• 6 Ottobre 2026 01:02

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Porto di Taranto, il rilancio passa dall’intermodalità: intesa strategica con l’interporto di Ferrandina

Superare l’isolamento e puntare sui collegamenti ferroviari per trasformare lo scalo in un nodo logistico del Mediterraneo. Parola d’ordine: diversificazione dei traffici.

Taranto — Rottura dell’isolamento, superamento della percezione di polo negativo e progettazione del futuro con l’ambizione di diventare un nodo cruciale di una rete logistica integrata. Sono questi i pilastri della strategia delineata da Giovanni Gugliotti, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Ionio, che individua nel collegamento con l’interporto di Ferrandina il primo vero banco di prova per fare di Taranto la porta d’accesso ai mercati mediterranei per la Basilicata.

Inserita nella cornice della diversificazione dei traffici tracciata dal POT 2026-2028, l’integrazione tra l’interporto e lo scalo tarantino punta a edificare una solida piattaforma logistico-produttiva. L’obiettivo è connettere le aree industriali lucane con le principali rotte del Mediterraneo, sfruttando la ferrovia come leva strategica di competitività. Grazie ai binari che servono direttamente il Molo Polisettoriale — oggi in concessione alla SCCT/YILPORT — e la piastra logistica, Taranto è chiamata a svolgere un ruolo di cerniera fra il sistema produttivo del Mezzogiorno e i mercati internazionali.

La ratifica dell’accordo tra il porto di Taranto e l’interporto Ferrandina segna un cambio di passo decisivo. L’Autorità di Sistema Portuale punta a recitare un ruolo da protagonista nella costruzione delle connessioni, dialogando attivamente con Regioni, enti locali, RFI, operatori logistici e tessuto produttivo. Lo scopo finale è favorire il trasferimento delle merci dalla gomma al ferro, passando dalla logica di un porto che si limita a ricevere traffici a quella di un’infrastruttura capace di costruirli e attirarli, lavorando sull’hinterland e intercettando nuovi bacini produttivi.

«Per noi l’intermodalità non è semplicemente una questione di trasporto: è una politica industriale. Se vogliamo diversificare i traffici del porto di Taranto, dobbiamo contemporaneamente ampliare il suo hinterland, rafforzare i collegamenti ferroviari e costruire connessioni stabili con le aree produttive dell’entroterra. Ferrandina può rappresentare, in questo senso, un tassello importante di una rete nella quale porto, ferrovia, logistica e industria smettono di essere infrastrutture separate e diventano un unico sistema di sviluppo», ha dichiarato Giovanni Gugliotti.