Guardia Costiera, sequestrate 40 tonnellate di prodotto ittico

Manfredonia, 28 dicembre 2020 - Intensa attività di controllo, dal 7 Dicembre ad oggi, nell’ambito dell’operazione nazionale “Frontiere tracciabili” coordinata in Puglia dal 6° Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima della Puglia e della Basilicata Jonica in seguito alla quale sono state sequestrate 40 tonnellate di prodotto ittico, comminate sanzioni che ammontano a 124.000 euro (centoventiquattromila) euro e denunciati 6 soggetti per fatti penalmente rilevanti.
Le attività ispettive, condotte a terra avevano la finalità prioritaria di impedire che prodotti provenienti dall’estero e privi dei requisiti di tracciabilità facessero ingresso nel territorio nazionale e venissero, quindi, commercializzati.
Tra le diverse attività portate a termine dai militari del Compartimento Marittimo di Manfredonia ( dal Comune di Zapponeta a quello di Marina di Chieuti) si evidenziano le seguenti:
Controllo presso un grossista di prodotti ittici nel Comune di Foggia dove, per carenze legate alla tracciabilità del prodotto ittico in commercio veniva effettuato un sequestro amministrativo di 250 kg di prodotto ittico vario; Controllo presso un magazzino nel Comune di San Nicandro Garganico (FG) dedito alla vendita di mitili (vongole o lupino) a cui i militari operanti contestavano violazioni relative alla tracciabilità del prodotto ittico posto in vendita togliendo dal mercato ben 290 kg di prodotto ittico potenzialmente pericoloso. Ad entrambi i titolari degli esercizi commerciali venivano elevate due sanzioni amministrative di importo complessivo pari a 3.000 euro.
In totale dal 07 dicembre ad oggi sono stati effettuati nel solo Compartimento marittimo di Manfredonia sotto le direttive del Comandante Turiano, con il coinvolgimento di tutti gli uffici marittimi dipendenti di Vieste, Peschici, Rodi Garganico e Lesina, n°89 ispezioni (tra esercizi commerciali ed imbarcazioni dedite alla pesca), elevate n°6 sanzioni amministrative con importi pari a circa 10.000 euro ed effettuati n°5 sequestri amministrativi per un totale di circa 650 kg di prodotto ittico vario.
La mirata azione di controllo, in tale materia, da parte della Guardia Costiera assume notevole rilevanza in considerazione del fatto che ingenti quantità di merce “non in regola” viene sottratta dal circuito commerciale prevenendo e scongiurando, in tal modo, il rischio, che prodotti non idonei al consumo giungano sulle tavole di ignari consumatori.
Obiettivo principale delle diverse attività ispettive era quello di verificare il rispetto, da parte dei diversi operatori del settore, delle normative comunitarie e nazionali , che prevedono altresì l’obbligo di mantenere, nel corso di tutte le diverse fasi di produzione (dalla pesca alla vendita al dettaglio), uno stringente sistema di tracciabilità ed etichettatura dei prodotti ittici che giornalmente finiscono sulle tavole dei consumatori.
//  

Federica Archibugi neo-presidente dei
Giovani di Federagenti

Roma, 28 dicembre 2020 - Federica Archibugi è chiamata a raccogliere l’esplicito invito formulato dal neo presidente di Federagenti, Alessandro Santi che, nel programma presentato in occasione della recente assemblea della Federazione, ha fatto più volte riferimento proprio ai giovani come risorsa non pienamente sfruttata per garantire alla categoria un ruolo nel sempre più complesso cluster marittimo e portuale.
“Il post pandemia – ha affermato Federica Archibugi – comprimerà inevitabilmente i tempi della cosiddetta adolescenza imprenditoriale, chiamando le nuove generazioni delle tante imprese familiari che operano nel settore a un impegno immediato e ben più efficace rispetto a quanto accaduto nel passato. I giovani dovranno, in altre parole, diventare rapidamente un asset per le imprese del comparto, anche e specialmente nel quadro della diversificazione produttiva in atto.”
Per questi motivi la neo-Presidente dei Giovani di Federagenti ha, nel suo sintetico programma, insistito in particolare su due fattori qualificanti: da un lato, una formazione che trasformi i giovani in un valore aggiunto per le imprese marittime garantendo anche un salto di qualità nei campi della digitalizzazione e della governance delle aziende; dall’altro, una collaborazione più efficace e concreta con gli altri “giovani” del cluster marittimo, realizzando forme di integrazione e di dialogo costante in primis con i giovani armatori.

