Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry

Industria, logistica e trasporti italiani nel mondo all’epoca del ritorno dei confini e della diffusione delle tecnologie disruptive
Milano 4 febbraio 2020 -Grazie ai 1300 operatori professionali che si sono registrati e partecipato, al  Comitato Promotore composto da Confetra, ALSEA e The International Propellers Club, ai politici ed amministratori che sono intervenuti, alle aziende che ci hanno sostenuto, ai relatori e ai coordinatori delle sessioni che hanno fatto l’evento, ai media che hanno seguito i lavori, ai partner che lo hanno promosso, ai patrocinatori che lo hanno fatto proprio.
Grazie a voi, Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry si conferma l’appuntamento annuale di riferimento per il confronto e la collaborazione trilaterale tra mondo della produzione, mondo logistico e mondo politico-amministrativo.
Ma non ci fermiamo qui. La logistica è un pilastro strategico dell’economia e della politica di un Paese, ed è uno dei punti di controllo di tutti i settori cruciali per la società: territorio, lavoro, sostenibilità, competenze, formazione. L’Italia nel mondo post-globale deve affrontare sfide difficili in questo campo, per proseguire nel proprio sviluppo ma anche per conservare le posizioni conquistate a caro prezzo.
Restate con noi nell’impegno di allargare la consapevolezza dell’importanza cruciale del lavoro di tutti coloro che affrontano queste sfide. Vincerle dipende un po’ anche da questo.

Presentato da FedePiloti l’agenda del nuovo anno

C.I.E.L.I. Presenta il suo elaborato “Efficienza e coerenza con le best-prac3ce tariffarie dell’a7uale sistema di tariffazione del servizio di pilotaggio in Italia”

Roma, 4 febbraio 2020 – I Piloti dei Porti Italiani si sono incontrati a Roma lo scorso 30 gennaio per un confronto ed approfondimento con la Federazione Nazionale di riferimento.
L’appuntamento da il via ai lavori per il nuovo anno, in vista dell’Assemblea Generale del prossimo aprile. L’incontro nasce per condividere la delicatezza di un “momento“ che oramai si protrae da tanto, troppo tempo. All’incontro era presente anche il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera Amm. Isp. Capo Giovanni Pettorino, che, nel proprio indirizzo di saluto in apertura dei lavori, ha confermato l’importanza del servizio di pilotaggio nel quadro dei servizi portuali rivolti alla sicurezza della navigazione, il cui coordinamento e regolazione ricadono sull’Amministrazione Marittima. Il Comandante Generale ha sottolineato il particolare momento in cui è in atto, anche nei porti italiani,  un cambiamento globale epocale che, come tale, non ha precedenti nella storia, in cui la competizione spinge gli operatori verso una maggiore e serrata integrazione logistica, in una logica di efficientare e ridurre i connessi costi operativi. Tuttavia, l’Ammiraglio Pettorino ha tenuto ad evidenziare che, pur in tale quadro concorrenziale, debba sempre essere garantito ai servizi correlati alla sicurezza della navigazione, incluso il servizio di pilotaggio. Un sistema regolatorio coerente con quello delineato dal Codice della Navigazione, in una logica di sicurezza della navigazione prima ancora che di mercato. In chiusura del suo intervento, che ha riscosso apprezzamento da parte dei tanti presenti, il Comandante Generale nel riconoscere che la Federazione al momento ha un compito arduo come mai prima, ha rivolto un forte richiamo alla coesione sociale per una efficace collaborazione tra i piloti italiani ed anche in generale tra tutto il “cluster marittimo” onde evitare ripercussioni dannose nel raggiungimento degli obiettivi comuni. A seguire sono stati gli interventi del Capo del 2° reparto affari giuridici C.V. (CP) Massimo Seno e del Capitano di Fregata (CP) Domenico Santisi che tra l’altro hanno risposto alle domande dei piloti su questioni tecnico-giuridiche. Terminata la parte istituzionale, il dottor Melone ha presentato, in anteprima per i piloti presenti in sala, lo studio condotto dal Centro Italiano di Eccellenza sulla Logistica i Trasporti e le Infrastrutture – C.I.E.L.I. – dell’Università di economia di Genova.  L’elaborato, fatto da un team di professori dell’università guidato dal prof. Ferrari su richiesta della Fedepiloti, ha come obiettivo di verificare l’efficienza, l’efficacia e la trasparenza del procedimento di calcolo e valutazione delle tariffe e dei costi complessivi del pilotaggio nel nostro Paese, anche in relazione ad altre realtà europee ed internazionali.
“Ovviamente questo importante elaborato è stato posto all’attenzione degli organi dell’Amministrazione Marittima, competenti ad esprimersi” – dichiara il presidente di Fedepiloti Francesco Bandiera – “Lo studio è stato commissionato per supportare l’Amministrazione nel valutare la coerenza dell’attuale sistema tariffario in relazione dei nuovi regolamenti europei.
Ringrazio sentitamente il Comandante Generale Amm. Pettorino che con le sue sagge parole ancora una volta ha fatto una sintesi precisa dello stato dei fatti indicando la via da seguire. I professori Sergio Maria Carbone e Francesco Munari che da sempre supportano e difendono l’impianto normativo a tutto vantaggio dell’Amministrazione, ed infine tutti i colleghi che con il loro lavoro quotidiano fanno si che il pilotaggio nei porti in Italia rappresenti oggi un’eccellenza che, non solo vale la pena proteggere, ma dovrebbe essere modello da esportare, visti i risultati.”

il Gozzo Calafuria 6 al Nauticsud presentato da Vincenzo Catarsi Mare

Le imbarcazioni da diporto e da lavoro di Vincenzo Catarsi Mare, rigorosamente made in Italy, sono realizzate nello storico stabilimento in provincia di Livorno.

L’area espositiva Calafuria è al padiglione 10 stand 24. In partnership con la Marchesi Antinori e la cantina pugliese Tormaresca, allo stand gli ospiti brinderanno con il Rosato I.G.T. Salento “Calafuria”.
Il cantiere navale Vincenzo Catarsi Mare partecipa con i suoi marchi Calafuria e Tecnomarine alla 47° edizione del Nauticsud, il Salone internazionale della nautica di Napoli organizzato da AFINA, Associazione Filiera Italiana della Nautica. Alla manifestazione, che si svolge alla Mostra d’Oltremare dall’8 al 16 febbraio prossimi, lo storico cantiere presenta la sua ultima creazione, il Calafuria 6 Gozzo, esposto presso lo stand 24, padiglione 10. L’imbarcazione nasce dallo scafo dello storico Calafuria 6.30, un riferimento per le eccezionali prestazioni sia in termini di velocità che di stabilità. La versione moderna si rifà alle linee dei Gozzi Classici con timone a barra, spazioso prendisole a prua e ampio pozzetto di poppa. Il motore è alloggiato sotto al pratico cofano rimovibile, tutti gli impianti sono facilmente raggiungibili ed ispezionabili attraverso apposti portelli a filo. Sotto la panca di poppa sono alloggiati due pratici cassetti, l’ispezione della timoneria e il portello per accedere alla zona poppiera dove è posto il serbatoio carburante. A centro barca troviamo motore e sentine, mentre nel gavone sotto al prendisole, accessibile e abitabile per mezzo di un’ampia apertura al centro, si trova tutto l’impianto elettrico. All’estrema prua è presente un piccolo pozzo catene con relativo salpa ancore elettrico. Optional è il rivestimento in legno di coperta e barganello. L’attrezzatura di coperta è 100% inox ed è possibile personalizzare cuscineria, colori e finiture. Tendalino, porta canne e altri accessori possono essere equipaggiati su richiesta. I prestigiosi marchi Calafuria e Tecnomarine stanno proseguendo la loro storia grazie alla volontà di un gruppo bolognese tradizionalmente legato al settore nautico che nel 2004 ha rifondato la società Vincenzo Catarsi Mare srl, con sede nello storico stabilimento di San Pietro in Palazzi a Cecina, in provincia di Livorno. Progettazione, costruzione, allestimento e vendita di imbarcazioni da diporto e da lavoro, comprese le attività di riparazione e di impiantistica, sono le attività che la contraddistinguono. “La produzione Vincenzo Catarsi Mare – spiega l’amministratore Filippo Di Bonito, che sarà presente in fiera a Napoli insieme al suo staff tecnico – è rigorosamente made in Italy e costituisce una sapiente prosecuzione del più tradizionale stile fisherman di Calafuria. La carena, unica nel panorama nautico, si distingue per le qualità marine e la tenuta di mare ottimali.” Il pozzetto, di abbondanti dimensioni ma ben riparato, caratterizza ogni modello Calafuria, perfetto sia per un uso crocieristico di lusso sia per il pescatore appassionato e professionista. Lo studio e la realizzazione degli impianti di bordo mediante l’utilizzo di moderne tecnologie tipiche di imbarcazioni di grandi dimensioni decretano sicuramente un nuovo standard di qualità in categoria. Accanto a Calafuria, il brand Tecnomarine, protagonista della nautica italiana nel settore diporto di lusso, offre motor-yacht e veloci open dai 14 ai 38 metri, in vetro resina, acciaio o alluminio. “Insieme al diporto – sottolinea ancora Di Bonito – stiamo sviluppando con successo anche il settore delle imbarcazioni da lavoro: da adibire ai servizi speciali, per l’utilizzo nei porti industriali, per la pesca e l’acquacoltura. Di recente abbiamo consegnato alcuni Calafuria personalizzati per il servizio di ormeggio al Gruppo Ormeggiatori di Oristano, al Gruppo Ormeggiatori Barcaioli del Porto di Pozzuoli, al Gruppo Ormeggiatori Barcaioli di Messina, al corpo Piloti del porto di Ancona”.
Grazie a una partnership con la Marchesi Antinori e la cantina pugliese Tormaresca, allo stand gli ospiti brinderanno con il Rosato I.G.T. Salento “Calafuria”, selezione proveniente da Masseria Maìme in San Pietro Vernotico (BR). Il Calafuria è un vino rosato a base di Negroamaro e nasce dai vigneti che si estendono per più di un chilometro lungo la costa adriatica. Deve il suo nome ad una delle oltre 700 baie presenti in Puglia. Al naso richiama la frutta, i fiori e le erbe aromatiche. Al palato è morbido, fresco e molto piacevole, elegante ed equilibrato. Un connubio perfetto quello tra il fresco e floreale vino pugliese e le linee dinamiche del sempre giovane Calafuria.

BIT – Un consulente a domicilio per ispirare la vacanza: per i turisti Millennial la relazione diretta con l’esperto è vincente

«I consulenti di viaggio a domicilio propongono un’offerta innovativa nel prodotto, vacanze esperienziali su misura, e nel servizio, anch’esso personalizzato e flessibile» afferma il presidente di Univendita Ciro Sinatra
I turisti sono sempre più digitali, ma allo stesso tempo sono anche, sempre più, alla ricerca di rapporti umani di valore. E, come evidenziano gli ultimi dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano, sono proprio i viaggiatori giovani i più propensi a rivolgersi a un esperto in carne e ossa per organizzare le vacanze: lo fa il 39% dei Millennial, contro il 33% della media generale. È in questo contesto che nasce il successo di un particolare modello, quello della vendita a domicilio: a sottolinearlo è Univendita, la maggiore associazione di categoria del settore, che in occasione di BIT – Borsa Italiana del Turismo (Milano 9-11 febbraio), fa il punto su una categoria, quella della consulenza di viaggio a domicilio appunto, estremamente dinamica e innovativa. «Si tratta di una formula – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra – perfettamente inserita nelle tendenze contemporanee sia per quanto riguarda il prodotto, cioè vacanze personalizzate e arricchite di esperienze che solo un consulente esperto sa proporre, sia per quanto riguarda il servizio, che nella vendita a domicilio è caratterizzato dalla massima flessibilità e comodità».
A riprova di questo fatto c’è un dato, presentato proprio in occasione dell’ultimo convegno dell’Osservatorio Innovazione Digitale del Turismo: appartiene alla generazione dei Millennial il 47,5% dei clienti di CartOrange, partner dell’Osservatorio e associata Univendita. «Gli under 40 rappresentano il segmento principale della nostra clientela – conferma l’amministratore delegato di CartOrange Gianpaolo Romano –. Hanno un rapporto oserei dire simbiotico con la tecnologia, ma allo stesso tempo sono molto focalizzati sulla relazione con chi organizzerà e ispirerà loro la vacanza. Ispirazione è proprio la parola chiave per i turisti digitali, propensi a far rientrare il viaggio nella sfera del benessere personale. Ecco quindi che premiano chi sa proporre qualcosa di unico e personalizzato, in linea con i gusti, le passioni e le aspirazioni di chi ha davanti».
In questo, rispetto all’agente di viaggio tradizionale, il consulente ha una marcia in più: l’85% di chi si rivolge a CartOrange (contro il 29% dei clienti delle agenzie di viaggio) lo fa, oltre che per beneficiare del servizio di prenotazione dei servizi turistici, per ricevere una consulenza completa: consigli su destinazioni insolite, viaggi tematici, esperienze (culinarie, culturali, sportive), mezzi di trasporto e alloggi particolari (in crescita i boutique hotel e i resort ecosostenibili). Tutte “chicche” che non si trovano nei pacchetti standard, ma che vengono selezionate dai consulenti in base alla tipologia dei viaggiatori e al loro budget.
«Nella vendita a domicilio saper entrare in sintonia con i clienti è il fattore principale di successo e le imprese di Univendita, nell’ambito dei viaggi ma non solo, dimostrano di essere sulla stessa lunghezza d’onda di una clientela che cambia di pari passo con la trasformazione digitale – conclude il presidente di Univendita –. Tra l’altro, si può osservare un’affinità tra clienti e venditori anche sotto il profilo anagrafico: appartiene alla fascia dei Millennial il 37% degli incaricati delle aziende Univendita. Elemento, questo, che ci porta a dire che la vendita a domicilio sarà sempre più di tendenza nel prossimo futuro».
Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono: AMC Italia, Avon Cosmetics, bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, DES, Fi.Ma.Stars, Just Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Starline, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Vorwerk Italia – divisione Bimby, Vorwerk Italia – divisione Folletto, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni. Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).

