Le autorità portuali di Spagna, Francia e Portogallo presentano una posizione comune alla Commissione Europea. Al centro dell’istanza: deroghe sulle normative green, un comitato permanente e più fondi per la transizione energetica.
I porti delle regioni ultraperiferiche (RUP) dell’Unione Europea serrano i ranghi e presentano un fronte comune a Bruxelles per definire la futura Strategia portuale europea. L’iniziativa, frutto di oltre un anno di coordinamento tra le autorità portuali di Spagna, Francia e Portogallo, punta a ottenere politiche differenziate che tengano conto dei vincoli geografici e strutturali di territori come Madera, le Azzorre, le Canarie e i dipartimenti d’oltremare francesi. Questi scali, pur essendo vitali per la connettività dei rispettivi territori, operano in condizioni di isolamento e forte dipendenza dal trasporto marittimo, esponendoli a una concorrenza aggressiva da parte dei porti extracomunitari vicini.
Il documento di posizione inviato alla Commissione Europea si articola su quattro pilastri strategici fondamentali. In primo luogo, i porti ultraperiferici chiedono un’applicazione flessibile delle normative “green” dell’UE, come il sistema di scambio delle emissioni (ETS) e i regolamenti FuelEU Maritime e AFIR. Il timore è che regole troppo rigide possano causare una fuga di traffici verso scali non UE, con ricadute sproporzionate sui costi dei servizi essenziali per queste regioni. Per evitare che tali specificità vengano trascurate, il gruppo di lavoro propone inoltre l’istituzione di un Comitato permanente dei porti delle RUP all’interno della Commissione, che garantisca un dialogo costante e strutturato con le istituzioni di Bruxelles.
Parallelamente alla governance, la strategia punta sul rafforzamento del capitale umano e sugli investimenti. Attraverso programmi di formazione e scambi di personale, le autorità portuali intendono accelerare i processi di decarbonizzazione e innovazione operativa. Tuttavia, per modernizzare le infrastrutture e centrare gli obiettivi climatici dell’Unione, il documento sottolinea l’urgenza di migliorare l’accesso ai finanziamenti europei, considerati indispensabili per la resilienza a lungo termine di questi avamposti marittimi. Con questa azione coordinata, i porti delle RUP riaffermano la volontà di essere protagonisti della transizione europea, chiedendo però che il principio di coesione territoriale impedisca a queste regioni di restare indietro rispetto al resto del continente.
