Motonave Apollo, avaria ai motori: interviene la Guardia Costiera di Castellammare di Stabia

Castellammare di Stabia,  4 agosto 2019 – Nella mattinata odierna la Motonave APOLLO I in navigazione da Sorrento a Capri con a bordo 76 passeggeri, in prossimità di Capo di Sorrento ha interrotto la navigazione a causa di un’avaria ai motori. Allertata la Centrale Operativa della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia si è immediatamente attivata per il coordinamento dell’operazione.
Veniva prontamente inviata sul posto la dipendente Motovedetta CP 532 per supervisionare le operazioni e, considerate le favorevoli condizioni meteorologiche in zona, veniva dirottato il Traghetto SUPERFLYTE per il trasbordo dei passeggeri che hanno proseguito la navigazione verso la loro destinazione e sono giunti in sicurezza al porto di Capri
Contemporaneamente, considerata la presenza di corrente in zona e la vicinanza alla costa veniva richiesto alla Motonave Freccia d’Argento, in transito in quelle acque senza passeggeri a bordo, di rimorchiare la Motonave Apollo I fino ai cantieri di Marina di Stabia scortati dalla Motovedetta CP 532.
Verranno ora eseguiti i controlli tecnici di rito e sarà aperta un’inchiesta da parte del personale della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia per accertare le cause dell’avaria.
“Il personale ed i mezzi della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia sono sempre pronti per intervenire nel minor tempo possibile al fine di garantire la sicurezza dei passeggeri.”, ha dichiarato il Comandante della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, C.F.(CP) Ivan SAVARESE.
 
 
 
 
 

“Ma la spiaggia non vale una cicca”. Campagna lanciata dai Verdi: importante sensibilizzare la popolazione

Napoli, 4 agosto 2019 – “ È andata in scena questa mattina l’iniziativa ‘Ma la spiaggia non vale una cicca’, la campagna lanciata dai Verdi in tutta la Campania per sensibilizzare la popolazione a non gettare sulle spiagge i mozziconi di sigaretta, fra le prime cause di inquinamento. Si tratta di rifiuti che inquinano gli specchi d’acqua più delle cannucce e delle buste di plastica. Servono decenni per degradare un solo mozzicone di sigaretta e gli elementi tossici contenuti al suo interno finiscono per inquinare interi ecosistemi. Abbiamo distribuito centinaia di portacicche che potranno essere usati per conservare i mozziconi dopo aver fumato. In tal modo i cittadini avranno un recipiente che farà in modo che le cicche non siano disperse nell’ambiente. Ma non ci siamo limitati a questo. Abbiamo anche informato i presenti dei danni che si producono gettando cicche in mare o nella sabbia. Un solo mozzicone di sigaretta in un litro d’acqua è sufficiente a uccidere gran parte della fauna marina e di acqua dolce. Ognuno di noi ha il dovere di salvaguardare il nostro patrimonio naturale”. Lo affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, i consiglieri comunali del Sole che Ride Stefano Buono e Marco Gaudini. Presenti all’iniziativa di questa mattina anche Raffaele Caiazza, portavoce dei Verdi di Napoli e Augusto La Cala, presidente di ‘Bidonville”.
“I litorali italiani sono in una situazione tragica. Ci sono mozziconi su ogni spiaggia, e sono pochi i lidi attrezzati per evitare la dispersione nella sabbia delle cicche. Per i fumatori al mare sembra ormai un automatismo spegnere la sigaretta nella sabbia. Un piccolo gesto ma dalle conseguenze potenzialmente tragiche, oltre ad una pratica da incivili. La popolazione deve conoscere nei minimi dettagli le conseguenze delle proprie azioni, dobbiamo prevenire la distruzione dei mari, dobbiamo cambiare radicalmente rotta. Chiediamo alla polizia municipale di punire duramente con multe salate chi getta le cicche in spiaggia: sono in questo modo potremo educare gli incivili”.

Abbatti l’abuso: Legambiente presenta i dati sulle mancate demolizioni nei comuni costieri italiani

Censiti 32.424 immobili colpiti da ordinanze di demolizione, quasi il 90% però non ancora eseguite. In media in ogni comune costiero emessi 247 ordini di abbattimenti
In Campania negli ultimi quindici anni non si arriva neanche al 2%. Maglia nera per il Molise con zero demolizioni e per le Marche dove si sfiora l’1%
Roma, 5 luglio 2019 - Case “vista mare” costruite nel totale disprezzo delle leggi, del paesaggio, del diritto collettivo a poterne godere e della sicurezza di chi ci vive. Spesso addirittura si trovano intere cittadelle dove non c’è nemmeno un mattone in regola. Il cemento illegale ha invaso negli ultimi decenni le coste italiane e ancora oggi sembra esserci una sola certezza: poco o nulla viene buttato giù. Le demolizioni dei manufatti abusivi sono ferme al palo e nelle zone costiere è ancora più evidente. Bastano pochi numeri per capire l’entità del fenomeno.
Secondo Legambiente sono 32.424 le ordinanze di demolizione emesse dal 2004 al 2018 in poco più del 20% dei comuni costieri italiani che hanno risposto all’indagine “Abbatti l’abuso”. Di queste però solo 3.651 sono state eseguite, cioè con il ripristino dei luoghi e l’abbattimento del manufatto abusivo: in pratica poco più dell’11%. E se nelle aree interne la media delle ordinanze di demolizione è di 23 a comune, spostandosi al mare il dato decuplica arrivando a 247 per ogni comune, a conferma del fatto che l’abusivismo lungo costa sia quello quantitativamente maggioritario.
Numeri presentati oggi in occasione del passaggio in Campania di Goletta Verde, la storica imbarcazione ambientalista in viaggio anche quest’anno contro i nemici del mare. I volontari di Legambiente hanno esposto questa mattina lo striscione “Giù le mani dalla costa” per ribadire l’urgenza di ripristinare la legalità lungo le aree costiere italiane. Una regione, la Campania, scelta non a caso: qui le demolizioni lungo il litorale negli ultimi quindici anni non arrivano neanche al 2%. Peggio fanno solo il Molise (fermo a zero) e le Marche (dove si sfiora l’1%), ma chiaramente con dati quantitativi molto diversi: la Campania guida, infatti, la classifica delle regioni per numero di ordinanze emesse, sia nei comuni costieri che nei comuni dell’entroterra, ma ha demolito solo il 3%. Se prendiamo in considerazione solo gli abusi realizzati lungo la costa in questa regione si contano ben 11.092 ordinanze emesse e solo 220 quelle eseguite. In Calabria siamo al 5,2% e in Puglia al 6,4%. Tra le regioni del Sud, fa eccezione la Sicilia, che arriva a una percentuale del 15% nel rapporto tra ordinanze di abbattimento emesse e realmente eseguite. La performance migliore, secondo l’elaborazione di Legambiente, è del Friuli-Venezia Giulia, con il 45%.
«Siamo di fronte a una pagina vergognosa della storia italiana che ha prodotto e alimentato illegalità e ha cambiato i connotati a intere aree del Paese – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente –. Non c’è altra soluzione, contro gli abusi edilizi il migliore deterrente sono le demolizioni e non certo nuovi condoni come fatto con il Decreto Genova lo scorso anno per la ricostruzione post terremoto nel cratere del centro Italia e per Ischia. Per farlo però occorre procedere a una riforma legislativa che passi ai prefetti la competenza delle operazioni di abbattimento, perché non condizionati dal ricatto elettorale, lasciando ai Comuni soloil controllo urbanistico del territorio e la repressione dei reati, compresa l’emissione delle ordinanze di demolizione. Solo così potremo riscattare interi territori e le loro comunità, ripristinando legalità, sicurezza e bellezza».
Oggi, infatti, i Comuni agiscono più che altro su sollecitazione della Procura della Repubblica, almeno per gli immobili colpiti da ordinanze sancite da sentenza di terzo grado. Di fronte all’aut aut dei giudici, i sindaci hanno poche alternative. Gli abusivi lo sanno e, non di rado, decidono di auto-demolire, risparmiando migliaia di euro di spese: in media, per ogni abuso abbattuto d’ufficio ne viene abbattuto uno direttamente dagli stessi proprietari.
In quest’ottica è nata l’intesa sottoscritta pochi mesi fa tra il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e la Procura della Repubblica di Vallo della Lucania per un contrasto sempre più incisivo all’abusivismo. Dal 2000 sono 126 le ordinanze di demolizione emesse dall’Ente Parco che riguardano per lo più i comuni costieri del Cilento. Venti di queste sono già esecutive e si è pronti con gli abbattimenti.
«Grazie a questo accordo di programma in autunno inizieranno le prime demolizioni – spiega Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania -. Una buona notizia per i cittadini che potranno così riappropriarsi di un pezzo di questa stupenda costa, a dimostrazione che la lotta all’illegalità e per lo sviluppo di un turismo diverso è una sfida che si può vincere anche in questa regione dove le demolizioni di opere abusive sembrano restare perennemente ferme al palo».
La reticenza dei comuni italiani nell’affrontare questo problema si riflette anche nella mancata trasparenza nel diffondere i dati sul fenomeno. In un quadro già di per sé negativo (all’indagine di Legambiente sull’abusivismo nei comuni italiani hanno risposto appena il 22,6% degli enti), i Comuni litoranei – nonostante siano quelli colpiti da un tasso di abusivismo maggiore – rispondono anche meno rispetto alla media nazionale: solo il 20,3% ha voluto fornire informazioni. Le regioni più trasparenti sono state l’Emilia-Romagna, con il 64,3% dei comuni litoranei che ha messo a disposizione le informazioni; il Veneto con il 45,5% e la Sardegna con il 38%. In Campania e nel Lazio ha risposto il 16,7% dei comuni, in Sicilia il 16,4%, in Calabria il 10,3%, mentre solo il 7,5% dei comuni costieri della Puglia ha dato risposta, relegandola a fanalino di coda della classifica.
Di demolizioni si parla sempre meno nel nostro Paese nonostante si tratti di una realtà molto diffusa, e in particolare nelle regioni meridionali, dove i litorali sono più belli e quindi più appetibili. Le ruspe faticano ad arrivare, perché le case per le vacanze “non si toccano”. Perché spesso tra quelle villette affacciate sull’arenile, che consentono di fare un tuffo in mare percorrendo pochi passi, non ci sono quelle dei mafiosi ma anche dei “colletti bianchi”. E per salvare le loro case abusive, salvano anche tutte le altre.
A questa regola, fanno eccezione pochi casi, che Legambiente racconta puntualmente nei suoi dossier, come ad Altavilla Milicia, in provincia di Palermo, piuttosto che a Lecce o nella fascia costiera di Licata, sul mare agrigentino.
 

