Prima missione EMSA in Italia: un robot spagnolo localizza il peschereccio a largo di Portofino
Genova – Una missione tecnologica senza precedenti ha segnato una svolta nelle ricerche del motopesca Acquario, affondato lo scorso 2 febbraio a largo di Punta Portofino. Per la prima volta in Italia, la Guardia Costiera ha attivato i servizi subacquei d’eccellenza dell’EMSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima), portando nel Mar Ligure l’eccellenza investigativa di Lisbona.
L’operazione, coordinata con la Direzione Marittima della Liguria e il Ministero delle Infrastrutture, ha visto l’impiego della nave spagnola “Artabro”. Vera punta di diamante della missione è stato un ROV (veicolo sottomarino a comando remoto) da 5 tonnellate, capace di operare fino a 4000 metri di profondità. Grazie a sonar multibeam e telecamere ad alta precisione, sono bastate otto ore di ricerche per individuare lo scafo, adagiato sul fondale a 385 metri di profondità.
L’intervento non ha solo permesso di localizzare il relitto, ma ha garantito l’acquisizione di preziosi rilievi video e fotografici. Questi elementi saranno ora fondamentali per l’ufficio investigativo marittimo per ricostruire le cause del sinistro, segnando un nuovo standard nella gestione dei soccorsi e della sicurezza in mare.
