Presentato l’Executive Course in Shipping & Logistics Management, da Luiss Business School con Confitarma

Roma- Il 14 aprile 2021, dalla sede di Confitarma, in live streaming, è stato presentato l’Executive Course in Shipping & Logistics Management, sviluppato dalla Luiss Business School in collaborazione con Confitarma – Confederazione Italiana Armatori e ALIS – Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile.
La digitalizzazione, l’automazione, l’attenzione ai temi della sostenibilità e della circular economy richiedono competenze e conoscenze sempre più all’avanguardia, anche in termini tecnologici per migliorare le performance di efficienza e di sostenibilità ambientale.
Scopo dello “Shipping & Logistics Management”, è quindi quello di fornire una conoscenza approfondita ed estensiva delle dinamiche che regolano il settore del trasporto marittimo e della logistica a coloro che intendono operare in questi settori e sono interessati agli aggiornamenti sui contesti normativi e sulle tecnologie che, nel breve e medio periodo, avranno impatto sulla competitività dei settori coinvolti, attraverso un approccio multidisciplinare anche in relazione a nuove modalità di trasporto connesse alla logistica, in vista di uno shipping sostenibile, in coerenza con il processo di transizione ecologica in corso.
Luca Sisto, Direttore Generale di Confitarma, che ha introdotto e moderato gli interventi, ha ringraziato anche l’armatore Manfredi Lefebvre d’Ovidio per aver voluto contribuire all’iniziativa ed ha sottolineato come “l’emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19, che dal 2020 sta drammaticamente colpendo il mondo intero, ed anche il recente blocco del Canale di Suez causato dalla nave Ever Given, hanno evidenziato in tutta la sua importanza la straordinaria, silenziosa quotidianità del settore marittimo che, assicurando incessantemente il funzionamento delle catene di approvvigionamento globale, consente il regolare flusso di merci ed energia all’economia, in particolare del nostro Paese.
La politica italiana, che ha finalmente capito la rilevanza strategica della risorsa “mare”, deve cogliere l’opportunità, non più procrastinabile, di investire e dedicare azioni mirate per favorire lo sviluppo del comparto marittimo nazionale che rappresenta un’eccellenza mondiale in molti segmenti di traffico e può davvero costituire uno dei principali volani della ripresa economica del Paese”.
“La formazione è una delle sfide più importanti – ha affermato Mario Mattioli, Presidente Confitarma – perché solo il costante aggiornamento delle competenze consente di stare al passo con gli sviluppi tecnologici e operativi di un mondo complesso quale è quello marittimo. Anche a nome della Federazione del Mare, che rappresenta l’insieme delle categorie dell’economia del mare, fattori indispensabili per lo sviluppo del Paese, specie in una fase storica delicata come è quella attuale, ritengo che la collaborazione con la Luiss Business School confermi quanto sia fondamentale il rapporto sinergico e di confronto fra cluster marittimo e Università nella pianificazione di percorsi formativi che porteranno benefici a tutto il settore.
Inoltre, l’incontro con la Luiss Business School è l’ulteriore dimostrazione del fatto che la navigazione marittima e la logistica giocano un ruolo vitale per il mondo dell’industria manifatturiera. Mi piace ricordare che per la prima volta, nella governance di Confindustria è stata creata una vicepresidenza con delega specifica all’Economia del mare”.
“Siamo fieri ed orgogliosi di aver avviato un percorso collaborativo con la Luiss Business School e con Confitarma – ha dichiarato Marcello Di Caterina, Direttore Generale ALIS – La promozione di questo primo Executive Program ci permetterà di favorire l’ingresso nel mercato del lavoro di figure professionali le cui competenze specifiche e skills avranno un altissimo valore aggiunto in linea con l’attività e gli obiettivi di ALIS. Questo corso metterà in risalto in maniera concreta, grazie ai contributi che verranno offerti durante lo svolgimento del piano didattico dai principali top manager delle nostre aziende associate, tutte le dinamiche che regolano il settore del trasporto marittimo e della logistica. La digitalizzazione, l’automazione, l’attenzione ai temi della sostenibilità saranno al centro di un percorso formativo che siamo sicuri contribuirà allo sviluppo di profili professionali in grado di interpretare le continue evoluzioni di questi settori strategici”.
“Il settore Shipping & Logistics oggi è al centro delle riflessioni su scala mondiale per le global value chains. – ha affermato Enzo Peruffo, Associate Dean for Education e Director of MBA & Executive Education, Luiss Business School – Lo scoppio della pandemia Covid-19, poco più di un anno fa, ha reso evidente l’interdipendenza fra le nazioni, mettendo in luce le peculiarità di equilibri estremamente delicati, e stimolando una riflessione sulle dinamiche di mercato connesse all’outsourcing. Al contempo, alle aziende operanti nel settore sono richieste reazioni rapide, chiamate come sono a tenersi al passo con i nuovi trend anche in termini di sostenibilità, trasformazione digitale e innovazione.
Alla luce di queste sfide, e con l’obiettivo di formare manager consapevoli del ruolo strategico che li attende, nasce il percorso in Shipping & Logistics Management che Luiss Business School ha sviluppato in collaborazione con Confitarma e ALIS, punti di riferimento del settore”.
Elda Turco Bulgherini, Docente di Diritto della Navigazione, Università Roma Tor Vergata e referente scientifico del corso Shipping & Logistics Management, ha sottolineato che il “fine è quello di creare il necessario collegamento tra l’Università, le imprese, il mondo del lavoro e delle industrie, visto il carattere professionalizzante delle materie ricomprese nell’insegnamento del diritto della navigazione e dei trasporti.
Il trasporto marittimo, infatti, ricopre un ruolo centrale nell’ambito della catena logistica, avendo la responsabilità di trasportare e movimentare le merci per connettere segmenti di traffico tra loro non collegati, nel rispetto delle nuove esigenze ambientali. Inoltre, le recenti tecnologie producono, una rapida evoluzione delle modalità lavorative e delle competenze richieste dal mercato per rispondere con urgenza alle nuove esigenze della logistica 4.0. Il Corso intende, quindi, coniugare conoscenza (anche nel settore giuridico) ed innovazione, al fine di formare futuri professionisti dei trasporti e della logistica, capaci di operare in un mercato sempre più globale e competitivo”.
//

Genova, approvato il piano “ship recycling”

Genova, 15 aprile 2021 – Il Comandante della Capitaneria di porto di Genova ha approvato, nei giorni scorsi, il piano di riciclaggio della MN Mar Grande di bandiera italiana, la cui demolizione sarà eseguita a Genova presso i Cantieri Navali San Giorgio del Porto.
Si tratta di un’ex cementiera costruita nel 1970, avente una lunghezza di 96 metri e una stazza lorda di circa 2800 tonnellate. La nave si trova già ormeggiata nel porto di Genova e sarà demolita in circa 90 giorni.
È il primo caso di demolizione navale in Italia avviato ai sensi del Regolamento UE 1257/2013 e delle vigenti linee guida dell’International Maritime Organization, attraverso le quali vengono assicurate procedure compatibili per le matrici ambientali (aria, acqua, suolo) e, contestualmente, la sicurezza e la salute dei lavoratori.
Con Decreto Ministeriale 12 ottobre 2017 il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (di concerto con il Ministro dell’Ambiente) ha, infatti, assegnato al Comando Generale delle Capitanerie di porto la vigilanza sulla corretta applicazione del Regolamento comunitario, affidando agli uffici territoriali del Corpo l’approvazione dei piani di ship recycling e l’esecuzione delle relative attività di controllo.
Le operazioni prevedono una prima fase di alleggerimento con la nave in galleggiamento, seguita da una seconda fase in bacino nel corso della quale è prevista la rimozione di tutti i liquidi ancora presenti a bordo (oli residui, acque di sentina, etc.) e il taglio di tutte le lamiere, dalle sovrastrutture alla chiglia.
Tutti i materiali pericolosi presenti a bordo – compreso l’amianto – sono stati rigorosamente inventariati e il piano di ship recycling approvato dall’Autorità marittima ha certificato il rispetto delle norme vigenti sulla gestione dei rifiuti e sulla prevenzione delle matrici ambientali.  Tutti i rifiuti, prodotti dalla demolizione dell’unità, saranno quindi caratterizzati e soggetti a preciso tracciamento, con previsione del maggior recupero possibile presso impianti esterni al porto.
Il procedimento di approvazione ha visto il coinvolgimento della Città Metropolitana di Genova, che a suo tempo ha rilasciato al cantiere “San Giorgio del Porto” l’autorizzazione integrata ambientale per l’attività di demolizione navale, di A.R.P.A.L., che ne ha approvato il piano di monitoraggio e controllo per tutte le fasi delle operazioni, nonché di una serie di altri enti interessati, a vario titolo, dall’attività di demolizione.
Peraltro, giova notare che San Giorgio del Porto è l’unico cantiere italiano iscritto nell’elenco europeo dei cantieri autorizzati a demolire navi superiori a 500 tonnellate di stazza, potendo vantare una lunga esperienza nel settore delle demolizioni navali, tra le quali il relitto della Costa Concordia.
//

Fincantieri consegnata nei cantieri di Ancona “Viking Venus”

Trieste, 15 aprile 2021 – È stata consegnata oggi presso lo stabilimento di Ancona “Viking Venus”, la nuova nave da crociera di Fincantieri per la società armatrice Viking.
L’unità si posizionerà nel segmento di mercato di unità di piccole dimensioni, infatti, come le unità gemelle, avrà una stazza lorda di circa 47.800 tonnellate, sarà dotata di 465 cabine e potrà ospitare a bordo 930 passeggeri.
La nave, settima della classe, è stata progettata da affermati architetti e ingegneri navali, tra cui un team di interior design di SMC Design, con sede a Londra, e di Rottet Studios, con sede a Los Angeles, che hanno conferito al progetto di “Viking Venus” un’ispirazione in stile scandinavo moderno, caratterizzato da un’eleganza sofisticata ma funzionale. Oltre alle cabine tutte con veranda la nave dispone di spaziose suite con ampi affacci, due piscine, di cui una infinity pool a poppa, numerose opzioni per cenare all’aperto e una spa progettata secondo la tradizione del benessere scandinavo, con una sauna e una grotta della neve.
Le navi Viking sono costruite secondo le più recenti normative in tema di navigazione e fornite dei più moderni sistemi di sicurezza, compreso il “safe return to port”. Sono inoltre dotate di motori ad alta efficienza, idrodinamica e carena ottimizzate con conseguente abbattimento dei consumi e sistemi che riducono al minimo l’inquinamento dei gas di scarico e che soddisfano le più severe normative ambientali.
Fincantieri ha avviato il suo rapporto con Viking nel 2012, dando fiducia alla società armatrice che faceva il suo ingresso nel mercato delle crociere oceaniche come start up. Dal primo ordine di due navi, oggi la collaborazione ha raggiunto le 20 unità in totale, incluse le due navi da crociera speciali ordinate a Vard, “Viking Octantis” e “Viking Polaris”, e le opzioni. Si tratta di un record assoluto, il maggior numero di unità per un costruttore per conto di un singolo armatore.
La prima della serie, “Viking Star”, è stata realizzata nel cantiere di Marghera e consegnata nel 2015. Le unità successive, “Viking Sea”, “Viking Sky”, “Viking Sun”, “Viking Orion” e “Viking Jupiter”, consegnate tra il 2016 e il 2019, sono state costruite ad Ancona. Altre 9 unità, incluse quelle in opzione, prenderanno il mare dagli stabilimenti italiani nei prossimi anni.
//

ANAMA: riparte il lavoro sul Position Paper Cargo Aereo

Obiettivo arrivare in tempi rapidi alla sua piena attuazione: sportello unico doganale, digitalizzazione, aggiornamento infrastrutturale degli aeroporti strategici.
Il Presidente di ANAMA, Alessandro Albertini, ha così commentato l’incontro: “Innanzitutto desidero ringraziare il Ministro Giovannini e il Direttore Costantino Fiorillo, per avere accolto il nostro invito a riaprire questo importante Tavolo, ormai fermo da qualche anno.
Si tratta di un importante riconoscimento da parte del Governo rispetto alla strategicità del settore cargo per il Paese. In questi anni alcuni passi avanti sono stati fatti grazie all’impegno dei ‘singoli’. Tuttavia, per affrontare le sfide che l’oggi ci impone, occorre lavorare come ‘Sistema-Paese’, per evitare che quanto fatto venga disperso.
Dobbiamo sfruttare questo mutato contesto, trasformando la crisi in opportunità, per aumentare la competitività delle nostre merci: non dimentichiamo che per via aerea viene movimentato oltre il 25%, in valore, dell’export italiano extra UE. Il percorso delineato dal Dott. Fiorillo dimostra la volontà di porre sulla logistica e sul trasporto aereo la giusta attenzione, come succede in tutti i Paesi Europei”.
Come rivelato dal Secondo Studio dell’Osservatorio Cargo Aereo, realizzato dal Cluster Cargo Aereo e da ANAMA in collaborazione con TRT, l’Italia è tra i primi dieci esportatori al mondo, grazie alla vendita sui mercati internazionali di prodotti che si caratterizzano per la loro qualità e l’elevato valore aggiunto, come il farmaceutico (che nell’ultimo anno ha ovviamente aumentato la sua valenza economica e strategica), la meccanica fine e il Made in Italy. Lo studio ha evidenziato, inoltre, un potenziale ancora inespresso per il comparto aereo, anche a causa dei tempi più lunghi di attraversamento delle merci nei nostri scali dovuti a infrastrutture non adeguate e ad un eccesso di burocrazia, che invece risulta essere ridotta all’essenziale in altri scali Europei. Non a caso il sistema aeroportuale italiano movimenta solo il 7% del cargo aereo europeo, contro il 30% della Germania, seguita da Francia e Olanda
Il Presidente Albertini ha, dunque, concluso ricordando che “Nonostante l’Italia negli ultimi anni abbia migliorato le proprie performance, raggiungendo il 5° posto a livello europeo, il 30% delle nostre merci ancora utilizza aeroporti di altri Paesi europei. Dobbiamo investire in infrastrutture aeroportuali adeguate, nello Sportello Unico Doganale e dei Controlli, (SuDoCo) per ridurre i tempi di attraversamento delle merci negli aeroporti e di arrivo nel mercato di destinazione, e infine, ultima ma non meno importante, nella completa digitalizzazione delle procedure, per consentire a pubblico e privato di collaborare in maniera efficacie e veloce. Con l’attuazione del Position Paper Cargo Aereo vogliamo colmare questo gap competitivo e incrementare le potenzialità di crescita di questo importante comparto per l’economia italiana e la sua principale risorsa, il Made in Italy”.

