OLT raggiunge 100 navi al Terminale FSRU Toscana

Livorno, 3 agosto 2020 – Con l’allibo dello scorso 31 luglio 2020, OLT raggiunge le 100 discariche di GNL presso il Terminale FSRU Toscana. Cento carichi ricevuti da tutto il mondo.
Presso il Terminale di OLT, infatti, è arrivato GNL proveniente dai maggiori Paesi esportatori quali: Algeria, Camerun, Egitto, Guinea Equatoriale, Nigeria, Norvegia, Perù, Qatar, Trinidad e Tobago e Stati Uniti, oltre che da altri terminali europei (Spagna, Belgio e Olanda).
Un dato importante a testimonianza del contributo offerto da OLT nel garantire sicurezza e diversificazione dell’approvvigionamento di prodotto. In queste 100 operazioni di allibo sono stati scaricati complessivamente circa 13,8 milioni metri cubi liquidi di GNL.
Dall’ottobre del 2018 Il Terminale FSRU Toscana sta lavorando al 100% della capacità.
“Siamo particolarmente orgogliosi di questo traguardo – ha sottolineato Giovanni Giorgi, Amministratore Delegato di OLT. Un traguardo significativo non tanto per il numero quanto soprattutto per il modo con il quale lo abbiamo raggiunto. Cento operazioni svolte in totale sicurezza e nel pieno rispetto dell’ambiente circostante. Questo grazie alla professionalità del nostro team, sia di chi lavora in mare ma anche del personale a terra: senza di loro tutto ciò non sarebbe potuto accadere”. “Ovviamente – ha proseguito Maurizio Zangrandi, Amministratore Delegato di OLT – si tratta di un traguardo non di punto di arrivo. Come testimoniato dai risultati raggiunti con le ultime aste pluriennali, le prospettive sono ragionevolmente positive anche per il futuro. Tali risultati ci debbono spronare a rendere questa infrastruttura sempre più competitiva sul mercato, a servizio del Paese e pienamente sostenibile con il territorio nel quale operiamo”.
 

Costa Crociere introduce a bordo nave”Costa Safety Protocol” per la sicurezza di ospiti ed equipaggio

La graduale ripartenza delle crociere, dopo che le autorità competenti avranno dato il via libera, sarà supportata da una serie completa di protocolli sanitari, sviluppati da Costa Crociere in collaborazione con un panel di esperti scientifici indipendenti.
Costa sta anche lavorando per ottenere la certificazione del RINA “Biosafety Trust Certification”, uno schema volontario per i sistemi di gestione volto a prevenire la diffusione delle infezioni.
Genova, 3 agosto 2020 – In attesa dell’autorizzazione finale per la ripartenza delle crociere, Costa Crociere annuncia l’introduzione a bordo delle sue navi del “Costa Safety Protocol“, un nuovo protocollo sanitario progettato appositamente per garantire la migliore esperienza di vacanza con la massima sicurezza. Il “Costa Safety Protocol” è stato sviluppato dalla compagnia italiana con l’aiuto di un gruppo di esperti scientifici indipendenti in sanità pubblica coordinati da V.I.H.T.A.L.I. (Value in Health Technology e Academy for Leadership and Innovation), spin-off dell’Università Cattolica di Roma, ed è conforme alle linee guida sanitarie nazionali e internazionali. Il protocollo include una serie molto ampia di misure e procedure, che coprono ogni aspetto della crociera, compresa la sicurezza dei membri dell’equipaggio quando ritornano a lavorare a bordo, il processo di prenotazione, le operazioni di imbarco e sbarco nei porti, l’esperienza a bordo, le escursioni a terra e l’assistenza medica.
A ulteriore tutela della sicurezza di ospiti ed equipaggio, Costa ha anche avviato l’iter per ottenere la Biosafety Trust Certification del RINA, una certificazione che esamina tutti gli aspetti della vita a bordo – dai servizi alberghieri alle aree di ristorazione, fitness e relax – e verifica la corretta gestione degli aspetti sanitari a seguito di una serie di audit condotti sia sulle navi che a terra.
Come prima cosa, per quanto riguarda l’equipaggio delle navi, Costa sta implementando misure per lo screening preliminare di ciascun dipendente già nel proprio paese di origine, che comprendono due test con tampone per il COVID-19. All’arrivo in Italia gli equipaggi vengono sottoposti a un terzo test con tampone e quelli confermati negativi sono ammessi a bordo nel rispetto di un periodo di “quarantena” di 14 giorni. Durante tutto il periodo di permanenza a bordo, le loro condizioni di salute sono monitorate costantemente con controlli della temperatura effettati ogni giorno e test con tampone ogni 30 giorni.
Relativamente agli ospiti, le misure includono procedure digitali aggiornate, come il check-in e l’autocertificazione medica online, che possono essere eseguite da casa prima della partenza, e un ruolo crescente della tecnologia digitale come, ad esempio, la possibilità di prenotare i servizi di bordo tramite l’app dedicata MyCosta. Prima dell’imbarco sono previsti controlli sanitari ancora più stringenti, con la misurazione della temperatura corporea per tutti gli ospiti, che sarà effettuata anche a ogni uscita e accesso alla nave in tutti i porti di scalo compresi nell’itinerario, e una volta a bordo sarà consentita in ogni momento della giornata grazie a dispositivi elettronici self-service. Il distanziamento fisico sarà rispettato sia nei terminal che durante le escursioni a terra, che sono state ridisegnate con gruppi ristretti di persone e partenze scaglionate, con pullman sanificati prima e dopo ciascun utilizzo.
Anche l’esperienza a bordo sarà regolata dalle nuove procedure, che prevedono in primo luogo la riduzione del numero di ospiti presenti su ogni nave, al fine di garantire un’adeguata distanza ed evitare assembramenti. L’uso delle mascherine sarà obbligatorio negli ambienti interni, mentre in quelli esterni sarà richiesto in tutte le situazioni in cui non è possibile mantenere il distanziamento fisico, secondo le norme vigenti a terra.
Gli interni e i ponti esterni di ogni nave saranno sottoposti a pulizia e sanificazione più frequenti utilizzando prodotti speciali, così come un numero maggiore di distributori di gel disinfettante per le mani sarà posizionato nei terminal e a bordo. I sistemi di areazione di bordo sono stati dotati di nuovi filtri che assicurano un’efficacia di filtraggio elevata di aria fresca proveniente dall’esterno, minimizzando il ricircolo di quella interna.
Anche i programmi di intrattenimento e la ristorazione saranno riorganizzati in conformità con i nuovi standard di sicurezza. Ad esempio, l’offerta di intrattenimento è stata modificata con spettacoli riproposti più volte durante il giorno per piccoli gruppi di persone, mentre nei ristoranti non sarà più disponibile il “self service” ma tutti i pasti saranno serviti dal personale Costa.
A bordo l’assistenza medica sarà garantita 24 ore su 24 per tutti gli ospiti e l’equipaggio. Il personale medico delle navi è stato dotato di kit di test con tempone e dispositivi diagnostici autorizzati dall’Unione Europea per la valutazione immediata dei casi sospetti di COVID-19, e ha ricevuto adeguata formazione nelle procedure di test e nei metodi di trattamento pertinenti. Insieme alle autorità responsabili, sono stati sviluppati processi dettagliati per facilitare l’assistenza medica, lo sbarco e il rientro sicuri, il più rapidamente possibile, per i pazienti con diagnosi di un caso confermato COVID-19. Le prestazioni mediche relative a sintomi influenzali o riconducibili a difficoltà respiratorie sono gratuite per tutti gli ospiti ed è prevista una copertura assicurativa specifica.
Inoltre, sono stati predisposti per tutto l’equipaggio moduli di formazione specifici relativi al rispetto dei nuovi protocolli sanitari e all’implementazione del sistema di gestione della nave, che rafforzerà ulteriormente le già rigide procedure in atto a bordo della flotta Costa.
Il comitato scientifico che ha contributo alla definizione del “Costa Safety Protocol” è composto da Giancarlo Icardi, Professore ordinario di Igiene, Dipartimento di scienze della salute dell’Università degli studi di Genova; Direttore Centro Interuniversitario di Ricerca sull’Influenza; Direttore UOC di Igiene -Policlinico San Martino, Genova; Roberto Ieraci, Referente scientifico per le vaccinazioni Asl Roma1, già Direttore UOC Vaccinazioni Centro di vaccinazioni internazionali Asl Roma 1; Patrizia Laurenti, Professore Associato di Igiene presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (UCSC); Direttore dell’Unità Operativa Complessa Igiene Ospedaliera, Dipartimento Scienze della salute della donna, del bambino e Sanità Pubblica – Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” IRCCS; membro del Comitato Scientifico per le Infezioni Ospedaliere della FPG-IRCCS; Umberto Moscato, Professore associato di Medicina del Lavoro e Igiene presso l’UCSC e Dirigente medico del Servizio di Igiene Ospedaliera, Dipartimento Scienze della salute della donna, del bambino e di Sanità Pubblica-Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” IRCCS; membro del Comitato Tecnico-Scientifico per le Infezioni Ospedaliere della FPG-IRCCS; Stefano Vella, già Direttore del Centro per la Salute Globale dell’ISS; Adjunct Professor, Global Health, UCSC, Roma; Senior Consultant VIHTALI.
La compagnia provvederà a fornire ampie informazioni sui nuovi protocolli e procedure di sicurezza attraverso il proprio sito web e i canali di comunicazione e commerciali dedicati.
 

Spiagge sempre più piccole, in Campania Il 67,7 % occupate da concessioni balneari

