Porto di Napoli off limits per i disabili. Verdi: “Sopralluogo sul posto, rimuovere le barriere architettoniche”

“Mercoledì mattina mi sono recato presso il Porto di Napoli per un sopralluogo volto ad appurare le difficoltà per i disabili di fruire della struttura. Abbiamo avuto modo di riscontrare che il porto è praticamente off limits per chi è affetto da disabilità. Le barriere architettoniche sono ovunque e la circolazione di chi si muove in carrozzina è praticamente impossibile a partire dall’ingresso do varco Immacolatella fino al Molo Beverello. Ci sono gradini ovunque e spesso gli scivoli sono ostruiti da catene obbligando le carrozzine a procedere in mezzo alle carreggiate destinate alle auto”. Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, autore del sopralluogo con Vincenzo Sannino dell’associazione “Lo Sportello dei Diritti del Cittadino”. I due hanno percorso i camminamenti interni al porto, incontrando vari ostacoli che hanno impedito alla carrozzina di procedere. “Chiediamo al presidente Spirito di rimuovere le barriere rendendo così il porto fruibile per tutti. I disabili hanno diritto a non incontrare barriere che limitano la loro mobilità, in special modo in una struttura del genere. L’Autorità Portuale ha il dovere di intervenire al più presto, rimuovendo gli ostacoli. Vigileremo affinché questo accada. Nel 2019 non sono più accettabili limitazioni del genere per chi è affetto da disabilità”, conclude Borrelli.

Parte il progetto di censimento dei marittimi italiani. Stefano Messina: Pieno sostegno al Ministro Edoardo Rixi

Pieno sostegno al Governo e in particolare al vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, è espresso da Assarmatori per il via al progetto di censimento dei marittimi italiani. Lo ha affermato il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, che ha ricordato come questo progetto sia stato da sempre al centro della politica associativa. Il censimento, infatti, è il primo passo per favorire un intervento deciso sulla piaga della disoccupazione che affligge i marittimi italiani. Bene quindi fa il Governo nell’affrontare questo problema facendo del tema dell’occupazione uno degli obbiettivi principali della propria azione politica. Secondo quanto anticipato da Stefano Messina, il progetto prevede che tutte le aziende armatoriali direttamente o indirettamente interessate forniscano il loro contributo in termini di dati storici e sulla situazione attuale dell’occupazione. Nel censimento saranno coinvolte le imprese armatoriali che operano con navi di bandiera italiana, le aziende estere che utilizzano la bandiera italiana sotto contratti di bare boat charter, le aziende le cui navi battono bandiera italiana in virtù dell’iscrizione al Registro Internazionale, le imprese marittime impegnate nel cabotaggio nazionale ed europeo. Una collaborazione sarà richiesta anche alle Organizzazioni Sindacali con l’obbiettivo di pervenire nei tempi più brevi possibili a una mappatura anche delle sacche di disoccupazione, ovvero quelle regioni e province del Paese dove è maggiore il numero dei marittimi disoccupati; inoltre viene auspicato che siano finalizzati i lavori per la creazione di un’unica anagrafica a livello nazionale riguardante il Collocamento Gente di Mare, capace di fornire adeguato servizio agli utenti, monitorare e indirizzare le politiche attive nei confronti del lavoro marittimo. Sotto la lente di ingrandimento finiranno anche le rotazioni di equipaggio e i periodi a terra coperti dal regime di malattia “ex Cassa Marittima”.

Pietro Verna si è presentato alla stampa: «Non sono qui per rinviare»

«Sono lieto di essere qui e di poter dare il mio contributo per lo sviluppo dei porti del Sistema», sono le parole con le quale il neo commissario dell’Adsp del Mar Tirreno Settentrionale, Pietro Verna, si è presentato stamani alla stampa.
L’ammiraglio ispettore in ausiliaria ha dichiarato di volersi mettere subito a lavoro: «Non amo i rinvii – ha detto – ho avuto un determinato incarico e lo porterò avanti con la consapevolezza che se riuscirò a fare bene quello che mi compete sarebbe già tanto».
«Unicuique suum (a ciascuno il suo)», Verna fa suo uno fra i principali precetti del diritto romano, innalzando l’umiltà e la capacità di ascolto a cifra stilistica del buon governo.
Il commissario straordinario ha spiegato di aver già chiesto a tutte le direzioni della Port Authority di fargli una serie di dossier sulle sfide che lo attendono e sulle priorità di intervento: «Mi sono già fatto una prima idea delle varie problematiche e delle potenzialità degli scali portuali dell’Alto Tirreno, a cominciare da Piombino che in questi anni ha conosciuto uno sviluppo infrastrutturale senza precedenti: mi confronterò presto con i miei collaboratori per avere un primo scambio di osservazioni».
Verna ha poi parlato dell’Espo Conference, la conferenza dell’Organizzazione dei Porti Europei che si terrà a Livorno il prossimo 23 e 24 maggio: «la scelta di Espo di organizzare la sua conferenza annuale a Livorno non è casuale. Livorno è una città bellissima, con una tradizione marittima ben radicata. Dimostreremo di essere all’altezza di questo evento».
Il commissario straordinario si è insediato a Palazzo Rosciano già venerdì scorso. La prima cosa che aveva fatto nel suo primo giorno di lavoro era stata quella di incontrare tutto il personale, in una riunione convocata nella sala riunioni della sede della Port Authority.
«Avere un gruppo forte e coeso è ciò che fa la differenza nei momenti di difficoltà – aveva  detto – le risorse umane sono il più importante fattore critico per il successo di qualsiasi Ente».

Presentati nella prima conferenza stampa da Pietro Verna i traffici per i porti del Sistema

44 milioni di tonnellate di merce movimentata e segni più davanti a quasi tutti gli indicatori di traffico. Il 2018 è da record 
Livorno, 14 marzo 2019 – Una crescita del 7,3% nel tonnellaggio complessivo e segni più davanti a quasi tutti gli indicatori di traffico, con l’eccezione dei traghetti, che sono diminuiti dello 0,4%. Sono i dati del rapporto statistico dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, presentati stamani nel corso della prima conferenza stampa del neo commissario Pietro Verna. Nell’anno appena trascorso, i porti di Livorno, Piombino e quelli elbani di Portoferraio, Rio Marina e Porto Cavo hanno movimentato 44 milioni di tonnellate di merce.
Lo scalo labronico si conferma regina nel settore delle autostrade del mare, dove con le sue 507 mila unità commerciali in ingresso e in uscita dal porto (+ 13,2% rispetto al 2017) ha contribuito a movimentare il 70% del traffico complessivamente generato in questo comparto da tutti i porti del Sistema. Assieme a Piombino (che ha movimentato oltre 125 mila unità, in calo dell’8%) e ai porti elbani (95mila unità, +1,8%), sono state movimentate quasi 729 mila tir e trailer (+7,1%).
I passeggeri transitati dagli scali portuali dell’Alto Tirreno sono stati 9 milioni 723 mila, +0,5% rispetto al 2017. In crescita il traffico delle crociere, con 825 mila crocieristi (+12,3%). In particolare, è stato il porto di Livorno a registrare il dato più performante, movimentando 786.136 cruisers (+12,5%), seguono i porti elbani con 26.415 unità (in calo dell’11,4%) e quello di Piombino (12.759 unità, +116,4%).
Nel traffico dei traghetti, i porti nel loro insieme hanno movimentato quasi 9 milioni di passeggeri, di cui 2,6 milioni in transito da Livorno (+ 5,3%), 3,2 milioni da e per Piombino (-2,7%) e 3.044.667 da e per gli scali insulari ( -2,7%).
Nel settore delle merci alla rinfusa, sono stati movimentati quasi 12 milioni di tonnellate di merce, di cui 8,8 9,5 di rinfuse liquide (+7,5%) e 2 milioni di tonnellate di dry bulk (0,7%). Nelle altre tipologie di traffico è il porto di Livorno a gestire il 100% del traffico complessivamente movimentato dai porti dell’Alto Tirreno.
Nei container Il 2018 ha fatto registrare complessivamente una crescita dell’1,9% rispetto al 2017 con 748 mila TEU movimentati. Al raggiungimento del buon risultato hanno contribuito i container pieni, che sono aumentati del 7,5% sia in import che in export. In decremento, invece, i contenitori vuoti (-2%) e il transhipment (154 mila TEU totali, -9,3%) che oggi costituisce il 20% del traffico dello scalo. Bene anche le auto nuove, dove è stato raggiunto il terzo record consecutivo: 666 mila unitù e una crescita dell’1,3%.
E non potevano che essere ottimi i rendimenti del traffico dei prodotti forestali: 1,65 milioni di tonnellate movimentate e +4% sul 2017. Complessivamente, sono transitate dagli scali dell’Alto Tirreno 34.912 navi, in diminuzione del 3,4% rispetto all’anno precedente. È diminuita anche la stazza lorda complessiva del movimento navi, che è passata dalle 319 mila tonnellate del 2017 alle 315 mila del 2018.