Il porto di Venezia con la Regione Veneto alla fiera Fruit Logistica di Berlino

Berlino, 5 febbraio 2020 -ll sistema portuale veneto è presente a Berlino da oggi 5 febbraio fino al giorno 7 per proporre i propri asset competitivi nel comparto dei deperibili ai visitatori di Fruit Logistica, Salone internazionale che copre ogni singolo comparto del commercio del fresco.
Tra le novità di quest’anno si segnala che il presidio dei porti lagunari si colloca fisicamente all’interno dell’ampio spazio espositivo della Regione del Veneto che, oltre ad accogliere i produttori ortofrutticoli di eccellenza, ha creduto nella presentazione di un’offerta completa che affiancasse a questi i servizi logistici a supporto del loro commercio con l’estero.
Oltre alle linee marittime con i Paesi del Mediterraneo (container e RoRo) e il servizio intermodale che collega la Germania con la Grecia trasportando anche deperibili, il sistema portuale veneto può contare sul Venice Green Terminal, operatore specializzato che dispone di strutture per stoccaggio e lavorazione di prodotti a temperatura controllata.
Per presentare ai clienti questi asset, la delegazione dell’Autorità di Sistema Portuale veneziana è composta da spedizionieri, agenti marittimi e terminalisti che operano specificamente in questo comparto.
Berlino è inoltre un’occasione per rilanciare il marchio “Masters of Fresh”, che ha visto il suo debutto proprio a Fruit Logistica qualche anno fa. Il brand è un chiaro richiamo internazionale alla storia di Venezia, partendo dal duplice significato del termine Master; i veneziani infatti erano “Masters” del fresco, ovvero comandanti delle navi che hanno tracciato e percorso le Vie delle Spezie, nonché Maestri dell’arte della conservazione dei deperibili, grazie anche all’uso delle spezie. Altro richiamo all’eccellenza della Serenissima è quello ai Fondaci, luoghi di stoccaggio della merce e di veloce gestione delle pratiche commerciali, così come oggi strutture dedicate e controlli unificati nell’hub veneto favoriscono il traffico veloce dei deperibili.
 

Allarme dello shipping per la sicurezza nel Golfo di Guinea: preoccupazioni per l’aumento degli attacchi di pirateria

Il 5 febbraio l’Ecsa (l’associazione degli armatori europei) e l’ICS (la principale associazione dello shipping mondiale che rappresenta oltre l’80% della flotta mercantile mondiale) hanno richiamato l’attenzione sulla grave situazione nel Golfo di Guinea ove nel 2019 si è registrato un drammatico aumento di circa il 50% degli attacchi di pirateria a danno delle navi di tutto il mondo (per un totale di 162) che costituiscono una seria e immediata minaccia alla sicurezza di marittimi, navi e merci.
L’Ecsa sollecita la nuova Commissione dell’Ue e i singoli Stati membri a prendere provvedimenti concreti. “L’UE dovrebbe mettere la sicurezza marittima in cima all’agenda degli accordi commerciali e di partenariato oltre a porre in essere altre forme di cooperazione con i partner africani della regione—ha affermato Martin Dorsman, Segretario generale dell’ECSA, in occasione della ECR Conference on Maritime Security and the Blue Economy svoltasi al Parlamento europeo – L’UE ha dimostrato di essere all’avanguardia nel contrastare la pirateria, ad esempio attraverso l’operazione Atalanta in Africa orientale che ha portato con successo alla riduzione degli attacchi”.
Anche Esben Poulsson, Presidente dell’ICS, ha ribadito l’esigenza di tutelare i marittimi affermando “La nostra priorità assoluta sarà sempre la sicurezza e il benessere dell’equipaggio. Siamo pronti e disposti a lavorare in stretta collaborazione con il governo della Nigeria e la comunità internazionale per proteggere le navi e i loro equipaggi”.
Del resto, ha aggiunto Poulsson, “Il calo degli episodi di pirateria altrove rafforza l’importanza della comunicazione e del coordinamento tra navi e autorità. Più informazioni i governi nazionali e le autorità competenti hanno sui trends della pirateria, migliori saranno le azioni per prevenire il fenomeno”. “L’industria navale è pronta e disposta a collaborare con tutte le parti per porre fine a questa rovina endemica del libero scambio”.

International Chamber of Shipping : angoscia per i crescenti attacchi agli equipaggi delle navi

Il numero di membri dell’equipaggio della nave rapiti nel Golfo di Guinea è aumentato di oltre il 50% nel 2019 e quest’anno è iniziato con un’ulteriore escalation di violenza, rapina a mano armata e rapimento. La crisi si sta approfondendo: i pirati sono più audaci e prendono un numero maggiore di ostaggi. I livelli di violenza sono elevati e si sono verificati decessi sia durante gli attacchi che durante la prigionia dei marittimi e del personale militare. Questo non è un affare come al solito. Ad esempio, 20 membri dell’equipaggio sono stati rapiti da MT Duke il 15 dicembre dell’anno scorso con uno di quei membri dell’equipaggio che moriva in cattività – questo non è accettabile.
Oltre il 90% dei rapimenti globali segnalati in mare ha avuto luogo nel Golfo di Guinea. Resta un fatto spiacevole il fatto che la stragrande maggioranza degli attacchi sia lanciata sulla navigazione interna dalle acque territoriali nigeriane. Riconosciamo che la Nigeria sta migliorando le sue capacità di sicurezza marittima attraverso programmi come Deep Blue Project e ICS applaude e incoraggia queste misure. Tuttavia, ora è il momento di vedere risultati concreti in termini di azione in mare e di cattura e persecuzione dei pirati. La comunità internazionale deve rispondere a questa minaccia alla vita e al benessere dei marittimi sostenendo la Nigeria nel fornire una rapida soluzione a questa situazione intollerabile. Dovrebbe essere fornita assistenza pratica ed efficace agli Stati costieri per migliorare la loro sicurezza marittima in modo significativo e le risorse navali nella regione devono essere preparate a rispondere agli incidenti di pirateria.
Parlando dopo la riunione del Consiglio di amministrazione di ICS tenutasi a Londra, Esben Poulsson, presidente della Camera internazionale di navigazione, ha dichiarato: “La nostra priorità assoluta sarà sempre la sicurezza e il benessere dell’equipaggio. Siamo pronti e disposti a lavorare in stretta collaborazione con il governo della Nigeria e la comunità internazionale per proteggere le navi e i loro equipaggi mentre svolgono i loro affari legittimi. “I marittimi hanno il diritto di operare liberi dalla paura del rapimento o della cattura. Ma il miglioramento della sicurezza nel Golfo di Guinea aumenterà anche l’industria nigeriana. C’è un’opportunità per perseguire una cooperazione win-win. “Accogliamo con favore gli sforzi della Marina nigeriana per rispondere agli episodi di pirateria segnalati inviando navi di pattuglia. Tuttavia, il picco degli incidenti indica nel 2019 e quest’anno ha dimostrato quanto siamo lontani dal risolvere questo problema endemico.
 

L’ECSA suscita l’allarme per il Golfo di Guinea e sollecita l’UE a impegnarsi in tale operazione

Alla conferenza ECR sulla sicurezza marittima e l’economia blu di ieri al Parlamento europeo, l’ECSA ha lanciato l’allarme per la terribile situazione di sicurezza nel Golfo di Guinea.
“Le azioni urgenti devono essere prese immediatamente dall’UE. La nuova Commissione europea vuole essere una commissione geopolitica, e questo è un argomento che la Commissione geopolitica può portare avanti”, ha affermato Martin Dorsman, segretario generale dell’ECSA. Nel 2019, ci sono stati 162 episodi di pirateria e rapina a mano armata contro navi di tutto il mondo. Questi includevano 4 navi dirottate, 17 tentativi di attacco, 130 navi imbarcate e 11 navi colpite. Con un numero medio di membri dell’equipaggio di 20 unità per nave, queste cifre indicano che oltre 3000 marittimi hanno subito atti di pirateria e rapina a mano armata. In particolare nel Golfo di Guinea, il drammatico aumento del numero di rapimenti di equipaggi costituisce un’emergenza globale per l’industria navale. La regione ha rappresentato il 90% dei rapimenti segnalati, con 121 membri dell’equipaggio presi nel 2019. Gli assalti e i rapimenti sono avvenuti principalmente in Nigeria, ma anche in Togo, Benin e Camerun.
“Questa situazione nel Golfo di Guinea costituisce una seria e immediata minaccia alla sicurezza di marittimi, navi e merci.” L’industria marittima europea chiede all’UE e ai suoi Stati membri di prendere provvedimenti concreti, poiché le circostanze stanno diventando terribili . L’UE dovrebbe porre la sicurezza marittima al primo posto nell’agenda del partenariato e degli accordi commerciali, così come altre forme di cooperazione con i partner africani nella regione “, ha continuato Dorsman. L’UE ha dimostrato di essere all’avanguardia nel combattere la pirateria, come attraverso l’operazione Atalanta in Africa orientale. L’operazione ha portato con successo alla riduzione degli attacchi. Con il mandato in attesa di rinnovo, l’ECSA sollecita fortemente l’UE a impegnarsi in tale operazione.
 

CLIA-Coronavirus, crociere adottano ulteriori misure di sicurezza

Roma, 7 febbraio 2020. La sicurezza e la salute dei passeggeri e degli equipaggi sono da sempre la priorità numero uno per la Clia, l’associazione internazionale dell’industria crocieristica.
Considerata l’evoluzione dell’epidemia del nuovo coronavirus – e seguendo le indicazioni delle autorità sanitarie internazionali, compresa l’Organizzazione Mondiale della Sanità – i membri Clia hanno adottato diversi protocolli di sicurezza per passeggeri ed equipaggi che hanno recentemente viaggiato in Cina, Hong Kong e Macau.
Queste misure in vigore da oggi, 7 febbraio, sono l’implementazione di quelle già adottate il 31 gennaio scorso e permettono un’analisi dettagliata, caso per caso, in merito all’ammissione a bordo di un passeggero o un membro dell’equipaggio.
I membri Clia negano l’imbarco a tutti coloro che nei 14 giorni precedenti hanno viaggiato o sono anche solo transitati in un aeroporto cinese, Hong Kong e Macao. Inoltre, il divieto di salire a bordo sarà in vigore anche per chi, nei 14 giorni precedenti, ha avuto contatti stretti, abbia aiutato o medicato chiunque sia sospettato o a cui sia stato diagnosticato il virus, come anche a coloro che sono sotto monitoraggio medico per il rischio contagio. Verranno inoltre effettuati screening preventivi prima di ogni imbarco su ogni passeggero e membro dell’equipaggio.
L’industria crocieristica è da sempre all’avanguardia, ben attrezzata e con una lunga esperienza nella tutela della salute dei propri viaggiatori. Inoltre, le compagnie adottano da sempre sistemi precauzionali di controllo dei passeggeri e degli equipaggi. Tutte le navi, inoltre, adottano protocolli di prevenzione e di risposta alle epidemie, sono dotate di strutture mediche e di personale medico di bordo specializzato e operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per fornire le prime cure in caso di malattia e prevenire ulteriori trasmissioni.

Cruise 2030 call action – il futuro del settore crocieristico dipende dalla capacità di trovare un equilibrio sostenibile

Palma de Mallorca, 7 febbraio 2020 -Si è riunito oggi a Palma di Maiorca, nella sede dell’Autorità portuale delle Baleari, il gruppo di lavoro Cruise 2030 comprendente delegazioni da 8 tra i maggiori porti crocieristici europei, tra cui Amsterdam, Bergen, Cannes, Dubrovnik, Malaga, Marsiglia, Palma di Maiorca e Venezia.
I delegati, tra cui il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino, si sono dati appuntamento per rinnovare e formalizzare il loro impegno rispetto all’iniziativa “Cruise 2030 CALL FOR ACTION” e hanno stabilito che l’obiettivo principale dev’essere la definizione di strategie comuni all’interno delle quali ciascun porto può individuare una via per supportare lo sviluppo sostenibile della crocieristica nel proprio territorio tale da bilanciare le necessità dell’industria, dell’ambiente e delle città portuali stesse.
Nel corso della giornata sono state presentate le conclusioni dello studio commissionato dall’Autorità veneziana e condotto da Risposte Turismo sul tema “Verso un nuovo equilibrio tra porti, destinazioni turistiche e crocieristica”.
L’analisi interpreta i dati raccolti in 8 porti europei ed evidenzia la crescita dell’industria crocieristica negli ultimi anni, nel contesto di una crescita globale dei flussi turistici, riconoscendo che ci possono essere anche ricadute negative a livello locale, quali l’impatto ambientale e la pressione generata dai turisti nei centri storici. Lo studio indica che il futuro dell’industria crocieristica dipende dalla sua capacità di trovare una situazione di comune vantaggio e per le compagnie e per le città portuali.
Tra i principali argomenti discussi nel corso dell’incontro:
La definizione di iniziative che spingano le compagnie crocieristiche ad attivarsi per ridurre gli impatti ambientali nei porti. Tra le misure suggerite dalle autorità portuali: il rifornimento in  banchina, l’uso di carburanti con contenuto di zolfo dello 0,1%, l’uso del GNL, la riduzione della velocità delle navi, il coinvolgimento dell’intera catena turistica, etc. La decisione di posporre temporaneamente l’entrata di nuovi porti nel gruppo di lavoro Cruise 2030. L’obiettivo ultimo è la definizione di nuovi standard per un’industria crocieristica sostenibile, con particolare attenzione alle necessità dei porti e dei territori in cui sono inseriti. La possibilità di adottare precisi standard per un nuovo tipo di flotta di classe Europa, compatibile con le caratteristiche dei porti europei. La cooperazione sugli obiettivi prefissati deve passare per l’interazione e la discussione con le autorità locali, in un contesto che renda possibile il governo delle diverse destinazioni turistiche nel loro complesso, piuttosto che attraverso una negoziazione continua con i singoli attori istituzionali. Il prossimo incontro del gruppo di lavoro è programmato per giugno 2020 e sarà ospitato e organizzato dal porto di Cannes.

