Calo dei noli, i vettori puntano a tagliare i costi

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Analisi Drewry sul settore container: ripensare il gigantismo navale, P3 occasione persa

Il perdurante calo dei noli inciderà sui risultati finanziari delle compagnie, con risultati positivi solo per chi sarà in grado di tagliare in modo sostanziale i costi operativi. È quanto evidenzia l’ultimo rapporto Drewry Container Forecaster, secondo cui i tassi medi per il trasporto marittimo, ancora una volta, saranno inferiori all’anno precedente. Stando ai dati dell’advisor inglese i vettori hanno perso nella sola rotta transpacifica circa 1,25 miliardi di dollari in maggio mentre sul versante Asia-Europa sono stati firmati contratti annuali inferiori di 150-200 dollari (per container da 40ft). Una situazione che se da un lato metterà maggior pressione nel recupero delle entrate da un mercato spot votato sempre più alla volatilità, dall’altro accentuerà il ricorso al taglio dei costi per offrire maggiori benefici ai clienti. Lo slow steaming, la rimodulazione dei network e l’acquisto di bunker in Russia saranno le strategie su cui puntare, dopo il tramonto dell’alleanza P3 giudicata da Drewry una “possibilità persa” per stabilizzare la gestione della (eccessiva) capacità di stiva e di sfruttare in modo efficiente le risorse. Nell’auspicare una seria discussione in merito alle questioni aperte dal gigantismo navale Neil Dekker, Director of container research di Drewry, punta il dito contro lo shipping. “Si tratta di un settore dove la costante volontà di lanciare navi più grandi per ridurre i costi unitari può avere solo la logica conseguenza di non raggiungere l’obiettivo di bilanciare domanda ed offerta”.

GG