Musolino ha approvato il bilancio dell’AdSP 2019, e via libera agli escavi

Venezia, 08 ottobre 2020. Il Commissario Straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale Pino Musolino ha approvato oggi il Rendiconto Generale per l’esercizio 2019 dell’Ente. L’approvazione è avvenuta a seguito dell’emanazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del Decreto n.434 del 02 ottobre 2020 con il quale viene integrazione il comma 2 dell’art. 2 del decreto n. 332/2020 attribuendo così al Commissario stesso, fino al ripristino degli ordinari organi di vertice, i poteri indicati dall’art. 9, comma 5, lettera c) della legge n. 84 del 28 gennaio 1994.
Una decisione assunta a seguito della valutazione positiva espressa dallo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del Bilancio dell’Autorità di Sistema Portuale 2019 il 23 luglio 2020 che ha ribadito la piena regolarità tecnica e contabile del documento.
Con l’approvazione del Bilancio, bloccata dai Rappresentanti della Città Metropolitana di Venezia Fabrizio Giri e della Regione del Veneto Maria Rosaria Campitelli da cui era scaturito, ex-lege, il Commissariamento dell’Ente, sarà ora possibile attingere a risorse necessarie per lo sviluppo della portualità veneta.
È anche in virtù di tale approvazione che il Commissario Straordinario ha potuto siglare oggi l’approvazione definitiva per l’escavo del Canale Malamocco-Marghera a quota PRP nel tratto compreso fra il Bacino di evoluzione 3 e San Leonardo. Un intervento che, unito al recente accordo raggiunto con il PIOPP per il conferimento di oltre 500.000 mc di fanghi presso l’Isola delle Tresse, consentirà di risolvere i problemi di accessibilità nautica ai Porti di Venezia e Chioggia.
Infine, nella giornata odierna, in attuazione alle previsioni normative definite dal DL Rilancio, successivamente convertito in legge, il Commissario Straordinario ha informato le Imprese portuali non concessionarie autorizzate all’esercizio di operazioni portuali ai sensi dell’art. 16 della legge 84/94 – nella fattispecie VE.PORT S.r.l., GM SERVICE S.r.l. e GEODEM-AMBIENTE S.r.l. –  della possibilità di avvalersi di una proroga di un anno per l’esercizio delle attività previste posticipando peraltro il versamento del canone annuale dal 31/12/2020 al 31/12/2021.
 

L’innovativa “Light Bridge Console” in versione Captain Chair equipaggia l’ammiraglia Benetti Oasis 40M al salone di Genova

Il sistema è considerato un plus di design costruttivo ed ingegneristico oltre ad una delle più importanti innovazioni del rivoluzionario modello Benetti Oasis 40M
L’idea si è concretizzata grazie ad un design di assoluto prestigio realizzato da Seastema, che prevede due coniugazioni di console: la “Light Bridge Console” installata sul modello Diamond 145 e la “Light Bridge Captain Chair” installata sul modello Oasis 40M. In entrambe le soluzioni è stata utilizzata la fibra di carbonio al fine di ottenere una struttura sottile e leggera con grande resistenza e silenziosità. Lo sviluppo dei due progetti è stato possibile grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie software per l’integrazione dei sistemi messe a punto da Seastema attraverso la piattaforma SEASYacht con tecnologia MPEV (Marine Portale EVolution) di ultima generazione per la realizzazione dell’interfaccia operatore.
Con il modello Oasis 40M, la console di plancia lascia il posto a due piccole “penisole”, assimilabili ai braccioli della “Captain Chair”, che lasciano completamente aperta la visuale del comandante verso il mare.
Il primo importante risultato di questo progetto è installato sulla “First of Class” del modello Diamond 145 consegnata a luglio con grande soddisfazione del cliente e del cantiere.
Il sistema elettronico di comando e controllo è lo stesso, con importanti caratteristiche:
soluzione tecnologicamente avanzata e certificata per minimizzare l’elettronica ed i comandi presenti; software di interfaccia uomo macchina realizzato con le ultime tecnologie grafiche disponibili con Windows 10; attivazione delle applicazioni tramite software utilizzando le infrastrutture di rete (non switch KVM) e quindi minimizzando cablaggi ed hardware installato; sensori di navigazione connessi in rete per una gestione integrata e centralizzata; installazione della console di tipo “Plug & Play” con tempi molto rapidi di messa in servizio e semplificazione delle manutenzioni. Ordinato a luglio 2019, il primo sistema è stato realizzato e consegnato in un anno.
L’installazione, il cablaggio e l’avviamento della console è avvenuto in pochi giorni, dimostrando la caratteristica annunciata di sistema “Plug and Play”.
Il sistema prevede una Navigazione di tipo integrato con radar in banda X e cartografia elettronica certificati, cartografia turistica, conning display Seastema, log ed echo sounder di tipo certificato, AIS, DGPS, comunicazioni GMDSS di classe REG-Code.
Queste console di plancia sono rivoluzionarie e innovative in quanto consentono di liberare volumi nel locale e scoprire la visuale verso prua, con un design sottile e leggero, esteticamente gradevole e tecnologicamente all’avanguardia. Lo scopo è quello di trasformare il locale di plancia in uno spazio vivibile, proteso verso il mare e che offra nuove opportunità di sviluppo architettonico prima impensabili.
 

MSC Sena ormeggia per la prima volta al Terminal Container di Calata Bettolo

La nave proveniente dal Mar Nero arriverà a Genova per la prima volta il prossimo 12 ottobre inaugurando l’operatività del terminal ligure.
Ginevra, Genova 9 ottobre 2020 – Arriverà a Genova il prossimo 12 ottobre, MSC Sena è la nave portacontainer del Gruppo MSC che avrà l’onore di inaugurare l’operatività del nuovo Terminal Container di Calata Bettolo.
MSC Sena (202 metri di lunghezza, 32 metri di larghezza per 2500 Teus di capacità massima) giungerà a Genova carica di container provenienti dal Mar Nero dopo aver percorso il suo itinerario partito lo scorso 28 settembre da Costanza (Romania) per poi toccare Novorossiysk (Russia), i porti dello stretto del Bosforo, la Turchia e porti greci, compreso il Pireo. La nave dovrebbe partire da Genova il 13 ottobre, carica di container in export, e proseguire verso Gioia Tauro, in Italia, diretta verso il Mar Nero.
Il Terminal Container di Calata Bettolo, l’importante progetto infrastrutturale, attraverso la sua affiliata TIL situato nel Bacino di Sampierdarena che fa capo al Gruppo MSC, avvia così la sua piena operatività confermando la centralità e l’importanza del porto ligure nelle strategie del Gruppo e rilanciando l’importanza dell’Italia come piattaforma di traffici.
Per la prima fase di operatività, il terminal oggi è strutturato su un banchinamento di 380 metri, con 17 metri di profondità e può contare su 9 ettari di superficie di cui 7 dedicati alla movimentazione dei container per una capacità massima di 150 mila teu/anno. Il terminal è già equipaggiato delle migliori tecnologie per poter accogliere – ad oggi – navi fino a 9.000 teus tra cui 3 Mobile Harbor Cranes, 3 Reach Stackers, 2 Empty Container Handlers, 3 Rubber Tire Gantry cranes, 10 Terminal Tractors.
Per rendere operativo il terminal nel 2020 la compagnia ha già effettuato 70 nuove assunzioni di personale che garantirà l’operatività del terminal tutto l’anno 24h/24 cui si aggiunge l’operatività della professionalità della Compagnia lavoratori portuale genovese.
Una volta completati i lavori si prevede un ulteriore sostanziale sviluppo e ampliamento del terminal che potrà accogliere ancora maggiori traffici in import e in export.

Inaugurata la sala Confitarma a Palazzo Bernotti

Roma, 10 ottobre 2020 –  Il 9 ottobre, a Livorno, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione della sala Confitarma nel Palazzo Bernotti, presso l’Accademia Navale Livorno alla presenza del C.Amm. Flavio Biaggi, Comandante dell’Accademia Navale e dell’Amm.Sq. Enrico Credendino, Comandante delle Scuole della Marina Militare, nonché di Stefano Corsini, Presidente presso Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno
settentrionale, Massimo Deiana, Presidente dell’Autorità portuale della Sardegna, Antonio Errigo, Vice Direttore Generale ALIS, Maria Gloria Giani, Presidente Propeller di Livorno, Ettore Incalza e Ugo Patroni Griffi, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.
Confitarma è stata rappresentata dal Direttore generale, Luca Sisto, e dal Consigliere Confederale, Fabrizio Vettosi.
Successivamente, si è svolto il Convegno organizzato dal Propeller Club di Livorno, con il keynote speach del Prof Carlo Cottarelli, interventi di rappresentanti del settore marittimo portuale e le conclusioni dell’Amm. Isp. Giovanni Pettorino, Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto.
Luca Sisto, nel suo intervento, ha sottolineato che le navi svolgono un ruolo fondamentale per consentire al sistema portuale di essere il fulcro della resilienza del sistema economico produttivo.
“Gli armatori hanno una prospettiva diversa: guardano il porto dal mare. Durante il lockdown, le navi e i porti (l’ordine non è casuale!) – ha affermato il Direttore generale di Confitarma – non si sono mai fermati consentendo al Paese di superare un periodo difficilissimo. Sarà sempre così anche in futuro”.
“Siamo coscienti della complessità della governance portuale e della difficoltà del lavoro delle Amministrazioni centrali e delle Autorità di Sistema e proprio per questo riteniamo che la conferenza dei Presidenti sia l’organo giusto: non può essere un organo autoreferenziale ma deve essere guidato in maniera sapiente, per dare alla politica portuale quella visione organica di cui c’è un assoluto bisogno.
Se i porti fanno parte del sistema marittimo nazionale, allora la loro governance non può prescindere dal coinvolgimento dell’armamento nazionale come co-protagonista”.
Accennando ai risultati ottenuti da Confitarma nell’ambito dei recenti decreti del Governo, grazie anche all’attenzione della Ministra De Micheli, Luca Sisto ha rilevato che, nonostante lo shipping sia parte essenziale della catena logistica, non viene avvertita allo stesso modo per questo settore la preoccupazione su come fare per recuperare valore economico e strategico “Dobbiamo tenerci strette le eccellenze dello shipping italiano che sono tante e che portano valore.
Nella UE siamo ai vertici anche per numero di marittimi”. In ogni caso, ha concluso Luca Sisto “de-burocratizzazione, digitalizzazione e sostenibilità ambientale sono i tre grandi temi del prossimo futuro, strettamente correlati tra loro.
“Il nostro settore rappresenta un’infrastruttura resiliente, cioè capace di dimostrare vitalità anche in momenti di downturn come la dirompente pandemia che ci ha colpito – ha affermato Fabrizio Vettosi, managing director VSL Club S.p.A e Consigliere Confitarma – ed è per questo che va alimentato e sostenuto finanziariamente, considerando infrastruttura non solo la componente portuale ma anche quella armatoriale. Sui porti, oltre alla ben nota problematica concernente il funzionamento della Conferenza di Coordinamento delle AdSP, andrebbe fatta chiarezza e data certezza su tutto l’impianto che regola le concessioni al fine di attirare l’interesse degli investitori istituzionali”.
 

Il cluster della logistica e dei trasporti sostiene la piena applicazione della riforma portuale

Completamento della cornice normativa, superamento delle procedure inefficaci e introduzione di nuove metodologie di pianificazione efficace per il sistema portuale italiano.
Il webinar organizzato dall’AdSP veneta mette a confronto Confindustria, Confetra e Federlogistica Conftrasporto.

