Il presidente dell’Autorità fa chiarezza sul Piano Regolatore Portuale e respinge le tensioni ingiustificate tra i lavoratori.
«È doveroso e urgente chiarire che la situazione del terminal SECH è esattamente la stessa illustrata ai sindacati lo scorso 14 settembre a Palazzo San Giorgio, durante l’incontro sui possibili scenari del nuovo Piano Regolatore Portuale. Come già ribadito a tutti gli stakeholder e durante l’audizione in Regione Liguria del 22 ottobre, un’eventuale riconversione del terminal al traffico crocieristico (abbinato a quello ro-pax) rappresenta solo una delle ipotesi in campo. È evidente, tuttavia, che se la destinazione dovesse restare quella attuale per i container, le due attività non potrebbero convivere.
Ricordo inoltre che il Piano Regolatore Portuale è uno strumento di pianificazione urbanistica e non entra nel merito delle concessioni. Come spiegato in circa 30 incontri con le associazioni e gli operatori, l’area del SECH è vincolata dall’attuale regime concessorio, che riserva lo spazio ai container e resterà tale fino alla scadenza naturale dell’atto, a meno di interventi previsti dalla legge o di una rinuncia del concessionario.
Come evidenziato in Regione Liguria a seguito della circolazione di verbali parziali e fuorvianti, un eventuale cambio di destinazione d’uso potrà avvenire esclusivamente nei casi previsti dal Codice della navigazione, ovvero in caso di rinuncia, decadenza o revoca dell’attuale concessione.
Pertanto — conclude il presidente Paroli — invito tutti a evitare allarmismi ingiustificati che rischiano unicamente di generare tensioni inutili tra i lavoratori.
Infine, confermo la totale disponibilità degli uffici di Palazzo San Giorgio a fornire ulteriori chiarimenti tecnici sul Piano, come fatto al termine di ogni precedente incontro».
