Il socio di minoranza contesta il voto dell’assemblea e chiede l’intervento del Golden Power per congelare la nomina del nuovo consiglio di amministrazione
Bologna – Si preannuncia una dura battaglia legale e finanziaria attorno a Ferretti S.p.A., uno dei marchi simbolo della nautica e del lusso Made in Italy. Il socio di rilievo KKCG Maritime ha depositato un ricorso d’urgenza presso la Sezione Specializzata in Materia di Impresa del Tribunale di Bologna per chiedere il congelamento immediato delle principali delibere approvate dall’Assemblea degli Azionisti lo scorso 14 maggio 2026. Nel mirino ci sono, in particolare, le nomine del nuovo Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale della società.
L’affondo punta a un obiettivo pesante, ovvero il riconteggio completo dei voti espressi in sede assembleare. Secondo la tesi di KKCG Maritime, l’esito delle urne societarie sarebbe stato alterato dall’illegittima partecipazione al voto di Ferretti International Holding (FIH), la cassaforte societaria attraverso cui il gruppo cinese Weichai controlla il 39,5% del capitale di Ferretti S.p.A. Il fondo ricorrente sostiene che i diritti di voto del socio di maggioranza avrebbero dovuto essere sospesi dall’applicazione della normativa italiana sul Golden Power, a causa del presunto mancato rispetto degli obblighi di notifica previsti per gli investimenti esteri in aziende strategiche.
Il nodo centrale della disputa tocca da vicino la sicurezza nazionale. KKCG Maritime evidenzia come Ferretti non sia solo un’eccellenza del lusso, ma disponga anche di tecnologie, know-how e capacità industriali di tipo dual use, cioè spendibili sia nel settore civile sia in quello militare. La tesi del ricorso è che, senza verifiche adeguate, il potenziale trasferimento o l’accesso a informazioni e dati così sensibili rischi di provocare danni difficilmente reversibili per lo Stato italiano. Secondo il fondo, escludendo i voti contestati a FIH, l’esito dell’Assemblea sarebbe stato ribaltato a favore delle proprie proposte, ridisegnando completamente la governance e la guida del gruppo nautico.
Il documento legale solleva inoltre forti dubbi sulla trasparenza del mercato e sulla linearità dei comportamenti di alcuni soci. Viene ipotizzato che una parte dell’azionariato a supporto del gruppo cinese possa aver agito “in concerto”, stringendo patti parasociali occulti e mai comunicati alle autorità e al mercato. Tra i profili di contestazione formale emerge anche il presunto mancato adempimento degli obblighi di disclosure (trasparenza) legati a uno specifico accordo siglato tra la stessa FIH e la società Adtech Advanced Technologies AG.
Dal canto suo, KKCG Maritime difende la scelta di ricorrere alle vie legali definendola un’azione necessaria per proteggere la stessa Ferretti, i suoi azionisti e tutti gli stakeholder, garantendo la correttezza della gestione aziendale. Trattandosi di una delle realtà industriali più rilevanti del Paese, il futuro controllo e l’assetto strategico della società rappresentano una partita che va ben oltre i confini del diritto commerciale, toccando la trasparenza dei mercati finanziari e gli interessi strategici dell’Italia. Nel frattempo, il fondo fa sapere che continuerà a valutare ogni via legale e normativa disponibile per far valere le proprie ragioni.
