Il lungomare di Arbatax ospita il successo di Cal’a Cinema 2026 confermando la visione strategica dell’Autorità di Sistema Portuale per la rigenerazione urbana e il rilancio culturale dei waterfront in Sardegna.
Il successo della rassegna indipendente “Cal’a Cinema 2026”, ospitata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna nella cornice di Cala Genovesi ad Arbatax, evidenzia il ruolo strategico delle aree di interazione porto-città come volani di aggregazione culturale e sviluppo per il territorio.
L’iniziativa sul lungomare portuale, sviluppata in tre serate, rispecchia concretamente le linee guida tracciate dall’Ente nel nuovo Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS). Tale strumento individua nel waterfront una risorsa chiave per saldare il legame tra le infrastrutture e il tessuto urbano, promuovendo la cultura e la partecipazione attiva delle comunità.
Una visione che trova riscontro in numerosi scali dell’isola:
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Cagliari: il Teatro del Mare, realizzato in collaborazione con il Teatro Lirico, ha portato l’opera lirica in area portuale, affiancandosi a mostre internazionali d’arte programmate in sinergia con il Comune e a grandi appuntamenti sportivi come la regata preliminare dell’America’s Cup e la Formula 1 del mare.
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Olbia: l’Arena del Molo Brin è divenuta un polo stabile per spettacoli e grandi eventi culturali – tra cui l’opera pop Notre Dame de Paris – oltre a ospitare le manifestazioni collegate al Rally Italia Sardegna.
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Golfo Aranci, Porto Torres e Portovesme: gli spazi portuali hanno accolto concerti, festival e festività patronali (come il Golfo Aranci Music Festival e gli eventi del Girotonno), generando ricadute turistiche ed economiche.
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Oristano – Santa Giusta: la sala polifunzionale del Centro Servizi Polifunzionale per la Logistica Agroalimentare (CE.S.P.L.A.) si candida a punto di riferimento per il settore agro-zootecnico, mentre si valutano nuove opportunità anche per lo scalo di Santa Teresa Gallura.
Attraverso rassegne cinematografiche, teatri all’aperto, mostre e concerti, l’AdSP punta a garantire una fruizione continuativa e strutturale degli spazi portuali. «L’apertura dei porti alla cultura e alla partecipazione attiva delle comunità rappresenta una delle direttrici strategiche della nostra visione e pianificazione – spiega Domenico Bagalà, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna –. Le aree di interazione porto-città previste dal DPSS non sono semplicemente spazi fisici, ma luoghi nei quali costruire nuove relazioni col territorio. Il nostro obiettivo è continuare a rendere gli scali del Sistema sempre più accessibili, vivi e integrati nelle città, affinché possano essere non soltanto infrastrutture strategiche per i trasporti, ma anche laboratori di innovazione sociale, imprenditorialità e crescita sostenibile».

