• 13 Aprile 2026 19:59

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Polo navale tra Napoli e Brindisi per le navi drone della Marina Militare

L’accordo strategico tra Piloda e Havelsan avvia la produzione di piattaforme ibride ad alta tecnologia per la difesa e la sicurezza nazionale.

Napoli – L’asse industriale tra Italia e Turchia si rafforza nel segno dell’innovazione tecnologica, segnando una svolta decisiva per il comparto della difesa e della sicurezza marittima. Dopo aver consolidato la collaborazione con la fornitura di 40 unità navali alla Guardia Costiera – un’operazione dal valore di 159,2 milioni di euro avviata nel 2025 – Piloda Shipyard, attraverso la sua divisione Defence, ha siglato un accordo quadro strategico con il colosso HAVELSAN e VN Maritime Technologies. L’intesa punta allo sviluppo, alla commercializzazione e alla consegna di piattaforme navali di superficie di nuova generazione, destinate a equipaggiare la Marina Militare, la Guardia di Finanza e altre istituzioni governative.

Il cuore pulsante di questa nuova produzione sarà il Mezzogiorno: le attività industriali e l’integrazione dei sistemi avranno infatti luogo presso gli stabilimenti di Piloda e VN Maritime, con basi operative distribuite tra Napoli, Brindisi e Torre Annunziata. La vera rivoluzione introdotta da questa partnership risiede nel concetto di unità “ibrida”, una tecnologia che permette alle imbarcazioni di operare indistintamente con equipaggio, senza equipaggio o in modalità mista. Il passaggio da una configurazione all’altra avviene in modo fluido, senza la necessità di interventi o modifiche strutturali, garantendo una flessibilità operativa senza precedenti per i corpi dello Stato.

Queste nuove piattaforme sono progettate per coprire l’intero spettro delle moderne esigenze di sicurezza: dalla sorveglianza autonoma e le sofisticate missioni in sciame coordinate, fino ai compiti più tradizionali come il pattugliamento, la ricerca e il soccorso, il trasporto e le operazioni di abbordaggio. Con questo passo, la cooperazione industriale già avviata negli anni scorsi evolve verso la frontiera dei sistemi “unmanned”, posizionando i poli produttivi di Napoli e Brindisi al centro dell’innovazione navale europea.