I Ports of Genoa a Fruit Logistica 2020

Si è conclusa con successo la partecipazione dei Ports of Genoa alla 27ma edizione di Fruit Logistica, principale evento espositivo mondiale della filiera dell’ortofrutta (produzione, trasporto, logistica e distribuzione), che ha visto la presenza di 3.300 espositori e 80.000 visitatori, con l’Italia a svolgere un ruolo preminente (tre padiglioni dedicati).
Lo stand Ports of Genoa, organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale insieme a CISCO e ai partner della shipping community (Spediporto, Assagenti, Isomar e Unione Utenti SV) ha consentito al cluster logistico-portuale di Genova e Savona, leader nel Mediterraneo per numeri e know how, di presentare la propria variegata offerta di servizi per il settore ortofrutticolo e dei prodotti refrigerati.
Attraverso i terminal di Vado Ligure, Savona, Pra’ e Genova nel 2019 sono transitati 400.000 tonnellate di frutta e oltre 120.000 contenitori refrigerati, per l’importazione di frutta tropicale e in contro stagione da West Africa, Caribe e Paesi dell’emisfero sud, e di ortaggi dai Paesi della sponda sud del Mediterraneo, segmento che negli ultimi anni mostra una significativa crescita.
Nei tre giorni di fiera lo stand Ports of Genoa ha ospitato una serie di eventi di approfondimento dei vari aspetti della filiera di trasporto (nuove soluzioni tecnologiche, servizi portuali e intermodali, formazione specialistica) e momenti di networking offerti dalla shipping community (Spediporto, Assagenti, Isomar Unione Utenti e le associazioni dei terminal operators), presente in fiera con una trentina di rappresentanti fra commerciali e direttivi.
Ports of Genoa ha anche partecipato al seminario “Liguria, the new hub for reefer logistics services” organizzato da Confcommercio International presso lo stand della Regione Liguria, che per la prima volta ha preso parte alla manifestazione di Berlino, fornendo una brillante vetrina per la valorizzazione delle eccellenze liguri. Presentati in questa occasione anche le novità relative ai due principali terminal del sistema portuale ligure: APM Terminals Vado  Gateway, inaugurato lo scorso dicembre, e PSA Genova Prà, primo terminal in Italia per movimentazione di contenitori.

Federagenti entra nella famiglia di Conftrasporto. Duci: rafforzare la Confederazione di settore

Federagenti entra a far parte della grande famiglia di Conftrasporto che potenzia così i requisiti e le caratteristiche di unico vero elemento di aggregazione di tutta la filiera logistica italiana. Il presidente di Federagenti, Gian Enzo Duci, ha ufficializzato la richiesta di adesione della Federazione Nazionale Agenti, Raccomandatari e Mediatori Marittimi, deliberata dal suo ultimo Consiglio Direttivo, consegnando la lettera direttamente nelle mani del presidente di Conftrasporto.
Duci ha ricordato come Federagenti, tra le più importanti federazioni del trasporto e della logistica marittima, abbia compreso l’importanza di traghettare in questo habitat di riferimento, rappresentato da Confcommercio-Conftrasporto, il comparto marittimo-portuale.
“È ora venuto il momento – ha affermato Duci – di rafforzare la Confederazione di settore, Conftrasporto, in quanto vero e unico momento di riferimento e coordinamento di tutta la filiera della logistica. Con un’attenzione particolare al settore marittimo e portuale”.
“Pur mantenendo la propria identità – ha concluso il presidente di Federagenti – è in Conftrasporto che oggi le Istituzioni e la politica possono trovare un unico interlocutore che abbraccia e integra, come detto, tutte le componenti del mare, dei porti e del trasporto via terra e ciò anche nell’interesse di un Paese che proprio nella mancata sinergia sulla catena del trasporto e della logistica ha pagato e paga un prezzo altissimo in termini di competitività ed efficienza”.
“La scelta di Federagenti assume un’importanza rilevante perché rafforza significativamente la posizione del mondo dei servizi del mare già presente nella nostra Confederazione”, afferma il vicepresidente di Confcommercio-Conftrasporto Paolo Uggè.

Ispezione della Commissione Europea per la Maritime Security al porto di Genova

Dal 03 al 07 febbraio, la Commissione Europea, in esecuzione a quanto previsto dal Regolamento 324/2008, ha condotto una ispezione di security al porto di Genova al fine di verificare lo stato di attuazione – da parte dell’Italia – delle norme in materia di maritime security sia per quanto attiene le navi e gli impianti portuali (Regolamento 725/2004) sia dell’intero comprensorio portuale (Direttiva 2005/65/EC).
Nel 2006 nacque la normativa inerente la maritime security dalla volontà condivisa degli Stati membri di adottare un sistema armonico di prevenzione e protezione delle navi e delle port facilities contro le minacce intenzionali. Tale disciplina si basa soprattutto sulle determinazioni scaturite a livello internazionale dall’Organizzazione Internazionale Marittima (I.M.O.) dopo i tragici eventi del 11 settembre 2001.
Il team della Commissione, composto da sei ispettori di diversa nazionalità, ha individuato per l’attività “port security” tre impianti portuali, mentre, per la parte “ship security” tre navi di cui due italiane ed una comunitaria.
Nel corso del de-briefing, a chiusura dell’attività ispettiva, il rappresentante leader della Commissione Europea ha espresso il suo apprezzamento per il personale della Guardia Costiera, in particolare elogiando il livello di preparazione e competenza degli ispettori italiani del Corpo i quali rappresentano una garanzia nell’applicazione delle normative dedicate alla maritime security.
Gli esiti dell’ispezione sono stati molto positivi, la Commissione non ha rilevato “major non conformity” ed ha voluto condividere con tutti gli attori interessati, sempre in ottica collaborativa e di perfezionamento, alcune osservazioni volte a garantire ed incentivare un livello sempre più alto degli standard nei porti italiani.
Il team della Commissione Europea ha lasciato Genova ringraziando il Direttore Marittimo della Liguria, Ammiraglio Ispettore Nicola Carlone, per l’ospitalità offerta e per la piena collaborazione durante lo svolgimento dell’attività.

A Palermo il “MedCom Forum Trasporti 2020”

Si parlerà delle possibili sinergie tra porti e aeroporti del sud Italia e del mediterraneo.
Presenti i più autorevoli rappresentanti Nazionali del settore  
Tutto pronto a Palermo per “MedCom Forum Trasporti 2020″, che inizierà il 13 febbraio 2020, alle ore 15,00, nella sala dei Baroni di Palazzo Chiaramonte Steri sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Palermo.
Il MedCom Forum Economico del Mediterraneo, dal tema “Un Hub Mediterraneo oltre i Confini: sistema di rete dei porti e degli aeroporti”, organizzato da CerpMed, che proseguirà anche nell’intera giornata di venerdì 14 febbraio, verrà aperto dai saluti istituzionali del Rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari, del sindaco di Palermo Leoluca Orlando e del Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci. A seguire, l’inizio dei lavori con la relazione introduttiva di Amanda Jane Succi, presidente CerpMed.
Partiranno poi le sessioni del pomeriggio con gli interventi di personalità del livello di Massimo Deandreis, Direttore Generale SRM Centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, Intesa SanPaolo; Giuseppe Salvo, Professore Ingegneria dei Trasporti Università degli Studi di Palermo; Eugenio Grimaldi, Executive Manager Grimaldi Group; Valentina Lener, Direttore Generale Assaeroporti; Tiziano Onesti, Presidente Aeroporti di Puglia; Mary Rose Garbutt, Direttore dell’Ufficio Divisione 5 Affari Comunitari e Internazionali della Direzione Generale per gli Aeroporti ed il Trasporto aereo – MIT; Giovanni Scalia, AD Gesap Aeroporto Internazionale di Palermo; Nico Torrisi, AD Sac Società Aeroportuale di Catania; Giovanni Campa, Chief Strategy & Corporate Development Officer of Air Malta; Marco Di Giugno, Direttore Analisi Giuridici e contenzioso ENAC; Lorenzo Lagorio, Country Manager Italia Easy Jet; Valeria Rebasti, Commercial Country Manager Italy & Southeastern Europe di Volotea; Salvatore Sciacchitano, Presidente ICAO (International Civil Aviation Organization), primo italiano a presiedere l’organismo dell’ONU che riunisce le autorità per l’aviazione civile di 193 Stati.
Venerdì mattina dopo l’apertura dei lavori da parte di Paolo Costa, professore di Economia dei Trasporti Università Ca’ Foscari di Venezia; sono previsti gli interventi di Alessandro Albanese, Presidente Sicindustria Palermo; Antonello Biriaco, Presidente Confindustria Catania; Renato Coroneo, International Propeller Clubs di Palermo; Salvatore Gangi, Presidente Regionale della Piccola Industria di Confindustria in Sicilia; Matteo Catani, Membro Board Assarmatori e CEO GNV; Andrea Agostinelli, Commissario Straordinario dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro; Mario Paolo Mega, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto; Pasqualino Monti, Presidente Autorità del Sistema Portuale del mare di Sicilia Occidentale (Palermo); Pietro Spirito, Presidente Autorità del Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale (Napoli).
Nel pomeriggio sono previsti gli interventi, tra gli altri, di Rodolfo De Dominicis, Presidente Uirnet; Filippo Palazzo, Responsabile Progetti Palermo della Direzione Investimenti RFI; Enrico Maria Pujia, Direttore Generale per il Trasporto e le Infrastrutture Ferroviarie; Francesco Russo, Ordinario di ingegneria e economia dei trasporti presso l’Università degli Studi di Reggio Calabria; Ennio Cascetta, Amministratore Unico di RAM Logistica, Infrastrutture e Trasporti, Società in house del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Concluderanno il convegno gli interventi di Gaetano Armao, Vicepresidente della Regione siciliana e assessore all’Economia; Marco Falcone – Assessore Regionale Infrastrutture e Mobilità; Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto; Giuseppe Falcomatà, Sindaco di Reggio Calabria; Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo.
DICHIARAZIONI
Amanda Jane Succi: Presidente CerpMed/MedCom Forum:
“Il tema dei trasporti nel Mediterraneo è di assoluta centralità rispetto alla potenzialità e capacità di sviluppo economico dell’area.
La regione Mediterranea è un luogo naturalmente predisposto a rappresentare un’area centrale nell’economia del pianeta. Da qui passano enormi flussi di merci e di persone. Cosa rimane davvero a vantaggio dei paesi e dell’area mediterranea? E’ possibile fare squadra anziché competere su flussi marginali? Con quale sistema rafforzare la capacità strategica dei nodi portuali e aeroportuali? Cosa occorre dal punto di vista della logistica e delle infrastrutture? L’Italia su cosa dovrebbe focalizzare per guadagnare un ruolo centrale?
L’obiettivo che mi pongo è stimolare un confronto aperto tra gli stakeholder del settore dei trasporti, non solo per analizzare lo stato dell’arte in ambito portuale, aeroportuale e della logistica, ma per individuare e superare quelle criticità che ostacolano l’incremento economico dell’Italia e in particolare del Sud Italia nello scenario odierno. Per questo nel titolo di questa edizione di MedCom Forum ho voluto fare riferimento al concetto di “Hub Mediterraneo Oltre i confini”. Perché è questo che l’Italia e il Sud Italia dovrebbe essere.”
Prof. Gaetano Armao, Vicepresidente ed Assessore per l’Economia della Regione siciliana:
“Lo sviluppo sociale ed economico della Sicilia è purtroppo ancor oggi condizionato dall’insularità e dalla posizione periferica rispetto alle aree centrali del Continente europeo. Tale condizione di insularità, peraltro esplicitata nel dettato dell’art. 174 del TFUE, alla quale, per primo lo Stato non ha posto rimedio mediante forme di compensazione e riequilibrio è causa dell’appesantimento dei costi di trasporto relativi a persone e merci nell’Unione Europea, in particolare da e verso la stessa penisola, dove l’assenza di politiche di continuità territoriale, diminuiscono la competitività delle attività produttive siciliane rispetto alle controparti del nord e complicano la vita ai cittadini negli spostamenti all’interno dello stesso stato. Ma più in generale refluisce sulla competitività dei territori, delle imprese e sulla stessa fruizione dei diritti sociali. Abbiamo richiesto al Governo statale di superare le inerzie che anche l’Unione europea ha contestato e di riconoscere alle isole misure di sostegno finanziario al fine di mitigare lo svantaggio competitivo derivante dai maggior costi delle esportazioni e del reperimento delle materie prime. E’ altresì richiesto all’Europa di riconoscere gli svantaggi strutturali che derivano dalla loro condizione, in termini di mobilità, infrastrutture stradali e ferroviarie e di sostegno alle imprese. Soltanto attraverso la compiuta affermazione delle misure di riequilibrio, la Sicilia, come le altre isole europee, potranno rilanciare le proprie prospettive di crescita. E in questo senso occorre fare sistema non solo per la continuità territoriale, ma anche per la fiscalità di sviluppo.”
Alessandro Albanese, Presidente di Sicindustria:
“Non possiamo parlare di sviluppo e di infrastrutture in Sicilia se non affrontiamo prima di tutto la madre di tutti i problemi: i ritardi. Solo quando avremo un sistema di collegamenti efficiente ed efficace nell’isola allora sì che potremmo veramente guardare al futuro in un’ottica di sviluppo dell’economia e del territorio.”
Prof. Francesco Russo, Ordinario di ingegneria dei sistemi di trasporto presso l’Università degli Studi di Reggio Calabria, già vicepresidente della Regione Calabria:
“Va innanzitutto richiamata una forte attenzione sulla situazione attuale della rete trans-europea dei trasporti (TEN) e della rete trans-mediterranea dei trasporti (TMN) notando come sia stata avviata in questi giorni la revisione della TEN, anticipando di 2 anni quanto programmato. Bisogna notare come sia in ritardo lo sviluppo della TEN sia come dibattito a livello di Paese per quanto riguarda le sue componenti e le relative priorità – valga ad esempio l’assenza di una prposta reale per l’AV nel Mezzogiorno- sia per la mancata definizione dei punti di connessione della TEN con la TMN. Stante il ruolo centrale di cerniera tra i due sistemi che gioca l’Italia il ritardo si evidenzia anche nella assoluta mancanza di spinta propulsiva di Roma nelle sedi decisionali europee. Bisogna, andando ad un maggior dettaglio, esaminare il ruolo della rete ferroviaria italiana per il trasporto delle merci nell’ambito dei corridoi europei della TEN, e in particolare del corridoio Scan-Med. È evidente l’importanza che la rete ferroviaria ha per raggiungere i mercati economici più importanti dell’UE. Si rileva che confrontando tempi e costi per arrivare nel centro Europa dai porti del Nord (Rotterdam, Antwerp) o dai porti italiani del Sud (Augusta, Gioia Tauro, Taranto, Salerno,..) emerge un forte vantaggio per i porti del Sud. Questo vantaggio viene ad essere cancellato per due ordini di motivi: mancanza di connessioni ferroviarie di ultimo miglio tra porti e rete ferroviaria, sagome limitate e lunghezza treno ridotta rispetto agli standard europei, nello specifico a quelli francesi e tedeschi che si avviano ad operare treni da 1000 metri. Bisogna infine porre l’attenzione sul ruolo centrale che i porti svolgono come testate dei corridoi multimodali e come a fronte di una riforma della portualità particolarmente avanzata, fatta nel 2016, che ha dato la possibilità di competere con i grandi sistemi portuali internazionali si sia negli ultimi anni rallentato il passo per vari ordini di motivi. Credo che le Regioni del Sud debbano trovare forme di coordinamento proponendo azioni comuni per il superamento, almeno, dei problemi prima accennati. È utile richiamare che la condivisione tra le Regioni del Sud ha portato oggi a risultati importanti. Penso alla ciclovia della Magna Grecia, promossa dalla Regione Calabria e poi estesa alla Sicilia ed alla Basilicata, oggi in fase di progettazione, o alla ciclovia dell’Acquedotto Pugliese che mette assieme Campania, Puglia e Basilicata. Penso alla attivazione delle Zone Economiche Speciali (ZES) proposta con una legge del 2015 dalla Regione Calabria e poi estesa a tutte le regioni del Mezzogiorno. Il 2020 sarà un anno particolarmente importante perché si assumeranno decisioni cruciali per le reti europee TEN, solo una partecipazione coordinata e decisa delle Regioni del Sud potrà imporre a Roma ed a Bruxelles la soluzione di problemi cruciali del corridoio a partire dalla sagoma, dall’ultimo miglio, dalla lunghezza treno. La soluzione è importante sia per lo sviluppo del Mezzogiorno, sia per il potenziamento delle relazioni economiche con i Paesi della sponda Sud per fare diventare il Mediterraneo un mare di pace.”
Antonello Biriaco, Presidente di Confindustria Catania:
“Un’efficace politica di rilancio degli investimenti in Sicilia non può prescindere da un sistema dei trasporti efficiente. La carenza infrastrutturale e l’arretratezza logistica del nostro territorio, oggi più che mai, ci allontanano dai mercati e ci fanno perdere terreno sul fronte della competitività.
E’ mancata finora una strategia d’insieme che potesse disegnare obiettivi e  percorsi utili a dare alla nostra terra una dote di collegamenti adeguati alle sfide della crescita. Per la nostra Isola serve un’azione di sistema che metta in campo risorse e strategie con una visione di lungo periodo. Se vogliamo che la Sicilia abbia una chance per diventare Hub del Mediterraneo, dobbiamo cambiare prospettiva, puntando ad uno sforzo corale della politica, della burocrazia, della classe dirigente.”
Obiettivo di MedCom Forum
MedCom si propone come un Forum Economico del Mediterraneo con l’obiettivo di affrontare diversi temi dell’economia mettendo al centro della riflessione non semplicemente il valore di una singola area, quanto le potenzialità dell’area nel suo complesso. Appare utile, quindi, stimolare un confronto sulle dinamiche di sviluppo dell’area, analizzando di volta in volta singoli comparti economici. Un Forum come strumento di riflessione di azioni da condividere con i players istituzionali, imprenditoriali e accademici operanti nel Mediterraneo.
Scenario
L’area Mediterranea è tra le regioni più complesse nel mondo, da molti punti di vista: culturale, sociale, politico, religioso, economico. E molto altro ancora. Ciascun Paese ha caratteristiche uniche, antiche e moderne: alcune comprensibili altre meno, a seconda del punto di vista di chi le osserva. Ma vi è anche un alto tasso di interrelazione tra i Paesi dell’area, le loro tradizioni, le loro identità.
La storia e la cultura della civiltà mediterranea, tracciate da millenni, ci hanno insegnato che la nascita e lo sviluppo del sistema economico e commerciale tra i paesi era senza pari. Innegabile, dunque, il ruolo che il Mediterraneo ha giocato. In esso si sono susseguite azioni di contaminazione culturale, battaglie sociali, commerci importanti, strategie militari innovative, azioni di predominio e di potere che hanno a volte ribaltato scenari apparentemente solidi e scontati.
Anche oggi lo scenario geopolitico dell’area si mostra in costante mutazione, con zone di tensione all’interno che tutti conosciamo: spesso ferite importanti che indeboliscono e penalizzano la capacità di sviluppo della regione nel suo complesso, mentre altri soggetti in altri continenti sono diventati protagonisti.
Opportunità
Eppure Mare Nostrum racchiude un importante potenziale di crescita economica e sociale, in molti settori e con ricadute favorevoli su tutti i territori. Potrebbe significare maggiore ricchezza, più lavoro, maggiore qualità nelle relazioni, capacità di visione e di condivisione strategica, innovazione e competitività. Questo può avvenire nel rispetto delle diversità, nel rispetto della competitività tra i singoli paesi, ma in modo funzionale a quel potenziale economico che l’intera area possiede già e su cui riteniamo non si sia focalizzata in modo adeguato una visione dinamica d’insieme.
CerpMed
Centro Studi e Ricerche sulle Relazioni Pubbliche nel Mediterraneo è un’associazione non profit. Prendendo spunto dalle linee politiche europee e in riferimento alla necessità di rafforzare l’area mediterranea verso un processo che incrementi lo sviluppo economico dell’area, CerpMed si prefigge di analizzare e stimolare lo sviluppo delle relazioni pubbliche come leva strategica nella crescita economica del bacino mediterraneo.
Le attività di CerpMed:
MedCom Forum – Forum Economico del Mediterraneo
MedCom Forum Economico del Mediterraneo si propone di affrontare diversi temi dell’economia mettendo al centro della riflessione non semplicemente il valore di una singola area, quanto le potenzialità dell’area nel suo complesso. Appare utile stimolare un confronto sulle dinamiche di sviluppo della regione Mediterranea, analizzando singolarmente i diversi comparti economici. Un Forum come strumento di riflessione di azioni da condividere con i players istituzionali, imprenditoriali e accademici operanti nel Mediterraneo.
MedCom – Simposio Euro-Mediterraneo sulla Comunicazione
MedCom Simposio è un appuntamento dedicato ai comunicatori e relatori pubblici dell’area mediterranea, che focalizza tematiche relative allo sviluppo economico, al rafforzamento di scambi socio-culturali e al dialogo interculturale con lo scopo di porsi positivamente nelle dinamiche geo-economiche dello spazio Euro-Mediterraneo.
 

