Cresce del dieci per cento la flotta degli armatori privati mentre si stabilizza il settore del charter, con la Sardegna al top per le imbarcazioni sopra i trentacinque metri
Roma – Ha superato la soglia simbolica dei duemila esemplari la flotta di grandi yacht che nel corso della stagione estiva ha solcato le acque italiane, facendo scalo nei porti turistici della penisola e avvalendosi della rete di assistenza degli agenti marittimi nazionali. Un bilancio estremamente positivo quello tracciato dall’analisi preliminare condotta da Federagenti, che evidenzia un trend in decisa espansione per le imbarcazioni di proprietà, in aumento del dieci per cento rispetto all’anno precedente, e una tenuta sostanziale per il comparto del charter.
Il presidente della sezione yacht di Federagenti, Fabrizio Palombo, ha espresso grande soddisfazione per il volume d’affari e il flusso registrato lungo la costa nazionale. Il dirigente ha evidenziato la forte capacità attrattiva del Paese e una distribuzione geografica ben definita: se il Tirreno continua a catalizzare un’utenza eterogenea, l’Adriatico registra una presenza predominante di imbarcazioni utilizzate direttamente dagli armatori proprietari.
L’andamento complessivo del settore va inserito in un contesto geopolitico globale complesso. La crisi internazionale ha azzerato il flusso dei crocieristi di nazionalità russa, mentre le presenze provenienti dal Medio Oriente hanno mostrato una tenuta costante. A questo scenario si aggiunge l’atteggiamento prudente della clientela americana, che non ha tuttavia compromesso le performance generali del mercato. In questo panorama, la Sardegna si conferma ancora una volta la regina indiscussa delle mete mediterranee, registrando un’altissima concentrazione di superyacht superiori ai trentacinque metri e un incremento continuo di mega navi da diporto che superano i cento metri di lunghezza.
Sul fronte delle recenti tensioni nate a seguito di alcune dichiarazioni avanzate durante l’assemblea di MYBA, il rappresentante di Federagenti ha scelto la linea della moderazione per evitare speculazioni dannose per l’intero comparto. Palombo ha ribadito la professionalità e la trasparenza degli operatori marittimi italiani, tutelate da un preciso codice di condotta professionale e avvalorate dalla fiducia storica accordata da armatori e società di noleggio internazionali.