Venezia, 15 ottobre 2020A quattro anni dall’avvio della riforma del sistema portuale italiano, realizzata con l’entrata in vigore del D.Lgs 169/2016 e successivi correttivi, l’Autorità di Sistema Portuale veneta ha deciso di fare il punto sullo stato dell’arte dell’evoluzione amministrativa dei porti italiani coinvolgendo in un webinar tecnico alcuni soggetti chiave della logistica e dei trasporti in ambito nazionale.
L’incontro, svoltosi stamane a distanza, ha visto il coinvolgimento di Natale Mazzuca Vice Presidente di Confindustria con delega all’Economia del Mare, Luigi Merlo Presidente di Federlogistica Conftrasporto, Guido Nicolini Presidente di Confetra e di Pino Musolino Commissario straordinario dell’AdSP del Mare Adriatico Settentrionale.
La conversazione è stata coordinata e moderata da Alessandro Panaro Responsabile Maritime & Energy di SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno.
Il caso veneto ha offerto un utile punto di partenza per la discussione, dato che dopo oltre due anni di duro lavoro si può dire completata l’armonizzazione demaniale e operativa degli scali di Venezia e di Chioggia e ben impostata l’attività di negoziazione con le amministrazioni comunali di riferimento finalizzata alla redazione del DPSS, il Documento di Programmazione Strategica di Sistema che ha il compito di definire gli obiettivi di sviluppo del cluster portuale e che deve strutturare il Piano Regolatore di Sistema Portuale.
I porti veneti, inoltre, hanno permesso di toccare il tema dell’entrata in esercizio del sistema MoSE. I relatori hanno riconosciuto la necessità di attivare al più presto una gestione operativa funzionante 24 ore al giorno e 365 giorni l’anno, del tutto simile a quella in servizio nei porti regolati del nord.
Tale sistema deve permettere di riprogrammare in tempo reale il traffico marittimo in occasione di sollevamento delle paratoie, gestendo la comunicazione con tutti gli operatori portuali e contribuendo a incrementare le performance portuali.
Il confronto ha presto allargato l’obiettivo a tutto il sistema portuale italiano. A questo proposito, i relatori hanno auspicato la tempestiva e piena applicazione della riforma della portualità sotto il profilo normativo, superando quei “bug” insiti nella legge stessa, laddove sono tuttora previste complicate dinamiche nei processi decisionali e dove non si attribuisce una prerogativa nazionale alla funzione portuale, non riconoscendo di conseguenza alle AdSP la potestà di risolvere conflitti tra Stato ed Enti locali e i poteri necessari per sbloccare trattative sulla definizione delle aree di interazione porto-città, o per riavviare le opere di manutenzione del demanio portuale, spesso rallentate da procedure autorizzative troppo farraginose.
“Confindustria ha evidenziato in modo chiaro la rinnovata e concreta attenzione per l’Economia del Mare perché si tratta di un cluster straordinario e trasversale, che da sempre genera ricchezza, occupazione e innovazione, e rappresenta una leva straordinaria per il rilancio del nostro Paese”. Così Natale Mazzuca, Vice Presidente di Confindustria per l’Economia del Mare.
“Quanto al sistema portuale italiano, ha potenzialità uniche ma manca ancora una visione politica unitaria, rimanendo ancorato a logiche localistiche, che occorre superare. La portualità nazionale, per sfruttarne appieno le potenzialità in tutte le sue diverse caratterizzazioni, – prosegue Mazzuca – deve essere infatti vista come un unicum per generare efficienza e forza competitiva. L’economia del mare genera numeri importanti.
Le imprese dell’economia del mare nel 2018 sfiorano le 200 mila unità mentre il valore aggiunto ammonta a 46,7 miliardi di euro, pari al 3,0% del totale dell’economia, ma in termini di produzione diretta e indiretta si arriva a 134,5 miliardi di euro.
La risorsa mare, dunque, è fondamentale per la crescita di tutto il nostro territorio e per questo si fa sempre più necessaria, soprattutto per l’Italia che ha una grande vocazione marittima, la creazione di un Ministero del Mare per poter esprimere al massimo le nostre potenzialità, attraverso un coordinamento unico, che possa fare da volano ad un asset così strategico”.
Luigi Merlo Presidente di Federlogistica Conftrasporto ha dichiarato: “Bisogna dare piena attuazione alla riforma, in particolare al coordinamento nazionale. La nostra portualità per alcuni ambiti rischia di avere una sovracapacità di offerta. Occorre investire molto di più sui collegamenti ferroviari, la digitalizzazione, ma anche sull’adeguamento delle infrastrutture portuali al cambiamento climatico, proprio come il caso di Venezia ci insegna”.
Alla luce del nuovo picco del Coronavirus, il Presidente di Confetra, Guido Nicolini, ha ribadito la richiesta di un tavolo governativo per pianificare la distribuzione di milioni di dosi di vaccino anti influenzale (17 milioni di dosi) e, probabilmente entro l’anno, anche di quello anti Covid (altri 20-30 milioni di dosi). “Il nostro Paese – ha detto Nicolini – non ha mai sostenuto un simile sforzo distributivo, in tale ambito, e sento il dovere di segnalare l’utilità di un qualche tavolo di coordinamento e di raccordo tecnico operativo che coinvolga gestori degli hub logistici, rappresentanze degli operatori, istituzioni. Mi parrebbe un bel modo di ‘fare Sistema Paese’ e prepararsi, in maniera serena ma strutturata e pianificata, a questa importante sfida”.
Secondo il Commissario Straordinario dell’AdSPMAS Pino Musolino:
“La riforma della portualità avrà raggiunto il suo vero obiettivo se metterà finalmente a sistema gli scali italiani, permettendone una pianificazione organica che risponda alle reali esigenze dell’intero Paese, sempre in relazione con i mercati internazionali e nel contesto delle politiche di sviluppo infrastrutturale europee.
Per questo motivo, occorre accelerare sul fronte della connessione dei sistemi portuali alle reti TEN-T, nel caso veneto urge portare a compimento le tratte mancanti dell’AV-AC da Verona a Venezia e della tratta del Brennero.
Nel contempo, le ZLS possono essere un grande acceleratore nella produzione del valore se sono messe in sinergia con le attività portuali. Ma è soprattutto l’adozione di una programmazione scientifica delle attività portuali e dell’allocazione delle risorse che potrebbe fare la differenza nel prossimo futuro.
Qui in Veneto, in collaborazione con il centro studi CGIA di Mestre, abbiamo elaborato una metodologia di analisi e pianificazione che è totalmente replicabile negli altri porti italiani e che può assicurare al decisore politico una fotografia sempre aggiornata delle attività e dei progetti, supportandolo nella definizione delle priorità infrastrutturali e finanziarie.
Sono convinto che questa matrice possa migliorare anche il reperimento delle risorse, garantendo, ad esempio, un più efficace accesso ai Fondi Recovery Fund e Next Generation, e possa contribuire ad avviare una stagione di infrastrutturazione intelligente caratterizzata da una virtuosa corresponsione di ‘quanto’ serve solo ‘dove’ serve”.

Mattioli al Seminario Sipotra “Le concessioni in ambito portuale”

Il 16 ottobre, nel corso del seminario di presentazione del “Rapporto 2019. Le concessioni di infrastrutture nel settore dei trasporti – Le concessioni in ambito portuale” realizzato e promosso da S.I.Po.Tra. (Società italiana di Politica dei Trasporti) in collaborazione con l’AdSp del Mar Ligure Occidentale, Mario Mattioli, presidente di Confitarma, nel suo intervento da remoto, ha affermato:
“È chiaro che per la nave, principale utente del porto, le concessioni dei servizi in ambito portuale rivestono una particolare importanza.
Purtroppo, ancora una volta emerge il fatto che non viviamo in un paese normale, ma in un paese ove a fronte di una sorta di “bulimia” normativa vi è una “anoressia” in tutto ciò che implica il controllo di tutte le che è stato creato.
Il nostro settore è caratterizzato da una forte regolamentazione che spesso crea problemi tra normative nazionali ed europee, europee e internazionali, mentre non ci rendiamo conto che competitività vuol dire anche e soprattutto saper valutare il costa del tempo, nella realizzazione di un’infrastruttura come nella gestione delle navi in porto.
Il settore portuale è purtroppo un esempio di questa anomalia.
Per questo continuiamo a ribadire l’urgente necessità di de-burocratizzazione e di avere un’unica amministrazione che sia in grado di svolgere una regia per questo settore e che si apra il più possibile al dibattito con gli stakeholders.
Noi siamo bloccati e, nonostante il settore marittimo portuale italiano sia fortemente proiettato verso l’estero, come dimostrano le importazioni e le esportazioni che arrivano via mare, non siamo in grado di attrarre investitori stranieri. Ma, d’altra parte, se siamo noi stessi a essere perplessi del funzionamento del nostro sistema, come possiamo pensare di convincere gli stranieri ad investire in Italia….”

Guardia Costiera della Liguria: controlli sulla filiera ittica a tutela del consumatore

Sequestrati molluschi di acqua dolce e specie invasive privi di certificazione sanitaria tra Lombardia, Piemonte e Liguria
Genova, 16 ottobre 2020 – Nei giorni scorsi gli ispettori della Guardia Costiera della Liguria hanno svolto controlli mirati sulla filiera ittica nei territori regionali di Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta e parte occidentale dell’Emilia Romagna, nell’ambito dell’operazione complessa denominata “Mercato Ittico”.
La campagna è stata principalmente finalizzata a verificare il rispetto delle normative nazionali e comunitarie in materia di cattura e commercializzazione di prodotti ittici, nazionali e d’importazione. I controlli hanno interessato i mercati e le rivendite all’ingrosso e al dettaglio, le pescherie, i supermercati e le attività di somministrazione.
Significativi i risultati, specialmente tra Milano e Torino dove, spesso presso attività di ristorazione etnica, è stata riscontrata la presenza di specie vietate alla vendita o alla somministrazione.
A Milano i militari hanno sequestrato numerosi esemplari vivi di “gambero rosso della Louisiana”. Una specie non autoctona e fortemente invasiva che da alcuni anni ha invaso i bacini lacustri del Nord Italia, alterando irrimediabilmente l’habitat originario. Per il titolare della rivendita – peraltro già noto alla Guardia costiera – è scattata la denuncia per commercio e detenzione illegale di specie non consentite.
Sempre nella Chinatown milanese e in due pescherie di Porta Palazzo a Torino, i militari hanno anche sequestrato ingenti quantitativi di un mollusco gasteropode cd. ”lumachino”, presumibilmente proveniente da cattura illecita nei bacini del Nord Italia. Gli esemplari, apprezzati da alcune Comunità straniere in territorio nazionale, sono risultati essere privi di qualsiasi documentazione relativa all’origine e di etichettatura sanitaria attestante il trattamento di stabulazione obbligatorio per legge.
I titolari dei tre esercizi sono stati sanzionati per commercio di molluschi privi tracciabilità (sanzione di € 1.500) e di autorizzazioni sanitarie (sanzione da € 1.000). Una delle pescherie è stata anche denunciata alla Procura della Repubblica di Torino per la messa in vendita di prodotti – molluschi d’acqua dolce e prodotti ittici di varie specie – alterati e in cattivo stato di conservazione.
Medesima denuncia è scattata anche nei confronti di un commerciante di origini bangladesi che, a Milano, deteneva prodotti ittici surgelati del Myanmar in pessimo stato di conservazione. Tutti gli esemplari erano contenuti in confezioni danneggiate e prive di qualsiasi etichettatura.
Ulteriori violazioni riscontrate dai militari della Guardia costiera hanno riguardato il commercio di novellame, l’illecita cattura di esemplari sottomisura, il mancato rispetto della catena del freddo e della bonifica sanitaria dei prodotti della pesca (mancato abbattimento), la detenzione di pescato oltre il quantitativo consentito ai pescatori sportivi, l’assenza del registro allergeni e – non ultimo – la violazione del cd. “pacchetto igiene” da parte di alcuni esercizi della ristorazione.
Complessivamente sono state, quindi, elevate sanzioni amministrative per circa 40.000 euro e sequestrati oltre 14 quintali di prodotto ittico non conforme alle normative vigenti.
Allo stesso tempo, le unità navali della Guardia costiera hanno compiuto una mirata attività di controllo in mare e presso i punti di sbarco al fine di tutelare la risorsa ittica sin dall’origine della catena e, quindi, garantire il miglior prodotto di origine nazionale.



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Collaborazione tra Fincantieri, Grimaldi e ITS Logistica per una nuova figura professionale per la navalmeccanica pugliese