Guardia Costiera – Attività di soccorso e di polizia marittima del IV M.R.S.C. Campania

NAPOLI, 6 AGOSTO  2019 – SI E’ APPENA CONCLUSO UN INTENSO FINE SETTIMANA PER GLI UOMINI DELLA CAPITANERIA DI PORTO/GUARDIA COSTIERA IN FORZA AI COMANDI CAMPANI, IMPEGNATI IN NUMEROSE ATTIVITA’ DI SOCCORSO NONCHE’ IN UNA FITTA AZIONE DI CONTROLLO SIA IN MARE CHE SUL DEMANIO MARITTIMO.
SONO STATI COMPLESSIVAMENTE ESEGUITI DIECI INTERVENTI DI ASSISTENZA E SOCCORSO, IN OCCASIONE DEI QUALI SONO STATI TRATTE IN SALVO COMPLESSIVAMENTE 100 PERSONE TRA DIPORTISTI, BAGNANTI E PASSEGGERI DI NAVI DA TRASPORTO.
TRA GLI INTERVENTI DA SENALARE, ASSUMONO PARTICOLARE RILIEVO QUELLO IN FAVORE DI  8 DIPORTISTI SU UN’UNITA’ CON MOTORE IN AVARIA NELLO SPECCHIO ACQUEO ANTISTANTE IL LITORALE DI SALERNO ED IL SOCCORSO A 76 PERSONE DI UNA UNITA’ ADIBITA AL TRAFFICO PASSEGGERI, COLPITA DA UN’AVARIA DURANTE LA NAVIGAZIONE DA SORRENTO A CAPRI: LE PERSONE SONO STATE PRONTAMENTE ASSISTITE E TRASBORDATE SU UN’ALTRA NAVE CHE LI HA CONDOTTI AL PORTO DI DESTINAZIONE IN BUONE CONDIZIONI DI SALUTE.
NELL’AMBITO DELLE OPERAZIONI DEL FINE SETTIMANA SONO STATI EFFETTUATI OLTRE 1600 CONTROLLI CHE HANNO CONSENTITO DI ACCERTARE 126 INFRAZIONI, PUNITE CON SANZIONI PECUNIARIE PER COMPLESSIVI EURO 32000,  IN RAGIONE DI CONDOTTE PARTICOLARMENTE PERICOLOSE QUALI AD ESEMPIO LA NAVIGAZIONE SOTTOCOSTA O A VELOCITA’ NON CONSENTITA E L’ORMEGGIO A DISTANZE DAL LITORALE INFERIORI AI LIMITI PREVISTI DALLE DISPOSIZIONI IN VIGORE.
L’ATTIVITA’ DI CONTROLLO DELLA GUARDIA COSTIERA PROSEGUE SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITA’ PER GARANTIRE LEGALITA’ E SICUREZZA IN MARE.
I SERVIZI DI RICERCA E SOCCORSO SONO SEMPRE ATTIVI 24 ORE AL GIORNO, TUTTO L’ANNO, E LE SALE OPERATIVE SONO CONTATTABILI SUL CANALE MARINA VHF FM 16 OPPURE TRAMITE IL NUMERO BLU GRATUITO PER LE EMERGENZE IN MARE 1530.
 
 
 
 

Fincantieri varata a Monfalcone “Enchanted Princess”.

Trieste, 6 agosto 2019 – È stata varata oggi, nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone, “Enchanted Princess”, la quinta unità della classe Royal, costruita per la società armatrice Princess Cruises, brand del Gruppo Carnival Corporation. Inizierà ora la fase degli allestimenti degli interni che porterà alla consegna della nave nel 2020.
Alla cerimonia erano presenti per l’armatore Firouz Mal, director new build services di Princess Cruises, mentre per Fincantieri, fra gli altri, Roberto Olivari, direttore del cantiere di Monfalcone. Madrina del varo è stata la signora Marinella Cossu, storica dipendente dello stabilimento isontino.
Realizzata sulla base del progetto delle gemelle “Royal Princess”, “Regal Princess”, “Majestic Princess” e di “Sky Princess” (prossima alla consegna), costruite e consegnate sempre dallo sito di Monfalcone a partire dal 2013, inaugurando una nuova generazione di navi che hanno riscontrato un enorme successo tra il pubblico dei crocieristi, la nuova unità avrà una stazza lorda di 145.000 tonnellate.
La nave, al pari delle unità gemelle, rappresenterà un nuovo punto di riferimento tecnologico a livello europeo e mondiale per il lay-out innovativo, le elevatissime performance e l’alta qualità di soluzioni tecniche navali d’avanguardia e sarà la migliore prova che innovazione e cura del rapporto con il cliente sono leve imprescindibili per affermare la propria leadership sul mercato e consolidare ulteriormente la storica partnership di Fincantieri con il Gruppo Carnival Corporation, primo operatore al mondo del settore crocieristico.
Il rapporto tra il cantiere di Monfalcone e Princess Cruises proseguirà con le 2 navi da crociera di prossima generazione da 175.000 tonnellate di stazza lorda, le più grandi finora realizzate in Italia. Le consegne sono previste per la fine del 2023 e la primavera del 2025. Le unità ospiteranno circa 4.300 passeggeri e saranno le prime della flotta dell’armatore ad essere alimentate primariamente a gas naturale liquefatto (LNG).
Fincantieri ha costruito dal 1990 ad oggi 92 navi da crociera, di cui 66 per Carnival Corporation e 16 per Princess Cruises, mentre altre 54 unità sono in costruzione o di prossima realizzazione negli stabilimenti del Gruppo.

USA-Cina guerra commerciale: come investire?