Il 67,7 % occupate da concessioni balneari e oltre il 15 % delle coste interdetto alla balneazione per inquinamento.  Complessivamente sono 3.967 le concessioni demaniali marittime.
Napoli, 4 agosto 2020 – Una regione dove trovare un posto libero dove prendere il sole liberamente e gratuitamente è sempre più difficile, e una volta trovata una spiaggia libera ecco che in alcuni casi sono poste vicino a foci dei fiumi, dove la balneazione è vietata. In Campania complessivamente si può stimare che le sole concessioni relative agli stabilimenti ed ai campeggi superano il 67% di occupazione delle spiagge campane. Ciò significa che solo il 33% del litorale della nostra regione è “free”.
In dettaglio sono 3.967 le concessioni demaniali marittime, di cui 916 sono per stabilimenti balneari, 137 per campeggi, circoli sportivi e complessi turistici, mentre le restanti sono distribuite su vari utilizzi.
A dirlo è il nuovo rapporto Spiagge di Legambiente, che come ogni anno fotografa la situazione e i cambiamenti in corso nelle aree costiere del Belpaese, insieme a Goletta Verde storica campagna dell’associazione ambientalista che monitora la qualità delle acque del mare che arriverà in Campania il 6 agosto.
“Le spiagge rappresentano una straordinaria risorsa del nostro Paese, sia in chiave ambientale che turistica, – dichiara Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- ma anche spazi vissuti da milioni di persone per diversi mesi all’anno. Eppure se ne parla solo per le polemiche, in primis la Bolkestein, senza che vi sia un dibattito all’altezza di queste sfide.
E’ necessario ragionare su come valorizzare queste straordinarie potenzialità e come affrontare i problemi trovando soluzioni innovative, come fanno già molti Paesi europei dove si è scelto di premiare le imprese locali che scommettono sulla qualità e al contempo garantire che una parte maggioritaria delle spiagge sia dedicata alla libera fruizione.
La sfida che vogliamo lanciare ai balneari è di ragionare insieme sul futuro delle spiagge italiane partendo da una lotta ai veri nemici del litorale: l’erosione costiera, il cemento e i cambiamenti climatici. Sono i balneari i primi ad essere interessati ad avere prospettive credibili di lavoro e di sicurezza, ma anche ad isolare quanti compiono abusi e illeciti.
La proposta- conclude il presidente di Legambiente Campania- è di ragionare assieme su regole per garantire un’offerta di qualità e al contempo l’accessibilità dei cittadini, su criteri che premino coloro che scommettono sulla valorizzazione del patrimonio ambientale e su strutture a impatto zero”.
In Italia non esiste una norma nazionale che stabilisca una percentuale massima di spiagge che si possono dare in concessione, tale scelta viene lasciata alle Regioni che il più delle volte optano per percentuali molto basse. La Campania ha imposto un limite minimo (ed irrisorio) del 20% della linea di costa dedicato a spiagge libere.
Una novità dell’ultimo anno, è la crescita dell’attenzione dei cittadini sul tema – con gruppi di cittadini che si organizzano per difendere tratti di costa minacciati – tanto che è stato fondato un Coordinamento nazionale Mare Libero costituito da comitati locali di diverse parti d’ Italia e cominciano a diffondersi anche vere e proprie proteste organizzate, come quella del 18 luglio a Napoli, quando manifestanti con bandiere dei pirati sono arrivati direttamente dal mare, in canoa, contestando la privatizzazione delle spiagge, i prezzi per l’accesso (aumentati dal 20 al 47% rispetto al 2019 sul litorale da Posillipo a Marechiaro) ed i bassissimi canoni che i gestori pagano allo Stato.
Un caso limite è Pozzuoli dove si trovano 11 stabilimenti nell’ arco dei 7,6 km di costa, pari al 47,5% di occupazione, ma ci sono cancellate a bloccare l’ accesso al mare, rendendo di molto inferiore la porzione di costa di libera fruizione. A questi dati occorre aggiungere l’interdizione alla balneazione per l’inquinamento che riguarda quasi due chilometri di costa tra Cuma e il Lido di Licola.
Oltre la spiaggia, il mare. Dove però non sempre è facile fare un bagno in tratti di costa puliti, come emerge dai dati 2020 del portale Acque del Ministero della Salute, elaborati da Legambiente.
Se consideriamo anche i tratti di costa non balneabili per ragioni di inquinamento in Campania un ulteriore 15,5% della costa sabbiosa risulta non fruibile.
In special modo in Sicilia, Calabria e Campania in totale contano circa 73,5 km sui 90 interdetti a livello nazionale; il risultato è che la spiaggia libera e balneabile nel nostro Paese si riduce mediamente al 40%, ma con grandi differenze tra le Regioni.
Sempre più ricco il racconto di esperienze di gestione di qualità nel rapporto di Legambiente. Tra le buone pratiche dell’estate 2020, Legambiente segnala in Campania sulla costa del comune di Eboli dove si trova una fascia pinetata gestita dal circolo di Legambiente Silaris Eboli. Non bisogna confonderla con una semplice spiaggia libera: qui i volontari preservano l’ area con l’obiettivo di conservare la flora tipica della macchia mediterranea e proteggere l’arenile.
Il circolo gestisce, cura e promuove, l’area protetta dunale da più di 10 anni. A Marina di Ascea il Posidonia Beach Club ha ricostruito la duna alle spalle dello stabilimento, spianata da precedenti gestori per realizzare un parcheggio.
Inoltre presenta un impianto fotovoltaico ed un orto in spiaggia che utilizza anche a scopo didattico durante l’autunno o la primavera. A Marina di Camerota i Lidi del Parco è un marchio d’impresa creato dall’Associazione Stabilimenti Balneari Marina di Camerota in partenariato con l’Ente Parco Nazionale del Cilento. Chi ne fa parte attua la raccolta differenziata (avviata in tutte le strutture associate all’ inizio dell’estate 2005), partecipa alle diverse giornate ecologiche per la pulizia dei fondali e delle spiagge .
Un’eccellenza è rappresentata dall’ Oasi dunale – Capaccio Paestum che si trova in corrispondenza della famosa area archeologica, sul litorale pestano, e che occupa una superficie di ben 16 ettari (11 di pineta e 5 di spiaggia) gestita dal circolo di Legambiente Freewheeling di Capaccio-Paestum.
Negli oltre 20 anni di gestione dell’area sono stati sperimentati diversi modelli naturalistici per la cura e la difesa della fascia dunale insieme a professionisti, università e studenti. Diversi i progetti di sensibilizzazione al rispetto dell’ecosistema dunale rivolti a turisti e bagnati che accedono gratuitamente all’ oasi e alla spiaggia.
Radicate le alleanze con altre associazioni e enti per animare e far conoscere l’area che negli anni è diventata una fucina di progetti e scenario di gite, studi, incontri e dibattiti. Dal percorso sensoriale alla macchia mediterranea per non vedenti, la costruzione di passerelle per permettere a tutti la discesa a mare, i campi di volontariato per il supporto estivo, il collegamento con l’area archeologica di Paestum attraverso la cura del percorso degli Argonauti d’intesa con i migranti ospiti sul territorio.
Dum Dum Republic – Capaccio Paestum il Beach club del Cilento che sorge all’ombra dell’area archeologica dei templi di Paestum e da molti anni ha scelto di evitare materiali monouso o di sostituirli dove è necessario, consentendo solo l’utilizzo di materiale biodegradabile e compostabile. L’iniziativa più creativa è la sfida ai clienti a non chiedere la cannuccia, proponendo, per gli aperitivi in riva al mare l’utilizzo di maccheroni di zito per sorseggiare i drinks. La conversione green continua con l’utilizzo di piatti in ceramica per il pranzo, stoviglie di acciaio e l’antica bottiglia di vetro dal fascino retrò a tavola, vassoi di legno e asporto riciclabile oltre che una massiccia campagna sulla raccolta differenziata in spiaggia.
Sempre a Paestum Casa Vacanze Marus,l’unica struttura della Campania del settore, è stata insignita dell’Oscar dell’EcoTurismo 2020 di Legambiente per il particolare impegno profuso nella salvaguardia del territorio e nello specifico della cura e tutela della duna antistante le abitazioni, preservando gli intricati cespuglieti di lentisco e ginepro coccolone e le distese di giglio di mare garantendo così una vacanza tra le bellezze naturali.
 

GNV: presso i Cantieri Visentini è in costruzione nuova nave ro/pax

Prevista un’offerta di 2.564 metri lineari e 80 reefer plugs per rafforzare l’offerta delle Autostrade del Mare
Genova, 4 agosto 2020 – Prosegue il piano di consolidamento ed espansione dei servizi da parte di GNV: dopo l’inserimento in flotta di due unità ro/ro aggiuntive – le motonavi Pauline Russ ed Elizabeth Russ – a supporto della movimentazione del carico da e per la Sicilia durante la stagione estiva, GNV annuncia l’ingresso in flotta di una nuova unità attualmente in costruzione presso i Cantieri Visentini e prevista in consegna nella primavera del 2021.
La nuova nave, una unità ro-pax con GT di circa 32.000 tonnellate e 203 metri di lunghezza, sarà dotata di impianto Scrubber di ultima generazione, in grado di garantire una minimizzazione delle emissioni in atmosfera e svilupperà una velocità di crociera di 24 nodi.
Sarà dotata di servizi di bordo confortevoli e in linea con il posizionamento della Compagnia – tra cui ristorante, self service, bar e 157 cabine – la nave potrà ospitare oltre 1.000 passeggeri.
Aree comuni ampie e caratterizzate da linee semplici ed essenziali, spazi dal design razionale e pensate per rispondere alle esigenze di chi viaggia e di chi lavora a bordo, sono tra gli elementi previsti per il nuovo traghetto. Questa nuova unità – con un’offerta di 2.564 metri lineari e 80 reefer plugs – garantirà un aumento della capacità di stiva impiegata nell’ambito della rete Autostrade del Mare, infrastruttura strategica per il Paese, e consentirà, in alternativa alla movimentazione dei mezzi pesanti sulla stessa tratta stradale, l’abbattimento delle emissioni in atmosfera e dei relativi costi per la collettività, influendo positivamente sull’impatto ambientale complessivo.
GNV, oggi parte del Gruppo MSC, è una delle principali compagnie di navigazione italiane operanti nel settore del cabotaggio e del trasporto passeggeri nel Mar Mediterraneo, con una flotta di 16 navi e 11 collegamenti marittimi internazionali e 7 nazionali da e per Sicilia, Sardegna, Spagna, Tunisia, Marocco, Francia e Albania.

Venezia rilancia la collaborazione Italo -Tedesco

Avviata una collaborazione con il Porto di Amburgo e il CINECA (Consorzio Interuniversitario per il Calcolo Automatico dell’Italia Nord Orientale) nell’ambito di una iniziativa promossa da ITKAM (Camera di Commercio Italiana per la Germania) e Unioncamere Veneto.
Venezia, 4 agosto 2020Ha avuto luogo a Venezia presso la sede dell’Autorità di Sistema Portuale uno dei primi incontri bilaterali italo-tedeschi svolti in presenza dopo il lockdown.
Al tavolo, oltre ai vertici dell’AdSP, il Presidente Unioncamere Veneto Mario Pozza, il Segretario generale ITKAM (Camera di Commercio Italiana per la Germania) Elio Maria Narducci, Il Direttore generale del CINECA (Consorzio Interuniversitario per il Calcolo Automatico dell’Italia Nord Orientale) David Vannozzi, la rappresentante ITKAM a Amburgo e avvocato Sofia Melik Aslanian insieme alla collega Julika Repplinger e il rappresentante ITKAM in Emilia-Romagna Roberto Sammarchi, avvocato a Bologna e Francoforte e Of Counsel per le tecnologie dell’informazione presso lo studio Dolce-Lauda.
I porti come bene pubblico e infrastruttura strategica per lo sviluppo richiedono coordinamento fra enti regolatori e integrazione delle procedure operative, sulla base delle risorse rese disponibili dalle tecnologie. Trasformare il tema gestionale in contenuto informativo interoperabile è sempre più necessario nell’ambito di sistemi complessi come i porti. Basti pensare che il porto di Venezia comprende oltre 75km di linee ferroviarie, la cui gestione e manutenzione, apparentemente estranea alle operazioni marittime, è in realtà uno dei cardini per il buon funzionamento del sistema portuale.
Venezia e Amburgo, in contesti molto diversi dal punto di vista territoriale e ambientale, rappresentano due punti di riferimento per le reti logistiche europee. L’incontro ha consentito di identificare alcune priorità segnalate dall’Autorità di Sistema Portuale di Venezia, che riguardano in particolare l’utilizzo di tecnologie per l’ottimizzazione del carico logistico sostenuto dal Terminal container. Sul tavolo anche il coordinamento con i servizi doganali, la gestione dell’impatto ambientale delle attività portuali, il ruolo dei porti nel quadro delle politiche di approvvigionamento energetico e le azioni in materia di sostenibilità.
Il CINECA, consorzio pubblico dedicato alla tecnologia dell’informazione che comprende l’intero sistema italiano dell’università e della ricerca, ha messo a disposizione le proprie competenze e risorse anche in vista dell’accesso a possibili iniziative europee, riguardo alle quali è tra i maggiori percettori italiani di contributi comunitari. CINECA ha recentemente promosso, nell’ambito del sistema tedesco STEINBEIS, la creazione di un centro di competenza denominato C-DACH (dove “C” rappresenta “CINECA” e “DACH” è la sigla dei territori di lingua tedesca) che ha come scopo l’applicazione e il trasferimento di tecnologia italiana.
L’incontro si è concluso con un appuntamento ad Amburgo dopo la pausa estiva, nel quale approfondire le priorità del grande porto anseatico e i temi della possibile collaborazione, anche nel quadro dei rapporti di amicizia e scambio fra le due città.

DHL, il passaggio alla nuova normalità: come sarà l’industria logistica post Covid-19