Trieste/Brindisi, 16 ottobre 2020 Fincantieri, Grimaldi e ITS Logistica Puglia hanno collaborato per la costituzione di un nuovo percorso didattico dedicato a una nuova figura professionale per la navalmeccanica, denominato “Tecnico Superiore per la produzione e l’installazione dei sistemi di apparato motore di bordo”, che prenderà il via nelle prossime settimane nel prestigioso Palazzo Granafei Nervegna di Brindisi.
Il percorso biennale gratuito, destinato a chi è in possesso di diploma di scuola seconda superiore, è nato a seguito di un’indagine condotta dallo staff dell’ITS Logistica Puglia con i player del settore info-mobilità e infrastrutture logistiche per individuare i fabbisogni di figure professionali e per venire incontro alle esigenze occupazionali del settore della cantieristica, in particolare nell’ambito della produzione e manutenzione di mezzi di trasporto e delle relative infrastrutture. L’obiettivo è quello di avviare iniziative formative che favoriscano i processi di inserimento dei giovani diplomati nel mercato del lavoro.
Nello specifico la figura professionale formata sarà quella di un tecnico specializzato nella supervisione delle fasi di realizzazione degli impianti di bordo nel rispetto dei programmi di produzione, delle regole sulla sicurezza, degli standard qualitativi e delle previsioni di budget. In particolare il Tecnico superiore per la produzione e l’installazione dei sistemi di apparato motore di bordo, sovrintenderà le fasi di costruzione sistemazione, montaggio e messa in funzione degli impianti e apparati di propulsione compresi i sistemi elettrici e di automazione, necessari alla vita della nave. Si tratta di una figura di raccordo tra la progettazione e la produzione, che deve conoscere approfonditamente il “sistema nave”. La richiesta è stata formulata dal Gruppo Fincantieri che coinvolgerà la propria controllata in loco Isotta Fraschini Motori. Un’esigenza rilanciata anche da altre aziende del settore che hanno evidenziato la stessa urgenza, come il Gruppo Grimaldi.
Il nuovo corso in partenza nel capoluogo brindisino, al quale sarà possibile iscriversi attraverso il portale www.itslogisticapuglia.it è stato progettato sulla base dei fabbisogni di competenze espresse da Fincantieri, dal Gruppo Grimaldi e da numerose altre aziende del comparto della nautica da diporto e della cantieristica navale pugliese interessate a fornire servizi efficienti, affidabili, innovativi per il trasporto marittimo e continuamente alla ricerca di soluzioni che promuovano una mobilità sostenibile sotto il profilo ambientale.
Siamo onorati – ha commentato il presidente dell’ITS Silvio Busico – di aver lavorato con due grandi gruppi come Fincantieri e Grimaldi per progettare un percorso che offre una grande opportunità ai giovani pugliesi.
Fincantieri è uno dei più importanti complessi cantieristici al mondo e il primo per diversificazione e innovazione il Gruppo Grimaldi è una multinazionale di logistica integrata, specializzato nel trasporto marittimo di auto, merci rotabili, container e passeggeri.
Per i nostri corsisti la possibilità di studiare in aula e sul campo con manager in grado di trasferire un incredibile bagaglio di esperienze, è la strada da seguire per acquisire le competenze necessarie e spendersi in modo efficace e nel mondo del lavoro”.
Giuseppe Bono, Amministratore Delegato di Fincantieri, ha commentato:
Questo corso costituisce un’importante tappa nel percorso di avvicinamento del sistema imprenditoriale a quello scolastico nazionale, in linea con la strategia perseguita da Fincantieri che a maggio 2018 ha firmato un protocollo d’intesa con il MIUR con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra il sistema di istruzione e formazione tecnica superiore e il mondo del lavoro nel settore navalmeccanico.
Siamo convinti che questo settore, come ogni altro comparto ad alto contenuto tecnologico, abbia bisogno di giovani qualificati, in possesso di un bagaglio di competenze in linea con le esigenze delle imprese.
È il mercato che lo richiede con forza, e in una fase di espansione del settore navale questa necessità appare ancora più impellente”. Bono ha concluso: “Ricordo inoltre con grande convinzione che in passato sono stati proprio gli Istituti Tecnici a plasmare l’ossatura della moderna industria nazionale.
È un’esigenza, questa, ancora attualissima, motivo per cui salutiamo con favore la rinnovata collaborazione con la regione Puglia”.
“Il Gruppo Grimaldi ha costruito negli anni un ampio network di collaborazioni con il mondo scolastico e accademico, stipulando convenzioni con numerosi istituti scolastici superiori ed atenei universitari in tutta Italia – ha dichiarato Francesca Marino, Passenger Department Manager di Grimaldi LinesSiamo da sempre in prima linea nel promuovere cultura e creatività all’interno del tessuto sociale, consapevoli del fatto che la società in cui viviamo richiede non solo un alto livello di conoscenza, ma anche un percorso di apprendimento permanente, che consenta di ampliare sempre più competenze e abilità”.
 

Crociere: il brand tedesco del Gruppo Costa sceglie l’Italia per la ripartenza

AlDAblu salperà domani da Civitavecchia per un itinerario di una settimana completamente dedicato all’Italia.
La ripartenza di AIDABlu, la quarta nave del Gruppo Costa che torna a viaggiare, contribuirà positivamente all’ecosistema turistico italiano, portando gli ospiti tedeschi alla scoperta dell’Italia.
Genova, 16 ottobre 2020AIDA Cruises, brand tedesco del Gruppo Costa, riparte dall’Italia con le proprie crociere. La nave AIDAblu salperà infatti domani da Civitavecchia per la prima crociera dopo la pausa imposta dall’emergenza Covid-19, con un itinerario di sette giorni esclusivamente dedicato ai porti italiani, che farà tappa a Napoli, Palermo, Catania, La Spezia per poi rientrare a Civitavecchia/Roma, dove è prevista una sosta di due giorni. Questo itinerario sarà disponibile ogni settimana dal 17 ottobre fino al 28 novembre 2020.
AIDAblu è la quarta nave del Gruppo Costa a riprendere le crociere, dopo le tre del brand Costa Crociere – Costa Deliziosa, Costa Diadema e Costa Smeralda – ripartite a settembre e ottobre. Proprio Costa Smeralda era oggi attraccata al porto di Civitavecchia insieme ad AIDAblu, nell’ambito della sua prima crociera iniziata lo scorso 10 ottobre da Savona, dedicata anch’essa solo a porti italiani.
“La ripartenza di AIDAblu è una tappa significativa per il Gruppo Costa, che segna il ritorno alle crociere dopo una lunga pausa anche per il nostro brand tedesco AIDA Cruises, che si aggiunge a Costa Crociere” sottolinea Michael Thamm, Group CEO, Costa Group & Carnival Asia. “Siamo molto orgogliosi che la ripartenza di AIDA Cruises avvenga dall’Italia, perchè le nostre navi battono bandiera italiana e la nostra sede è in questo Paese. Attualmente le navi da crociera stanno viaggiando solo nel Mediterraneo e in Italia: questo non sarebbe stato possibile senza il sostegno del Governo e delle autorità italiane. Grazie al programma crociere di AIDAblu contribuiremo ulteriormente alla ripresa del turismo internazionale in Italia, riportando i nostri ospiti tedeschi in una destinazione molto amata, in modo sicuro e responsabile. Consideriamo questa nave come il simbolo della solida e duratura relazione tra Italia e Germania”.
AIDAblu, che si aggiunge alle altre tre navi Costa che hanno già ripreso le operazioni in Italia, porterà ulteriori benefici alla ripresa dell’ecosistema turistico italiano. Grazie all’itinerario in partenza domani da Civitavecchia, gli ospiti tedeschi di AIDAblu avranno la possibilità di visitare cinque destinazioni italiane in un’unica vacanza. Il contributo economico derivato dalle crociere rappresenta da sempre un importante sostegno al turismo e all’economia italiana. Secondo uno studio condotto da Deloitte & Touche, dall’Università di Genova e dall’Università di Amburgo, infatti, il Gruppo Costa nel 2018 ha generato nel nostro Paese un impatto economico complessivo di 3,5 miliardi di euro, creando circa 17.000 posti di lavoro a tempo pieno e collaborando con 4.700 fornitori e partner italiani.
La ripartenza di AIDA Cruises e Costa Crociere si inserisce in un approccio di ripresa graduale dell’attività del Gruppo Costa, con protocolli sanitari rafforzati, sviluppati in coordinamento con il Governo italiano e le autorità sanitarie. Sulla base delle linee guida e di contenimento dell’epidemia in Germania e in Italia, le misure implementate su tutti gli itinerari del brand AIDA Cruises prendono in considerazione l’intera esperienza della vacanza in crociera, dalla prenotazione allo sbarco. Sviluppato con il contributo dei principali esperti del settore medico sanitario, il protocollo è stato verificato e certificato dalla rinomata società di revisione indipendente SGS Institut Fresenius e dalla società di classificazione DNV-GL. Le misure prevedono che ospiti ed equipaggio debbano risultare negativi al test anti COVID-19 con tampone prima di poter imbarcare. Ulteriori misure riguardano controlli regolari della temperatura e dello stato di salute degli ospiti e dell’equipaggio, linee guida per il distanziamento fisico, utilizzo delle mascherine, capienza contingentata e maggiori misure di sanificazione, nonché visita delle destinazioni con escursioni guidate organizzate da AIDA Cruises per garantire il rispetto dei protocolli sanitari.
 

Federagenti, Duci: “Porti italiani di nuovo sul confine fra due mondi. “Non lasciamoci accecare dall’emergenza e dalle negatività

Per i porti italiani, catapultati nuovamente sulla linea di confine fra due mondi, si ripropone un’occasione storica di sviluppo di traffici e di centralità nell’interscambio mondiale”.
Roma, 16 ottobre 2020 – A lanciare un messaggio contro-corrente è Gian Enzo Duci, Presidente di Federagenti, che individua nella guerra fredda fra Stati Uniti e Cina e nella nascita di un nuovo continente economico medio orientale un’opportunità analoga a quella di cui si è giovata l’Italia nell’immediato dopo-guerra quando si è trovata esattamente sulla frontiera fra il blocco occidentale e il blocco comunista.
“Oggi – precisa Duci – la linea di confine tra la sfera d’influenza statunitense e quella cinese sembra transitare sul nostro Paese dove su 5G e porti si colloca l’epicentro di un confronto particolarmente aspro, ma foriero per l’Italia di grandi opportunità di investimento e di crescita.
L’attenzione che gli Stati Uniti, anche attraverso le ripetute missioni del Segretario di Stato Mike Pompeo, e gli interventi reiterati dell’Ambasciata e del Consolato di Milano in vari scali strategici, stanno dimostrando quanta importanza l’alleato atlantico riponga sul controllo della portualità italiana. D’altro lato, gli investimenti cinesi (già fatti o ipotizzati) a Savona, Trieste e a Taranto, all’interno, ma anche al di fuori della Belt & Road Initiative, sono un dato di fatto ormai arci noto”.
“È in un momento come questo – prosegue il Presidente di Federagenti – che l’Italia può trasformare questo faccia a faccia in opportunità economiche e commerciali straordinarie, ovviamente a condizione di tenere il timone in mano e di trarre vantaggi da una posizione tornata a essere centrale in Mediterraneo e strategica”.
Secondo una prima analisi svolta da Federagenti, questo ruolo della portualità italiana, che richiede oggi una capacità di governance e di vision in questi anni spesso mancata, nonché la scelta di uomini in grado di guidare e non subire i processi, può giovarsi anche di una seconda eccezionale opportunità.
“Il recente incontro fra una delegazione libanese e una israeliana a Beirut – conclude Duci – sta facendo intravvedere l’avvio di un processo che potrebbe avere effetti straordinari: superate le divergenze politico-religiose, la combinazione della potenza finanziaria dei Paesi arabi del Golfo e delle competenze tecnologico/organizzative di Israele potrebbero dar luogo a un maxi polo economico, energetico e di high-tech che, estendendosi sino ai confini sud della Turchia, potrebbe essere il prossimo gigante dell’economia mondiale.
Questo blocco è destinato, anche solo in tema di ricostruzione di interi Paesi, a generare un eccezionale patrimonio di opportunità per chi sarà meglio collocato strategicamente, industrialmente e logisticamente. Verrebbe quasi da dire che ancora una volta, la storia sembri assegnare ai porti italiani, non per meriti ma per destino, grandi opportunità che sarebbe folle non cogliere”.

siglato il protocollo per un nuovo intervento di test anti-Covid tra Ulss 3 Serenissima, Fincantieri di Marghera e Confindustria Venezia

