Operazione Pulizia Fondali Marina Grande

La guardia Costiera in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Sorrento ha organizzato una manifestazione in difesa dell’ambiente e dell’inquinamento marino rimuovendo i materiali inquinanti sui fondali dell’approdo di Marina Grande di Sorrento. Le operazioni di pulizia dei fondali di M. G., inquadrate all’interno di una serie di azioni che l’Assessorato all’Ambiente di Sorrento e la Guardia Costiera di Castellammare di Stabia rappresentata dal C.te Guglielmo Cassone e  dal titolare dell’Ufficio Locale Marittimo di Sorrento Luogotenente Enrico Staiano, hanno portato al recupero di circa 1.2 tonnellate di materiale vario tra cui nasse, cime, tubi in pvc, spezzoni di reti ecc. Le operazioni si sono avvalse della collaborazione tecnica del 2° nucleo subacquei della Guardia Costiera di Napoli con al Comando T.V. (CP) Alessandro Minò, dei militari dell’Ufficio Locale Marittimo di Sorrento, degli operatori dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella e Massa Lubrense, della Protezione Civile di Sorrento e di subacquei della società Futura Mare Diving con sede in Sorrento. Tra gli incontri, spicca l’intervento dell’assessore all’ambiente Luigi Di Prisco, tra i fautori di queste serie d’iniziative che questa mattina in concorso anche con l’Area Marina Protetta di Punta Campanella hanno valorizzato l’approdo di Marina Grande, tappa di molti visitatori.  Particolare attenzione è rivolta infine alla partecipazione di alcuni esponenti della marineria locale che hanno contribuito con alcune lance a remi al recupero del materiale. Quest’ultimo è stato conferito alla Ditta Penisola Verde che gestisce il ciclo dei rifiuti di Sorrento per il successivo smaltimento.

Parte da Venezia il primo treno per Rotterdam carico di patate da Israele

E’ partito dal Porto di Venezia il primo treno “pilota” del “Fresh Fruit Corridors” che vede impegnata l’Autorità Portuale di Venezia, lo spedizioniere VLS Veneta Lombarda Srl e l’operatore ferroviario Rail Cargo Austria nella realizzazione della prima catena logistica per i container reefer (refrigerati) e le merci deperibili destinate ai mercati europei. Un sistema interamente intermodale che fonde assieme nave e treno, cofinanziato dall’Unione Europea (programma CEF Trasporti) con 10 milioni di euro (di cui 1.5 milini investiti a Venezia) con l’obiettivo di sostenere, sperimentare e implementare servizi di trasporto veloce per i prodotti agri-food (alimentari freschi) provenienti da Israele-Giordania-Palestina. Sono sbarcati a Venezia, infatti, i primi 30 containers refrigerati contenenti patate provenienti da Israele e giunte in banchina via nave. Dopo i controlli fito-sanitari e le formalità doganali di transito, nella stessa giornata sono stati instradati via ferrovia e spediti a Rotterdam su un treno a temperatura controllata, la vera innovazione del progetto. L’intera operazione si è svolta in sole 32 ore (da Venezia a Rotterdam) consentendo un risparmio complessivo per le merci di oltre 5 giorni rispetto al normale viaggio via nave e garantendo un monitoraggio costante del tragitto, della temperatura e quindi della catena del freddo, lungo tutto il percorso grazie all’innovativo sistema di monitoraggio da remoto. Andrea Cosentino, general manager di VLS Veneta Lombarda srl ha dichiarato “La prima prova di questo progetto pilota è stata soddisfacente, era un test importante e tutto ha funzionato a dovere; in meno di 8 giorni è stato consegnato il prodotto fresco da origine a destino con l’utilizzo dell’intermodalità nave/treno, con il mantenimento costante della catena del freddo ed il monitoraggio costante da remoto per tutto la durata del trasporto. Le strutture del Porto di Venezia e tutte la parti coinvolte, sia private che pubbliche, hanno dimostrato di saper organizzare e svolgere in tempi certi un’operazione decisamente complessa ed innovativa, ed a loro va il nostro ringraziamento. Adesso siamo pronti per i prossimi viaggi”. “Eravamo abituati a ricevere i treni da Rotterdam ora siamo noi a spedire loro la merce alimentando i mercati europei del Nord Europa da sud così come auspica l’Unione Europea, un successo che ci rende particolarmente orgogliosi” ha chiosato il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa.