Uno studio di pre-fattibilità sui collegamenti marittimi veloci nei golfi di Napoli e Salerno

Lo studio di prefattibilità sui collegamenti marittimi veloci nei golfi di Napoli e Salerno è frutto della collaborazione tra l’AdSP del Mar Tirreno Centrale e l’Università degli Studi di Salerno. Una collaborazione formalizzata con l’Accordo Quadro del 2017 nell’ambito del quale, oltre al suddetto studio, è stato attivato il Master di I livello in Economia del Mare, Logistica e Turismo (EMALT). Lo studio verifica le ipotesi di attivazione di 4 linee veloci, due nel golfo di Napoli e due nel golfo di Salerno, partendo dai punti di forza e di debolezza delle esperienze pregresse (Metrò del Mare) ed in corso (Cilento Blu ed Archeolinea). La metodologia ha previsto un confronto con gli operatori del settore e con le istituzioni, una serie di sopralluoghi nei porti di destinazione dei servizi, oltre a verifiche di efficienza delle linee attualmente utilizzate, interlocuzione con le Capitanerie di Porto ed una dettagliata analisi dell’offerta dei collegamenti terrestri. L’attivazione delle linee ipotizzate presenta notevoli vantaggi di carattere ambientale (decongestiona il traffico stradale), per la fruizione delle aree balneari e dei siti culturali della Regione Campania, grazie ad una efficiente rete di collegamenti via mare. Dallo studio emerge che la sostenibilità economica dei servizi non può prescindere da un’organizzazione idonea a garantire uno standard qualitativo rispondente alle aspettative della domanda, non solo in termini di caratteristiche dell’offerta (sicurezza, comfort, pulizia dei mezzi, regolarità e frequenza delle corse), ma anche di un’efficiente integrazione con il trasporto via mare e via terra. Il servizio, per essere sostenibile, deve contare su mezzi di trasporto moderni e veloci, con un numero limitato di fermate, ad elevata frequenza, con un tempo di percorrenza competitivo. Nel redigere lo studio si è tenuto conto, nella ipotesi di fattibilità di attivazione delle linee marittime, il punto di vista del passeggero (cliente) per le caratteristiche del servizio, della compagnia marittima (gestore) per la verifica della fattibilità tecnico-economica, ed il punto di vista della Regione Campania, in qualità di Amministrazione Pubblica deputata alla gestione delle scelte collettive e delle relative ricadute per la collettività per la pianificazione del trasporto pubblico locale. Le conclusioni dello studio evidenziano alcuni elementi indispensabili per l’avvio del servizio, e per la sua sostenibilità economica nel tempo: un cofinanziamento pubblico per la fase di start up; investimenti nel rinnovo delle flotte; integrazione intermodale (con altri modi di trasporto a monte e a valle della fase mare) ed intramodale (con le altre linee marittime in esercizio); miglioramento dei servizi land side (banchine, servizi igienici, bar, strutture ricettive quali info point, edicole, ecc.); bigliettazione elettronica ed integrata, mediante strumenti digitali come una App dedicata, anche con formule  all inclusive che comprendano, oltre al viaggio, itinerari storico-culturali e servizi turistici; mantenimento nel tempo di tariffe agevolate per studenti, anziani e categorie protette; interventi di marketing per l’allargamento della base di clientela.

Quattro nuove navi saranno consegnate a MSC da Fincantieri tra il 2023 e il 2026

Ginevra, Svizzera/Trieste, Italia, 14 marzo 2019 – MSC e Fincantieri hanno annunciato oggi la firma dei contratti definitivi per la costruzione di quattro navi da crociera di lusso.
Pierfrancesco Vago, Executive Chairman della divisione MSC Crociere, ha dichiarato: “Con l’ordine di oggi, MSC entra in un nuovo segmento che ha un forte potenziale a livello globale. Anche se siamo già presenti nel mercato premium con MSC Yacht Club, servizio disponibile sulla flotta MSC Crociere, il nostro nuovo luxury brand consegnerà a questo settore particolare e in forte crescita una nave fantastica e un’esperienza da vivere. Siamo inoltre fieri di collaborare ancora una volta con Fincantieri per lo sviluppo e la costruzione di un’altra innovativa ed esclusiva classe di navi”.
Giuseppe Bono, Amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: “Quanto annunciamo oggi conferma la capacità e la forza del nostro Gruppo di convertire il soft backlog in carico di lavoro. Siamo soddisfatti di aver centrato questo importante obiettivo in meno di cinque mesi dall’accordo preliminare. La reputazione di Fincantieri su un mercato complesso come quello crocieristico è ai massimi storici, e la nostra leadership anche nel segmento del lusso, tra i più attivi in assoluto, si rafforza ulteriormente con queste quattro navi, di pari passo alla relazione con MSC e ai suoi piani di crescita.”Le quattro unità avranno tutte una stazza lorda di circa 64.000 tonnellate e saranno caratterizzate dalle soluzioni marittime di prossima generazione e delle più recenti tecnologie per la tutela dell’ambiente. Ognuna sarà dotata di 481 suite e da un design altamente innovativo, e introdurranno soluzioni all’avanguardia per il comfort e il relax degli ospiti. Questo annuncio fa seguito alla firma di un memorandum d’intesa tra le parti dell’ottobre 2018. I contratti, soggetti al finanziamento dell’armatore, hanno un valore complessivo superiore ai 2 miliardi di euro. Come previsto dai termini dell’accordo, la prima delle quattro navi extra-lusso verrà consegnata nella primavera del 2023. Le altre tre entreranno in servizio una all’anno nei successivi tre anni fino al 2026. MSC è la compagnia crocieristica di MSC Group, la seconda società di trasporti e logistica al mondo. Il nuovo brand dedicato al lusso opererà parallelamente al brand MSC Crociere già oggi leader in Europa, Sud America, Golfo Persico e Sud Africa. Fincantieri è l’erede della grande tradizione della cantieristica italiana e uno dei più grandi gruppi navalmeccanici del mondo. Da quando ha iniziato a lavorare con Fincantieri nel 2014, MSC ha ordinato quattro navi, per un valore di 3,2 miliardi di euro. Le prime due, MSC Seaside e MSC Seaview, sono già in servizio. Le prossime saranno consegnate nel 2021 e nel 2023, con MSC Seashore già in costruzione nel cantiere di Fincantieri a Monfalcone.
 

Delegazione Qatarina in Assoporti – due giorni di visite nei porti di Venezia e Trieste

Roma: La delegazione della società di gestione dei porti del Qatar – “MWANI Qatar” con la “Qatar Free Zone Authority” e la “Qatar Terminals” sono stati in visita presso Assoporti nella giornata di martedì. Dopo i saluti istituzionali del Presidente Daniele Rossi, gli stessi hanno avuto modo di confrontarsi sulle attività portuali con dei tecnici delle Autorità di sistema portuale. La missione in Italia ha reso possibile per i rappresentanti della Qatar Free Zone Authority di visitare ed entrare direttamente in contatto con i rappresentanti dei vari tecnici che hanno illustrato sviluppi e attività riguardanti i sistemi tecnologici, l’uso del GNL e l’organizzazione del traffico crocieristico.
Questa missione fa parte di un progetto di sviluppo e che punta a rafforzare i legami tra il Sistema portuale Italiano e quello qatarino. L’occasione, inoltre, è stata un’opportunità per presentare il sistema portuale italiano ai tre principali operatori in ambito portuale e retroportuale dell’Emirato. Dopo il seminario in Assoporti, la delegazione è stata accolta dal Vice Ministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi, in rappresentanza del Ministro Danilo Toninelli, presso la sede del Ministero per discutere su come proseguire nella collaborazione avviata. Nei prossimi due giorni i rappresentanti del Qatar accompagnati dalla struttura di Assoporti faranno visita ai porti di Trieste e Venezia.

