L’Osservatorio Permanente sull’Utilizzo Idrico fotografa una situazione complessivamente stabile per i comparti potabile e irriguo, con interventi strategici in chiusura tra fondi PNRR e commissariamento.
La risorsa idrica nel distretto dell’Appennino Meridionale registra una fase di generale e significativa stabilità, offrendo segnali incoraggianti sia per il settore potabile sia per quello irriguo. È quanto emerso durante la riunione dell’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici, guidato dal Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale, Vera Corbelli, che ha fatto il punto sullo stato di severità dei territori e sull’avanzamento dei grandi cantieri infrastrutturali.
Nel comparto potabile il livello di attenzione rimane basso tendente al medio in alcune aree specifiche, come il Lazio meridionale, in particolare nella provincia di Frosinone, e in Abruzzo nel Chietino, così come nelle province di Avellino e Benevento in Campania. Tali criticità, tuttavia, sono legate principalmente a deficit di natura infrastrutturale piuttosto che alla carenza effettiva della risorsa negli invasi. Per tutti gli altri territori il livello si mantiene basso, mentre a fine agosto scadrà lo stato di emergenza nazionale per Reggio Calabria e Crotone. Scenario decisamente positivo, invece, per il comparto irriguo, che conferma una severità bassa in tutto il distretto.
Un ruolo cruciale per il futuro della gestione dell’acqua è svolto dagli interventi sugli invasi e sui grandi adduttori gestiti da Acque del Sud S.p.A., seguiti direttamente da Vera Corbelli nella sua veste di Commissario Straordinario di Governo. Come illustrato dall’ingegnere Giuseppe Maria Grimaldi, l’attività commissariale ha visto una crescita dei finanziamenti, passati dai 28 milioni di euro iniziali a circa 68 milioni di euro, a fronte di una programmazione complessiva di interventi per circa 183 milioni di euro. Tali opere permetteranno di incrementare la capacità di accumulo di circa 300 milioni di metri cubi, grazie al recupero dello schema Basento-Bradano e all’aumento di quota autorizzata della Diga di Monte Cotugno. Sul fronte dei fondi PNRR, sono stati completati i lavori di ripristino dell’adduttore Acerenza-Genzano, con i collaudi in avvio e la manutenzione della relativa galleria in chiusura entro la fine di agosto.
I dati tecnici dettagliati, illustrati dal dirigente dell’Autorità Pasquale Coccaro, confermano la presenza di importanti surplus di risorsa invasata rispetto al 2025 in quasi tutti i principali schemi idrici. Nel Fortore, la diga di Occhito presenta un surplus di ben 102,50 milioni di metri cubi. Situazione analoga nel sistema Sinni, tra il bacino del Pertusillo e quello di Monte Cotugno, con quasi 212 milioni di metri cubi presenti (51 in più rispetto allo scorso anno), e nello schema Ofanto, dove i diversi invasi registrano un surplus superiore a 36 milioni di metri cubi. Buone notizie anche dalle sorgenti naturali, come quelle del Biferno in Molise e del Sele-Calore in Campania, che mostrano netti recuperi di portata rispetto alla stagione precedente.
L’efficacia della gestione si fonda inoltre sul lavoro costante dei tavoli tecnici e istituzionali permanenti, come quello storico dedicato all’Ofanto. Questa cabina di regia interregionale coordina quotidianamente le erogazioni tra usi plurimi, consentendo di ottimizzare le risorse disponibili e di programmare interventi mirati a incrementare la resilienza del Mezzogiorno di fronte ai mutamenti climatici.