Salerno, dal Cipe via libera alla riqualificazione del Manfredi

E’ stato approvato dal CIPE il Progetto da 6,6 milioni di euro per la Riqualificazione del Molo Manfredi di Salerno, un intervento volto a completare l’assetto delle importanti trasformazioni urbane in corso nell’area che si appresta a diventare la nuova porta a mare della città di Salerno. Dopo la recente inaugurazione della nuova Stazione Marittima, progettata dall’architetto Zaha Adid, ed il prossimo completamento del Crescent e di Piazza della Libertà, l’area del Molo Manfredi, acquisisce, nelle logiche di sviluppo territoriale poste in essere dall’Autorità Portuale e dal Comune di Salerno, una rinnovata centralità che va ben al di là di quelle ascrivibili alle sole dinamiche portuali. La Stazione Marittima, il progetto di riqualificazione del Molo Manfredi ed il futuro ulteriore prolungamento dello stesso fino al Molo di sopraflutto, previsto nel nuovo Piano Regolatore del Porto, con un conseguente allungamento per oltre un chilometro del Lungomare, hanno la finalità di sviluppare il comparto della crocieristica mediante la predisposizione di una banchina interamente dedicata all’accoglienza delle navi da crociera, in modo tale da offrire l’accesso, al Porto di Salerno, nel circuito degli scali crocieristici più esclusivi del Mediterraneo ed alle opportunità di sviluppo che da esso deriveranno. L’area si appresta ad ospitare, per adesso, infatti, fino a 150 navi da crociera all’anno per un totale di circa 500.000 crocieristi, ponendosi dunque come il trait d’union tra il mare e la terra ferma, tra il nuovo Polo Crocieristico ed il centro storico. Il cuore dell’intervento di riqualificazione del Molo è l’area che si dispiega tra la Stazione Marittima e l’ingresso del Porto, attualmente destinata prevalentemente a parcheggio. Il progetto, realizzato dallo Studio Archteam Adinolfi Associati, ricerca la massima armonia con le nuove opere, di cui si leggono gli elementi chiave, e, contemporaneamente, raccoglie e valorizza le tracce del passato del Molo Manfredi, ancora leggibili sul “palinsesto territoriale”, come gli atavici percorsi carrabili in basalto, al fine di far riaffiorare in superficie le vecchie identità che raccontano il genius loci dell’area per accostarle alle nuove identità che nell’intorno si stanno inserendo. Il nuovo spazio, che si integra con gli elementi progettati dal Comune di Salerno ed in corso di ultimazione, è concepito come un ambiente in cui l’utente possa sentirsi a proprio agio ma che contemporaneamente possa essere letto con facilità al fine di indirizzare i flussi turistici senza destare disorientamenti o confusione. L’organizzazione dell’area è stata immaginata nell’ottica della flessibilità ed atta a favorire la convivenza tra i vecchi ed i nuovi usi previsti. A tale scopo, parte dell’area ospiterà uno spazio espositivo permanente finalizzato alla promozione della ceramica locale quale prodotto d’eccellenza e rappresentante l’artigianato locale, mentre l’impostazione dell’intero spazio sarà tale da consentire la localizzazione di strutture per eventi e manifestazioni attinenti il rapporto tra la città e il mare. Il progetto prevede altresì l’inserimento di “Ombre d’Artista”, aree d’ombra mediante l’impiego di installazioni amovibili al fine di creare zone protette ed ombreggiate fruibili dai turisti diretti verso la città e dai salernitani a passeggio in un’altra oasi urbana. Le installazioni fungeranno da piccole folies visibili da più punti di vista e da diverse distanze, che si collocano a ridosso dei percorsi preferenziali verso i diversi punti di interesse della città.