Il Qatar lancia un ambizioso progetto di restauro delle storiche imbarcazioni dhow

Il Qatar National Tourism Council (QNTC, Consiglio Nazionale del Turismo del Qatar) ha avviato un progetto su larga scala per il restauro di una flotta di oltre 40 imbarcazioni tradizionali dhow, proseguendo nell’intento di migliorare l’offerta di attrazioni e attività per turisti internazionali e nazionali. Il progetto di restauro dei dhow è parte di un’iniziativa strategica finalizzata a migliorare l’eccellenza del servizio nel settore dell’ospitalità del Qatar.
Il progetto, articolato in tre fasi, comprenderà il restauro dei dhow, la modernizzazione dei porti turistici e dei pontili e la formazione in materia di salute e sicurezza per i membri degli equipaggi e i timonieri.
La prima fase consisterà nel restauro di 40 dhow titolari di licenza, usati in passato per la raccolta delle perle, la pesca e il trasporto delle merci. I lavori di ristrutturazione saranno volti a migliorare l’esperienza a bordo degli ospiti preservando l’autenticità degli esterni tradizionali. Una volta completato, ogni dhow avrà un impatto ambientale ridotto, con energia solare al posto del carburante diesel e l’installazione di luci a LED; saranno inoltre attrezzati per ottimizzare sicurezza e comfort dei passeggeri.
Una volta eseguiti i lavori di restauro, i dhow saranno pronti a condurre i visitatori lungo viaggi rilassanti e panoramici che, oltre a regalare viste mozzafiato dell’emblematico skyline di Doha dall’acqua, consentiranno di sperimentare un aspetto chiave della storia e della cultura qatariota.
Il Segretario Generale del Qatar National Tourism Council e Amministratore Delegato del Gruppo Qatar Airways, Akbar Al Baker, ha dichiarato: “Il restauro delle imbarcazioni dhow è di fondamentale importanza per offrire ai visitatori l’opportunità unica di sperimentare una parte significativa del patrimonio e della cultura del Qatar. Sebbene i dhow non vengano più usati come barche da pesca e per la raccolta delle perle, non vediamo l’ora che vengano rimessi in acqua affinché tutti possano apprezzarli”.
Il Responsabile Licenze Turistiche, Settore Sviluppo del Turismo, Mohammad Al Ansari, che supervisiona il progetto di restauro, ha commentato: “Stiamo adottando tutte le misure necessarie per garantire che ogni dhow venga restaurato con estrema cura secondo standard all’altezza della loro importanza per la nostra cultura. I dhow sono una risorsa meravigliosa per il Qatar e, quando il progetto sarà completato, offriranno agli ospiti un modo alternativo piacevole per godersi Doha dall’acqua”.
I dhow hanno navigato nelle acque del Mare Arabico per secoli. Essendo il Qatar uno Stato peninsulare con un confine terrestre, i dhow originariamente fornivano agli abitanti una linea di comunicazione d’importanza vitale per il commercio di acqua dolce, frutta e mercanzia, per la pesca e per la raccolta delle perle. Vero e proprio atto d’amore, per la costruzione di un dhow può essere necessario anche un anno. Nel Qatar la devozione per queste imbarcazioni è tale che la gente del posto le celebra con una serie di festival ogni anno, tra cui il Katara Traditional Dhow Festival presentato da The Cultural Village Foundation – Katara.
Le due fasi successive del progetto di restauro consisteranno nel miglioramento delle strutture e della formazione. La seconda fase vedrà la modernizzazione dei porti turistici e dei pontili per migliorare l’esperienza di imbarco, con comode sale d’attesa e nuove biglietterie. La terza e ultima fase prevederà la formazione e la certificazione completa degli equipaggi che portano i dhow e che supervisionano la manutenzione quotidiana dell’area e dei chioschi della marina.
La ristrutturazione dei dhow è uno dei numerosi progetti di sviluppo del turismo supervisionati dal QNTC volti a consolidare i settori dell’ospitalità e dei viaggi nel Paese. In linea con la Visione Nazionale del Qatar 2030, il QNTC mira ad affrontare la sfida chiave di garantire la conservazione e la modernizzazione delle numerose tradizioni del Paese che contribuiscono allo sviluppo economico nazionale attraverso il turismo.
//

 

Estate 2021-MSC Crociere aggiorna gli itinerari per offrire una vacanza in piena sicurezza

Ginevra, 15 aprile 2021 – MSC Crociere ha annunciato oggi i nuovi e aggiornati itinerari nel Mediterraneo e in tutta Europa per la prossima estate, offrendo agli ospiti un’ampia varietà di possibilità per le prossime vacanze.
Le navi che offrono questi itinerari opereranno sotto lo stesso protocollo di salute e sicurezza di MSC  Crociere riconosciuto come uno dei più efficaci al mondo, che ha già consentito a più di 60.000 ospiti di godersi una vacanza in pieno relax e con la sensazione di una ritrovata normalità, sin dalla ripartenza avvenuta nell’agosto 2020 a bordo di MSC Grandiosa.
Gianni Onorato, Chief Executive Officer di MSC Cruises, ha dichiarato: “Oggi sappiamo quali sono le destinazioni e i porti europei che possiamo raggiungere quest’estate e abbiamo dunque potuto aggiornare e rinnovare gli itinerari della stagione estiva per consentire agli ospiti di prenotare in piena fiducia le vacanze sulle nostre splendide navi.
In MSC Crociere non vediamo l’ora di dare il benvenuto sia ai nostri passeggeri più affezionati che ai nuovi ospiti che saliranno a bordo delle nostre navi quest’estate e siamo sicuri che potremmo offrire loro una vacanza memorabile, rilassante e, soprattutto, sicura. Inoltre, sono fiducioso che nelle prossime settimane saremo in grado di arricchire ulteriormente alcuni di questi itinerari, nonché aggiungere altre navi in base agli aggiornamenti sulle nuove destinazioni turistiche che, in particolare in Spagna e Francia, si renderanno disponibili a ricevere navi e visitatori.”
Di seguito l’elenco completo degli itinerari confermati di MSC Crociere a cui ora è possibile prenotarsi per questa estate.
Tre navi nel Mediterraneo occidentale, con scalo in Italia e a Malta   
MSC Grandiosa continuerà ad offrire il suo attuale itinerario di 7 notti con toccate nei porti italiani di Genova, Civitavecchia, Napoli, Palermo e La Valletta (Malta). I porti spagnoli di Valencia e Barcellona saranno aggiunti all’attuale itinerario non appena queste destinazioni confermeranno la loro disponibilità.
MSC Seaside tornerà a salpare il 1° maggio da Genova facendo scalo nei porti di Siracusa e Taranto (novità assolute in MSC Crociere), oltre a Civitavecchia e La Valletta a Malta. L’itinerario della nave sarà poi arricchito con scali nel porto francese di Marsiglia non appena sarà confermata la sua disponibilità.
Gli itinerari di MSC Grandiosa e MSC Seaside saranno disponibili fino alla fine di luglio 2021, quando arriverà in flotta MSC Seashore.
MSC Seashore alla fine di luglio entrerà a far parte della flotta MSC Crociere e diventerà la nuova ammiraglia della Compagnia. Dal 1° agosto al 31 ottobre offrirà crociere di 7 notti con scalo nei porti italiani di Genova, Napoli e Messina, oltre a La Valletta a Malta, Barcellona in Spagna e Marsiglia in Francia.
Tre navi nel Mediterraneo orientale, con scali in Italia, Grecia, Croazia e Montenegro
MSC Crociere schiererà per la prossima stagione estiva tre navi in quest’area famosa per la forte vocazione turistica, con una serie di itinerari in partenza da Trieste, Venezia e Bari, e scali al Pireo (Atene) e in alcune delle più belle isole greche, Kotor (Montenegro), Dubrovnik e Spalato (Croazia).
MSC Orchestra partirà il 5 giugno offrendo agli ospiti l’imbarco nei porti italiani di Venezia il sabato e Bari la domenica, per poi fare scalo nelle isole greche di Corfù e Mykonos e Dubrovnik (Croazia).
MSC Splendida inizierà a navigare dal 12 giugno con imbarco a Trieste il sabato e a Bari il martedì, facendo scalo a Dubrovnik (Croazia), Corfù (Grecia) e Kotor (Montenegro).
A completare l’offerta nel Mediterraneo orientale è MSC Magnifica, che dal 20 giugno effettuerà l’imbarco nei porti italiani di Venezia la domenica, Bari il lunedì e Pireo per Atene il mercoledì, facendo poi scalo nell’isola greca di Mykonos e a Spalato (Croazia).
Europa del Nord Crociere nazionali nel Regno Unito
Dal 20 maggio, l’ammiraglia della linea MSC Virtuosa effettuerà la sua stagione inaugurale nel Regno Unito offrendo mini-crociere da Southampton con scalo a Portland nel Dorset, nella cosiddetta “Jurassic coast”. Dal 12 giugno effettuerà crociere di 7 notti da Southampton con imbarco a Liverpool, Greenock per Glasgow e con scali a Portland e a Belfast. Si tratta di crociere destinate ai soli residenti britannici. Le crociere sono aperte a ospiti vaccinati e non vaccinati e a tutti gli ospiti saranno sottoposti al test prima dell’imbarco.
Germania, Europa del Nord
In Germania, considerando l’attuale incertezza sui tempi di riapertura dei porti locali, le navi MSC Crociere dovranno ritardare l’inizio della loro stagione estiva fuori dai porti del paese fino al 15 giugno.
Allo stesso tempo, MSC Crociere ha annunciato oggi di aver pianificato gli itinerari di MSC Seaview con base a Kiel (Germania), a partire dal 19 giugno, al posto di MSC Virtuosa.
Inoltre, sono stati pianificati gli itinerari di MSC Preziosa a partire dal 21 giugno da Amburgo (Germania) e di MSC Musica dal 20 giugno da Warnemunde (Germania), se sarà possibile accedere ai porti tedeschi.
Le tre navi sono destinate ad offrire crociere di 7 e più notti con itinerari verso i fiordi norvegesi o le capitali del Baltico, come da programma attuale.
Onorato ha aggiunto: “Siamo estremamente orgogliosi di poter offrire ai nostri ospiti e agli agenti di viaggio partner una scelta sempre più ampia per la prossima estate di crociere in Mediterraneo e nel Nord Europa. Nella nostra flotta saranno presenti alcune delle nostre navi più innovative. E per rendere ancora più facile e sicuro l’accesso, abbiamo aumentato tutti i porti d’imbarco per le nostre destinazioni. Dall’Italia MSC Crociere offrirà ai suoi ospiti fino a 10 diversi porti d’imbarco.  
“Anche se queste navi rappresentano solo una parte della nostra flotta, tra esse sono inclusi anche i nostri due ultimi gioielli, MSC Virtuosa e MSC Seashore, che entreranno in servizio per la prima volta nel 2021. La loro presenza in questa fase di ritorno alla navigazione testimonia la nostra volontà di offrire agli ospiti la migliore offerta di crociera possibile. Per questa ragione abbiamo confermato il nostro programma per la costruzione di nuove navi per i prossimi anni e siamo in attesa di un graduale ritorno  all’operatività dell’intera flotta nel corso della prossima stagione invernale.
Onorato ha concluso: “Gli ospiti che hanno un voucher per le nostre crociere, cancellate a causa della pandemia globale, hanno aspettato a lungo per conoscere date e destinazioni degli itinerari. Sono lieto di dire che ora possono guardare avanti con fiducia verso un’incredibile vacanza a bordo di una delle navi di MSC Crociere già quest’estate o nella prossima stagione invernale”.
MSC Crociere ha anche confermato la cancellazione dei suoi viaggi previsti nei Caraibi dai porti degli Stati Uniti fino al 30 giugno compreso.
Gli ospiti colpiti da uno qualsiasi dei cambiamenti saranno contattati dal loro consulente di viaggio o da MSC Crociere. Per essi è previsto il “Voucher Future Cruise” pari al valore del pacchetto crociera MSC prenotato e pagato, oltre ad un credito a bordo rimborsabile fino €  200 a cabina. Tale voucher avrà una validità di 18 mesi dalla data di emissione.
Gli ospiti avranno la possibilità di riprogrammare la loro vacanza su uno degli itinerari annunciati oggi, uguali o simili a quelli prenotati inizialmente
Le condizioni di prenotazione flessibili saranno applicate a tutte le prenotazioni effettuate prima del 31 maggio [vedi qui].
Per maggiori informazioni sul protocollo di salute e sicurezza di MSC Crociere consultare questo link.
Itinerari invernali 2021/2022
Per tutti i dettagli del programma invernale di MSC Crociere, vedere il link: [vedi qui].
// MSC Seashore Naples, 18 April 2011 Montenegro, from Kotor - Budva

Aiuti di Stato, approvati 10 milioni di € alle imprese che operano con navi minori nel settore del trasporto turistico

La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 10 milioni di € di ristoro per sostenere le imprese di navigazione che operano con navi minori nel settore del trasporto turistico in mare e  in acque interne nel contesto della pandemia di coronavirus.
Il regime è stato approvato ai sensi del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato.
Il sostegno, che assumerà la forma di sovvenzioni dirette, mira ad attenuare l’impatto sui beneficiari delle misure restrittive che il governo italiano ha dovuto attuare per limitare la diffusione del virus e che hanno determinato un drastico calo del numero di passeggeri e turisti.
I beneficiari sono ammissibili all’aiuto se hanno registrato un calo del fatturato di almeno il 20 % nel periodo compreso tra il 1º febbraio e il 31 dicembre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.
La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, adeguata e proporzionata per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).
Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato. Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e su altre azioni intraprese dalla Commissione per affrontare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui.
La versione non riservata della decisione sarà disponibile con il numero SA. 62525 nel registro degli aiuti di Stato sul sito Internet della Commissione dedicato alla concorrenza, una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.