F2i Holding Portuale acquisisce MarterNeri

Alle attività portuali di Mestre, Chioggia e Carrara, già nel portafoglio del fondo F2i, si aggiungono quelle svolte da MarterNeri a Monfalcone e Livorno
La recente acquisizione di Compagnia Ferroviaria Italiana (CFI), attiva nel trasporto via ferro di merci rinfuse, completa il quadro di un disegno industriale organico perseguito da F2i anche a vantaggio dell’economia nazionale e volto al rafforzamento del settore della logistica merci
Milano, 28 Dicembre 2020 – F2i sgr, il principale Fondo Infrastrutturale italiano, ha siglato l’accordo per l’acquisizione da VEI Log Spa del gruppo MarterNeri, gestore di terminali portuali a Monfalcone e Livorno. MarterNeri, le cui attività sono state avviate nel 1969 dalle famiglie fondatrici, è titolare di concessioni e autorizzazioni a Monfalcone e a Livorno.
L’acquisizione, il cui perfezionamento resta condizionato alle autorizzazioni delle competenti autorità, verrà effettuata attraverso F2i Holding Portuale (FHP), società interamente controllata dal Terzo Fondo F2i e dal Fondo F2i-ANIA. Le attività di MarterNeri si integreranno con quelle già svolte da FHP nei quattro terminal di Carrara, Marghera e Chioggia, acquisiti nel 2019. Dal consolidamento in FHP nasce il primo operatore portuale italiano nel settore delle rinfuse, attivo nell’Alto Adriatico e nel Tirreno con oltre 7 milioni di merci movimentate annualmente, 7 terminali in gestione, 200 mezzi di sollevamento e movimentazione, magazzini e infrastrutture di interconnessione.
Il comparto delle merci rinfuse solide (prodotti siderurgici, cereali, cellulosa, fertilizzanti, moduli industriali speciali e altre merci che, per caratteristiche specifiche, non sono trasportate in containers) è strategico per l’economia nazionale. Il 70% delle importazioni e il 50% delle esportazioni italiane avvengono via mare, per un valore annuo di 160 miliardi di euro. La logistica relativa a tali merci è un tassello indispensabile per garantire l’efficiente operatività dei principali distretti industriali italiani. A tal proposito, il disegno industriale realizzato da F2i, che potrà ulteriormente ampliarsi nei prossimi mesi, riguarda anche la logistica di terra via trasporto ferroviario, attività in cui recentemente F2i ha investito con l’acquisizione di CFI (Compagnia Ferroviaria Italiana), il maggior operatore nazionale indipendente. Dopo l’acquisizione di MarterNeri, il volume d’affari e il numero di addetti delle società appartenenti a F2i e operanti nel comparto delle merci rinfuse sono stimati essere superiori rispettivamente a 170 milioni di euro e 630 risorse.
“Il settore della logistica portuale delle merci rinfuse è strategico per l’economia italiana ma è gestito in modo frammentato e manca di integrazione con la logistica di terra”, ha dichiarato Renato Ravanelli, amministratore delegato di F2i Sgr, “nel corso dell’ultimo anno abbiamo assistito al grande interesse da parte di istituzioni e operatori stranieri, europei ed extra europei, verso i porti nazionali. La nuova geografia dei commerci e l’evoluzione geofisica dei trasporti stanno infatti determinando una crescente centralità delle coste italiane.  F2i risponde a tali evoluzioni con un progetto italiano volto alla nascita di un operatore integrato con il trasporto ferroviario, capace di servire le esigenze della clientela nazionale e internazionale in maniera professionale e, in quanto operatore indipendente, in maniere non discriminatoria”.
“Dopo gli investimenti nei comparti ferroviario e aeroportuale, il Fondo ANIA rafforza il suo posizionamento nel settore dei trasporti acquistando MarterNeri, società operante nella logistica portuale. L’operazione ha una rilevanza strategica per l’economia che, dopo la pandemia, sarà chiamata a correre più veloce che mai, con infrastrutture all’altezza degli obiettivi di crescita che l’Italia si è prefissa. Sono evidenti, inoltre, gli impatti positivi sia sull’occupazione del settore sia in termini di sostenibilità, in linea con i criteri di selezione ESG che stanno guidando sempre più gli investimenti del comparto assicurativo italiano”, ha dichiarato Maria Bianca Farina, Presidente dell’ANIA, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici.
F2i Sgr è stata assistita da: VSL Club (advisor industriale); Cleary-Gottlieb e Studio Zunarelli (advisor legali); Prothea (advisor finanziario); Virtex (advisor fiscale);PWC (advisor contabile); AON e Willis (advisor assicurativi per polizza w&i e due diligence); Rina (advisor tecnico); REAG (advisor immobiliare); Afry (advisor di mercato).

