• 7 Settembre 2026 01:39

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Cresce il mercato del GNL, in Italia balzo dell’11 per cento nel 2025 ma serve stabilità normativa per il BioGNL

I consumi complessivi sfiorano le 231 mila tonnellate trainati dall’industria e dal settore navale mentre rallenta il trasporto stradale pesante nonostante il primato nei volumi

Roma – Il mercato italiano del Gas Naturale Liquefatto mette a segno una performance positiva e chiude il 2025 toccando quota 231 mila tonnellate di consumi complessivi. Il dato certifica una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente, evidenziando tuttavia dinamiche differenti e a due velocità tra i principali comparti di utilizzo. Il quadro emerge chiaramente dal nuovo report intitolato “Il mercato del GNL nel 2025: stato dell’arte e prospettive di sviluppo”, curato dalla società di consulenza BIP per conto di Assogasliquidi-Federchimica.

L’analisi dei dati evidenzia una sostanziale stabilizzazione dei consumi totali. Se da un lato si registra un incremento significativo nel settore industriale e si delineano prospettive eccellenti per il comparto navale, dall’altro il trasporto stradale pesante mostra segnali di frenata, rimanendo stabile sui livelli dell’anno precedente con un trend di crescita sensibilmente rallentato. Una situazione che, secondo l’associazione, richiede l’adozione immediata di precise misure di policy.

A commentare lo scenario è in prima battuta Matteo Cimenti, Presidente di Assogasliquidi, il quale evidenzia la necessità di interventi strutturali. Sulla stessa linea si posiziona Costantino Amadei, Presidente del Gruppo GNL dell’Associazione, che rimarca l’importanza delle decisioni di politica energetica nazionali ed europee. Costantino Amadei ha ricordato l’attesa per novità positive da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in merito al Piano incentivi per il rinnovo del parco mezzi delle imprese di autotrasporto, sollecitando inoltre l’estensione del credito di imposta anche in favore del GNL e del BioGNL, misura fondamentale per ridurre il divario nei costi di acquisto e gestione rispetto ai carburanti tradizionali.

Il trasporto stradale pesante si conferma comunque il mercato dominante, assorbendo circa il 75% dei consumi totali, sebbene la crescita si sia fermata a un modesto più 3% a causa del rallentamento nel rinnovo delle flotte. Nel 2025 le nuove immatricolazioni di veicoli industriali a GNL sono state 326, portando i mezzi immatricolati in Italia a 4.202 unità su un parco circolante complessivo di 5.400 veicoli. Cresce invece la rete distributiva, con i punti vendita saliti a 180 sul territorio nazionale.

Tutt’altro ritmo si registra nel comparto industriale, che consolida una traiettoria espansiva con consumi pari a circa 50 mila tonnellate, arrivando a coprire il 22% del totale. Gli impianti industriali alimentati a GNL sono passati dai 67 del 2024 ai 78 del 2025, un balzo del 16% favorito dalla diffusione di contratti a lungo termine, dalla competitività economica rispetto agli oli combustibili e dai vantaggi legati alla riduzione delle emissioni e dei costi legati ai crediti ETS.

La vera scommessa per il futuro è però rappresentata dal settore marittimo, indicato dal report come il principale driver della domanda per i prossimi anni. Il 2025 ha segnato il debutto delle prime operazioni di bunkeraggio navale ship-to-ship nei mari italiani. Attualmente la struttura può contare su 3 navi bunker operative, con una quarta unità in arrivo nel 2026. A livello globale la flotta alimentata a GNL ha raggiunto 894 unità e le stime indicano il superamento di quota 1.600 entro il 2030. Nello scenario italiano più favorevole, i consumi del comparto marittimo potrebbero compiere un balzo straordinario in soli tre anni, passando dalle 5,9 mila tonnellate del 2025 fino a 190 mila tonnellate nel 2028.

Per liberare l’enorme potenziale di crescita legato anche alla posizione geografica dell’Italia, Costantino Amadei ha infine sottolineato l’urgenza di accelerare lo sviluppo del bunkeraggio marittimo attraverso la semplificazione e la standardizzazione delle procedure autorizzative. Cruciale resta poi la definizione di un quadro normativo stabile per il BioGNL, oggi penalizzato da incertezze regolatorie sulla certificazione di sostenibilità. Secondo il Presidente del Gruppo GNL, il recepimento della direttiva europea RED III dovrà prevedere forti incentivi e maggiorazioni per questo biocombustibile, prendendo a modello i sistemi più avanzati d’Europa, come quello tedesco. Infine, l’associazione ribadisce la necessità di utilizzare i proventi dei sistemi ETS e FuelEU per sostenere gli investimenti nella diffusione di carburanti a bassa intensità carbonica.