I grandi yacht diventano gli alleati dei beni artistici italiani

Federagenti lancia la sfida per attingere dalla nautica di élite risorse per il Sistema Italia
Una propensione, quando lo yacht sul quale vanno per mare è ormeggiato in un porto turistico, a spendere dai 15 ai 20.000 euro al giorno. Grandi nomi della finanza internazionale, magnati russi, super-ricchi del sud est asiatico, emiri e sceicchi… Questo l’identikit di un turista del tutto particolare che potrebbe diventare il miglior alleato dei beni artistici e culturali italiani. L’idea che si è tramutata a Porto Cervo in un progetto è venuta ai vertici di Federagenti, la Federazione degli agenti marittimi, che rappresentano nei porti italiani le barche da super-ricchi e che hanno deciso di lanciare una campagna in escalation. Primo. Far conoscere a questa clientela del turismo top i principali siti e le principali bellezze del patrimonio artistico italiano. Secondo. Favorirne la fruizione anche attraverso viste (superpagate) in orari non convenzionali. Terzo. Stimolare la fantasia di questa utenza nella prospettiva di operazioni di sponsorizzazione e di supporto. Per lanciare questa campagna, che rappresenta una svolta nello sviluppo dei territori e nell’approccio alla grande nautica da diporto, Federagenti Yacht si è affidata a Vittorio Sgarbi che, intervenendo oggi a Porto Cervo alla seconda edizione del Forum del lusso possibile, ha spazzato via una serie di luoghi comuni che hanno provocato nel recente passato grandi danni all’economia anche in merito alla fruizione dei beni culturali del paese e allo sfruttamento del turismo di alta gamma. Nel corso del convegno, al quale hanno partecipato per Federagenti, il presidente Michele Pappalardo e il presidente della sezione Yacht, Giovanni Gasparini, il presidente di Nautica Italiana, Lamberto Tacoli e quello di Cna produzione, Gaetano Bergami, sono stati anche illustrati dati che evidenziano un’opportunità unica e probabilmente irripetibile per il sistema Italia. In un Mediterraneo sempre piú stretto in cui la crisi geo-politica ha messo fuori gioco gran parte dei paesi tradizionalmente “nautici”, si configura un’opportunità unica, già testimoniata da flussi turistici in forte crescita e dalla previsione di una stagione estiva di netto rilancio. Ma l’opportunità (che l’assessore all’Industria della Regione Sardegna, Maria Grazia Piras, ha annunciato di voler cogliere attraverso il varo di tutta una serie di provvedimenti che attribuiscono priorità assoluta alla nautica, all’agroalimentare e all’Italia) è provata dai numeri presentati al Forum di oggi: il numero dei super-ricchi – come sottolineato dal presidente di Nautica Italiana, Lamberto Tacoli – sta crescendo in particolare in Europa; l’Italia, che è leader nella costruzione dei mega yacht (il 42% negli ordini mondiali), è in condizione di sfruttare la crescita di questo mercato (5973 barche nel 2030 contro le 5113 di oggi); il 56% di questi mega yacht ambisce a stazionare nel Mediterraneo durante l’inverno e il 70% di questa flotta naviga nel Mediterraneo in estate. 6600 sono state le soste nel 2015 in porti italiani.  L’industria mondiale degli yacht contribuisce per 24 miliardi al Pil dell’industria del lusso in Italia per 2,5 miliardi al Pil nazionale con 13.000 occupati diretti. Un maxi yacht dai 30 ai 60 metri spende 2,3 milioni all’anno e questa spesa balza a 6,7 milioni per le imbarcazioni di lusso sopra gli 80 metri. E – secondo gli agenti marittimi italiani che attraverso la loro Federazione hanno voluto lanciare il nuovo guanto di sfida – è venuto il momento di cambiare passo. Diventando elemento di raccordo sempre più pesante e convinto fra  porto  e territorio. E i beni culturali sono nel mirino. Come?  Favorendo la conoscenza delle risorse artistiche e archeologiche presso la clientela top dei grandi Yacht e trasformando questa clientela al tempo stesso in testimonial e supporter (anche attraverso sponsorizzazioni mirate) del sistema Italia.

