Gli studenti del Triennio in Transportation Design reinterpretano il marchio attraverso un concept da 15 metri tra eleganza e innovazione
Progettare una nave oggi significa superare i confini della pura forma per immaginare una nuova filosofia di abitabilità marina, dove design, tecnologia ed esperienza quotidiana convergono in un unico ecosistema. Da questa premessa nasce la collaborazione tra IED Torino e Pardo Yachts, che ha visto protagonisti gli studenti del Triennio in Transportation Design nella creazione di un catamarano a motore di 15 metri. La tesi, condotta a stretto contatto con i tecnici del cantiere, ha spinto i giovani creativi a reinterpretare il linguaggio del marchio applicandolo a una tipologia d’imbarcazione volutamente assente dall’attuale gamma di produzione, proponendo soluzioni destinate ai mercati strategici del Mediterraneo e della Florida.
Dalla fase preliminare di analisi sono scaturite diverse visioni progettuali, capaci di coniugare la ricerca stilistica con la prestazione idrodinamica e la vivibilità degli spazi. Tra i concept sviluppati spicca MC 54, una rilettura ispirata al Manierismo italiano che introduce superfici scolpite e tese, predisposta anche per motorizzazioni fuoribordo. Il modello Ligea punta invece sull’armonia tra ambienti interni ed esterni per garantire il massimo livello di privacy e convivialità, mentre il progetto Hestia abbraccia un’estetica minimale derivata dal razionalismo, focalizzata sul benessere e sull’integrazione con l’ambiente naturale. Infine, Gente di Mare propone un approccio legato all’esperienza autentica della navigazione, configurando un’imbarcazione versatile adatta sia all’uso privato sia al charter di alto livello.
L’interazione con la proprietà del cantiere ha consentito di simulare un iter di sviluppo professionale, dalla ricerca sul campo alla definizione dei layout funzionali. Il valore dell’iniziativa è stato sottolineato da Gigi Servidati, Presidente di Cantiere del Pardo, che ha evidenziato il grande potenziale espresso dai giovani designer e l’importanza di questo esercizio stilistico, pur trattandosi di un’esplorazione teorica non destinata a un’imminente entrata in produzione.