Gli esperti a Economia sotto l’Ombrellone: puntare sull’azionario e sui paesi emergenti
Il secondo incontro della rassegna estiva dedicata all’economia si è concentrato sui consigli ai risparmiatori. I consigli di Mario Fumei, Vincenzo Marotta e Gianluca Scelzo: gli investitori italiani devono cominciare a rischiare, ma con prudenza ed evitando il fai da te
La guerra dei dazi esplosa fra Stati Uniti e Cina, e che, probabilmente, a nessuno dei due contendenti conviene vincere al punto da “schiantare” l’avversario, sta pesantemente influenzando le prospettive economiche generali e gli andamenti delle borse mondiali. L’Europa e gli altri Paesi sono costretti ad agire da comprimari con danni per qualcuno (l’Europa) e, forse, vantaggi per qualcun altro (India e Paesi emergenti). A parlare di questo scenario, durante la seconda puntata della nona edizione di Economia sotto l’ombrellone svoltasi al Beach Aurora di Lignano Pineta sul tema “Investire al tempo dei dazi”, sono stati il consulente finanziario e private banker Mario Fumei, il responsabile Private Udine e Pordenone di Banca Monte dei Paschi di Siena, Vincenzo Marotta e il consigliere delegato di Copernico Sim, Gianluca Scelzo, moderati dal giornalista Carlo Tomaso Parmegiani. Nel corso dell’incontro i relatori hanno cercato di analizzare quali potranno essere gli sviluppi e i rischi futuri, provando a dare qualche indicazione di scenario utile a orientare gli investimenti nei prossimi anni, fermo restando il fatto che in un mondo economico-finanziario che si fa di giorno in giorno più complesso, rimane fondamentale evitare il “fai da te” e il trading quotidiano in autonomia, con il quale tanti italiani si stanno facendo male, e affidarsi agli esperti per la gestione dei propri portafogli. «L’Italia – ha sostenuto Fumei – sta vivendo un periodo di relativa tranquillità sul fronte dello spread, ma l’impressione è che ciò accada perché al momento i rischi finanziari nel mondo sono altri e, quindi, gli operatori si siano concentrati su altre questioni. Il serio rischio, però, è che quando i nodi della prossima finanziaria verranno al pettine e il forte squilibrio della nostra economia si evidenzierà nuovamente, lo spread possa tornare a salire notevolmente. L’Europa, dal canto suo, in questa battaglia economica finanziaria mondiale ha le armi spuntate perché ha già i tassi negativi e non ha una velocità di decisione e la politica unitaria che possono mettere in campo Washington e Pechino. Tuttavia – ha continuato – le aziende europee quotate oggi sono sottostimate rispetto a quelle americane e, quindi, sull’azionario forse oggi vale la pena di investire in Europa. Inoltre, bisogna stare attenti, perché negli Usa c’è il rischio di una possibile esplosione di una bolla del debito dovuta al fatto che molte aziende negli anni scorsi hanno riacquistato azioni proprie a debito. In questa situazione – ha concluso –, gli italiani sono investitori che non amano il rischio, ma l’obbligazionario non rende, l’immobiliare nemmeno, se non in rasi casi, rimangono, quindi, l’azionario, soprattutto di alcune aree, e le materie prime. Premesso che è sempre meglio affidarsi agli esperti, suggerirei di guardare con attenzione a piani di accumulo sui mercati emergenti dove oggi si concentra il 70% della crescita mondiale». Secondo Marotta, il prossimo passaggio europeo con l’assunzione delle rispettive cariche di Ursula von der Leyen (presidenza della Commissione Europea) e Cristine Lagarde (Bce) potrebbe portare a un nuovo e più deciso interventismo europeo in economia e a una forte azione di mediazione fra i due grandi contendenti Cina e Usa. «In questo momento – ha, poi, spiegato – circa il 70% degli asset obbligazionari planetari danno rendimento negativo a 10 anni e i titoli italiani sono fra i pochi che danno ancora un minimo rendimento positivo. Certamente, oggi, non paga lasciare i soldi in conto e bisogna trovare soluzioni alternative di investimento. Penso che si debba guardare con interesse al Giappone che, avendo una dinamica demografica simile a quella italiana, ha fatto importanti riforme e oggi ha un’economia che sta uscendo da lunghi anni di crisi. Certamente, c’è, poi, bisogno che gli italiani, se vogliono avere rendimenti, si abituino a rischiare, con prudenza, un pochino di più e, allora, i piccoli Paesi emergenti, come Vietnam, Indonesia, ecc., (che prenderanno beneficio dallo spostamento delle aziende occidentali e, in particolare, Usa che stanno lasciando la Cina), possono essere interessanti». «In Europa – ha detto senza mezzi termini, Scelzo – siamo talmente impegnati a litigare fra un Paese e l’altro, sui migranti e sui confini, che non ci accorgiamo che l’economia va avanti e noi, tutti insieme, stiamo rimanendo indietro. L’Europa dovrebbe essere uno Stato, ma in realtà è composta da tanti Stati con idee completamente diverse e non ha fatto nessuna riforma strutturale seria negli ultimi vent’anni. Continuando così, conteremo sempre meno a livello globale. Gli Usa, invece, oltre a rischiare una bolla del debito, sono di nuovo in una pericolosa bolla immobiliare, con i valori immobiliari che salgono ininterrottamente da 11 anni come mai prima nella storia. Lo spread italiano è tranquillo, ma è solo apparenza perché, comunque, ciascun italiano, neonati e centenari compresi, ha 39mila euro di debito pubblico sulle spalle e, prima poi, questo nodo la cui soluzione continuiamo a rimandare, dovrà necessariamente venire al pettine. In questa situazione, investire non è una scelta facile. Personalmente – ha continuato il consigliere delegato di Copernico Sim –, vista la demografia estremamente negativa del nostro Paese e le tasse di successione così basse che dovranno essere, prima o poi, necessariamente alzate considerevolmente, eviterei l’immobiliare ovunque in Italia tranne che a Milano centro e nei centri delle quattro/cinque città turisticamente più attraenti. Per investire, penserei a una forte diversificazione, ragionando bene sugli obiettivi e i tempi che si hanno a disposizione, ma in linea di massima al momento punterei sui Paesi emergenti e su alcuni beni e settori rifugio, come l’oro, ma non fisico quanto piuttosto in gestito da investitori professionali, o come il settore farmaceutico». Com’è nata la guerra dei dazi tra USA e CINA – Tutto prende il via con la crescita, in rallentamento, ma ancora inarrestabile, dell’economia cinese le cui principali 129 aziende, per la prima volta secondo l’indice Forbes, hanno superato per capitalizzazione totale le prime 121 aziende americane, e dalla politica, solo apparentemente dolce, della Cina che negli ultimi decenni con un’azione sotterranea e silenziosa sta cercando di conquistare i gangli vitali dei Paesi economicamente sviluppati e non. Una predominanza economica che, probabilmente nei prossimi decenni, sarà sostenuta dal fatto che la Cina possiede oltre un terzo del debito pubblico americano, è il Paese di gran lunga più ricco delle preziosissime “terre rare” e con i suoi 1,3 miliardi di abitanti ha una forza vitale e propulsiva sconosciuta a tutti gli altri. Uno strapotere al quale Trump sta tentando di reagire con i dazi per salvaguardare il primato economico Usa, ma ottenendo spesso effetti scarsi o controproducenti e pesantissime e immediate contro-reazioni cinesi come la netta svalutazione dello Renminbi (noto anche come Yuan) di ieri (la prima dopo 11 Anni). Fatto che potrebbe portare a una progressiva svalutazione del dollaro e a possibili effetti sull’Euro. Nel complesso un intricato insieme di provvedimenti e reazioni economico-politiche che rendono sempre più difficile per gli operatori finanziari decifrare il possibile equilibrio internazionale futuro e, quindi, anche gli andamenti economici e borsistici. La nona edizione di Economia sotto l’Ombrellone è organizzata da Eo Ipso – comunicazione ed eventi ed ha il patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro e Turismo FVG. Main sponsor: Greenway Group; sponsor: Ombrellificio Ramberti, IS Copy Trieste, Dvs, Glp, Confindustria Udine, Zulu Medical, RealComm e Karmasec; sponsor tecnici: Fondazione Villa Russiz, Lignano Pineta, Porto Turistico Marina Uno e Hotel Ristorante President.
 
 
 

Consip: pubblicato il secondo Rapporto di sostenibilità

Elaborato tenendo conto del contributo ai 17 Sustainable Development Goals dell’Agenda ONU 2030, ha ricevuto l’attestazione del Global Reporting Index
Roma, 7 agosto 2019 – Oltre 12 miliardi di euro di acquisti – di cui 5 miliardi con contenuto “sostenibile” sugli strumenti di e-procurement Consip, con vantaggi in termini di risparmio, efficienza, semplificazione e rapidità delle procedure.  È il dato principale che emerge dal Rapporto di sostenibilità Consip 2018, che evidenzia anche:

più di 700mila contratti dematerializzati attraverso la piattaforma elettronica, pari a 566 milioni di pagine non stampate e oltre 4.600 tonnellate di CO2 non immesse nell’ambiente oltre 800mila TEP (Tonnellate Equivalenti Petrolio), pari a 2 milioni di tonnellate di CO2 risparmiate per interventi di efficientamento energetico negli ultimi 10 anni oltre 100mila imprese abilitate agli strumenti di e-procurement, di cui il 99% Micro, Piccole e Medie Imprese che hanno realizzato un fatturato per quasi 4 miliardi di euro (Mepa) un tasso di soddisfazione sull’utilizzo degli strumenti di oltre il 90% per le amministrazioni e di oltre l’80% per le imprese. Affiancando il Bilancio economico-finanziario, il Rapporto racconta l’identità, il modo di lavorare, i risultati e le sfide dell’azienda, dando conto degli effetti sociali, ambientali ed economici generati da iniziative e progetti. Quattro gli ambiti in cui sono forniti indicatori numerici e fattuali:
1)      la creazione di valore per il Paese, tramite la riqualificazione della spesa, la capacità di innovare, l’attenzione agli aspetti sostenibili e il contributo all’economia circolare
2)      la capacità di ascolto dei principali interlocutori, pubbliche amministrazioni, imprese e tutti i soggetti istituzionali coinvolti
3)      il rispetto delle regole e il continuo perfezionamento del modello di governance, controllo e sicurezza, per assicurare etica e integrità di comportamenti e attività
4)      la centralità delle persone che con competenza, professionalità, esperienza e responsabilità rappresentano la chiave del successo aziendale.
Il Rapporto, elaborato tenendo conto del contributo ai 17 Sustainable Development Goals dell’Agenda ONU 2030, ha ricevuto l’attestazione del Global Reporting Index (standard internazionale per la rendicontazione sostenibile).
Commenta Cristiano Cannarsa, Amministratore Delegato di Consip: “Consip, Centrale di committenza nazionale per la PA, con questo secondo Rapporto vuole evidenziare sempre di più l’attenzione che attribuisce ai temi della sostenibilità negli acquisti della PA. Sostenibilità, Innovazione e ricerca dovranno rappresentare valori e parametri fondamentali da utilizzare nella selezione delle migliori offerte nelle gare pubbliche, valorizzando adeguatamente gli investimenti di amministrazioni e imprese”.