Genova, gli Ormeggiatori presentano lo Shore Tension Mooring System

Per la prima volta in Italia, a Genova, nel bacino portuale di Pra’, viene introdotto l’utilizzo dell’innovativo Shore Tension Mooring System (STMS), un adeguamento tecnologico delle modalità operative del servizio erogato dagli ormeggiatori. Lo STMS, nato e sviluppato a Rotterdam da KRVE (ormeggiatori Olandesi), si sta diffondendo nei più’ moderni terminal nel mondo, soprattutto quelli destinati alle Ultra Large Container Vessel, che più sollecitano gli ormeggi ai fini del sicuro stazionamento in banchina. Lo STMS, è una sorta di pistone ammortizzatore oleodinamico, che ad ogni operazione viene collocato in banchina in posizione opportuna dagli ormeggiatori, collegato con la nave sia a prua sia a poppa, attraverso un cavo e messo in tensione con carichi di lavoro tarati sul bollard pool delle bitte di ciascuna nave. Così ormeggiata, la nave può giovarsi della ulteriore tenuta dei cavi STMS che si allunga e si ritira in base alle sollecitazioni che riceve. In questo modo, la nave rimane ormeggiata stabilmente in tutta sicurezza, evitando che i cavi di ormeggio rischino di rompersi a causa di picchi di tensione per vento o onde di risacca troppo forti. Ancora più importante è il monitoraggio che STMS consente di ottenere: infatti attraverso l’unità di controllo wireless di cui è dotato, viene registrato e trasmesso in remoto lo stress cui sono sottoposti la nave ed i relativi cavi di ormeggio, consentendo di provvedere tempestivamente, ed adottare le misure del caso al personale dei servizi tecnico-nautici coordinati dalla Capitaneria di porto, al fine di prevenire gli effetti di eventuali situazioni critiche. Importante rilevare anche che, dal punto di vista energetico, i STMS non richiedono alimentazione esterna. Il movimento del cilindro è di tipo idraulico, mentre l’unità di controllo wireless è autoalimentata da un pannello fotovoltaico. Il Gruppo Antichi Ormeggiatori, che ha sostenuto l’investimento, può ad oggi contare su due ormeggi dotati di questa innovativa tecnologia, entrambi dedicati all’ambito portuale di Pra.

