Borrelli denuncia lo scandalo: “Profilo social chiuso, ma ora si apra un’indagine immediata. È uno schiaffo alla memoria della vittima e alla giustizia”
Salerno –È l’ennesimo schiaffo alla dignità, alla giustizia e alla memoria di una vittima innocente. L’assassino del panettiere di Sarno si fotografa sorridente in cella, accanto al fratello, e la foto finisce sui social come se niente fosse. Un oltraggio, una ferita che si riapre per la famiglia dell’uomo ucciso e per tutti coloro che credono ancora nello Stato di diritto.
A denunciare lo scandalo è il deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha immediatamente contattato la direzione del carcere di Salerno. “Il profilo da cui è partita la pubblicazione è stato chiuso – ha dichiarato – ma questo non basta. Serve un’indagine interna rapida e seria. Qualcuno ha permesso che un assassino avesse uno smartphone in cella e lo usasse come se fosse libero di casa sua”.
Impossibile restare indifferenti. Com’è possibile che in un carcere italiano si possa ancora scattare e diffondere foto dall’interno di una cella, con tanto di posa e sorriso? Qualcuno ha chiuso un occhio, o peggio, ha voltato la testa dall’altra parte.
La vicenda non è solo una questione disciplinare: è un pugno nello stomaco per chi lavora onestamente e per chi ha perso un familiare a causa di quella stessa violenza che oggi, paradossalmente, sembra persino farsi pubblicità online.
“Le carceri devono essere luoghi di espiazione, non vetrine social per criminali in cerca di notorietà – ha ribadito Borrelli –. È inaccettabile, servono punizioni esemplari”.
E ha ragione: non è più tollerabile assistere a scene come questa. Chi è dietro le sbarre non può continuare a usare i social come se fosse in vacanza. La giustizia non può finire ridicolizzata da una foto.