Life Saga, il Megayacht di 65 metri firmato Admiral Yacht


Marina di Carrara, 10 febbraio 2020. Si chiama Life Saga ed è il megayacht di 65 metri firmato Admiral, il flagship brand di The Italian Sea Group, uno dei più grandi Gruppi conglomerati della nautica internazionale per la costruzione e refit di motoryacht e navi fino a 140 metri.
Riconosciuto per i prestigiosi ed eleganti yacht, Admiral offre alti standard qualitativi nella progettazione e produzione di motoryacht totalmente personalizzabili, andando incontro alle aspettative di ogni armatore, grazie a un’importante cultura stilistica e un competente team di design interno.
Dalle linee eleganti e contemporanee, Life Saga nasce dalla collaborazione tra Admiral, punto di riferimento di eccellenza del made in Italy, e professionisti del settore navale come l’Art director del gruppo, l’architetto Gian Marco Campanino che ha curato lo stile degli esterni e il layout interno e il designer Mark Berryman, invece, che ha sviluppato e seguito il concept degli interni.
Life Saga è il connubio perfetto in termini di estetica, tra stile e innovazione, vede la piena continuità tra spazi interni ed esterni creando una sequenza di aree aperte molto ampie, dai sundeck, alla zona lounge/bar/game-room fino alla panoramica area esterna.
Porte in vetro scorrevoli a scomparsa che si sviluppano a tutt’altezza, balconi abbattibili e pareti vetrate apribili offrono la possibilità di vivere in “un ‘ambiente ibrido” che è sia interno che esterno.
La “rotunda” della sala da pranzo funge da filtro tra due importanti ambienti: la lounge area esterna e la sala cinema, riducendo la convenzionale divisione tra l’interno e l’esterno, grazie alle enormi pareti curve in vetro scorrevoli a scomparsa totale.
Le ampie vetrate che si sviluppano pavimento – soffitto e la grande finestra a centro barca sono la vera signature dello stile yacht.
Il design esprime un carattere audace e coraggioso, maschile ma non troppo militare e pur sempre molto elegante.
L’elemento architettonico distintivo nella parte centrale della silouhette, simile ad un grattacielo, composto da lastre in vetro prive di dettagli, dona allo yacht l’aspetto di una “villa moderna” dal sapore decisamente architettonico, ma offrendo una vista sul mare senza eguali.
Il Sundeck dello yacht è dotato di grandi e comodi spazi, ampi sun pad e un’area bar collegata a una delle due piscine presenti sul ponte. Spaziosa e funzionale anche la beach area dotata di tutti i comfort, dalla spa alla palestra, oltre alla presenza di due beach platform laterali.
Gli arredi interni di Life Saga sono studiati per interpretare il concetto di relax e benessere attraverso un’accurata selezione e abbinamento di materiali e finiture così da offrire una continuità stilistica tra spazi interni ed esterni. Tutti i materiali, pregiati e naturali, sono abilmente mixati e vedono protagonista la pelle, utilizzata sia per i rivestimenti interni che per gli arredi esterni, abbinata a finiture in rovere naturale e a dettagli in noce e teak così da offrire una natura rilassata a bordo.
Un armonioso contrasto è dato dall’introduzione della pietra: dall’eccellente marmo travertino, all’esclusivo onice sunset, fino all’elegante marmo emperador.
Con Life Saga, Admiral conferma la sua elevata expertise cantieristica realizzando i sogni degli armatori più esigenti.
CARATTERISTICHE TECNICHE Builder: Admiral – The Italian Sea Group Naval architect: Admiral – The Italian Sea Group Exterior designer: GMC ARCHITECTURE Interior designer: Mark Berryman Hull: Steel Superstructure material: Aluminiun LOA: 65 M – 213 Ft. Beam max: 10.6 – 34,77 Ft. Main engines: Caterpillar Generators: Caterpillar Max speed: 16 kn Cruising speed: 14.5 Fuel capacity: 120000 lt. – 31700 gal Propellers: Fixed Pitch Propellers Bow thruster: 200Kw Stabilizers: Zero Speed Fins Stabilizers Max guests accommodation: 10+2 Max crew accommodation: 15+2

 
 

Nel cantiere Meyer di Turku proseguono i lavori di costruzione di Costa Toscana, seconda nave di Costa Crociere alimentata a gas naturale liquefatto

La crociera inaugurale di Costa Toscana partirà da Amburgo il 28 giugno 2021.
Genova, 11 febbraio 2020 – È iniziato oggi nel cantiere Meyer di Turku l’assemblaggio dello scafo di Costa Toscana, la seconda nave di  Costa Crociere alimentata a gas naturale liquefatto, il combustibile fossile più “pulito” al mondo.
Costa Toscana è la nave gemella di Costa Smeralda, entrata in servizio lo scorso 21 dicembre. Grazie all’utilizzo del gas naturale liquefatto, una innovazione in cui il Gruppo Costa ha creduto per primo al mondo nel settore crociere, questa nuova classe di navi a basso impatto ambientale è in grado di eliminare quasi totalmente le emissioni di ossidi di zolfo (zero emissioni) e particolato (riduzione del 95-100%), riducendo significativamente anche le emissioni di ossido di azoto (riduzione diretta dell’85%) e di CO2(riduzione sino al 20%). Costa Toscana e Costa Smeralda fanno parte di un piano di espansione che comprende un totale di sette nuove navi in consegna per il Gruppo Costa entro il 2023, per un investimento complessivo di oltre sei miliardi di euro. Di queste, ben cinque navi sono alimentate a LNG.
L’inizio dell’assemblaggio dello scafo di Costa Toscana è stato celebrato con una cerimonia, a cui ha preso parte il top management di Costa Crociere e del cantiere Meyer Turku. Il sindaco di Turku, Minna Arve, è stata scelta come madrina dell’evento. Seguendo la tradizione marittima, nel corso della cerimonia alcune monete commemorative sono state posizionate sulla chiglia della nave, come simbolo beneaugurante per i membri dell’equipaggio, i passeggeri e i viaggi futuri. Nel corso delle prossime settimane la nave comincerà a prendere forma nel bacino del cantiere, dove attualmente è già stata posizionata un’ampia sezione dello scafo, lunga circa 100 metri, chiamata “floating engine room unit” (FERU), contenente i motori della nave.
“Questo momento simbolico per la costruzione di Costa Toscana rappresenta un altro passo in avanti nell’utilizzo dell’LNG nel settore delle crociere. Siamo stati i primi al mondo a credere in questa innovazione ben cinque anni fa, quando abbiamo ordinato queste nuove navi, tracciando la rotta di un percorso di trasformazione verso un turismo sempre più sostenibile” - ha dichiarato Neil Palomba, Direttore Generale di Costa Crociere. “L’LNG rappresenta infatti la soluzione che al momento consente di raggiungere i risultati migliori e più immediati in termini di riduzione dell’impatto ambientale delle navi.”
“Nel nostro cantiere facciamo esperienza dei precedenti progetti su cui abbiamo lavorato, ma Costa Toscana avrà un design nuovo in moltissime aree, per offrire agli ospiti esperienze uniche. Oggi è il giorno in cui tutto questo inizia a diventare realtà sotto forma di una bellissima nave”  – ha dichiarato Jan Meyer, CEO di Meyer Turku.
L’utilizzo dell’LNG per la prima volta sulle navi da crociera è parte integrante di un progetto più ampio di innovazione responsabile, promosso dal Gruppo Costa per ridurre l’impatto ambientale della propria flotta. Circa il 70% delle navi del gruppo già in servizio sono dotate di sistemi per la depurazione dei gas di scarico chiamati Advanced Air Quality Systems, che garantiscono la quasi totale eliminazione degli ossidi di zolfo, una riduzione del 75% del particolato e una sostanziale riduzione degli ossidi di azoto. Il Gruppo Costa è anche pioniere per l’utilizzo dello “shore power” – ovvero la possibilità di alimentare le navi con energia elettrica proveniente da terra durante le soste in porto – e sta effettuando importanti investimenti per attrezzare le sue navi in esercizio con questa tecnologia. Inoltre, la compagnia sta anche sperimentando l’utilizzo di batterie agli ioni di litio e di pile a combustibile su alcune delle sue navi.
La prima crociera di Costa Toscana partirà da Amburgo il 28 giugno 2021: 14 giorni con destinazione finale Savona e un programma che prevede soste lunghe, di due giorni e una notte, a Lisbona, Barcellona e Marsiglia, tre delle più belle città di mare europee. Nel corso dell’estate 2021 e sino alla prima settimana di novembre, Costa Toscana proporrà crociere di una settimana che andranno alla scoperta di cultura, arte e spiagge del Mediterraneo occidentale, che toccheranno Savona, Napoli, Cagliari, Palma di Maiorca, Barcellona e Marsiglia. Dalla metà di novembre 2021 sino a Pasqua 2022 inclusa, l’itinerario sarà sempre di una settimana, ma cambierà per visitare due tra le più amate città d’arte italiane: Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca, Palermo e Civitavecchia/Roma. Le crociere di Costa Toscana sono già disponibili per la prenotazione nelle agenzie di viaggio e online.
 