MSC, IX Crociere della Musica Napoletana

È stata presentata, presso l’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli, la IX Edizione della Crociera della Musica Napoletana, il convegno itinerante nel Mediterraneo dedicato alla valorizzazione delle più pregiate eccellenze artistiche del patrimonio culturale napoletano, organizzato da Scoop Travel a bordo delle navi della MSC Crociere. L’iniziativa nasce come “esempio di turismo emozionale ed esperienziale ideato e realizzato da cittadini privati che, senza alcun intervento pubblico, offrono a residenti e crocieristi un esempio di conversione di contenuti identitari condivisi in prodotto turistico”. La nona edizione si svolgerà dal 26 settembre al 3 ottobre a bordo di MSC Poesia, con partenza da Napoli e itinerario attraverso Messina, La Valletta, Palma di Maiorca, Barcellona, Marsiglia e Genova. Punta di diamante del cast artistico sarà Sal da Vinci, un figlio della Napoli verace nato sul palcoscenico che è divenuto un artista di livello internazionale. Nel suo curriculum si contano un podio al Festival di Sanremo, successi teatrali, una lunga serie di concerti in Italia e all’Estero e naturalmente la partecipazione alla quinta edizione della Crociera della Musica Napoletana. Ad esibirsi nel corso della settimana di navigazione, il talento cristallino di Francesca Marini, artista poliedrica dalla voce calda e coinvolgente, in grado di spaziare dalla canzone classica napoletana alle grandi arie della musica lirica, e Massimo Masiello, attore, cantante e showman che vanta una carriera teatrale di spessore e qualità assoluta. Insomma, per questa nona edizione abbiamo puntato ancora una volta sui grandi talenti che esprime la nostra città. A curare la parte culturale, uno degli scrittori del sud attualmente più quotati: il meridionalista Pino Aprile, i cui saggi sulla controstoria del Risorgimento e le origini della questione meridionale sono diventati best-sellers ed hanno finalmente portato all’attenzione dell’opinione pubblica le verità storiche sull’Unità d’Italia e la dissoluzione del Regno delle Due Sicilie. Non mancheranno naturalmente le attività di contorno, come la “posteggia” napoletana nei saloni della nave a cura de I Villanova (Angelo Coraggio e Gianni Pignalosa), i corsi e le estemporanee di pittura curata dai Maestri Cuono Gaglione ed Enzo Ruju, gli scambi culturali e musicali nelle città toccate dalla crociera, dove il cast artistico sarà ricevuto dalle autorità e dagli artisti locali in incontri atti a suggellare l’amicizia e la cooperazione tra i popoli mediterranei, le loro tradizioni culturali e le loro economie a matrice turistica. “Nei territori ricchi di risorse endogene ma poveri di capitali pubblici – dichiara Francesco Spinosa, ideatore dell’iniziativa – è possibile sviluppare un’impresa identitaria a basso costo puntando semplicemente su quanto si ha già a disposizione. È sufficiente valorizzare le produzioni locali ed investire un minimo di capitali in comunicazione per espandersi su nuovi mercati. Anche l’industria turistica, avendo a disposizione una materia prima a costo zero come il patrimonio culturale e artistico, può risultare un eccellente collante per lo sviluppo economico territoriale, così come la partecipazione attiva della cittadinanza può agevolare le politiche degli enti locali e sopperire alla cronica mancanza di soldi pubblici. Possiamo dire, con un pizzico di presunzione, che da questo punto di vista, la Crociera della Musica Napoletana è stata probabilmente la prima iniziativa nazionale a fondarsi su questi concetti, offrendo per la prima volta un esempio di turismo esperienziale ed educativo ai suoi fruitori”.
“Per il nono anno consecutivo ospitiamo la Crociera della musica napoletana dedicata a uno degli aspetti più distintivi della cultura partenopea. Rendiamo omaggio a una città da sempre cruciale nella tradizione e nei piani strategici della Compagnia”, afferma Francesco Manco, area manager Sud Italia di MSC Crociere. “Napoli rimane un hub strategico per la Compagnia, che nel capoluogo partenopeo assicura per tutta l’estate la presenza fissa di MSC Fantasia e MSC Poesia”.

