Firmato a Singapore l’accordo tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e PSA Italy. Rixi: “L’Italia torni protagonista nel Mediterraneo”
Roma – Un investimento da un miliardo di dollari per rafforzare la competitività del Porto di Genova e dell’intero sistema logistico nazionale, puntando su innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale ed efficienza operativa. È questo il contenuto dell’accordo quadro di rilevanza strategica siglato oggi a Singapore tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e PSA Italy, alla presenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’intesa è stata firmata dal presidente Matteo Paroli e dal CEO di PSA Italy Roberto Ferrari, con la partecipazione del viceministro Edoardo Rixi e del Group CEO di PSA International Ong Kim Pong.
L’accordo avvia una prima fase di investimenti focalizzata sull’adeguamento tecnologico e infrastrutturale del terminal PSA Genova Pra’, con l’introduzione di Automated Stacking Cranes (ASC) e di sistemi di automazione avanzata che consentiranno di aumentare la capacità di movimentazione dei container, ottimizzare i flussi logistici e accogliere le grandi navi senza limitazioni operative, anche grazie alle attività di dragaggio previste.
L’obiettivo è dotare l’Italia e il Mediterraneo di un terminal ad alto contenuto tecnologico, in grado di competere con i principali scali del Nord Europa e di intercettare una quota crescente dei traffici internazionali. Il progetto prevede inoltre l’impiego di mezzi completamente elettrici, a impatto zero in termini di emissioni acustiche e di CO₂, in linea con gli obiettivi di transizione ecologica fissati a livello nazionale ed europeo.
«Il Mediterraneo è tornato ad essere un’area strategica per i traffici globali e l’Italia deve giocare un ruolo da protagonista – ha dichiarato il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi –. Il nostro obiettivo è mettere i porti italiani nelle condizioni di competere alla pari con i grandi hub globali, governando i processi di trasformazione tecnologica con una visione strategica, nell’interesse del sistema Paese e del lavoro. La missione a Singapore conferma la volontà del Governo di costruire una politica industriale dei porti fondata su investimenti, innovazione e competitività internazionale».
L’intesa prevede anche una riorganizzazione delle aree operative del terminal, con l’armonizzazione delle concessioni esistenti, la ridefinizione della logistica dei camion attraverso l’avanzamento del gate portuale, la creazione di nuove aree di buffer e il consolidamento degli spazi operativi per migliorare la fluidità dei traffici.
«L’accordo rappresenta un passaggio strategico per il sistema portuale del Mar Ligure Occidentale e per la sua proiezione internazionale – ha spiegato il presidente Matteo Paroli –. L’investimento da un miliardo di dollari costituisce un impegno privato di dimensioni mai registrate in precedenza in un porto italiano e conferma la capacità del sistema di attrarre capitali di lungo periodo, anche grazie ai 3,6 miliardi di euro di investimenti pubblici già stanziati. Dopo lo sviluppo di Vado Ligure, il potenziamento del terminal di Genova Pra’ migliorerà le performance operative e la competitività internazionale dello scalo, garantendo la continuità occupazionale e la valorizzazione delle professionalità esistenti».
Paroli ha sottolineato come l’accordo definisca un quadro rinnovato nei rapporti tra Autorità e operatori, superando una fase di complessità che aveva generato incertezze e ribadendo che «la stabilità istituzionale è la premessa indispensabile per attrarre nuovi investimenti e garantire una crescita sostenibile al porto di Genova».
La sottoscrizione è avvenuta nell’ambito della missione istituzionale a Singapore guidata dal viceministro Rixi e dal presidente Paroli, alla quale ha partecipato anche l’ambasciatore d’Italia Dante Brandi. La visita ha incluso incontri con i vertici di PSA International, la visita al Tuas Terminal – inaugurato nel 2022 e considerato un modello mondiale di automazione, digitalizzazione e sostenibilità, con completamento previsto nel 2040 e una capacità di 65 milioni di TEU – e un confronto con la Maritime and Port Authority of Singapore sui sistemi digitali di gestione delle comunità portuali.