Fincantieri dona un blocco di costruzione navale a Cisita

Il manufatto è stato trasportato presso l’Arsenale di La Spezia e sarà un’ideale palestra formativa per gli studenti del territorio
Trieste, 11 febbraio 2020 – Fincantieri ha donato a Cisita, ente di formazione specializzato in corsi in ambito navalmeccanico, un blocco di costruzione navale che sarà utilizzato dal beneficiario a scopo didattico presso l’Arsenale della Marina Militare a La Spezia.
Il blocco, realizzato in precedenza nel cantiere spezzino del Muggiano per testare una serie di soluzioni in ambito mega-yacht, è stato trasferito oggi in Arsenale. Ha una dimensione di circa 16 metri per 10, per un peso approssimativo di 65 tonnellate.
Per favorirne il traporto, è  stato sezionato in 6 manufatti minori delle dimensioni di 8,30 metri per 2,20, di circa 12 tonnellate ciascuno.
Potrà essere utilizzato per prove pratiche “reali”, che fino ad oggi venivano soltanto simulate su semplici lamiere di ferro, ponendosi come un’ideale palestra formativa in materia di saldatura, installazione tubi, condotte e carpenteria elettrica.
Si tratta quindi di un valore aggiunto considerevole per tutti gli studenti che frequentano corsi di formazione professionale nell’ambito della navalmeccanica e che vogliono sviluppare una competenza concreta.
Cisita condivide con Fincantieri la visione di una formazione aderente alle esigenze economico-produttive del territorio. L’iniziativa, infatti, si inquadra nell’ambito del protocollo di collaborazione firmato nel 2018 tra Fincantieri, Regione Liguria e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, volto a favorire i processi di collocazione lavorativa, stimolare l’occupazione locale, con particolare riferimento a quella giovanile.

Carnival Corporation & plc: aggiornamento sull’impatto finanziario del coronavirus

Miami, 12 febbraio 2020 – Carnival Corporation & plc sta monitorando attentamente la situazione in evoluzione rispetto al Coronavirus. La sicurezza degli ospiti e dei dipendenti, la conformità e la protezione dell’ambiente sono le massime priorità per l’azienda. Gli esperti medici dell’azienda si stanno coordinando da vicino con i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie e l’Organizzazione mondiale della sanità per implementare misure di screening, prevenzione e controllo potenziate per i suoi ospiti, l’equipaggio e le navi. Il team globale dell’azienda lavora instancabilmente per supportare gli ospiti colpiti dalle interruzioni del viaggio durante questo periodo senza precedenti.
Le restrizioni ai viaggi a seguito del Coronavirus hanno reso necessaria la sospensione delle operazioni di crociera dai porti in Cina, come precedentemente annunciato, e ora stanno portando alla cancellazione di viaggi in altre parti dell’Asia. Gli eventi significativi che incidono sui viaggi in genere hanno un impatto sui modelli di prenotazione, con la piena portata dell’impatto generalmente determinato dal periodo di tempo in cui l’evento influenza le decisioni di viaggio. A seguito di Coronavirus, la società ritiene che l’impatto sulle sue prenotazioni globali e i viaggi annullati avranno un impatto materiale sui suoi risultati finanziari che non era previsto nelle precedenti linee guida sugli utili del 2020.
Poiché la situazione continua a evolversi, la società non è attualmente in grado di determinare il pieno impatto finanziario sull’anno fiscale 2020. Tuttavia, sebbene non sia attualmente pianificato, se la società dovesse sospendere tutte le sue operazioni in Asia fino alla fine di aprile, questo inciderebbe sulla sua performance finanziaria per il 2020 da $ 0,55 a $ 0,65 per azione, incluso il compenso degli ospiti. Inoltre, l’impatto sulle prenotazioni globali influenzerà ulteriormente le prestazioni finanziarie dell’azienda. La società sta attualmente valutando i piani di emergenza per mitigare l’impatto e fornirà un aggiornamento con il suo rilascio degli utili del primo trimestre 2020 a fine marzo.

Fincantieri presenta “Scarlet Lady” prima nave costruita per Virgin Voyages

Trieste, 13 febbraio 2020È stata presentata oggi nello stabilimento di Sestri Ponente (Genova), “Scarlet Lady”, la prima di quattro navi da crociera commissionate a Fincantieri da Virgin Voyages, nuovo operatore del comparto crocieristico e brand del Gruppo Virgin di Sir Richard Branson.
Alla cerimonia sono intervenuti, fra gli altri, il Presidente e Amministratore delegato di Virgin Voyages Tom McAlpin, il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il sindaco di Genova, Marco Bucci, accolti dal Presidente di Fincantieri Giampiero Massolo e dall’Amministratore delegato Giuseppe Bono.
“Scarlet Lady” ha una stazza lorda di circa 110.000 tonnellate, è lunga 278 metri e larga 38. La sua gemella, “Valiant Lady”, attualmente in costruzione presso lo stesso cantiere, verrà consegnata nel 2021, mentre la terza e la quarta unità, ancora senza nome, prenderanno il mare rispettivamente nel 2022 e 2023. Saranno tutte dotate di oltre 1.400 cabine in grado di ospitare a bordo più di 2.770 passeggeri, assistiti da un equipaggio di 1.160 persone per garantire lo stile distintivo di Virgin. La qualità della vita a bordo è garantita dalla certificazione “comfort class”, che attesta livelli minimi di rumore e vibrazione percepiti, e da un utilizzo estensivo della domotica, grazie alla quale gli ospiti sono in grado di gestire un’ampia serie di funzioni della cabina (condizionamento, illuminazione, apertura e chiusura delle tende, musica e televisione) attraverso una app da installare sul proprio smartphone.
La nuova unità si caratterizza per il design originale e per la particolare attenzione prestata al recupero energetico grazie all’utilizzo di tecnologie alternative e all’avanguardia nel settore capaci di ridurre l’impatto ambientale complessivo. “Scarlet Lady” è infatti dotata di un sistema di produzione di energia elettrica da circa 1 MW che utilizza il calore di scarto dei motori diesel. È inoltre installata, oltre ad un sistema di scrubber per lo smaltimento degli ossidi di zolfo, anche una marmitta catalitica capace di abbattere anche gli ossidi di azoto. La nave è interamente allestita con luci led per la riduzione del consumo energetico, mentre il design idrodinamico dello scafo può assicurare performance eccellenti, con un conseguente risparmio di carburante.