A Livorno il Summit italiano sul gas naturale liquefatto

Il Gas guida la transizione energetica – Trasporti marittimi e terrestri più sostenibili con il GNL
Livorno, 14 marzo 2019 – Si è tenuto a Livorno il Summit italiano 2019 sul gas naturale liquefatto, promosso da OLT Offshore LNG Toscana e Assocostieri, con il patrocinio di: Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Regione Toscana, Regione Autonoma della Sardegna, Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, Conferenza GNL. Il dibattito, articolato su tre tavole rotonde, è stato anticipato dai saluti dell’Assessore alle attività produttive del Comune di Livorno, Francesca Martini, del Commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Pietro Verna, del Sindaco di Pisa, Michele Conti, del Contrammiraglio della Capitaneria di Porto di Livorno, Giuseppe Tarzia, dell’Assessore all’ambiente della Regione Toscana, Federica Fratoni e dell’On. Davide Crippa, Sottosegretario allo Sviluppo Economico, MiSE. L’On. Davide Crippa ha evidenziato che i vettori energetici dovranno convergere verso uno scenario di decarbonizzazione. In questo contesto, e con le attuali tecnologie, il gas può svolgere un ruolo importante come vettore di transizione e il GNL è, ad oggi, una buona soluzione per migliorare l’impatto ambientale di alcuni settori, trasporti pesanti su tutto. Dopo le prolusioni di Richard Fleischmann, Amministratore Delegato di OLT Offshore LNG Toscana, e Marika Venturi, Presidente Assocostieri, nella prima tavola rotonda si è discusso di come il GNL possa svolgere un ruolo decisivo per garantire sicurezza, diversificazione delle fonti di approvvigionamento e sostenibilità ambientale. Al dibattito hanno partecipato: Xavier Santiapichi (MATTM), Liliana Panei (MiSE), Federica Fratoni (Regione Toscana) e Anna Cacciuni (ISPRA). Durante questa fase del dibattito, si è evidenziato come l’aver investito sulla rigassificazione, per la sicurezza e la diversificazione degli approvvigionamenti, stia dando i suoi frutti; nel 2018 il contributo dei terminali di rigassificazione è stato pari al 13%. Inoltre, è stato sottolineato come, in questo contesto, “FSRU Toscana” rappresenti una delle migliori esperienze nazionali in tema di performance ambientali, rispetto agli standard imposti dalle istituzioni di riferimento. Gli interventi di Alessandro Fino e Monica Giannetti, rispettivamente Amministratore Delegato e HSEQ Manager di OLT Offshore LNG Toscana, hanno confermato con numeri puntuali queste affermazioni. Il Terminale OLT sta ricevendo gas da quasi tutti i continenti e la percentuale di utilizzo del Terminale è di circa il 100% per l’anno termico 2018-2019. I dati contenuti nel Rapporto Sicurezza, Ambiente, Territorio 2018 e l’aggiornamento 2018 della Dichiarazione Ambientale – EMAS attestano che tutti i parametri ambientali (aria, acqua e rifiuti) sono nettamente al di sotto dei limiti di legge. Con grande soddisfazione, l’azienda ha sottolineato come “FSRU Toscana” sia il primo Terminale italiano ad aver ottenuto l’EMAS, il riconoscimento più significativo nell’ambito della sostenibilità ambientale, che prevede peraltro il controllo da parte degli enti pubblici di riferimento. I lavori sono proseguiti con l’intervento dell’On. Edoardo Rixi, Viceministro del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che ha sottolineato come il settore marittimo crescerà nei prossimi anni, per questo vi è la necessità di un adeguamento del sistema portuale, che dovrà essere responsabilizzato e valorizzato attraverso investimenti che lo rendano sostenibile dal punto di vista ambientale e attrattivo per le grandi imbarcazioni di ultima generazione alimentate a GNL. In tale ottica, gli investimenti sulle infrastrutture del GNL sono assolutamente strategici e dovranno essere condivisi con il territorio. La seconda tavola rotonda, alla quale hanno preso parte il Contrammiraglio Giuseppe Tarzia, Capitaneria di Porto di Livorno, Massimo Deiana, Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, Dario Soria,  Assocostieri, e Stefano Messina, Assarmatori; si è soffermata sui vantaggi socio-economici che lo Small Scale LNG potrà apportare al settore dei trasporti (marittimi e terrestri) e alla portualità italiana. In particolare, è emerso che per far decollare il sistema non vi sono preoccupazioni di tipo tecnico, ma è importante che vi sia un coordinamento stretto tra componente politica e imprenditoriale. Così come emerso anche dall’ultima tavola rotonda, l’utilizzo del GNL troverà piena attuazione nel settore dei trasporti a partire da quello terrestre pesante. Questo dato è stato confermato dalle testimonianze di: Livorno LNG Terminal, Higas, OLT, Edison e Fratelli Cosulich. Diversi sono i progetti aperti che diventeranno operativi entro il 2021, tra cui quello di Edison a Ravenna, di Higas a Oristano e di OLT a Livorno. Con riferimento a quest’ultimo, le tappe principali sono: finalizzazione dell’iter autorizzativo, avviato a marzo 2019; definizione del quadro regolatorio, nel primo trimestre del 2019; modifiche impiantistiche, entro il 2020 e inizio operatività nel 2021. “Insieme ad Assocostieri abbiamo deciso di promuovere un dibattito articolato e a più voci sul tema del GNL.” Ha dichiarato Richard Fleischmann, Amministratore Delegato di OLT Offshore LNG Toscana “Il nostro obiettivo è quello di fare dell’Italian LNG Summit un appuntamento fisso che metta in relazione le Istituzioni nazionali, regionali e locali di riferimento, con il territorio, poiché l’utilizzo presente e futuro del GNL deve poter avvenire nell’ambito di un percorso improntato alla piena sostenibilità”. “Il GNL riveste un ruolo crescente nello scenario energetico nazionale e internazionale.” Ha commentato Alessandro Fino, Amministratore Delegato di OLT Offshore LNG Toscana. “Il Terminale sta lavorando quasi al 100% della propria capacità, siamo uno dei Terminali più utilizzati in Europa. Un risultato significativo reso ancor più importante dalle eccellenti prestazioni dell’impianto dal punto di vista della sicurezza e dell’ambiente. FSRU Toscana è il primo Terminale italiano ad avere ottenuto la dichiarazione ambientale EMAS”. “Come Associazione rappresentante la logistica energetica in Italia – ha sottolineato Marika Venturi, Presidente Assocostieri – siamo in prima linea quando si parla di GNL. Assocostieri ha il piacere di rappresentare tra i suoi associati tutti e tre i terminali di rigassificazione attivi in Italia, oltre alla grande maggioranza delle società che stanno sviluppando i depositi Small Scale e degli operatori del futuro bunkeraggio marino a mezzo GNL. Crediamo fermamente nel ruolo del gas naturare liquefatto nel prossimo futuro e lavoriamo costantemente per migliorare e facilitare la logistica costiera dello Small Scale LNG.”