Ormeggiatori del porto di Napoli, Esposito riconfermato alla presidenza

Mario Esposito è stato riconfermato presidente del Gruppo Ormeggiatori e Barcaioli del porto di Napoli. Nelle votazioni per il rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2016-19 ha ottenuto 25 preferenze su 31 votanti. Riconferma anche per il vice presidente Raimondo Buono. Nato nel 1976, Esposito entra nel gruppo nel 1997 dove ha ricoperto anche il ruolo di consigliere (per sei anni) e vice capogruppo (per quattro anni).“L’obiettivo del Gruppo – ha affermato il presidente degli ormeggiatori napoletani – è garantire la piena sicurezza delle operazioni portuali”. Un ruolo di cerniera tra banchina e mare che viene garantito non solo da una flotta in grado di coprire tutti i servizi di competenza. “Con un piano di modernizzazione avviato negli ultimi anni abbiamo investito anche nei mezzi terrestri e, soprattutto, nel potenziamento della sala operativa, vero e proprio cervello operativo per le unità in acqua”. “Oltre alle normali attrezzature (VHF, Ricevitore Navtex, sistemi di cartografia) – continua Esposito – siamo infatti tra i pochissimi in Italia a disporre di una stazione meteorologica, per il rilevamento dei dati del vento, della pioggia, della temperatura, dell’umidità e della pressione atmosferica in tempo reale, collegata con l’università Federico II che assorbe i nostri dati li certifica e li gestisce”.  Ma, “è l’elemento umano a fare la differenza”. “L’ormeggiatore/barcaiolo – conclude – è una figura professionale che affonda le sue antiche radici nell’arte marinaresca, ed oggi vanta una professionalità marittima-portuale proiettata verso il futuro”.

Logistica in Campania e mobilità nel napoletano spiegati in due studi

Punti critici, ma anche potenzialità, soprattutto di sviluppo: è quanto emerge dagli studi dell’Unione industriali di Napoli e della Svimez, con il contributo della Camera di Commercio di Napoli, presentati a Palazzo Partanna nel corso di una conferenza stampa. Una fotografia dello stato del settore della logistica in Campania e della mobilità nella provincia di Napoli. Un’istantanea dell’esistente, per capire, partendo da quello che già c’è, cosa finora non ha funzionato affinché il comparto possa trasformarsi in leva per lo sviluppo territoriale. Sul fronte della logistica, la ricerca è stata articolata in due parti.  Nella prima sono stati evidenziati  limiti e criticità del sistema logistico, alla luce degli interventi auspicabili. E’ il caso, ad esempio, dell’interramento del collegamento ferroviario dal Porto di Napoli all’interporto di Nola, un’opzione già avanzata dagli addetti ai lavori e rilanciata nello studio. Allo stato attuale, stando all’indagine, l’intervento rappresenterebbe un modo per evitare di congestionare il traffico ferroviario fornendo un modello di infrastruttura in grado di incrementare il trasporto merci. “La logistica è un nodo perenne da sciogliere. Per una Regione come la Campania, che ha enormi ipotesi di soluzione, questi ultimi anni sono stati di arretramento, soprattutto gestionale della logistica esistente, una crisi finanziaria, progettuale e organizzativa,” ha spiegato il presidente dello Svimez, Adriano Giannola. Con  due porti (Napoli e Salerno), un aeroporto e due interporti, praticamente gli unici del Sud Italia, non mancano le opportunità. Una volta realizzata la tratta Alta capacità Napoli-Bari, i due interporti potrebbero favorire un maggiore utilizzo del trasporto merci che veda insieme mare, gomma e ferro, così da proporsi come protagonisti per i traffici merci aggiuntivi in vista dell’ampliamento del Canale di Suez. Su questo punto Guglielmo Pettrone, commissario straordinario della Camera di Commercio, ha evidenziato la necessità di rilanciare  “il ruolo dei porti, in particolare quello di Napoli che con la retroportualità di Napoli Est e il supporto operativo e logistico del sistema interportuale a ridosso della città, assumerebbe un ruolo strategico per l’economia locale e regionale”. “Il sistema camerale – ha aggiunto – può qualificarsi come attore in grado di arginare i conflitti potenzialmente emergenti fra i diversi interessi in gioco, contribuendo a costruire quel consenso indispensabile affinché le iniziative legate alla City Logistics possano essere realizzate in tempi ragionevoli ed in modo più efficace ed efficiente possibile”. Il rapporto sulla mobilità dell’area metropolitana di Napoli, invece, ha come orizzonte temporale il 2020. Dall’analisi complessiva emerge un ammontare, per realizzare tutte le opere previste, pari a 13 miliardi e 938 milioni di euro, a fronte del quale vi è una disponibilità di 7 miliardi e 784 milioni, pari al 55,48% del totale. Stando al rapporto, il fabbisogno residuo per portare a termine le opere, è di 6 miliardi e 154 milioni di euro, di cui solo 526 milioni programmati a diverso titolo. Mentre i ricercatori stilavano il rapporto, è però intervenuta la stipula del Patto per la Campania tra Governo e Regione, relativo anche ad alcune delle opere prese in considerazione nello studio. Così emergono differenze in relazione ai costi e al fabbisogno in termini economici per la realizzazione delle infrastrutture prese in esame.  Stando al rapporto, dalla comparazione delle due analisi, riferite alle stesse opere infrastrutturali – quella relativa allo studio e quella del Patto – salta fuori una differenza, calcolata nel breve periodo, “nella stima del fabbisogno residuo”. Per il Rapporto è di 1 miliardo e 397 milioni, per il Patto per la Campania è di 383 milioni di euro. Dunque, il fabbisogno complessivo, inizialmente calcolato in 6 miliari e 154 milioni, risulta essere, dopo il Patto per la Campania, a 5 miliardi e 140 milioni. “L’infrastrutturazione del territorio, intesa in senso lato, come realizzazione di nuove opere, ma anche come coordinamento delle strutture esistenti e ottimizzazione della logistica, ovvero dei flussi materiali e immateriali relative alle imprese e alle loro produzioni – ha concluso Ambrogio Prezioso, presidente dell’Unione degli Industriali di Napoli – è l’anello di congiunzione che può innervare lo sviluppo”. “Ci troviamo di fronte a grandi opere pubbliche che consentirebbero di integrare maggiormente il territorio, di velocizzare le vie di comunicazione verso l’esterno e l’interno, di rendere più vivibile l’operatività quotidiana di cittadini e imprese – ha detto Prezioso – Queste opere, tuttavia, al momento presentano i contorni di una scommessa. Spesso le risorse sono disponibili soltanto in parte e, anche dove i fondi sono stati stanziati, i lavori non sono partiti o hanno uno stato di avanzamento ridottissimo”.
 

