Il presidente Mario Zanetti interviene al convegno Avanti Porto chiedendo una cabina di regia centrale per l’economia del mare e l’avvio di una sinergia pubblico-privato sull’occupazione
Napoli – La portualità italiana si trova davanti a un’opportunità di rilievo storico nel suo percorso di riforma della governance, un cambiamento strutturale da cui dipende il futuro dell’intero comparto marittimo. Lo ha ribadito con forza il Presidente di Confitarma, Mario Zanetti, intervenuto a Napoli nel corso del convegno «Avanti Porto». Secondo la visione degli armatori, la nuova architettura istituzionale dovrà essere in grado di esprimere una chiara visione strategica, supportata da una struttura centrale forte che sia capace di collocare stabilmente il sistema portuale al centro dello sviluppo dell’economia del mare e, più in generale, del sistema economico italiano. Nel disegno della nuova governance diventa quindi fondamentale definire in modo netto le competenze tra il centro e i territori, riconoscendo a ciascuno scalo un ruolo preciso, sia per le realtà inserite nella rete europea TEN-T, sia per i porti di secondo e terzo livello.
Accanto alla riorganizzazione istituzionale, la seconda grande sfida cruciale per il futuro del settore è quella che mette al centro le persone e il capitale umano. Nel prossimo quinquennio, infatti, l’economia del mare italiana avrà bisogno di immettere nel sistema circa 170-175 mila nuovi addetti, una cifra necessaria sia per sostituire il personale in uscita dal mercato del lavoro, sia per rispondere tempestivamente alle esigenze delle nuove professionalità tecnologiche e green che stanno emergendo nel settore. Attualmente, tuttavia, si registra non solo un forte divario quantitativo rispetto a questo fabbisogno occupazionale, ma anche un profondo mismatch qualitativo in termini di competenze. Per superare questo ostacolo, il presidente di Confitarma ha indicato come unica via d’uscita una collaborazione stretta e strutturata tra il comparto pubblico e quello privato, unendo in una sinergia operativa le imprese e le rappresentanze dei lavoratori.
In questo scenario, la confederazione degli armatori auspica che il confronto costruttivo continui a rappresentare l’elemento centrale di tutto il percorso di attuazione della riforma. Se da un lato vi sono aspetti che indicano una direzione positiva, a partire proprio dall’introduzione di un approccio maggiormente strategico alla governance, dall’altro lato Mario Zanetti ha evidenziato la necessità di blindare l’efficacia del provvedimento definendo con massima precisione competenze e responsabilità, così da evitare pericolose sovrapposizioni burocratiche. Un ulteriore punto di attenzione riguarderà l’equilibrio economico della riforma, che dovrà essere gestito per evitare di compromettere la qualità dei servizi tecnico-nautici e la loro sostenibilità economica. Sono proprio questi i temi sui quali gli armatori intendono mantenere aperto il tavolo di discussione, con l’obiettivo di trasformare la riforma in una grande opportunità di crescita ed evitare che si tramuti in un fattore di criticità per un comparto vitale del Paese.