Palermo: sono partiti i lavori del “MedCom Forum Trasporti 2020″

Sono iniziati puntuali i lavori del “MedCom Forum Trasporti 2020″, in svolgimento il 13 e il 14 febbraio 2020, nella sala dei Baroni di Palazzo Chiaramonte Steri sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Palermo.
Il convegno, dal tema “Un Hub Mediterraneo oltre i Confini: sistema di rete dei porti e degli aeroporti”, organizzato da Cerpmed/MedCom Forum del Mediterraneo, è stato aperto dai saluti istituzionali del Rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari, e del sindaco di Palermo Leoluca Orlando. I lavori sono poi stati aperti da Amanda Jane Succi, presidente Cerpmed/MedCom Forum.
“Sono molto felice che un convegno che si occupa delle reti dei trasporti nel Mediterraneo si svolga qui – ha affermato il rettore Fabrizio Micari – , perché questi temi, indissolubilmente legati ai concetti di economia e sviluppo, attengono profondamente alla formazione. Da un punto di vista più generale, quello dei trasporti è un tema determinante per il futuro di qualsiasi territorio. Il concetto è basilare: la velocità e l’efficienza della mobilità è fondamentale per la crescita di qualsiasi economia. La Sicilia è al centro del Mediterraneo e l’apertura del Canale di Suez ha riportato il nostro mare ad essere crocevia di traffici e di commercio. Questa è un’occasione per interrogarci su porti e aeroporti ma anche con l’interno comparto delle infrastrutture dell’isola, anche sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina e sullo sviluppo dell’alta velocità ferroviaria.
“Lo sviluppo sociale ed economico della Sicilia – ha detto, tra l’altro, Gaetano Armao – è purtroppo ancor oggi condizionato dall’insularità e dalla posizione periferica rispetto alle aree centrali del Continente europeo. Tale condizione di insularità, peraltro esplicitata nel dettato dell’art. 174 del TFUE, alla quale, per primo lo Stato non ha posto rimedio mediante forme di compensazione e riequilibrio è causa dell’appesantimento dei costi di trasporto relativi a persone e merci nell’Unione Europea, in particolare da e verso la stessa penisola, dove l’assenza di politiche di continuità territoriale, diminuiscono la competitività delle attività produttive siciliane rispetto alle controparti del nord e complicano la vita ai cittadini negli spostamenti all’interno dello stesso stato. Ma più in generale refluisce sulla competitività dei territori, delle imprese e sulla stessa fruizione dei diritti sociali. Abbiamo richiesto al Governo statale di superare le inerzie che anche l’Unione europea ha contestato e di riconoscere alle isole misure di sostegno finanziario al fine di mitigare lo svantaggio competitivo derivante dai maggior costi delle esportazioni e del reperimento delle materie prime. E’ altresì richiesto all’Europa di riconoscere gli svantaggi strutturali che derivano dalla loro condizione, in termini di mobilità, infrastrutture stradali e ferroviarie e di sostegno alle imprese. Soltanto attraverso la compiuta affermazione delle misure di riequilibrio, la Sicilia, come le altre isole europee, potranno rilanciare le proprie prospettive di crescita. E in questo senso – ha concluso Armano – occorre fare sistema non solo per la continuità territoriale, ma anche per la fiscalità di sviluppo.”
“Finalmente ci siamo guadagnati il diritto di parlare di Economia – ha precisato Leoluca Orlando – poiché abbiamo scontato un cambiamento culturale. La mobilità cambia il mondo. In questi anni il cambiamento è stato forte, anche grazie al web: E’ necessario adeguarsi. Ritengo sia questo il senso dell’incontro di oggi”.
“Da anni coltivo l’idea che il Mediterraneo (ed i Paesi che su di esso si affacciano) può cogliere meglio importanti opportunità – ha detto, tra l’altro Amanda Jane Succi nel suo intervento di apertura - . L’area Mediterranea è tra le regioni più complesse nel mondo, da molti punti di vista: culturale, sociale, politico, religioso, economico. E molto altro ancora. Ciascun Paese ha caratteristiche uniche, antiche e moderne: alcune comprensibili altre meno, a seconda del punto di vista di chi le osserva. Ma vi è anche un alto tasso di interrelazione tra i Paesi dell’area, le loro tradizioni, le loro identità. La storia e la cultura della civiltà mediterranea, tracciate da millenni, ci hanno insegnato che la nascita e lo sviluppo del sistema economico e commerciale tra i paesi era senza pari. Innegabile, dunque, il ruolo che il Mediterraneo ha sempre giocato. In esso si sono susseguite azioni di contaminazione culturale, battaglie sociali, commerci importanti, strategie militari innovative, azioni di predominio e di potere che hanno a volte ribaltato scenari apparentemente solidi e scontati. Anche oggi lo scenario geopolitico dell’area si mostra in costante mutazione, con zone di tensione all’interno che tutti noi conosciamo: spesso ferite importanti che indeboliscono e penalizzano la capacità di sviluppo della regione nel suo complesso, mentre altri soggetti in altri continenti sono diventati protagonisti. Pensiamo ai paesi asiatici. Che ci osservano con interesse. Eppure Mare Nostrum racchiude un importante potenziale di crescita economica e sociale, in molti settori e con ricadute favorevoli su tutti i territori. Potrebbe significare maggiore ricchezza, più lavoro, maggiore qualità nelle relazioni, maggiore capacità di visione e di condivisione strategica, di innovazione e competitività. Questo può avvenire nel rispetto delle diversità, nel rispetto della competitività tra i singoli paesi, ma in modo funzionale a quel potenziale di sviluppo che l’intera area possiede già e su cui riteniamo non si sia focalizzata in modo adeguato una visione dinamica d’insieme. Da questa riflessione prende forma MedCom Forum.”
A seguire sono iniziate le sessioni del pomeriggio con gli interventi di Eugenio Grimaldi, Executive Manager Grimaldi Group, che ha chiarito la questione relativa al caro-traghetti poiché, al contrario ,i costi del biglietto si sono abbattuti rispetto agli anni scorsi di circa il 50% ed ha aggiunto che “il mio gruppo rinuncia ai contributi che stanno per arrivare in favore degli autotrasportatori che poi, in maniera libera e autonoma, sceglieranno il vettore da utilizzare per i loro spostamenti marittimi”; Massimo Deandreis, Direttore Generale SRM Centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, Intesa San Paolo che ha affrontato diversi argomenti focalizzando il fatto che “Il Mediterraneo ha una sua identità ben precisa al di là dei singoli paesi che vi si affacciano. Un mare che ha un periodo di crescita ininterrotto dal 1998 al 2018, più del 500%, del traffico dei container. Importantissimo se si considera che da esso passa il 20% del traffico marittimo mondiale che vuole dire che 1 nave porta container su 5 transita nel Mediterraneo. Questo vuol dire l’aumento dei transiti nel Canale di Suez e la conseguente crescita di tutti i porti dell’area. Modello unico porto, aeroporto e rete ferroviaria è essenziale per la crescita di un territorio. Avere un posizionamento buono è un vantaggio. Ma non basta. Bisogna attivare azioni positive. Porto e aeroporto: logistica integrata 6.0. E’ necessario che una volta che le merci sono sbarcate esse si muovano velocemente. Questo è l’elemento di vantaggio. In poco tempo le merci devono arrivare in tutti i Paesi europei”; i professori Giuseppe Salvo, Marco Migliore e Gioacchino Fazio, hanno presentato una relazione congiunta che approfondisce le tematiche relative alle infrastrutture dei trasporti; Valentina Lener, Direttore Generale Assaeroporti che ha detto: “In un momento storico che vede il nostro settore chiamato ad affrontare diverse criticità – ultime, in ordine di tempo, la messa in liquidazione del vettore Air Italy e l’emergenza sanitaria per il Coronavirus – è estremamente positivo che rappresentanti della Politica, delle Istituzioni, del mondo accademico ed imprenditoriale abbiano l’opportunità di prendere parte ad un dibattito costruttivo per rilanciare e favorire lo sviluppo infrastrutturale e logistico del nostro Paese. La realizzazione di tali interventi necessita non solo di una visione e di una programmazione di lungo periodo, ma di tempi certi e procedure rapide: solo così riusciremo a intercettare le nuove opportunità del mercato e a non subire la concorrenza dei competitors stranieri”; Marco Catamerò, Direttore Generale Società Aeroporti di Puglia che ha parlato della rete degli aeroporti di Bari, Brindisi, Grottaglie e Foggia, che “ha consentito la complementarietà tra realtà, funzioni e vocazioni diverse. Una scommessa importantissima che si è rivelata vincente”; Giovanni Scalia, AD Gesap Aeroporto Internazionale di Palermo che ha detto: “Chi gestisce un aeroporto deve essere sempre disponibile alla collaborazione con gli altri. Questo vale anche per il porto, cosa che a Palermo stiamo già facendo visto che abbiamo già iniziato una importante cooperazione. Oltre a ciò, è importante iniziare a creare una rete anche con le ferrovie e il sistema stradale e autostradale. Dobbiamo avere tutti la coscienza di questo”; Nico Torrisi, AD Sac Società Aeroportuale di Catania: “L’aeroporto di Catania è cresciuto molto in questi anni e adesso il contesto in cui ci muoviamo è diventato molto stretto. Dobbiamo concentrarci molto di più sui servizi che dobbiamo offrire ai viaggiatori per diventare attrattivi. Anche perché se non funziona il sistema aeroportuale per quel che riguarda i trasporti, per il resto in Sicilia le cose non funzionano molto bene. E’ necessario che strade e ferrovie siano efficienti. Sarebbe bello avere una regia che armonizzi le singole vocazioni dei porti in maniera che possa ben funzionare la sinergia con gli aeroporti: Per quel che riguarda l’aeroporto di Catania abbiamo avviato le procedure per la privatizzazione; Mary Rose Garbutt, Direttore dell’Ufficio Divisione 5 Affari Comunitari e Internazionali della Direzione Generale per gli Aeroporti ed il Trasporto aereo – MIT, che ha sottolineato la necessità di “passare dal concetto di promozione a quello di accoglienza. La politica deve cogliere questo aspetto e mettere il territorio in condizione di accogliere in maniera adeguata i flussi turistici che, giungendo per la maggior parte da Giappone e Cina, arrivano nei mesi non estivi perché la loro preferenza non è quella del bagno estivo ma della visita culturale”; Giovanni Campa di Air Malta che ha parlato dei piani di sviluppo della compagnia aerea maltese; Marco Di Giugno, Direttore Analisi Giuridici e contenzioso ENAC che ha annunciato “Una serie di accordi bilaterali con diversi paesi extraeuropei che prevedono gli scali degli arei che provengono da essi sono solo negli aeroporti di Roma e Milano, ma in tutti gli altri diffusi sul territorio italiano, compresi Palermo e Catania”; Valeria Rebasti, Commercial Country Manager Italy & Southeastern Europe di Volotea che ha parlato della politica delle sua compagnia area che “ha deciso di creare una rete di trasporti facendo scalo in quasi tutti gli aeroporti, anche nei minori, nell’abito di un impegno particolare nel Mediterraneo che per noi è fondamentale. Importante creare posti di lavoro in un territorio che ne ha bisogno. Non solo creiamo nuovi collegamenti ma anche forza lavoro. Italia, Spagna, Francia e Grecia”; Lorenzo Lagorio, Country Manager Italia EasyJet che ha affermato: “EasyJet è molto presente in Sicilia, in maniera costante negli anni con un’offerta di oltre 2,5 milioni di posti, con collegamenti domestici. Rendiamo quindi possibili sia i viaggi turistici sia quelli d’affari. Un meccanismo che funziona se tutto è a posto e va incontro alle esigenze dei viaggiatori moderni. Prima di tutto la capacità di realizzare un’accoglienza adeguata. Mettendo le compagnie aeree in condizioni di proporre una buona offerta ai viaggiatori si viene a creare un meccanismo virtuoso che poi porta all’incremento degli investimenti. Bisogna quindi sviluppare le capacità del Sud Italia e della Sicilia”.
Domani mattina, venerdì 14 febbraio 2020, dopo l’apertura dei lavori da parte di Paolo Costa, professore di Economia dei Trasporti Università Ca’ Foscari di Venezia, alle 9,30; sono previsti gli interventi di Salvatore Sciacchitano, Presidente ICAO (International Civil Aviation Organization), primo italiano a presiedere l’organismo dell’ONU che riunisce le autorità per l’aviazione civile di 193 Stat; Alessandro Albanese, Presidente Sicindustria Palermo; Antonello Biriaco, Presidente Confindustria Catania; Matteo Catani, Membro Board Assarmatori e CEO GNV; Renato Coroneo, International Propeller Clubs di Palermo; Salvatore Gangi, Presidente Regionale della Piccola Industria di Confindustria in Sicilia; Marco Falcone – Assessore Regionale Infrastrutture e Mobilità; Andrea Annunziata, Presidente Autorità del Sistema Portuale del mare di Sicilia Orientale (Catania – Augusta); Roberto Isidori, Comandante della Capitaneria di Porto; Mario Paolo Mega, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto; Pasqualino Monti, Presidente Autorità del Sistema Portuale del mare di Sicilia Occidentale (Palermo); Pietro Spirito, Presidente Autorità del Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale (Napoli).
Nel pomeriggio, a partire dalle 15, sono previsti gli interventi di Rodolfo De Dominicis, Presidente Uirnet; Filippo Palazzo, Responsabile Progetti Palermo della Direzione Investimenti RFI; Enrico Maria Pujia, Direttore Generale per il Trasporto e le Infrastrutture Ferroviarie; Francesco Russo, Ordinario di ingegneria e economia dei trasporti presso l’Università degli Studi di Reggio Calabria; Ennio Cascetta, Amministratore Unico di RAM Logistica, Infrastrutture e Trasporti, Società in house del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Concluderanno il convegno gli interventi di Gaetano Armao, Vicepresidente della Regione siciliana e assessore all’Economia; Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto; Giuseppe Falcomatà, Sindaco di Reggio Calabria; Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo.

MSC Crociere e Abu Dhabi Ports firmano un accordo di lungo periodo per i diritti preferenziali di attracco

I diritti preferenziali di attracco riguardano gli scali di Port Zayed (Abu Dhabi) e Sir Bani Yas Island L’accordo è destinato a rafforzare ulteriormente la posizione di MSC come principale operatore di crociere nel Golfo MSC Seaview sarà dislocata nel Golfo a partire dalla stagione invernale 2020-21 La nuova ammiraglia MSC Virtuosa sarà impiegata nella regione durante la stagione invernale 2021-22 Ginevra, Svizzera – 12 febbraio 2020 – MSC Crociere ha firmato un accordo di lungo termine con AbuDhabi Ports per la concessione dei diritti preferenziali di attracco presso gli scali di Port Zayed (Abu Dhabi) e Sir Bani Yas Island. Port Zayed è il principale gateway per i passeggeri in crociera per Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, mentre Sir Bani Yas è un’oasi sulla spiaggia situata a 170 chilometri dalla costa degli Emirati Arabi Uniti.
L’accordo è stato firmato presso la sede di MSC di Ginevra, in Svizzera, dal Chief Executive Officer di MSC Cruises, Gianni Onorato, e da Noura Rashid Al Dhaheri, Direttore della divisione crociere di Abu Dhabi Ports.
Gianni Onorato ha dichiarato: “Il nuovo accordo con Abu Dhabi Ports per i diritti preferenziali di attracco dimostra l’impegno a lungo termine di MSC Crociere nel Golfo e consolida ulteriormente la posizione della Compagnia come principale operatore crocieristico nella regione. “Abu Dhabi è un porto d’imbarco di grande importanza, oltre ad essere una destinazione molto richiesta per le visite nell’entroterra durante le crociere invernali. Attualmente scaliamo il porto cittadino e l’isola di Sir Bani Yas con MSC Bellissima, tra le navi da crociera più avanzate al mondo dal punto di vista ambientale, e con MSC Lirica. “MSC Lirica tornerà ad Abu Dhabi e nel Golfo nell’inverno 2020-21, dove sarà affiancata dall’innovativa MSC Seaview, nave appositamente progettata per operare nei climi e nei mari più temperati. Nell’inverno 2021-22, invece, nella regione del Golfo impiegheremo la nave più grande della nostra flotta: MSC Virtuosa. Lunga 331 metri, sarà varata entro la fine dell’anno e potrà ospitare 6.334 passeggeri”.
MSC Seaview, la nave al mondo con il miglior rapporto spazio all’aperto per passeggero, effettuerà il suo primo scalo ad Abu Dhabi il 6 dicembre 2020, per poi giungere il giorno seguente sull’isola di Sir Bani Yas.
Tra dicembre 2020 e marzo 2021, MSC Seaview effettuerà 14 crociere da Abu Dhabi all’isola di Sir Bani Yas, toccando anche Manama in Bahrain, Doha in Qatar e Dubai negli Emirati Arabi Uniti. MSC Lirica offrirà 21 crociere da Abu Dhabi, tra novembre 2020 e aprile 2021, con scali a Sir Bani Yas, Muscat in Oman e a Dubai.
ll Terminal crociere di Abu Dhabi ha registrato una crescita significativa negli ultimi 12 mesi, segnando un aumento del 47% del numero di visitatori  e un aumento del 45% degli ormeggi. Risultati raggiunti, in parte, anche grazie all’impegno di MSC Crociere che, all’inizio di questa stagione, ha incluso nei suoi itinerari 17 scali allo Zayed Port.
A dicembre 2019, il terminal ha registrato la giornata con il maggior numeri di presenze della stagione invernale 2019/20, quando il porto di Abu Dhabi ha accolto oltre 8.000 visitatori con tre ormeggi in contemporanea, tra cui l’accosto inaugurale di MSC Bellissima.
Noura Rashid Al Dhaheri, Direttore della divisione crociere di Abu Dhabi Ports, ha dichiarato: “Il prolungamento della partnershi con MSC Crociere è una ulteriore testimonianza di un rapporto forte e consolidato e riflette la qualità dei servizi che forniamo ai principali operatori di crociere che scalano il Terminal di Abu Dhabi e l’isola di Sir Bani Yas. Il nostro successo nel incrementare notevolmente i volumi di passeggeri anno dopo anno testimonia il nostro impegno nel voler sviluppare una destinazione di crociera di livello mondiale.” “Con continui investimenti in infrastrutture e il milgioramento delle operazioni e dei servizi alle navi da crociera che scalano Abu Dhabi, abbiamo consolidato la nostra posizione quale principale destinazione nella regione del Golfo. Abu Dhabi Cruise Terminal sta infatti diventando lo scalo di rifferimento per i passeggeri intrnazionali che scelgono di concludere qui la loro crociera.” “Siamo determinati nel voler sviluppare ulteriormente la nostra offerta e a rafforzare l’unicità della nostra proposta sviluppando soluzioni flessibili e intelligenti per garantire a tutti i nostri ospiti le migliori esperienze.
Ali Hassan Al Shaiba, FF del Direttore Esecutivo del turismo e del marketing presso il Dipartimento della Cultura e del Turismo del Governo di Abu Dhabi, ha aggiunto:”Questo accordo storico giocherà un ruolo significativo nel posizionamento di Abu Dhabi come destinazione top per le crociere nella regione. MSC Crociere è stato uno dei principali palyer che ci ha aiutato ad attrarre oltre 500.000 passeggeri nella capitale l’anno scorso, e non abbiamo riserve sugli sviluppi attesi per i prossimi anni. Continueremo ad impegnarci per fornire a MSC Crociere e a tutti i viaggiatori servizi eccezionali ed esperienze straordinarie durante la loro visita nella capitale degli Emirati Arabi Uniti.
 