Maxi Operazione della Guardia Costiera in località “Scoglio della Tartaruga”. Sequestri e denunce per spiagge e stabilimenti balneari abusivi.

Castellammare di Stabia, 7 agosto 2019 - All’alba di oggi è scattata una Maxi Operazione in località “Scoglio della Tartaruga” del Comune di Vico Equense (NA) da parte della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, che ha avuto lo scopo di prevenire e contrastare l’occupazione abusiva dei tratti di spiaggia destinati all’uso pubblico da parte di soggetti che, senza averne titolo, ne hanno fatto un uso personale, trasformandole di fatto in spiagge “private”, o per fini di lucro utilizzandoli come stabilimenti balneari abusivi. Nello specifico, anche a seguito di attività investigativa e d’intelligence preordinata, i militari impegnati questa mattina hanno operato al fine di reprimere le abusive occupazioni di tratti di spiaggia libera da parte di soggetti che in possesso di semplice autorizzazione ad affittare su richiesta dei clienti lettini e ombrelloni, attrezzavano veri e propri lidi abusivi sullo “Scoglio della tartaruga” senza nessuna richiesta da parte di ipotetici clienti, posizionando i lettini su pubblico demanio marittimo, costringendo a volte anche con la minaccia i bagnanti ad affittare l’attrezzatura e cacciare coloro che volevano semplicemente usufruire la spiaggia senza riceve i servizi prestati. Nello specifico, giunti sul posto, i militari attraverso un attività di controllo e monitoraggio hanno scoperto e documentato in fragranza che alcuni soggetti pluripregiudicati, partendo da “Marina d’Aequa” a Seiano, usavano un imbarcazione di colore bianco per trasportare una miriade di lettini e ombrelloni sullo “Scoglio della Tartaruga” che durante il giorno venivano poi posizionati sulla spiaggia e usati per svolgere abusivamente l’attività commerciale. Inoltre è stata accertata l’esatta dinamica dei fatti, con attività di battellaggio, con cui i soggetti offrivano il servizio di traghettamento sullo scoglio, dove poi successivamente imponevano l’affitto di ombrelloni e lettini già posizionati illecitamente su aree libere ai pubblici usi. In totale sono stati sequestrati circa 46 lettini da spiaggia e 50 ombrelloni che erano già stati posizionati su arenile libero senza nessuna richiesta da parte di ipotetici bagnanti, che venivano sottoposti a sequestro ai sensi dell’articolo 1161 1° comma del Codice della Navigazione. L’operazione si inquadra in quella più generale predisposta dalla Guardia Costiera a livello nazionale (denominata “Spiagge e acque libere”), fortemente voluta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Senatore Danilo Toninelli, a tutela della sicurezza e della legalità, al fine di garantire una corretta, consapevole e serena fruizione del mare da parte dell’utenza assicurando, in ogni momento, un pronto intervento in caso di emergenze in mare. L’occupazione abusiva, effettuata con attrezzature quali ombrelloni, lettini, gavitelli e altre strutture, non solo limita la libera fruizione degli spazi pubblici, ma genera anche un indebito guadagno per gli occupanti, nonché un mancato introito per l’erario, senza considerare la concorrenza sleale verso tutti quei gestori che operano nel rispetto delle norme e che versano periodicamente i previsti canoni demaniali. “Sono inaccettabili tutte quelle condotte che configurano abusiva occupazione di Pubblico Demanio Marittimo e di Mare Territoriale e mortificare i suoi pubblici usi. L’operazione di oggi fa parte di un più articolata attività operativa della Direzione Marittima della Campania, disposta dall’Ammiraglio Ispettore Pietro VELLA, nell’ambito dell’operazione ‘Mare Sicuro 2019’, al fine di reprimere qualsiasi tipo di abuso perpetrato sul pubblico demanio marittimo per combattere l’illegalità che purtroppo -soprattutto nel periodo estivo- a volte si riscontra sui nostri arenili” sono state le parole del Comandante della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, Capitano di Fregata (CP) Ivan SAVARESE.

Guardia Costiera: operazione in mare, rimossi gavitelli di ormeggio abusivi antistante la spiaggia di Lamaro Piano di Sorrento

Castellammare di Stabia, 8 agosto 2019 - Operazione in località “Colli di San Pietro”, nel tratto di mare antistante la spiaggia di Lamaro del Comune di Piano di Sorrento (NA) da parte della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, che ha avuto lo scopo di prevenire e contrastare l’occupazione abusiva dei tratti di mare liberi all’uso pubblico da parte di soggetti che, senza averne titolo, ne hanno fatto un uso personale, posizionando gavitelli collegati ad una cima a vari corpi morti sul fondale, trasformandoli di fatto in un campo boe destinato all’ormeggio di imbarcazioni completamente abusivo.  Nello specifico, giunti sul posto, i militari con l’ausilio di operatori del Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di Napoli e personale dell’Ufficio Locale Marittimo di Piano di Sorrento hanno trovato abusivamente posizionati n. 9 gavitelli e corpi morti che venivano illecitamente usati per svolgere abusivamente l’ormeggio di unità da diporto. In totale sono stati rimossi e sequestrati n. 9 (nove) gavitelli e corpi morti, che venivano sottoposti a sequestro ai sensi dell’articolo 1161 1° comma del Codice della Navigazione. “L’operazione di oggi fa parte di un più articolata attività della Direzione Marittima della Campania, disposta dall’Ammiraglio Ispettore Pietro VELLA, nell’ambito di ‘Mare Sicuro 2019’, al fine di reprimere qualsiasi tipo di abuso perpetrato in mare, in particolare quelli legati ai campi ormeggi abusivi che non solo limita la libera fruizione degli spazi pubblici, ma genera anche un mancato introito per l’erario, senza considerare la concorrenza sleale verso tutti quei gestori che operano nel rispetto delle norme e che versano periodicamente i previsti canoni demaniali” sono state le parole del Comandante della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, Capitano di Fregata (CP) Ivan SAVARESE.

Il Sistema Portuale di Helsinki nuovo socio di ALIS

L’associazione continua ad affermarsi in Europa e sul Mar Baltico
“Sono molto orgoglioso della costante crescita di ALIS e del suo network. E sono ancor più contento che il nostro impegno quotidiano produca benefici non solo in Italia ma anche nel resto d’Europa. L’adesione di uno dei principali hub portuali del nord Europa, formato dal Porto di Helsinki – Porto Sud e Porto Est – e dal Porto di Vousaari (a pochissimi giorni dall’adesione del porto croato di Zara) ci spinge a continuare ad investire nell’internazionalizzazione del nostro cluster a beneficio delle attività di tutte quelle imprese che aderiscono al nostro progetto associativo”
Così il Presidente di ALIS Guido Grimaldi commenta la nuova importante adesione all’Associazione, in qualità di socio onorario, del sistema portuale della Capitale Finlandese. Come noto, il sistema portuale di Helsinki lo scorso anno ha prodotto, grazie anche agli Associati di Alis, numeri impressionanti sia sul traffico passeggeri, raggiungendo la vetta d’Europa, sia sui traffici merci per camion imbarcati (ro-ro) garantendo ricadute economiche positive sul Corridoio Scandinavo-Mediterraneo che proprio da Helsinki arriva fino a La Valletta, passando per il Porto di Palermo, anche quest’ultimo socio onorario di ALIS.
“I nostri associati, ormai da tempo, sviluppano un business importante nell’area baltica investendo enormi risorse nella sostenibilità dei sistemi di trasporto merci e passeggeri. Dunque, cooperare con il Porto di Helsinki e con l’intero sistema intermodale finlandese era un dovere. Per tale ragione abbiamo presentato le peculiarità e gli obiettivi della nostra associazione all’Amministratore Delegato del Porto di Helsinki, Mr. Ville Haapasaari, che ha rapidamente aderito alla nostra organizzazione in ragione del suo sviluppo in chiave europea”.
Ritengo che occorra favorire con grande determinazione la crescita e l’internazionalizzazione delle nostre imprese e per farlo occorre fare passi coraggiosi e strategici. ALIS, con il suo dipartimento ALIS Europe, sta mettendo a sistema i principali player internazionali del trasporto, facendo dialogare i nodi logistici, come porti e interporti, con tutti gli operatori del comparto che agiscono quotidianamente sui corridoi europei, riducendo di fatto le c.d. distanze geografiche e soprattutto quelle economiche – conclude il Presidente Grimaldi – Il fatto che l’Italia abbia una posizione strategica nell’area Mediterranea non ci deve far perdere di vista che le nostre aziende possono intercettare anche i flussi di merci da e per il Nord Europa. Quello Scandinavo-Mediterraneo rappresenta infatti per l’Italia un corridoio dove confluiscono importanti movimentazioni su arterie trasportistiche capaci di generare grandi opportunità per la nostra economia. Continueremo a lavorare assiduamente per connettere in maniera sempre più efficiente l’Italia al resto d’Europa”.

