• 6 Ottobre 2026 00:16

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Riforma portuale, Assiterminal serra i ranghi a Genova: «Sì alla strategia unitaria, ma attenzione agli investimenti privati e ai ruoli»

Nel corso del Consiglio Direttivo dell’associazione, che rappresenta 120 aziende e 5.500 lavoratori, il punto sul DDL in Parlamento. Promossa la visione d’insieme, ma restano tre nodi critici legati a governance, tariffe e retroattività.

GENOVA — Una due giorni di lavori intensi, aperta al contributo di stakeholder e rappresentanti istituzionali, ha caratterizzato l’ultimo Consiglio Direttivo di Assiterminal tenutosi a Genova. Un appuntamento cruciale che ha permesso di fare il punto sulle principali sfide del comparto — dal rinnovo del contratto collettivo di lavoro alla digitalizzazione, dalla transizione energetica all’analisi di mercato — offrendo al contempo l’occasione per un approfondimento puntuale sull’iter parlamentare della riforma portuale.

Pur confermando una valutazione positiva sul percorso volto a dotare l’Italia di una strategia unitaria e competitiva per il sistema marittimo, l’Associazione — che oggi raggruppa centoventi aziende e cinquemilacinquecento lavoratori — ha richiamato l’attenzione su tre criticità fondamentali emerse dall’analisi degli emendamenti in corso.

Il primo nodo riguarda il rapporto tra il ruolo delle Autorità di Sistema Portuale e l’attrattività degli investimenti privati. L’associazione evidenzia che, qualora Porti d’Italia fosse incaricata di realizzare le cosiddette “opere calde”, la gestione e la remunerazione degli investimenti finirebbero per sovrapporsi alle competenze delle AdSP, riducendo queste ultime a funzioni puramente formali e trasferendo l’onere economico sulle tariffe del cliente marittimo, con il rischio di frenare i capitali privati.

La seconda criticità investe la chiarezza dei ruoli tra soggetto concedente e concessionario. Il testo in discussione rischia di concentrare in Porti d’Italia la qualifica di concessionario e concedente per il medesimo oggetto, generando potenziali attriti con il diritto europeo e sovrapposizioni di governance con l’Autorità di Sistema Portuale.

Infine, il terzo punto focale riguarda la certezza del diritto e la salvaguardia dei rapporti pregressi. Assiterminal chiede la soppressione delle disposizioni del DDL dotate di applicazione retroattiva sulle concessioni esistenti, un intervento già caldeggiato da diversi emendamenti depositati, come il 9.121 e il 29.16, al fine di evitare gravi disincentivi agli investimenti.

«Nell’attuale fase del dibattito parlamentare, Assiterminal conferma la valutazione positiva del percorso intrapreso con l’obiettivo di dotare l’Italia di una strategia unitaria e competitiva per il sistema portuale nazionale. Allo stesso tempo, l’Associazione ribadisce tre principali criticità che, stante l’attuale dibattito parlamentare e l’analisi degli emendamenti in corso, ritiene necessario richiamare», è stato sottolineato dai vertici dell’associazione nel corso dei lavori genovesi. L’auspicio condiviso è che il confronto prosegua in modo aperto, correggendo i fattori di rischio per la governance e la competitività del sistema.