Assoutenti lancia la campagna per salvare il turismo in tre mosse

L’ Italia rischia di rimanere indietro rispetto a Grecia, Spagna, Israele
Assoutenti lancia oggi la campagna #salviamoilturismo volta ad ottenere misure urgenti in grado di far ripartire già dalle prossime settimane il settore turistico italiano e permettere al nostro paese di concorrere con altri paesi in occasione della stagione estiva.
“Mentre realtà come Grecia, Spagna e Israele si sono mosse in anticipo con misure per liberalizzare il turismo e attirare viaggiatori da tutto il mondo, l’Italia è ancora molto indietro e rischia di perdere milioni di presenze nel periodo estivo – spiega il presidente Furio Truzzi – Una situazione di stallo che, oltre a danneggiare l’intero comparto turistico, impedisce ai cittadini italiani di pianificare viaggi e partenze, o peggio li incentiva a recarsi all’estero durante le prossime vacanze estive, scegliendo paesi che hanno già riaperto al turismo”.
“Con la campagna #salviamoilturismo in sicurezza Assoutenti chiede tre misure urgenti al Governo – prosegue Truzzi – La prima è liberalizzare da subito viaggi e spostamenti per i cittadini vaccinati, una consistente fetta di popolazione costretta ancora oggi a sottostare a limiti e restrizioni sproporzionate che incidono sulla libertà di movimento e, di conseguenza, sulle casse del turismo; la seconda è eliminare o rivedere il contingentamento, i limiti alla capienza massima per quei treni che raggiungono le principali destinazioni turistiche italiane, in modo da garantire i collegamenti; la terza misura, infine, è rendere obbligatoria l’accettazione del bonus vacanze per albergatori e strutture ricettive, considerato che lo scorso anno fra gli stessi esercenti c’è chi ha boicottato l’incentivo o posto limiti e paletti che hanno impedito agli utenti di usufruire del sussidio”.
In tale direzione Assoutenti chiede un incontro urgente al Cts e ai Ministri  del Turismo, del MIMS e della Sanità , allo scopo di presentare le istanze dei consumatori e studiare insieme misure per salvare il turismo italiano in piena sicurezza.
 

AdSP, resoconto della seduta del Comitato di Gestione

Il Presidente Musolino: “In pochissimo tempo abbiamo elaborato un piano di risanamento dell’Ente che dovrà portare all’equilibrio di bilancio senza dover ricorrere ad aiuti finanziari esterni, né all’introduzione di nuove imposte o all’utilizzo del fondo degli accantonamenti per far fronte ai contenziosi” 
Civitavecchia, 15 aprile – Si è tenuta oggi la seduta del Comitato di Gestione dell’Adsp del Mare Tirreno Centro Settentrionale presieduta da Pino Musolino.
Oltre al Presidente dell’Adsp e al Segretario Generale Paolo Risso, erano presenti il Direttore marittimo del Lazio e Comandante della Capitaneria di Porto di Civitavecchia, C.V. Francesco Tomas, il Comandante della Capitaneria di porto di Roma-Fiumicino C.V. Antonio D’Amore, il Comandante della Capitaneria di Porto di Gaeta C.F. Federico Giorgi, il componente designato dalla Regione Lazio, Arch. Roberto Fiorelli e il componente designato dal Comune di Civitavecchia, Arch. Emiliano Scotti.
Il Presidente, al fine di ottenere la massima condivisione possibile, sia da parte del comitato di Gestione e degli enti in esso rappresentati, che da parte del Collegio dei revisori dei conti, ha sottoposto all’approvazione del Comitato la Delibera di adozione del piano di risanamento, nell’ambito della procedura di regolazione dello stato di crisi dell’Adsp, contenuto nel Decreto del Presidente n. 49/2021 e propedeutico all’approvazione del rendiconto 2020 e del bilancio di previsione 2021 dell’ente, atti per i quali il Comitato di Gestione tornerà a riunirsi il prossimo 22 aprile.
Il piano di risanamento, illustrato nelle sue linee guida fondamentali dal Presidente e dal Segretario Generale, si basa su 3 pilastri: ristrutturazione del debito e del credito dell’Adsp; piano di ristrutturazione e riorganizzazione del personale e revisione del budget delle Società di Interesse Economico Generale.
Molto soddisfatto il Presidente Musolino: “Il raggiungimento dell’equilibrio economico finanziario – dichiara – avviene attraverso un approccio completamente nuovo rispetto al precedente, che aveva portato alla mancata approvazione del bilancio di previsione 2021, creando la situazione di grave difficoltà in cui ci troviamo oggi. Non si è fatto ricorso ad alcun tipo di finanza esterna, né tramite risorse straordinarie da parte di Stato o Regione, né dal sistema bancario, evitando ulteriore debito; non si sono utilizzate risorse accantonate per far fronte ai contenziosi dell’ente e non sono state previste imposte addizionali di alcun tipo, pur essendo l’unica eventuale possibilità contemplata dalla norma per una fattispecie, quella del disavanzo di bilancio di una Adsp, che è la prima volta che si è effettivamente concretizzata in Italia”.
“Il lavoro svolto da tutta la struttura, con il pieno sostegno dimostrato dai membri del Comitato che ringrazio sentitamente – prosegue Musolino – è stato infatti focalizzato sul recupero di risorse derivante da crediti ormai incagliati e la razionalizzazione di spese che hanno consentito di intervenire sia sul disavanzo finanziario del 2020, riassorbito in un complessivo avanzo di amministrazione, che sul disavanzo che era stato previsto per il 2021 e che è stato azzerato grazie allo sforzo di tutti i dipendenti e collaboratori dell’Ente, sia dal punto di vista del lavoro svolto per elaborare in pochissimo tempo un piano da circa 10 milioni di euro tra rendiconto e preventivo, sia per essersi fatti carico di uno dei tre pilastri del piano di risanamento, dimostrando maturità e piena comprensione delle difficoltà del momento. Per questo, il mio ringraziamento va innanzitutto a tutto il personale dell’Ente”.
Il comitato ha approvato all’unanimità la delibera, così come tutti gli altri provvedimenti all’ordine del giorno, tra cui figuravano alcuni atti di indirizzo concernenti la destinazione d’uso e l’efficientamento dell’utilizzo delle aree demaniali gestite dall’Adsp.
Inoltre, sono stati confermati il numero massimo delle autorizzazioni art. 16 e i valori dei canoni ammessi per il 2021 per i porti di Civitavecchia e Gaeta, è stato approvato il regolamento per la disciplina delle operazioni e servizi portuali nei tre porti, è stato approvato l’aggiornamento annuale al “piano dell’organico del porto” e sono state rilasciate diverse concessioni demaniali sia nel porto di Civitavecchia che in quello di Gaeta.

L’ex Casina del Boschetto diventa il “Centro Darwin-Dohrn”

