• 26 Settembre 2026 01:25

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Nuovo Piano Regolatore Portuale, l’Autorità di Sistema accelera sul confronto con Regione e territorio

Vertice tra i vertici dello scalo e la giunta guidata da Marco Bucci per definire lo sviluppo di Genova, Savona e Vado Ligure tra esigenze industriali, flessibilità operativa e sostenibilità cittadina

Genova – Prosegue a ritmo serrato il percorso di definizione del nuovo Piano Regolatore Portuale di Sistema dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. La struttura commissariale e tecnica dello scalo ha promosso una fitta serie di incontri istituzionali per illustrare gli scenari strategici e raccogliere le istanze dei principali attori regionali e locali. Il tavolo istituzionale prioritario ha visto il confronto diretto con i vertici della Regione Liguria, rappresentata dal Presidente Marco Bucci, dal Capo di Gabinetto Massimiliano Nannini e dall’Assessore allo Sviluppo economico Alessio Piana. A margine del vertice regionale, le consultazioni si sono estese alla rappresentanza territoriale con i vertici del Comitato Liberi cittadini di Certosa e del Comitato di coordinamento Ponente-Palmaro.

La linea d’indirizzo concordata tra l’ente portuale e la governance regionale ha evidenziato una piena sintonia sull’impostazione strategica: definire un quadro regolatorio certo per gli investimenti privati mantenendo al contempo un alto margine di flessibilità dinamica. Le mutevoli dinamiche geopolitiche, le fluttuazioni delle rotte commerciali e le trasformazioni delle catene logistiche internazionali registrate nell’ultimo quinquennio impongono di superare le rigidità pianificatorie del passato. L’obiettivo comune condiviso con Regione Liguria punta a eliminare le storiche ambiguità interpretative sulle destinazioni d’uso e sulle funzioni d’uso delle aree, riducendo alla radice i contenziosi legali e subordinando ogni previsione infrastrutturale alla rigida valutazione di sostenibilità economica e tecnica da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Nel merito delle singole aree operative, la disamina ha confermato la validità dei modelli proposti per gli scali di Savona e Vado Ligure, per i quali l’amministrazione regionale non ha sollevato riserve. Maggiore attenzione è stata riservata al bacino portuale di Genova. Per l’area industriale, la Regione Liguria ha sollecitato approfondimenti sulle protezioni a mare per la nautica e la convivenza tra cantieristica e diporto. Sul bacino commerciale ed ex ILVA, la convergenza resta salda sulla polifunzionalità e sulla vocazione industriale, valutando soluzioni per le tecnologie digitali legate alla blue economy e ipotizzando lo spostamento a Multedo di alcune attività di costruzione navale. Parallelamente, si studiano nuove opzioni per la viabilità tra il varco di Levante e Molo Giano e la gestione dei volumi di banchina nel bacino di Pra’.

Ampio spazio è stato dedicato all’impatto urbanistico e alla mitigazione ambientale nei quartieri limitrofi alle aree operative. Negli incontri con le rappresentanze locali, l’ente portuale ha confermato la stipula di un protocollo d’intesa con ARPAL e l’avvio di un’indagine epidemiologica affidata al professor Paolo Cremonesi. La pianificazione prevede interventi di rigenerazione e ricucitura urbana con percorsi ciclopedonali, il collegamento tra Porto Antico e Lanterna, la valorizzazione delle mura storiche nel quartiere del Molo e lo studio per il futuro riuso pubblico della Sopraelevata.

Le istanze presentate dai comitati territoriali hanno toccato i nodi cruciali della convivenza tra scalo e tessuto cittadino. Il Comitato Liberi cittadini di Certosa ha posto l’accento sulla gestione dei flussi di merci pericolose su rotaia, ottenendo la disponibilità per un tavolo di coordinamento specifico con i gestori delle reti ferroviarie. Dal canto suo, il Comitato di coordinamento Ponente-Palmaro ha ribadito la ferma contrarietà a ipotetici riempimenti a mare nel bacino di Pra’ e ha richiesto di valutare il trasferimento fuori dal territorio comunale genovese dei depositi chimici di Multedo, contestando la proposta di delocalizzazione nell’area portuale industriale di Sestri Ponente. Per compensare l’impatto delle operazioni portuali a Pra’, la pianificazione integra la creazione di collinette verdi fonoassorbenti di separazione dalle aree container e la realizzazione di un nuovo ponte di collegamento con il Parco delle Dune lungo il Canale di Calma.

A margine della complessa giornata di consultazione, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, ha rimarcato il valore operativo del percorso partecipativo. Il presidente ha sottolineato come la proposta iniziale debba fungere da base di lavoro dinamica, pronta a essere integrata o rivista alla luce dei dati tecnici raccolti. Matteo Paroli ha ribadito che, fermo restando la necessità di garantire flessibilità strategica per intercettare i mercati dei prossimi decenni, ogni singola scelta sarà guidata da una chiara logica industriale e supportata da rigorose verifiche di fattibilità tecnica, ecologica ed finanziaria.