Presso i Cantieri Meyer di Turku, il varo tecnico di Costa Smeralda

Costruita presso i cantieri Meyer di Turku, Costa Smeralda è la prima nave Costa alimentata a LNG. Entrerà in servizio nell’ottobre 2019. Quindici giorni dopo la consegna di Costa Venezia, la prima nave Costa progettata appositamente per il mercato cinese, Costa Smeralda segna un’ulteriore momento nel programma di espansione della compagnia italiana. Con questa nuova ammiraglia Costa Crociere rafforza il suo impegno nello sviluppo sostenibile della flotta, attraverso la costruzione di navi in grado di offrire agli ospiti esperienze innovative.
Genova/Turku 15 marzo 2019Costa Crociere, compagnia italiana di Carnival Corporation & plc (NYSE/LSE: CCL; NYSE: CUK), gruppo leader mondiale nel settore crociere, ha celebrato oggi il varo tecnico della nuova ammiraglia Costa Smeralda presso i cantieri Meyer di Turku, uno dei più grandi complessi cantieristici del mondo. Durante la cerimonia, la nuova ammiraglia ha ufficialmente toccato il mare per la prima volta. La celebrazione, che ha visto la partecipazione dei vertici di Costa Crociere e dei cantieri Meyer, ha seguito il protocollo previsto dalla tradizione marinara per queste occasioni, con l’allagamento del bacino dove la nave ha preso forma negli ultimi mesi. Costa Smeralda, che entrerà in servizio a partire dall’ottobre 2019, una volta completato l’allestimento degli interni, sarà la prima nave Costa alimentata a gas naturale liquefatto (LNG), il combustibile fossile più “pulito” al mondo. L’utilizzo di questo combustibile rappresenta una vera e propria svolta ambientale che migliorerà la qualità dell’aria, evitando quasi totalmente le emissioni di particolato e ossidi di zolfo, sia in mare che in porto. L’LNG, inoltre, permetterà di ridurre significativamente anche le emissioni di ossido di azoto e di CO2. In questo modo Costa Smeralda e la sua gemella, che verrà consegnata nel 2021, contribuiranno al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di sostenibilità fissati da Costa Crociere e Carnival Corporation & plc, che prevedono la riduzione del 25% della carbon footprint entro il 2020.
È con grande entusiasmo che celebriamo un momento così importante per la costruzione della nostra nuova nave” – ha dichiarato Neil Palomba, Direttore Generale di Costa Crociere – “Costa Smeralda rappresenta una grande innovazione per il mercato internazionale e un passo importante verso la definizione di nuovi standard per l’intero settore. L’utilizzo dell’LNG segna infatti una svolta nella tecnologia dei combustibili. Il Gruppo Costa è leader in Europa e in Cina: continueremo a guidare il mercato puntando sullo sviluppo di un turismo sostenibile”.
“Progettare e costruire Costa Smeralda insieme ai colleghi di Costa Crociere è un’esperienza entusiasmante. Credo che Costa Smeralda sarà una nave davvero unica e innovativa, sia dal punto di vista ingegneristico che del design, e sono convinto che gli ospiti apprezzeranno tutte le attrazioni e i servizi di bordo. Per noi costruttori navali il varo tecnico è sempre un’occasione molto speciale, perché è il momento in cui la nave raggiunge il suo elemento naturale, l’acqua. La costruzione proseguirà con la fase finale relativa agli allestimenti degli interni” –  ha commentato Jan Meyer, CEO del cantiere Meyer di Turku.
Neil Palomba ha poi aggiunto: “Sono particolarmente orgoglioso della nostra nuova ammiraglia, perché sarà unica non solo dal punto di vista dei servizi offerti a bordo, ma anche del design. Costa Smeralda sarà un omaggio al meglio dell’Italia e alle nostre eccellenze, amate e apprezzate in tutto il mondo. È stata progettata con grande passione e cura del dettaglio per offrire ai nostri ospiti un’esperienza di vacanza indimenticabile, che è l’obiettivo del nostro brand. Costa Smeralda è una nave di nuova generazione, che saprà coinvolgere e regalare emozioni sia ai nuovi crocieristi che a quelli più esperti”.
Con oltre 2.600 camere a disposizione, Costa Smeralda accompagnerà i suoi ospiti in un vero e proprio “tour d’Italia”, con tante aree dedicate al divertimento, al gusto e alle feste. Il nome della nave – Costa Smeralda – richiama una delle più belle mete turistiche della Sardegna. I nomi dei ponti e delle aree pubbliche sono invece dedicati a luoghi e piazze famose d’Italia. La nave proporrà 11 diversi ristoranti, 19 bar, una splendida area spa con 16 sale riservate ai trattamenti, un parco acquatico con scivoli, 4 piscine e un’area interamente dedicata ai bambini. Costa Smeralda avrà anche il suo Museo, il CoDe – Costa Design Museum, dedicato all’eccellenza del design italiano. Il Gruppo Costa, insieme alle altre compagnie di Carnival Corporation, è leader di settore nella promozione e nello sviluppo di soluzioni sostenibili e ambientali. Oltre all’utilizzo dell’LNG come combustibile, infatti, i marchi del Gruppo e di Carnival Corporation sono stati i primi ad utilizzare a bordo di una nave da crociera gli Advanced Air Quality Systems (AAQS), ovvero sistemi per la depurazione dei gas di scarico. Considerati una svolta ambientale, i sistemi AAQS sono già stati installati su oltre il 70% delle navi del Gruppo Costa e di Carnival Corporation. L’utilizzo dell’LNG e dei sistemi AAQS ricopriranno un ruolo fondamentale nel migliorare ulteriormente l’impatto delle attività di tutto il Gruppo. La nave gemella di Costa Smeralda, anch’essa costruita presso i cantieri Meyer di Turku, è prevista per il 2021. Il Gruppo Costa può contare attualmente su 28 navi in servizio, per un totale di oltre 85.000 posti letto. La flotta sarà ulteriormente rafforzata dall’arrivo di 5 nuove navi entro il 2023, di cui due destinate a Costa Crociere, una a Costa Asia e due ad AIDA Cruises. Una volta che queste ultime saranno operative, la capacità del Gruppo Costa aumenterà di oltre il 50%, con l’obiettivo di soddisfare la crescente domanda dei clienti nei prossimi anni. Il debutto di Costa Smeralda è previsto il 20 ottobre 2019, con una crociera inaugurale di 15 giorni da Amburgo a Savona. L’itinerario prevedrà due giorni di sosta in alcune delle città europee più ricche di storia e cultura, tra cui Amburgo, Rotterdam, Lisbona, Barcellona e Marsiglia.  Il battesimo di Costa Smeralda verrà celebrato in grande stile a Savona il 3 novembre 2019. La crociera inaugurale di sei giorni partirà dal porto ligure il 4 novembre, per poi dirigersi verso Barcellona, Marsiglia e Civitavecchia. Costa Smeralda continuerà poi a navigare nel Mediterraneo occidentale fino ad aprile 2021, offrendo crociere di una settimana con scali a Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca, Civitavecchia e La Spezia.
I Numeri di Costa Smeralda
350 milioni di litri d’acqua in 8/10 ore per riempire il bacino di carenaggio 26.000 componenti (valvole, motori, centraline di collegamento, porte, ecc.) 30.000 componenti con connessione elettrica 22.000 componenti con connessione Input/Output 3.000 km cavi 190.000 lamiere d’acciaio 240.00 profili in acciaio 320 km di tubi, 43.000 raccordi e 10.700 condutture 60.000 parti di allestimento prefabbricate (tubi, condotti di aerazione, moduli) Più di 14.000 disegni tecnici  
 

UN TOUR DELL’ITALIA A BORDO DI COSTA SMERALDA

Costa Smeralda sarà un vero e proprio omaggio all’Italia. Offrirà un’esperienza di viaggio unica, ispirata allo stile, all’ospitalità e al calore del Belpaese.
 AMMIRAGLIA DI NUOVA GENERAZIONE, IN STILE ITALIANO
Costa Smeralda sarà un tributo all’Italia, a ciò che rende amato ed apprezzato il nostro Paese nel mondo. A partire dal nome della nave, che rimanda ad una delle più belle aree turistiche della Sardegna, e dal nome dei suoi ponti e delle sue aree pubbliche, tratti da famose località e piazze italiane. Da Palermo (ponte 4), sino a Trieste (ponte 20), Costa Smeralda sarà un vero e proprio tour nel Belpaese, con tanti spazi in cui condividere momenti di divertimento, gusto e convivialità.
DIVERTIMENTO, GUSTO E BENESSERE
Il “cuore” della nuova ammiraglia sarà il Colosseo, uno spazio a centro nave dislocato su tre ponti, dedicato ai migliori spettacoli. Gli schermi luminosi, posizionati sia sulle pareti che sulla cupola, offriranno la possibilità di creare una storia diversa in ogni porto di scalo e in ogni momento del giorno, dall’alba al tramonto. Intorno alla piazza ci saranno tutti i principali lounge bar a tema, dove poter sorseggiare un bicchiere di spumante Ferrari o un Campari, ammirando il mare dalla grande parete a vetrate.
Piazza di Spagna sarà invece una grande scalinata affacciata a poppa, su tre ponti: il luogo ideale per i momenti di intrattenimento degli ospiti, sia grandi che piccoli, con una balconata all’aperto sull’ultimo ponte il cui pavimento di cristallo farà vivere l’emozione di volare sul mare. Trastevere sarà un’altra piazza, a prua della nave, dove rilassarsi chiacchierando e godendosi l’esperienza di bar come Il Bacaro veneziano o la Gelateria Amarillo, negozi e intrattenimento musicale in un unico spazio. Un altro punto suggestivo e panoramico sarà la Passeggiata Volare, che raggiungerà il punto più alto della nave a 65 metri d‘altezza.
La nuova ammiraglia di Costa Crociere riserverà agli ospiti tante altre sorprese e novità che la differenzieranno dalle altre navi della flotta, a partire dalla presenza di un vero e proprio museo a bordo: il CoDe – Costa Design Museum, che avrà come curatore Matteo Vercelloni. Lo spazio museale si svilupperà su 400m2 e sarà dedicato all’eccellenza del design italiano, tra cui molte firme che hanno contribuito alla realizzazione e al successo della nave.
Non solo la vista, ma anche il palato degli ospiti verrà pienamente soddisfatto: saranno infatti 16 i ristoranti e le aree dedicate alla gastronomia a disposizione su Costa Smeralda, tra Teppanyaki, Pizzeria Pummid’Oro, il ristorante per le famiglie “Tutti a tavola”, che offrirà anche tante attività di intrattenimento, e il Laboratorio del Gusto, dove preparare la cena prima di gustarla. Per godersi un drink in totale relax ci sarà solo l’imbarazzo della scelta con ben 19 bar, come lo Spazio Bollicine di Ferrari Spumante, l’Aperol Spritz Bar sui ponti esterni, l’elegante Campari Bar e molti altri ancora. Tutto da scoprire anche il nuovo Nutella Cafè.
A bordo di Costa Smeralda non mancherà uno dei fiori all’occhiello della flotta Costa Crociere: l’area benessere, dotata di salone di bellezza, sauna, hammam, una piscina talassoterapica, 16 sale trattamenti e le stanze della neve, del sale e del relax. Per rilassarsi e godersi il sole saranno disponibili anche quattro piscine, di cui una coperta e due piscine per bambini, ed un ponte piscina riservato. Chi ama tenersi in forma anche in vacanza potrà contare su una palestra e un campo polisportivo con vista mare. La palestra sarà attrezzata con le ultime novità Technogym, per un’esperienza davvero unica e coinvolgente.
Il divertimento sarà assicurato dal parco acquatico con scivoli, teatro, discoteca, casinò, piano bar jazz club, sala giochi e aree dedicate a bambini e ragazzi.
LE CAMERE
Confortevoli ed eleganti, anche le camere rispecchieranno perfettamente lo stile e il gusto italiano. Gli spazi sono infatti stati progettati dallo studio milanese Dordoni Architetti e ripercorrono i colori e le geometrie delle città di riferimento di ogni ponte, donando allo spazio interno luminosità e accoglienza. La nuova categoria di camere con “terrazza sul mare” offrirà una splendida dependance dove fare colazione, sorseggiare un aperitivo o semplicemente godersi il rumore delle onde. Le camere ospiti a bordo di Costa Smeralda saranno in tutto 2.612, di cui 28 suite, 106 camere con terrazza, 1.522 camere con balcone, 168 camere esterne e 788 camere interne.
INTERNI “MADE IN ITALY”
Al fine di creare un’esperienza di design autenticamente “Made in Italy”, gli arredi di Costa Smeralda, l’illuminazione, i tessuti e gli accessori sono stati scelti in collaborazione con prestigiose aziende italiane, come Molteni&C (divani e sedie), Roda (forniture per balconi), Flos (luci decorative), Dedar e Rubelli (tessuti e tappezzeria). Questi marchi fanno parte di una squadra di 15 rinomati fornitori italiani, tra cui figurano anche aziende come Kartell, Poltrona Frau e Alessi.
ITINERARI
La crociera di vernissage di Costa Smeralda, della durata di 15 giorni, partirà il 20 ottobre 2019 da Amburgo, diretta a Savona. L’itinerario prevede soste di due giorni in alcune tra le città europee più ricche di storia e di cultura, come Amburgo, Rotterdam, Lisbona, Barcellona e Marsiglia. Il 4 novembre 2019 sarà la volta della crociera inaugurale di 6 giorni, da Savona alla volta di Barcellona, Marsiglia e Civitavecchia. Costa Smeralda continuerà poi a navigare alla scoperta del Mediterraneo occidentale fino ad aprile 2021, offrendo crociere di una settimana che comprendono Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca, Civitavecchia e La Spezia.

