Un anno di presidenza alla guida dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale: tra efficientamento della macchina amministrativa, valorizzazione delle competenze interne e un solido raccordo con le istituzioni del territorio per rilanciare lo scalo e guardare alle sfide future.
Genova -Valorizzazione del capitale umano, pieno dialogo con le istituzioni territoriali e una visione strategica per il rilancio dello scalo genovese. Si fonda su questi tre pilastri il primo bilancio tracciato da Matteo Paroli alla guida dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, un percorso iniziato un anno fa con l’obiettivo di sbloccare e rimettere in moto la complessa macchina amministrativa dell’ente.
Al centro della prima fase del mandato vi è stato un intervento mirato di efficientamento interno. Lontano da logiche di rottura o stravolgimenti degli organici, l’azione del presidente si è concentrata sulla valorizzazione delle competenze già presenti all’interno dell’Ente, riorganizzando la struttura per consentire a ogni risorsa di esprimere al massimo il proprio potenziale. “Siamo partiti riorganizzando la macchina amministrativa lasciando le stesse professionalità che avevo trovato, ma mettendole nelle condizioni di esprimersi al meglio”, ha spiegato il presidente, sottolineando come questo intervento abbia sbloccato una struttura apparsa inizialmente troppo lenta, rappresentando il primo traguardo cruciale dei primi dodici mesi.
Assumere la guida di uno dei principali snodi logistici del Mediterraneo ha richiesto una profonda consapevolezza della portata della sfida. Spinto dalla certezza di poter contare su una solida rete di supporto, l’ingegnere ha affrontato l’incarico scommettendo sulla forza delle relazioni locali: “Di fronte a chiamate di questo tipo non si può dire di no. Ho accettato sapendo che avrei trovato il supporto e il consenso delle amministrazioni locali e territoriali, genovesi e liguri. È stata una scommessa vinta”.
In questa prospettiva, il confronto costante e strutturato con il Comune di Genova, la Regione Liguria, le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali ha permesso di trasformare la gestione del sistema portuale in un’azione corale, fondata sulla condivisione degli obiettivi e sulla cooperazione istituzionale.
