• 14 Ottobre 2026 16:30

Seareporter.it

Quotidiano specializzato in politica dei trasporti marittimi

Genova, nuovo Piano Regolatore Portuale: il confronto tra AdSP, associazioni e operatori per lo sviluppo dello scalo

Energia, nautica di alta gamma e rigenerazione urbana al centro del dibattito promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale

Genova – La competitività dello scalo genovese si gioca sulla capacità di coniugare efficienza logistica, nuove infrastrutture e integrazione con il tessuto urbano. È attorno a questa visione che si è sviluppato il fitto calendario di incontri promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per delineare le linee guida del nuovo Piano Regolatore Portuale. Il percorso di co-pianificazione ha visto la partecipazione, nella sessione mattutina, di Dario Soria per Assocostieri, mentre il pomeriggio ha registrato il contributo della Camera di Commercio di Genova con Maurizio Caviglia, Marco Marozzo, Stefano Messina e Deborah Saverino, di Confcommercio con Alessandro Cavo, di Genova4Yachting con Alberto Amico, Giovanni Costaguta, Ennio Luglio e Gabriele Randi, e di ASTOI con Laura Cannone. Il confronto ha evidenziato il gradimento di un approccio orientato non solo alla crescita dei traffici, ma anche alla restituzione di valore e fruibilità al territorio urbano.

Sul fronte energetico, le linee programmatiche del Piano prevedono il trasferimento dei depositi chimici di Multedo all’interno del perimetro di Porto Petroli, salvaguardando le tre banchine esistenti e riorganizzando le aree a terra e i collegamenti di ultimo miglio. L’intervento punta ad accompagnare la transizione verso i nuovi combustibili, preservando la vocazione polifunzionale dello scalo attraverso rigorose misure di mitigazione ambientale e paesaggistica, tra cui la nascita di nuove aree verdi pubbliche. Un secondo asse di rigenerazione riguarda l’ex centrale termoelettrica a carbone, ipotizzata come hub energetico a basso impatto per le esigenze portuali e cittadine, affiancata dal recupero del patrimonio di archeologia industriale per renderlo accessibile alla collettività.

La discussione pomeridiana ha acceso i riflettori sul comparto della nautica da diporto e del refitting di grandi yacht, un mercato in forte espansione in cui Genova punta a consolidare il proprio primato internazionale, anche per le imbarcazioni oltre i 100 metri. Tra i punti nodali emerge la necessità di una netta distinzione funzionale tra le lavorazioni nautiche e la riparazione navale, caratterizzate da esigenze operative distinte. In quest’ottica si inserisce l’ipotesi su Molo Giano: il ricollocamento dei circoli nautici in una darsena più idonea libererebbe spazi strategici per l’allestimento finale e la finitura degli interni degli yacht.

Tirando le somme del percorso partecipato, il presidente dell’AdSP Matteo Paroli ha rimarcato come il nuovo Piano Regolatore richieda scelte nette per anticipare i trend di mercato. Secondo il presidente, accompagnare la transizione energetica, valorizzare la nautica di lusso e recuperare i siti storici significa tradurre una visione industriale in risposte concrete per le imprese, generando occupazione e ricchezza per il territorio.

L’Autorità di Sistema Portuale ha ricordato che il canale di ascolto rimane aperto: enti e soggetti interessati avranno tempo fino al 15 novembre per trasmettere osservazioni e contributi formali, consentendo agli uffici tecnici di completare le valutazioni prima del passaggio di pre-adozione al Comitato di Gestione.