Fincantieri: Varato il maxi impalcato da 100 metri
il “ponte-nave” prende forma

Su metà ponte, più di 500 metri di acciaio
Genova, 13 febbraio 2020 Si è allungato di 100 metri in una sola volta il “ponte-nave” della Val Polcevera la cui costruzione è affidata a Fincantieri Infrastructure del gruppo Fincantieri e Salini Impregilo, unite nella joint venture PERGENOVA.
È iniziato questo pomeriggio il primo di 3 vari eccezionali che vedranno salire, a oltre 40 metri di altezza, 3 tratti di impalcato dalle misure straordinarie di 100 metri l’uno. Ad essere posizionata fra la pila 8 e la pila 9, la prima mastodontica campata in acciaio da oltre 1800 tonnellate, che si aggiunge alle altre 8 che negli scorsi mesi hanno fatto il loro ingresso nello skyline genovese. Le dimensioni del nuovo tratto di impalcato hanno reso necessario per l’innalzamento l’utilizzo degli strand jack, speciali macchinari capaci di garantire, in condizioni meteorologiche ottimali, un’ascesa della campata di 5 metri all’ora.
“Fin dal primo momento abbiamo raccolto questa sfida animati da spirito di servizio e dalla voglia di partecipare alla rinascita di un territorio a beneficio del Paese. Oggi quello che metro dopo metro sta prendendo corpo è il risultato del lavoro di tutti, di maestranze, ingegneri e tecnici che arrivano da ogni parte d’Italia per dare il loro contributo a quest’opera innovativa e necessaria, che racchiude tutto il nostro know how e ci consente di metterlo a disposizione di Genova, una città alla quale da sempre ci sentiamo profondamente legati” ha detto Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri.
La struttura di acciaio, il cuore del nuovo ponte, che sarà costituita in totale da 19 campate, è così sollevata per 500 metri complessivi e circa 7000 tonnellate totali, compresi tutti i carter laterali, le “ali del ponte”, che conferiranno alla struttura il caratteristico profilo voluto dall’architetto Renzo Piano, facendola assomigliare alla carena di una nave.
Per l’intera opera occorreranno 9.000 tonnellate d’acciaio per armatura e 15.000 tonnellate per le carpenterie. Numeri eccezionali che stanno impegnando senza sosta tre stabilimenti di Fincantieri: l’ultimo arrivato nel gruppo, quello di Valeggio sul Mincio, che ha iniziato a produrre per Fincantieri proprio in relazione alla costruzione dell’infrastruttura genovese, lo stabilimento di Sestri Ponente e quello di Castellammare di Stabia. Oltre 800 persone impegnate da Nord a Sud nella produzione di conci e nell’assemblaggio degli impalcati.
Con oggi sono 9 i vari in quota effettuati, 2 solo negli ultimi 5 giorni, e mentre il ponte si mostra per la metà della sua lunghezza, in cantiere si sta concludendo l’elevazione dell’ultima delle 18 pile della struttura: la costruzione del nuovo viadotto di Genova procede a una velocità mai conosciuta prima nella storia delle infrastrutture italiane, neppure negli anni del boom economico.

Coronavirus alla “Fantozzi” su traghetto del golfo di Napoli

Enzo Rivellini (FdI): “Fare chiarezza per tutelare passeggeri e marittimi”
Napoli, 13 febbraio 2020 -“Coronavirus alla “Fantozzi” sul traghetto partito da Capri e diretto a Napoli, dove una donna, con tratti somatici apparentemente asiatici, ha avvertito un malore e forti convulsioni. Immediatamente è stato allertato l’equipaggio e tutti i passeggeri si sono preoccupati pensando ad un caso di coronavirus. Panico a bordo, ma all’arrivo in ospedale i medici hanno verificato che si trattava solo di un semplice malore e, tra lo stupore di tutti, che la signora non era di origine orientale (si pensava fosse coreana) bensì latina. Gli “occhi a mandorla” della signora ,o meglio L”occhio a mandorla” era infatti conseguenza di una paresi subita da piccola, che la ha turbato i connotati naturali”. Lo ha reso noto Enzo Rivellini, dirigente di FdI.
“Tutta la vicenda, che somiglia ad un film di “Fantozzi”, non deve nascondere  le forti preoccupazioni dei passeggeri e dei marittimi delle navi del Golfo di Napoli – prosegue Rivellini – Per essere più preciso chiedo alle autorità preposte : - Quali sono, se ci sono, i protocolli a tutela dei nostri marittimi e dei passeggeri? - Le scansioni negli aeroporti possono dare la certezza che chi sale a bordo delle nostre navi non sia affetto da coronavirus? - Dopo un caso sospetto, perché il servizio di trasporto non è stato interrotto in attesa di accertamenti? Queste domande, che ad oggi non trovano risposta, devono chiarire quali siano le tutele per i pendolari, i turisti e soprattutto i lavoratori che consentono un collegamento quotidiano e costante con le isole. I marittimi che lavorano in condizioni di alto rischio e le loro famiglie sono preoccupate e, dopo questo caso, l’allarme è aumentato”.

Celebrity Apex supera con successo le prove in mare

Un passo in più verso la imminente consegna della nave, la seconda della Serie Edge
13 febbraio 2020 – Prima prova in mare positiva per Celebrity Apex, la gemella della Celebrity Edge, che è rientrata nei cantieri Chantiers de l’Atlantique a Saint Nazaire, in Francia.
Dal 4 all’8 febbraio, è uscita per le prove in mare nel Golfo della Biscaglia, supervisionate da oltre 50 membri dell’equipaggio, tra cui ingegneri ed esperti nautici. Le particolari condizioni metereologiche, con forti venti e onde, sono state ideali per testare il livello superiore di comfort di Apex e l’efficienza del consumo del carburante grazie al design rivoluzionario dell’ultrabordo parabolico.
“Lo scopo di una prova in mare è quello di testare la funzionalità della nave, ma in questo caso non si trattava solo di una prova in mare – e Celebrity Apex non è solo una nave“, ha dichiarato Lisa Lutoff-Perlo, Presidente e CEO di Celebrity Cruises. “Come consuetudine della serie Edge, la nave ha assolutamente superato le nostre aspettative, mostrandosi perfettamente in linea con i nostri standard operativi di livello superiore e ben oltre”.
“È stato un onore assoluto essere al timone di Celebrity Apex per la sua prima prova in mare di grande successo”, ha affermato il Capitano Dimitris Kafetzis. “È davvero una nave bellissima e altamente innovativa.”
Celebrity Apex stupisce – così come è stato per la prima nave della sua serie, la Celebrity Edge – per la capacità di trasformarsi durante il giorno e per il suo profilo che la distingue da tutte le altre navi, grazie al  Magic Carpet, una piattaforma a sbalzo che si sposta e si trasforma lungo i ponti della nave, fino a raggiungere il ponte 16, per una vista incomparabile. Inoltre la nave offre: un’esperienza esclusiva per tutti gli ospiti della suite in The Retreat, le cabine Infinite Verandas, che si trasformano in tutta la loro ampiezza, gli spazi innovativi come i giardini esterni e interni, le magnifiche Edge Villas a due piani con terrazza privata e piscina per bambini, e infine spazi di alto livello in tutte le aree pubbliche, dove gli elementi di design contemporaneo sono una caratteristica distintiva della Serie Edge. Inoltre, nuove esperienze culinarie, centro SPA e benessere, tante occasioni di divertimento fanno si che Celebrity Apex sia la nave “it” del settore crocieristico. Su Celebrity Apex debutteranno anche nuovi servizi all-inclusive e di concierge pre-crociera in The Retreat per tutti gli ospiti delle suite.
Celebrity Apex inizierà la sua stagione inaugurale il 1 ° aprile 2020, con una mini-stagione di cinque partenze per le destinazioni del Nord Europa e quindi trascorrerà l’estate offrendo itinerari da 7 a 12 notti nel Mediterraneo. A novembre, Celebrity Apex si riposizionerà a Fort Lauderdale per la stagione invernale, con crociere di una settimana ai Caraibi.
 

