forza del previsionale restano gli investimenti, inseriti nell’aggiornamento del Programma triennale delle opere pubbliche 2026–2028, che stanzia oltre 104 milioni di euro nel triennio per tutti e nove i porti del sistema isolano. Tra i cantieri principali figurano il primo lotto dei dragaggi a Olbia, la riqualificazione del porto turistico di Su Siccu a Cagliari e la realizzazione della darsena per i mezzi di servizio di Porto Foxi. A questi si aggiungono l’elettrificazione delle banchine di Porto Torres per il collegamento con l’Asinara, finanziata tramite fondi FSC, gli accordi quadro per la manutenzione dei porti del Sud Sardegna e interventi mirati nel capoluogo regionale, dai segnalamenti marittimi del Porto Canale alla nuova illuminazione di via Roma.
Il 2027 rappresenterà inoltre l’anno dell’integrazione e dello sviluppo all’interno del Piano Operativo Triennale. Tra gli obiettivi figurano la conclusione del Documento di Programmazione Strategica di Sistema, il completamento dell’elettrificazione delle banchine, la messa a regime del Port Community System e la prosecuzione delle attività sul Porto Canale di Cagliari come hub multipurpose. Particolare attenzione è riservata allo scalo di Olbia, per il quale il Comitato ha adottato l’Adeguamento tecnico funzionale (ATF) del Piano Regolatore Portuale, definendo la destinazione delle due vasche di colmata antistanti l’ex stabilimento Palmera per raccordarle con le aree della cantieristica nautica e soddisfare i rilievi espressi dal Tar Sardegna.
Sul fronte della governance e della promozione, il Comitato ha approvato la revisione del Piano dell’organico dei porti di Sistema (POPS) e fatto il punto sulle concessioni demaniali e sul Piano marketing 2027. Quest’ultimo si concentrerà sullo sviluppo della crocieristica e del segmento luxury — con il posizionamento di Olbia come home port per il mercato statunitense —, sul rilancio del traffico merci verso il Nord Africa e sulla partecipazione coordinata da Assoporti alle fiere internazionali della logistica.
Un ruolo di primo piano avrà anche la promozione territoriale, a partire dalla partecipazione al Sardinia Boat Show, in programma a Olbia dal 29 maggio al 6 giugno 2027 tra il molo Brin, il porto vecchio e il waterfront. L’evento metterà al centro la costruzione e il refit delle imbarcazioni, valorizzando i collegamenti aerei diretti con New York e integrando la filiera produttiva con i percorsi formativi di UniOlbia e dell’Università di Cagliari.
«Il bilancio e il programma delle opere approvati oggi tengono insieme prudenza e capacità di investimento – spiega Domenico Bagalà, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna –. In un contesto in cui i costi del trasporto marittimo gravano sull’Isola più che altrove, abbiamo scelto stime di entrata realistiche, senza rallentare le opere che interessano tutti i nostri porti, a partire dall’approfondimento dei fondali di Olbia. L’adeguamento sulle vasche ex Palmera va nella stessa direzione: dare una destinazione certa a un’area dismessa e rafforzare un polo della cantieristica già consolidato, con un percorso che sarà condotto nel pieno rispetto del paesaggio».