16 ottobre 2020 - Ulss 3 Serenissima, Fincantieri di Marghera e Confindustria Venezia attuano insieme un nuovo vasto intervento di test anti-Covid sul personale impiegato in tutti gli ambiti produttivi dell’attività cantieristica. L’azione di contrasto alla diffusione del virus, che segue quelle messe in atto dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, viene avviata a seguito della firma di un protocollo congiunto, siglato nelle scorse ore presso la sede dello SPISAL dell’Azienda sanitaria veneziana.
Il nuovo intervento giunge nel quadro del sistematico monitoraggio svolto fin qui, e si somma alle azioni già predisposte. Le parti sottoscrittrici convengono di “implementare un’attività sinergica tra Ulss 3 Serenissima e Fincantieri per lo stabilimento di Marghera, al fine di individuare precocemente attraverso l’esecuzione di test situazioni di rischio che, considerato l’elevato numero di soggetti positivi al virus asintomatici, potrebbero, se non diagnosticati per tempo, alimentare focolai”.
Il protocollo prevede l’effettuazione di tamponi rapidi da parte di addetti incaricati da Fincantieri, in una sede indicata da Fincantieri stessa, coinvolgendo a rotazione ogni settimana lavoratori provenienti “da diverse aree di lavoro, in modo tale da abbracciare l’intero complesso produttivo”. “Con questo protocollo, in cui l’Ulss 3 ha svolto il ruolo di sollecitazione e di stimolo – sottolinea il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – l’Ulss 3 Serenissima conferma il proprio impegno nel contrasto alla pandemia anche nell’ambito complesso della cantieristica navale. Con l’azione di informazione, prevenzione, controllo e verifica svolta, fin dal mese di marzo, attraverso il nostro SPISAL e il Servizio di Igiene e Salute Pubblica, operiamo in un settore in cui le tematiche di tipo sanitario si intrecciano con quelle di carattere economico, sociale, abitativo, logistico e anche culturale, per la presenza importante di cittadini di origine straniera. In questo quadro, che richiede l’impegno di tutti i soggetti che hanno ruolo nel territorio, il protocollo ora siglato aggiunge una nuova progressiva azione di screening a quella svolta fin qui, che ha già portato a migliaia di persone del settore della cantieristica sottoposte a tampone, nel quadro delle azioni di contact tracing sempre puntualmente messe in campo d’intesa con le aziende”.
Carlo Cremona, Direttore Risorse Umane e Relazioni Industriali di Fincantieri ha dichiarato: “Con questo protocollo viene ribadito il ruolo assolutamente centrale che per la nostra società assume la sicurezza sul lavoro, infatti le risorse umane costituiscono il nostro più importante patrimonio. Siamo orgogliosi di essere promotori di un progetto pilota di screening avanzato. Di fronte alla recrudescenza del fenomeno pandemico Fincantieri non si è trovata impreparata, ha ricercato nuove forme di collaborazione con le istituzioni e le autorità sanitarie dei diversi territori in cui è presente, ponendo in essere da subito, accanto a quelle adottate da mesi, ulteriori misure aggiuntive che hanno consentito di identificare gran parte dei casi di contagio nel personale che era stato comunque cautelativamente già allontanato dagli stabilimenti. Stiamo lavorando intensamente per estendere questa iniziativa su tutto il territorio nazionale ritenendolo lo strumento più efficace per affrontare l’attuale congiuntura”.
“In questa fase in cui c’è il pericolo di una seconda ondata del Coronavirus è importante individuare presunti focolai e segnalarli alle autorità mediche, per tutelare i lavoratori e consentire loro di operare in piena sicurezza – dichiara Vincenzo Marinese, Presidente di Confindustria Venezia area metropolitana di Venezia e Rovigo –. Fincantieri attua a Marghera un progetto pilota che consentirà di limitare al minimo i contagi identificando gli eventuali casi positivi, nel minor tempo possibile. L’iniziativa si coordina con il servizio di Guardia Medica privata che abbiamo avviato, a favore degli associati, nelle nostre sedi di Marghera, Stra e Rovigo. Si tratta di punti di prelievo nei quali è possibile effettuare tamponi rapidi e molecolari. Salvaguardia della salute e del lavoro devono andare a braccetto, per questo abbiamo aderito al progetto con grande entusiasmo. Questa collaborazione deve rappresentare un modello per attivare iniziative simili non solo nel nostro territorio ma anche in tutta Italia”. Tra le misure che insieme i sottoscrittori hanno inteso mettere in atto, c’è anche la sensibilizzazione verso i lavoratori non residenti ma domiciliati nel territorio veneziano perché tutti si dotino di un’adeguata assistenza sanitaria: in proposito, i partner firmatari hanno evidenziato una situazione di diffusa copertura, e l’Azienda sanitaria ha garantito fin qui ed è pronta a garantire in tempi brevi l’assegnazione di un medico di famiglia a tutti coloro che ne hanno diritto. Il protocollo prevede comunque un’azione e un sollecito: chi si trovasse in una situazione deficitaria viene invitato a rivolgersi all’Ulss 3 Serenissima per l’iscrizione al Servizio Sanitario; e contestualmente si garantisce a chi ancora non avesse attivato tale procedura l’immediato riferimento ai medici inquadrati nel progetto di “Guardia Medica” di Confindustria Venezia.
Il protocollo trova applicazione fino al 31 gennaio 2021 e sarà oggetto di verifica dopo un mese dall’avvio della sua operatività.

Protezione civile: parte la terza fase di recupero delle ecoballe nel Golfo di Follonica

Marina Militare al lavoro con due navi e il personale specializzato
 Roma, 19 ottobre 2020 - Sono riprese oggi  le operazioni condotte dalla Marina Militare, per la ricerca e il successivo recupero delle balle di combustibile solido secondario (ecoballe), disperse 5 anni fa dalla motonave Ivy nel Golfo di Follonica.
Il Comitato di Indirizzo coordinato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, ha dato via libera alla terza fase delle operazioni, iniziate il 6 agosto scorso e che hanno visto dapprima gli assetti specializzati della Marina Militare impegnati nelle fasi di ricerca, localizzazione, identificazione e recupero di 12 ecoballe. In una seconda fase, nel mese di settembre, si è tenuta, inoltre, una campagna per la mappatura dei fondali elaborata dai tecnici dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e delle Capitanerie di Porto.
In questa settimana le operazioni si concentreranno sul recupero di un’ecoballa localizzata sui fondali ad est dell’isola di Cerboli ma non recuperata ad agosto a causa delle particolari difficoltà dovute alle condizioni del fondale. Le attività condotte nel tratto di mare antistante Piombino e, sotto il coordinamento del Dipartimento della Protezione Civile, vedono impegnate nave Anteo ed il cacciamine Termoli, con a bordo i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei della Marina Militare, il Ministero dell’Ambiente, la Regione Toscana, oltre a mezzi e personale della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera.
In parallelo proseguiranno le operazioni di verifica, mediante l’utilizzo di un sottomarino a comando remoto (ROV), dei target individuati dalle precedenti ricerche, al fine di confermare, oppure di poter ragionevolmente escludere la presenza di ulteriori ecoballe.
Durante l’ultimo intervento in zona dei mezzi della Marina Militare, lo scorso mese di agosto, le indagini hanno interessato un’area di oltre 20 km², triplicando l’estensione dell’area di ricerca originaria e sono stati analizzati 51 contatti subacquei, di cui solo 13 erano ecoballe, mentre la maggior parte si sono poi rivelate rocce di forma e grandezza simile. Le ulteriori ricerche, effettuate da tecnici e ricercatori CNR ed ISPRA, mediante l’utilizzo di sonar multibeam, hanno portato il totale delle aree investigate a circa 130 km².
Le attività finora portate avanti, coadiuvate da un continuo monitoraggio e controllo da parte di ricercatori e tecnici Ispra e ArpaT, hanno permesso il recupero e di circa 15 tonnellate di rifiuti.
 
 

Msc Magnifica riparte dall’Italia con una crociera di 10 notti nel mediterraneo occidentale e orientale che tocca Malta e Grecia

Ginevra, 19 ottobre 2020 – MSC Magnifica è partita oggi da Genova, diventando così la seconda nave di MSC Crociere a riprendere l’attività da quando la Compagnia è tornata a navigare in sicurezza, a metà agosto, grazie ad un rigoroso protocollo sanitario messo a punto insieme ad esperti di livello internazionale e con la collaborazione delle Autorità italiane.
MSC Magnifica ha iniziato uno straordinario viaggio di 10 notti all’insegna del relax e della scoperta del Mediterraneo occidentale e orientale, con scali programmati nel porto di Livorno – per le visite a Firenze e Pisa – Messina, il Pireo per la visita ad Atene, Katakolon per Olimpia, La Valletta a Malta e Civitavecchia per Roma, prima di fare rientro a Genova. Entro la fine dell’anno, la nave ha in programma un totale di sei crociere in Mediterraneo, incluso uno speciale viaggio natalizio di 8 notti che partirà da Genova il 18 dicembre.
MSC Magnifica è la seconda nave ad implementare il protocollo globale di salute e sicurezza di MSC Crociere, redatto da esperti medici di livello mondiale in collaborazione con le autorità nazionali. Le misure di sicurezza globale – prime tra tutte quelle volte a proteggere il benessere degli ospiti, dell’equipaggio e delle comunità visitate – sono state attuate per la prima volta ad agosto, quando MSC Grandiosa è diventata la prima grande nave da crociera al mondo a tornare in servizio completando nove viaggi di una settimana e dimostrando l’efficacia del protocollo. Le misure prevedono la protezione della “bolla sociale” a terra per gli ospiti, per consentire loro di poter accedere a destinazioni sicure in ogni porto di scalo.
Il protocollo di salute e sicurezza di MSC Crociere include lo screening sanitario universale di tutti gli ospiti e dell’equipaggio, con test Covis-19 da effettuare prima di salire a bordo della nave; misure igienico-sanitarie e di pulizia elevate su tutta l’imbarcazione; distanziamento sociale; obbligo di indossare la mascherina nelle aree pubbliche e tecnologia di contact tracing a bordo. In questa fase iniziale, la capacità della nave è stata inoltre ridotta al 70% per garantire il distanziamento sociale a bordo.
 

Cantiere Navale Vittoria vara la nuova Divisione Yacht

Il nuovo brand Vittoria Yachts applica la secolare esperienza nella costruzione navale militare e civile alle imbarcazioni di lusso.
 Primo progetto lo yacht Explorer da 50 metri ideato da Hydro Tec

 Adria (Ro), 20 ottobre 2020L’esperienza centenaria della famiglia Duò nella costruzione di unità militari e paramilitari trova nuova applicazione nel settore delle imbarcazioni di lusso: Cantiere Navale Vittoria lancia Vittoria Yachts, la nuova divisione dedicata alla progettazione e realizzazione di yacht in grado di declinare la capacità produttiva e il know how maturato in quasi un secolo di attività e oltre 870 unità consegnate verso un nuovo segmento di mercato, quello della nautica di lusso e del luxury yachts.
A guidare Vittoria Yachts sono Paolo Duò, Presidente del Cantiere Navale Vittoria, e Michele Zorzenon, Amministratore Delegato della nuova divisione. Ad affiancarli la quarta generazione della famiglia Duò che dal 1927 è al timone dell’azienda veneta, oggi affermato player italiano e un punto di riferimento internazionale nella cantieristica navalmeccanica.
Vittoria Yachts presenta tre linee di prodotto: Explorer, Support Vessel e Custom Vittoria.
La linea di yacht Explorer, per la quale Vittoria Yachts si avvale della partnership con Hydro Tec dell’Ing. Sergio Cutolo, comprende imbarcazioni di lusso con caratteristiche di derivazione militare tali da consentire la navigazione per lunghi periodi a qualsiasi condizione meteo marina ed effettuare crociere in totale autonomia e salvaguardia dell’ambiente.
L’esperienza nella produzione di decine di pattugliatori costieri, diving vessels e supply vessels in navigazione nel Mediterraneo si esprime nella linea Support Vessel, realizzata in collaborazione con l’Ing. Mattia Polverari, che concentra le più moderne tecnologie navali in piattaforme solide e durature, per essere un costante supporto ai moderni giga yacht. Il risultato è la realizzazione di imbarcazioni eleganti, performative e capaci di garantire il massimo comfort di bordo.
Completa il portafoglio la linea Custom Vittoria: si tratta di imbarcazioni su misura, caratterizzate da forte personalizzazione estetica e delle forme grazie al design che rende questi prodotti originali e unici. È attualmente in fase di costruzione un’imbarcazione di 26 metri che rispecchia pienamente la filosofia costruttiva di Vittoria, per quello che sarà un ideale ponte fra esperienza nel settore militare e creatività applicata allo yachting.
Il primo progetto preliminare proposto da Vittoria Yachts e firmato Hydro Tec è il Bow Sprit della linea Explorer lungo poco più di 50 metri e con una stazza al limite delle 500 Grosse Tonnage. Pensato per lunghe navigazioni e per il charter, il Bow Sprit si distingue per la caratteristica delfiniera di prua che dà il nome al progetto.
Dalle linee decise e dal profilo che richiama quello di una nave da pesca con le estensioni diagonali ai corrimani in gomma lungo i lati, tipici delle imbarcazioni da lavoro, lo yacht offre un’originale distribuzione degli spazi aperti che possono essere agevolmente convertiti in funzione delle necessità del momento. Il progetto prevede una grande piscina situata all’estrema poppa che costituisce il fulcro della zona “Beach Club”, una seconda piscina, situata sul ponte più alto, per l’intrattenimento degli ospiti per le lunghe navigazioni e una grande “coffa” situata al di sopra dell’Hard Top per una visuale a 360 gradi. Il layout si sviluppa su 5 o 6 cabine offrendo ampi spazi alla zona equipaggio che ospita 8 membri più il comandante. Il tender è ospitato in un garage sottocoperta con portellone laterale per il varo, una soluzione che consente un isolamento ancora più efficace per le cabine ospiti rispetto alla sala macchine. Un peculiare aspetto è rappresentato dai tender posizionati a metà nave sul piano inferiore, a cui è possibile accedere tramite le scale su entrambi i lati del ponte principale. Gli spazi sono destinati ad essere utilizzati come “giardino d’inverno”, spazio apribile o chiudibile grazie a pannelli di scorrimento in vetro. La timoneria è disegnata con una “walk-around” console e un divano anteriormente per poter osservare nella sua pienezza il panorama. Da sottolineare il sun deck con tutto il necessario per i momenti di convivialità, mentre una seconda piscina è sormontata da una coffa o dal piano di osservazione. Spinto da motori MTU 16V2000M61, lo yacht può raggiungere una velocità massima di 16 nodi, una velocità di crociera di 14 nodi e un’autonomia maggiore di 6000 miglia nautiche ad una velocità economica di 10 nodi.
Vittoria Yachts rappresenta un nuovo e importante traguardo per la nostra azienda- dichiara Paolo Duò, Presidente del Cantiere Navale Vittoria- forti dei risultati raggiunti e dei riconoscimenti nazionali e internazionali ottenuti in quasi cento anni di impegno e dedizione nella fornitura di imbarcazioni per Guardia Costiera, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza e Marina Militare del nostro Paese e nelle numerose commesse internazionali da paesi come Malta, Cipro, Libia, Croazia, Slovenia, Tunisia, Algeria, Russia e Romania, solo per fare alcuni esempi, abbiamo deciso di investire nel luxury garantendo il mantenimento degli stessi standard qualitativi e la stessa capacità di coniugare innovazione e tradizione artigianale. Per questa nuova sfida abbiamo deciso di estendere la nostra presenza oltre il territorio di riferimento. Stiamo, infatti, lavorando – conclude Duò – alla creazione di un nuovo hub produttivo a Monfalcone dedicato principalmente al completamento degli yacht e che sarà attivo nel 2021.”
Il nuovo polo di Monfalcone si estende su circa 20.000 m2 in proprietà e ulteriori 13.000 m2 in concessione demaniale ed è preposto all’allestimento, alla consegna e all’assistenza invernale degli yacht nonché al completamento di tutte le unità costruite dal Cantiere Navale Vittoria. Il progetto prevede un restyling dell’intera area con la realizzazione di banchine, bacini di costruzione coperti da capannoni e un potenziamento delle capacità del Cantiere attraverso la creazione di un ulteriore hangar. Tutta l’area, oltre alla realizzazione delle opere di allestimento e finitura dei superyachts, verrà adibita al refitting di navi e yacht fino a 70 metri.
Le imbarcazioni militari e paramilitari di casa Vittoria possiedono specifiche tecniche che eguagliano o addirittura superano quelle della maggior parte dei superyacht” – afferma Michele Zorzenon, AD di Vittoria Yachts – “Con la nostra lunga storia, le nostre competenze e gli importanti investimenti in ricerca e sviluppo, insieme alla proprietà, abbiamo ritenuto che fosse arrivato il momento di trasferire tutta la nostra competenza e professionalità nella costruzione di yacht. Il nuovo brand avrà una sua forte personalità e siamo sicuri che, anche grazie a partner riconosciuti e di valore, riuscirà a offrire soluzioni su misura per rispondere ai desideri di tutti i clienti”.

