• 2 Novembre 2026 13:36

Seareporter.it

Quotidiano specializzato in politica dei trasporti marittimi

Tesori sommersi, grandi scoperte e governance: il successo della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico tra archeologia subacquea e innovazione

DiAlessandro Cerri

Nov 2, 2026

L’eccellenza dell’archeologia subacquea, le grandi scoperte di Pompei e il confronto tra istituzioni e musei autonomi: il bilancio della kermesse di Paestum tra innovazione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

PAESTUM — Un crocevia d’eccellenza per il turismo culturale, la tutela del patrimonio sommerso e i grandi traguardi della ricerca archeologica. La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA) si conferma punto di riferimento internazionale, accogliendo a Paestum esperti, istituzioni, direttori di musei autonomi e buyer da tutta Europa per fare il punto sul futuro della valorizzazione storico-artistica.

Al centro dei lavori della XXVIII BMTA, il patrimonio subacqueo è stato protagonista di una riflessione profonda sulla fruibilità e sulla conservazione. «Creare questi itinerari turistici, non semplici, alla ricerca del patrimonio subacqueo, rendendolo accessibile, stando attenti a che quest’accessibilità non contrasti con la conservazione del bene stesso, e mirando a un allineamento di tutti i territori che posseggono questi tesori è l’intento del nostro progetto che punta oltre, a un obiettivo ancora più ambizioso: far funzionare questi itinerari», ha dichiarato Luigi Fozzati, archeologo e coordinatore per l’archeologia subacquea della BMTA.

Una visione condivisa dal Direttore e Fondatore della kermesse, Ugo Picarelli, che ha sottolineato come Campania e Sicilia si confermino all’avanguardia in un settore che richiede nuove competenze professionali, sinergie con gli operatori turistici e la costante attenzione dell’UNESCO per contrastare il naturale deperimento dei beni sommersi. Un ambito efficacemente definito da Tiziana D’Angelo — direttrice dei Parchi Archeologici di Paestum e Velia e, ad interim, del Parco Archeologico Sommerso di Baia-Campi Flegrei — come il «Progetto del restare sott’acqua». Proprio il parco flegreo rappresenta un modello apripista nato per rispondere alla sfida del bradisismo e trasformato in un’opportunità di fruizione globale: come evidenziato da Vincenzo Maione, Direttore del Centro Sub dei Campi Flegrei, ben il 10% dei visitatori sceglie l’esperienza dell’immersione, per un totale di 25mila presenze internazionali registrate in collaborazione con la Città Metropolitana di Napoli.

Sul fronte internazionale, Edouard Planche, Responsabile dell’Unità per il Patrimonio Culturale Subacqueo e del Segretariato della Convenzione UNESCO del 2001, ha tracciato il bilancio dei traguardi raggiunti: «Dopo 25 anni cominciamo le celebrazioni, le reti, come quella con la BMTA, le raccolte di fondi e una giornata, il 21 agosto, che nel 2026 è stata la prima giornata del patrimonio subacqueo». L’ampio tavolo istituzionale ha visto la partecipazione di figure di spicco tra cui Pierpaolo Ribuffo, Francesco Felici, Mariassunta Peci, Barbara Davidde, Angelo Michele Raguso, Antonino Miccio e Roberto La Rocca.

Emozione e prestigio hanno caratterizzato la cerimonia di consegna del Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa”, assegnato alla presenza del Sottosegretario alla Cultura Pietro Cannella e della Presidente della Fondazione Valeria Patrizia Li Vigni. Tra i riconoscimenti alla carriera conferiti all’archeologa Irena Radić Rossi, si segnalano i premi alla migliore mostra internazionale per il progetto “Fenicios. Mercaderes del Mar” del Museo ARQVA di Cartagena (ritirato dal curatore Juan Pinedo Reyes), al miglior contributo giornalistico ad Aldo Romano Innocenti per Pianeta Mare, e al progetto più innovativo per il recupero del relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto, curato dal Capo Dipartimento Luigi La Rocca.

La kermesse ha inoltre celebrato l’eccellenza della terra campana con il conferimento dell’International Archaeological Discovery Award “Palmyra” al Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, per la straordinaria scoperta della megalografia con il corteo di Dioniso nella Casa del Tiaso. «Lavorare a Pompei è già un premio, sfidante e appagante per tutti noi», ha affermato Zuchtriegel, affiancato dalla Soprintendente Anna Onesti. Nel corso del suo intervento, il direttore ha illustrato i dettagli della scoperta e il valore simbolico e moderno del culto dionisiaco, capace di interrogare l’uomo contemporaneo sul tema della rappresentazione e della maschera. Grande entusiasmo anche per l’assegnazione dello Special Award del pubblico alla testa di fanciulla (Kore) in marmo greco scoperta a Vulci nell’ambito del progetto “Vulci Cityscape”.

Il futuro del comparto turistico e culturale si è misurato anche attraverso il confronto economico e i modelli gestionali. I buyer europei (provenienti da Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna) selezionati dall’Enit, insieme ai tour operator nazionali, hanno preso parte a un fitto programma di incontri B2B e a un educational tour guidato dal Direttore Ugo Picarelli alla scoperta delle eccellenze paesaggistiche ed enogastronomiche del Cilento e del Vallo di Diano, valorizzate anche grazie all’impulso della Camera di Commercio di Salerno guidata dal Presidente Andrea Prete.

Il tema della governance e della pianificazione territoriale è stato infine al centro del Secondo Incontro Annuale di ArcheoItaliae — introdotto da Stefano Monti — e della conferenza dedicata ai modelli di gestione, che ha messo a confronto le esperienze delle Fondazioni Archeologiche (con interventi di Laura Allegrini, Sergio Fontana, Anthony Muroni e Emanuele Zorino), dei principali Istituti Museali Autonomi italiani (tra cui Simone Quilici, Vincenzo Bellelli, Leonardo Bochicchio, Federica Colaiacomo, Enrico Rinaldi, Alberto Samonà, Alessandro D’Alessio, Francesco Sirano e Fabrizio Sudano) e dei vertici del Ministero della Cultura con Valerio Sarcone e Alfonsina Russo.

PERMIO PALMYRA POMPEI
Premio Tusa con Sottosegretario Cannella

Di Alessandro Cerri

Alessandro Cerri (classe 1963, foggiano di nascita) è un giornalista specializzato nel settore marittimo e portuale. Il suo profilo si distingue per una formazione accademica eccezionalmente multidisciplinare: oltre alla laurea in Scienze dell'Amministrazione, ha conseguito la laurea in Conservazione dei Beni Culturali con specializzazione in Archeologia Subacquea, arricchendo ulteriormente il suo percorso con le lauree magistrali in Lettere Moderne e in Giurisprudenza. Questa combinazione di competenze gli permette di analizzare il mondo del mare sotto il profilo tecnico, legale e culturale.