Il presidente di A.S.Ter Andrea Bassoli guida la commemorazione alla Radura della Memoria, rinnovando il cordoglio per la tragedia che ha colpito la comunità e i lavoratori delle aziende pubbliche genovesi.
Genova ha rinnovato oggi il proprio raccoglimento in occasione della commemorazione delle quarantatré vittime del crollo del Ponte Morandi, un dramma che continua a segnare profondamente la coscienza della comunità cittadina. Alla cerimonia istituzionale ha preso parte anche A.S.Ter, rappresentata dal presidente Andrea Bassoli, per testimoniare la vicinanza dell’azienda ai familiari colpiti da questa immane perdita.
La ricorrenza riveste un significato particolarmente doloroso per l’azienda e per l’intero tessuto delle partecipate genovesi. Nel disastro persero infatti la vita tre lavoratori impegnati nello svolgimento delle proprie mansioni quotidiane: Alessandro Campora, dipendente di A.S.Ter la cui memoria è quotidianamente custodita dai colleghi, insieme a Bruno Casagrande e Mirko Vicini, entrambi lavoratori di AMIU. A loro e a tutte le altre vittime è stato dedicato un apposito video commemorativo diffuso attraverso i canali ufficiali dell’azienda.
Il raccoglimento si è tenuto nella cornice della Radura della Memoria, lo spazio urbano caratterizzato dalla presenza di quarantatré alberi che simboleggiano ciascuna delle vite spezzate. Alla realizzazione di quest’area verde e simbolica ha contribuito attivamente la stessa A.S.Ter, trasformando l’impegno tecnico in un atto di profondo rispetto civico.
Il presidente Andrea Bassoli ha voluto sottolineare il valore sociale e morale del luogo: Ci sono luoghi che non sono semplicemente spazi della città, ma diventano parte della memoria e della coscienza di una comunità. La Radura della Memoria è uno di questi. Qui Genova custodisce il ricordo delle quarantatré vittime del crollo del Ponte Morandi e rinnova, anno dopo anno, il proprio impegno a non dimenticare una tragedia che ha segnato profondamente la storia della città e la vita di tante persone.
Per A.S.Ter, l’intervento di realizzazione dell’area ha assunto una valenza che va ben oltre la mera esecuzione di un’opera pubblica. L’impegno è stato vissuto con onore e partecipazione, nella consapevolezza di operare all’interno di un perimetro intriso di dolore e di memoria collettiva. Il pensiero dell’azienda si stringe con affetto attorno ai familiari di Alessandro Campora, Bruno Casagrande e Mirko Vicini, estendendosi a tutte le famiglie colpite dalla catastrofe.
La funzione della Radura, secondo l’amministrazione e le realtà aziendali coinvolte, non deve esaurirsi nella mera dimensione monumentale. L’obiettivo è fare in modo che lo spazio rimanga vivo e integrato nel tessuto cittadino, alimentato dalla cura costante, dai momenti di incontro e dalla frequentazione quotidiana, affinché il ricordo continui a fare parte attiva del futuro di Genova.