Unico in Italia nel suo genere, il DaDoM sarà un riferimento mondiale per l’evoluzione della biodiversità marina
A illustrare l’opera di riqualificazione e rifunzionalizzazione il Presidente della SZN Roberto Danovaro, il Vice Sindaco di Napoli Carmine Piscopo e il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris
È completato il lavoro di recupero della struttura che ospiterà il Centro Darwin Dohrn – DaDoM, un centro scientifico-culturale aperto al pubblico e dedicato alla divulgazione della ricerca marina della Stazione Zoologica Anton Dohrn – Istituto Nazionale di Biologia Ecologia e Biotecnologie Marine.
Dedicato alla divulgazione scientifica sull’ambiente marino nella prospettiva dell’evoluzione della vita sulla Terra e alla sensibilizzazione culturale sulla “risorsa mare”, il Museo Darwin-Dohrn completa il processo di riqualificazione, restauro e rifunzionalizzazione della “Casina del Boschetto” deliberato nel 2015 dall’Amministrazione del Comune di Napoli nel quadro di una comune visione di  rafforzare, nella Villa comunale, presenze naturalistiche, scientifiche, culturali e didattiche.
La presentazione dello stato dei lavori si è tenuta stamattina, alla presenza del Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn – Istituto Nazionale di Biologia Ecologia e Biotecnologie Marine Roberto Danovaro, del Vice Sindaco di Napoli con delega all’Urbanistica Carmine Piscopo e del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris e ha visto la partecipazione del funzionario della Soprintendenza per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Luigi Rondinella.
L’ex Casina del Boschetto diventa il “Centro Darwin-Dohrn”, un centro che oltre a ospitare il Museo, ospiterà anche la Sede del prestigioso “Cluster Nazionale Blue Italian Growth”, e la “Fondazione Dohrn”, cui sarà affidata l’attività di gestione dei rapporti col pubblico del Museo (guide, biglietteria) e il bookshop.
Il progetto originario per l’edificio ex Circolo della Stampa fu affidato nel 1948, su incarico dell’Associazione Napoletana della Stampa, a Luigi Cosenza (1905 – 1984) in collaborazione con Marcello Canino (1895 – 1970). Il progetto è il manifesto di un’architettura moderna mediterranea che recupera l’antico nucleo del pre-esistente edificio ottocentesco, reinterpretandolo in un nuovo impianto volumetrico.
La composizione architettonica si sviluppa a partire dal nucleo originario con una gradazione di volumi inseriti tra gli alberi e proporzionati dalla varia e mutevole densità della vegetazione.
L’edificio è stato sede dell’Associazione napoletana della Stampa fino al 1999. È considerato uno dei più riusciti esempi del razionalismo napoletano. Si estende per circa 900 mq inserito in un giardino di circa 2500 mq.
La Ex Casina del Boschetto, di proprietà del Comune di Napoli, è stata oggetto di lavori di restauro finanziati dal Programma Operativo Regionale Campania 2000-2006 e dal Bilancio Comunale, poi interrotti per lungo tempo da una serie di ricorsi e contenziosi. L’immobile è stato affidato nel 2015 alla Stazione Zoologica Anton Dohrn, la quale ha avviato una nuova fase che ha visto affidare all’arch. Andrea Cosenza, l’Ing. Luigi Cosenza (architettura + strutture) e all’Ing. Angelo Puorto (impianti) la progettazione degli interventi di recupero e riqualificazione del complesso nel rigoroso rispetto delle idee progettuali di Cosenza. Tale processo ha visto la piena collaborazione dei tecnici del Comune di Napoli, arch. Giancarlo Ferulano e arch. Massimo Santoro, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli. L’Arch. Ida Lavorgna, della SZN ha coordinato come RUP la direzione dei lavori affidata ai tecnici del Provveditorato alle Opere Pubbliche e l’esecuzione delle opere affidate alla RTI Izzo Mario Costruzioni srl/L.G.P. costruzioni srl, Elettrotermica Bonavolontà srl.
I costi dell’intervento sono stati sostenuti dalla SZN con il supporto del Ministero dell’Università e Ricerca per un totale oltre 2 milioni di euro a cui si aggiungono i costi per l’allestimento museale che supereranno complessivamente il milione di euro.
Dedicato ai due giganti della scienza e della biologia evolutiva, Charles Darwin e Anton Dohrn, il Museo Darwin Dohrn – DaDoM sarà destinato alla promozione della conoscenza dell’evoluzione della biodiversità della vita marina. L’allestimento del museo è stato oggetto di un concorso pubblico di idee, vinto da un gruppo di progettazione napoletano coordinato dal’arch. Maria Cristina Vigo Majello, e composto dagli arch. Paola Cislaghi, arch. Adele Cerbasi, arch. Bianca Rodriguez. Completato il restauro dell’edificio, inizierà la fase di allestimento museale, per la quale è stata già individuata la ditta affidataria della fornitura degli arredi.
Il gruppo di lavoro del DaDoM, coordinato da Ferdinando Boero (docente dell’Università Federico II e Presidente della Fondazione Dohrn) e da Claudia Gili, Direttrice del Dipartimento di Conservazione Animali Marini e Public Engagement (CAPE, che curerà il Museo) con il supporto di Andrea Travaglini, Marco Signore ed Elisa Cenci, ha lavorato 3 anni per completare il progetto scientifico dei contenuti, dei percorsi e degli allestimenti interni che renderanno questo museo, unico in Italia nel suo genere, un riferimento a livello mondiale per l’evoluzione della biodiversità marina.
All’interno del DaDoM i visitatori percorreranno un viaggio negli oceani attraverso il tempo sulle orme di Darwin e Dohrn in cui scopriranno come gli organismi si siano adattati a tutti gli ambienti marini. In questa passeggiata nel tempo e nella ricerca, il pubblico incontrerà le forme primordiali di vita comparse negli oceani oltre 3 miliardi di anni fa, scoprirà le teorie evolutive, e potrà vedere una serie di fossili che mostrano l’evoluzione di forme e funzioni nel corso delle ere geologiche (passeggiata nel tempo). Attraverso opere d’arte, sculture e reperti biologici storici, il pubblico apprenderà i meccanismi che hanno portato alle forme di vita attuali, in una galleria della biodiversità, dalle più semplici alle più complesse, e come gli organismi marini si muovono, si nutrono, e si riproducono negli oceani, per poi arrivare alla sala polifunzionale del DaDoM che ospiterà un grande scheletro di balenottera (spiaggiata lungo le coste campane e recuperata dai ricercatori), arricchita da modelli di organismi che si nutrono delle carcasse di questi maestosi giganti del mare.
La sala polifunzionale è stata concepita per ospitare mostre tematiche con cadenza mensile o trimestrale per approfondire argomenti di grande interesse scientifico e divulgativo, ma anche per convegni e seminari scientifici, e sarà a disposizione del Comune di Napoli per altre iniziative di pubblico interesse. Il percorso museale include anche un viaggio attraverso gli studi e le carte antiche del Golfo di Napoli, le scoperte degli oltre 20 premi Nobel che hanno condotto i loro studi nella SZN, fino ad arrivare alle ricerche attuali aggiornate ed esposte mese per mese.
Il Museo comprende un grande laboratorio didattico per gli studenti di ogni ordine e grado progettato per svolgere attività pratiche di osservazione e studio volti a scoprire i segreti della vita marina. Il piano superiore dell’edificio include gli studi del personale, i laboratori e le organizzazioni ospitate dal Centro. L’obiettivo è quello di restituire ai cittadini napoletani, della Campania e al Paese un bene della città nella sua piena fruizione. Questo obiettivo sarà esteso anche all’esterno della Casina, rendendo il giardino del Centro un luogo di conoscenze all’aria aperta. Il giardino ospiterà infatti batiscafi (visitabili) che sono stati messi a disposizione dall’Associazione Culturale MareAmico e che sono stati anche utilizzati per l’esplorazione degli ambienti profondi del Mediterraneo, e un percorso che permette giochi e didattica all’aria aperta.
Il prato sul retro ospiterà infine un cinema all’aperto estivo per documentari sul mare e per un concorso internazionale sul cinema scientifico e sui documentari marini.
Con l’obiettivo di potenziare la cosiddetta “terza missione”, cioè le attività di disseminazione delle scoperte e di divulgazione scientifica, nonché l’apertura delle strutture di ricerca ai cittadini e il loro diretto coinvolgimento, il Centro Darwin Dohrn offrirà possibilità di collaborazioni scientifiche e didattiche, formazione di docenti e specialisti del settore, laboratori didattici, incontri culturali, e visite guidate per i cittadini e per i turisti.
È un bel giorno per Napoli, città di mare. Restituiamo alla città – ha dichiarato il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris – dopo un lavoro difficile iniziato l’8 luglio del 2015, uno spazio storico, l’ex Casina del Boschetto, che abbiamo fortemente voluto che diventasse il museo del mare e che segna un passo importantissimo nel rilancio e nella valorizzazione della Villa comunale. Il popolo napoletano ha sempre messo al centro della propria esistenza il mare, come elemento di vita, di ricerca scientifica, come difesa dell’ambiente, ma anche come luogo per salvare vite umane. Il mare è la storia di Napoli”.
Roberto Danovaro, Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn – Istituto Nazionale di Biologia Ecologia e Biotecnologie Marine ha dichiarato: “Quando si arriva a Napoli e si chiede della Stazione Zoologica in Villa Comunale, la maggior parte delle persone risponde: “Ah, l’Acquario!”. Perché tutti hanno conosciuto il nostro Ente grazie all’acquario di Napoli. Ma non riuscivano a comprendere perché fosse stato creato quasi 150 anni fa questo prestigioso ente di ricerca internazionale. Con il Museo Darwin – Dohrn finalmente avranno modo di capire perché è stato fondato questo centro, quali erano gli obiettivi e quale contributo ha dato alle conoscenze della vita nei mari, dell’evoluzione della vita e anche alla qualità della salute umana.”
Non è stato facile – ha sottolineato Roberto Danovaro restituire questa splendida struttura a Napoli e al Paese. Abbiamo dovuto affrontare oltre un anno di COVID e operare una ricerca meticolosa di materiali e curare i dettagli per rispettare anche nei contrasti cromatici il progetto originale, ma il risultato è a mio avviso straordinario. Napoli è una delle città più belle al mondo e credo che questa struttura possa rendere la città e la sua preziosa Villa Comunale ancora più bella.”
Sono molto grato al Sindaco De Magistris, a Carmine Piscopo – ha concluso il Presidente della Szn Anton Dohrnper aver creduto in questa iniziativa e ringrazio il Soprintendente Luigi La Rocca, e tantissimi funzionari del Comune di Napoli a partire da Nicola Malpede che ci hanno sempre supportato”.
Si conclude oggi – ha dichiarato Carmine Piscopo, Vice Sindaco di Napoliun importante lavoro di restauro e di valorizzazione della Casina del Boschetto. Un progetto nel quale abbiamo sempre creduto, che ha spinto questa Amministrazione a chiedere al Consiglio Comunale l’estromissione dell’immobile dal piano di dismissione e poi a sottoscrivere un Protocollo d’intesa con la Stazione Zoologica affinché diventasse un centro museale e di ricerca aperto alla città. Si amplia, in questo modo, l’offerta di spazi culturali, naturalistici e scientifici all’interno della Villa Comunale e si rafforza la prospettiva e la dimensione mediterranea ed europea della città.  Un altro passo in avanti nel rapporto tra Napoli e il mare e la sua linea di costa. Ringrazio per questo tutte le Istituzioni, in particolar modo la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, insieme con le strutture e i Servizi tecnici del Comune di Napoli, che si sono impegnati per il raggiungimento di questo importante obiettivo, e la Stazione Zoologica per l’impegno e la determinazione dimostrata in questi anni”.
Ferdinando Boero, docente dell’Università Federico II e Presidente della Fondazione Dohrn, ha affermato: “Il DaDoM racconta due storie: quella della vita in mare e quella di due giganti che l’hanno studiata: Darwin e Dohrn. Assieme a molti altri e a chi continua la loro opera nella Stazione Zoologica Anton Dohrn. Il museo sarà sede di attività che coinvolgeranno la popolazione, completando l’impatto culturale dell’Aquarium con mostre tematiche, conferenze, spettacoli, convegni che ne faranno un volano culturale per tutta la città e per i suoi visitatori. Oltre a reperti biologici e a pannelli esplicativi, l’arte sarà un potente mezzo di comunicazione di concetti fondamentali.”
Il protocollo di intesa è avvenuto l’8 luglio del 2015, Comune di Napoli e la Stazione Zoologica Anton Dohrn firmano un protocollo di intesa per la realizzazione del “Museo Darwin-Dohrn” e “Biblioteca del Mare”. Il Protocollo dà seguito alla decisione del Consiglio Comunale di Napoli che, con delibera n. 4 del 12.02.2015, approva la proposta della Giunta Comunale n. 717 del 9/10/2014 di estromissione della Casina del Boschetto (ex sede del Circolo della stampa), di proprietà comunale, dal programma di dismissione del patrimonio immobiliare disponibile del Comune di Napoli, e della sua conseguente utilizzazione per i fini culturali di importanza strategica per l’Amministrazione. Il protocollo di intesa prevede la concessione della struttura alla Szn per un periodo di 20 anni ed è rinnovabile. Tuttavia, la partenza dei lavori ha richiesto un intenso percorso progettuale e autorizzativo che ha permesso di iniziare solo nel 2019.
La Stazione Zoologica Anton Dohrn è stata fondata nel 1872, la Stazione Zoologica Anton Dohrn – Istituto Nazionale di Biologia, Ecologia e Biotecnologie Marine – è l’Ente di riferimento a livello nazionale e internazionale per lo studio della biologia marina ed ecologia marina, evoluzione degli organismi marini, biochimica marina, biologia molecolare, neurobiologia all’oceanografia biologica, dalla botanica marina alla biologia cellulare, alle biotecnologie marine eco-sostenibili. L’Ente è organizzato in 5 dipartimenti. Il Centro Darwin – Dohrn è parte del Dipartimento di Conservazione Animale & Public Engagement e diretto da Claudia Gili, che è stata per 27 anni direttore scientifico dell’Acquario di Genova.
La Stazione Zoologica Anton Dohrn è presieduta da Roberto Danovaro e diretta da Fabrizio Vecchi.
//

GNV: Il ferry GNV ARIES entra in flotta

Consegnata la nave da 2.100 metri lineari di capacità: opererà le linee con la Sicilia
Genova, 16 aprile 2021 – La Compagnia annuncia la consegna della nave GNV ARIES, che entrerà in flotta a metà maggio 2021, e opererà i collegamenti commerciali tra Napoli e Palermo.
Il ferry GNV ARIES, proveniente da P&O Ferries, è stato costruito nel 1987 presso i cantieri scozzesi Govan Shipbuilders: con una capacità di 2.100 metri lineari, 350 cabine e 3 sale poltrone per ospitare oltre 1000 passeggeri, GNV ARIES è caratterizzato da aree comuni ampie e dal design semplice ed essenziale, per garantire – ancora in questa fase – il distanziamento e la sicurezza negli spazi ricreativi e ristoro, nello shop di bordo e l’accesso alle zone esterne.
La nave è in fase di rinnovo degli ambienti interni per garantire gli elevati standard di comfort, in linea con il posizionamento della Compagnia, tra cui un ristorante, un self-service, 2 bar, la conversione di alcune cabine nelle speciali “Cabine Amici a 4 zampe”, un servizio che GNV propone dal 2008, ripensato sulla base delle esigenze di chi ha un animale domestico e non vuole separarsene neppure in viaggio.
A gennaio 2021 la Compagnia aveva annunciato il potenziamento della propria offerta commerciale con l’arrivo in flotta della M/n GNV Sealand, unità costruita nel 2009 presso i Cantieri Visentini, con una capacità di 2.255 metri lineari e 880 persone, e nel 2020 GNV aveva annunciato l’arrivo di GNV Bridge, unità di nuova costruzione, attualmente in fase di realizzazione presso i Cantieri Visentini, che con 2.564 metri lineari garantirà un aumento della capacità di stiva impiegata nell’ambito della rete Autostrade del Mare – infrastruttura strategica per il Paese – e consentirà, in alternativa alla movimentazione dei mezzi pesanti sulla stessa tratta stradale, l’abbattimento delle emissioni in atmosfera e dei relativi costi per la collettività.
Sale così a 18 il numero di navi operate da GNV: fondata nel 1992, e oggi parte del Gruppo MSC, la Compagnia continua gli investimenti in termini di miglioramento del servizio e incremento della capacità, operando 11 linee internazionali e 8 nazionali, da e per Sardegna, Sicilia, Spagna, Francia, Albania, Tunisia, Marocco e Malta.
//

L’azienda Svizzera AscoService aderisce ad Alis

Guido Grimaldi: “AscoService opera nei mercati internazionali proponendo soluzioni logistiche per il trasporto ferroviario, stradale e marittimo e dedicandosi in particolare al project cargo nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale”.
“E’ con grandissimo piacere che diamo il benvenuto in ALIS all’azienda svizzera AscoService, che propone un’ampia gamma di attività e soluzioni logistiche al fine di favorire l’intermodalità e combinare il trasporto merci ferroviario, stradale e marittimo, focalizzandosi principalmente sui trasporti eccezionali via ferro ed implementando un’apposita divisione dedicata al project cargo”.
Il Presidente di ALIS Guido Grimaldi annuncia l’adesione all’Associazione di Ascoservice, società svizzera nata nel 2002 con sede a Zugo, attiva nel trading & shipping di materie prime nei mercati di tutto il mondo, operando principalmente in quello asiatico, nord-europeo e centro-americano.
“AscoService rappresenta un altro esempio virtuoso per il nostro cluster, condividendone pienamente la visione orientata all’internazionalizzazione delle imprese e allo sviluppo di una logistica sempre più efficiente e sostenibile. Siamo convinti di poter da subito avviare un percorso sinergico - aggiunge il Presidente di ALIS - con l’obiettivo comune di contribuire a costruire un futuro sempre più competitivo per le aziende del comparto”.
“Nell’ambito delle attività logistiche di AscoService, abbiamo recentemente implementato un’apposita divisione dedicata al project cargo, con particolare attenzione al mercato italiano, capace di occuparsi di tutte le fasi della catena logistica, dall’ingegneria iniziale fino al posizionamento a destino della commessa. Nello specifico - dichiara Umberto Cavallaro, di AscoService - siamo incentrati a trovare le migliori soluzioni logistiche per carichi fuori sagoma e fuori peso nel rispetto dell’ambiente e della convenienza economica, cercando di ottimizzare il primo e l’ultimo miglio via strada ed effettuare via ferro o via mare il maggior percorso. L’obiettivo della nostra adesione ad ALIS è quello di entrare sempre più in contatto con i player principali del trasporto e della logistica che, come noi, credono fortemente nel processo di rinnovamento, modernizzazione ed innovazione del settore, come dimostrano ad esempio gli investimenti in navi di ultimissima generazione, mezzi ferroviari sempre più tecnologicamente avanzati e veicoli stradali green e a basso impatto ambientale”.