Sicurezza in mare e pesatura container, dal 1 luglio cambia la norma

Il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Vincenzo Melone, ha firmato il decreto dirigenziale che  detta, dal 1° luglio 2016, i criteri e le norme tecniche di applicazione dei nuovi emendamenti SOLAS relativi alla sicurezza della navigazione in mare e delle navi adibite a trasporto dei container. Il decreto  prevede un adeguato periodo transitorio fino al 30 giugno 2017, finalizzato ad una graduale implementazione dei processi di pesatura e definendo, per questo periodo, un limite massimo di errore nella prima pesatura pari a 500 chilogrammi. A seguito, infatti, di numerosi incidenti che hanno coinvolto navi adibite al trasporto di contenitori a causa della mancanza di un dato certo relativo al peso degli stessi, il Comitato Sicurezza Marittima (MSC), riunito nella sessione n° 94 dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) ha adottato la Risoluzione MSC. 380 (94) del 21/11/2014, che ha apportato nuovi emendamenti alla Convenzione internazionale sulla “Salvaguardia della Vita umana in mare (SOLAS 74), sul tema della determinazione della “massa lorda verificata del contenitore”. Dal 1° luglio 2016 entreranno quindi in vigore gli emendamenti alla Convenzione internazionale che prevedono, tra l’altro, la pesatura obbligatoria dei container, attraverso l’acquisizione della “massa lorda del container verificata” – VGM (Regola VI/2 – Verified Gross Mass), prima dell’imbarco su navi impiegate in viaggi internazionali. In ambito europeo, non essendoci ad oggi una posizione comune, l’Italia ha svolto un ruolo molto attivo nella ricerca di una applicazione armonizzata della norma internazionale e, a tal fine, è in continuo e diretto contatto con le altre amministrazioni europee maggiormente interessate al traffico dei contenitori, quali Olanda, Danimarca, Gran Bretagna. Alla luce di questa attività, e dopo una riunione tenutasi recentemente a Bruxelles, l’Ammiraglio Melone,  Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, quale amministrazione competente ha firmato, oggi, il decreto dirigenziale n. 447/2016 che, nel dettare le norme tecniche di applicazione dei nuovi emendamenti SOLAS, prevede, tra l’altro, un adeguato periodo transitorio finalizzato ad una graduale implementazione dei processi di pesatura, come anche richiesto dalle categorie interessate, relativi agli strumenti di misura utilizzati, automatici o non automatici. Il decreto, tra le altre previsioni, introduce il concetto di tolleranza sui criteri di pesatura dei container, individuando un periodo transitorio fino al 30 giugno 2017, durante il quale per la determinazione della massa lorda verificata del contenitore potranno essere utilizzati anche strumenti diversi da quelli  regolamentari, purché l’errore massimo non sia superiore a due volte e mezzo quello previsto per la stessa tipologia di strumenti approvati e, comunque, che non superi i 500 chilogrammi. Inoltre è stata prevista in sede di controlli e verifiche effettuati dopo la prima pesatura una tolleranza, per ciascun contenitore, pari al 3% della massa lorda verificata. E’ in corso, infine, la predisposizione di una circolare esplicativa e di dettaglio sulle procedure discendenti dall’applicazione del decreto che tratterà, invece, di argomenti specifici.