Giornata conclusiva del “MedCom Forum Trasporti 2020″

Palermo, 14 febbraio 2020 – I lavori della seconda giornata del “MedCom Forum Trasporti 2020”, nella sala dei Baroni di Palazzo Chiaramonte Steri sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Palermo, sono stati aperti da Paolo Costa, professore di Economia dei Trasporti Università Ca’ Foscari di Venezia che ha fatto un’analisi attenta e precisa della situazione dell’intermodalità del Mediterraneo ma anche dell’Europa in generale. “Le relazioni commerciali con l’Estremo oriente – ha detto – sono destinate a crescere ulteriormente nei prossimi anni. La nuova geografia della produzione del consumo chiede rimedi alla obsolescenza geografica delle reti di trasporto ereditate dal passato, alla quale si sta provvedendo con adattamenti risentono dell’evoluzione tecnologica e di quella regolamentare. L’adattamento interessa tanto le reti terrestri quanto le reti aeree e marittime ed è frutto tanto dell’estensione ad est delle reti Ten T europee quanto dell’estensione ad ovest delle reti asiatiche dominata dalle iniziative cinesi della BRI. Nel gioco a tre Cina, Europa e gruppi integrati delle maggiori shipping, l’Unione Europea rischia di essere l’anello debole per il ritardo con il quale si sta muovendo partendo da una politica tutta orientata all’integrazione nel mercato interno per arrivare ad una politica di integrazione dell’Europa nei mercati mondiali. Lo dimostrano la sottovalutazione dell’adeguamento dei porti europei in sede di attuazione degli orientamenti Ten T definiti nel 2013 e la tiepidezza con la quale si sta avviando su questo tema anche la revisione Ten T da concludere entro il 2023”.
Nella prima sessione del giorno, moderata dal giornalista Roberto Nanfitò, sono intervenuti Alessandro Albanese, Presidente Sicindustria Palermo che ha affermato: “Non possiamo parlare di sviluppo e di infrastrutture in Sicilia se non affrontiamo prima di tutto la madre di tutti i problemi: i ritardi. Solo quando avremo un sistema di collegamenti efficiente ed efficace nell’isola allora sì che potremmo veramente guardare al futuro in un’ottica di sviluppo dell’economia e del territorio.”; Antonello Biriaco, Presidente Confindustria Catania che ha detto: “Un’efficace politica di rilancio degli investimenti in Sicilia non può prescindere da un sistema dei trasporti efficiente. La carenza infrastrutturale e l’arretratezza logistica del nostro territorio, oggi più che mai, ci allontanano dai mercati e ci fanno perdere terreno sul fronte della competitività. E’ mancata finora una strategia d’insieme che potesse disegnare obiettivi e percorsi utili a dare alla nostra terra una dote di collegamenti adeguati alle sfide della crescita. Per la nostra Isola serve un’azione di sistema che metta in campo risorse e strategie con una visione di lungo periodo. Se vogliamo che la Sicilia abbia una chance per diventare Hub del Mediterraneo, dobbiamo cambiare prospettiva, puntando ad uno sforzo corale della politica, della burocrazia, della classe dirigente.”; Matteo Catani, Membro Board Assarmatori e CEO GNV ha posto l’accento sulle autostrade del mare che “sono una scommessa vincente: lo sono dal punto di vista ambientale ma lo sono in particolare dal punto di vista economico oltre ad essere un ottimo veicolo per persone e merci. Uno strumento che genera una ricaduta molto positiva sul territorio e quindi sulla sua economia. Una risposta importante alla domanda di fondo che questo convegno ha posto”; Renato Coroneo, International Propeller Clubs di Palermo: “La politica in questi ultimi anni non è stata molto attenta nei confronti dei trasporti marittimi. C’è un traffico marittimo internazionale che transita nel Mediterraneo che non siamo in grado di attrarre. Eppure ci sono imprenditori virtuosi che hanno investito e adesso sono competitivi sul mercato. Bisogna eliminare le criticità che per la maggior parte risiedono nelle lungaggini burocratiche a partire dal codice degli appalti, che è una norma che appesantisce tutti i procedimenti. Il sistema autorizzatorio è complesso e lento. E’ giusto che tutti i procedimenti amministrativi seguano la legalità ma in queste condizioni gli operatori hanno grandi difficoltà. Bisogna intervenire immediatamente”; Salvatore Gangi, Presidente Regionale della Piccola Industria di Confindustria in Sicilia che ha affermato che “Per lo sviluppo dell’economia siciliana serve un sistema infrastrutturale che funzioni a 360 gradi. Il sistema viario, faccio l’esempio della Catania-Ragusa, è assolutamente pietoso. Ma al di là dei collegamenti tradizionali, anche i collegamenti telematici sono assolutamente carenti: quando si percorre la Palermo-Catania qualsiasi telefonata si interrompe continuamente perché cade la linea. Per risolvere questi problemi bisogna pensare e attivare un progetto paese o un progetto regione condiviso, possibilmente con la costituzione di una cabina di regia con componenti rappresentativi e seri.”
Nella seconda sessione della mattina, moderata dal giornalista Manlio Viola sono intervenuti Mario Paolo Mega, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto (Messina-Gioia Tauro) “Fare sistema è assolutamente indispensabile. Il livello regionale non è più un perimetro accettabile. Fare rete diventa essenziale perché così si riesce ad incidere su una territorialità più ampia. Invece, spesso, purtroppo abbiamo la sensazione di essere soli. Come mezzogiorno occorrerebbe una maggiore attenzione da parte della politica nazionale. Il gap economico tra Nord e Sud aumenta sempre di più anche per il diverso sviluppo del sistema infrastrutturale. Nel corso degli anni il piano di sviluppo infrastrutturale per il Sud si è riempito solo di parole ma non di fatti concreti e di risorse economiche”; Pasqualino Monti, Presidente Autorità del Sistema Portuale del mare di Sicilia Occidentale (Palermo) ha detto che: “Purtroppo a livello nazionale non si ha ancora un’idea precisa di come agire nei confronti di un sistema in continua crescita. Ad esempio, si fa riferimento ad un codice degli appalti buono per gli anni passati, lungaggini e complicanze eccessive per qualsiasi autorizzazione. Bisogna trovare un metodo per dare risposte immediate a tutte le procedure necessarie allo sviluppo”; Pietro Spirito, Presidente Autorità del Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale (Napoli) ha precisato che “Il futuro è la creazione di un sistema di reti nel senso più ampio del termine, cioè non solo i trasporti ma tutto quello che riguarda i collegamenti, a partire dai cablaggi per le linee Internet. Altri lo stanno rapidamente facendo. Noi siamo molto indietro. Inoltre, come fattori negativi ci sono poca industria e scarsa internazionalizzazione. Questo comporta movimenti molto piccoli. Gli investimenti che dobbiamo fare non devono essere sbagliati, frammentati e tardivi. Il campanilismo è uno dei mali da cui dobbiamo guarire. Dobbiamo mettere le risorse dove è necessario. Inoltre è fondamentale la semplificazione amministrativa. Per quel che riguarda le Zes, ad esempio, che aveva come compito dal un lato quello di dare incentivi agli imprenditori e dall’altro semplificare, prevede 32 procedure per completare l’iter. In Europa ne occorre una sola”; Andrea Annunziata, Presidente Autorità del Sistema Portuale del mare di Sicilia Orientale (Catania – Augusta): “Se avviamo le infrastrutture adeguate, se le Zes portano avanti l’obiettivo per cui sono nate, siamo in grado di essere utili all’economia della nostra Regione. Se mettiamo in azione le nostre potenzialità, noi voliamo”;
Roberto Isidori, Direttore Marittimo della Sicilia Occidentale e Comandante della Capitaneria di Porto di Palermo ha posto l’accento sul fatto che “La nave è il perno principale della Blue Economy che equivale a ben 2 punti percentuali del Pil nazionale. Tutti i parametri del trasporto marittimo sono in continua crescita. Esiste un sistema Paese che riguarda i porti anche se i problemi ci sono com’è naturale che sia. E il porto si deve connettere per rendere fluido il traffico di persone e di merci. Le Capitanerie sono parte attiva di questo sistema. Fare sistema significa farlo anche attraverso sistemi normativi in particolare anche con strumenti telematici che consentono una forte riduzione dei tempi”.
Al termine della seconda sessione è intervenuto l’assessore regionale ai Trasporti Marco Falcone che, dopo avere portato i saluti del Presidente Nello Musumeci, assente “per impegni istituzionali già programmati”, ha detto: “L’economia passa dalle infrastrutture. Quelle marittime rappresentano una grande occasione di sviluppo economico. Oggi abbiamo un’esigenza, indirizzare le risorse in maniera intelligente perché le autostrade del mare possono essere uno strumento funzionale all’economia, dall’altro possono contribuire alla sicurezza e al rispetto dell’ambiente riducendo il traffico stradale. Le autorità portuali possono svolgere una grande funzione ma se riusciremo a creare una rete adeguata potranno realmente strumenti di crescita economia. Lo stesso deve accadere con gli aeroporti”.
Nel pomeriggio, moderati dal giornalista Nino Amadore, ci sono stati gli interventi di Rodolfo De Dominicis, Presidente Uirnet: “Il tema dei grandi corridoi ferroviari europei legati all’Italia è importante. Se colleghiamo due porti con un corridoio, anche se lontani tra loro, ad esempio Palermo e Genova, facciamo scattare importanti sinergie. Se questo non si fa questo tipo di collegamento il Nord andrà sempre meglio, attraendo investitori, e il Sud sempre peggio, perché non sarà attrattivo di alcun investimento.”; Filippo Palazzo, Responsabile Progetti Palermo della Direzione Investimenti RFI: “Lo sviluppo delle reti ferroviarie rappresenta un fattore strategico per una mobilità integrata e sostenibile, e ne è prova il Piano Industriale elaborato dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane per il 2019-2023. Tra gli obiettivi di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) c’è anche quello di integrare il ferro con le altre modalità di trasporto, e rendere le stazioni hub della mobilità e dei servizi, in connessione con porti e aeroporti. In questo scenario, la rete ferroviaria rappresenta la spina dorsale del sistema di mobilità integrata del futuro”; Enrico Maria Pujia, Direttore Generale per il Trasporto e le Infrastrutture Ferroviarie: E’mancata una pianificazione dei trasporti, in particolare nel Sud. Gioia Tauro aveva grosse chances ma non ha potuto usufruire di strutture di contorno adeguate. E’ necessario pensare ad una nuova strategia che, in previsione dell’apertura dei corridoi europei, ripensi completamente ad un sistema dei trasporti integrato in cui la logistica assuma un ruolo primario.; Francesco Russo, Ordinario di ingegneria e economia dei trasporti presso l’Università degli Studi di Reggio Calabria “Va innanzitutto richiamata una forte attenzione sulla situazione attuale della rete trans-europea dei trasporti (TEN) e della rete trans-mediterranea dei trasporti (TMN) notando come sia stata avviata in questi giorni la revisione della TEN, anticipando di 2 anni quanto programmato. Bisogna notare come sia in ritardo lo sviluppo della TEN sia come dibattito a livello di Paese per quanto riguarda le sue componenti e le relative priorità – valga ad esempio l’assenza di una proposta reale per l’AV nel Mezzogiorno- sia per la mancata definizione dei punti di connessione della TEN con la TMN. Stante il ruolo centrale di cerniera tra i due sistemi che gioca l’Italia il ritardo si evidenzia anche nella assoluta mancanza di spinta propulsiva di Roma nelle sedi decisionali europee. Bisogna, andando ad un maggior dettaglio, esaminare il ruolo della rete ferroviaria italiana per il trasporto delle merci nell’ambito dei corridoi europei della TEN, e in particolare del corridoio Scan-Med. È evidente l’importanza che la rete ferroviaria ha per raggiungere i mercati economici più importanti dell’UE. Si rileva che confrontando tempi e costi per arrivare nel centro Europa dai porti del Nord (Rotterdam, Antwerp) o dai porti italiani del Sud (Augusta, Gioia Tauro, Bari, Salerno) emerge un forte vantaggio per i porti del Sud. Questo vantaggio viene ad essere cancellato per due ordini di motivi: mancanza di connessioni ferroviarie di ultimo miglio tra porti e rete ferroviaria, sagome limitate e lunghezza treno ridotta rispetto agli standard europei, nello specifico a quelli francesi e tedeschi che si avviano ad operare treni da 1000 metri. Bisogna infine porre l’attenzione sul ruolo centrale che i porti svolgono come testate dei corridoi multimodali e come a fronte di una riforma della portualità particolarmente avanzata, fatta nel 2016, che ha dato la possibilità di competere con i grandi sistemi portuali internazionali si sia negli ultimi anni rallentato il passo per vari ordini di motivi. Credo che le Regioni del Sud debbano trovare forme di coordinamento proponendo azioni comuni per il superamento, almeno, dei problemi prima accennati. È utile richiamare che la condivisione tra le Regioni del Sud ha portato oggi a risultati importanti. Penso alla ciclovia della Magna Grecia, promossa dalla Regione Calabria e poi estesa alla Sicilia ed alla Basilicata, oggi in fase di progettazione, o alla ciclovia dell’Acquedotto Pugliese che mette assieme Campania, Puglia e Basilicata. Penso alla attivazione delle Zone Economiche Speciali (ZES) proposta con una legge del 2015 dalla Regione Calabria e poi estesa a tutte le regioni del Mezzogiorno. Il 2020 sarà un anno particolarmente importante perché si assumeranno decisioni cruciali per le reti europee TEN, solo una partecipazione coordinata e decisa delle Regioni del Sud potrà imporre a Roma ed a Bruxelles la soluzione di problemi cruciali del corridoio a partire dalla sagoma, dall’ultimo miglio, dalla lunghezza treno. La soluzione è importante sia per lo sviluppo del Mezzogiorno, sia per il potenziamento delle relazioni economiche con i Paesi della sponda Sud per fare diventare il Mediterraneo un mare di pace”; Ennio Cascetta, Amministratore Unico di RAM Logistica, Infrastrutture e Trasporti, Società in house del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha affermato: “Rilanciare le regioni del Sud in un quadro di sviluppo è possibile solo attraverso un forte miglioramento dei collegamenti che passa in primo luogo attraverso il monitoraggio ‘feroce’ della spesa e il tiraggio delle stazioni appaltanti per le infrastrutture strategiche del Mezzogiorno. In pratica si tratta di fare in modo che i finanziamenti notevoli che già ci sono si trasformino rapidamente in cantieri. Si parla di circa 60 miliardi di euro che significa mettere in campo lavoro per oltre centoventimila persone in dieci anni, sarebbe come riuscire a dare lavoro a dieci ILVA, o più di quattro FCA. Gli investimenti già finanziati riguardano tutti i settori strategici per la crescita. In primo luogo le ferrovie con la Napoli Bari, Catania Palermo, e i corridoi ferroviari a standard europei (TEM) fino a Taranto e Gioia Tauro, strade e autostrade con la SS 106 Jonica, la Salerno-Potenza-Matera-Bari, la A19 Palermo Catania, l’autostrada Ragusa Catania oltre le necessarie opere di manutenzione straordinarie oggi carenti. I porti con la Porta Ovest di Salerno, la piastra portuale di Taranto e Waterfront e nuovo terminal passeggeri del Molo Beverello a Napoli; gli aeroporti con l’allungamento della pista di Catania e l’integrazione con Napoli Capodichino e di Salerno-Pontecagnano. Infine trasporti urbani e metropolitani essenziali per lo sviluppo e per migliorare la qualità della vita dei cittadini e la attrattività economica e turistica delle città. In secondo luogo provvedere ad accelerare i progetti che ancora mancano come la Alata Velocità di Rete (AVR) Salerno Reggio Calabria, l’attraversamento dello stretto di Messina e la Battipaglia-Potenza-Metaponto per esempio ma anche il potenziamento della SS 106 con la project review oltre al raccordo ferroviario del porto di Napoli. Inoltre per colmare più rapidamente i ritardi infrastrutturali che comunque richiederanno tempi di realizzazione medio lunghi è necessario confermare e migliorare la politica degli incentivi ai servizi di trasporto viaggiatori e merci come il ferrobonus e il marebonus. Una proposta innovativa è di avviare immediatamente i servizi ferroviari con standard AV per unire le città senza alta velocità (che soffrono in un deficit di PIL molto significativo) a quelle che la possiedono. Si può fare con un AV Bonus sulla scorta de ferrobonus. Poi è necessario migliorare l’efficienza e l’efficacia del trasporto pubblico locale che al sud sono generalmente insufficienti, come quelle di alcune gestioni aereoportuali, con una maggiore apertura al mercato. Infine ma non certo da ultimo ci vogliono politiche industriali collegate alle infrastrutture intermodali ma che siano collegate alle potenzialità del mezzogiorno. Il progetto delle ZES non riesce a decollare e forse dopo tre anni ha perso l’inerzia necessaria”.
Al termine della seconda sessione sono stati proiettati due video con i messaggi dei sindaci di Bari, Antonio Decaro, e di Taranto, Rinaldo Melucci.
A seguire un dibattito, moderato, sollecitato e provocato dal giornalista Gaetano Pedullà, che ha visto come protagonisti il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il vicepresidente della Regione siciliana e assessore al Bilancio Gaetano Armao. Dibattito durante il quale sono stati affrontati i temi generali dell’economia siciliana e quelli più specifici legati ai trasporti.
Nello specifico, Orlando ha ribadito il cambiamento culturale avvenuto in Sicilia dicendo inoltre: “Quando sento parlare di strumenti come il Patto per il Sud mi preoccupo perché accade fin troppo spesso che quello che viene stanziato alla fine non viene speso. Noi dobbiamo dare incentivi a chi esiste già, dobbiamo darli a chi vuole cominciare un’attività da noi. Per quel che riguarda i porti di Palermo abbiamo risolto una serie di problemi con degli accordi specifici. Abbiamo fatto tutte le opere necessarie. Per lavorare meglio sarebbe il caso di eliminare l’Autonomia che alla fine è diventata una sorta di gabbia che impedisce alla Sicilia di muoversi al meglio. Torniamo ad essere normali.”.
Rispondendo ad una precisa domanda del giornalista, il sindaco Orlando ha detto: “Un progetto di rete dei porti siciliani è credibile solo di fronte ad un cambio culturale. Il punto è avere la capacità di intercettare quello che transita nel Mediterraneo. Ma questo lo devono fare Siracusa e Augusta. Ma la cosa può funzionare solo se si crea un buon collegamento ferroviario tra quest’area e Palermo. Tutto ciò deve stare dentro un sistema serio ed efficiente. Il tema di fondo della dimensione sistemica è poter dialogare con tutti gli attori del settore. Purtroppo fino a pochi anni era impossibile aprire un dialogo costruttivo e, di conseguenza, ragionare sulle cose da fare.”
Armao, dal canto suo, ha affermato che “Lo sviluppo sociale ed economico della Sicilia è purtroppo ancor oggi condizionato dall’insularità e dalla posizione periferica rispetto alle aree centrali del Continente europeo. Tale condizione di insularità, peraltro esplicitata nel dettato dell’art. 174 del TFUE, alla quale, per primo lo Stato non ha posto rimedio mediante forme di compensazione e riequilibrio è causa dell’appesantimento dei costi di trasporto relativi a persone e merci nell’Unione Europea, in particolare da e verso la stessa penisola, dove l’assenza di politiche di continuità territoriale, diminuiscono la competitività delle attività produttive siciliane rispetto alle controparti del nord e complicano la vita ai cittadini negli spostamenti all’interno dello stesso stato. Ma più in generale refluisce sulla competitività dei territori, delle imprese e sulla stessa fruizione dei diritti sociali. Abbiamo richiesto al Governo statale di superare le inerzie che anche l’Unione europea ha contestato e di riconoscere alle isole misure di sostegno finanziario al fine di mitigare lo svantaggio competitivo derivante dai maggior costi delle esportazioni e del reperimento delle materie prime. E’ altresì richiesto all’Europa di riconoscere gli svantaggi strutturali che derivano dalla loro condizione, in termini di mobilità, infrastrutture stradali e ferroviarie e di sostegno alle imprese. Soltanto attraverso la compiuta affermazione delle misure di riequilibrio, la Sicilia, come le altre isole europee, potranno rilanciare le proprie prospettive di crescita. E in questo senso occorre fare sistema non solo per la continuità territoriale, ma anche per la fiscalità di sviluppo.”
Sulle Zes, Armao ha affermato che “Utilizzando l’Autonomia speciale, stiamo azzerando il gettito fiscale diretto verso la Regione per agevolare una serie di importanti vantaggi fiscali che ricadano sul territorio. In questo modo possiamo stimolare la nascita di start up, imprese di giovani e tutto giorno che è innovativo. Avevamo predisposto come Regione di consentire il mantenimento nelle Zes siciliane il vantaggio doganale ma poche ora fa questo progetto è tramontato”.