Assarmatori, Messina: non esiste nessun cartello.
La crescita dei noli è il risultato di una situazione fluida

Roma, 16 aprile 2021 – L’aumento del costo dei noli marittimi è il risultato di una situazione molto fluida che va analizzata nella sua complessità e non dipende da intenti speculativi delle compagnie marittime né tantomeno da cartelli più o meno occulti.
Lo ha spiegato Stefano Messina, Presidente di ASSARMATORI, intervenendo a un webinar sulla “Vulnerabilità del sistema logistico internazionale, sull’incidenza dei trasporti nel commercio globale e nelle relazioni con la Cina”, organizzato ieri  dalla fondazione Italia Cina.
Innanzi tutto, ha spiegato Messina, il 92% della capacità di trasporto container è offerta da ben 25 operatori, dei quali, purtroppo, nessuno è italiano. E questo basterebbe a spiegare che non c’è una concentrazione in mano a pochissimi soggetti. Tutt’altro, nel mercato opera una pluralità di vettori.
Se poi prendiamo in esame le performance delle principali compagnie di navigazione, dopo un 2018 in chiaroscuro c’è stata una certa ripresa di redditività operativa nel 2019, seguita poi dai risultati di un anno atipico come il 2020.
Ma non bisogna dimenticare che questo è accaduto dopo un decennio in cui i risultati negativi erano la norma; la redditività operativa riconquistata non deve quindi far dimenticare l’indebitamento elevato, con debiti finanziari totali (banche, leasing, ecc.) nettamente superiori al capitale proprio, effetto dei pesanti investimenti effettuati. Si può affermare, senza timore di smentite, che -come dimostrano studi recenti – le aziende del settore hanno mediamente una «cassa» elevata, anche se non sempre adeguata al volume delle passività a breve.
Veniamo quindi alla questione dei noli, effetto diretto della pandemia da cui sono derivati la scarsità di container, le difficoltà di approdo in molti porti lungo le rotte strategiche del trasporto marittimo, una diminuzione delle merci; tutti fattori che hanno comportato di riflesso un ridimensionamento nell’offerta di navi operative e una ridefinizione delle rotte.
Su alcune di queste, come da Genova a Shanghai, è vero che, come dimostrano i principali indici, il costo di trasporto di un container da 40 piedi è salito del 317% ma se si allarga lo sguardo al mercato complessivo si può notare che per esempio i noli tra Los Angeles e Shanghai sono cresciti del 18% e da Rotterdam a New York del 13%.
Non solo. Le percentuali di incremento dei noli non determinano affatto incrementi di pari livello dei risultati operativi delle aziende, perché parallelamente ai noli sono aumentati, e di molto, anche i costi d’esercizio, a cominciare dai prezzi carburanti, che hanno subito gli effetti del costo del petrolio, aumentato del 246% nell’ultimo anno.
In conclusione, quindi la situazione è molto più complessa di quello che fanno apparire analisi troppo parziali a affrettate.
 

ASSOCOSTIERI, Soria: l’operazione Petrolmafie è la strada da seguire

È necessario tutelare chi fa impresa in modo onesto e responsabile
Roma, 16 aprile 2021 – Il fenomeno dell’illegalità nel settore dei carburanti ha assunto negli ultimi anni una rilevanza straordinaria a tutti i livelli della filiera commerciale: dall’approvvigionamento alla distribuzione.
“Le operazioni dei giorni scorsi, tra cui quella denominata “Petrolmafie” rappresentano la strada da seguire e dimostrano come il fenomeno dell’illegalità, nelle sue diverse forme, crei una concorrenza sleale a detrimento degli interessi degli operatori onesti della logistica energetica che hanno affrontato, anche in questo periodo connotato da una pesante crisi sanitaria e finanziaria, ingenti investimenti per ottemperare alle normative antifrode.
È quanto affermato dal Direttore Generale di ASSOCOSTIERI – Avv. Dario Soria – che in più occasioni ha ribadito come “la lotta all’illegalità per essere efficace non ha bisogno solamente di norme ma è fondamentale la collaborazione tra le Istituzioni, le associazioni di settore e gli operatori”.
Tra le azioni antifrode che si sono susseguite negli anni condotte nel settore dei carburanti, l’operazione “Petrolmafie”, a parere di ASSOCOSTIERI, rappresenta un’importante operazione che ha portato alla luce una delle più grandi frodi fiscali nel commercio di carburante con il coinvolgimento diretto delle mafie in questa attività.
Da diversi anni ASSOCOSTIERI è in prima linea nella lotta all’illegalità, accanto alle Istituzioni, come dimostra la presenza dell’Associazione al Tavolo permanente sull’illegalità presieduto dal Sottosegretario De Micheli.
Le recenti indagini che hanno fatto emergere il fenomeno delle imponenti infiltrazioni criminali nell’intera filiera logistica dei carburanti dimostrano che il nostro paese continui ad essere interessato da importanti traffici fraudolenti su grandi volumi di carburanti per autotrazione, nonostante i punti fermi e gli adempimenti individuati dalle Amministrazioni Fiscali nell’attività di contrasto alle frodi in questo settore.
Accanto a tale mercato illegale e parallelo – ha aggiunto Soria – esiste, fortunatamente, una logistica petrolifera rappresentata da operatori onesti che continua, purtroppo, a subire gli effetti, da un lato, del crollo dei consumi e, dall’altro, di alcune delle innumerevoli norme tributarie antifrode, non sempre mirate. Il rischio – ha concluso il Direttore di ASSOCOSTIERI – è che le misure tributarie antifrode, se non adeguatamente calibrate e ponderate per colpire gli operatori criminali, possano produrre effetti modesti, a fronte di un gravoso impegno economico, potenzialmente lesivo per la sopravvivenza delle aziende oneste che hanno deciso di non prestare il fianco alla criminalità organizzata per continuare ad operare ed evitare la chiusura”.
 

Gaeta, si rafforza la sinergia tra Adsp e Comune

Al via l’assegnazione di altri 8 stalli del nuovo mercato del pesce di Porto Salvo e alla concessione al Comune dei parcheggi di lungomare Caboto.
Il Sindaco Mitrano: “Si concretizza il cambio di marcia che avevamo chiesto, voltando pagina rispetto alle incertezze del passato. Grazie al Presidente Musolino per aver mantenuto fede all’impegno preso con la città” 
Il Presidente Musolino: “Massima disponibilità per condividere scelte gestionali per il bene e l’interesse del porto e della città che lo ospita”
Civitavecchia, 16 aprile – Nuovo mercato del pesce in dirittura di arrivo e ulteriore passo avanti per il waterfront con l’area dei parcheggi data in concessione al Comune. La sinergia istituzionale tra Adsp e Comune di Gaeta prosegue e si rafforza.
Si accorciano i tempi per l’apertura del nuovo mercato del pesce di Gaeta realizzato dall’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale nell’ex cantiere navale Canaga.
Nell’attesa seduta di ieri il Comitato di gestione dell’Adsp ha deliberato il rilascio delle concessioni demaniali per la gestione nei prossimi quattro anni di ulteriori 8 stalli.
La struttura potrà così finalmente essere inaugurata, garantendo, secondo l’intendimento dell’Adsp e del presidente Pino Musolino, alla città di Gaeta e all’intero comprensorio del Golfo uno spazio nuovo e funzionale per un più corretto svolgimento dell’attività di vendita del pesce.
Grazie all’intervento dell’Autorità di sistema, il nuovo mercato ittico beneficerà di una nuova e più ordinata viabilità di accesso e di una potenziata segnaletica orizzontale e verticale. L’Adsp ha voluto mantenere fede ad un impegno previsto dalla quarta procedura pubblica per l’affidamento degli stalli.
“Sono molto soddisfatto - dichiara il Presidente Musolino - perché finalmente potrà essere inaugurata una struttura importante per rilancio del settore ittico di Gaeta, visto che consentirà agli operatori di avere spazi funzionali e adeguati per svolgere la propria attività”. 
“Il cambio di marcia che avevamo chiesto ed auspicato, si concretizza e porta i suoi primi risultati: Gaeta disporrà a breve del nuovo mercato del pesce. Accogliamo con soddisfazione – dichiara il Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano – l’esito del comitato portuale ed andiamo a voltare definitivamente pagina con un recente passato contraddistinto da incertezza e precarietà.
Si archivia un’annosa questione cittadina che parte da molto lontano e da oltre mezzo secolo vede i commercianti della nostra città non disporre di un luogo idoneo alla vendita dei prodotti ittici. Con l’apertura del mercato del pesce nell’area dell’ex Canaga – prosegue Mitrano – la città potrà disporre di un ampio spazio al coperto in grado di ospitare al meglio, in condizioni igienico – sanitarie idonee e nella massima sicurezza, i commercianti negli appositi stalli di vendita, garantendo un ottimale svolgimento delle operazioni commerciali.
Un risultato che è il frutto della sinergia tra Comune ed Authority e per il quale ringrazio il suo Presidente Musolino per aver mantenuto fede ad un impegno preso con la nostra città”.  
//  

ASSARMATORI al fianco di Moby e Tirrenia CIN

Roma, 16 aprile 2021 – ASSARMATORI sta seguendo con particolare attenzione e interesse, ma anche con grande preoccupazione, le vicende di Moby e di Tirrenia-CIN.
L’Associazione sottolinea l’importanza  dei Piani Industriali presentati al Tribunale e alle controparti, fondati su basi solide e credibili che consentano il rilancio delle società, il mantenimento dei servizi e soprattutto la salvaguardia dei livelli occupazionali diretti e indiretti.
“Richiamo l’attenzione delle Istituzioni a guardare a questa vicenda con grande senso di responsabilità, consentendo un cambio di passo decisivo per il riassetto delle due società e il loro rilancio. Mi auguro che queste vicende possano chiudersi positivamente e con celerità perché Moby e Tirrenia-CIN rappresentano innanzitutto un’importante parte della storia armatoriale italiana ma, soprattutto, un asset strategico per il Paese”, ha dichiarato il Presidente di ASSARMATORI Stefano Messina.
Moby e Tirrenia-CIN oggi danno lavoro a oltre 6000 persone (quasi tutte italiane e arruolate con contratto di lavoro italiano) e assicurano una pluralità di collegamenti per merci e passeggeri che, assieme ad altre compagnie armatoriali, costituiscono uno degli assi portanti del sistema trasportistico italiano assicurando in un contesto di adeguata concorrenza e necessaria pluralità degli operatori la continuità territoriale tra le isole e dando concretezza a un settore – quello delle Autostrade del Mare – che in Italia è oggi più che mai cruciale e competitivo per la ripresa e la ripartenza.
 

Balena grigia nel golfo di Sorrento, “Sembra la stessa vista a Ponza”

Avvistamento incredibile in penisola sorrentina. Alcuni pescatori hanno affiancato un esemplare di balena. Secondo gli esperti potrebbe trattarsi dello stesso segnalato nell’isola pontina.
Da Ponza a Sorrento? Potrebbe essere il viaggio fatto dalla Balena Grigia avvistata due giorni fa nell’isola pontina. Un avvistamento eccezionale, la prima volta in Italia. Ora, una balena grigia è stata seguita per molto tempo da alcuni pescatori sorrentini. Lo comunica l’Area Marina Protetta di Punta Campanella che segue la vicenda sin dal primo momento. L’assenza della pinna dorsale, le dimensioni contenute ed altre tipiche caratteristiche fanno pensare che si tratti di Eschrichtius robustus, nome scientifico della balena grigia. Una specie estinta da oltre 300 anni nell’oceano atlantico e che si trova soltanto nell’oceano pacifico, soprattutto nella zona orientale.​ Secondo alcuni esperti, i cambiamenti climatici e lo scioglimento dei ghiacciai al polo nord potrebbero aver favorito questa migrazione incredibile. La balena grigia fu avvistata per la prima volta nel Mediterraneo nel 2010, al largo di Israele. Poi soltanto altri due avvistamenti, uno in Spagna e uno più recente in Marocco. Secondo gli esperti sembrerebbe la stessa vista due giorni fa a Ponza un po’ denutrita e sotto costa, ma questo è un atteggiamento tipico per la specie che si trova spesso in zone costiere. L’Amp Punta Campanella invita tutti a tenere il giusto comportamento in caso di avvistamenti. Non avvicinarsi troppo, non interferire con l’animale e chiamare subito le autorità a cominciare dalla Capitaneria di Porto.
Link video https://www.facebook.com/1616145815297505/posts/3010684975843575/

Nasce Tuxedo Yachting House e debutta con il walkaround italiano più esclusivo al mondo