Distribuzione vaccini Covid-19: come l’industria logistica deve prepararsi per garantire una copertura globale

Stimate oltre dieci miliardi di dosi da distribuire in tutto il mondo e temperature di trasporto che possono raggiungere i -80°: DHL Global Forwarding mette in luce le strategie necessarie per una distribuzione “senza intoppi” 
Milano, 21 ottobre 2020 – Il Gruppo Deutsche Post DHL in collaborazione con McKinsey & Company in qualità di partner analitico, ha realizzato uno studio per indicare una strategia di distribuzione stabile ed efficace di materiali sanitari durante l’attuale emergenza COVID-19. Il focus del rapporto è la distribuzione dei primi vaccini contro il COVID-19 che – appena pronti – dovranno essere distribuiti in tutto il mondo. DHL Global Forwarding mette in luce i risultati di un’analisi strategica per gli attori dell’industria logistica mondiale, chiamati ad istituire una supply chain in grado di distribuire oltre dieci miliardi di dosi in tutto il mondo.
La prima sfida a cui dovrà far fronte il settore logistico è la temperatura: molto probabilmente alcuni vaccini dovranno essere sottoposti a rigorosi standard che potranno raggiungere temperature fino a -80° per far sì che la loro integrità sia preservata durante il trasporto e l’immagazzinamento. Questa è sicuramente una nuova sfida per la supply chain del settore farmaceutico che solitamente prevede il trasporto di vaccini a temperature che vanno dai 2 agli 8°C. Per garantire una copertura globale dei vaccini COVID-19, saranno necessarie fino a 200.000 spedizioni di pallet, 15 milioni di consegne in contenitori a temperatura controllata e oltre 15.000 voli.
Con oltre 1 milione di addetti ai lavori, e un fatturato di 85 miliardi di euro (il 9% del PIL) il settore logistico deve contribuire e contribuirà a suo modo per contrastare e sconfiggere il virus. DHL Global Forwarding ha sottolineato l’importanza di garantire la continuità della supply chain. Con 16 impianti dislocati in tutta Italia, sarà coinvolta tutta la filiera logistica per affrontare uno sforzo ed un impegno collettivo senza precedenti per la diffusione dei vaccini contro il Covid-19.
DHL Global Forwarding sostiene che la sfida che dovrà accogliere l’industria logistica italiana – e non solo – è proprio quella di dover gestire un eccesso di richiesta con una diminuzione degli spazi disponibili per il trasporto aereo. Per cercare di garantire una supply chain efficiente, DHL Global Forwarding ha dato vita a una task force a livello globale che si occuperà di guidare tutte le parti coinvolte nella gestione delle nuove esigenze, inclusa la pianificazione dei charter, voli appositamente organizzati per gestire questo nuovo e crescente flusso di domanda.
Dal punto di vista operativo, sul territorio italiano DHL Global Forwarding dispone di due eccellenze per la gestione del pharma: i competence centers di Pozzuolo Martesana e di Fiumicino, che saranno i due poli strategici per la movimentazione pallettizzata in contenitori a temperatura controllata. Se i vaccini verranno effettivamente prodotti in Italia, questi saranno i due poli nevralgici in cui verranno imballati e poi spediti in tutto il mondo.
“L’attuale crisi sanitaria dovuta al Covid-19 ha messo in luce quanto quello della logistica sia un settore assolutamente strategico”, sostiene Mario Zini, Amministratore Delegato di DHL Global Forwarding Italia. “Il lockdown e la situazione critica non hanno ostacolato il nostro lavoro, ma anzi abbiamo continuato ad impegnarci per garantire la continuità della supply chain. Ora, insieme ad altri player del settore, siamo chiamati a svolgere un ruolo determinante nella lotta alla pandemia, attraverso la distribuzione di materiale sanitario. La condivisione del nostro know-how sarà fondamentale per aiutare i governi mondiali a delineare infrastrutture adeguate ad affrontare questa ed eventuali crisi future ed essere reattivi per la diffusione del vaccino, appena sarà disponibile”.
Per gestire emergenze sanitarie future bisognerà creare partnership tra pubblico e privato
Dall’inizio della pandemia, la richiesta di forniture mediche è aumentata. Ad esempio, l’UNICEF ha acquistato 100 volte più mascherine e 2.000 volte più guanti rispetto al 2019. Il trasporto di forniture mediche da utilizzare in prima linea è stata una delle attività più cruciali nella lotta contro la pandemia nella prima fase dell’emergenza sanitaria. Per i DPI in particolare, la logistica in entrata ha rappresentato una sfida importante a causa della concentrazione geografica della produzione, della limitata capacità di trasporto aereo e della mancanza di controlli di qualità in ingresso. Per garantire la stabilità dell’approvvigionamento medico durante emergenze sanitarie future, è necessario che i governi istituiscano un’infrastruttura strategica stabilendo partnership tra settore pubblico e privato.
Per favorire il dialogo tra i diversi attori e contrastare la pandemia, DHL fornisce un quadro di riferimento per la cooperazione delle aziende del settore logistico con le autorità, le istituzioni, le ONG e l’industria biotecnologica per migliorare la distribuzione di forniture mediche. Il rapporto aiuta a stabilire misure per garantire una supply chain il più possibile affidabile e sicura. La strategia per affrontare le emergenze sanitarie future include l’istituzione di un network di partnership, una forte infrastruttura logistica e la trasparenza della supply chain abilitata all’IT.
A questo indirizzo lo studio completo: https://www.dhl.com/pandemic-resilience

Crociere: MSC Seashore prima nave con sistema di sanificazione dell’aria di nuova generazione denominato “Safe Air” sviluppato da Fincantieri

Trieste, Italia e Ginevra, Svizzera – 21 ottobre 2020 - Fincantieri, in stretta collaborazione con il laboratorio di virologia del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie, ICGEB, ha sviluppato un innovativo sistema di sanificazione dell’aria di nuova generazione denominato “Safe Air”, che migliorerà ulteriormente in modo significativo la qualità e la pulizia dell’aria a bordo delle navi da crociera. Nell’ambito del suo impegno per la salute e la sicurezza dei suoi ospiti e dell’equipaggio, MSC Crociere sarà la prima Compagnia crocieristica ad installare questa nuova e avanzata tecnologia a bordo di MSC Seashore, la prima delle due navi di classe “Seaside Evo”. MSC Seashore è attualmente in costruzione presso i cantieri Finacantieri di Monfalcone: oltre ad essere la nave più grande mai costruita in Italia, sarà anche quella più tecnologicamente avanzata.
Il sistema di igienizzazione “Safe Air” è stato sviluppato dai progettisti e tecnici di Fincantieri e dal laboratorio di virologia del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie, ICGEB, un importante istituto di ricerca con sede a Trieste. L’Istituto fornisce alle imprese supporto scientifico per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative per il controllo delle infezioni virali, oggi particolarmente rilevante data l’attuale crisi sanitaria globale. Il nuovo sistema di sanificazione dell’aria di nuova generazione sarà basato sulla tecnologia delle lampade UV-C, ovvero i raggi ultravioletti di tipo C, applicate in abbinamento al sistema di condizionamento. In questo modo, il flusso d’aria sarà irradiato alla sorgente con una luce di breve lunghezza d’onda, colpendo le particelle organiche e impedendo così la circolazione di inquinanti atmosferici come virus, batteri e muffe.
Come avviene per tutte le nuove unità di MSC Crociere, MSC Seashore – che entrerà in servizio nel 2021 – sarà dotata delle ultime tecnologie e soluzioni disponibili per ridurre il suo impatto ambientale. Questi includono in particolare un sistema di riduzione catalitica selettiva all’avanguardia (SCR) e un sistema di trattamento avanzato delle acque reflue di nuova generazione (AWT). I sistemi SCR riducono le emissioni di ossido di azoto (NOx) del 90% grazie alla tecnologia avanzata di controllo attivo delle emissioni. Mentre i sistemi AWT prendono le acque reflue attraverso un processo completo di purificazione e filtraggio molto sottile che rende l’acqua con una qualità simile a quella di rubinetto.
MSC Seashore sarà inoltre dotata di capacità di alimentazione da terra a nave che consentono alla nave di connettersi alle reti elettriche locali mentre è ormeggiata, riducendo così ulteriormente le emissioni nell’aria.
MSC Crociere ha recentemente dimostrato il suo impegno per la salute e la sicurezza dei suoi ospiti, dell’equipaggio e delle comunità che visita quando ad agosto è stata la prima Compagnia crocieristica a tornare a navigare grazie a un nuovo e rigoroso protocollo di sicurezza approvato da diverse autorità nazionali e internazionali, dopo lo stop globale avvenuto a marzo per la pandemia.
Il nuovo protocollo per la salute e la sicurezza di MSC è andato ben oltre le indicazioni delle autorità competenti, stabilendo nuovi standard per il settore crocieristico rispetto ai test universali.
Tutti gli ospiti vengono sottoposti a uno screening sanitario universale prima di salire a bordo di una nave che comprende tre passaggi completi: controllo della temperatura, compilazione di un questionario sulla salute personale ed il tampone antigene COVID-19. L’equipaggio viene sottoposto al tampone fino a tre volte prima di poter iniziare a lavorare a bordo.
Altri aspetti del protocollo di riguardano servizi igienico-sanitari e di pulizia ulteriormente elevati, escursioni a terra protette seguendo il concetto di “bolla di protezione”, mascherine e mantenimento del distanziamento sociale, strutture mediche a bordo potenziate, monitoraggio sanitario quotidiano e un rigido piano di emergenza per la gestione di eventuali casi sospetti.
Il protocollo è stato messo a punto da esperti interni alla Compagnia in servizi medici, salute pubblica e igiene, servizi alberghieri, sistemi di riscaldamento, ventilazione e aria condizionata e altri sistemi di ingegneria di bordo, tecnologia dell’informazione e logistica.
È stato inoltre istituito un gruppo di esperti Blue-Ribbon COVID-19 con massimi esperti nei settori della medicina, della sanità pubblica e delle discipline scientifiche correlate che fanno parte di un team altamente qualificato e riconosciuto a livello internazionale per informare e rivedere le iniziative di MSC Crociere in relazione al COVID-19, contribuendo così a garantire che le azioni intraprese siano appropriate, efficaci e in linea con le migliori pratiche scientifiche e sanitarie disponibili.
Il protocollo è operativo dal 16 agosto, giorno in cui MSC Grandiosa ha ripreso a navigare nel Mediterraneo occidentale.  MSC Grandiosa ha completato con successo la sua ottava crociera settimanale, garantendo la piena sicurezza per per migliaia di ospiti, e a partire dal 19 ottobre sarà affiancata da MSC Magnifica, che partirà da Genova per crociere di 11 giorni nel Mediterraneo occidentale e orientale.