Dopo un inseguimento a mare la Guardia Costiera ha sequestrato 70 kg di Datteri di mare

Castellammare di Stabia, 9 agosto 2019 -  Nella notte tra l’08 e il 09 agosto, in esito ad una importante attività di intelligence seguita da appostamenti e pedinamenti, si è conclusa una brillante operazione congiunta effettuata dalle Capitanerie di Porto di Napoli e Castellammare di Stabia che ha portato ad un nuovo  sequestro di “Datteri di mare”.
Alle prime luci dell’alba, al rientro del barchino utilizzato per la pesca illegale, è scattato il blitz, in località “Acqua della Madonna” nel Comune di Castellammare di Stabia.
Sono stati quindi fermati due dei quattro pescatori di frodo mentre gli altri due, speronando il mezzo nautico dei militari operanti, hanno intrapreso la fuga con il barchino stesso gettando nelle acque del porto Stabiese il pescato illegale.
Dopo un rapido inseguimento il natante veniva intercettato all’esterno del porto di Castellammare di Stabia, gli altri due pescatori venivano fermati e veniva effettuato il sequestro dell’attrezzatura necessaria all’estrazione del pregiato mollusco (mute, pinne e bombole).
In mattinata, grazie all’intervento del 2°Nucleo Subacquei della Guardia Costiera di Napoli, si procedeva al rinvenimento ed al sequestro dei datteri di mare, contenuti in due retini, per 70 kg.
Ai soggetti deferiti sono stati contestati una serie di reati tra cui spiccano il danneggiamento ambientale, oltraggio, resistenza e speronamento.
L’operazione di oggi rientra in una più ampia attività di indagine svolta congiuntamente dai citati Comandi della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera coordinati dalla Direzione Marittima di Napoli ed è finalizzata a reprimere una condotta, quale l’estrazione  del dattero, che si concretizza nella necessaria distruzione di interi tratti di roccia all’interno dei quali il mollusco cresce, e che arreca, quindi, enorme pregiudizio ad ambiente e salute beni giuridici i quali costituiscono un binomio indissolubile.

Considerazioni sulla fatica e lo stress dei marittimi

di Felice Magarelli – L’attività lavorativa degli operatori marittimi è caratterizzata da una serie di problematiche relative a malattie professionali ed eventi stressogeni che si ripercuotono negativamente sul fattore sicurezza. Tali lavoratori sono soggetti infatti a situazioni di notevole rischio professionale e stress lavorativo, essendo continuamente esposti a rumori, vibrazioni agenti biologici e chimici, variazioni improvvise del microclima, rischi per l’apparato osteoarticolare (imputabili a movimentazione manuale dei carichi) e altre criticità correlate alla tipologia delle attività svolte. In tema di malattie professionali, le neoplasie provocate dall’aerodispersione delle fibre di amianto, un tempo massicciamente presenti sulle navi, e l’ipoacusia generata dai rumori provenienti dai motori delle sale macchine, rappresentano gli eventi dannosi denunciati con maggiore frequenza. Occorre segnalare inoltre, l’incidenza di altri fattori di rischio di natura esterna, come ad esempio le repentine variazioni climatiche e le avverse condizioni meteo marine che si incontrano durante i lunghi viaggi in mare e che sottopongono l’organismo del personale imbarcato a situazioni di forte stress. La problematica riconducibile al sovraccarico di lavoro derivante dalla riduzione del numero degli equipaggi, la lontananza forzata dalla famiglia e dagli affetti, la variabilità di latitudine, i lunghi periodi di astinenza sessuale e altri fattori contingenti, sovraespongono questi lavoratori, a gravi patologie non disgiunte dal proprio lavoro. Nello specifico tali disfunzioni si estrinsecano in alterazione sistematica del ciclo sonno-veglia, affaticamento, depressione, irritabilità, ansia, frustrazione etc. Questi fattori di stress, non solo rendono il marittimo particolarmente vulnerabile sotto il profilo psico-fisico, ma inficiano in termini di sicurezza anche le condizioni di navigazione. Sotto questo aspetto non è infatti casuale che il 60% dei sinistri marittimi sia direttamente riferibile all’errore umano. Tra le tante questioni che affliggono i naviganti, rientra indubbiamente quello dei sequestri operati dalla pirateria somala, fenomeno drammatico anche per l’intero commercio marittimo.
Sono migliaia i marittimi che rischiano quotidianamente la propria vita e che diventano merce di scambio per questi criminali, il cui unico scopo è quello di conseguire profitto attraverso la formula del riscatto. In un contesto nel quale si costruiscono navi di dimensioni sempre più grandi e si progettano imbarcazioni futuristiche senza equipaggio, appare quantomeno paradossale non soffermarsi sulle difficoltà esistenti cercando di risolvere i problemi di una categoria, quella marittima, che opera all’interno di un settore che potremmo definire strategico per l’intera economia mondiale, considerando che circa il 90% degli scambi commerciali avviene via mare. A mio avviso sarebbe pertanto necessario che la sicurezza della gente di mare non fosse considerata come un costo improprio della produzione o un mero optional, ma un valore irrinunciabile dal quale partire. Diversamente si correrebbe il rischio di vanificare qualsiasi ragionamento basato sulla crescita e la competitività. L’imperativo è dunque intendere la sicurezza come un bene assoluto cha va salvaguardato e difeso, perchè senza di essa non c’è e non può esserci sviluppo. Nel nostro mondo esiste certamente il profitto ma anche l’esigenza di garantire centralità all’uomo e alle sue condizioni di lavoro.

ALIS: Bene i 160 milioni alle imprese di autotrasporto in conseguenza del crollo del Ponte Morandi

L’Associazione a favore dei fondi stanziati per gli anni 2019 e 2010
“Ad un anno dal terribile crollo del Ponte Morandi a Genova, oltre alla proroga dello stato di emergenza stabilita dal Consiglio dei Ministri valutiamo positivamente un ulteriore segnale concreto anche per le imprese di autotrasporto che hanno dovuto subire, e continuano tuttora a subire, maggiori costi derivanti dalle problematiche alla viabilità e dai disagi causati dalla caduta del Viadotto Pontedera, come ad esempio le attese più lunghe e le deviazioni obbligate”.
Così il Direttore Generale di ALIS Marcello Di Caterina commenta la firma del Decreto Ministeriale recante l’erogazione di 160 milioni di euro, di cui 80 per l’anno 2019 e 80 per l’anno 2020, che fa seguito al precedente stanziamento per l’anno 2018, attraverso il cd. Decreto Genova, dei primi fondi per il ristoro delle maggiori spese sostenute dalle imprese di autotrasporto in conseguenza del crollo del Ponte Morandi avvenuto il 14 agosto dello scorso anno.
“ALIS, nel corso delle continue interlocuzioni con i referenti istituzionali del Governo, ha più volte rappresentato l’esigenza di stanziare misure incentivanti e risorse destinate al comparto trasporto e logistica, che rappresenta, a livello globale, uno dei pilastri fondamentali su cui si regge l’economia nazionale ed internazionale. In questa specifica situazione di protratta emergenza, in particolare, – prosegue Marcello Di Caterina – riteniamo che un effettivo sostegno al settore dell’autotrasporto da parte delle Istituzioni sia fondamentale per mantenere i livelli concorrenziali e di competitività delle nostre imprese tanto scala nazionale quanto su quella europea”.
La firma del Decreto va esattamente nella direzione auspicata dalla nostra Associazione, – conclude il Direttore Generale di ALIS – che continuerà a farsi portavoce delle istanze delle imprese di autotrasporto che operano nel settore e che investono in digitalizzazione, sostenibilità e sicurezza al fine di migliorare l’intero comparto trasportistico e di sviluppare il trasporto intermodale”.

il Porto di Hanko Finlandia, è trentesimo socio onorario di Alis

“Pochi giorni fa annunciavamo l’ingresso nel nostro cluster del sistema portuale di Helsinki e oggi mi trovo a ribadire la grande soddisfazione per l’ingresso in ALIS di un altro porto finlandese molto importante che è quello di Hanko. L’adesione in qualità di soci onorari di questi importanti hub ci consente di sviluppare progettualità in favore del sistema portuale e trasportistico di tutta Europa. ALIS ha impostato la propria azione associativa guardando al sistema globale dei trasporti e della logistica e solo mediante l’allargamento del cluster si può ambire a nuove opportunità per i nostri associati.”
Guido Grimaldi, Presidente di ALIS, commenta così l’adesione all’associazione del porto di Hanko, centro vitale per le industrie finlandesi, specializzato in collegamenti veloci tra il sud della Finlandia e la Germania, Polonia, Belgio, Paesi Bassi, Regno Unito e Russia. Si tratta di un’adesione strategica in relazione al fatto che proprio da Hanko parte un sistema di import-export efficiente, sicuro e sostenibile di prodotti industriali e autoveicoli, grazie anche ad alcune scelte decisive operate dagli associati ALIS che hanno determinato la crescita esponenziale dei traffici del porto stesso.
 “Ho coinvolto Mr. Anders Ahlvik, AD dell’Autorità portuale di Hanko, nel progetto ALIS EUROPE continua il presidente Guido Grimaldi – raccontando cosa abbiamo fatto e cosa faremo in questa nuova stagione europea e, così come avvenuto con il porto di Helsinki, ho trovato una rapida volontà di aderire all’associazione che vede la portualità e la logistica al centro di un progetto molto ambizioso su scala internazionale. Lavorare con continuità per sviluppare nuove connessioni europee significa agire per il bene delle imprese italiane e chi aderisce ad ALIS sa bene che l’azione associativa è finalizzata solo e soltanto a creare opportunità di business per le aziende, definendo con gli imprenditori stessi ed i loro collaboratori un piano di azione per una politica del trasporto lungimirante e che abbia sempre uno sguardo privilegiato sulla sostenibilità ambientale”.