Un piano di tutela per i lavoratori dei porti

di Felice Magarelli - Le profonde trasformazioni in atto nel panorama portuale italiano, riconducibili essenzialmente a fenomeni come il gigantismo navale, l’automatizzazione delle operazioni portuali, l’avanzamento dell’I.C.T. (Information and Communications Technology) e ad altri fattori contingenti, hanno inevitabilmente riguardato anche i lavoratori delle imprese ex artt. 16, 17 e 18, L. n. 84/1994.
Alla luce di tali cambiamenti, il legislatore ha dunque inteso prevedere una sorta di tutela rafforzata per gli operatori, che attraverso una ricognizione strutturale dell’organizzazione produttiva/operativa, potesse risolvere o quantomeno ridurre, le numerose e fisiologiche criticità correlate all’avvento di questi processi.
In quest’ottica, l’avvertita esigenza di una programmazione complessiva della materia (lavoro portuale), ha pertanto dato vita al cosiddetto “Piano Organico Porto” contenuto nel d.lgs. n. 232/2017, meglio noto come Correttivo Porti.
Il provvedimento in questione, affida al Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, l’adozione del piano concernente gli addetti alle imprese sopraccitate, previa delibera del Comitato di Gestione e ascoltato il parere della Commissione Consultiva.
Il documento, di valore strategico, ha validità triennale, è sottoposto a revisione annuale ed estrinseca i propri effetti in tema di analisi dei fabbisogni lavorativi, non producendo inoltre alcun vincolo per i soggetti titolari di autorizzazioni e concessioni, ad eccezione dei relativi progetti di impresa e di traffico.
Il vertice dell’ente portuale, sentito il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Agenzia nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, può adottare questo piano di intervento, finalizzato sostanzialmente alla formazione professionale per la riqualificazione, la riconversione o la ricollocazione della forza lavoro.
A mio parere, si tratta di uno strumento assolutamente importante, in quanto oltre a ripristinare la centralità dell’uomo, consente altresì di assicurare maggiori tutele ad una categoria (lavoratori portuali), che malgrado la presenza sempre più ingombrante rappresentata dall’evoluzione tecnologica, risulta essere insostituibile per lo svolgimento delle attività portuali e il buon funzionamento di un settore nevralgico per l’economia del nostro Paese.

FINCANTIERI: AL VIA I LAVORI AD ANCONA PER LA NUOVA NAVE DI VIKING

Trieste, 18 marzo 2019 – Si è svolta oggi presso lo stabilimento di Ancona la cerimonia per il taglio della prima lamiera della settima nave che Fincantieri sta realizzando per la società armatrice Viking.
La nuova unità, la cui consegna è prevista nel 2021, si posizionerà nel segmento di mercato di unità di piccole dimensioni. Come le unità gemelle, avrà una stazza lorda di circa 47.800 tonnellate, sarà dotata di 465 cabine e potrà ospitare a bordo 930 passeggeri.
Le unità Viking sono costruite secondo le più recenti normative in tema di navigazione e fornite dei più moderni sistemi di sicurezza, compreso il “Safe return to port”. Sono inoltre dotate di motori ad alta efficienza, idrodinamica e carena ottimizzate per una massima efficienza con conseguente riduzione dei consumi e sistemi che riducono al minimo l’inquinamento dei gas di scarico e che soddisfano le più severe normative ambientali.
Fincantieri ha avviato il suo rapporto con Viking nel 2012, dando fiducia alla società armatrice che faceva il suo ingresso nel mercato delle crociere oceaniche come start up. Dal primo ordine di due navi, oggi la collaborazione ha raggiunto le 20 unità in totale, incluse le due navi da crociera speciali ordinate a Vard e le opzioni. Si tratta di un record assoluto, il maggior numero di unità per un costruttore per conto di un singolo armatore.
La prima della serie, “Viking Star”, è stata realizzata nel cantiere di Marghera e consegnata nel 2015. Le unità successive, “Viking Sea”, “Viking Sky”, “Viking Sun” e “Viking Orion”, consegnate nel 2016, 2017 e 2018, sono state costruite ad Ancona, così come “Viking Jupiter”, entrata nella flotta dell’armatore in febbraio. Altre 10 unità, incluse quelle in opzione, prenderanno il mare dagli stabilimenti italiani tra il 2021 e il 2027.

Zeno D’Agostino firma due memorandum of understanding per lo sviluppo ferroviario verso il Centro-Est Europa