Porto di Napoli, Delrio: “Entro l’estate il nuovo presidente”

Sbloccati oltre 30 milioni  di finanziamenti per una parte del Grande Progetto
“Con l’approvazione del bilancio consuntivo oltre 30 milioni saranno investiti per iniziare i lavori per le gare già bandite sul sistema fognario, i collegamenti stradali e ferroviari e i reperti archeologici. Prestissimo sarà partirà la gara per gli escavi dei fondali”. È quanto affermato dal ministro Delrio all’uscita dalla riunione del Comitato portuale di Napoli. Si sbloccano così le risorse a disposizione dell’Ap per una parte degli interventi previsti dal Grande Progetto.  Una conclusione positiva dopo le difficoltà degli ultimi mesi dovute alla serie di rinvii per mancanza del numero legale. Una vera e propria situazione di stallo che avrebbe indotto il ministro a partecipare di persona alla riunione di stamani. “Diventa realtà un sogno di molti anni: spendere cioè i fondi del Grande Progetto,” ha spiegato Delrio. “Si tratta di un passo avanti decisivo, per il porto comincia una nuova stagione in cui le cose si realizzano”. Un nuovo corso che dovrebbe significare la fine di un commissariamenti durato più di tre anni. “Il decreto che è parte essenziale della riforma portuale – ha sottolineato il ministro – è in fase di definizione alle camere. In 30-40 giorni sarà espresso il parere delle commissioni. Entro l’estate Napoli avrà un nuovo presidente e una governance semplificata che deve rendere la portualità un elemento di sviluppo e di lavoro. I porti italiani possono crescere molto ma il porto di Napoli deve farlo di più”. Ad accompagnare i lavori del Comitato la presenza nel piazzale antistante l’Ap di un nutrito gruppo di lavoratori dei terminal dello scalo. Priorità del porto, oltre ai finanziamenti per i lavori di adeguamento strutturale, è infatti la critica situazione lavorativa. Entro il 31 luglio scadranno gli ammortizzatori sociali per Conateco e Soteco. Sulla questione, Luigi Merlo, consulente ministeriale per le questioni portuali, aveva già espresso la massima disponibilità a trovare una soluzione condivisa, in occasione di una riunione con la comunità portuale tenuta lo scorso aprile. Nel breve, i rappresentanti sindacali saranno convocati nei prossimi giorni dalla Regione. L’obiettivo è allungare di altri 8 mesi il ricorso alla cassa integrazione.