Abbandono di rifiuti speciali all’interno del Porto di Manfredonia: sanzionato una persona dalla Guardia Costiera di Manfredonia

Manfredonia, 22 ottobre 2020 - Militari della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Manfredonia appartenenti alla sezione Tecnica e difesa portuale hanno sanzionato un cittadino che ha abbandonato rifiuti speciali ed ingombranti all’interno del Porto commerciale di Manfredonia.
Probabilmente l’ignaro cittadino era convinto di averla fatta franca dopo essersi disfatto, in maniera illecita, di una grossa rete da pesca abbandonandola all’interno del porto commerciale di Manfredonia ma evidentemente non aveva fatto i conti con il sistema di telecamere installate all’interno del Porto.
Dalle immagini estrapolate dal sistema di video sorveglianza Guardian XTEN, installato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, i militari riuscivano a risalire, dopo aver visionato molti filmati registrati dal sistema, al mezzo (un furgone di colore bianco) e quindi al responsabile che, una volta entrato in porto dal varco dogana, si dirigeva all’interno del porto per abbandonare la grossa rete in prossimità di alcuni capannoni presenti in porto ( assimilabile ad un rifiuto speciale stante la volontà di disfarsene e considerata la natura ed il pessimo stato della stessa). Al privato cittadino veniva elevata una sanzione amministrativa per violazioni concernenti il Testo Unico Ambientale con importo fino a 3.000 Euro.
I militari procedevano altresì a segnalare l’autore della violazione all’A.D.S.P. che provvederà ad addebitare le spese di smaltimento del rifiuto direttamente al responsabile. Un gesto sconsiderato che costerà molto caro al trasgressore.
In ultimo da un ulteriore verifica effettuata sul sistema di rilascio dei pass all’interno del porto emergeva come il mezzo fosse privo di autorizzazione ad entrare in porto e pertanto veniva altresì sanzionato, con un verbale da 102 euro.
L’attività odierna segue quella esperita sul finire dell’anno trascorso allorquando, sempre grazie al sistema di telecamere del Sistema Guardia X ten, 8 cittadini furono beccati intenti a disfarsi di rifiuti di ogni genere all’interno del Porto.
La Guardia Costiera sensibilizza i cittadini al rispetto delle normative concernenti le tematiche ambientali assicurando i previsti controlli per sanzionare le condotte illecite.

Paolo d’Amico alla Presidenza del Registro Italiano Navale

Il nuovo Presidente e il rinnovato Consiglio di Amministrazione saranno in carica per il quadriennio 2020-2023.
Tra le priorità del mandato: sostenibilità a tutto tondo e digitalizzazione per ripartire dopo l’emergenza sanitaria
Roma, 22 ottobre 2020 – Paolo d’Amico, Presidente Esecutivo della d’Amico Società di Navigazione, è il nuovo Presidente del Registro Italiano Navale, di cui era già Vice Presidente e Consigliere d’Amministrazione.
Il Registro Italiano Navale, con una quota di ampia maggioranza (70%), è socio di riferimento di RINA S.p.A. e, quindi, del Gruppo RINA.
Gli altri azionisti di RINA S.p.A. sono Naus S.p.A. (27%) e il management RINA (3%). Il Registro Italiano Navale è un ente privato senza fini di lucro, assimilabile a una fondazione.
Nel Consiglio di Amministrazione sono rappresentate le principali categorie interessate alle attività dell’Ente e delle sue controllate. Il nuovo Presidente, che rimarrà in carica fino al 2023, è stato eletto nel corso della riunione del Consiglio di Amministrazione del 6 ottobre scorso.
d’Amico succede alla Presidenza a Gaspare Ciliberti, nominato Presidente Onorario a riconoscimento dell’impegno profuso in questo ruolo durante gli ultimi 20 anni. Luigi Merlo di Confcommercio affiancherà il Presidente in qualità di Vice Presidente.
Flavio Bregant, Cristina Castellini e Vincenzo Petrone sono stati nominati membri del Comitato Esecutivo. Roberto Cazzulo è stato confermato nel ruolo di Segretario Generale. L’esperienza imprenditoriale di Paolo d’Amico sarà di grande importanza per sostenere, alla guida dell’azionista di maggioranza, la strategia che la società controllata RINA S.p.A. persegue in termini di crescita, anche internazionale, attraverso investimenti significativi nella digitalizzazione dei servizi, in tutti i settori in cui opera. Come ha dichiarato lo stesso neo Presidente: «Il Covid-19 ha dato una forte accelerazione ad alcuni fattori latenti, che richiedono grande competenza e capacità tecnologica. L’obiettivo del Registro Italiano Navale è supportare RINA S.p.A. nel costruire il futuro, partendo proprio da alcuni asset riconfermati dall’emergenza sanitaria: sostenibilità – ambientale, ma anche in un’accezione più ampia che include la finanza e le politiche di governance – e digitalizzazione. Su entrambi i fronti, RINA S.p.A. ha già dimostrato dinamicità e capacità di porre le basi per uno sviluppo solido e duraturo.
Questa visione è in continuità con la gestione di Gaspare Ciliberti, che ha guidato con determinazione il Registro Italiano Navale e a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti».
Laureato in Economia e Commercio all’Università La Sapienza di Roma, Paolo d’Amico è entrato a far parte della società di famiglia, d’Amico Società di Navigazione S.p.A., nel 1971 e nel 1981 ne è stato nominato amministratore, con l’incarico di seguire in particolare gli aspetti relativi all’attività delle navi cisterna.
Nel 2002 è stato nominato presidente del consiglio di amministrazione di d’Amico Società di Navigazione S.p.A., la holding del Gruppo d’Amico ed attualmente continua a ricoprire questo ruolo.
Paolo d’Amico è presidente anche della International Association of the Independent Tankers Owners (Intertanko) e membro di diritto del consiglio di Confitarma – Confederazione Italiana Armatori – che ha presieduto dal 2010 al 2012. Nel 2013 è stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro.

Perfezionata la concessione a PIM. La società opererà sino al 2041 su una superficie di 120.000

Piombino 22 Ottobre 2020  - Entra nel vivo il progetto di smantellamento, manutenzione e refitting navale nel porto di Piombino con la firma, avvenuta stamani, dell’accordo sostitutivo di concessione demaniale marittima alla presenza del presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Settentrionale, Stefano Corsini e dei vertici di Piombino Industrie Marittime, la società costituita dalla genovese San Giorgio del Porto e dalla livornese F.lli Neri, rappresentata dal presidente Piero Neri e dell’amministratore delegato Valerio Mulas. L’accordo sostitutivo, che completa l’iter avviato con l’atto di sottomissione già siglato dalle parti nel settembre del 2016, prevede che PIM possa operare, sino al 2041, su una superficie totale di 120.370 metri quadrati, di cui 17.040 mq a mare. Contestualmente alla firma dell’atto, viene inoltre consegnata alla società, un’ulteriore area a terra di 22.615 metri quadri rispetto agli 80.715 metri quadrati già consegnati negli anni scorsi per la realizzazione di una prima parte degli impianti. Con questo passaggio PIM porterà avanti il progetto di realizzazione di una piattaforma polifunzionale di demolizione, costruzione e riparazione, con investimenti privati per oltre 16 milioni entro il 2023 e un organico di personale a regime di 80 unità, senza contare le ricadute dell’indotto. La società, che in estate aveva ottenuto l’attivazione dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), è in attesa della realizzazione della nuova bretella che renderà il cantiere indipendente dal punto di vista degli accessi viari e ha già risolto con risorse proprie i problemi di approvvigionamento di elettricità con la posa in opera di cavi lungo un tracciato di 2,5 km sino alle aree in cantiere, provvedendo inoltre a realizzare l’impianto di trattamento e riutilizzo delle acque e a dare avvio alla costruzione del primo dei capannoni previsti dal Piano. Con la realizzazione delle strutture, la società potrà quindi dare corpo ai numerosi progetti che la vedono impegnata, sia nelle attività di demolizione, che in quelle di refitting, grazie anche a un rapporto sinergico con il porto di Genova (tramite GIN -Genova Industrie Navali e San Giorgio del Porto) e con il porto di Livorno (dove opera la F.lli Neri). 2 / 2 «La firma di oggi rappresenta la conclusione di un percorso che si è rivelato molto impegnativo per tutte le parti coinvolte: la nostra Azienda, la Regione Toscana, l’Autorità di Sistema Portuale, il Comune di Piombino, molti Organismi tecnici» ha dichiarato il presidente Piero Neri, che ha aggiunto: «Per la realizzazione di un impianto polivalente come quello di Piombino Industrie Marittime è stato necessario affrontare per la prima volta normative nazionali ed europee di tutela ambientale. Lo abbiamo fatto con convinzione per contribuire, per quanto dipende da noi, a un futuro sostenibile ambientalmente, economicamente e socialmente». Soddisfatto Corsini: «Questo significativo atto, assieme agli altrui che sono stati recentemente sottoscritti, e a quelli che verranno – alla luce dei risultati delle procedure di selezione dei concessionari dei tre lotti della Darsena Nord e del progredire del piano industriale di JSW Italia -, proietta lo scalo in un mercato strategico finora non contendibile ma coerente con la posizione geografica altrettanto strategica del porto e con le potenzialità infrastrutturali che lo contraddistinguono. Tutto ciò contribuirà inoltre a fornire le risposte occupazionali concrete che il territorio attende nell’ambito di una filiera dalle indiscutibili potenzialità».

GNL Small Scale, via libera del MISE a OLT: “FSRU Toscana” sarà il primo terminale a fornire questo servizio in Italia

Livorno, 23 ottobre 2020 – Il Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e d’intesa con la Regione Toscana, ha emesso il decreto che autorizza OLT Offshore LNG Toscana, la società controllata da Snam e First Sentier Investors che gestisce il Terminale “FSRU Toscana” al largo delle coste tra Livorno e Pisa, a fornire il caricamento di gas naturale liquefatto (GNL) su navi metaniere di piccola taglia. Si tratta del primo rigassificatore in grado di erogare servizi di tipo Small Scale in Italia.
La nuova attività aggiunge un importante tassello alla logistica energetica, permettendo di completare la filiera che consente l’utilizzo del GNL come combustibile sostenibile e in grado di abbattere le emissioni inquinanti e climalteranti nel trasporto pesante terrestre e in quello marittimo, oltre che per usi industriali e civili nelle aree non servite dalla rete di trasporto nazionale.
Il progetto SSLNG di OLT consentirà, inoltre, al Paese di essere competitivo in uno dei mercati a più elevato tasso di crescita potenziale, così come già dimostrato dalle esperienze dei Paesi nordeuropei, grazie all’introduzione di un’area SECA nel mare del Nord nella Manica e nel Baltico anche a seguito dell’utilizzo di fondi europei. In Europa Paesi come Spagna, Francia, Belgio, Olanda e Scandinavia dispongono già da anni di servizi SSLNG erogati dai propri terminali di rigassificazione, permettendo di caricare navi metaniere di piccola taglia che possono servire direttamente altre navi con motorizzazione ibrida o esclusivamente a GNL, nel rispetto della stringente normativa IMO (International Maritime Organization) sulle emissioni di ossidi di azoto e di zolfo entrata in vigore già dal primo gennaio del 2020. Il GNL è il combustibile che permetterà la transizione al 2050 verso i futuri combustibili ad emissioni di CO2 pari a zero, quali ad esempio l’idrogeno.
La propulsione a GNL si sta diffondendo in modo particolare nel settore dei Ro/Ro, ovvero le navi-traghetto con modalità di carico del gommato in modo autonomo, senza ausilio di mezzi meccanici esterni, dei mezzi di supporto alle attività portuali e nel settore crocieristico che guida la rivoluzione dell’intero settore, con 12 nuovi ordini e 2 navi da crociera già operative nel Mare del Nord e nel Mediterraneo, mare chiuso e quindi particolarmente sensibile ai temi ambientali nel cui cuore opera OLT. In questo scenario si inserisce anche la diffusione delle navi metaniere di piccola taglia, chiamate anche “bunkerine”: dalle 6 unità del 2019 si passerà a 21 unità che saranno operative entro la fine 2021 in Europa. Il GNL sta giocando un ruolo centrale anche nel trasporto pesante su gomma; infatti, è l’unico combustibile alternativo a poter garantire le stesse prestazioni dei combustibili tradizionali, annullando sostanzialmente le emissioni inquinanti (NOx, SOx, Particolato) e con un impatto inferiore in termini di emissioni di CO2, fornendo un contributo determinante al rispetto degli obiettivi di breve periodo del Green Deal europeo.
In Italia, il solo mercato terrestre dei distributori per autotrazione di GNL è passato, dal 2016 al primo semestre del 2020, da 6 a 81 distributori, confermando il Paese al primo posto a livello europeo per numero di distributori disponibili.
Gli amministratori delegati di OLT, Giovanni Giorgi e Maurizio Zangrandi, hanno espresso soddisfazione per l’imminente avvio dell’attività di Small Scale.
In questi anni – ha dichiarato Giovanni Giorgi, AD di OLT – abbiamo lavorato per massimizzare l’utilizzo del terminale. “FSRU Toscana” lavora ormai da due anni al 100% della capacità, ricevendo GNL da quasi tutti i continenti. La firma del decreto segna per noi l’inizio di una nuova sfida che siamo pronti a cogliere con entusiasmo, anche in un momento difficile come questo, mai fermarsi, guardare sempre oltre – ha aggiunto Giorgi -. La progettazione di dettaglio è stata sviluppata in parallelo al processo autorizzativo durante questa fase emergenziale, gli ordini dei componenti ed i lavori necessari potranno partire entro la fine del 2020. Secondo la pianificazione che abbiamo previsto tra dodici mesi potremo caricare piccole metaniere”.
Con quasi 8.000 km di coste, l’Italia è posizionata esattamente nel centro del Mediterraneo – ha aggiunto Maurizio Zangrandi, AD di OLT – e con l’opportunità di giocare un ruolo fondamentale nella diffusione del GNL a beneficio della transizione energetica. Grazie a questo progetto anche il nostro Paese potrà avvalersi di una fonte energetica più sostenibile rispetto ai combustibili tradizionali, in linea con le migliori prassi già ampiamente diffuse in Europa. A breve, infatti, non dovremo più dipendere per le forniture di GNL da Francia, Spagna e Belgio, con significativi benefici industriali per il settore navale italiano”.
Il nuovo servizio sarà preliminarmente presentato agli utenti il prossimo 29 ottobre durante un workshop organizzato da Snam e rivolto al mercato gas, che sarà anche l’occasione per discutere di altri temi di attualità legati alle attività di rigassificazione, trasporto e stoccaggio.
 