Necessario e strategico implementare il trasporto merce su ferro: dal 2015 a oggi traffici settimanali verso Budapest 20 volte più frequenti 
Trieste, 18 marzo 2019 – Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Orientale Zeno D’Agostino ha firmato oggi, presso la Sala Rossa della Torre del Lloyd a Trieste, due memorandum of understanding per implementare le relazioni ferroviarie tra il porto di Trieste e l’hinterland di riferimento nel Centro-est Europa: il primo con le società ferroviarie ÖBB-INFRA e Rete Ferroviaria Italiana (RFI), e il secondo con Rail Cargo Austria (RCA). Obiettivo dei memorandum è rafforzare i collegamenti tra il nodo logistico del Porto di Trieste, strategico per il Friuli Venezia Giulia e l’intero Nordest, e la rete ferroviaria europea, promuovendo lo sviluppo dei sevizi intermodali in particolare tra lo scalo giuliano e i terminal marittimi e terrestri del continente centro-orientale.
“La firma di questi due memorandum è importantissima – ha dichiarato il presidente dell’Autorithy Zeno D’Agostino – perché è stato proprio lo sviluppo delle attività intermodali e ferroviarie, in particolare della ferrovia austriaca, a determinare il risveglio del nostro porto in questi ultimi anni. Come in un ritorno al passato, le logiche che sottostavano allo sviluppo portuale secoli fa sono le stesse che oggi si riconfigurano e che fanno del porto di Trieste oggetto di attenzioni a livello globale. Credo sia uno dei pochissimi casi, se non l’unico – aggiunge D’Agostino – in cui l’ente gestore di un’infrastruttura logistica portuale non transfrontaliera raggiunge un accordo con i grandi gestori di reti e servizi ferroviari di due Paesi, Italia e Austria, per andare a delineare le ipotesi future di analisi e di investimento. Gli accordi definiti sono molto concreti e permetteranno di pianificare al meglio lo sviluppo futuro del porto di Trieste, offrendo garanzie sia a chi già vi opera sia ai potenziali futuri investitori”.
L’accordo siglato oggi a Trieste impegna le parti a condividere una comune strategia di sviluppo finalizzato all’ottimizzazione dei processi logistici, attraverso il potenziamento della rete e il conseguente incremento di capacità dei terminal di destinazione. Concretamente i memorandum condurranno i firmatari a valutare possibili ammodernamenti, nuove opere e la rimozione di eventuali colli di bottiglia, al fine di agevolare l’attività dei vettori ferroviari.
“Trieste è un modello da seguire per quanto riguarda l’efficienza dell’interconnessione di diverse modalità di trasporto. Qui navi e ferrovia sono collegate e formano una catena logistica ottimale. Siamo molto orgogliosi che Rail Cargo Austria sia un partner logistico importante per il Porto Franco di Trieste – ha dichiarato Andreas Matthä CEO di ÖBB – Come partner integrato, dotato di una forte rete ferroviaria, vogliamo dare un ulteriore impulso al trasporto merci via treno, così da garantire una tipologia di trasporto economica e rispettosa dell’ambiente. Siamo certi che, insieme ai nostri partner italiani, continueremo su questa strada anche in futuro”.
“L’accordo di oggi – ha sottolineato Christian Colaneri, Direttore Commerciale di Rete Ferroviaria Italiana – rappresenta un ulteriore passo verso un modello di integrazione che ha come obiettivo lo sviluppo del trasporto merci su rotaia e l’intermodalità. La collaborazione con il porto di Trieste e con ÖBB Infrastruktur rientra proprio in questa strategia, che RFI sta portando avanti su tutto il territorio nazionale e che punta a migliorare sempre più la connettività fra i porti e la rete ferroviaria, con l’obiettivo finale di agevolare lo shift modale, con benefici per il sistema logistico nazionale, per l’economia, per l’ambiente”.
Nel giorno in cui ricorrono i 300 anni dell’istituzione da parte dell’Imperatore Carlo VI del Porto Franco di Trieste gli accordi siglati oggi rivestono una particolare valenza, sia dal punto di vista operativo, sia in ottica strategica. Sotto il profilo operativo, infatti, il traffico ferroviario destinato ai mercati austriaci, ungheresi, cechi e slovacchi negli ultimi anni si è intensificato notevolmente, come testimoniano i dati relativi al servizio su Budapest. Nato nel 2015 con una coppia di treni a settimana in transito dallo scalo giuliano alla capitale ungherese, nel 2019 il servizio ha raggiunto una programmazione di 20 coppie di treni settimanali. La necessità di sempre maggiori e più efficienti collegamenti intermodali sui mercati di riferimento del Centro-est Europa ha inoltre portato a una intensificazione delle attività con Rail Cargo Austria, il più importante operatore ferroviario del porto, che ha movimentato nel 2018 quasi 3000 treni da e per le varie destinazioni. A ciò si aggiungono l’evoluzione degli scenari geopolitici, l’attuazione del Piano Regolatore del Porto e la crescita della domanda di mercato: ingredienti che giustificano la volontà del Porto di Trieste da un lato e delle società ferroviarie dall’altro di implementare i servizi già esistenti e di ipotizzare per il futuro la creazione di nuove connessioni, data l’ampia capacità ferroviaria, il revamping della Stazione di Campo Marzio e la prossima riapertura di Aquilinia. Inoltre, la firma dei due memorandum of understanding contribuirà ad accrescere le attività e il ruolo operativo di Adriafer, società controllata Autorità di Sistema che svolge servizio di manovra ferroviaria all’interno dell’ambito portuale.  Sotto il profilo strategico i memorandum favoriranno nuove azioni a supporto dell’attività marittima nei vari inland terminal di riferimento – come il Trieste Fernetti, l’Interporto di Cervignano del Friuli, quello austriaco di Fürnitz e gli ungheresi Budapest – Mahart e Bilk – consentendo l’ingresso nelle compagini azionarie delle rispettive realtà e così favorendo investimenti nelle attività di interesse. È già stato avviato, inoltre, lo studio di soluzioni di corridoio doganale, anche ferroviario, che permetteranno di abbattere notevolmente il tempo di attesa della merce all’interno delle aree portuali. A conclusione della firma dei memorandum, per celebrare il trecentesimo anniversario dell’istituzione del Porto Franco di Trieste, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Zeno D’Agostino e il presidente dell’Associazione Italia-Austria FVG Aldo Scagnol, hanno apposto nell’ingresso storico della Torre Lloyd una targa commemorativa, donata dall’Associazione ItaliaAustria.

Dai rifiuti dell’umido il biometano, carburante per i mezzi pubblici

Il primo possibile impianto in Napoli.
Napoli – La recente assegnazione da parte del World Economic Forum alla Commissione europea del premio Economia Circolare 2019 riconosce gli sforzi comunitari verso la transizione a un modello di sviluppo che “protegga l’ambiente e riduca le emissioni di gas serra, creando opportunità di lavoro, crescita e investimento”. Dopo le 54 azioni già previste dal Pacchetto 2015 sull’economia circolare, con l’introduzione di “misure che coprono l’intero ciclo di vita dei prodotti e dei materiali, dalla produzione e dal consumo alla gestione dei rifiuti e al loro riutilizzo come materie prime secondarie nell’economia”, l’Ue ha rilanciato l’obiettivo di diventare la prima economia mondiale a impatto climatico zero entro il 2050 con la Strategia a lungo termine presentata dalla Commissione lo scorso novembre. In un contesto come quello italiano, caratterizzato da un forte ritardo rispetto all’iniziativa europea, la produzione di biometano potrebbe rappresentare una delle soluzioni più convenienti per ridurre il gap. Non solo in termini di decarbonizzazione, riduzione delle emissioni e diversificazione degli approvvigionamenti di materia prima. Sfruttando tecnologie consolidate e pienamente affidabili sotto il profilo ambientale è infatti possibile recuperare biogas sfruttando i rifiuti organici secondo i principi dell’economia circolare. Tanto che il potenziale di sviluppo del biometano individuato nella Strategia Energetica Nazionale è di circa 8 mld di m³ al 2030. Risposta concreta ad un’emergenza rifiuti che solo in Campania costa centinaia di migliaia di euro al giorno per il conferimento in strutture extraregionali (in Nord Italia esistono circa 1.200 impianti del genere a fronte delle poche decine realizzati nel Mezzogiorno) il mancato sviluppo del settore rappresenta un handicap per l’intera economia regionale; andando ad alimentare, tra inefficienze normative, intoppi burocratici e la diffidenza di popolazione non sempre correttamente informate, un circolo vizioso che come testimoniato dalle ultime dichiarazioni del Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho vede sempre più aumentare la presenza delle organizzazioni criminali. È lungo questo crinale, alla ricerca di risposte positive per la crescita imprenditoriale, economica e sociale del territorio, che opera da alcuni anni URBEI, società specializzata in progettazione, costruzione e gestione di impianti biogas per il trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani. In grado di proporre soluzioni “chiavi in mano” – dal completamento dell’iter autorizzativo fino alla cantierabilità dell’opera – la compagine guidata dall’Arch. Luigi Vartuli attende a breve la chiusura dell’iter amministrativo per avviare la realizzazione di un impianto di potenza pari a 250 Nmc/h in località San Pietro a Patierno. Con un costo complessivo di 22 milioni di euro, con ampi margini di recupero dell’investimento iniziale, attraverso il conferimento e l’incentivazione prevista per la produzione di biometano, l’impianto – la cui progettazione è partita nel 2015 – andrebbe a rispondere alla domanda infrastrutturale del territorio in materia di smaltimento. Localizzato in un’area idonea dal punto di vista urbanistico, compresa tra l’aeroporto di Capodichino, la tangenziale e il cimitero cittadino, è caratterizzato da un sistema di contenitori anaerobici in cui la frazione organica è trattata per produrre biocompost e gas metano, convogliato direttamente in rete o liquefatto. “La tecnologia applicata – sottolinea Vartuli – non prevede alcun tipo di combustione e rilascio di sostanze nell’atmosfera, con grandi vantaggi ambientali ed economici. Non solo riesce a togliere volume alla discarica ma il biocompost può essere utilizzato come concime per piante o colture intensive sotto serra mentre il metano andrebbe ad alimentare il circuito sempre più in sviluppo dell’autotrazione”. Sfruttando i meccanismi dell’economia circolare, inoltre, la struttura – dotata anche di impianto fotovoltaico per le sue esigenze energetiche – è in grado di riutilizzare la CO2 prodotta nel processo anaerobico combinandola con idrogeno, per ottenere la produzione ulteriore di metano. “In un contesto problematico l’iniziativa proposta andrà a fornire un importante contributo al problema dello smaltimento dei rifiuti organici. L’azienda è interessata a interloquire con l’amministrazione con l’obiettivo di garantire il costante ed ininterrotto funzionamento dell’impianto, anche con l’obiettivo di collaborare alla gestione dello stesso”. Secondo stime della Commissione, in un modello di economia circolare – basato sulla razionalizzazione del ciclo produttivo, sull’innovazione spinta e sul recupero degli scarti – il risparmio di materie prime per l’industria europea nel 2025 potrebbe essere almeno del 14% a parità di produzione, una percentuale equivalente a circa 400 miliardi di euro, mentre per l’Italia i benefici possono essere misurati in 12 miliardi di euro. Parte di questa cifra potrebbe arrivare proprio dallo sfruttamento, in loco, dei rifiuti prodotti in Sud Italia.
La “Urban Biogas Energy Italy” S.r.l. – UrBE – i – è una “Engineering company” italiana ed è attiva nella gestione e nello sviluppo di progetti, di impianti nelle energie rinnovabili, di reti e servizi nei business dell’energia e dell’ambiente.