Guardando al futuro prossimo, l’outlook tracciato da BIP per il triennio 2026-2028 si muove tra due estremi. In uno scenario conservativo e privo di incentivi, il mercato registrerebbe una crescita moderata fino a 303 mila tonnellate al 2028. Al contrario, in presenza di una piena valorizzazione del BioGNL e di riforme infrastrutturali profonde, i volumi complessivi potrebbero raddoppiare, raggiungendo le 460 mila tonnellate annue entro il 2028.

Il Presidente del Gruppo GNL di Assogasliquidi traccia la rotta al 2027 tra fondi MIT da sbloccare, regole certe sul modello tedesco e la scommessa dei porti hub nel Mediterraneo

Scelte concrete, pragmatismo e misure di policy immediate. È un vero e proprio manifesto programmatico quello lanciato da Costantino Amadei, Presidente del Gruppo GNL di Federchimica-Assogasliquidi, nel corso del suo atteso intervento dedicato alle strategie di supporto per il settore del Gas Naturale Liquefatto e del BioGNL. Davanti a una platea di operatori e rappresentanti delle Istituzioni, il numero uno del comparto ha tracciato il bilancio di un anno vivo, il 2025, che mostra un potenziale di crescita enorme ma che si trova a fare i conti con un mercato dell’autotrasporto in sofferenza strutturale.

Il punto di partenza dell’analisi è il report appena firmato dalla società di consulenza BIP. Se l’industria avanza e il settore marittimo promette eccellenti traiettorie di sviluppo, la logistica su gomma ha bisogno di ossigeno. Per Costantino Amadei la decarbonizzazione non si fa con le utopie, ma valorizzando carburanti già disponibili capaci di garantire sicurezza energetica e competitività economica. La priorità assoluta è far ripartire le immatricolazioni dei pesanti, abbattendo il divario di costo totale di esercizio rispetto al diesel attraverso incentivi all’acquisto, riduzioni di pedaggi e bollo e crediti d’imposta sui consumi.

Il focus si è quindi spostato sulle scadenze governative, con un appello diretto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Costantino Amadei ha espresso un forte plauso per il fondo strutturale da 590 milioni di euro stanziato nell’ultima legge di Bilancio per il periodo 2027-2031. Tuttavia, l’associazione chiede ora un’accelerazione per l’emanazione dei provvedimenti attuativi mancanti. L’obiettivo è consentire alle aziende l’accesso ai contributi già dal primo gennaio 2027, prevedendo una forte premialità e una riserva di fondi dedicata a chi sceglie il gas. Resta poi sul tavolo l’urgenza di correggere un’anomalia normativa: l’estensione del credito d’imposta sui carburanti anche al GNL, misura finora riservata solo al gasolio.

Sul fronte marittimo, l’Italia ha le carte in regola per diventare l’hub strategico dei combustibili alternativi nel Mediterraneo. Per farlo, secondo il Presidente di settore, è necessario standardizzare e snellire le procedure autorizzative del bunkeraggio ship-to-ship. La via maestra indicata è l’applicazione uniforme in tutti i porti nazionali delle Linee guida varate nel maggio 2025 dal MIT, dalle Capitanerie di Porto e dai Vigili del Fuoco.

La parte più densa dell’intervento ha riguardato il futuro del BioGNL, risorsa strategica oggi frenata da una burocrazia frammentata sulle certificazioni di sostenibilità. Costantino Amadei ha chiesto un quadro regolatorio chiaro e l’armonizzazione dei sistemi di tracciabilità della catena di custodia. L’occasione d’oro è l’attuazione del Decreto Legislativo numero 5 del 2026 per il recepimento della direttiva europea RED III. Il modello da seguire è quello delle THG Quote in Germania, un meccanismo che ha reso il BioGNL estremamente competitivo alla pompa, spingendo le vendite e le immatricolazioni. Assogasliquidi propone di replicare questa efficienza consentendo l’emissione dei Certificati di Immissione in Consumo direttamente ai soggetti che erogano il prodotto.

Infine, una riflessione sulle risorse finanziarie. Per il leader del Gruppo GNL, i proventi derivanti dai sistemi di tassazione ETS e dai fondi FuelEU non devono disperdersi, ma essere reinvestiti strategicamente per sostenere le infrastrutture e abbattere l’intensità carbonica delle flotte navali, industriali e logistiche. La sfida della transizione ecologica si vince solo se le imprese vengono accompagnate con regole certe e strumenti economici adeguati.

BIPxAssogasliquidi_GNL – Report Short