Dissegna Logistics diventa socio effettivo di Alis

Guido Grimaldi: “Dissegna Logistics è un buon esempio di logistica intermodale che rivolge massima attenzione a sostenibilità ed innovazione”
“Grazie all’ingresso di Dissegna Logistics come socio effettivo, che rivolge da sempre massima attenzione alla sostenibilità ambientale e all’innovazione tecnologica, ALIS continua a rappresentare la realtà associativa di riferimento del trasporto e della logistica”.
Così il Presidente di ALIS Guido Grimaldi commenta l’adesione come socio effettivo di Dissegna Logistics, importante player europeo di trasporti nazionali ed internazionali su strada, ferro e mare.
Per la nostra azienda è un vero orgoglio poter condividere con ALIS i valori di responsabilità ed affidabilità nonché la stessa visione della logistica del futuro caratterizzata dallo sviluppo del trasporto intermodale,  con l’implementazione di soluzioni tecnologiche e di processi digitali sempre più avanzati, dalla crescita dell’internazionalizzazione nel settore e dal raggiungimento di risultati concreti anche e soprattutto in materia di sostenibilità e di riduzione delle emissioni inquinanti, obiettivo centrale che auspichiamo possa tornare al più presto, dopo la fase emergenziale vissuta in questo 2020, al primo posto delle agende politico-istituzionali del nostro Paese e di tutto il mondo. Siamo quindi pronti - dichiara Ilario Dissegna, CEO di Dissegna Logistics – ad affrontare insieme le prossime sfide per il rilancio del nostro settore. Per mantenere standard qualitativi di massimo livello, la nostra flotta è infatti costantemente connessa e dotata delle migliori tecnologie IT. Inoltre, l’attenzione per l’ambiente è da sempre una nostra priorità e coinvolge ogni aspetto della nostra gestione operativa: lo sviluppo delle connessioni intermodali, l’utilizzo di mezzi moderni ed ecologici aderenti ai più severi standard di emissioni, l’investimento in mezzi EURO 6 e LNG sempre più efficienti, la costante formazione del personale viaggiante insieme al focus di riduzione dei percorsi a vuoto, ci permettono di anno in anno di migliorare le nostre performance ambientali.
 

Confitarma, entusiasmo per il rientro dei marittimi bloccati in Cina

Roma, 29 dicembre 2020 -Mario Mattioli, presidente di Confitarma, accoglie con entusiasmo la notizia del prossimo rientro in Italia dei marittimi imbarcati sulle due navi italiane ferme al largo del porto di Huanghua dallo scorso giugno a causa della disputa commerciale tra Cina e Australia, che impedisce di sbarcarne il carico, ed anche per le restrizioni legate alla pandemia, ed esprime grande apprezzamento per la delicata e complessa azione diplomatica portata avanti dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale insieme all’Ambasciata d’Italia a Pechino e con il coordinamento del VI Reparto del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.
“In chiusura di un anno veramente difficilissimo – afferma Mario Mattioli – questa notizia è il più bel regalo non solo per le famiglie dei marittimi, che potranno riabbracciare i loto cari, ma anche per tutto l’armamento italiano e, in particolare, per Confitarma che in tutti questi mesi ha sempre lavorato in sinergia con le società interessate e tutte le autorità competenti per la migliore soluzione della vicenda”.
“Auspichiamo – aggiunge il Presidente di Confitarma – che si giunga al più presto ad una rapida soluzione anche per gli altri marittimi ancora bloccati a causa delle restrizioni imposte dai Governi per fronteggiare la pandemia.
Ribadisco, in proposito, l’urgenza di un riconoscimento formale dei marittimi come lavoratori chiave consentendo loro un corridoio prioritario sia per le vaccinazioni sia per la necessaria logistica al fine di garantire gli avvicendamenti a bordo”.

