• 13 Luglio 2026 08:14

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Nautica di lusso, il Tribunale di Firenze revoca le misure protettive per cinque armatori di The Italian Sea Group

I giudici accolgono il reclamo ma la società di Marina di Carrara precisa che il provvedimento non pregiudica il piano di riequilibrio e la prosecuzione del dialogo con gli stakeholder

Marina di Carrara – Nuovi sviluppi nella procedura di composizione negoziata della crisi avviata lo scorso 16 marzo da The Italian Sea Group S.p.A., colosso della nautica di lusso noto a livello globale per marchi prestigiosi come Admiral, Tecnomar, Perini Navi, Picchiotti, NCA Refit e Celi 1920. Il Tribunale di Firenze ha depositato in data odierna un’ordinanza con cui ha accolto i reclami presentati da cinque armatori, riformando parzialmente il precedente provvedimento dello scorso 20 aprile che aveva inizialmente confermato le misure protettive per la durata di quattro mesi.

La decisione dei giudici fiorentini arriva dopo l’udienza dello scorso 27 maggio, durante la quale erano stati discussi i ricorsi promossi dai cinque committenti contro il blocco che vietava loro di risolvere i contratti in essere o di esercitare le altre facoltà previste dagli accordi. Secondo quanto stabilito dal Tribunale, le imbarcazioni già di proprietà dei reclamanti non possono essere assoggettate alle misure protettive, poiché non sono qualificabili come beni dell’imprenditore o beni strumentali all’esercizio dell’impresa. Di conseguenza, i cinque armatori non possono essere considerati creditori soggetti a tali vincoli, dato che il loro diritto a ottenere l’adempimento dei rapporti pendenti non può essere soddisfatto tramite azioni esecutive o cautelari su tali beni.

La revoca delle tutele legali ha un valore circoscritto e non generale. Il provvedimento dispone infatti l’annullamento delle misure protettive esclusivamente nei confronti dei cinque soggetti che hanno presentato ricorso. Per tutti gli altri armatori e per la totalità dei creditori di The Italian Sea Group, i vincoli rimangono pienamente validi ed efficaci fino alla scadenza naturale della durata già fissata dal Tribunale.

I vertici della società toscana hanno voluto rassicurare il mercato in merito alla stabilità dell’operazione di risanamento in corso. L’azienda ha infatti evidenziato che la pronuncia dei giudici non pregiudica in alcun modo la prosecuzione delle trattative e del confronto con i principali stakeholder, tra cui figurano gli altri armatori, i fornitori e gli istituti finanziari. Tutte le interlocuzioni proseguiranno regolarmente all’interno della cornice tracciata dalle Linee Guida del Piano di riequilibrio economico-finanziario attualmente in fase di esecuzione.

Per quanto riguarda i rapporti contrattuali con le società armatrici coinvolte, l’azienda sottolinea che nella sostanza della relazione commerciale non cambia nulla. La dirigenza di The Italian Sea Group ha infine confermato l’impegno a mantenere la massima trasparenza, garantendo che continuerà a fornire al mercato e agli investitori tempestivi aggiornamenti sia sugli sviluppi futuri della procedura, sia sulle eventuali nuove iniziative che verranno intraprese nel pieno rispetto delle normative vigenti.