Gli open in alluminio a immagine e somiglianza del proprio armatore
Debutta con il Tuxedo 13.88, un walkaround disegnato da Luca Dini, il cantiere creato da Laura e Francesco Ceccarelli. Primo in Italia e tra i pochissimi al mondo a realizzare imbarcazioni di taglia media totalmente personalizzabili in ogni dettaglio esterno e interno grazie al materiale di costruzione che, a differenza di altri materiali, non è vincolato dallo stampo
Da principe del Galles, prima delle reggenza, Edoardo VII, aveva espresso il desiderio di un abito blu da sera, informale, da indossare nelle tenute di campagna, un’idea originale nel mondo della sartoria regale. Tra leggenda e creatività, l’abito diventa smoking in Europa e tuxedo in America, dal nome del club dove venne indossato in pubblico per la prima volta nel 1886: idea chiara, realizzazione perfetta, successo indiscutibile.
La stessa sinergia e dinamismo caratterizzano oggi il mondo dello yachting italiano con il ritorno di Francesco e Laura Ceccarelli all’attività di costruttori navali presenti sul mercato con il nuovo brand Tuxedo Yachting House. Intraprendono l’attività forti dell’esperienza familiare. Nel 1963 il padre approda al mondo della nautica e, da subito, intuisce le potenzialità dell’alluminio come materiale da costruzione. Tradotto in numeri il successo della famiglia significa: 200 barche costruite, 50 delle quali superyacht in alluminio dai 35 ai 54 metri.
I fratelli Ceccarelli fondano l’attività con idee precise definite da un interesse orientato nel mercato extra lusso e da una produzione Made in Italy: i nuovi progetti nasceranno sulle idee di esclusività e professionalità per la realizzazione di day cruiser con dettagli da superyacht.
Tuxedo nasce per realizzare una barca unica, esattamente come la vuole l’armatore, progettata ad personam. Una barca originale, così esclusiva che rifletterà l’interpretazione del proprietario sulla navigazione, sul design degli esterni e degli interni. La personalizzazione estrema delle forme, spostando i paradigmi classici della serialità nautica oggi comune, definisce la filosofia di Tuxedo Yachting House.
L’utilizzo dell’alluminio permette anche nelle misure medie, la completa customizzazione dello yacht: non solo in fase di progettazione, ma anche in quella di realizzazione. A differenza della lavorazione in vetroresina, vincolata dalla presenza di stampi e quindi limitata nelle possibilità di scelta a ciò che il cantiere costruttore ha già previsto. L’alluminio è invece il materiale da costruzione privilegiato da Tuxedo Yachting House per i walk around, tipologia che coniuga i vantaggi dell’open e del cabinato.
Il lavoro in team, la collaborazione con gli artigiani del lusso e la sensibilità acquisita in anni di esperienza nel settore della nautica, rappresentano la garanzia a tempo indeterminato di Tuxedo nei confronti del cliente.
L’attenzione all’ambiente fa parte delle priorità di Tuxedo Yachting House che ha fatto proprie le idee di sostenibilità: insieme alla possibilità di riutilizzare l’alluminio dello scafo e dei materiali di bordo, il team sta lavorando alla gestione della produzione di energia necessaria per gli spostamenti a bassa velocità e per i servizi tramite sistema full electric a batterie o a idrogeno, quest’ultimo sviluppato con gli Energy Pack della società h2boat, la prima realtà al mondo a proporre un sistema che produce idrogeno dall’acqua, lo stocca a bassa pressione e a temperatura ambiente e lo utilizza per produrre corrente elettrica. In entrambi i casi si ha il risultato di avere energia e con zero rumore, zero vibrazioni, zero scarichi ed emissioni. Scelta che dà anche la possibilità di navigare a bassa velocità anche all’interno delle aree marine protette, altrimenti precluse.
Tuxedo 13.88
Tuxedo Yachting House si presenta sul mercato con il Tuxedo 13.88 il primo day cruiser della flotta. Un 43’ piedi che già si propone declinabile in due versioni, Black Tuxedo e Blue Tuxedo, diverse nella struttura della tuga. Il progetto nasce dalla rinnovata collaborazione dei fratelli Ceccarelli con il designer Luca Dini, ben conosciuto professionista del custom yacht.
Costruita a Lavagna, in Liguria e Made in Italy in ogni dettaglio, il Tuxedo 13.88 offre tutti i vantaggi delle costruzioni in alluminio, come duttilità, resistenza, leggerezza e sicurezza, e rappresenta l’evoluzione del concetto del day cruiser moderno. Perfetto per una giornata al mare in cui sono fondamentali gli spazi in coperta, ma dotato di interni con cabina e comodità tipiche di una barca di dimensioni maggiori per navigazioni anche con un raggio più ampio.
Il design degli esterni è stato studiato per avere la massima resa estetica e funzionale: le linee del Tuxedo 13.88 prevedono l’effetto scenografico e funzionale delle murate abbattibili che si aprono in una terrazza “pied dans l’eau” che porta a oltre 12 i metri quadrati del pozzetto che anche da chiuso restano comunque di 8,5 metri quadrati.
Alternativi in estetica e funzione sono anche i due possibili layout utilizzati per la gestione della prua. L’armatore del primo 13.88 ha scelto la versione, Black Tuxedo che alloggia un più classico prendisole vista mare. Nella seconda opzione, denominata Blue Tuxedo è pensata per chi sceglie il day cruiser puro, si trova una zona living con tavolo panoramico e sedute sia fronte marcia sia lungo il trincarino che, all’occorrenza, diventano una unica area per i bagni di sole.
La scelta dell’una o dell’altra versione influisce sulle altezze interne, già notevoli con una quota media di 1,85 metri, ma soprattutto sui volumi disponibili sottocoperta. Con una cabina, cucina e locale toilet per chi sceglie il layout Black Tuxedo o una day toilet per chi preferisce la soluzione Blue Tuxedo.
Negli interni, il Tuxedo 13.88 ha spazi che possono interpretarsi in senso familiare oppure più intimo. Qui si esprime la totale libertà dell’armatore di farsi progettare e costruire lo spazio per l’uso che ne farà. Senza essere obbligato a portarsi dietro cose che non vuole avere o ad avere a bordo peso inutile dovuto a interni che non si usano, che tradotto in termini pratici significa minore velocità o, in alternativa, maggiori consumi e conseguente maggior inquinamento e spazio sprecato perché occupato da ciò che non usa.
Nel primo esemplare, destinato a un cliente di Hong Kong, è stata scelta una pianta che prevede una cabina prodiera dalle linee pulite con un letto matrimoniale con box stivaggio sottostante.
La versione alternativa già pensata dallo studio Dini può offrire due letti separati con possibilità di creare un letto unico grazie all’elevazione di una porzione del pavimento.
Sempre nel primo Tuxedo 13.88 il bagno è dotato di accessori custom e il locale doccia separato ha spazi domestici con una base di 70×100 centimetri e un’altezza di 1,90 metri. La rubinetteria scelta è firmata Gessi.
La cucina è essenziale ed efficiente. È attrezzata con lavello, piastra a induzione, ice maker e frigo da 75 litri; mentre, sempre per il benessere di bordo nel pozzetto, composto da due divani all’ombra del t-Top e apribili in day-bed, i frigo sono due, da 35 litri ciascuno.
La consolle di guida, ovviamente centrale, è dotata di strumentazione SIMRAD, con due schermi da 12” ciascuno, con interfaccia touchscreen, personalizzabile nelle componenti e nella disposizione.
Per quanto riguarda la propulsione e sono previste due soluzioni, fuoribordo o entrobordo con conseguente modifica del pozzetto. Configurazione libera fino a poppa nella prima soluzione che è dotata di tre Mercury Verado da 300 cavalli ciascuno. Questa soluzione rende possibile l’uso di due chaise longue che possono essere orientate sia per baglio sia per murata per favorire chi vuole dedicarsi alla tintarella. Nel secondo caso, invece, il solarium è posizionato sopra la struttura che ospita la sala macchine nella quale sono installati due motori Volvo D6 IPS 600, con possibilità di scegliere potenze superiori come i D6 IPS 650 o D8 IPS 700. In entrambi i casi le prestazioni previste in fase progettuale indicano una velocità di punta che raggiunge 40 nodi e 35 nodi di crociera.
Scheda tecnica Tuxedo 13.88
Costruttore: Tuxedo Yachting House srl Design: Luca Dini Design Engineering: Studio Names, Ing. F- Rogantin Scafo e sovrastruttura: Light Alloy 5083 Classe: RINA – CE – Cat B Lunghezza: 13,88 m Baglio massimo: 4,20 m Pescaggio: 0,58 m Dislocamento a vuoto: 10,00 t / 22.046 lb Serbatoio carburante: 1,200 liters / 317 US gal Serbatoio acqua: 350 liters / 92.50 US gal Motorizzazione standard entrobordo: 2 X Volvo Penta D6 IPS 650 (480 hp) Motorizzazione standard fuoribordo: 3 x Mercury Verado 300hp Velocità massima: 40 nodi Velocità di crociera: 35 nodi Motorizzazione optional entrobordo: 2 X Volvo Penta D8 IPS 700 (550 hp) Velocità massima: 43 nodi Velocità di crociera: 38 nodi Motorizzazione optional fuoribordo: 3 x Mercury Racing 450R (450 hp) Velocità massima: 46 nodi Velocità di crociera: 40 nodi Ancora: 1 x 15 Kg catena 50 m ⏀8

Il sottosegretario della salute Andrea Costa a bordo di MSC Grandiosa

Il Sottosegretario Andrea Costa oggi sull’ammiraglia di MSC Crociere insieme a Pino Musolino, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, al Capitano di Vascello Guglielmo Cassone, Comandante in seconda del Compartimento marittimo di Civitavecchia, e al Country Manager di MSC Crociere Leonardo Massa
Civitavecchia, 19 aprile 2021 – Il Sottosegretario al Ministero della Salute, On.le Andrea Costa, ha compiuto questa mattina una visita istituzionale a bordo di MSC Grandiosa, la nave ammiraglia di MSC Crociere ormeggiata nel Porto di Civitavecchia.
Il Sottosegretario è stato accolto dal Country Manager Italia della Compagnia, Leonardo Massa, insieme alle autorità marittime locali rappresentate da Pino Musolino, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, dal Capitano di Vascello Guglielmo Cassone, Comandante in seconda del Compartimento marittimo di Civitavecchia.
Al termine della visita, durante la quale il Sottosegretario ha avuto la possibilità sia di sperimentare il rigoroso “Protocollo di sicurezza e salute” di MSC Crociere, sia di dialogare con il Comandante della nave, il management della Compagnia, e con le autorità presenti, sull’attuale situazione e sull’importanza del settore crocieristico e dell’economia marittima per l’Italia, l’Onorevole Andrea Costa: “Questa mattina ho avuto modo di sperimentare il Protocollo di salute e sicurezza messo a punto da MSC Crociere. Rappresenta certamente un modello per tutto il settore turistico e non solo, in grado di coniugare tutela della salute e viaggi in sicurezza, ampliando e potenziando le già dettagliate prescrizioni delle autorità italiane, ma soprattutto riuscendo a creare un ambiente sicuro in cui viaggiare. Ha dato e darà la possibilità a milioni di passeggeri e alle loro famiglie di potersi spostare in tranquillità e in protezione. Una garanzia di sicurezza anche nei confronti di tutta la comunità. Un tassello fondamentale nel percorso verso il processo di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale che sta interessando tutte le principali realtà della blue economy. Il mondo crocieristico, che nel nostro Paese genere un fatturato di 14 miliardi di euro e 120 mila posti di lavoro, costituisce un asset molto importante per l’economia italiana. Basti pensare che l’intera filiera comprende, tra gli altri, anche le realtà cantieristiche, l’approvvigionamento alimentare, l’hospitality. A causa del Covid risulta essere tra i più colpiti con perdite dell’oltre 90%. Investire nel settore, dunque, sarà centrale nelle politiche di governo. Per assicurare una ripresa e fornire il miglior sostegno per una rivoluzione green che coinvolga imbarcazioni e porti, i fondi europei del Recovery saranno decisivi e rappresentano un’occasione irrinunciabile”.
Leonardo Massa, Country Manager MSC Crociere dichiara: “Ringraziamo vivamente il Sottosegretario al Ministero della Salute, Andrea Costa, per la visita compiuta a bordo di MSC Grandiosa e per l’attenzione mostrata nei confronti del comparto crocieristico, che insieme alla Blue Economy e al turismo in generale rappresenta un asset fondamentale per la ripresa dell’economia italiana. L’Italia è stata, con MSC Crociere, il primo paese al mondo a comprenderlo e a far quindi ripartire il settore crocieristico grazie ad un Protocollo sanitario ancora oggi unico a livello internazionale, frutto della collaborazione tra la nostra Compagnia e le autorità italiane, che grazie alla sua efficacia e versatilità ci ha permesso di ospitare in sicurezza, negli ultimi mesi, quasi 60.000 turisti a bordo delle nostre navi”.
//