Carnival Corporation promuove Chris Donald a Senior VP, Corporate Environmental Compliance

Miami, 13 agosto 2019   la più grande compagnia di viaggi di piacere al mondo, ha annunciato oggi la promozione di Chris Donaldal vicepresidente senior per la conformità ambientale aziendale. Donald continuerà a svolgere il suo ruolo di responsabile della conformità aziendale dell’azienda, riferendo direttamente a Peter C. Anderson, il nuovo responsabile etico e responsabile della conformità per Carnival Corporation.
Nel suo nuovo ruolo, Donald continuerà a guidare Carnival  Corporation’s attività di conformità ambientale aziendale in corso. Il suo campo di applicazione include un’espansione di programmi strategici per migliorare costantemente la formazione, le operazioni e la reportistica ambientale attraverso i nove marchi globali di compagnie di crociera, e supervisionare l’impegno a livello aziendale per la conformità ambientale, l’eccellenza e la leadership.
Donald è anche responsabile dello sviluppo e della gestione continua dell’Operazione Oceans Alive, il programma di impegno e gestione ambientale della società, lanciato ufficialmente nel 2018. Progettato per promuovere una cultura di trasparenza, apprendimento e impegno all’interno Carnival Corporation, Operation Oceans Alive garantisce che i dipendenti ricevano educazione ambientale, formazione e supervisione, come parte del costante impegno dell’azienda a proteggere gli oceani, i mari e le destinazioni in cui opera.
Negli ultimi due anni, in qualità di vicepresidente della conformità ambientale aziendale, Donald svolge un ruolo fondamentale nel condurre iniziative di conformità ambientale, tra cui il miglioramento delle procedure, lo sviluppo della formazione, l’installazione di apparecchiature, il miglioramento dei processi di audit e l’implementazione di programmi multipli che migliorano le operazioni relative alla conformità ambientale, operazioni e impegno.
“Mi sento fortunato ad aver lavorato con Chris negli ultimi anni in diversi ruoli legati alla conformità e alla sicurezza ambientale”, ha affermato Bill Burke, ufficiale marittimo capo per Carnival Corporation. “Chris ha svolto un ruolo chiave di leadership nell’aiutarci a promuovere ulteriormente il nostro impegno a proteggere e preservare gli oceani, i mari e le destinazioni che visitiamo in tutto il mondo. In questa capacità estesa, sono fiducioso che continuerà a guidare con successo i nostri sforzi in corso per essere proattivi amministratori del nostro ambiente e migliorare le nostre operazioni con un’attenzione incessante alla conformità ambientale, all’eccellenza e alla leadership “.
Da quando si è unito Carnival Corporationnel 2007, Donald ha ricoperto una serie di ruoli con crescente responsabilità, tra cui posizioni a supporto dello sviluppo delle politiche aziendali, audit interni e indagini. In precedenza ha ricoperto il ruolo di direttore senior per la sicurezza e la sicurezza sul lavoro e direttore della politica di sicurezza, concentrandosi sul miglioramento dei sistemi di prevenzione, rilevazione e soppressione degli incendi dell’azienda.
Donald ha iniziato la sua carriera come ingegnere navale nel 1997, prestando servizio in mare per 10 anni, inclusi incarichi di ingegneria presso ExxonMobil, Windstar Cruises e Carnival Corporation’s Marchio Holland America Line. Dal 2007, Donald ha ricoperto diverse posizioni dirigenziali a terra nei settori della salute, dell’ambiente, della sicurezza e della conformità.
Donald è membro del Società di conformità ed etica aziendale(SCCE). Ha conseguito una laurea in ingegneria navale presso Glasgow College of  Nautical Studies nel Scozia.

Costa Crociere Foundation e Sahara Forest Project

Nuovo accordo per promuovere l’agricoltura sostenibile nel deserto della Giordania
Per la prima volta gli ospiti delle navi di Costa Crociere e AIDA Cruises che faranno scalo nel porto giordano di Aqaba avranno la possibilità di gustare piatti preparati con ortaggi coltivati nel deserto utilizzando acqua marina ed energia solare. L’iniziativa contribuirà a rivegetare le aree desertiche della Giordania.

Arendal, 13 agosto 2019 – Il Gruppo Costa, compagnia crocieristica leader in Europa, attraverso la sua Costa Crociere Foundation, collaborerà con la Sahara Forest Project Foundation per sviluppare ulteriormente l’innovativo progetto di rivegetazione del deserto della Giordania attraverso tecnologie sostenibili.
L’accordo di partnership è stato siglato oggi da Lars Myren, Presidente di Sahara Forest Project Foundation, e Michael Thamm, Amministratore Delegato del Gruppo Costa e Carnival Asia, a bordo della nave storica Statsraad Lehmkuhl in occasione di Arendalsuka, il principale forum politico ed economico della Norvegia che si tiene ogni anno nella città di Arendal.
Il Sahara Forest Project – inaugurato nel settembre 2017 con il patrocinio di Sua Maestà il Re Abdullah II di Giordania e il Principe ereditario Haakon di Norvegia – ha come obiettivo quello di rendere coltivabili le aree desertiche e creare opportunità di lavoro per le popolazioni locali, tramite la produzione di cibo, acqua ed energia pulita, sfruttando l’acqua marina e l’energia solare come principali fonti.
La collaborazione tra Sahara Forest Project Foundation e Costa Crociere Foundation rappresenta un concreto passo avanti per lo sviluppo ulteriore del progetto in Giordania. Il supporto del Gruppo Costa – tramite i suoi brand Costa Crociere e AIDA Cruises – contribuirà a raggiungere l’obiettivo di espandere l’attuale struttura gestita da Sahara Forest Project Foundation sino a un’estensione commerciale di 20 ettari, con conseguenti benefici ambientali: ogni ortaggio prodotto assorbirà infatti anidride carbonica dall’atmosfera e la immagazzinerà nei terreni rivegetati. Un’iniziativa che si coniuga perfettamente con l’impegno più ampio del Gruppo Costa per l’innovazione sostenibile e la creazione di valore condiviso, nonché con la missione della Costa Crociere Foundation di promuovere il miglioramento sociale e ambientale.
Una parte rilevante dell’accordo è relativa al coinvolgimento degli ospiti delle navi di Costa e AIDA.  Gli ospiti delle due compagnie che sceglieranno una crociera con scalo ad Aqaba avranno la possibilità davvero unica di gustare, per la primissima volta al mondo, almeno dieci diversi tipi di ortaggi ecocompatibili, coltivati nel deserto giordano utilizzando energia solare e acqua di mare. Gli Executive Chef di Costa e AIDA utilizzeranno infatti questi ortaggi per creare ricette speciali che ne esaltino il gusto e la qualità.
Il Sahara Forest Project è molto orgoglioso di unire le forze con un leader globale nel settore del turismo. Il nuovo accordo a lungo termine per la fornitura di ortaggi alle navi Costa e AIDA aprirà la strada non solo per un’espansione del nostro progetto in Giordania, ma aumenterà anche la consapevolezza internazionale sulla necessità di sviluppare soluzioni innovative per combattere il riscaldamento globale e creare posti di lavoro nelle aree desertiche.” – ha dichiarato Myren, Presidente di Sahara Forest Project. “Nel 2050 ci saranno quasi 10 miliardi di persone sul pianeta che avranno bisogno di cibo, acqua ed energia pulita prodotti in modo sostenibile. Per questo è urgente sviluppare progetti che siano rispettosi dell’ambiente e garantiscano lo sviluppo sociale ed economico, dimostrando che è possibile abbandonare le attuali pratiche agricole, che utilizzano tradizionalmente l’80% delle scarse risorse idriche in molti paesi con problemi di siccità e generano il 25% delle emissioni di CO2″, ha aggiunto Myren.
Siamo orgogliosi di poter dare il nostro contribuito a un progetto così innovativo come quello di Sahara Forest Project Foundation, che potrebbe servire da modello in futuro per la coltivazione sostenibile nelle aree desertiche.” - ha dichiarato Michael Thamm, Amministratore Delegato del Gruppo Costa e Carnival Asia. “Grazie a questo accordo serviremo ai nostri ospiti ortaggi coltivati in modo da combattere la desertificazione delle terre e creare opportunità di lavoro per la popolazione locale; si tratta di un’iniziativa che si sposa con la nostra strategia di sviluppo sostenibile e il nostro impegno concreto per un pianeta più verde.  Il Gruppo Costa è leader nel settore delle crociere in materia di sostenibilità, come dimostrato dall’introduzione, all’inizio dell’anno in corso, della prima nave da crociera al mondo alimentata a gas naturale liquefatto, oltre ai significativi investimenti fatti per l’utilizzo di energia elettrica da terra e per altre tecnologie all’avanguardia per un futuro a emissioni zero”.
Attualmente Sahara Forest Project Foundation gestisce un centro di 3 ettari, situato 12 chilometri a nord del porto di Aqaba, che utilizza serre raffreddate con evaporazione di acqua salata, pannelli a energia solare e diverse tecniche per la rivegetazione all’aperto di terreni aridi. I governi di Giordania e Norvegia, la Commissione dell’Unione Europea e USAID (United States Agency for International Development) sono stati sinora i principali finanziatori e sostenitori di questa struttura avveniristica.
Da ottobre 2019 a ottobre 2020, quattro navi Costa (Costa Mediterranea, Costa Victoria, Costa Diadema e Costa Deliziosa) e quattro navi AIDA (AIDAvita, AIDAbella, AIDAprima e AIDAblu) visiteranno Aqaba, per un totale di 20 scali, portando oltre 45.000 ospiti.
Sahara Forest Project
La Sahara Forest Project Foundation è una fondazione non-profit norvegese istituita per promuovere l’innovazione e lo sviluppo sostenibili e redditizi di tecnologie ambientali nei settori alimentare, idrico ed energetico. Gli elementi chiave della tecnologia di SFP sono un’infrastruttura di acqua salata combinata con energia solare, coltivazione in serra e produzione di cibo e biomassa all’aperto. Il Sahara Forest Project sta attualmente gestendo un piccolo centro di coltivazione ad Aqaba, in Giordania, e sta lavorando alla realizzazione di una grande fattoria nel deserto di dimensioni commerciali.