DHL Global Forwarding annuncia la pubblicazione del rapporto sulle conseguenze dell’emergenza coronavirus sulle supply chain globali presentando possibili strategie e azioni per la logistica del futuro
Milano, 4 agosto 2020 – DHL e Richard Wilding, Professore di Supply Chain strategy all’Università di Cranfield nel Regno Unito, hanno condotto uno studio sui possibili cambiamenti che coinvolgeranno le supply chain globali a seguito della pandemia. DHL Global Forwarding presenta il rapporto che analizza l’impatto dell’emergenza coronavirus sull’industria logistica, mettendo in luce possibili strategie e azioni per improntare le catene logistiche del futuro e portarle a una ‘nuova normalità’.
“Con le nuove restrizioni e il conseguente sblocco dell’economia in molte zone del mondo, è arrivato il momento di fare una prima analisi retrospettiva sulla resilienza delle supply chain globali”, afferma Katja Busch, Chief Commercial Officer di DHL e Head of DHL Customer Solutions & Innovation. “Per noi, in quanto esperti di logistica, è importante analizzare le sfide e le esperienze di tutti i settori industriali durante questa crisi e immaginare le supply chain del futuro”.
“Noi per primi abbiamo imparato molto da questo momento di emergenza: per far fronte alla situazione, ci siamo attivati fin da subito e abbiamo organizzato diversi voli charter settimanali intercontinentali in particolare per USA e Cina, tutt’ora attivi e regolari, e abbiamo istituito un servizio air-sea per Australia e Nuova Zelanda. È ora importante, soprattutto in considerazione degli accordi intercorsi con l’Europa, che ci sia a livello nazionale una chiara e precisa strategia: siamo convinti che in futuro il modo di fare logistica cambierà radicalmente e in cima alle priorità nei prossimi mesi ci deve essere un piano strutturato, a partire da indicazioni sull’export delle merci dall’Italia, alla riorganizzazione dei magazzini, all’efficientamento dei viaggi, sfruttando anche voli cargo nazionali”, commenta Mario Zini, amministratore delegato di DHL Global Forwarding Italy
Guardando al futuro, è ormai chiaro che le industrie e le supply chain che ne regolano i flussi non saranno più le stesse nel post-coronavirus. Ora si riescono a vedere solo i confini di questa nuova normalità che si sta delineando, ma le industrie non entreranno immediatamente e a pieno regime in una fase post-Covid19, né torneranno a operare come prima. Mentre gli scienziati continuano a cercare un vaccino, le aziende stanno ancora cercando di gestire la crisi, e qualsiasi ritorno alla normalità rimane – ad oggi – un obiettivo lontano. Adesso, si vive una fase di pre-nuova normalità che sta cercando di colmare il divario tra l’isolamento e la ripresa. Alcuni settori industriali sono stati più colpiti di altri e quindi si riprenderanno più lentamente, ma le varie implicazioni per le imprese e le supply chain possono essere distinte e divise in quattro categorie: i problemi legati alle capacità di ripresa delle aziende, quelli che riguardano la domanda, quelli che coinvolgono i trasporti e i magazzini e, ovviamente, quelli legati ai posti di lavoro.
“Le immagini che abbiamo visto scorrere sui nostri schermi erano impressionanti. Molto prima che i Paesi andassero in isolamento, gli scaffali dei supermercati sono stati svuotati. Beni primari come pasta, carta igienica, riso, antidolorifici, salse, farina – sono stati presi d’assalto. Le fabbriche e le catene di distribuzione hanno una reazione ritardata rispetto alle estreme fluttuazioni della domanda dei consumatori” spiega Richard Wilding, Professore di Supply Chain strategy all’Università di Cranfield. “La gente si è fatta prendere dal panico facilmente. E, come in ogni crisi, sono emersi i punti di forza e le debolezze del sistema. Per migliorare, è importante imparare da queste situazioni di emergenza. Se ora la vostra supply chain è rimasta invariata rispetto a prima, forse c’è qualcosa di sbagliato”.
In questa fase di pre “nuova normalità”, le supply chain saranno via via rimodellate perché siano più resistenti. Per esempio, il solo fatto che sia le sedi di produzione sia i magazzini siano stati ugualmente colpiti dal lockdown e abbiano dovuto uniformarsi alle diverse normative, si tradurrà in un aumento della produzione, dello stoccaggio, del dual sourcing, del re-shoring e del near-shoring. I più importanti attori delle supply chain globali, invece che concentrarsi esclusivamente sui fornitori Tier 1, dovranno esaminare più da vicino anche quelli Tier 2 e Tier 3 per verificare se sono in grado di tenere il passo con il flusso delle merci. Tra gli altri fattori che dovranno essere presi in considerazione, il rapporto mette in luce l’irregolarità della domanda e dei gusti dei consumatori che inevitabilmente si ripercuoteranno sulla necessità di trasporti e reti di magazzino più flessibili. La realtà degli eCommerce, per esempio, sarà sempre più diffusa e le vendite dirette ai consumatori aumenteranno, mentre altri canali di vendita al dettaglio rimarranno fortemente colpiti. Queste sono solo alcune delle possibili sfaccettature che influenzeranno le moderne supply chain.
Anche le nuove normative sul distanziamento sociale influenzeranno il flusso di lavoro dei magazzini e degli uffici. Per chi potrà fare smart working saranno necessari sistemi informatici affidabili, in grado di gestire una forza di lavoro maggiore con sistemi di accesso e gestione dei dati appropriati. I processi di magazzino dovranno essere adattati ai nuovi standard: bisognerà rivederne l’intera organizzazione, dai punti di prelievo alle aree di imballaggio, ogni cosa dovrà rispettare le nuove norme. Il passaggio alla nuova normalità perturberà gli equilibri che fino ad oggi hanno tenuto in piedi l’industria logistica, ma fornirà una nuova spinta verso processi sempre più digitalizzati e automatizzati.

Gaeta, al via il Campionato Italiano Assoluto 2020

Gaeta, 5 agosto 2020 – Un’organizzazione coraggiosa quella dello Yacht Club Gaeta e della Base Nautica Flavio Gioia, che con grande determinazione hanno affrontato le problematiche legate all’emergenza Covid 19 per onorare gli accordi presi con la FIV e con l’UVAI per ospitare il nostro Campionato più importante.
A tanto impegno hanno risposto circa 60 armatori che saranno al via il 25 agosto per conquistare gli ambiti titoli in palio. Un parterre di altissimo livello che sarà garanzia di grande spettacolo. Il richiamo delle regate sulle boe nel bellissimo Golfo di Gaeta infatti non ha lasciato indifferenti i velisti che hanno creduto in questo evento e fra circa 20 giorni faranno un passo importante per mettere alle spalle un periodo veramente buio per tutto lo sport mondiale. I migliori ci saranno.
Ecco il programma: Martedì 25/8 09:00 – 19:00 Perfezionamento iscrizioni e stazze Mercoledì 26/8 08:30 – 11:00 Stazze 09:30 Skipper Briefing (modalità da definire) 12:00 Regate Giovedì 27/8 Regate Venerdì 28/8 Regate Sabato 29/8 Regate e Premiazione
Ci saranno inoltre momenti conviviali, specificamente studiati per l’occasione, in modo tale da essere compatibili con il protocollo di sicurezza di questo evento straordinario.
Donatello Mellina, consigliere della Federazione Italiana Vela con delega alla Vela d’Altura: “Un sentito grazie agli organizzatori ed a tutti gli armatori per quello che, ne sono certo, sarà un vero messaggio di ottimismo e fiducia.
Dopo questo sofferto periodo di forzata inattività, potere finalmente rivedere in mare una flotta appassionata ed agguerrita, servirà sicuramente a ridare fiducia a tutto il movimento”.
Fabrizio Gagliardi, presidente dell’Unione Vela Italiana d’Altura: “Ho sempre creduto in questo evento che rappresenta per tutti noi una rinascita, un segnale importante di ritorno alla normalità per tutto il movimento dell’Altura.
Fortunatamente in questa chiusura di stagione a questo seguiranno molti altri eventi che permetteranno agli armatori di tornare a regatare”.
Luca Simeone, Ad della Base Nautica Flavio Gioia: “Rispetto delle norme, comprensione, collaborazione. Solamente il rispetto delle normative anti COVID-19, la comprensione delle difficoltà da affrontare, nuove per tutti, e la collaborazione da parte di Armatori, Concorrenti, Collaboratori ci permetterà di gestire questo evento unico nel suo genere.
Ringraziamo sin d’ora per tutto quello che sopporteranno i partecipanti al Campionato ed i Clienti della Base Nautica Flavio Gioia che saranno “invasi” da un gruppo di sportivi responsabili che daranno in mare vita a delle regate che si annunciano combattutissime su un campo di regata unico al mondo.
 

Il rapporto Imo sui Ghg rileva un disaccoppiamento tra commercio ed emissioni nelle navi

Il rapporto rileva che nel settore del trasporto marittimo prosegue la tendenza a disgiungere l’aumento delle emissioni di gas serra dalla crescita globale del commercio marittimo. Infatti, lo studio evidenzia che tra il 2008 e il 2018 vi è stato un aumento del 40% degli scambi marittimi mentre, nello stesso periodo, le emissioni di Co2 prodotte dal trasporto marittimo sono diminuite del 10%. In particolare, il commercio via mare è raddoppiato tra il 1999 e il 2018. Ciò è stato possibile, grazie a vari fattori che rendono lo shipping il mezzo più ecologico per il trasporto di merci. Tra questi, i significativi miglioramenti nell’intensità di carbonio nel trasporto marittimo internazionale che oggi risulta essere migliorata tra il 21 e il 29% rispetto al 2008. Lo studio non prende in considerazione la pandemia di COVID-19, che sta attualmente avendo un impatto significativo sull’industria. L’Organizzazione del Commercio Mondiale (WTO) prevede una contrazione del 15-30% del commercio mondiale nel 2020, che ridurrà ulteriormente il livello delle emissioni dei trasporti marittimi. Tuttavia, come sottolineato nel Rapporto, ulteriori miglioramenti nell’efficienza delle navi convenzionali alimentate con combustibili derivati dal petrolio non saranno in grado di eliminare completamente le emissioni di gas serra. Pertanto, lo sviluppo della tecnologia a zero emissioni rimane fondamentale e per questo motivo lo shipping mondiale alla fine del 2019 ha presentato all’IMO proposte per creare un fondo di R&D da 5 miliardi di dollari, finanziato dalle compagnie di navigazione di tutto il mondo attraverso una tassazione per ogni tonnellata di acquisto di carburante marino al fine di sviluppare navi a zero emissioni di Co2. L’ICS e l’intera comunità marittima si impegnano per raggiungere l’obiettivo di zero-emissioni del settore e grazie al continuo disgiungimento tra commercio ed emissioni, al crescente risparmio in termini di efficienza e allo sviluppo di tecnologie a zero emissioni di C02, l’industria è fiduciosa di essere in grado di raggiungere l’obiettivo di dimezzare le emissioni entro il 2050. Guy Platten, Segretario Generale dell’ICS ha detto: “È incoraggiante vedere che lo shipping continua ad essere la modalità per il trasporto delle merci più rispettosa dell’ambiente. I   risultati del IV Rapporto dell’IMO riflettono i grandi sforzi che l’industria marittima sta facendo”. “Nel breve termine, la riduzione del commercio mondiale, a causa della pandemia di COVID-19, potrebbe comportare una riduzione delle emissioni. Tuttavia, ciò inciderà gravemente anche sulle economie e sul raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (UN Sustainable Development Goals). I governi dovranno quindi collaborare con l’IMO per garantire che il trasporto marittimo possa svolgere il proprio ruolo nella ripresa globale, con il conseguimento dello sviluppo delle navi a zero emissioni di domani”.
 
 
 
 

Accordo di collaborazione tra Università, Wärtsilä, Fincantieri e Seastema per nuove soluzioni elettriche marine

L’Università di Trieste/Digital Energy Transformation & Electrification Facility  con Wärtsilä, Fincantieri SI e Seastema, hanno firmato un accordo di cooperazione per un progetto, cofinanziato dal Segretariato Generale della Difesa, che svilupperà tecnologie innovative relative alla microgrid elettrica marina (marine smart grid) e realizzerà, a Trieste, un dimostratore tecnologico (ETEF) per testare nuove soluzioni per i sistemi elettrici marini e i relativi componenti.
L’industria marittima si sta muovendo verso l’elettrificazione dei sistemi principali e ausiliari, resa possibile dagli sviluppi in campi quali l’elettronica di potenza, i sistemi di distribuzione, le macchine elettriche, le celle a combustibile e i sistemi di accumulo di energia. Le nuove tecnologie consentono una varietà di soluzioni energetiche per la le piattaforma nave moderna che migliorano l’efficienza e riducono o addirittura eliminano le emissioni nocive.
Oltre a testare nuovi concept di sistemi di alimentazione intelligenti e relativi sistemi di protezione, ETEF sarà utilizzato per validare sistemi di gestione intelligente dell’energia.
Quale pilastro chiave della smart grid marina, il programma ETEF consentirà a Wärtsilä, Fincantieri SI, Seastema e Università di Trieste di:
sviluppare e dimostrare una distribuzione elettrica modulare innovativa per generare e controllare l’energia elettrica in una configurazione a microgrid; sviluppare e dimostrare sistemi di alimentazione modulari DC (in corrente continua) per gestire carichi attivi, passivi e transitori in collaborazione con clienti e fornitori, comprese le applicazioni di celle a combustibile e batterie; mettere a punto i relativi sistemi di controllo ed effettuare pre-test di nuove apparecchiature prima dell’installazione a bordo, riducendo così tempi e rischi di integrazione. La nuova tecnologia per la microgrid elettrica marina si concentra oggi sulle applicazioni in ambito militare, ma in futuro aumenterà l’importanza anche per quelle mercantili attraverso la flessibilità dei sistemi di energia elettrica integrata e di controllo attivo.
Il progetto durerà 5 anni durante i quali sia i team di ricerca delle aziende che quelli dell’Università svilupperanno le necessarie competenze critiche.
Andrea Lombardi, Direttore Operations di Fincantieri SI, ha aggiunto: “Lo sviluppo di un progetto innovativo nel mondo delle reti elettriche in corrente continua aprirà nuove strade all’elettrificazione in campo navale, consentendo l’applicazione di tecnologie indirizzate alla riduzione delle emissioni, area dove Fincantieri SI detiene una leadership in termini di know-how applicativo”.
Alessandro Concialini Amministratore Delegato di Seastema ha dichiarato che: “Il controllo delle nuove architetture di rete (smart grid marina) e l’ottimizzazione della loro gestione per ridurne l’impatto ambientale oltre che aumentarne l’efficienza, sono priorità strategiche per Seastema, che ben si inseriscono nell’ambito di una competenza distintiva nelle reti di automazione e controllo navali”.
Il Professor Giorgio Sulligoi, Responsabile Scientifico del Digital Energy Transformation & Electrification Facility, Università di Trieste, ha dichiarato: “All’Università di Trieste conduciamo ricerche su concept tecnologici e metodologici della nave elettrica volte a migliorarne i ritorni ambientali, armatoriali, costruttivi e progettuali.
Il dimostratore tecnologico ETEF, costituirà un’infrastruttura di ricerca condivisa del sistema scientifico e industriale triestino, per consolidarne la posizione negli ambiti dell’ingegneria dell’energia elettrica e dei sistemi delle navi del futuro”.
 
