• 11 Agosto 2026 16:13

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ALIS analizza la revisione della Direttiva ETS e chiede tutele per la continuità territoriale

Il vicepresidente Marcello Di Caterina promuove i nuovi strumenti finanziari per l’innovazione ma lancia l’allarme sul rischio di un ritorno delle merci su strada.

La proposta di revisione dell’EU ETS, presentata dalla Commissione europea, segna un passaggio cruciale per le politiche di decarbonizzazione del trasporto marittimo. Il testo, pur non risultando pienamente soddisfacente per l’industria logistica italiana, recepisce diverse istanze sollecitate da tempo dal settore. A tracciare il bilancio del provvedimento è Marcello Di Caterina, Vicepresidente e Direttore Generale di ALIS, a seguito di una recente missione istituzionale dell’associazione nella capitale belga. Secondo il vertice della confederazione, la proposta rappresenta un tentativo di riequilibrare il delicato rapporto tra obiettivi climatici, competitività industriale e diritto internazionale marittimo.

Tra gli aspetti accolti con favore da ALIS figura il riconoscimento, da parte di Bruxelles, della necessità di accompagnare la transizione ecologica con strumenti concreti a supporto degli investimenti e dell’innovazione tecnologica. In questa direzione si muove l’istituzione del Sustainable Maritime Alternative Propulsion (SMAP) e degli altri canali finanziari previsti. Per Di Caterina, si tratta di un primo e importante passo verso il principio, sempre sostenuto dall’associazione, secondo cui una quota significativa delle risorse generate dalle sanzioni ambientali del comparto marittimo debba essere reinvestita nello stesso settore per sostenerne la trasformazione energetica. Positivo anche il giudizio sul rafforzamento delle misure anti-elusione e sull’impegno della Commissione a evitare doppie imposizioni fiscali in vista del futuro sistema di carbon pricing che sarà introdotto dall’IMO.

Nonostante i progressi, la proposta lascia aperte questioni ritenute fondamentali per il sistema logistico e marittimo italiano. Pur confermando e prorogando le deroghe esistenti per alcune tratte specifiche, l’esecutivo europeo ha scelto di non introdurre una vera esenzione generale per i collegamenti di continuità territoriale con le isole, misura fortemente auspicata da ALIS, dall’intero cluster marittimo e dalle stesse istituzioni nazionali.

Un altro punto critico è la mancata introduzione di un meccanismo automatico e giuridicamente vincolante per contrastare il rischio di back shift modale, ovvero il trasferimento inverso dei traffici dal mare alla strada. Si tratta di un fenomeno che, secondo l’associazione, rischia di compromettere sia la competitività delle imprese intermodali sia gli stessi obiettivi ambientali comunitari. Il Direttore Generale Di Caterina ha assicurato che il confronto con le istituzioni europee e nazionali rimarrà serrato per garantire che il percorso di decarbonizzazione tuteli la competitività delle imprese e i collegamenti strategici della logistica continentale.