• 31 Ottobre 2026 11:55

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Terminal container italiani in crescita nel 2025, i dati dell’analisi Fedespedi

Tra volumi record, fatturati in aumento e nuove sfide per la logistica marittima nazionale

Il settore dei terminal container italiani ha chiuso il 2025 con bilanci ampiamente positivi, confermando il proprio ruolo strategico per la competitività del sistema portuale nazionale e per le dinamiche del trasporto marittimo internazionale. A certificarlo è la nuova edizione dell’analisi economico-finanziaria realizzata dal Centro Studi Fedespedi, che fotografa l’andamento di 19 società di gestione dei principali scali della penisola, integrandola con i dati preliminari relativi al primo semestre del 2026.

Nel corso del 2025, i porti italiani hanno movimentato complessivamente 12,8 milioni di TEU, registrando una solida crescita del 7,3% rispetto agli 11,93 milioni dell’anno precedente. Di questi volumi, i 19 terminal presi in esame dallo studio ne hanno gestiti 11,23 milioni — pari all’87,7% del totale nazionale — segnando un incremento su base annua del 7,6%.

L’analisi evidenzia una spiccata dinamicità in diverse aree del Paese. Tra le performance più rilevanti in termini di crescita percentuale spicca Vado Gateway, situata a Vado Ligure e gestita dalla VAD-SV, che ha messo a segno un eccezionale incremento del 74,7%, movimentando 549.534 TEU. Un balzo significativo è stato registrato anche a Genova da Bettolo Genova, identificata dalla sigla BET-GE, in crescita del 56,8% con 112.469 TEU. Ottimi risultati arrivano inoltre dal Terminal Flavio Gioia, gestito dalla TFG-NA a Napoli, che ha segnato un aumento del 36,6% raggiungendo 191.136 TEU e distinguendosi per i primati nazionali di efficienza: primo posto sia per rendimento della superficie, con 57.920 TEU per ettaro, sia per produttività del personale, toccando quota 3.901 TEU per dipendente.

Proseguendo nella graduatoria delle crescite percentuali, figurano il Roma Terminal Container, identificato dalla RTC-RM, con un incremento del 29,2% (95.160 TEU); il Venezia Container Terminal, legato alla VCT-VE, in aumento del 19,9% a 348.489 TEU; e il Terminal Darsena Toscana, ossia la TDT-LI di Livorno, che ha registrato un progresso del 18,1% con 450.281 TEU. Crescita a doppia cifra anche per il Salerno Container Terminal, rappresentato dalla SCT-SA, in aumento del 16,2% a quota 416.027 TEU. Quanto ai volumi assoluti più elevati, il primato spetta al Medcenter Container Terminal di Gioia Tauro, facente capo alla MCT-RC, che ha chiuso il 2025 con un incremento del 14% e ben 4.490.566 TEU movimentati. A questo quadro di forte espansione nel 2025 fa da contraltare una prima inversione di tendenza nei primi sei mesi del 2026, periodo in cui la movimentazione nei porti italiani ha fatto registrare una moderata flessione dello 0,2% rispetto allo stesso intervallo dell’anno precedente, risentendo della continua riorganizzazione dei servizi operata dalle compagnie di navigazione.

Sul fronte economico-finanziario, il 2025 si è chiuso con un incremento marcato del fatturato aggregato delle società terminalistiche analizzate, salito da 1.001,2 milioni di euro nel 2024 a 1.119,2 milioni, con una progressione dell’11,8%. Anche in questo caso, i maggiori incrementi percentuali dei ricavi si registrano per Bettolo Genova, in crescita del 69,5% a 11,16 milioni di euro, e per Vado Gateway, che ha segnato un +60,5% raggiungendo 58,03 milioni di euro. Seguono il Terminal Flavio Gioia, con un aumento del 38,8% e ricavi a 28,36 milioni di euro; il Terminal Darsena Toscana, in crescita del 29,1% a quota 56,93 milioni; e il Venezia Container Terminal, con un incremento del 28,9% e un fatturato di 43,33 milioni di euro.

Complessivamente, l’utile netto aggregato delle società considerate si è attestato a 112,9 milioni di euro, segnando un moderato +1,1% rispetto al 2024. Tale risultato risente tuttavia della performance contabile negativa di Vado Gateway, condizionata da un importante accantonamento di circa 36 milioni di euro al fondo svalutazione crediti. Depurando il bilancio da tale componente straordinaria, l’utile netto aggregato delle restanti realtà sale a 143,5 milioni di euro, evidenziando una crescita effettiva del 25,1% su base annua. Capitolo occupazione: nel corso del 2025 le società terminalistiche hanno dato lavoro a 4.813 dipendenti, generando un fatturato medio per addetto di circa 232 mila euro, a fronte di un costo medio del lavoro stimato intorno ai 66 mila euro per dipendente.