MSC CROCIERE TRA I PROTAGONISTI DELLA CLASSIFICA BRANDZ TOP 30 MOST VALUABLE ITALIAN BRANDS

Nel 2019 MSC Crociere aumenta del +14% il valore del brand rispetto alle rilevazioni BrandZ del 2018, per un totale di 1.824 milioni di dollari La compagnia leader del settore crocieristico in Europa si posiziona tra i primi 15 brand italiani di maggior valore Milano, 20 marzo 2019MSC Crociere scala la classifica stilata da WPP e Kantar Media sui 30 brand italiani di maggiore valore e dal 18esimo posto nel 2018 passa al 14esimo, con un aumento del valore del +14%. Giunta alla seconda edizione BrandZTM Top 30 Most Valuable Italian Brands 2019, attraverso uno studio sulla Brand Equity e sulla capacità della marca di produrre crescita e valore finanziario, ha analizzato il panorama italiano individuando le 30 aziende che hanno performato meglio nei vari settori dal lusso all’energia, dalle crociere al settore bancario. MSC Crociere è prima nella sua categoria, con un distacco di 4 posizioni in classifica rispetto agli altri operatori del settore.
Rientrare nella classifica BrandZ TM Top 30 Most Valuable Italian Brands 2019 è un ottimo riconoscimento del lavoro svolto ed essere posizionati tra le 15 migliori marche italiane significa che la strategia che stiamo portando avanti sta generando grandi risultati. Tutto comincia molto prima di salire a bordo delle nostre navi, quando il cliente inizia quello che è un vero e proprio ‘decision journey’ durante il quale cominciamo a presidiare tutti i punti di contatto, in ciò che abbiamo definito una ‘touchpoint experience’, vale a dire un’esperienza che comincia già nel processo di scelta del proprio viaggio. Seguendo questo ipotetico viaggio decisionale vogliamo ispirare i nostri clienti attraverso strumenti tradizionali e innovativi (come ad esempio il primo catalogo digitale personale nel mondo dei viaggi) per proseguire poi con percorsi interattivi ed emozionali per facilitare l’esplorazione e la personalizzazione dell’esperienza di viaggio, ad esempio con la realtà virtuale”, ha commentato Andrea Guanci, Direttore Marketing Italia di MSC Crociere“Completato il viaggio decisionale continuiamo a rendere unica l’esperienza grazie all’inserimento di nuove navi, nuovi itinerari e nuovi servizi, ampliando ulteriormente l’offerta del nostro già ricco pacchetto di viaggi.  Stiamo, infatti, facendo importanti investimenti in termini di ampliamento della flotta: entro il 2027 la nostra flotta arriverà a 29 navi e sarà in grado di ospitare 5,5 milioni di crocieristi all’anno”.
MSC Crociere da sempre vede come elemento fondamentale l’”esperienza di viaggio” che deve essere studiata e implementata in ogni singolo aspetto. I servizi, la professionalità del personale a bordo, la diversificazione delle attività di animazione e intrattenimento, l’eccellenza nella gastronomia e nelle offerte wellness sono solo alcuni dei fattori chiave e permettono che l’immagine percepita dai propri clienti sia in linea con l’identità aziendale. Un elemento di successo che emerge anche dalla classifica.
“Nella nostra classifica vediamo molte “Industry Heroes”, aziende che rappresentano un modello di business tipicamente italiano che sta ottenendo risultati straordinari sulla scena mondiale” ha commentato Massimo Costa, Country Manager WPP Italia. “Dall’analisi emerge un gruppo di imprese agili e interconnesse, guidate da un forte spirito imprenditoriale, che dettano il ritmo di crescita e innovazione nel loro business “.

MSC Bellissima fa il suo primo ingresso al porto di Napoli

Napoli – Dopo il Battesimo avvenuto a Southampton lo scorso 2 marzo, MSC Bellissima sedicesima nave della flotta di MSC Crociere e prima di due navi che entreranno in servizio nel 2019.  Arrivata nel porto di Genova,  lo scalo ligure porto in cui la Compagnia movimenta il maggior numero di passeggeri al mondo e che quest’anno vedrà la presenza costante di ben 4 navi di MSC Crociere, sarà il nuovo home-port di MSC Bellissima per l’intera stagione estiva.
Poi la rotta verso lo scalo partenopeo dove ha fatto il suo ingresso al molo Angioino del porto di Napoli per celebrare il primo attracco della nuova ammiraglia – il cui varo rappresenta una tappa fondamentale nella strategia di crescita della Compagnia a livello globale – è stata organizzata a bordo la tradizionale cerimonia del Maiden Call, alla presenza del Country Manager Leonardo Massa e delle principali istituzioni e autorità tra cui Luigi Lucenteforte Presidente dei Piloti, Mario Esposito Presidente Ormeggiatori, Mario Izzo Rimorchiatori  Napoletani, Cognolato Terminal Napoli, Francesco Messineo segretario generale AdSP, Montemagno Dogana, Umberto Masucci Propeller Club, Carriero Unione Industriali, Capitano Pasquale Tramontana Ag. Le Navi, Fruncillo Questore scalo marittimo e il Comandante dei CC. Mar. Massimiliano Allievo, che hanno scambiato il crest con il Comandante della nave.
Il Manager Leonardo Massa dichiara:  la cerimonia di oggi rappresenta il punto di partenza del viaggio di MSC Bellissima nel Mediterraneo con crociere settimanali e imbarchi da Genova ogni domenica, per poi salpare alla volta di Napoli, Messina, La Valletta (Malta), Barcellona (Spagna) e Marsiglia (Francia). A novembre 2019 la nave si sposterà nelle acque del Golfo per la stagione invernale 2019-2020. E contemporaneamente arriverà sotto la Lanterna MSC Grandiosa, futura nuova ammiraglia e prima nave della classe Meraviglia-Plus, attualmente in costruzione nei cantieri di Saint-Nazaire.  MSC Bellissima è la quarta di 17 navi che entreranno in servizio tra il 2017 e il 2027, come previsto dal nuovo piano di crescita che vedrà triplicare a 5,5 milioni la capacità passeggeri della flotta di MSC Crociere, destinata a raggiungere le 29 unità entro il 2027. Lunga 315 metri, in grado di ospitare circa 5.700 passeggeri e con una stazza lorda pari a 171.598 tonnellate, MSC Bellissima è la più grande nave da crociera mai costruita da un armatore europeo. Grazie ad un design unico e a dimensioni che ne facilitano la manovrabilità, la nave è in grado di attraccare in tutti i principali porti del mondo, ampliando la gamma di itinerari e destinazioni a disposizione dei passeggeri.  MSC Bellissima è stata progettata per offrire un’esperienza di crociera unica e porterà sul mare alcune delle più recenti innovazioni e tecnologie, tra cui ZOE – la prima assistente personale virtuale disponibile su una nave da crociera – presente in ogni camera e che si attiva con un semplice comando vocale rispondendo, in otto lingue, a centinaia di domande e curiosità relative alla nave e alla crociera.


