Chiusa con un bilancio straordinario la ventottesima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Riconoscimenti internazionali a Pompei e Vulci, focus sul Piano Mattei e sul turismo accessibile.
La XXVIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico si è confermata crocevia fondamentale per il confronto internazionale, catalizzando l’attenzione su cooperazione culturale, valorizzazione delle aree interne e turismo inclusivo. La kermesse ha vissuto una giornata clou caratterizzata dal passaggio di testimone ideale tra il Piano Olivetti per la Cultura e il Piano Mattei per il Mediterraneo, culminando negli interventi istituzionali e nell’assegnazione dei prestigiosi riconoscimenti legati all’archeologia mondiale.
A catalizzare l’interesse della platea è stata la cerimonia della dodicesima edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Palmyra”, organizzata in collaborazione con la rivista Archeo e coordinata dal fondatore e direttore della manifestazione Ugo Picarelli. Il massimo riconoscimento per la scoperta archeologica del 2025 è stato assegnato al Parco Archeologico di Pompei per la straordinaria sala da banchetto affrescata e dedicata al corteo di Dioniso. A ritirare il premio è stato il direttore Gabriel Zuchtriegel. Un ulteriore tributo all’eccellenza italiana è arrivato con lo Special Award, assegnato tramite il voto popolare sulla pagina Facebook della Borsa alla testa di fanciulla, raffinata scultura greca in territorio etrusco rinvenuta a Vulci.
La dimensione internazionale dell’evento è stata sottolineata dalla presenza di delegazioni e ministri da tutto il bacino del Mediterraneo, tra cui Mehmet Nuri Ersoy, Ministro della Cultura e del Turismo della Repubblica di Türkiye; Lira Pipa, Vice Ministro della Cultura dell’Albania; Marinela Prifti, Vice Ministro del Turismo e dello Sport; Adnan Al Sawair, Presidente del Consiglio dei Commissari della Petra Development and Tourism Region Authority; e Ahmed Ghoneim, CEO del Grand Egyptian Museum. Proprio a Mehmet Nuri Ersoy e ad Ahmed Ghoneim è stato conferito il Premio Paestum 2026, riconoscimento destinato alle personalità che si distinguono nel dialogo interculturale e nella promozione del turismo archeologico, un premio che nella giornata successiva sarà consegnato anche ad Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura.

Il dibattito politico e strategico ha visto la partecipazione di figure di primo piano del governo e delle istituzioni locali. Tra gli ospiti intervenuti figurano Edmondo Cirielli, Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Marco Riccardo Rusconi, Direttore dell’AICS; Gian Marco Centinaio, Vice Presidente del Senato della Repubblica; Onofrio Cutaia, Assessore alla Cultura della Regione Campania; e Ilaria Portas, Assessore della pubblica istruzione e beni culturali della Regione Autonoma della Sardegna. Ampio spazio è stato dedicato anche al coinvolgimento del mondo accademico e museale con i contributi di Paolo Giulierini, Luigina Tomay, Fabrizio Sudano, Mariangela Preta, Filippo Demma, Virgilio D’Antonio, Anna Onesti e Guiseppe Coccorullo.
Sul fronte delle politiche regionali, l’Assessore al Turismo della Regione Campania Vincenzo Maraio ha evidenziato la sinergia strategica avviata con il presidente Roberto Fico per lo sviluppo delle aree interne attraverso l’utilizzo delle DMO, strumenti essenziali per mettere in rete imprese e comunità locali, migliorare i collegamenti e potenziare un’offerta turistica integrata.
Un momento centrale della riflessione economica è coinciso con la presentazione del Rapporto di SRM Studi e Ricerche per il Mezzogiorno di Intesa Sanpaolo, illustrato da Salvio Capasso. I dati della Survey SRM Turismo 2026 evidenziano come nel Mezzogiorno il turismo accessibile e inclusivo rappresenti un settore dalle potenzialità elevate, pur registrando un divario rispetto al nord Italia nel passaggio dall’interesse all’investimento concreto. Ciononostante, tra le aziende che hanno già inserito l’accessibilità nelle proprie strategie, il Sud mostra una dinamicità allineata o persino superiore alla media nazionale, con forti previsioni di crescita per il prossimo triennio orientate anche all’efficientamento energetico e all’innovazione digitale.
I numeri finali certificano la portata storica di questa edizione: 170 conferenze, 750 relatori suddivisi in 16 sezioni tematiche e un’area espositiva di 5.000 metri quadrati che ha ospitato 15 regioni italiane e 10 Paesi esteri. Particolarmente rilevante la presenza del Ministero della Cultura, che con uno spazio espositivo di oltre 500 metri quadrati, 50 incontri e 23 laboratori ha offerto un contributo determinante al dibattito sulle politiche culturali e sulla valorizzazione del patrimonio archeologico nazionale.