Fiart, novità di stagione: La gamma Seawalker si arricchisce con il nuovo 35

C’è un fil rouge emozionale che guida la progettazione dei modelli Fiart da oltre sessant’anni: vengono immaginati da uomini che “vivono il mare”, sviluppati da tecnici esperti, realizzati da abili artigiani locali ed infine toccano l’acqua per raggiungere i loro nuovi proprietari.
Ogni progetto che esce dal cantiere di Baia è figlio di una squadra che da sempre lavora con un obiettivo chiarissimo, quello di costruire barche che rendano felici i lori armatori: belle, eleganti, solide e piacevoli in navigazione e nei momenti di relax all’ancora o in porto.
L’ultimo nato, figlio di questa filosofia, è il Seawalker 35, che sarà disponibile a partire da Settembre 2021.
Si tratta di un walkaround con carena planante, lungo 9,99 metri (11,52 metri fuori tutto).
Il progetto è stato realizzato interamente dal dipartimento tecnico Fiart, come sottolinea Massimo Simeone, Direttore Tecnico Fiart “Abbiamo sentito l’esigenza di rinnovare la nostra gamma di trenta piedi, applicando il know how acquisito dall’esperienza sui precedenti modelli e creando nel contempo qualcosa di completamente nuovo, uno scafo in grado di regalare emozioni. Grazie all’estrema maneggevolezza e al dinamismo delle sue linee, il Seawalker 35 è pensato per essere un compagno di avventure, veloce e divertente.”.
Il primo esemplare del Seawalker 35, in fase di costruzione nei cantieri partenopei, prende le mosse dal più grande Seawalker 43, un modello che ha avuto un enorme successo di vendite in meno di un anno dal lancio e con il quale il più piccolo 35 condivide lo standard qualitativo e l’attenzione per la vivibilità.
L’obbiettivo è quello di mantenere anche in questo nuovo progetto, che sarà varato a luglio, tutto lo stile e l’accuratezza del brand Fiart.
Gli spazi esterni esaltano la libertà di movimento dei walkaround, senza ostacoli intorno agli elementi centrali del pozzetto, dove si trova la plancia di guida a doppia seduta, il cui comfort è assicurato dall’hard top. Il comodo prendisole di poppa è un invito alla convivialità e si trova alle spalle della cucina esterna dotata di mobile con grill o piano cottura, lavandino e frigorifero.
L’accesso alla spiaggetta per un tuffo in mare è veloce e agevole, come pure raggiungere chi sta prendendo il sole a prua, dove si trova l’area dinette attrezzata con comode poltroncine.
Sottocoperta la superficie per il riposo notturno è stata studiata nei minimi dettagli, per garantire la privacy e il comfort, con soluzioni di design che consentono di godere di spazi normalmente impensabili per un’imbarcazione di queste dimensioni.
Il Seawalker 35 è proposto con una cabina open space con letto matrimoniale a prua, dotata di comodi mobili e un ampio bagno con doccia separata. Altri due letti singoli sono previsti al di sotto del piano di coperta, in corrispondenza della zona di guida.
Il Seawalker 35 può ospitare fino a 10 persone, 4 per la notte. Gli ospiti avranno a propria disposizione due zone relax, a prua e a poppa, per trascorrere una piacevole vacanza all’aria aperta.
Il nuovo progetto Fiart vuol essere un invito a concepire la vita di bordo come un momento di convivialità e relax, anche quando si viaggia a motore a velocità sostenute, grazie ad un’ ampia scelta di motorizzazioni sia entrobordo che fuoribordo che garantiscono velocità di punta tra i 35 ed i 40 kn.
L’azienda ha scelto per il momento di non divulgare i render del nuovo modello, che sarà progressivamente svelato nei canali Fiart ed alla clientela che ne farà richiesta tramite le pagina ufficiale dell’Azienda (www.fiart.com) durante le fasi di lavorazione e sviluppo, fino al momento del varo tecnico.
Le caratteristiche e le peculiarità del modello che sta prendendo forma assumono quindi la forma di una narrazione, in cui gli elementi distintivi non sono i numeri e le caratteristiche tecniche, certo importanti nella scelta di un’imbarcazione, ma le emozioni.
Queste brevi note vogliono essere innanzitutto un’introduzione al modo di vivere la barca che propone questo nuovo modello Seawalker: con la famiglia o gli amici, nel massimo comfort verso la meta preferita, una “grande fuga” verso il divertimento, sicuri di essere assistiti dalla migliore qualità Fiart.
//

Fedespedi, De Crescenzo: “chiediamo al MISE
che le nuove regole sui controlli radiometrici
slittino a fine anno”

Il prossimo 30 aprile 2021 è la data che più di tutte preoccupa gli operatori italiani della logistica. In quella data, infatti, entreranno in vigore le nuove regole sui controlli radiometrici in importazione che rendono obbligatoria la sorveglianza radiometrica su una lunghissima lista di merci (compresi semplici viti o bottoni metallici): i controlli e i relativi oneri (in termini di tempi e costi) ricadrebbero sul 70-80% delle merci in import (secondo stime Confetra).
Una tempesta perfetta che si sta per abbattere su porti e aeroporti italiani. L’aumento esponenziale delle attività di controllo sulla merce in arrivo, infatti, rischia di paralizzare gli scali italiani, che nell’ultimo anno hanno già dovuto affrontare situazioni di grande difficoltà: la riorganizzazione del lavoro richiesta dal Covid, il calo dei traffici e, da ultimo, il rischio di congestione come conseguenza del blocco del Canale di Suez, che dovrebbe avere il suo picco proprio in corrispondenza dell’entrata in vigore delle nuove regole.
Chiediamo al Ministero dello Sviluppo Economico di prorogare il termine del 30 aprile e far slittare al 31 dicembre 2021 l’entrata in vigore delle nuove regole sulla sorveglianza radiometrica delle merci in ingresso nel Paesesostiene Domenico de Crescenzo, Vicepresidente di Fedespedi con delega a Customs e rapporti con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli “Questo per dare il tempo agli uffici competenti - oltre al Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero degli Affari Esteri, dell’Ambiente, del Lavoro, della Salute, sentiti l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e l’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare – di fissare, prima della prossima scadenza a fine anno, le nuove regole e un nuovo elenco dei prodotti che dovranno essere sottoposi ai controlli radiometrici in sede di sdoganamento, in continuità con quanto previsto dalle norme vigenti, che dimostrano di essere già ampiamente efficaci nel garantire la sicurezza delle merci rispetto a eventuali rischi di radioattività”.
Fedespedi, infatti, insieme a Confetra (che lo scorso 26 marzo ha inviato al Ministro Giorgetti una lettera congiunta con Confindustria sul tema) chiede in via definitiva di confermare le disposizioni del DM n.100/2011, che hanno dimostrato negli anni di essere efficaci nello scongiurare qualsiasi rischio di contaminazione radioattiva e che sono già le più rigorose tra quelle adottate dagli Stati Membri UE, anche secondo il parere autorevole del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, il quale – attento e aperto al dialogo con il mondo della logistica – condivide anche la preoccupazione circa un possibile rallentamento del sistema logistico nazionale.
Rendere più severe norme già efficienti non porterebbe alcun ulteriore vantaggio in termini di sicurezza e tutela della salute pubblica – che sono per noi, come per l’amministrazione pubblica, una sicura priorità” aggiunge il Vicepresidente di Fedespedi, Domenico de CrescenzoTuttavia, sicuramente danneggerebbe gli interessi economici nazionali. La competitività dei nostri porti e aeroporti e la loro capacità di attrarre traffici sono strettamente legati all’efficienza delle attività di sdoganamento delle merci. Tempi e costi dilatati metterebbero a serio rischio la capacità della logistica italiana di competere a livello globale, a scapito di operatori, imprese produttrici e di tutta l’economia italiana, già gravata da un anno come quello pandemico, dove numerose disruption nella supply chain hanno dimostrato quanto la logistica sia, invece, un settore strategico, dal quale dipendono il benessere economico e sociale del Paese”.

P.S.S.A Stretto Bocche di Bonifacio la misura del pilotaggio richiesta dall’IMO al centro di un iter parlamentare

La Federazione Italiana Piloti dei Porti è stata invitata in audizione informale, lo scorso 15 aprile, presso una seduta congiunta della VIII e IX Commissione (rispettivamente Ambiente e Trasporti) nell’ambito della discussione delle risoluzioni recanti “iniziative di tutela ambientale e di regolazione del transito marittimo nelle Bocche di Bonifacio” presentate dai deputati On. Paola Deiana e On. Edoardo Rixi.
Sul tema è stato delegato, in rappresentanza di Fedepiloti, il già presidente Francesco Bandiera, pilota del porto di Olbia, che è intervenuto in videoconferenza portando i saluti dell’attuale Presidente Luigi Mennella. Il collegamento si è svolto dalla Direzione Marittima del Nord Sardegna, alla presenza del Direttore C.V. Giovanni Canu. L’audizione ha visto la partecipazione inoltre del Comando Generale delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera con il C.V. Claudio Manganiello (responsabile affari internazionali), dei rappresentanti di Castalia consorzio stabile S.C.p.a, dell’assessore della difesa dell’ambiente della Regione Sardegna Gianni Lampis e del Presidente dell’Ente Parco della Maddalena Ing. Fabrizio Fonnesu.
La Federazione, negli atti depositati, ha sottolineato alle due commissioni come “il progetto del Servizio di Pilotaggio nello Stretto delle Bocche di Bonifacio nasca a seguito di una specifica risoluzione dell’IMO (organo tecnico delle Nazioni Unite – Iternational Maritime Organization) quale condizione sinequa non per la determinazione in via definitiva dell’unica Area Marina Particolarmente Sensibile (PSSA – Particulary Sensitive Sea Area) del Mediterraneo. La seconda al mondo (dopo Torres Strait in Australia/Papa Nuova Guinea) per caratteristiche ambientali, sociali, politiche ed economiche”. Sempre l’IMO ha inserito il pilotaggio ad integrazione di quelle che definisce Misure Associate di Protezione Ambientale (APM – Associated Protective Measure), ovvero un “pacchetto” di misure intese a raggiungere il massimo livello di prevenzione, protezione e sicurezza marittima e ambientale possibili, dai pericoli del cd traffico marittimo internazionale, che sono: schema di rotte raccomandate, servizio VTS (Vessel Traffic Service) con rapportazione via radio e Servizio di Pilotaggio raccomandato.
“È bene evidenziare” – ha ricordato il com.te Bandiera – “che dal 1° luglio 2014, sempre nell’ottica di contribuire attivamente alla tutela delle Bocche di Bonifacio, i piloti del Porto di Olbia e Porto Torres (come richiesto dall’Amministrazione centrale del MIMS) garantiscono insieme ai Piloti francesi (quest’ultimi dal 7 novembre 2014) un turno di guardia regolare di prontezza operativa ed invio di informazioni di servizio su richiesta dei comandanti delle navi, senza alcun costo riconosciuto. Il gruppo di pilotaggio internazionale, istituito e coordinato su base volontaria, ha sempre dovuto far fronte alle non poche difficoltà logistiche ed operative in solitudine, consentendo così, di fatto, l’applicazione delle misure disposte dall’IMO. Tutto ciò avviene da ormai quasi sette anni di una prima fase di sperimentazione, durante i quali solamente 36 navi hanno rispettato la raccomandazione del pilota a bordo, a fronte delle oltre 20.000 unità transitate.”
Riconoscendo paradossale che il pieno svolgimento di un progetto di rilevanza internazionale si basi, di fatto, sull’opera volontaria dei pochi piloti coinvolti e constatato il fallimento di questi primi sette anni di sperimentazione per come venne impostata, la Fedepiloti suggerisce l’individuazione di un soggetto pubblico che possa gestire un serio avviamento operativo di una postazione avanzata a La Maddalena e/o Santa Teresa. Al momento infatti, quando chiamati, i piloti devono partire dalle loro sedi di Olbia o Porto Torres, con costi e tempi d’intervento insostenibili.
Preso atto delle due Risoluzioni proposte, il cui iter potrebbe durare molto tempo e sul cui esito non vi è certezza, principalmente per le condizioni giuridiche dello Stretto internazionale delle Bocche, una giusta informazione alle navi in transito circa la disponibilità del servizio di pilotaggio, potrebbe essere un giusto compromesso iniziale. Questo creerebbe una coscienza collettiva sulla fragilità e delicatezza, oltre che pericolosità di questo tratto di mare e raggiungerebbe l’obiettivo di avere un certo numero di navi che utilizzerebbe tutte le misure associate, ivi il pilotaggio, dando la possibilità di inserire il servizio in pianta stabile all’interno del sistema di pilotaggio tradizionalmente conosciuto in Italia.Un’analisi del traffico degli ultimi dieci anni, sulla base di alcuni dati ufficiali, rivela che lo Stretto di Bonifacio sia utilizzato in prevalenza da navi straniere e la percentuale considerata ad alto/altissimo rischio ambientale (secondo una tabella di classificazione dell’IMO), è sempre ben oltre l’80% negli ultimi cinque anni.
In chiusura d’intervento la Federazione Italiana dei Piloti dei Porti si è dichiarata disponibile a partecipare ad eventuali iniziative e tavoli corrispondenti sul tema, per i quali manterrà sempre un atteggiamento propositivo nel pieno rispetto dei ruoli, a tutela del pilotaggio italiano auspicando pertanto che si possa dare inizio a quella che può essere definita la “fase 2” della sperimentazione, con l’obiettivo di verificarne l’efficacia entro 24/36 mesi.
Un progetto di pilotaggio raccomandato serio necessita di risorse immediate.

