• 7 Ottobre 2026 01:00

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Riforma portuale e governance: la rotta tracciata da UNIPORT per il futuro della logistica italiana

Durante l’Assemblea Pubblica a Roma, il Presidente Pasquale Legora De Feo ha chiesto una struttura centrale forte, tempi certi per le grandi opere e correttivi urgenti sulla Direttiva ETS.

Roma – Il sistema portuale italiano dimostra una solida resilienza, ma per trasformare questa capacità di tenuta in crescita stabile e competitività serve un salto di qualità nella governance. È questo il messaggio centrale lanciato da Pasquale Legora De Feo, Presidente di UNIPORT, nella relazione che ha aperto oggi a Roma l’Assemblea Pubblica dell’Unione Nazionale Imprese Portuali. L’evento ha riunito i rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle istituzioni e del mondo imprenditoriale per un confronto sul futuro della portualità nazionale, affrontando i temi cruciali della riforma, delle infrastrutture, della fiscalità europea, del lavoro e della formazione.

Aprendo i lavori, Pasquale Legora De Feo ha evidenziato come, nonostante le tensioni geopolitiche internazionali e le criticità nel Golfo Persico, il Mediterraneo mantenga intatta la sua centralità strategica. I dati del primo semestre confermano segnali incoraggianti di ripresa: il comparto crocieristico punta a superare i 15 milioni di passeggeri movimentati, il settore ro-pax viaggia su ottimi livelli e il segmento dei container guarda a fine anno alla riconferma dei 12,8 milioni di TEU registrati nel 2025. Ciononostante, secondo il Presidente di UNIPORT, per consolidare questa ripresa non bastano l’iniziativa privata e la capacità imprenditoriale, ma occorre un apparato pubblico efficiente, rapido e in grado di garantire certezza normativa.

Nel dettaglio della riforma dell’ordinamento portuale, Pasquale Legora De Feo ha espresso condivisione per quanto sostenuto dal Vice Ministro Edoardo Rixi, sottolineando la necessità di dotare il Paese di una struttura centrale capace di accelerare la realizzazione delle opere strategiche, agevolare il cofinanziamento con i capitali privati e supportare – anziché sostituire – le Autorità di Sistema Portuale nella gestione del demanio. Un’impostazione che richiede, secondo l’associazione, il passaggio a una governance partecipativa che coinvolga stabilmente terminalisti e armatori.

Sul fronte delle infrastrutture, il richiamo ai tempi certi di esecuzione e sblocco degli interventi si è concentrato su cantieri chiave come la Diga di Genova, la Darsena di Levante a Napoli, la Darsena Europa di Livorno e il Molo VIII di Trieste. Opere indispensabili per modernizzare la rete logistica nazionale, da integrare strettamente con le politiche industriali e la programmazione retroportuale.

Particolare attenzione è stata riservata alla dimensione europea e alla Direttiva ETS. UNIPORT, insieme alle altre sigle del comparto marittimo e ad Assoporti, ha recentemente scritto agli eurodeputati italiani per sollecitare deroghe mirate: l’obiettivo è escludere i collegamenti Ro-Ro/Pax con le isole maggiori ed evitare che i costi ETS penalizzino i porti italiani favorendo lo spostamento del transhipment verso scali extra-UE. Analoga attenzione è stata posta sul fronte occupazionale, dove il presidente ha ribadito la contrarietà a modifiche sbilanciate del lavoro portuale, auspicando invece l’approvazione delle norme a supporto del pensionamento anticipato e del riconoscimento delle attività come usuranti.

Il dibattito è proseguito con due tavole rotonde dedicate rispettivamente alla portualità e alla formazione. Al primo confronto hanno preso parte Salvatore Deidda, Presidente della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, Roberto Petri, Presidente di Assoporti, Donato Liguori, Direttore Generale del MIT, l’onorevole Graziano Delrio e Simona Petrucci, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per l’Economia del Mare. Al panel sulla formazione, focalizzato sul ricambio generazionale e sulle nuove tecnologie, sono intervenuti Claudia Sabatano, Dirigente scolastico e Presidente della Rete Nazionale Officine Futuro (CNO), Pietro Cum, Ceo di ELIS, Paolo Palumbo, Ceo di Stampa Consulting, e Daniela Appice del Ministero della Difesa.

Gli interventi istituzionali hanno arricchito la mattinata a partire dal videomessaggio del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il quale ha ricordato che la Blue Economy genera un indotto superiore al 10% del PIL, posizionando l’Italia al terzo posto in Europa per valore aggiunto e occupazione, e inserendosi a pieno titolo tra le filiere strategiche del piano industriale nazionale. A seguire, Salvatore Deidda ha confermato che l’iter della riforma portuale alla Camera resterà aperto al contributo degli operatori e si avvierà alla conclusione con il voto in aula previsto per i primi di novembre, rilanciando l’appello per una linea comune contro gli effetti distorsivi dell’ETS marittimo. Le conclusioni sono state affidate nuovamente a Pasquale Legora De Feo, che ha ribadito la visione di un porto inteso come polo produttivo integrato nel territorio, capace di generare sviluppo economico attraverso la sinergia virtuosa tra istituzioni e imprese.