• 12 Marzo 2026 17:45

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Porto di Napoli, parte la svolta green: elettrificate le banchine per spegnere i motori delle navi

Con il cold ironing lo scalo partenopeo riduce emissioni e rumore in città. Il presidente Eliseo Cuccaro: «Un investimento strategico per ambiente, salute e competitività»

Napoli – Il Porto di Napoli accelera sulla transizione energetica con l’elettrificazione delle banchine, puntando sul cold ironing per ridurre in modo strutturale l’impatto ambientale delle navi in sosta. Un intervento strategico per uno scalo che si trova nel cuore della città e che da anni convive con il problema delle emissioni prodotte dai motori accesi durante l’ormeggio.

Il progetto, promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, prevede l’installazione di infrastrutture ad alta potenza nelle aree di maggiore traffico passeggeri e commerciale, tra Calata Porta di Massa e la Stazione Marittima. Le navi, una volta attraccate, potranno collegarsi alla rete elettrica di terra e spegnere i generatori di bordo, eliminando le emissioni dirette di ossidi di azoto, zolfo e particolato fine durante la permanenza in porto.

«Si tratta di una svolta storica per Napoli», ha dichiarato il presidente dell’Autorità portuale, Eliseo Cuccaro. «L’elettrificazione delle banchine non è solo un investimento infrastrutturale, ma un impegno concreto verso la città e i suoi cittadini. Ridurre le emissioni in un porto che vive a stretto contatto con il centro urbano significa migliorare la qualità dell’aria e la qualità della vita».

Secondo Cuccaro, il cold ironing rappresenta anche un elemento di competitività: «I grandi operatori del settore crocieristico e dei trasporti guardano sempre più alla sostenibilità ambientale. Dotare il porto di Napoli di queste tecnologie significa renderlo più attrattivo e allineato agli standard europei più avanzati».

Una parte consistente delle risorse per l’intervento proviene dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha destinato fondi alla decarbonizzazione degli scali italiani. L’obiettivo è completare le opere entro il 2026, rispettando le scadenze fissate a livello comunitario per l’adeguamento ambientale dei principali porti.

Il presidente ha però sottolineato anche le sfide ancora aperte: «Parliamo di infrastrutture complesse, che richiedono potenze elevate, nuove cabine elettriche e un coordinamento costante con i gestori della rete. Inoltre, sarà fondamentale garantire condizioni economiche sostenibili per gli armatori, affinché scegliere l’alimentazione da terra sia davvero conveniente».

Per il porto partenopeo, il cold ironing segna un cambio di paradigma. Spegnere i motori in banchina significa ridurre rumore e fumi in una delle aree più sensibili della città, senza compromettere l’efficienza operativa dello scalo. «Il porto deve essere motore di sviluppo, ma anche esempio di innovazione responsabile», ha concluso Cuccaro. «Napoli può diventare un modello di integrazione tra infrastruttura portuale e sostenibilità urbana».