Trasportata in elicottero donna con urgenza medica da Ischia a Castellammare di Stabia

Castellammare di Stabia, 13 agosto 2019 – Momenti concitati questa mattina nel porto di Castellammare di Stabia dove, a seguito di una chiamata d’emergenza del servizio 118, la Sala Operativa della locale Capitaneria di porto ha attivato immediatamente le procedure di sicurezza previste per l’utilizzo della elisuperfice presente nel sorgitore stabiese.
Nello specifico si è reso necessario il trasposto urgente dall’Isola di Ischia, dove si trovava in vacanza, tramite elicottero del 118, di una donna in stato interessante, per urgenti accertamenti medici per il successivo ricovero -tramite ambulanza- nel locale ospedale.
Tutte le operazioni di atterraggio, trasbordo dall’ambulanza e decollo sono avvenute nella cornice di sicurezza necessaria sotto il coordinamento della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, supportata dai Vigili del Fuoco.
“L’operazione di evacuazione coordinata dalla Guardia Costiera Stabiese ha dimostrato l’importanza di applicare senza ritardo e in sicurezza tutte le procedure previste per un caso del genere. Anche per questo motivo è nostra quotidiana premura fare in modo che l’elisuferfice presente nel porto sia sempre libera e praticabile immediatamente, per fronteggiare eventuali emergenze non programmabli, sanzionando anche con la rimozione forzata le autovetture che occupano abusivamente gli spazi portuali necessari per le procedure di emergenza”, sono state le dichiarazioni del Comandante della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, Capitano di Fregata (CP) Ivan SAVARESE.

Genova. “Ferragosto Sicuro” con la Guardia Costiera

Presenza in mare e lungo i litorali rafforzata per garantire  la massima prontezza di intervento 
Genova, 15 agosto 2019 – Nel corso della giornata di Ferragosto 2019, in previsione del consueto picco di presenze di bagnanti e diportisti lungo le coste, la Guardia costiera ha disposto un assetto operativo rinforzato per garantire la massima capacità di intervento a mare, nei porti e lungo tutto il litorale della Liguria. Il programma di vigilanza e pattugliamento aeronavale – specificamente rivolto alla tutela della sicurezza in mare, della corretta fruibilità degli arenili e dell’ambiente marino – prevede una diffusa presenza di uomini e mezzi lungo gli oltre i 330 km di litorale della Liguria e nel tratto di mare di 12.842 km2 prospiciente le sue coste. Oltre 40 mezzi schierati, tra elicotteri, unità navali specializzate nella ricerca e soccorso (SAR) e mezzi nautici minori, che saranno impiegati per pattugliare l’area di competenza, dal fiume Magra fino al confine di Stato e sul Lago Maggiore. Un impegno tangibile da parte della Guardia costiera che rappresenta l’apice dell’operazione “Mare Sicuro” che, oramai da 28 anni, esprime la vocazione del Corpo a garantire la sicurezza della navigazione e la salvaguardia di bagnanti, diportisti e subacquei. Un impegno che quest’anno ha avuto avvio sin dal 1° giugno, anticipando il tradizionale inizio nel primo giorno dell’estate, e terminerà il prossimo 15 settembre. Lo stesso Comandante regionale, Ammiraglio Ispettore (CP) Nicola Carlone, rimarcando il particolare impegno profuso dai propri militari nella giornata di ferragosto, culmine della stagione balneare e momento di svago per molti, nel corso della giornata ha fatto visita alle Capitanerie di porto della Spezia, Genova, Savona e Imperia che, assieme agli altri uffici regionali e il presidio sul Lago Maggiore intendono garantire, grazie alla capillare distribuzione sul territorio, vicinanza a turisti e operatori, nonché rapida risposta ad ogni esigenza in mare. A coadiuvare i Comandanti degli uffici marittimi della Liguria ci saranno oltre 150 donne e uomini della Guardia costiera, chiamati a monitorare in particolare il corretto esercizio delle attività diportistiche e balneari. In considerazione, della crescente affluenza nei siti balneari, la Guardia costiera fa appello alla prudenza ed al buon senso di tutti coloro i quali decideranno di trascorre una giornata di mare lungo i litorali di giurisdizione. Per ogni evenienza, infine, si ricorda che la Guardia costiera della Liguria è contattabile telefonicamente tramite il Numero Unico d’Emergenza 112 ovvero al Numero Blu 1530.***

Affondamento unità da diporto: Salvati dalla Guardia Costiera di Castellammare di Stabia 9 persone di cui due bambini piccoli

Castellammare di Stabia, 18 agosto 2019 – A poche ore dall`intervento della Guardia Costiera di Capri , che ha tratto in salvo 5 persone (3 adulti e 2 bambini) nel tratto di mare tra Massa Lubrense e Capri, ennesimo salvataggio nel tardo pomeriggio di ieri da parte della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, che con un intervento in extremis e` riuscita a salvare 9 persone tra cui due bambini piccoli che ormai si trovavano in serio pericolo di vita.
Un natante da diporto in navigazione da Capri verso Castellammare di Stabia con a bordo nove passeggeri (di cui 2 bambini di uno e sette anni), in prossimità di Punta Campanella, precisamente a pochi metri dalla scogliera di Punta Baccoli nel comune di Massa Lubrense, ha interrotto la navigazione a causa di un improvviso imbarco d’acqua e malfunzionamento della pompa di sentina, causando il repentino affondamento della stessa. Sul posto i passeggeri sono stati subito assistiti dalle altre imbarcazioni presenti in zona, ma all`improvviso l`utita` ha iniziato ad affondare.
In zona si trovava, per attivita` di pattugliamento nell` Area Marina Protetta di Punta Campanella, il personale del battello pneumatico GC A-56 della Capitaneria di portoGuardia Costiera di Castellammare di Stabia che, prontamente, prima che accadesse il peggio, accorreva in soccorso ai diportisti che, con non poche difficoltà a causa delle forti onde che si infrangevano sulla scogliera, procedevano al trasbordo degli occupanti sul battello.
Dopo pochi secondi l’unità, con la poppa completamente sommersa, affondava rapidamente arenandosi sul fondale. Gli ultimi due occupanti ancora a bordo, gettatisi in mare, venivano prontamente recuperati dal mezzo militare. Accertate le buone condizioni di salute dei naufraghi, molto scossi e spaventati, il personale dirigeva verso il porto di Castellammare di Stabia dove, ad attenderli, erano presenti i militari della Capitaneria di Porto che li hanno tranquillizzati e rifocillati.
Dopo aver provveduto ad eseguire la diffida per la rimozione immediata del relitto al proprietario dello stesso, nel frattempo sopraggiunto al porto di Castellammare di Stabia, e` stata aperta un’inchiesta da parte del personale della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia per accertare le cause dell’affondamento.
Solo tanto spavento per fortuna, per un evento che poteva avere conseguenze molto piu` gravi e irreparabili, anche per la presenza a bordo di minori molto piccoli.