 

Formazione dei marittimi: C.M.A. offrirà i nuovi corsi IGF code

Genova, 6 agosto 2020 – Il centro di formazione marittima C.M.A. di Genova è ripartito con la sua attività e diverse novità in arrivo, fra cui i nuovi corsi IGF code.
La pausa forzata a causa dell’emergenza Covid ha avuto un duplice effetto. Innanzitutto è stato rimandato l’evento di inaugurazione dei locali del nuovo polo di formazione nel quartiere di Prà, inizialmente previsto a marzo, alla presenza di numerose autorità. La nuova data sarà fissata dopo l’estate, se le condizioni lo permetteranno.
Anche i corsi per marittimi hanno dovuto interrompersi, ma sono ripresi a giugno, nel pieno rispetto delle normative di sicurezza. C.M.A. ora funziona a pieno regime, erogando formazione per circa 100/150 marittimi alla settimana, e non effettuerà chiusura estiva.
Oggi il centro C.M.A. è dislocato in tre diverse sedi, tutte a Genova:
Una, nella zona di Prà, preposta alla navigazione, alla simulazione, alla cartografia elettronica e ai laboratori propedeutici al training IGF Code l’altra adiacente, con annesso campo prove, dedicata ai corsi Basic Safety Training, corsi d’aula e esercitazioni pratiche antincendio, antifalla, M.E.S. (evacuazione e abbandono nave), spazi chiusi e confinati la terza per i corsi M.A.M.S. (abilitazione all’uso di mezzi di salvataggio) e MABEV (abilitazione per i mezzi di salvataggio veloci) presso un molo adiacente al porto petroli di Multedo, dove si trova una struttura all’avanguardia per poter erogare i training in mare e un simulacro per esercitarsi sulle operazioni di manutenzione in totale sicurezza. I corsi IGF code, in partenza in autunno e proposti in una modalità innovativa e con collaborazioni d’eccellenza, saranno la novità dell’offerta di C.M.A., primo polo del Centro Nord a formare i marittimi che saliranno a bordo delle navi di nuova generazione con propulsione a GNL (gas naturale liquefatto).

Guardia Costiera, i militari dell’ufficio locale mariittimo di Lesina e Rodi Garganico in attività lungo tutto il tratto di competenza

Manfredonia, 7 agosto  2020 - Nell’ultima settimana sono tre le operazioni portate a termine dai militari dell’Ufficio Locale Marittimo di Lesina finalizzate a reprimere il fenomeno dell’occupazione abusiva di ampi tratti di demanio marittimo su quel tratto di costa.
In particolare le attività, svolte con il supporto dei militari della Capitaneira di Porto di Manfredonia e dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste e sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Bari, si collocano all’interno dell’operazione Mare Sicuro 2020 che ogni anno vede impegnati gli uomini della Guardia Costiera sui circa 8.000 di costa della Penisola.
In particolare nel corso delle ultime attività di polizia demaniale, esperite presso tre distinti stabilimenti balneari presenti tra Marina di Chieuti nel Comune di Lesina e Torre Mileto nel Comune di San Nicandro Garganico, i militari operanti hanno accertato come le superfici effettivamente occupate fossero di gran lunga superiori a quelle autorizzate nei titoli autorizzativi in capo ai titolari.
Nel primo caso, in località Marina di Chieuti nel Comune di Lesina si riscontrava l’occupazione abuisiva, mediante l’installazione di molteplici attrezzature balenari, di una superficie di circa 400 mq ( in più rispetto a quella autorizzata). Nella seconda attività, sempre in località Marina di Chieuti, la superficie abusivamente occupata risultava pari a circa 320 mq mentre le attrezzature balneari pari a circa 70 tra lettini e ombrelloni. Infine nell’attività esperita in località Torre Mileto, nel comune di San Nicandro Garganico, la superficie occupata abusivamente risultava pari a 200 mq mentre tra ombrelloni e sdraio venivano posti sottosequestro circa 50 attrezzature balneari.
In entrambi i casi i militari operanti, sentito il Magistrato di Turno, procedevano al deferimento alla competente autorità giudiziaria dei responsabili e al sequestro preventivo d’urgenza di tutte le attrezzature abusivamente installate. Solo le ultime tre operazioni permettevano di restituire alla alla pubblica fruibilità circa 1.000 mq di demanio marittimo.
In località Riviera di Levante nel Comune di Rodi Garganico (FG) i militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste, unitamente a quelli dell’Ufficio Locale Marittimo di Rodi Garganico, dopo un’attenta analisi della documentazione acquisita, procedevano al sequestro di un’area di circa 700 mq adibita a parcheggio a servizio di un vicino stabilimento balneare in quanto il gestore dell’area risultava sprovvisto di qualsivoglia titolo autorizzativo sotto i profili demanili marittimi. Dall’inizio della stagione estiva in corso i militari degli Uffici marittimi ricadenti sotto la competenza territoriale del Compartimento di Manfredonia e presenti sulla costa garganica, nel corso delle diverse operazioni di polizia marittima portate a termine, hanno “liberato” circa 7.000mq e sequestrato più di 300 attrezzature balneari tra lettini e sdraio abusivamente installate.
Si ricorda a tutti gli utenti del mare di consultare sempre le ordinanze di sicurezza emanate dalle locali Capitanerie di Porto e che la Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Manfredonia che opera 24h su 24h, 7 giorni su 7, e può essere contattata telefonicamente attraverso il
“NUMERO BLU” 1530 per le sole emergenze in mare oppure al numero 0884/583871-2(CP Manfredonia) e 0884/708791 (CP Vieste) per eventuali segnalazioni.

Il disastro al porto di Beirut: quale impatto sull’economia italiana?

Una ricerca condotta da Ircres-Cnr mostra che le esportazioni italiane verso il Libano sono concentrate nel trasporto via mare, e che il settore più colpito è quello della raffinazione petrolifera, a cui seguono i tipici prodotti del Made-in-Italy (macchinari, arredamento, chimica).
La localizzazione delle raffinerie determina che le regioni più coinvolte siano Sardegna e Sicilia, a cui seguono le aree dei distretti industriali.
Il dramma e che concentra il 90% delle importazioni nelle attività portuali, ha dei pesanti effetti sull’economia del Paese dei Cedri e sull’economia dei suoi paesi partner.
Anche se gli scambi con l’Italia non sono particolarmente intensi, merita comunque esaminarne la composizione settoriale e territoriale, per individuare i settori e le regioni più colpite da questo dramma inatteso.
A livello aggregato, nel 2019 si sono registrate quasi 1,2 miliardi di euro di esportazioni e solo 40 milioni di euro di importazioni.
L’asimmetria commerciale a nostra favore induce ad analizzare soltanto la componente in uscita dal nostro Paese, che nella tabella 1 viene disaggregata sulla base del mezzo di trasporto utilizzato. Si trova conferma del ruolo centrale esercitato dall’infrastruttura portuale di Beirut, che anche nel caso italiano assorbe quasi tutte le importazioni del paese.
Tabella 1: Esportazioni per mezzo di trasporto utilizzato (2019) Mezzo di trasporto         Euro      % marittimo           970.962.134        82,6 stradale               64.447.107          5,5 aereo    139.320.186        11,8 altro      1.385.004             0,1 totale    1.176.114.431    100 Elaborazioni Ircres-Crr su dati Istat
L’analisi dei settori più coinvolti nel commercio verso il Libano vede una elevata concentrazione dei prodotti energetici, che dalle raffinerie italiane localizzate sulle nostre coste imbarcano il prodotto per la consegna al porto di Beirut (tabella 2). Circa mezzo miliardo di export riguarda questi prodotti, a cui seguono i tipici prodotti del “Made-in-Italy”, quali macchinari (con il 20% del totale esportato), chimica, alimentari e arredamento (con circa 7-8-% ciascuno).
Tabella 2: Esportazioni via mare per settore (2019) Settore Euro      % Petrolchimica    489.147.423        50 meccanica, elettronica  191.314.510        20 chimica, farma  77.757.590          8 alimentari/bevande       71.295.777          7 carta, mobili, altre ind. manif.    68.302.118          7 min.non metalliferi e cave           34.559.560          4 tess abb               31.141.892          3 Agricoltura         5.726.723             1 Servizi   1.716.541             0 Totale   970.962.134        100 Elaborazioni Ircres-Crr su dati Istat
A livello territoriale, la localizzazione delle raffinerie determina gran parte della provenienza regionale delle esportazioni italiane, con la Sardegna e la Sicilia che assorbono un quinto ciascuna dell’impatto negativo del disastro al porto libanese,  a cui seguono le aree tipiche distrettuali de Made-in-Italy, quali Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana (tabella 3).
Tabella 3: Esportazioni* per regione (2019) Regione               euro      % Sardegna            248.354.871        21,1 Sicilia     223.212.625        19,0 Lombardia          178.827.567        15,2 Veneto 134.317.002        11,4 Emilia-Romagna               114.106.150        9,7 Toscana               89.692.110          7,6 Altre      187.604.106        16,0 Totale   1.176.114.431    100,0 Elaborazioni Ircres-Crr su dati Istat * Export con ogni mezzo di trasporto
 
 
 

Comitato di Gestione, approvato il Piano Operativo Triennale 2020-2022 dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto

