I fondi del PNRR aprono i cantieri per azzerare le emissioni delle navi in sosta ma lo scoglio dell’ultimo miglio energetico rivela i limiti delle nostre reti elettriche
Napoli – Entra nel vivo uno dei più imponenti investimenti energetici e infrastrutturali in corso in Italia: il piano nazionale per l’elettrificazione delle banchine, noto come cold ironing. Sostenuto da oltre 700 milioni di euro stanziati nell’ambito del PNRR e del Fondo Nazionale Complementare, il progetto punta alla radicale trasformazione ecologica dei principali scali marittimi della penisola. L’obiettivo centrale è l’abbattimento dell’inquinamento acustico e l’azzeramento delle emissioni in atmosfera generate dai motori ausiliari diesel delle navi durante la sosta in porto, consentendo lo spegnimento dei generatori di bordo grazie al collegamento diretto alla rete elettrica di terra.
In prima linea in questo processo di modernizzazione si posiziona il Porto di Genova, che consolida il proprio ruolo di pioniere tecnologico in Italia estendendo l’infrastruttura alle banchine passeggeri e includendo Savona per creare uno dei network di cold ironing più estesi del Mediterraneo. A ridosso del capoluogo ligure si muove il Porto di Civitavecchia, concentrato sul potenziamento della rete ad alta tensione per supportare l’enorme carico energetico delle moderne navi da crociera. Anche Livorno e Venezia si confermano tra i capofila della transizione, con quest’ultima che considera l’elettrificazione dei nuovi terminal fuori dal Canale della Giudecca una priorità assoluta per salvaguardare la laguna.
A rompere gli indugi sul fronte commerciale è però il Porto di Gioia Tauro, che mette a segno una svolta storica per l’intero sistema portuale italiano e si posiziona tra i primi scali in Europa. Superando le complessità tecniche legate alle dimensioni del grande hub di transhipment, l’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, guidata dal presidente Paolo Piacenza, ha alimentato con successo dalla rete di terra la MSC Mirja, una meganave portacontainer da oltre 19mila TEUs. Durante l’ormeggio, l’unità ha spento i motori ausiliari ricevendo un’erogazione esclusiva di circa 7 MW. Il piano strategico calabrese punta ora a incrementare la disponibilità fino a 80 MW complessivi, a cui si affiancheranno altri 80 MW previsti da Medcenter Container Terminal (MCT) per l’elettrificazione delle gru di banchina e di piazzale.
Il successo di Gioia Tauro rappresenta un’eccezione in una mappa della transizione energetica nazionale che si presenta ancora a macchia di leopardo. Sebbene i fondi del PNRR siano stati assegnati a tutte le 16 Autorità di Sistema Portuale (AdSP), la quasi totalità del sistema si trova ancora impantanata nella fase di cantierizzazione. Tra i nodi più critici figurano i porti di Napoli e Salerno, rallentati dalla difficoltà di eseguire scavi sotterranei in aree urbane storiche congestionate, e quelli di Palermo e Termini Imerese, ancora in attesa delle nuove cabine di trasformazione.
Nel resto d’Italia, l’attivazione del servizio resta condizionata da deficit strutturali insulari o da collaudi non conclusi. L’AdSP del Mare di Sardegna soffre storicamente per l’isolamento energetico regionale nei porti di Cagliari e Olbia. Sul versante adriatico e ionico, gli scali di Trieste, Monfalcone, Ravenna, Ancona, Taranto e Bari vedono i progetti approvati o in fase avanzata di posa dei cavi, ma sono ancora privi di colonnine attive. Bloccate nei cantieri anche le banchine dello Stretto a Messina e Villa San Giovanni per l’elevata complessità ingegneristica della ricarica rapida dei traghetti pendolari, mentre La Spezia ha avviato soltanto i primi test parziali. L’adeguamento dell’ultimo miglio energetico e la capacità dei distributori di potenziare le reti cittadine rimangono i veri banchi di prova per trasformare i cantieri in realtà operative, con la consapevolezza che, in un panorama in rapidissima evoluzione come dimostrato dal caso calabrese, qualche altro scalo italiano minore o un’ulteriore sperimentazione locale potrebbe essere momentaneamente sfuggita ai radar della cronaca nazionale.
