L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio prende atto del taglio al bilancio 2026 e auspica la rapida formalizzazione delle risorse per garantire la stabilità finanziaria degli investimenti
Taranto – Nonostante i tagli lineari applicati ai capitoli di spesa del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il futuro dello sviluppo dell’eolico offshore nel porto di Taranto resta confermato nelle linee strategiche governative. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha inviato precise rassicurazioni, chiarendo che il ridimensionamento dei fondi per il 2026 è soltanto temporaneo e verrà integralmente reintegrato nel corso del 2027. Gli uffici ministeriali hanno ribadito che la dotazione complessiva per il 2027 non subirà modifiche e che le risorse ridotte nel breve termine potranno essere recuperate in base al cronoprogramma esecutivo degli interventi.
I dettagli contabili forniti dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio illustrano con precisione l’entità della contrazione: sui 78 milioni di euro inizialmente previsti per la filiera dell’eolico, la disponibilità attuale sui capitoli del MASE ammonta a 38,3 milioni di euro, con un’assegnazione specifica per gli interventi del porto pugliese nel 2026 ridotta a circa 13,9 milioni di euro. In precedenza, l’ente portuale era stato individuato come beneficiario di 28 milioni di euro nell’ambito del decreto interministeriale attuativo del Decreto-Legge 181/2023, formalizzato dal Ministero nel luglio 2025 a seguito della manifestazione d’interesse presentata nel maggio 2024.
L’analisi dell’amministrazione portuale riflette un cauto ottimismo, pur richiamando la necessità di certezze operative. Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Giovanni Gugliotti, ha sottolineato come il Ministero abbia comunque preservato la centralità strategica delle opere previste per lo scalo ionico. Sebbene la riduzione temporanea imponga un adeguamento dei progetti, le parole del ministro tracciano uno scenario meno allarmante per gli operatori della filiera.
Sotto il profilo amministrativo, l’ente di gestione ha evidenziato la propria costante tempestività nel soddisfare le richieste istituzionali. Dopo i ritardi nell’individuazione formale delle aree demaniali, giunta a luglio 2025 rispetto alla scadenza iniziale di settembre 2024, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha sempre risposto in tempi strettissimi ai solleciti ministeriali: dalla trasmissione dei progetti esecutivi a febbraio 2026 fino all’aggiornamento del cronoprogramma a maggio dello stesso anno. Appresa soltanto di recente la notizia della rimodulazione finanziaria, l’ente si è subito attivato per ricalibrare la pianificazione esecutiva.
In prospettiva, l’auspicio della governance portuale è che alle dichiarazioni d’intento faccia seguito una rapida conferma formale della copertura finanziaria sul bilancio 2027. La definizione di un quadro normativo ed economico stabile rappresenta infatti l’unico presupposto valido per consentire allo scalo tarantino di giocare un ruolo primario nell’energia rinnovabile marina. A questo proposito, Giovanni Gugliotti ha invitato il ministro Gilberto Pichetto Fratin al prossimo convegno Offshore Wind Revolution, in programma a Taranto l’8 e il 9 ottobre, evidenziando l’importanza di un chiarimento definitivo per un territorio che non può permettersi ulteriori incertezze programmatiche