ICS accoglie con favore un accordo giuridicamente vincolante per migliorare significativamente l’efficienza del carbonio

23 ottobre 2020 – La Camera internazionale delle spedizioni (ICS) accoglie con favore il pacchetto completo di ulteriori misure di riduzione del CO2 per la flotta globale esistente, concordato oggi da un numero schiacciante di governi di tutto il mondo dopo un intenso incontro virtuale di una settimana presso l’Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite (IMO).
L’accordo prevede misure giuridicamente vincolanti per garantire una riduzione del 40% dell’intensità del carbonio in tutta la flotta globale entro il 2030, rispetto al 2008, ed è un trampolino di lancio fondamentale per raggiungere il 100% di decarbonizzazione il più presto possibile dopo il 2050.
ICS è fiduciosa che questo nuovo pacchetto di regolamenti tecnici e operativi sarà formalmente concordato dal Comitato per la protezione dell’ambiente marino dell’IMO (MEPC) nel novembre 2020, per l’entrata in vigore nel 2023.
È importante sottolineare che l’accordo IMO include un sistema di rating A-E obbligatorio che incentiverà notevolmente gli armatori a migliorare la loro efficienza nel settore del carbonio: i noleggiatori delle navi sono molto più propensi a offrire affari e a pagare un premio per le navi altamente valutate, mentre le navi con un rating D o E dovranno affrontare gravi conseguenze negative a meno che non migliorino le loro prestazioni.
L’accordo IMO segue la pubblicazione, nell’agosto 2020, del quarto studio GHG che mostra che l’intensità di carbonio del trasporto marittimo internazionale è migliorata di circa il 30% tra il 2008 e il 2018. Le emissioni totali di gas a effetto serra prodotte nel 2018 sono diminuite del 7% rispetto al 2008, nonostante una crescita del 40% del commercio marittimo nello stesso periodo.
Il nuovo accordo dimostra la capacità dell’IMO, in quanto regolatore globale del settore, di raggiungere obiettivi vincolanti per ridurre le emissioni delle navi in linea con l’accordo di Parigi. L’industria marittima è un’industria globale che richiede regole globali, qualsiasi alternativa produrrebbe un mosaico caotico di regimi di riduzione diCO2 regionali e nazionali in conflitto, che farebbe deragliare i continui negoziati per eliminare le emissioni globali del settore attraverso un quadro normativo globale.
Parlando dopo la conclusione della riunione odierna dell’IMO, il Segretario generale dell’ICS, Guy Platten, ha dichiarato:
“Questo accordo fatto dai governi dimostra al mondo che l’industria marittima è saldamente sulla buona strada per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di riduzione delCO2 IMO e, in ultima analisi, essere un settore a emissioni zero.
“La volontà dei governi di cooperare e raggiungere il consenso nelle circostanze molto difficili di una riunione virtuale va applaudita e siamo lieti che le proposte sostenute dall’ICS, in cooperazione con un’ampia gamma di governi di tutte le parti del dibattito, siano una parte centrale dell’accordo.
“L’industria ha bisogno di certezze e questo accordo fornisce un chiaro segnale sugli investimenti che dobbiamo fare per ridurre ulteriormente le nostre emissioni e, in ultima analisi, diventare un settore a zero emissioni.
“ICS è pienamente impegnata in un futuro a zero emissioni di carbonio. Mentre l’importante accordo di oggi è quello di contribuire a garantire che la flotta esistente soddisfi l’obiettivo 2030, ICS si impegna anche a decarbonizzare al 100% il più presto possibile dopo il 2050. Per questo motivo ICS, in cooperazione con altre associazioni di armatori, ha presentato all’IMO una proposta dettagliata per un fondo da 5 miliardi di dollari, finanziato dall’industria, per accelerare lo sviluppo della ricerca di tecnologie a zero emissioni di carbonio e perché la decarbonizzazione continuerà ad essere un obiettivo chiave di ICS indipendentemente dalla perturbazione causata dal COVID-19.”
Il nuovo accordo IMO fornisce un quadro normativo globale per una serie di misure tecniche e operative di riduzione del CO2, sostenute da un sistema di applicazione globale mediante modifiche all’allegato VI della Convenzione MARPOL:
L’Energy Efficiency Existing Ship Index (EEXI), una misura tecnica basata su obiettivi simile all’Energy Efficiency Design Index (EEDI) che è obbligatoria per le nuove navi dal 2013.
Il concetto di “Super SEEMP”, originariamente proposto da ICS nel 2019, in base al quale l’uso del già obbligatorio Piano di gestione dell’efficienza energetica delle navi sarà soggetto a rigorosi audit esterni e certificazioni statutarie. Simile alla filosofia del Codice Internazionale per la Gestione Sicura delle Navi e la Prevenzione dell’Inquinamento (Codice ISM) – obbligatorio in tutto il settore negli ultimi 20 anni – le navi saranno tenute a dimostrare che tutto il possibile è stato fatto, come stabilito nel SEEMP, per migliorare l’efficienza operativa del carburante.
Accordo per lo sviluppo di indicatori di intensità di carbonio (CII) per i diversi tipi e dimensioni della nave, come complemento all’EEXI e al “Super SEEMP”, utilizzando un sistema di valutazione A-E di efficienza operativa che verrà applicato alle navi esistenti a partire dal 2023.

Parte il nuovo servizio settimanale VAX che collega direttamente il nuovo Container Terminal di Vado Gateway con il porto del Pireo

Approdata oggi nella banchina del nuovo Container Terminal la MV ATLANTIC SOUTH
Vado Ligure (Savona), 23 ottobre 2020 – È ufficialmente operativo il nuovo servizio settimanale VAX che collega direttamente il nuovo Container Terminal di Vado Gateway con il Porto del Pireo.
Presso la banchina del nuovo terminal deep sea di Vado Ligure, è approdata oggi la MV ATLANTIC SOUTH, nave feeder lunga 140 metri e con una capacità di 700 TEU.
Diamond Line, compagnia del Gruppo Cosco Shipping che gestisce tutti i collegamenti intra europei lancia un nuovo servizio shuttle tra il porto di Vado e quello di Pireo hub di Cosco Shipping e di Diamond Line nel Mediterraneo. Tra le priorità di tale collegamento la velocità di transit-time tra i due terminal container collegando Vado Gateway con le principali linee da e per Far e Middle East, India, Oceania ed Est Mediterraneo.
Nel caso specifico il servizio shuttle collega due porti in cui Cosco Shipping Group ha delle partecipazioni importanti e, quindi, l’attenzione nei confronti di questo collegamento sarà ancora più significativa.
“Poter accogliere a Vado Gateway anche navi del Gruppo Cosco Shipping è per noi motivo di grande soddisfazione e orgoglio” – ha commentato Paolo Cornetto, Amministratore Delegato APM Terminals Vado Ligure. “L’avvio di questo nuovo collegamento – ha proseguito Cornetto – concretizza la partnership avviata negli anni scorsi e segna una tappa fondamentale nel percorso di crescita del nostro scalo e nel suo posizionamento nel mercato italiano ed internazionale”.
“Finalmente dopo tanti anni anche Cosco ha trovato la sua casa in Italia – commenta Marco Donati – Direttore Generale Cosco Shipping Lines Italy – e siamo orgogliosi e fortemente motivati a dimostrare al mercato che Cosco Ports e APM Terminals porteranno considerevoli vantaggi al nostro cluster”. L’inizio, peraltro, è molto promettente in quanto gli spazi sulla prima nave sono stati esauriti sia inbound che outbound.
Come per gli altri collegamenti attivi, anche gli autotrasportatori diretti a Vado Gateway per le operazioni di carico e scarico dei contenitori Cosco possono velocizzare i tempi di ingresso al terminal e beneficiare di una maggiore flessibilità e autonomia nella gestione degli orari grazie all’app gratuita per mobile “APMT TERMPoint Appointments”.
Attraverso l’applicazione, gli autotrasportatori possono visualizzare e modificare l’orario dei propri appuntamenti, controllare gli incarichi assegnati, inserire tutte le informazioni sul container richieste prima dell’arrivo e, per chi utilizza più mezzi, cambiare direttamente all’interno dell’applicazione il numero di targa, visualizzando in tempo reale gli appuntamenti corrispondenti a ciascun mezzo utilizzato.
Un ulteriore vantaggio legato all’utilizzo dell’app è la riduzione dell’interazione tra le persone al gate di accesso, caratteristica di particolare rilevanza in questa fase di emergenza sanitaria.

Porti di Venezia e Chioggia: continua la flessione dei traffici ma primi segnali di ripresa sostenuti da un serrato programma di escavo dei canali

Venezia, 23 ottobre 2020 – I dati relativi al terzo trimestre confermano la flessione dei traffici 2020 per i porti lagunari: il porto di Venezia perde circa 2 milioni di tonnellate rispetto ai primi 9 mesi del 2019 (-11%), il porto di Chioggia perde nello stesso periodo circa 313 mila tonnellate, dato che equivale a un -33%.
Per quanto riguarda lo scalo veneziano, va considerato che una rilevante porzione del traffico perduto è ricollegabile al crollo delle importazioni di carbone (-69,5%), causato dal graduale abbandono da parte del Paese di questa fonte energetica in continuità con i principi stabiliti dalla Strategia Energetica Nazionale. Al netto del carbone, infatti, la flessione registrata a Venezia tra gennaio e settembre si attesta su un -7%.
A Porto Marghera le rinfuse liquide segnano un -6,8% (-464 mila tonnellate), le rinfuse solide, compreso il carbone, si attestano sul -19,9% (-903 mila tonnellate) e il general cargo registra un -9,7% (-712 mila tonnellate). Tra le voci in positivo, alcuni prodotti alimentari come i mangimi e i semi oleosi che crescono del 3,4%, i prodotti metallurgici che crescono del 6,3% e i prodotti chimici del 3,8%.
In calo del 34% il numero delle chiamate, che è stato di 1739 nei primi nove mesi del 2020 rispetto alle 2637 dello stesso periodo del 2019. I contenitori perdono 51 mila TEU (-11,4%). In calo del 78,4% il traffico passeggeri dei traghetti (dato comprendente anche il collegamento veloce con la Croazia, al netto del quale il calo sarebbe del -55,2%), mentre il traffico crocieristico è rimasto sostanzialmente fermo quest’anno con 5.653 passeggeri rispetto agli 1,316 milioni dell’anno precedente (-99,5%).
A Chioggia risultano azzerate le poche rinfuse liquide, costituite da prodotti chimici, transitate nel porto nel 2019 e in flessione del 9% le rinfuse solide, vera specialità dello scalo, che sono trascinate giù in particolare dai prodotti metallurgici e per l’edilizia (cemento, calce, malta) e che perdono circa 64 mila tonnellate rispetto ai primi tre trimestri 2019. Sempre in questa categoria di merci, però ci sono anche eccezioni, come i prodotti chimici solidi che crescono del 20% raggiungendo le 105 mila tonnellate. In calo del 64,5% anche il general cargo.
Le chiamate sono complessivamente 175 rispetto alle 263 dell’anno precedente.
Il Commissario Straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Pino Musolino, dichiara:
“Analizzando i dati per trimestre emergono segnali di miglioramento nel periodo tra luglio e settembre rispetto ai primi due trimestri dell’anno, il calo congiunturale è infatti del -8,5% rispetto al -14,3% del periodo aprile-giugno, e questo senza considerare la “zavorra” dei prodotti carboniferi che, inevitabilmente date le scelte energetiche nazionali, sono destinati a divenire residuali nella composizione delle merci scambiate nei nostri porti.
Il terzo trimestre, inoltre, presenta dati positivi per il settore Ro-Ro (+24mila tonnellate), si tratta del risultato trimestrale migliore registrato da giugno 2019.
Anche il settore energetico, nonostante il calo cronico del carbone, mostra dei miglioramenti: il terzo trimestre risulta il migliore tra quelli del 2020 anche se i valori non sono ancora sui livelli registrati nel terzo trimestre 2019.
Lo stesso vale anche per i container, dove si intravede una tendenza al miglioramento nel terzo trimestre 2020 nonostante i valori tuttora inferiori a quelli dell’anno precedente”.
“L’Autorità di Sistema sta lavorando intensamente per sostenere questi segnali importanti che denotano la resilienza dei nostri scali e lo fa, in primo luogo, ripristinando alla massima velocità l’accessibilità nautica e il pescaggio dei canali navigabili. Solo nel mese di settembre sono stati scavati 26 mila metri cubi di sedimenti nel porto di San Leonardo e 2 mila metri cubi nel Canale Ovest di Porto Marghera. Sempre nello scalo veneziano sono stati ultimati gli approfondimenti sull’analisi dei sedimenti della Darsena Rana ed è ora in fase di redazione il progetto di escavo che sarà poi trasmesso al PIOPP.
Per quanto riguarda l’attività di escavo del Canale Malamocco-Marghera, autorizzata all’inizio di ottobre, AdSP sta svolgendo tutte le azioni propedeutiche all’avvio dei lavori, quali ad esempio i rilievi batimetrici utili a pianificare i lavori e a individuare le aree di intervento prioritarie e la predisposizione della documentazione da inviare alla Capitaneria di Porto e al PIOPP.
Per quanto riguarda il porto di Chioggia, infine, l’AdSP ha completato la redazione del progetto per la manutenzione degli accosti di Val Da Rio e attende ora autorizzazione all’avvio dei lavori da parte del Provveditorato”.