Messina, 7 agosto 2020 – Dopo il consenso fornito all’unanimità dall’Organismo di Partenariato della Risorsa mare nella seduta del 5 agosto il Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, sempre all’unanimità, ha approvato, nella seduta di oggi 7 agosto, il Piano Operativo Triennale 2020/2022. Il documento, che per la prima volta riguarda nel suo complesso tutti i porti dell’Area dello Stretto, contiene la strategia che l’AdSP porrà in essere nel breve e medio termine per sostenere lo sviluppo dei traffici portuali ed avviare la creazione di un sistema portuale integrato a supporto di una moderna mobilità nell’area sia per i passeggeri che per le merci.
Il POT è stato elaborato attraverso un percorso di confronto che ha coinvolto nelle fasi preliminari non solo le Istituzioni locali ed i rappresentanti delle categorie economiche e sociali dei territori delle Città Metropolitane di Reggio Calabria e di Messina, con cui sono state tenute specifiche riunioni, ma anche i singoli cittadini e le associazioni che hanno avuto modo di fornire i propri contributi sulla scorta di un documento programmatico di base, liberamente visionabile sul sito dell’Ente, che conteneva la vision e gli obiettivi strategici principali.
Particolare attenzione è stata posta ad individuare il metodo di lavoro che dovrà caratterizzare l’azione dell’Ente nei prossimi anni e gli obiettivi trasversali cui dovranno traguardare tutte le attività: interventi mirati per una infrastrutturazione sostenibile, procedure che consentano di raggiungere nell’erogazione dei servizi un’eccellenza operativa, accordi e confronto continuo per operare in alleanza con i territori, organizzazione del lavoro ed un sistema di controllo che garantiscano un’elevata affidabilità istituzionale, reingegnerizzazione di tutti i processi amministrativi ed operativi finalizzata all’introduzione delle nuove tecnologie nella gestione portuale e dell’Ente per una piena e convinta trasformazione digitale, attivazione di iniziative e partenariati che consentano il posizionamento sui mercati per aumentare l’attrattività dei porti e delle aree retroportuali nei confronti di nuovi investitori.
Molto soddisfatto il Presidente Mario Mega che così ha commentato l’approvazione del POT: “Oggi si chiude la prima fase di vita della AdSP dello Stretto perché dopo la costituzione degli Organi ora disponiamo di un documento guida condiviso da tutti gli attori che consentirà di avviare tante iniziative ed attività.
Durante questi primi mesi di mandato ho avuto modo di ascoltare sia i rappresentanti delle Istituzioni che gli Operatori, ma anche molti portatori di interesse e rappresentanti della società civile e delle associazioni di cittadinanza attiva, che hanno fornito spunti e contributi che oggi sono alla base del POT.
Ringrazio tutti della grande disponibilità e dei consigli e sono certo che tutta la rete di relazioni instaurata, che trova nell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare il luogo principe del confronto, continuerà a supportarci nella realizzazione di tutti gli interventi previsti.”
Molteplici sono le iniziative previste nel POT che riguardano non solo le opere infrastrutturali prioritarie da realizzare ma anche il potenziamento e la riorganizzazione degli uffici, il rilancio del lavoro portuale, la programmazione strategica e l’aggiornamento di tutti i Piani Regolatori dei porti, lo sviluppo delle ZES, l’utilizzo dei fondi dell’Unione Europea, le politiche ambientali ed energetiche e l’integrazione con i territori.
Tanti i nuovi interventi infrastrutturali programmati, che si aggiungano a quelli in corso ed a quelli ereditati dalle vecchie programmazioni, per i quali occorrerà da un lato avviare o aggiornare le progettazioni e dall’altro individuare i finanziamenti.
Rinviando al POT per i dettagli si segnala che complessivamente il piano prevede interventi da avviare in tutti i porti per circa 425.000.000 di euro di cui 343.000.000 circa a Messina, 17.000.000 di euro circa a Reggio Calabria, 55.000.000 di euro circa a Milazzo e 10.000.000 di euro a Villa San Giovanni.
Da segnalare che nel prossimo aggiornamento annuale del POT è già previsto che verrà aggiornata la programmazione infrastrutturale per i porti calabresi del sistema per i quali non risulta essere disponibile progettualità pregressa e sui quali sono ancora in corso le attività tecniche di rilevazione dei fondali e di verifica dello stato delle infrastrutture marittime che sono condizioni preliminari per stabilire il quadro esigenziale.
Su tutti l’intervento di realizzazione del nuovo Porto per il traghettamento dei mezzi rotabili da trasferire dal porto di Villa San Giovanni per cui è previsto che si avvii al più presto un apposito studio di fattibilità per l’individuazione della migliore localizzazione.
Anche gli altri componenti del Comitato di Gestione hanno commentato molto positivamente l’approvazione del POT. L’On.le Mimmo Battaglia, rappresentante della Città Metropolitana di Reggio Calabria dichiara “L’ approvazione del POT dell’ Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, apre una fase storica importante per le Città metropolitane di Messina e Reggio, nel segno di una più compiuta conurbazione. Il documento programmatico definisce una prima fase di interventi atti a migliorare le condizioni dei nostri Porti, per poter assicurare un sempre più efficiente ” sistema di mobilità “.
Ad avviso di Battaglia “lo Stretto, nodo strategico nazionale, può rappresentare una importante occasione di sviluppo del nostro Meridione e dell’ intero Sistema Paese”.
Per il Dott.Alberto Porcelli, rappresentante della Regione Calabria, è importante tenere presente che “dallo sviluppo dei porti può ripartire il rilancio dell’economia e del turismo dei nostri territori, che della loro posizione in riva allo stretto possono e devono farne una risorsa.
La rimodulazione delle intere aree dei porti di Reggio Calabria e Villa San Giovanni, così come quelle siciliane, con la realizzazione di siti turistici, e con l’eliminazione di strutture inutilizzate, permetterà di impiantare attività imprenditoriali, ludiche e di servizi con destinazione prettamente turistica, integrandosi con le infrastrutture delle città.
Infine, sollecita l’integrazione tra porto ed aeroporto affinché ci possa essere una intermodalità rapida e più efficiente per l’intera utenza dell’Area dello Stretto”.
Il rappresentante della Città metropolitana di Messina, Prof. Avv. Caldarera dichiara “Il Piano seppur tarato sul triennio in realtà si proietta oltre tale orizzonte temporale perché le tematiche organizzative e di sistema affrontate superano tale ristretto limite operativo.
In particolare, mette conto evidenziare che oltre agli aspetti strettamente attinenti ai tratti caratteristici del sistema portuale (anch’essi proiettati in ottica futura) vengono affrontati i problemi di conurbazione delle varie realtà portuali e di integrazione con i territori, in un’ottica che trascende la mera gestione dei porti e dei loro traffici.
In questa prospettiva si segnalano ad esempio, per quanto riguarda il territorio messinese, gli interventi di valorizzazione e recupero della Real Cittadella o di recupero dell’area dell’ex Fiera Campionaria oltre alle iniziative per mitigare gli impatti ambientali delle attività portuali anche attraverso l’uso di nuove fonti energetiche.
In altri termini, il Piano prende atto della realtà fattuale costituita dalla esistenza di porti “incastonati” all’interno di centri urbani e della conseguente necessità che tutte le iniziative di sviluppo dei porti debbono essere condivise e coordinate con le realtà urbane che ospitano i sistemi portuali in un rapporto di mutua “alleanza” tendente a realizzare l’interesse pubblico comune”.
Il contrammiraglio Giancarlo Russo, Direttore marittimo della Sicilia orientale, richiama l’attenzione sulla necessità di procedere secondo una programmazione strategica in ordine agli interventi sugli immobili e sugli arredi portuali tenendo conto delle esigenze collegate all’uso degli stessi, ai servizi resi e prioritariamente all’operatività e alla sicurezza dei porti . Alla riunione del Comitato di Gestione ha partecipato l’On.le Roberto Traversi, Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e ai Trasporti, in questi giorni in Sicilia per una visita istituzionale presso l’AdSP dello Stretto per acquisire informazioni sull’attività amministrativa dell’Ente e per confermare l’attenzione sua e del Via Vittorio Emanuele II,  così ha commentato il Sottosegretario Traversi “L’approvazione del POT per un’Autorità di Sistema Portuale è un momento importante e per quella dello Stretto lo è ancora di più perchè si tratta del primo documento di programmazione da porre alla base delle future azioni.
Il piano proposto appare completo e pieno di contenuti interessanti con l’indicazione delle priorità da affrontare per avviare concretamente un sistema di mobilità marittima sullo Stretto di cui beneficeranno non solo gli abitanti di Messina e di Reggio Calabria ma tutti quelli che per lavoro o per turismo dovranno raggiungere la Sicilia.
Il governo ed il MIT, che mi onoro di rappresentare in questa sede, sosterranno questa nuova Autorità di Sistema Portuale che sta dimostrando, anche grazie all’attività attenta e professionale del suo Presidente Mario Mega, quanto fosse corretta la scelta di avere un unico ente a gestire lo sviluppo dei Porti dello Stretto.
Istituzioni pubbliche ed operatori delle due sponde hanno contribuito attivamente alla costruzione del POT e questo è il miglior viatico per avviare la soluzione di tanti problemi che ancora oggi a volte rendono difficoltoso e critico l’attraversamento dello Stretto di Messina.”

Ai porti di Venezia e Chioggia 26 milioni dal Mit

Venezia, 7 agosto 2020La Conferenza Unificata ha dato via libera al Decreto proposto dalla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli che stabilisce lo stanziamento di 906 milioni di euro da destinare a 23 opere proposte dalle Autorità di Sistema portuale italiane e ritenute meritevoli di finanziamento.
Ai porti di Venezia e Chioggia sono destinati 26 milioni a seguito delle proposte d’intervento avanzate dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale.
Gli interventi riguarderanno le opere di escavo dei canali a quota prevista dal Piano Regolatore Portuale con relativo conferimento dei sedimenti e alcuni lavori da realizzare al Molo Sali di Porto Marghera.
Per gli escavi sono stati stanziati 10 milioni utili a migliorare l’accessibilità nautica degli scali di Venezia e Chioggia e a contrastare il naturale e progressivo insabbiamento dei canali e dei bacini navigabili. Priorità verrà data al Canale Malamocco-Maghera, principale arteria del traffico merci del porto veneziano, e all’ingresso del porto San Leonardo. Nel contempo, si provvederà a scavare alcuni accosti del canale industriale Ovest compresa la Darsena della Rana, la Darsena Irom lungo il Canale Vittorio Emanuele III, l’accosto San Marco Petroli nel canale industriale Sud. Mentre per Chioggia, terminata la fase delle caratterizzazioni, si stanno approntando i necessari interventi manutentivi relativi allo scalo clodiense.
I sedimenti saranno conferiti perlopiù in Isola delle Tresse ma si prevedono anche conferimenti di sedimenti classe A in barena e di classe oltre C presso la cassa del Molo Sali.
Per il Molo Sali l’AdSP disporrà di 16 milioni di euro, che serviranno a realizzare due interventi: un primo stralcio, equivalente a 1,75 milioni di euro, servirà a mettere in sicurezza il palancolato esistente che perimetra le casse di colmata e a realizzare una nuova paratia esterna in modo tale da garantire che i materiali contenuti nelle casse non fuoriescano; con i rimanenti fondi si avvierà la realizzazione di una nuova banchina portuale, allestendo i diaframmi per la paratia di banchina e di ancoraggio, la pavimentazione e tutte le finiture annesse. La durata complessiva dei lavori al Molo Sali è stimata in 48 mesi, di cui 8 mesi saranno necessari per completare il primo stralcio.
E’ bene precisare che questi interventi non andranno ad aumentare la capacità di conferimento dei fanghi nella cassa di colmata.
Per poter operare è però necessario che la cassa di colmata venga messa nelle disponibilità di AdSP, con la conclusione del processo di trasferimento in corso su regia della Regione Veneto.
 
 