Nuova Zelanda: Lee Fish Group, la multinazionale sostenibile certificata Friend of the Sea

Con le sue “filiali” in Europa, Stati Uniti e Asia, da quasi un decennio l’azienda fa parte delle realtà certificate per le loro pratiche di pesca e acquacoltura sostenibili dallo schema di certificazione internazionale
“La sostenibilità è senza dubbio la parola chiave per il futuro, in quanto è l’unico modo per garantirlo alle attuali e alle prossime generazioni”.
Recita così il “manifesto” della scelta sostenibile del gruppo Lee Fish, multinazionale della pesca e dell’acquacoltura con sede a Leigh, in Nuova Zelanda, e “filiali” in Europa, Stati Uniti e Asia.
Il suddetto claim sintetizza la scelta responsabile che ha portato il Gruppo a ottenere, quasi dieci anni fa, la certificazione di Friend of the Sea, lo schema di sostenibilità delle pratiche di pesca e acquacoltura che opera secondo le linee guida della FAO.
“Ciò che ci ha spinto verso la certificazione di Friend of the Sea per il nostro pescato (le specie interessate sono numerose e tra queste spicca il tonno pinne gialle) – afferma il management di Lee Fish – sono stati i suoi capisaldi, in particolare quelli che riguardano l’adozione di metodi di pesca selettivi, la riduzione dell’impatto sull’ecosistema e anche il raggiungimento dei massimi standard di qualità in termini di efficienza energetica e di responsabilità sociale”.
“D’altra parte, gli oceani rappresentano la principale fonte di cibo per oltre 2,5 miliardi di persone – ha commentato Paolo Bray, Fondatore e Direttore di Friend of the Sea – e l’unico modo per continuare a beneficiare delle sue risorse è rispettarli. Siamo fieri di aver completato il processo di certificazione di sostenibilità con l’azienda neozelandese, che ha dimostrato di saper condurre la propria attività in modo sostenibile traducendo questa filosofia in un’affidabilità e in una qualità dei suoi prodotti ad altissimi livelli, e crediamo che questa strategia sia vitale per l’ambiente e per costruire relazioni a lungo termine con i consumatori”.
Lee Fish Group si occupa del marketing e della distribuzione di prodotti ittici freschi a grossisti, ristoranti e supermercati in tutto il mondo e il suo marchio è riconosciuto come il leader nel settore.

Perini Navi fa rotta verso la 32esima edizione della St. Barths Bucket Regatta

Quattro gli yacht Perini Navi che partecipano alla regata
Viareggio, 21 marzo 2019 – Perini Navi, leader mondiale nella progettazione e costruzione di navi a vela e a motore, parteciperà anche quest’anno alla St. Barths Bucket Regatta, evento che si svolgerà nelle acque cristalline dell’isola di St. Barthélémy, Antille Francesi, dal 21 al 24 marzo 2019.  Giunta alla 32esima edizione, la St Barths Bucket è oggi uno dei più importanti ed esclusivi appuntamenti del calendario della nautica mondiale dedicato alla vela di grandi dimensioni.  La tre giorni di regata vedrà impegnate 36 imbarcazioni. Le regole di regata e i rating seguiranno i criteri stabiliti dal Syra, la Superyacht Racing Association, e dal ORCsy. Gli yacht partecipanti saranno suddivisi in 5 categorie: Les Gazelles, Les Elegantes, Les Mademoiselles, Les Femmes, Les Grand Dames, Les Voile Blanche (classe Corinthian Spirit).  Perini Navi, steward della manifestazione insieme a Royal Huisman, Vitters e Rybovich, vedrà il proprio guidone difeso in mare da Aquarius (46m), Rosehearty (56m), Perseus^3 (60m) e Seahawk (60m).  Le barche in gara regateranno nelle acque che circondano l’isola di St. Barthélémy per conquistare l’ambito Bucket Trophy. Sarà inoltre assegnato il Perini Navi Trophy allo yacht Perini Navi che avrà raggiunto il posizionamento più alto nella classifica di regata. Nel 2018 il premio è stato vinto dal talentuoso equipaggio di Rosehearty.  Per questo atteso appuntamento è previsto, inoltre, un intenso programma di eventi. Come da tradizione, Perini Navi aprirà le porte di “Casa Perini” per ospitare le serate di apertura e chiusura della St. Barths Bucket, durante le quali si potranno anche degustare le raffinate proposte dello chef stellato del famoso ristorante “da Vittorio”.  Perini Navi è il leader mondiale nella progettazione e costruzione di superyacht, con 63 yacht varati fino ad oggi, tra cui 59 imbarcazioni a vela e 4 a motore. Perini Navi è stata fondata nel 1983 da Fabio Perini la cui visione era quella di rivoluzionare la vela avvolgibile e i sistemi di controllo velico.
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Adam D. Tihany per progettare le nuove navi di spedizione di lusso a scopo speciale di Seabourn

SEATTLE, 21 marzo 2019 – Seabourn , l’esperienza di viaggio ultra-lusso più raffinata del mondo, ha incaricato l’icona del design dell’ospitalità Adam D. Tihany di creare le aree per gli ospiti interne ed esterne delle sue due nuove navi da spedizione ultra-lussuose appositamente costruite da T. Mariotti e in arrivo nel giugno del 2021 e nel maggio del 2022, rispettivamente. Tihany è stata la visione creativa dietro gli interni ispirati allo yacht di lusso di Seabourn Encore e Seabourn Ovation , le due nuove navi della linea, che sono state accolte favorevolmente dalla flotta. Ha anche disegnato interni per The Grill dal ristorante Thomas Keller su Seabourn Odyssey , Seabourn Sojourn e Seabourn Quest . “I talenti creativi e artistici di Adam si sono rivelati una combinazione perfetta per il marchio Seabourn e gli ospiti hanno elogiato il suo lavoro sulle nostre due nuove navi”, ha dichiarato Richard Meadows, presidente di Seabourn . “Expedition travel suscita la passione di avventurarsi in luoghi remoti incontrati per la prima volta da esploratori e avventurosi, e gli interni degli ospiti hanno bisogno di sentirsi collegati a queste destinazioni attraverso il design e i materiali. un concetto di design ispirato che si adatta perfettamente alle destinazioni remote che i viaggiatori desiderano visitare pur preservando l’atmosfera di lusso contemporaneo e rilassato che i nostri ospiti si aspettano da Seabourn. ” Tihany ha creato iconici hotel, ristoranti e crociere in tutto il mondo, tra cui proprietà apprezzate come The Beverly Hills Hotel, The Breakers Resort a Palm Beach, Belmond Hotel Cipriani a Venezia, Westin Chosun a Seoul, The Four Seasons Dubai DIFC, The Joule a Dallas e The Oberoi New Delhi. E ‘stato uno dei primi designer a collaborare con chef famosi, creando interni di ristoranti d’autore per stelle culinarie tra cui Thomas Keller, Wolfgang Puck, Daniel Boulud, Jean-Georges Vongerichten, Charlie Palmer, Heston Blumenthal e Pierre Gagnaire. Per questo ultimo progetto con Seabourn, Tihany svilupperà una visione progettuale per l’intera nave, compresi spazi di spedizione e sale multiple; tutte le categorie di lussuose suite per gli ospiti, più punti ristoro; Spa & Wellness con Dr. Andrew Weil; aree esterne della piattaforma; e l’innovativo e popolare spazio multiuso Seabourn Square. Il braccio Product Design di Tihany sta progettando una collezione di mobili su misura per la spedizione. “Siamo entusiasti di far parte di Seabourn in questo entusiasmante prossimo capitolo della spedizione in crociera”, ha detto Tihany. “Attingendo al richiamo dell’avventura e allo spirito di audace esplorazione di tutti i tempi, il design della nuova nave definirà l’ultra-lusso per il viaggiatore della spedizione contemporanea.” Con il suo recente lavoro con Seabourn e altri marchi di Carnival Corporation, Tihany è diventato un nome di spicco nel settore delle crociere. Come noto esperto di ospitalità, Tihany frequenta conferenze in università e conferenze in tutto il mondo e attualmente fa parte del comitato consultivo del Museo del design israeliano Holon. Ha lavorato come direttore artistico del Culinary Institute of America ed è stato un ex membro del Board of Trustees di Pratt Institute. Come la più recente flotta di lusso ultra-lusso del settore, le navi intime di Seabourn offrono elementi chiave che mettono la linea a parte: alloggi spaziosi e ben progettati, tutti con servizi privati, molti con verande e tutto il 100% fronte mare; cucina superba in una scelta di locali tra cui The Grill di Thomas Keller ; esperienze serali differenziate in collaborazione con Sir Tim Rice ; Spa & Wellness con il Dr. Andrew Weil; barre aperte su tutta la nave; ottimi vini versati in qualsiasi momento; un servizio premiato e un’atmosfera rilassata e socievole che fa sentire gli ospiti a casa a bordo. Le navi viaggiano in tutto il mondo verso molte delle destinazioni più ambite del mondo, tra cui città importanti, siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO e porti e nascondigli meno conosciuti. I viaggiatori che amano le avventure all’aria aperta troveranno anche il programma di escursioni in stile Expedition for Ventures by Seabourn in destinazioni selezionate, tra cui Alaska, Antartide, Europa, Australia e Sud-Est asiatico. Gli ospiti possono prenotare questi tour in anticipo sul sito Web di Seabourn.