D’Amico International Shipping: firmato accordo per la vendita della MT GLENDA Megan

Lussemburgo – 16 agosto, 2019 – d’Amico International Shipping S.A. (Borsa Italiana: DIS.MI) (la “Società” o “DIS”), società leader a livello internazionale nel trasporto marittimo, specializzata nel mercato delle navi cisterna, rende noto che GLENDA International Shipping d.a.c. (“GIS”), una società in joint venture con il Gruppo Glencore e partecipata al 50% da d’Amico Tankers d.a.c. (Irlanda) (“d’Amico Tankers”), ha firmato un accordo per la vendita della MT GLENDA Megan (la “Nave”), una nave ‘MR’ di portata lorda pari a 47,147 tonnellate e costruita nel 2009 presso Hyundai Mipo per un importo pari a US$ 19,0 milioni.  Questo accordo consente a GLENDA International Shipping di generare circa US$ 8,1 milioni di cassa, al netto delle commissioni e del rimborso del debito esistente.
Ad oggi, la flotta DIS comprende 49,5 navi cisterna a doppio scafo (MR, Handysize e LR1, di cui 23 navi di proprietà, 17,5 a noleggio e 9 a noleggio a scafo nudo. DIS ha un’ulteriore nave in gestione commerciale), con un’età media relativa alle navi di proprietà e a noleggio a scafo nudo pari a 6,4 anni. d’Amico Tankers ha inoltre contratti in essere con Hyundai Mipo Dockyard Co. Ltd per la costruzione di 1 nuova nave cisterna LR1 (Long Range), con consegna prevista nel terzo trimestre del 2019.Paolo d’Amico, Presidente e Amministratore Delegato di d’Amico International Shipping, ha dichiarato: “Sono lieto di annunciare che GLENDA International Shipping, la nostra joint venture con il Gruppo Glencore, controllata al 50% da d’Amico Tankers, venderà una delle sue sei navi, generando un effetto di cassa positivo pari a circa 8,1 milioni di dollari per la joint venture stessa. La vendita di questa nave, costruita nel 2009, è coerente con la nostra strategia di lungo termine che mira ad operare una flotta molto giovane, flessibile, efficiente ed ecologica. A seguito di questa cessione, il 65% delle nostre navi di proprietà o in bareboat già in acqua o ancora in ordine, sarà ‘Eco’ e questo ci posiziona favorevolmente per il prossimo ciclo positivo di mercato, che sarà influenzato anche dagli impatti delle nuove regolamentazioni ‘IMO 2020’. Al contempo, questa transazione rafforzerà il nostro bilancio e la nostra posizione di liquidità”

AIDA Cruises e Corvus Energy annunciano una nuova collaborazione per promuovere l’alimentazione elettrica nel settore crocieristico

Rostock, 20 agosto 2019 – , marchio tedesco del Gruppo Costa, la compagnia di crociere leader in Europa, e Corvus Energy, il principale fornitore mondiale di batterie marine con sede in Norvegia, hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per l’installazione di sistemi di accumulo di energia agli ioni di litio a bordo della flotta AIDA. L’avvio delle operazioni sulla prima nave AIDA è previsto nel 2020.
Michael Thamm, Amministratore Delegato del Gruppo Costa e di Carnival Asia, ha dichiarato:
Il nostro obiettivo finale è arrivare ad avere navi da crociera a emissioni zero. L’alimentazione elettrica è un altro importante traguardo verso questo obiettivo. Grazie alla collaborazione con Corvus Energy, già entro pochi mesi AIDA Cruises lancerà questa tecnologia innovativa su una grande nave da crociera.”
L’azienda norvegese-canadese Corvus Energy è uno dei più importanti fornitori di batterie nel settore marittimo ed è considerata un pioniere nello sviluppo di sistemi di accumulo dell’energia a bordo delle navi. Anche le aziende ABB e Siemens saranno partner del progetto.
A pochi mesi dalla consegna della prima nave da crociera alimentata a gas naturale liquefatto (LNG), AIDA Cruises sta quindi lavorando a un ulteriore miglioramento della propria flotta attraverso l’utilizzo di energia elettrica proveniente da sistemi di accumulo a batterie installati a bordo. Grazie all’utilizzo di questa tecnologia, il consumo di combustibili fossili sarà ulteriormente ridotto e l’efficienza operativa delle navi crescerà in modo significativo. L’esperienza che sarà maturata con questo progetto pilota sulla prima nave AIDA servirà per un ulteriore sviluppo dei sistemi a batterie sulle altre navi della flotta di AIDA Cruises e di Costa Crociere.
L’introduzione delle batterie rappresenta un altro passo importante nell’implementazione della “Green Cruising Strategy” di AIDA. A fine 2018 è entrata in servizio AIDAnova, la prima nave da crociera al mondo alimentata, sia in porto che in navigazione, a LNG, combustibile che garantisce un livello di emissioni molto basso. Solo alcuni giorni fa AIDA Cruises ha ottenuto il “Blue Angel”, la certificazione di qualità del Governo Federale Tedesco, che ha premiato l’innovazione in materia di salvaguardia ambientale della nuova ammiraglia AIDAnova. Entro il 2023 saranno consegnate altre due nuove navi AIDA alimentate a LNG.
AIDA Cruises è inoltre all’avanguardia nel settore crociere in molte altre aree relative alla riduzione delle emissioni. Già alla fine del 2020, dodici delle quattordici navi della flotta AIDA saranno in grado di ricevere energia elettrica da terra, nei porti dove sarà disponibile. Dal 2017 AIDAsol utilizza regolarmente energia elettrica proveniente dall’impianto di Amburgo-Altona. Nell’ambito della sua “Green Cruising Strategy”, AIDA sta anche esplorando la possibilità di una produzione di gas liquefatto da fonti rinnovabili priva di CO2 (progetto “Power to Gas”) o l’introduzione di celle a combustibile sulle navi da crociera. Il primo test sull’utilizzo delle celle a combustibile è previsto già nel 2021 a bordo di una nave AIDA, in collaborazione con il cantiere navale Meyer Werft e altri partner.
 

Operazione Mare Sicuro: effettuati 300 controlli a vario titolo dalla Guardia Costiera

Termoli, 19 Agosto 2019 – Si è conclusa una settimana di intensa attività per il personale militare della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera impiegato presso la Delegazione di Spiaggia delle Isole Tremiti, per il susseguirsi di una serie di eventi.
Sono stati infatti oltre 300 i controlli effettuati a vario titolo per pesca, diporto, demanio, traffico navale e mercantile, ambientale ed archeologico in relazione ai diversi compiti di istituto del personale della Guardia Costiera che in mare si è avvalso dell’apporto di 2 gommoni il GC A77 modello Hurrican, ed il GC B34.
L’intensa attività ha consentito ai numerosissimi turisti presenti di godersi appieno il periodo di vacanza in corrispondenza con l’apice dell’estate che è rappresentato dal Ferragosto.
Di particolare rilevanza sono state le attività si soccorso e salvataggio in mare con le oltre 30(trenta) persone assistite su imbarcazioni in avaria, così come la vigilanza nelle acque della Area Marina Protetta ha portato ad effettuare oltre 100 controlli ad unità da diporto (imbarcazioni e natanti) ed a comminare 20(venti) sanzioni amministrative per un totale di oltre 12.000 Euro contestati a conduttori privi di certificazione, unità non conformi o sprovviste di dotazioni di sicurezza, soggetti illegittimamente entrati in zone senza il possesso dell’autorizzazione rilasciata dall’Ente Parco Nazionale del Gargano (ente gestore della riserva marina), sono solo alcuni dei comportamenti illeciti opportunamente sanzionati a termini di legge.
I servizi della Delegazione di Spiaggia delle Isole Tremiti saranno mantenuti elevati anche nel prosieguo della stagione al fine di consentire una serena fruizione a tutti gli utenti del mare (bagnanti e diportisti) ai quali si rammenta il rispetto delle regole/consigli utili (allegati).
Si ricorda, infine, che in caso di emergenza in mare è sempre attivo su tutto il territorio nazionale il “NUMERO BLU 1530”, un servizio gratuito per il cittadino, grazie al quale è possibile comunicare con il Comando della Capitaneria di Porto più prossimo alla località da cui avviene la chiamata di emergenza, anche se effettuata da telefonia mobile.
 

Dal 23 al 29 settembre a Salerno il XX Raduno Nazionale della “famiglia marinara italiana”

L’A.N.M.I. (Associazione Nazionale Marinai d’Italia), con il prezioso supporto della Marina Militare, della Regione Campania e del Comune di Salerno, ha organizzato il XX RADUNO NAZIONALE della “famiglia marinara italiana” dal 23 al 29 settembre a Salerno.
Domenica 29 settembre 2019, dalle ore 10:30, più di diecimila Soci, studenti degli istituti nautici italiani, reparti in armi della Marina e di altre Forze Armate/Enti dello Stato che operano sul mare, defileranno sul lungomare davanti al palco delle Autorità partendo da Piazza della Concordia di Salerno. Sarà questo l’evento conclusivo del Raduno Nazionale che prevede, in quella settimana, una serie di concerti, convegni, concorsi, manifestazioni di protezione civile a carattere marinaresco già a partire da martedì 24 settembre. Il programma dettagliato degli eventi sarà riportato nel successivo Comunicato Stampa.
A fare da cornice all’evento, la Marina Militare aprirà alla popolazione alcune Unità Navali di ultima generazione, ma a impreziosire la circostanza sarà la presenza della nave scuola “Amerigo Vespucci”, il veliero più bello del mondo. Inoltre, per l’occasione verranno allestite una mostra storica, una mostra del trentennale della Componente aerotattica imbarcata e una mostra di pittori di Marina a Palazzo Fruscione. Alla Stazione Marittima, a favore dei curiosi e degli interessati, verrà allestito un info desk assieme a una esposizione di modellini navali, al simulatore della plancia di nave Bergamini, al simulatore di barca a vela, mentre a piazza Sedile di Porta Nuova ci sarà il Centro Mobile Informativo della Marina Militare.
Venerdì 20 settembre, alle ore 10.30, presso il Salone dei Marmi del Palazzo Comunale il Dottor Francesco Giorgino (RAI-TG1) sarà il moderatore della conferenza stampa di apertura della “settimana del mare” dedicata a questo grande evento.