• 31 Ottobre 2026 10:57

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Donne e Mare al Centro della Naples Shipping Week

Dal comando di navi rompighiaccio alla ricerca scientifica e alla storia economica del Mezzogiorno, il convegno del CNR traccia le nuove rotte dell’occupazione femminile nella Blue Economy.

Napoli – L’economia del mare in Italia esprime una forza economica di 224,9 miliardi di euro, pari all’11,4% del PIL nazionale, e dà lavoro a oltre 1,1 milioni di addetti. Un ecosistema complesso che spazia dalla navigazione alla ricerca scientifica, offrendo sbocchi professionali sia in mare sia a terra, pur mantenendo divari di genere significativi. Secondo il XIV Rapporto nazionale sull’Economia del Mare 2026 di OsserMare e Centro Studi Tagliacarne–Unioncamere, su oltre 253mila imprese attive, quelle femminili si fermano al 22,4%. Uno scarto ancora più marcato emerge a livello globale: la Women in Maritime Survey 2024 indica che le donne rappresentano il 16% della forza lavoro nelle organizzazioni marittime di terra, ma solo l’1% tra il personale imbarcato.

È in questo scenario che si inserisce l’incontro “Sull’onda lunga della storia: donne e mare tra passato, presente e futuro”, promosso dall’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea del CNR presso la Fondazione Banco di Napoli, nel quadro della settima edizione della Naples Shipping Week. L’evento, organizzato dal Propeller Club Port of Naples e da ClickutilityTeam con il patrocinio del Comune e dell’AdSP del Mar Tirreno Centrale, ha messo in luce percorsi professionali inediti e altamente specializzati attraverso il dialogo tra ricerca, istituzioni e imprese.

Dalla plancia di comando di una nave alle missioni nell’Artico, la varietà delle carriere è stata testimoniata da figure di primo piano, di fronte a una platea arricchita dalla presenza degli studenti dell’Istituto Superiore Statale F. Caracciolo – G. Da Procida. Tra queste, Clara Carovillano, prima donna al comando di Nave Bruno Gregoretti della Guardia Costiera, e Marta Pratellesi, comandante di Nave Alliance, unità di ricerca della Marina Militare impegnata anche nelle spedizioni artiche, entrambe simboli di una svolta radicale nella sicurezza della navigazione e nella scienza navale.

Le opportunità, tuttavia, vanno ben oltre la flotta operativa. Angela Cutitta, dirigente di ricerca del CNR ISMed, ha illustrato il contributo della scienza marina — con una presenza femminile che tocca il 70% nel settore — dalla tutela della biodiversità alle biotecnologie biomedicali. Dal tessuto imprenditoriale è giunta invece la testimonianza di Maria De Lillo, alla guida di Dielle srl, azienda attiva nell’automazione industriale e meccatronica navale, che registra una quota di occupazione femminile del 65%, a dimostrazione del forte connubio tra competenze tecnologiche e manageriali.

Il convegno ha offerto anche un profondo excursus storico. Le ricerche di Raffaella Salvemini (ISEM-CNR) e l’analisi degli archivi del Banco di Napoli curata da Andrea Zappulli hanno ricordato come, due secoli fa nel Regno di Napoli, l’assenza degli uomini per mare ampliasse le responsabilità gestionali delle donne, documentando persino la presenza di cinque donne armatrici. Un protagonismo economico confermato da Maria Rosaria De Rosa (Università Suor Orsola Benincasa), che ha evidenziato le oltre 2.500 donne attive nel commercio a Napoli nel 1901 e le centinaia di società con partecipazione femminile nate dopo il Codice di commercio del 1882. A completare il quadro, gli studi di Erica Mezzoli sul contributo logistico europeo e l’analisi delle tradizioni costiere condotta da Bianca Stranieri e Lena Costagliola di Polidoro dell’associazione L’Oro del Mare.

Un patrimonio di competenze e di storia che, come sottolineato dal presidente del Propeller Club Port of Naples Umberto Masucci, testimonia la vitalità di un cluster in profonda evoluzione, capace di unire generazioni e professionalità differenti sotto il segno della crescita condivisa.