Nuovi meccanismi tariffari: la 13ma Assemblea dell’Unione Piloti favorevole al ricorso al TAR

23 ottobre 2020 - Impugnare tramite un ricorso al TAR del Lazio, il provvedimento del 10.08.2020 del MIT in merito ai criteri e meccanismi tariffari per il servizio di pilotaggio. E’ quanto deciso dalla 13’esima Assemblea ordinaria dell’Unione Piloti tenutasi in videoconferenza, in ossequio alle norme per contrastare la diffusione della pandemia Covid 19, lo scorso 20 ottobre.
L’assemblea, oltre ad aver approvato il bilancio consuntivo 2019 ha provveduto ad eleggere Ubaldo Sgherri nuovo rappresentante dei Pensionati.
Ad aprire i lavori della riunione è stato il presidente Bellomo che con la sua relazione ha subito sottolineato il momento delicato che sta vivendo la categoria poichè “è in discussione il servizio di pilotaggio”.
Nonostante i tentativi di instaurare un leale confronto sostenendo tesi equilibrate – ha affermato  “assistiamo quotidianamente alla chiara intenzione di svendere la categoria al miglior offerente con prezzi di realizzo”. 
“L’utenza ha  proseguito – tenta ancora di nascondere il proprio obbiettivo ossia quello di mettere mano alla ricchezza del pilota in modo indiscriminato”. 
Secondo Bellomo dietro l’apparente apertura di mitigare gli effetti di una normativa avversa ai piloti si cela infatti la cristallizzazione della stessa “che toglierà per sempre ai piloti la possibilità che vengano riconosciuti i propri diritti”. 
Non poche riserve sono state espresse dal presidente dell’UP circa i contenuti degli studi sulle tariffe di pilotaggio elaborati dall’advisor The Brattle Group e dal C.I.E.L.I.  in quanto a suo parere ”avvicinano il servizio di pilotaggio ad un servizio eseguito da un ente privato”.
Bellomo ha poi respinto, definendola non vera, l’affermazione che circola in taluni ambienti sul conto dell’UP, la quale sarebbe capace di creare solo dissapori con le altre associazioni e in special modo con il Ministero: “Ho estrema fiducia nelle autorità, purtroppo alcune situazioni che vedono le nostre richieste inevase da tempo (…) ci mettono nelle condizione di dover assumere posizioni forti”.
Non sono mancati i distinguo: “La necessità di trattare in modo distinto il servizio di Pilotaggio non può essere affatto considerata una banalità in quanto le Amministrazioni competenti hanno l’obbligo di individuare con rigore una formula che coniughi le esigenze del servizio di pilotaggio, non esposto a concorrenza, e quanto esplicitamente richiesto dalla Regolamento 352/2017 (che istituisce un quadro normativo per la fornitura di servizi portuali e norme comuni in materia di trasparenza finanziaria dei porti) – ha chiosato il presidente”.
In proposito Bellomo ha citato le incongruenze esistenti circa alcuni elementi retributivi tra piloti ed altri servizi portuali che paradossalmente adottano la stessa formula matematica per l’adeguamento tariffario.
Questi  presupposti hanno spinto poi Bellomo a rinnovare la richiesta al Ministero di rendere ancora più trasparente la tariffa di pilotaggio, proprio in ragione dell’entrata in vigore del succitato regolamento -  aggiungendo  che l’obiettivo indicato dallo stesso Ministero “mal si concilia con la nota del 10 agosto 2020, specie se si tiene conto che tutte le incongruenze evidenziate dallo stesso studio commissionato non trovano soluzione nel documento finale”.   
Bellomo si è dichiarato infine perplesso che i nuovi meccanismi tariffari per il servizio di pilotaggio, possano generare “aumenti tariffari significativi, i quali nella migliore delle ipotesi produrranno un mantenimento delle attuali basse ripartizioni, mentre la gravità delle modifiche concordate con l’utenza produrrà sicuramente il taglio degli stipendi dei piloti”. 
Non voglio credere nemmeno – ha concluso Bellomo - ai proclami su fantomatici salvataggio del “fondo”. Tanto, da far sorgere il dubbio che l’accordo, trovato tra le parti con l’esclusione dell’Unione Piloti, possa essere stato possibile solo in cambio del privilegio di gestire in esclusiva il contributo federale del 2%. 
 
 

Joint Venture tra Premuda e Columbia Shipmanagement

Il gruppo armatoriale italiano Premuda, controllato da Pillarstone, la piattaforma industriale e finanziaria che supporta il rilancio di aziende in temporanea difficoltà, oggi ha posto le basi per la costituzione di una joint venture con Columbia Shipmanagement (CSM), un gruppo internazionale con 40 anni di esperienza nella gestione di flotte e nei servizi marittimi per l’industria dello shipping.
Grazie alla JV annunciata oggi, CSM, fra i leader mondiali del settore, entrerà nel mercato italiano e si occuperà della gestione tecnica dell’intera flotta oggi in gestione a Premuda, costituita attualmente da 28 navi sotto il controllo della società genovese e di Finav, il fondo per la gestione di crediti nel settore dello shipping costituito da Davy Global Fund Management con il supporto di Pillarstone.
A sua volta, Premuda sarà azionista della nuova società che prende la denominazione di CSM Italy e avrà sede a Genova.
Nel quadro delineato, una volta esperite le dovute procedure di consultazione sindacale, CSM Italy offrirà i propri servizi di shipmanagement.
Oltre alla gestione della flotta Premuda, CSM Italy offrirà fin da subito l’intero portafoglio di servizi offerti dal gruppo CSM a tutto il cluster marittimo italiano. Il capitale sociale di CSM Italy sarà aperto a potenziali nuovi partecipanti, armatori ed operatori italiani, che vogliano unirsi allo spirito dell’iniziativa.
La realizzazione di questa nuova partnership con CSM consentirà a Premuda di ottenere una gestione della flotta ancor più efficiente e flessibile, sempre più necessaria nell’attuale contesto competitivo, e di proseguire nel suo percorso di trasformazione del modello di business e di espansione dell’attività, intrapreso all’inizio del 2017 con il pieno supporto dell’azionista.
Per il Presidente e CEO di CSM, Mark O’Neil, il nuovo progetto di joint venture conferma l’interesse della società per l’importante mercato italiano: “CSM ha sempre nutrito un profondo rispetto per la storia della marina mercantile italiana. Entrando per la prima volta nel mercato italiano, siamo convinti di essere il partner giusto per una società in forte crescita, alla quale possiamo assicurare economie di scala, soluzioni digitali e ottimizzazione operativa. CSM Italy sarà pronta e disponibile a collaborare con gli altri operatori italiani, in tutti i settori marittimi, fornendo loro un servizio su misura per soddisfare le loro particolari esigenze e coinvolgendoli sin dall’inizio nello sviluppo della Società. Questo è un momento estremamente emozionante per lo shipping italiano e auguriamo il meglio per il futuro al nostro nuovo amministratore delegato Xanthos Kyriacou. È la persona migliore per questo lavoro.”
Per il CEO di Premuda, Marco Fiori: “Due organizzazioni “first in class”- che condividono il medesimo approccio al business – hanno individuato un obiettivo comune. L’opportunità di partnership con CSM nasce da un’analisi molto approfondita del nostro modello operativo ed è un tassello fondamentale per lo sviluppo di Premuda, finalizzato ad ottimizzare la gestione commerciale e strategica della flotta, con il supporto di un partner tecnico di altissimo livello. Questa nuova operazione è un “win win” per i due partecipanti e anche per Genova che attrae l’attivita’ di un nuovo gruppo internazionale.”
Gaudenzio Bonaldo Gregori, CEO di Pillarstone Italy: “La possibilità di realizzare un joint-venture rappresenta un ulteriore step nel percorso di sviluppo di Premuda e ribadisce il forte committment che abbiamo nei confronti del settore dello shipping italiano dove siamo diventati un player molto rilevante.
Fondata più di un secolo fa, dal 2016 Premuda è controllata da Pillarstone Italy, la piattaforma industriale e finanziaria che supporta il rilancio di aziende in temporanea difficoltà. Negli ultimi due anni la società ha completato un significativo rinnovamento del management team e rilanciato il marchio Premuda nel mercato internazionale. In tale ottica sono stati avviati un articolato processo di razionalizzazione, incremento e diversificazione della flotta sociale e una progressiva trasformazione del modello di business. Mantenendo la sede a Genova, Premuda è oggi una società internazionale sempre più rivolta al mercato globale.
Columbia Shipmanagement è uno dei principali gestori navali internazionali, presente con uffici a Cipro, a Singapore, in Germania, in Cina (Shanghai) e uffici di recente apertura in Arabia Saudita (Riyadh) e in Grecia (Atene). Istituita oltre 40 anni fa dal presidente Heinrich Schoeller, CSM fornisce servizi su misura e ottimizzati per i clienti internazionali in tutti i settori marittimi, tra cui anche superyacht, navi da crociera e servizi offshore, oltre a gestire la ristorazione, l’approvvigionamento, la logistica, lo smaltimento dei rifiuti ed il riciclaggio, grazie alla sua Performance Optimisation Control Room.
 

Mercantile attaccato dai pirati nel Golfo di Guinea: la fregata Martinengo della Marina Militare interviene in soccorso

Ieri, 23 ottobre, nel Golfo di Guinea la fregata Martinengo della Marina Militare è intervenuta in soccorso del mercantile Errina battente bandiera panamense che aveva subìto un attacco di pirati. La fregata “Federico Martinengo”, impegnata in quel mare in attività di sorveglianza, ha agito in seguito a una segnalazione di allarme.
La nave militare italiana si trovava in pattugliamento al largo delle coste della Nigeria a grande distanza dalla posizione dell’attacco al mercantile.
Il Martinengo, giunto in zona, riusciva ad entrare in contatto radio con il comandante del mercantile che informava di essere stato oggetto di abbordaggio da parte di una piccola imbarcazione veloce con uomini armati a bordo che avevano saccheggiato la nave e danneggiato gli apparati radio, abbandonando poi in seguito la nave. Lo stesso Comandante informava che il suo equipaggio era in buone condizioni e non necessitava di assistenza essendo in grado di riprendere la navigazione verso il porto.
La fregata della Marina Militare avvisava la compagnia marittima della nave, rimasta da molte ore senza notizie a causa dei danni agli apparati radio subiti durante l’abbordaggio, che ringraziava la nave militare italiana per l’assistenza fornita.
Nave Martinengo ha continuato a sorvegliare la zona assicurando, con la sua presenza, un’efficace effetto deterrente a salvaguardia dei mercantili in zona.
L’attività di nave Martinengo nel Golfo di Guinea, una delle aree marittime del pianeta divenuta tra le più pericolose, ha come obiettivo la vigilanza a tutela degli interessi nazionali e della sicurezza delle vie marittime, allo scopo di assicurare alle navi mercantili nazionali e internazionali presenti il libero uso del mare, ma anche quello di cooperare con le marine dei paesi rivieraschi al fine di aumentare la reciproca conoscenza e fiducia, nonché la capacità di cooperazione per contribuire al miglioramento delle condizioni di sicurezza nella regione.