Capitaneria di Porto di MANFREDONIA SEZIONE TECNICA – ORDINANZA N° 04/2021

Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Capitaneria di Porto di MANFREDONIA SEZIONE TECNICA Piazza Marconi nr. 27 – 71043 – Manfredonia – Tel.0884/583871 – Fax 0884/587388 E-mail cpmanfredonia@mit.gov.it – PEC cp-manfredonia@pec.mit.gov.it – Sito web www.guardiacostiera.gov.it/manfredonia ORDINANZA N° 04/2021
Il Capitano di Fregata (CP) sottoscritto, Capo del Circondario Marittimo e Comandante del Porto di Manfredonia:
VISTA l’istanza datata 06/04/2021, a firma del Legale Rappresentante della società “NUOVA OCEANUS ORCA S.r.l.”, con sede a Trani (BT) in C.so Cavour n.41 (P.iva 06737200722), Sig.ra LATTANZIO Maria, incaricata dell’esecuzione di lavori subacquei di manutenzione ordinaria e straordinaria delle condotte sottomarine a servizio dell’impianto di depurazione “Lotto 4 – Area Esercizio Depurazione (AED) – in località MATTINATA (FG)”; VISTO il contratto triennale di affidamento lavori, N.2000016244 datato 30/07/2020, con cui l’ACQUEDOTTO PUGLIESE S.P.A., con sede a Bari (BA) in Via Cognetti n.36 (P.IVA 00347000721), ha affidato alla società “NUOVA OCEANUS ORCA S.r.l.” i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria delle condotte sottomarine a servizio degli impianti di depurazione Area FG; VISTA l’estratto dal Registro Imprese n. T431192208 in data 06/04/2020, relativo all’iscrizione della società “NUOVA OCEANUS ORCA s.r.l.” con sede a Trani (BA) alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bari; VISTO il Piano di Sicurezza e Salute dell’Ambiente di Lavoro a Bordo del battello pneumatico “ORCA” 1BL 457, datato Maggio 2010; VISTA la Licenza per navi minori e galleggianti della Motobarca (battello pneumatico) “ORCA”1BL 457; VISTO il Piano di Sicurezza e Salute dell’Ambiente di Lavoro a Bordo della M/n “TEMPLARE” 2ML 472; VISTA la licenza per navi minori e galleggianti della M/n “TEMPLARE” 2ML 472; VISTA la documentazione degli operatori tecnici subacquei operanti, e relativa validità delle visite mediche; VISTA la regolare validità della patente nautica del Sig. PAPAGNO Umberto e NAPOLETANO Mauro, rispettivamente in qualità di conduttori del battello pneumatico “ORCA” 1BL 457 e della M/n “TEMPLARE” 2ML 472; VISTO il documento della Società operante per le “Misure Precauzionale e Procedure Operative in Attuazione del Protocollo Condiviso di Regolamentazione per il Contenimento della Diffusione del COVID-19”; RAVVISATA la necessità di regolamentare il transito/sosta di unità in genere nella zona di mare interessata dai lavori in parola, ai fini della sicurezza della navigazione e della salvaguardia della vita umana in mare; VISTA la Convenzione Internazionale per prevenire gli abbordi in mare (COLREG 72), ratificata con Legge 27.12.1972 n. 1085; VISTA la normativa UNI 11366 Giugno 2010 inerente la Sicurezza e tutela della salute nelle attività subacquee; VISTI gli artt. 17,30, 62, e 81 del Codice della Navigazione, nonché l’art. 59 del relativo Regolamento di esecuzione (parte marittima); VISTA la propria autorizzazione n.10/2021 in data 15 Aprile 2021; VISTI gli atti d’ufficio;
R E N D E N O T O
a partire dalla data di pubblicazione della presente Ordinanza, per la durata di giorni 30 (trenta), la Società “NUOVA OCEANUS ORCA s.r.l., con sede a Trani (BT) in C.so Cavour n.41, effettuerà lavori di manutenzione ordinaria alla condotta sottomarina a servizio dell’impianto di depurazione gestito da Acquedotto Pugliese S.p.a., ricadente nell’Area Esercizio Depurazione (AED) LOTTO 4, del Comune di Mattinata (FG), consistenti in:
- Verifica e ispezione condotta e opere annesse; - Pulizia del sistema di diffusione, degli organi di manovra; - Manutenzione della boa terminale; - Ispezione e manutenzione del sistema di ormeggio; nell’area di mare delimitata dalla costa ed i seguenti punti di coordinate geografiche (WGS84):
PUNTO                          LATITUDINE             LONGITUDINE      A                           41° 42’07,08’’ N             016°  05’27,72’’ E      B                           41° 41’38,46’’ N              016° 05’ 22,2 ’’ E      C                           41° 42’14,28’’ N               016° 04’07,92’’ E      D                           41° 41’43,32’’ N               016° 03’56,34’’ E
meglio individuata nell’allegato 1, che costituisce parte integrante della presente Ordinanza. Le operazioni oggetto dell’intervento saranno eseguite esclusivamente dagli operatori tecnici-subacquei specializzati con l’ausilio dell’unità navale (battello pneumatico) M/b “ORCA” 1BL 457, e della M/n “TEMPLARE” 2ML 472, che dovrà essere disponibile nell’area dei lavori per intervenire prontamente in caso di necessità e per il mero trasporto delle attrezzature e del personale dipendente dell’impresa proprietaria del mezzo nautico.
O R D I N A Articolo 1
A partire dalla data di pubblicazione della presente ordinanza, e sino al termine dei lavori in questione, la zona di mare di cui al RENDE NOTO è interdetta al transito e alla sosta di qualsiasi unità navale, alla pesca in qualsiasi forma praticata, e ad ogni altra attività connessa ai pubblici usi del mare, ivi compresa l’attività subacquea.
Costituiscono eccezioni al divieto di cui al precedente comma:
- Le unità navali e gli operatori subacquei della Ditta impegnata nei lavori in questione; - Le unità della Guardia Costiera, delle Forze di Polizia nonché militari in genere, in ragione dei loro compiti istituzionali. Nel periodo di validità del presente provvedimento, comunque, è fatto obbligo alle unità navali in genere e a tutte le persone (compresi i subacquei) di mantenersi a distanza di sicurezza non inferiore a metri 300 (trecento) dalla zona di mare individuata nel RENDE NOTO, e di prestare la massima attenzione alle eventuali segnalazioni provenienti dalle persone impegnate nelle attività di cui trattasi.
L’attività di manutenzione di cui alla presente ordinanza dovrà, comunque, essere immediatamente interrotta nel caso in cui motivi di sicurezza rendano opportuna tale decisione.
Articolo 2 Disposizioni finali e sanzioni
L’efficacia del presente provvedimento può essere sospesa a motivato giudizio di  questa Autorità Marittima, qualora si verificassero fatti o situazioni che potrebberocompromettere la sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare.
L’Autorità Marittima è manlevata da responsabilità, a qualunque titolo derivanti, per danni a persone e/o beni dei soggetti partecipanti o terzi, dalle attività svolte ed anche qualora il danno non derivi dall’osservanza di cui ai precedenti articoli.
Il responsabile di cantiere, il capocantiere subacqueo nonché il Legale Rappresentante della Società “Nuova Oceanus Orca S.r.l.”, sono direttamente responsabili, in ogni sede, di tutti i danni eventualmente derivanti a persone e/o cose in dipendenza dell’attività di che trattasi.
I contravventori alla presente Ordinanza saranno puniti, salvo che il fatto non integri una fattispecie diversa o di più grave reato, e salve le maggiori responsabilità derivanti dall’illecito comportamento:
a) se alla condotta di un’unità da diporto, ai sensi dell’art.53 del Decreto Legislativo n°171/2005, così come revisionato dal D.lgs 229/2017, e dall’art.1174 del Codice della navigazione; b) negli altri casi, autonomamente o in eventuale concorso con altre fattispecie, ai sensi degli art.1164 e art.1231 del Codice della Navigazione.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e far osservare la presente ordinanza, la cui pubblicità verrà assicurata mediante l’affissione all’albo dell’ufficio, l’inclusione alla pagina “Ordinanze” del sito istituzionale www.guardiacostiera.gov.it/manfredonia, nonché l’opportuna diffusione tramite gli organi di informazione.
 
IL COMANDANTE C.F. (CP) Giuseppe TURIANO Documento informatico firmato digitalmente ai sensi del D.Lgs. 7 marzo 2005, n.82 e norme collegate
In Data/On Date: lunedì 19 aprile 2021 11:02:40

Legambiente su politica energetica : “Basta difendere modelli energetici vecchi e inquinanti”

Servono impianti a fonti rinnovabili per fare una vera transizione energetica per le comunità
Napoli, 20 aprile 2021 – “La nuova centrale turbogas di Presenzano, la richiesta del raddoppio di quella di Sparanise, la paventata ipotesi di un’altra centrale nell’area industriale di Benevento con il progetto di deposito di Gas naturale liquido nella darsena di San Giovanni a Teduccio a Napoli sono il segnale di una politica energetica schizofrenica che da un lato indica la strada maestra nella transizione ecologica e dall’altra autorizza impianti e infrastrutture inutili e inquinanti. Basta difendere modelli energetici vecchi servono impianti a fonti rinnovabili che rappresentano il volano per un Campania che crede e vuole investire sull’ambiente, su efficientamento energetico e innovazione.” In una nota Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania è critica sulla strada intrapresa nella nostra regione sul fronte della politica energetica.
Ad oggi- commenta Legambiente- sul territorio regionale, sono presenti 192 centrali, con una potenza complessiva nominale pari a 2,5 GW, di queste ben tre con potenza installata superiore a 50 MW, e una produzione di energia elettrica di circa 7.769,7 GWh (dati Terna 2019).
“Le nuove ipotesi di centrali a gas e le infrastrutture a supporto (deposito Gnl darsena San Giovanni) – prosegue presidente Legambiente Campania- con la scusa della messa in sicurezza del sistema energetico, rappresenta esattamente la direzione opposta di quella che andrebbe seguita.
Partendo dal fatto, come ampiamente messo in evidenza dal nostro dossier “La decarbonizzazione in Italia non passa per il gas” come, per affrontare la transizione energetica e per rispondere alle esigenze di sicurezza e flessibilità della rete, nel nostro Paese, non sia necessaria la realizzazione di nessuna nuova centrali a gas. Basti pensare infatti, che il parco di centrali a gas oggi esistenti nel nostro Paese, lavora una media di 3.200 ore l’anno. Una media assai inefficiente rispetto al potenziale delle 8.000 ore annuali. Infatti, basterebbe portare le ore media di lavoro delle centrali a 4.000 per sopperire alla chiusura delle centrali a carbone prevista per il 2025.
Un dato- conclude Mariateresa Imparato presidente Legambiente Campania- che si scontra sull’utilità della nuova centrale di Presenzano, i cui committenti dichiarano un monte ore di esercizio pari a 8.160 ore/anno, a condizioni attuali, un unicum nell’esperienza italiana.
L’inadeguatezza poi di realizzare un deposito GNL nella Darsena di San Giovanni a Teduccio in un territorio che aspetta da decenni la bonifica. “
 

Il Ministro Giovannini rinnova i vertici delle AdSP

Inviata ai Presidenti delle Regioni interessate la richiesta di intesa sui nominativi proposti
Roma, 20 aprile 2021 – Il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini ha avviato il completamento delle procedure per il rinnovo dei presidenti delle Autorità di Sistema Portuale e inviato ai Presidenti delle Regioni interessate la richiesta di intesa sui nominativi proposti. Come prevede la legge, il riscontro da parte dei Presidenti delle Regioni dovrà avvenire entro 30 giorni, trascorsi i quali l’intesa si riterrà acquisita.
Sono cinque le Autorità portuali per le quali i presidenti sono in corso di nomina:
1.     l’Autorità del sistema portuale del Mare Adriatico settentrionale (presidente indicato Fulvio Lino Di Blasio); 2.     l’Autorità del sistema portuale di Gioia Tauro (presidente indicato Andrea Agostinelli); 3.     l’Autorità del sistema portuale della Sicilia Orientale (presidente indicato Alberto Chiovelli); 4.     l’Autorità del sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale (presidente indicato Ugo Patroni Griffi); 5.     l’Autorità del sistema portuale del Mare Adriatico Centrale (presidente indicato Matteo Africano).
Per altre due Autorità portuali il Ministero sta procedendo all’acquisizione delle manifestazioni di interesse per proporre i nuovi presidenti. Si tratta dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale e dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna. (Link)
Contestualmente al rinnovo dei vertici delle Autorità di sistema portuale, il Ministro ha firmato la direttiva che individua per l’anno 2021 gli obiettivi in base ai quali verrà calcolata la parte variabile delle retribuzioni dei Presidenti. Nello specifico, la direttiva fa riferimento alle politiche del governo legate all’accelerazione degli investimenti pubblici, alla sostenibilità, all’efficientamento dei processi amministrativi e, tenendo conto degli effetti dell’emergenza sanitaria generata dal Covid-19 sul settore dei porti, individua cinque obiettivi strategici da perseguire (a cui corrispondono i relativi obiettivi operativi): accelerazione della spesa per investimenti; creazione dello sportello unico per la semplificazione amministrativa e l’accelerazione dei procedimenti; attuazione delle misure per l’efficientamento energetico dei porti e l’impiego di energie rinnovabili; definizione del bilancio non finanziario dell’Ente; predisposizione del piano nazionale dei dragaggi.
Il monitoraggio sul raggiungimento degli obiettivi avverrà trimestralmente da parte della Direzione generale per la vigilanza delle Autorità portuali e il trasporto marittimo, che poi invierà una relazione conclusiva al Gabinetto del Ministro entro il 31 gennaio 2022.​

Confitarma, Mattioli partecipa alla Cabina di regia per Italia internazionale

Il 20 aprile a Roma, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in videoconferenza, si è tenuta la Sessione Straordinaria della Cabina di Regia per l’Italia Internazionale dedicata al tema dell’Attrazione degli Investimenti Esteri (AIE), organizzata dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, e dal Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, alla quale hanno partecipato numerosi esponenti del Governo, rappresentanti di enti pubblici per il sostegno all’internazionalizzazione, rappresentanti del mondo economico e finanziario e rappresentanti di associazioni del mondo imprenditoriale e finanziario, oltre a tutti gli altri enti firmatari del “Patto per l’Export”.
In rappresentanza di Confitarma, è in intervenuto il Presidente Mario Mattioli che ha rilevato come il nostro Paese soffra di una sorta di “bulimia” normativa e di una “anoressia” in tutto ciò che implica il controllo di quanto è stato creato.
“Non possiamo che essere concordi con l’esigenza di rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione, di risolvere il problema della giustizia nonché gli aspetti fiscali che incidono pesantemente sulle nostre imprese, e – ha affermato Mattioli – siamo convinti che ci siano tutte le condizioni per rigenerare il Paese dal punto di vista economico realizzando le riforme necessarie e da più parti invocate”.
“Il settore marittimo è vitale per l’interesse del paese, così come è vitale tutelare la sua competitività nei mari del mondo – ha aggiunto il Presidente di Confitarma – ed è capofila nella catena della blue economy che rappresenta il 2% del nostro PIL. Il recente blocco del canale di Suez ha dimostrato quanto il trasporto via mare sia fondamentale, non solo per l’Italia ma per tutti i paesi del mondo”.
“In questo contesto, nell’ottica di dotare il paese di porti e flotte green, non dobbiamo dimenticare che l’Italia sconta un gap logistico di circa 70 miliardi proprio per i colli di bottiglia che si creano nei nostri porti che non riescono ad essere la porta di accesso ai mercati europei, nonostante la strategica posizione del nostro Paese al centro del Mediterraneo”.
L’auspicio – ha concluso Mario Mattioli – è che finalmente si inneschi un’inversione culturale per mettere il nostro Paese in grado di sfruttare i punti di forza che derivano proprio dal nostro posizionamento geografico”.