Ripartire in sicurezza: Msc Crociere sceglie l’Italia

L’ammiraglia MSC Grandiosa e MSC Magnifica saranno le prime navi al mondo ad effettuare crociere complete con itinerari di una settimana nel Mediterraneo occidentale e orientale, con partenze da Genova (16 agosto) e da Bari (29 agosto). Il nuovo protocollo per la salute e la sicurezza, messo a punto dalla Compagnia con il supporto di un team di esperti internazionali, prevede l’adozione di misure ulteriormente rafforzate rispetto alle linee guida già rigorose approvate dal Comitato tecnico-scientifico, tra cui: test universale Covid-19 per tutti gli ospiti e per l’equipaggio prima di ogni crociera; escursioni “protette” organizzate esclusivamente dalla Compagnia per i propri ospiti; copertura assicurativa in caso di contagio prima, durante o dopo la crociera; maggior distanziamento fisico a bordo grazie anche ad un minor numero di passeggeri; nuove modalità di accesso ai ristoranti e di fruizione del buffet; servizio sanitario di bordo ulteriormente potenziato. Pierfrancesco Vago, Executive Chairman di MSC Cruises, ha commentato: “Ringraziamo vivamente il Governo italiano con tutte le sue articolazioni, e inoltre il Corpo della Capitaneria di Porto, la Protezione Civile e la Sanità marittima, per il prezioso e decisivo supporto prestato sia nella fase di emergenza, accogliendo le nostre navi e i nostri equipaggi, sia in questa della ripartenza con la definizione dei nuovi protocolli e la riapertura dei porti”. Ginevra, 8 agosto 2020 – MSC Crociere sceglie di ripartire dall’Italia con due navi tra le più belle e innovative della propria flotta. L’ammiraglia MSC Grandiosa, varata nel 2019, e MSC Magnifica riprenderanno infatti le loro attività nel Mediterraneo a partire, rispettivamente, dal 16 e dal 29 agosto 2020, proponendo agli ospiti un’esperienza di crociera completa e in totale sicurezza con la possibilità di scoprire cinque diverse destinazioni, imbarcando i passeggeri in ben sei diversi porti italiani.
MSC Grandiosa offrirà crociere di 7 notti nel Mediterraneo occidentale che salperanno da Genova verso Civitavecchia, Napoli, Palermo e La Valletta. Per MSC Magnifica sono previste, invece, crociere nel Mediterraneo orientale, anch’esse di 7 notti, che prevedono tappe a Bari, Trieste, Corfù, Katakolon e Pireo.
Per entrambi gli itinerari sarà possibile iniziare e terminare la crociera da uno dei qualsiasi 6 porti italiani, scegliendo quello più comodo da raggiungere.
MSC Grandiosa e MSC Magnifica sono in grado di garantire una crociera autentica e a 360 gradi grazie all’implementazione di un innovativo protocollo di salute e sicurezza, messo a punto dalla Compagnia con il supporto di un team di esperti internazionali, nonché validato dal RINA che ne ha verificato la conformità con le direttive europee.
Il protocollo prevede l’adozione di misure ulteriormente rafforzate rispetto alle linee guida già rigorose approvate dal Comitato tecnico-scientifico, tra cui: test universale Covid-19 per tutti gli ospiti e per l’equipaggio prima di ogni crociera; escursioni “protette” organizzate esclusivamente dalla Compagnia per i propri ospiti; copertura assicurativa in caso di contagio prima, durante o dopo la crociera; maggior distanziamento fisico a bordo grazie anche ad una capienza ridotta della nave; nuove modalità di accesso ai ristoranti e un buffet completamente ridisegnato; infine, un servizio sanitario di bordo ulteriormente potenziato.
Pierfrancesco Vago, Executive Chairman di MSC Cruises, ha commentato: “Ringraziamo vivamente il Governo italiano con tutte le sue articolazioni, e inoltre il Corpo della Capitaneria di Porto, la Protezione Civile e la Sanità marittima, per il prezioso e decisivo supporto prestato sia nella fase di emergenza, accogliendo le nostre navi e i nostri equipaggi, sia in questa della ripartenza con la definizione dei nuovi protocolli e la riapertura dei porti.
Durante la pausa delle nostre crociere ci siamo concentrati sullo sviluppo di un protocollo operativo completo che si basasse sulle già severe misure di salute e sicurezza in vigore da tempo a bordo delle nostre navi.
Abbiamo lavorato a stretto contatto con le autorità sanitarie nazionali, europee e con le altre autorità competenti dei paesi del Mediterraneo in cui faranno scalo MSC Grandiosa e MSC Magnifica, per sviluppare l’insieme delle procedure volte a proteggere la salute e la sicurezza di tutti i passeggeri a bordo delle nostre navi e a terra, e per garantire che anche le comunità locali si sentano al sicuro nell’accogliere i nostri ospiti”.
Gianni Onorato, CEO di MSC Cruises, ha commentato: “Siamo orgogliosi di poter dare nuovamente il benvenuto ai nostri ospiti per un’esperienza di crociera completa a bordo di due delle nostre navi di ultima generazione. E siamo onorati di poter ripartire proprio dall’Italia, il paese delle nostre radici, nel quale siamo leader e che rappresenta il nostro principale mercato a livello globale”.
Leonardo Massa, Managing Director Italia di MSC Crociere, ha spiegato: “Abbiamo deciso di offrire ai nostri ospiti la possibilità di partire scegliendo tra ben sei porti italiani: Genova, Trieste, Civitavecchia, Napoli, Bari e Palermo.
Le navi saranno quindi raggiungibili, dalla maggior parte delle persone, con un viaggio che in media non supera le due ore di macchina. Per ridurre al minimo il contatto con altre persone durante il viaggio per raggiungere il porto d’imbarco, abbiamo dato inoltre la possibilità di inserire all’interno del biglietto anche il parcheggio in porto per la propria automobile.
Credo di poter affermare che abbiamo messo a punto una formula di vacanza che non è solo la più divertente e vantaggiosa in termini di qualità/prezzo, ma è soprattutto la più sicura in assoluto dal punto di vista sanitario”.
Il nuovo protocollo operativo è stato sviluppato per tutelare la salute e la sicurezza degli ospiti, dell’equipaggio e delle comunità locali raggiunte dalle navi della Compagnia. Per tale motivo, il protocollo non solo soddisfa pienamente, ma in diversi casi presenta caratteristiche più stringenti rispetto alle prescrizioni dei principali organismi nazionali e internazionali, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’EU Healthy Gateways e l’International Maritime Organization (IMO), nonché ai regolamenti emanati dai governi dei paesi in cui operano le navi MSC Crociere.
La Compagnia si è impegnata a garantire ogni aspetto del viaggio dei propri ospiti: della prenotazione all’imbarco, dallo svolgimento della vita di bordo al ritorno a casa, preservando sempre l’unicità dell’esperienza della crociera. Nella fase iniziale di ripresa delle operazioni, le due navi MSC Crociere che opereranno in Mediterraneo per questa stagione estiva accoglieranno solo ospiti residenti nei Paesi Schengen.
Gli itinerari sono stati progettati valutando le caratteristiche di accessibilità dei porti e riducendo al minimo, nei limiti del possibile, la necessità per gli ospiti di utilizzare mezzi pubblici o voli per raggiungere gli scali di partenza.
MSC Crociere ha cancellato tutte le altre crociere nel Mediterraneo dal 16 agosto al 31 ottobre compreso. A chi aveva già prenotato verrà offerto un voucher Future Cruise Credit (FCC) e un credito da utilizzare a bordo fino a 400 euro, validi su qualsiasi nave con qualsiasi itinerario della flotta MSC Crociere fino a 18 mesi dalla data di emissione.
Gli ospiti residenti in Italia e negli altri Paesi Schengen – salvo eventuali restrizioni previste dalle autorità italiane – in aggiunta al voucher Future Cruise Credit (FCC) possono trasferire la propria prenotazione su una delle crociere di quest’estate di MSC Grandiosa o MSC Magnifica, ricevendo in aggiunta fino a tre escursioni a terra gratuite a seconda della categoria prenotata.
Inoltre, anche gli ospiti residenti nei Paesi Schengen – salvo eventuali restrizioni previste dalle autorità italiane – già in possesso di un voucher FCC di precedenti crociere cancellate, possono utilizzare il loro voucher per queste due navi, usufruendo fino a tre escursioni a terra gratuite.
MSC Crociere ha annunciato, inoltre, la cancellazione di tutte le crociere in partenza dagli Stati Uniti fino al 31 ottobre incluso, in linea con l’annuncio fatto dalla CLIA (associazione internazionale delle compagnie crocieristiche) che ha esteso volontariamente lo stop delle crociere negli Usa fino a quella data. CLIA ha dichiarato che “questa decisione conferma ancora una volta l’attenzione e l’impegno dell’industria crocieristica per la tutela della salute e la disponibilità a sospendere volontariamente le operazioni nell’interesse della pubblica salute e sicurezza, come già accaduto due volte in precedenza”. MSC Crociere riprenderà le operazioni negli Stati Uniti al momento opportuno, soltanto a seguito dell’approvazione definitiva da parte del Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e di altre autorità competenti nel paese, nel rispetto dei requisiti e delle linee guida previste. Infine, MSC Crociere ha anche cancellato le crociere in Estremo Oriente dal 10 settembre al 26 ottobre compreso. Anche gli ospiti di tutte queste crociere avranno diritto al voucher FCC, ad un credito da utilizzare a bordo fino a 400 euro e fino a tre escursioni a terra gratuite prenotando la loro crociera a bordo di MSC Grandiosa o MSC Magnifica.
Oltre agli itinerari estivi annunciati oggi, MSC Crociere sta seguendo l’evoluzione della pandemia e non esclude la possibilità che altre navi possano rientrare in servizio anticipatamente durante la stagione estiva. L’annuncio di oggi segue la conferma della programmazione di MSC Crociere prevista per il periodo compreso tra fine ottobre 2020 e novembre 2021, cioè relativa alla stagione invernale 2020/2021 e a quella dell’estate 2021. Le 19 navi della flotta MSC offriranno agli ospiti itinerari in tutte le aree tradizionalmente servite da MSC Crociere nel Mediterraneo, nei Caraibi, nel Golfo, in Sud Africa, in Sud America e in Asia.
Per quanto riguarda gli itinerari dell’attuale stagione estiva, Gianni Onorato ha concluso: “Monitoreremo attentamente gli aggiornamenti e le nuove linee guida a livello globale, europeo e nazionale e rivedremo e aggiorneremo il nostro protocollo di salute e sicurezza non solo per assicurarci che le sue misure riflettano l’evoluzione della situazione a livello di conoscenze mediche e tecnologiche, ma anche per garantire che le misure siano in linea con le diverse fasi della diffusione del virus e con le restrizioni sociali imposte, in continuo aggiornamento. A tal fine, considerando l’evoluzione della situazione sanitaria, speriamo di poter allentare progressivamente alcune misure, continuando ad avere sempre come priorità assoluta la salute e la sicurezza di tutte le persone a bordo delle nostre navi. Allo stesso tempo, faremo in modo che anche quest’estate gli ospiti possano rilassarsi durante la loro vacanze a bordo di una delle navi di MSC Crociere”.
 
 

Blitz di Legambiente contro il cemento illegale che deturpa le bellezze della Regione

Legambiente: “Campania ‘maglia nera’ per cemento illegale sulle coste con record di infrazioni 1.715 con un aumento del 20%. In Campania le demolizione al palo: su 16.596 ordinanze di demolizione,sono state eseguite solo il 3% pari a 496 immobili abbattuti”
Napoli, 8 agosto 2020 – Uno striscione con la scritta “Giù le mani dalla costa” srotolato dai volontari di Legambiente all’altezza della Spiaggia di Santa Teresa a Salerno con sullo sfondo la Costiera Amalfitana colpita dai giorni scorsi da una enorme frana a causa di lavori abusivi sui costoni della Divina Costiera. Blitz di Legambiente contro il cemento illegale da decenni nemico del mare e delle coste campane.
Ancora una volta l’aggressione cementizia alle coste campane rimane la piaga di cui la Campania e l’intero paese stenta a liberarsi. La Campania detiene anche il primato nazionale del cemento illegale sulle coste con il 17,1%% dei reati accertati in Italia. Si registra un vero e proprio record di infrazioni 1.715 con un aumento del 20% rispetto lo scorso anno con 1.300 persone denunciate e arrestate e 395 sequestri effettuati. “Accanto alle villette - denuncia Mariateresa Imparato, presidente regionale Legambiente - le cronache locali ci raccontano di una miriade di chioschi, ristoranti, parcheggi, piscine, strade tracciate sulle dune e scalette scolpite nella roccia. Tutto quello che serve, insomma, per accedere alla battigia senza sforzo e godere della vista esclusiva sul mare. In barba alle regole, alla proprietà pubblica e alla salvaguardia dell’ambiente”.
Licenze edilizie fantasma, ordinanze di demolizioni non eseguite,richieste di sanatorie mai vagliate. Betoniere che lavorano sette giorni su sette. Case abusive tollerate e mai abbattute. Ancora di più se su quella casa pende da decenni un ordine di demolizione perché costruita abusivamente, magari in una zona di pregio, in un’area protetta o lungo la costa. In Campania le demolizione sono al palo: secondo gli ultimi dati di Legambiente più del 97% degli abusi edilizi da abbattere sono ancora ben saldi alle fondamenta, infatti su 16.596 ordinanze di demolizione, sono state eseguite solo il 3% pari a 496 immobili abbattuti. Non solo non si demolisce, ma neppure si acquisisce al patrimonio pubblico come prevedrebbe la legge: nella nostra regione appena il 2% di questi immobili risulta infatti trascritto dai Comuni nei registri immobiliari(pari 310 immobili).
Ancora più nera la fotografia della Campania se si analizzano anche le domande di sanatoria a seguito dei tre  condoni. Legambiente ha censito ben 362.646 richieste di sanatoria: sostanzialmente una nuova città/metropoli tutta da rimettere in regola. Il record alla Provincia di Napoli dove sono bene 259.170 le richieste di sanatoria, seguita dalla Provincia di Salerno con 71.096 richieste.
 

Per 2 giorni la nave scuola Amerigo Vespucci sarà presente nel Golfo di Napoli

Napoli, 9 agosto – Dalla giornata odierna, la nave scuola a vela Amerigo Vespucci della Marina Militare, impegnata nella Campagna d’istruzione 2020 a favore degli allievi ufficiali della prima classe dell’Accademia Navale, sarà presente nel Golfo di Napoli e per circa due giorni la popolazione campana potrà ammirarla dalla costa.
Appuntamento molto importante per la città di Castellammare di Stabia che il 22 febbraio 1931 diede i natali a quella che diventerà e che ancor oggi è considerata l’ambasciatrice del made in Italy e dei valori della Marina Militare. Fino alla serata di domani 10 agosto, il veliero resterà all’ancora di fronte la città dove fu costruita.
La campagna d’istruzione dei giovani allievi ufficiali al termine di un primo ed impegnativo anno di studi in Accademia navale, prosegue con un intenso programma addestrativo che ha visto il Vespucci, partito da Livorno il 29 giugno, navigare a vela fra le isole del Parco di La Maddalena e, successivamente, nello stretto di Messina ed essere altresì presente all’inaugurazione del nuovo Ponte San Giorgio a Genova.
La campagna d’istruzione 2020 si svolge con modalità non consuete, al fine di rispettare i necessari requisiti per la sicurezza del personale di bordo in relazione al problema COVID 19; pertanto, non sono previste le consuete aperture al pubblico della nave durante le soste nei porti.
L’attività addestrativa di quest’anno è dedicata a tutti gli italiani che hanno vissuto questo momento di particolare difficoltà e, pertanto, verrà colta ogni possibile opportunità di passaggio ravvicinato per salutare le comunità lungo le coste lambite dal vascello.
Nave Vespucci, salutato il golfo partenopeo, continuerà l’attività formativa dei futuri ufficiali della Marina Militare verso il sud della Penisola.
 

Costa Crociere: Michael Thamm “vogliamo ripartire in modo responsabile”

Costa Crociere è pronta a lavorare con le istituzioni per l’implementazione dei protocolli del Governo e per la ripresa responsabile delle crociere
Genova, 8 agosto 2020 –  A seguito del via libera da parte del Governo alla ripartenza delle crociere, Costa Crociere si prepara alla ripresa graduale delle proprie operazioni in attesa della pubblicazione dei protocolli sanitari.
“Siamo felici di poter riprendere presto le nostre crociere e vogliamo ringraziare il Presidente del Consiglio Conte, la Ministra De Micheli, il Ministro Speranza e tutte le Autorità  per la loro costante disponibilità e il loro sostegno.
L’industria crocieristica e Costa in particolare, come unica Compagnia italiana del settore, creano un importante valore per l’economia e per le destinazioni che visitiamo.
La graduale ripresa delle nostre attività darà sollievo al tessuto economico e turistico locale e ai nostri 5.000 fornitori e partner commerciali e agli oltre 7.500 agenti di viaggio che, in Italia, hanno sofferto a causa della lunga pausa che abbiamo vissuto” ha dichiarato Michael Thamm, Group CEO Costa Group e Carnival Asia “La ripresa delle nostre operazioni è però , in questa fase, anche una grande responsabilità nei confronti dei nostri ospiti, dei membri del nostro equipaggio e degli abitanti delle comunità che visitiamo con le nostre navi.
Nei prossimi giorni, lavoreremo a stretto contatto con le autorità nazionali, locali, i porti e i terminal, il RINA, e internamente, per la piena attuazione dei protocolli emessi dal Governo italiano in modo da poter garantire, tutti insieme, un riavvio regolare, organizzato e sicuro delle nostre crociere, sia a bordo sia a terra.
A breve saremo quindi lieti di annunciare il programma completo dei nostri itinerari per consentire così a migliaia di affezionati Ospiti Costa di tornare a navigare di nuovo con noi per la vacanza che è loro mancata in questi mesi”.

Seabourn annuncia le prossime cancellazioni di viaggio per tre navi come parte di pausa nelle operazioni globali delle navi

Seattle, 10 agosto 2020 – Seabourn, l’esperienza di viaggio ultra-lusso, ha annunciato oggi che annullerà i prossimi viaggi per tre navi da crociera nella sua flotta come parte della sua pausa nelle operazioni navali globali.
L’annuncio si applica a Seabourn Encore, Seabourn Ovation e Seabourn Sojourn con ogni nave con una data diversa per l’efficacia. I dettagli specifici sono i seguenti:
Seabourn Encore: con le sue operazioni pausa in vigore fino al 25 novembre 2020.
Seabourn Ovation: con le sue operazioni pausa in vigore fino al 20 dicembre 2020.
Seabourn Sojourn: in pausa attraverso World Cruise 2021, con le sue operazioni pausa con effetto fino al 24 maggio 2021.
Il marchio aveva precedentemente annunciato una pausa nelle sue operazioni navali globali dal 14 marzo al 20 novembre 2020,a seconda della nave, annullando di fatto tutti i viaggi previsti per funzionare durante quel lasso di tempo. La decisione di annullare ulteriori viaggi è un’azione proattiva per affrontare le circostanze che continuano ad evolversi dalla risposta globale alla situazione COVID-19.
“Da qualche tempo diciamo che la nostra ripresa del servizio avverrà gradualmente, e questa azione riflette tale discussione. La salute, la sicurezza e il benessere dei nostri ospiti, dell’equipaggio e delle persone nelle destinazioni che visitiamo rimangono una priorità assoluta”, ha dichiarato Josh Leibowitz,presidente di Seabourn. “Come molti che guardano l’industria dei viaggi, siamo incoraggiati dai segni che emergono in tutto il mondo che indicano il progresso dei viaggi verso il ritorno. Quando i nostri esperti consulenti scientifici e medici e le nostre destinazioni supportano la possibilità di riprendere i viaggi su Seabourn, saremo pronti.”
Seabourn comunicherà i cambiamenti per i viaggi in programma per la partenza nel periodo di estensione con tutti gli ospiti prenotati e i loro consulenti di viaggio.
Gli ospiti attualmente confermati sulla crociera mondiale 2021 di Seabourn Sojourn saranno automaticamente ri-ospitati nella stessa suite sulla crociera mondiale 2022 di Seabourn Sojourn, a tariffa pagata, entro 30 giorni.
Gli ospiti con crociere interessate (ad eccezione della Crociera Mondiale 2021) verranno automaticamente cancellati e tutti gli ospiti riceveranno crediti Bonus Future Cruise. Possono anche richiedere un rimborso completo dei fondi versati a Seabourn. I dettagli specifici sono i seguenti:
Pagato in completo: gli ospiti pagati per intero riceveranno 125% Future Cruise Credit della tariffa base di crociera pagata a Seabourn. Potrete inoltre richiedere un rimborso completo dei fondi versati a Seabourn.
Sotto Deposito: gli ospiti con prenotazioni sotto deposito riceveranno un Future Cruise Credit valutato al 125% dell’importo del deposito pagato. Potrete inoltre richiedere un rimborso completo dei fondi versati a Seabourn.
Il Future Cruise Credit è valido per 12 mesi dalla data di emissione e può essere utilizzato per prenotare crociere in partenza fino al 31 dicembre 2022. L’importo degli acquisti di tariffe non-crociera può essere trasferito a una nuova prenotazione. In alternativa, gli ospiti possono richiedere un rimborso dei fondi versati a Seabourn, che saranno rimborsati alla forma originale di pagamento.
Agli ospiti e ai loro consulenti di viaggio verranno inviati dettagli specifici applicabili alla loro prenotazione. Seabourn chiede agli ospiti e ai consulenti di viaggio di utilizzare prima le risorse online disponibili sul proprio sito web, piuttosto che chiamare il Centro prenotazioni per informazioni sulle cancellazioni a causa della possibilità di elevati volumi di chiamate e del potenziale di lunghi tempi di attesa.
 

Mattioli, grande soddisfazione per le misure nel Dl di agosto ma servono interventi strutturali

Roma, 10 agosto 2020 – L’inserimento nel Decreto Agosto delle misure che riconoscono un concreto sostegno alle aziende operanti con navi iscritte nel Primo registro, proposte dalla Ministra Paola De Micheli, e approvate dal Consiglio dei Ministri del 7 agosto, sono motivo di grande soddisfazione per Confitarma che ha sostenuto con forza tali provvedimenti in tutte le sedi istituzionali.
“Oltre a riconoscere l’esigenza di consentire la ripartenza delle crociere – afferma Mario Mattioli, presidente di Confitarma – dopo alcuni “incidenti di percorso” è stato dato il giusto riscontro positivo alle istanze presentate e sostenute con forza dalla Confederazione Italiana Armatori in merito all’esigenza di misure per dare almeno un ristoro parziale a tutte le aziende con unità iscritte nel Primo registro, e non solo per quelle del cabotaggio minore, come ad esempio quelle che operano nel bunkeraggio marittimo, che hanno registrato notevoli perdite di fatturato in questo periodo di crisi per la pandemia Covid19″.
“Non meno importanti – prosegue Mattioli – sono le misure previste per la compensazione dei danni subiti tra febbraio e dicembre 2020 dal comparto del trasporto marittimo di lungo raggio a causa della riduzione dei loro ricavi.
La Ministra De Micheli ha rispettato l’impegno ed ora l’auspicio è che l’iter parlamentare di conversione del Decreto Agosto confermi tali misure di fondamentale importanza per un settore come quello marittimo che ha dimostrato di essere fondamentale per l’economia e la vita quotidiana del Paese anche durante l’attuale crisi pur dovendo affrontare enormi difficoltà.
Di fatto – conclude il Presidente di Confitarma – il settore avrebbe bisogno di interventi strutturali specie in vista del prossimo autunno che non si prospetta affatto facile”.

Trasporto pubblico locale: Bonaccini, manifestata al Governo una fortissima preoccupazione, occorre una decisione condivisa nel più breve tempo possibile.

Le tre questioni poste all’Esecutivo
Roma, 10 agosto 2020 – “Nel confronto che abbiamo avuto oggi con i Ministri De Micheli, Speranza e Boccia abbiamo confermato, insieme con i Comuni, la fortissima preoccupazione per la situazione del Trasporto pubblico locale, quando a settembre riapriranno le scuole e saranno riprese gran parte delle attività lavorative”. Lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini. “È chiaro che il riferimento di base deve essere la sicurezza sanitaria. Insieme, Governo e Regioni devono però fare i conti con la sostenibilità del trasporto pubblico. Insieme dobbiamo trovare le soluzioni possibili che consentano la gestione dei servizi in un periodo in cui dovremo convivere con il contenimento del virus. E dobbiamo fare presto, per questo abbiamo dato la nostra massima disponibilità sin dalle prossime ore a trovare una soluzione condivisa”.
Prosegue il presidente Bonaccini: “Al Governo abbiamo posto tre questioni fondamentali.
Punto primo: abbiamo apprezzato il previsto stanziamento di 400 milioni del DL Agosto. Ma occorre che queste risorse siano rapidamente erogate. Abbiamo infatti chiesto che non si perda tempo, che si attribuiscano sulla base degli stessi criteri che abbiamo già utilizzato per il fondo nazionale trasporti. Serve anche uno snellimento del regime autorizzatorio per abilitare altri mezzi a svolgere i servizi di linea.
Punto secondo: si deve agire soprattutto sulle linee extraurbane.
Punto terzo: è opportuno chiudere rapidamente i tavoli regionali coordinati dal Ministero dell’Istruzione sulla flessibilità degli orari scolastici al fine di avere un quadro chiaro sulla base del quale rimodulare i servizi di Trasporto pubblico locale ove necessario. Infine– conclude Bonaccini- ho chiesto ai ministri di arrivare ad una decisione condivisa all’inizio della prossima settimana, perché i tempi stringono davvero.”

Venezia, lavoratori portuali in agitazione per la soluzione crociere

I lavoratori scrivono al Governo, alle Istituzioni locali e ai candidati per creare le condizioni per far ripartire subito le crociere anche a Venezia e per scegliere al più presto una soluzione che ovvi il passaggio a San Marco gestendo al contempo la transizione per assicurare un futuro agli oltre 4000 lavoratori e alle loro famiglie.
“Anche noi votiamo, non chiediamo sussidi ma che ci venga assicurata la dignità del nostro lavoro e riconosciuta l’eccellenza che nel mondo ci invidiano”
Venezia, 10 agosto 2020 – Si è tenuta oggi al il Piazzale Isonzo della Stazione Marittima di Venezia una conferenza stampa cui hanno preso parte i lavoratori delle imprese portuali che operano con e per le crociere oggi per la maggior parte in cassaintegrazione, che hanno voluto far sentire la propria voce davanti a quello che è stato definito “un silenzio assordante della politica e delle istituzioni”.
Nel corso della mattinata hanno preso la parola alcuni dei rappresentanti dei lavoratori per far presente che, nonostante sia giunto da Roma il via libera alla crocieristica, la città di Venezia rischia di restare tagliata fuori dalla ripresa delle crociere per non aver saputo dare una pronta risposta al settore che da oltre 10 anni chiede una soluzione alternativa per far giungere le navi e i crocieristi in città.
Una soluzione che, spesso si dimentica, garantirebbe il mantenimento del l’home Port a Venezia e con esso tutta l’economia di fornitura, i posti di lavoro e i servizi collegati alle navi.
I partecipanti, che si sono dichiarati unanimemente a favore di una soluzione alternativa che ovvi il passaggio davanti a San Marco, hanno sottolineato la necessità che la politica e le istituzioni diano una risposta chiara e immediata per consentire alle crociere di tornare a Venezia in piena sicurezza e di non mettere così a rischio anche la stagione 2021, dopo che la stagione 2020 sembra irrimediabilmente perduta.
Le mancate decisioni della politica unite alle dichiarazioni e alle minacce di manifestazioni e tafferugli da parte dei comitati del “no” hanno infatti allontanato le compagnie che stanno lentamente ricominciando a viaggiare con il benestare del Governo e con protocolli di sicurezza anti-Covid molto severi. La scelta di preferire lo scalo Trieste piuttosto che a Venezia non è accettabile perché mette a rischio oltre 4000 lavoratori e migliaia di famiglie il cui futuro oggi è quantomai incerto. 
Gli ammortizzatori sociali concessi dallo Stato per far fronte all’avvento della pandemia stanno per terminare ma i lavoratori hanno chiaramente sottolineato che oggi a Venezia è in gioco non solo un comparto rilevante per l’economia locale ma soprattutto la dignità dei lavoratori che non chiedono di ricevere sussidi o “adeguato welfare”, come da alcuni paventato, ma vogliono poter contare sul loro posto di lavoro e sul loro stipendio guadagnato onestamente. 
Mettere in discussione la crocieristica a Venezia non è una semplice questione ambientale o di immagine, non si può giocare con il futuro dei lavoratori e delle famiglie che fino ad oggi sono rimaste in silenzio attendendo una decisione ma che oggi – davanti alla possibilità di occupazione zero – lanciano da un terminal silenzioso e inoperoso un grido di allarme e preoccupazione che non si esclude possa sfociare in ulteriori manifestazioni nelle prossime settimane. 
Manifestazioni che, sempre nel rispetto della sicurezza e con il garbo che ha contraddistinto i lavoratori portuali in questi anni, mirano a portare all’attenzione de Governo, della politica locale e dei candidati alle prossime elezioni regionali e cittadine, un dissenso e una preoccupazione che non è più sostenibile.
Il rischio, hanno ribadito, è quello di gettare a mare un intero settore produttivo, florido e sempre più sostenibile, per la paura di decidere. I lavoratori ritengono infatti che non solo vada identificata una soluzione tra i progetti presentati su cui vi è maggiore convergenza istituzionale che rappresentano una alternativa concreta al passaggio davanti a San Marco ma che questo vada fatto velocemente e studiando contestualmente tutte le misure necessarie per agevolare la transizione salvaguardando il traffico e la relativa occupazione. Non è più dunque un semplice appello ma una vera necessità per non mettere a rischio il futuro di una parte importante della città, della sua economia e di un importante bacino di votanti che non si accontentano più proclami ma pretendono soluzioni concrete e certezze per il futuro.
L’appello di oggi è solo l’inizio di un percorso che vedrà la nascita di un tavolo permanente dei lavoratori e delle imprese portuali che mira a sostenere un futuro compatibile e sostenibile per la crocieristica e lottare – tutti assieme – per assicurare un futuro alle famiglie coinvolte da questa assurda situazione. 
Il tavolo è aperto alla partecipazione di tutti i lavoratori portuali nella convinzione che la prima fonte di occupazione e reddito del Veneto che conta oltre 22 mila occupati, il Porto, sia un bene da salvaguardare, rilanciare e potenziare e non debba essere mai messo in discussione per la paura di decidere o il timore di un confronto. Fino ad oggi sono state ascoltate le voci di molti è ora che anche il Porto faccia sentire la sua, una voce di esperti e conoscitori del settore una voce, quella dei lavoratori portuali, che ha contribuito a rendere grande Venezia nei secoli.
Nel corso della mattinata, sono stati ricordati alcuni dati provenienti dai più recenti studi condotti da importanti centri di ricerca, riconosciuti a livello internazionale, che certificano che l’economia del mare a Venezia genera un impatto economico positivo non solo per la città ma per tutta l’Italia pari a 410 milioni di euro, creando più di 7mila posti di lavoro stabili. Nella nostra città, la spesa diretta di passeggeri, equipaggi e navi ogni anno raggiunge i 155 milioni, pari a 426mila euro ogni giorno, che diventano 676mila se si considerano solo i giorni in cui almeno una nave è in città. Con i suoi 1,41 milioni di passeggeri, la crocieristica ha coperto quasi il 3% del Pil dell’economia di Venezia.
Ma è necessario andare oltre l’occupazione e le attività dirette ma vanno considerate anche le attività dell’indotto che, come tutti, stanno soffrendo del calo delle presenze e non possono contare sullo stesso giro d’affari pre-pandemia. Venezia vanta una produzione pari a 5,6 miliardi di euro (dati Istat 2015 elaborati dalla Cgia di Mestre). Per un quinto è merito dell’area portuale della città, comprese le attività di crociera e quindi di transito di turisti. Le attività economiche presenti sulla terraferma e nella città insulare generano quasi 1,1 miliardi, ascrivibili al settore dei trasporti/magazzinaggio. Poco meno del 20% della ricchezza comunale, quindi, è “generato” dal porto commerciale e dalle attività collegate a questo settore.  Si tratta di dati rilevanti che la miopia nel non voler trovare una soluzione sostenibile per la crocieristica mette a rischio. Non si tratta quindi di ascoltare la voce dei lavoratori portuali del settore crociere che oggi prendono una posizione ma di ascoltare anche tutti gli altri lavoratori e imprenditori dell’indotto che in assenza di soluzioni concrete potranno intravvedere davanti a loro solo un destino a tinte fosche.
Infine i lavoratori hanno annunciato che se Costa Crociere confermerà la scelta di tornare a Venezia per la stagione 2020 con una nave, i lavoratori saranno pronti ad accoglierla ed a offrire alla compagnia e ai passeggeri il miglior servizio possibile che ha sempre contraddistinto il Porto Crociere di Venezia e le migliori misure di sicurezza anti Covid, Lo stesso varrà per tutte le compagnie che vorranno tornare e aiutare così Venezia a garantire un futuro ai lavoratori e alle famiglie. 
Lettera dei lavoratori Portuali
Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio Avv. Giuseppe Conte Ill.mo Sig. Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Dott.ssa Paola De Micheli Ill.mo Sig. Ministro dell’Ambiente Dott. Sergio Costa Ill.mo Sig. Ministro dello Sviluppo Economico Ing. Stefano Patuanelli Ill.mo Sig. Ministro per i Beni e Attività Culturali e del Turismo Avv. Dario Franceschini Ill.mo Sig. Presidente della Regione Veneto Dott. Luca Zaia Ill.mo Sig. Sindaco di Venezia Dott. Luigi Brugnaro Gentili Candidati alle elezioni regionali del Veneto e del Comune di Venezia                  E p.c.
Ill.mo Sig. Prefetto di Venezia Dott. Vittorio Zappalorto Ill.mo Sig. Commissario Straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Altro Adriatico Settentrionale Dott. Pino Musolino Ill.mo Sig. Comandante della Capitaneria di Porto di Venezia CA (CP) Piero Pellizzari Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia Affidiamo a Voi tutti questa nostra accorata lettera affinché nelle scelte che auspichiamo prenderete per il futuro della crocieristica a Venezia possiate tenere conto anche delle istanze degli oltre 4000 lavoratori del settore e delle loro famiglie.
Oggi questi lavoratori sono per lo più in cassintegrazione sulla base agli ammortizzatori sociali previsti dal Governo per affrontare la pandemia Covid-19. Questi ammortizzatori finiranno presto e noi lavoratori ne siamo ben lieti, se solo potessimo intravvedere davanti a noi un futuro solido grazie alla ripresa della crocieristica. Sappiamo che avete impiegato tempo e risorse per consentire alle Compagnie di ripartire in sicurezza, Vi chiediamo la stessa determinazione nel prendere una decisione per la crocieristica a Venezia garantendo un adeguato periodo di transizione che salvaguardi i traffici e l’occupazione ad essa collegati.
Non volgiamo entrare nel merito della scelta ideale che non ci compete, ma vogliamo che sia solo definitiva e che si arrivi ad essa in tempi rapidi. Non vogliamo sussidi o ammortizzatori sociali, vogliamo continuare a fare il nostro lavoro al meglio per garantire un futuro sostenibile alla nostra città e un futuro solido alle nostre famiglie.  In questi anni abbiamo deciso di parlare poco e di restare al nostro posto, ma la situazione oggi vede due situazioni contrapposte: l’assoluta indecisione politica aggravata dalla crisi dovuta al Covid-19 che ha azzerato i traffici e l’ostilità dei Comitati del “no”. Tutto questo non è più sostenibile e riteniamo che il combinato disposto da questa situazione si sia spinta fino a condizionare le scelte del mercato che preferisce scalare altri porti alternativi al nostro, non sulla scorta dell’impossibilità di accedere alle nostre banchine ma per il silenzio della politica e per le ingiustificate minacce che troviamo inaccettabili.
Tutti assieme rappresentiamo un comparto che per Venezia è essenziale per la crescita economica e sociale, un settore – quello dell’economia del mare – sul quale da sempre Venezia e il suo hinterland hanno potuto contare, sin dalle sue origini. Ma un comparto quello della portualità veneziana sotto attacco da troppo tempo nel suo complesso e purtroppo orfano di scelte fondamentali per mantenere la sua accessibilità nautica. E senza la portualità è l’intera industria manufatturiera e dei servizi di Venezia che scompare.
Gli studi condotti da eminenti centri di ricerca, riconosciuti a livello internazionale, certificano che l’economia del mare a Venezia genera un impatto economico positivo non solo per la città ma per tutta l’Italia pari a 410 milioni di euro, creando più di 7mila posti di lavoro stabili. Nella nostra città, la spesa diretta di passeggeri, equipaggi e navi ogni anno raggiunge i 155 milioni, pari a 426mila euro ogni giorno, che diventano 676mila se si considerano solo i giorni in cui almeno una nave è in città. Con i suoi 1,41 milioni di passeggeri, la crocieristica ha coperto quasi il 3% del Pil dell’economia di Venezia.
Vi citiamo questi dati perché riteniamo che il turismo crocieristico debba essere interpretato con attenzione, non solo per il numero di presenze, peraltro esigue se paragonate al numero complessivo di turisti che ogni anno visitavano Venezia, ma per l’alto valore aggiunto che porta in città, a coloro che qui vivono e ancora vi lavorano. Una città che troppo spesso viene descritta solo come meta di turismo incontrollato ma noi, con il nostro lavoro e la nostra esperienza, riusciamo a gestire grandi quantità di passeggeri e persone con efficienza, in sicurezza e rispetto di tutti coloro che in città vivono. Venezia è da decenni il Primo Homeport del Mediterraneo questo significa che i nostri passeggeri iniziano e concludono la propria crociera a Venezia e quindi richiedono spazi a terra e servizi efficienti e organizzati, per questo è importante che voi teniate conto non solo degli aspetti ambientali ma anche di quelli pratici. Spostare uno dei migliori terminal crociere in altra area è possibile, ma dobbiamo poter garantire gli stessi servizi e lo stesso livello di sicurezza e soprattutto quell’autonomia dei traffici commerciali così come di quelli turistici che fino ad oggi ne hanno permesso uno sviluppo sinergico con ampia crescita occupazionale.
Anche noi siamo cittadini di Venezia, anche noi quando guardiamo una nave passare davanti al Bacino di San Marco ci soffermiamo a osservarne la rotta, anche noi immaginiamo lo stupore dei passeggeri che ci osservano dall’ultimo ponte della nave. Poi però, a differenza di molti, portiamo lo sguardo a terra, sulle cime dei rimorchiatori, sui nostri carrelli porta bagagli, sui nostri bus, sui nostri terminal e ci rimbocchiamo le maniche perché quello che per alcuni è un’industria da abbattere a tutti i costi per noi è lavoro, impegno, esperienza di alto livello che molti altri paesi ci invidiano e soprattutto futuro per le nostre famiglie. Questo lavoro ci consente inoltre di vivere in città o nei dintorni, di mantenere le nostre famiglie ma soprattutto di contribuire a mantenere vivo a Venezia quello spirito di città che dal mare ha sempre tratto vita e prosperità.
Noi le navi le conosciamo bene, sappiamo che sono uno dei settori di eccellenza italiani, così come sappiamo che l’evoluzione tecnologica in corso e gli investimenti nel settore sono tra i più elevati al mondo. Quelle che per alcuni sono “Grandi Navi” giorno dopo giorno diventano gioielli tecnologici sempre più sostenibili. Sarebbe dunque miope voler imporre limiti che non tengano conto anche di questi aspetti.
Siamo consapevoli che la tutela dell’ambiente abbia un peso rilevante, anche noi siamo cittadini di questa splendida città e anche noi abbiamo a cuore il suo futuro, ma voi abbiate a cuore anche il futuro del nostro lavoro e quello delle nostre famiglie.
Sappiamo che molto si può fare e tutti noi, ciascuno per quel che può, ha messo a disposizione la propria esperienza per trovare soluzioni alternative, soluzioni di cui tutti parlano ma che nessuno – ad oggi – si è preso la responsabilità di scegliere.
Le discussioni politiche e la mancanza di scelte sul tema della crocieristica a Venezia hanno subito e continuano a subire un’influenza mediatica che non è più accettabile da parte delle oltre 4000 famiglie che attendono da anni certezze sul proprio futuro. Oggi con la crisi economica innescata dal Covid-19 abbiamo più che mai bisogno di risposte a soluzioni che non possono più attendere di essere realizzate e soprattutto poter contare su una ripartenza dei traffici che ci sembra ingiustamente preclusa per questa stagione e che sarebbe insostenibile si verificasse anche nel 2021 decretando il fallimento della politica e con esso purtroppo di tutto il settore. Ne va del futuro delle nostre famiglie e ne va della nostra dignità di lavoratori, nessuno di noi vuole vivere di sussidi ma continuare a vivere del proprio lavoro e dello stipendio che ci siamo sempre guadagnati in modo onesto. Ma soprattutto, con il nostro lavoro, vogliamo contribuire a rendere vitale, autonoma, sostenibile e fiera la nostra città.
I Lavoratori Portuali del settore Crociere e le loro famiglie
 

Costa Crociere riparte il 6 settembre 2020 con Costa Deliziosa

Genova, 11 agosto 2020 – A seguito dell’approvazione di ieri da parte del Governo italiano della ripresa delle crociere e del relativo protocollo sanitario, Costa Crociere prevede di ripartire gradualmente con le proprie crociere da porti italiani il 6 settembre 2020.
Il ritorno delle crociere Costa sarà progressivo e coinvolgerà un numero crescente di navi. La prima nave a salpare il 6 settembre 2020 sarà Costa Deliziosa, che offrirà ogni settimana crociere da Trieste alla scoperta delle destinazioni più belle della Grecia. Seguirà Costa Diadema, il 19 settembre 2020, che effettuerà crociere di 7 giorni da Genova nel Mediterraneo occidentale, per godersi il meglio dell’Italia e Malta.
Dall’entrata in vigore oggi del nuovo decreto del Governo italiano, Costa Crociere sta lavorando con le autorità di bandiera nazionali e le destinazioni per garantire un’applicazione responsabile, agevole e ben organizzata delle nuove normative e protocolli, in stretta collaborazione con le istituzioni locali, le autorità sanitarie, le Capitanerie di Porto, le autorità di sistema portuale, i terminal e il RINA. Di conseguenza, ulteriori dettagli sugli itinerari di Costa Deliziosa e Costa Diadema saranno resi noti nei prossimi giorni.
Per consentire la progressiva implementazione dei nuovi protocolli a bordo e a terra, la compagnia è inoltre costretta a prolungare fino al 30 settembre 2020 la pausa per tutte le altre sue crociere, ad eccezione delle suddette partenze di Costa Deliziosa (6, 13, 20, 27 settembre) e Costa Diadema (19 settembre). Costa sta informando gli Ospiti e gli agenti di viaggio interessati, ai quali garantirà una riprotezione secondo quanto stabilito dalla normativa applicabile.
Al fine di offrire la miglior esperienza di vacanza possibile, garantendo allo stesso tempo la massima sicurezza per ospiti ed equipaggio, Costa Crociere ha messo a punto per la propria flotta il Costa Safety Protocol, un protocollo che contiene nuove procedure operative adeguate alle esigenze di risposta alla situazione COVID-19.  Le procedure sono state studiate con il supporto scientifico di esperti indipendenti in Sanità Pubblica coordinati da V.I.H.T.A.L.I. (Value in Health Technology e Academy for Leadership and Innovation), spin-off dell’Università Cattolica di Roma, e sono conformi ai protocolli sanitari definiti dalle autorità italiane ed europee (EU Healthy Gateways).