Maxi operazione della Guardia Costiera Pugliese

Bari, 28 dicembre 2020 -Tradizionale maxi operazione della Guardia Costiera in coincidenza del periodo natalizio coordinata in Puglia dal 6° Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Bari, e incentrata sul controllo dei prodotti ittici provenienti dall’estero e per questo denominata “Frontiere tracciabili”.
La capillare attività condotta sin dall’inizio di dicembre, e proseguita nel corso  delle festività, ha portato all’ingente sequestro complessivo di 40 tonnellate di prodotto ittico, per un totale di sanzioni comminate pari a € 124.000 euro, a cui si è aggiunta la denuncia di  6 soggetti per fatti penalmente rilevanti .
L’attività ispettiva si è concentrata su piattaforme logistiche di distribuzione e grossisti locali di prodotto ittico, allo scopo di impedire che specie ittiche provenienti dall’estero, prive dei prescritti requisiti di igiene, qualità e tracciabilità, facessero ingresso nel territorio nazionale e fossero quindi commercializzate in modo fraudolento.
Rilevante e indicativo il dato relativo ai controlli svolti dal personale della Capitaneria di Porto di Bari e dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Monopoli,  impegnato sul territorio di giurisdizione e spintosi anche nell’entroterra fino a Matera, visto che sono state sequestrate ben 22 tonnellate di prodotto ittico privo dei requisiti di tracciabilità, con la conseguente elevazione di sanzioni per € 30.000.
In particolare, nella città di Matera, presso una piattaforma logistica, sono state sequestrate 14 tonnellate di teste di rana pescatrice, importate dalla Namibia in assenza di documenti che ne comprovassero la reale provenienza.
A Monopoli, invece, 2 tonnellate e mezzo di seppie provenienti dalla Tunisia sono state sequestrate presso un grossista, privo altresì delle necessarie autorizzazioni all’esercizio dell’attività, e nei cui confronti è stata disposta dalla ASL competente la chiusura immediata dell’attività. Allo stesso titolare sono state inflitte sanzioni per € 11.500.
Una tonnellata di gamberi rossi provenienti dalla Grecia e totalmente privi di documentazione commerciale di accompagnamento, rinvenuti su un mezzo sbarcato da un traghetto, sono stati sequestrati nel porto di Bari e, previa verifica dell’idoneità al consumo umano, devoluti in beneficienza ad enti caritatevoli.
La mirata azione della Guardia Costiera nel delicato settore della commercializzazione del prodotto ittico, a difesa del “Made in Italy”, assume notevole rilevanza in considerazione del fatto che ingenti quantità di merce “non in regola” è immessa illegalmente sul mercato, con il rischio, frequente,  che prodotti non idonei al consumo giungano sulle tavole di ignari consumatori.
Resta infatti primaria la salute del consumatore, tutelato dalle numerose e complesse norme di matrice comunitaria che regolamentano tutte le fasi della filiera ittica, dalla cattura del prodotto al consumo finale.
//  
 

La Guardia Costiera traccia il bilancio conclusivo del 2020

Il 2020, a causa delle particolari contingenze sanitarie, si è rivelato un anno difficile. La pandemia da Covid-19 ha stravolto le abitudini del vivere comune, del modo di lavorare, dei rapporti sociali. In tale contesto, la Guardia Costiera si è adoperata nel fornire una risposta concreta e immediata collaborando attivamente con la Protezione Civile.
Molteplici gli interventi operativi sul territorio nazionale per assicurare il trasporto urgente di più di 1.300.000 DPI (dispositivi di protezione individuale). I militari del Corpo, inoltre, sono stati anche inseriti in appositi dispositivi di Pubblica sicurezza, per contribuire con le Forze di polizia alla verifica contestuale del rispetto delle disposizioni volte a contenere e contrastare la diffusione del virus.
Grazie al rinnovato impegno di tutti gli uomini e le donne della Guardia Costiera, anche per quest’anno è stata garantita la continuità dei servizi indispensabili alla comunità nazionale che dal mare trae sostentamento e/o svago.
Grazie al lavoro svolto dal 6° Reparto “Sicurezza della Navigazione” del Comando Generale del Corpo, nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria, è stata mantenuta in efficienza la catena logistica degli approvvigionamenti via mare dei beni essenziali, garantendo la sicurezza e la regolarità dei trasporti marittimi che non hanno mai interrotto la loro attività, né è mai mancata l’assistenza nei confronti di quegli equipaggi momentaneamente bloccati nei porti esteri. Per venire incontro al personale marittimo – inoltre – sono stati prorogati i permessi, i certificati, gli attestati e gli atti abilitativi. L’attività di controllo è altresì proseguita regolarmente con 1227 ispezioni PSC (Port State Control) eseguite nei confronti delle navi straniere approdate nei porti italiani, delle quali 64 sottoposte a fermo amministrativo per gravi irregolarità concernenti la sicurezza della navigazione.
Ma non solo. Nel corso del 2020 la Guardia Costiera si è fortemente impegnata anche in favore dell’ambiente sia a livello operativo che comunicativo. La campagna ambientale “Alla natura non serve”, il cui spot è ancora in programmazione nell’emittente televisiva nazionale, nata dalla collaborazione tra il Comando Generale della Guardia Costiera e il Ministero dell’Ambiente, ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica a favore del corretto smaltimento di guanti e mascherine, affinché non vadano dispersi nell’ambiente marino e costiero. L’operazione “Reti fantasma”, ha visto i nuclei subacquei del Corpo impegnati in attività di recupero delle reti da pesca abbandonate lungo i fondali marini: un pericolo per la vita dell’ecosistema marino come pure per la sicurezza di bagnanti e subacquei. Ad oggi, sono oltre 7 le tonnellate di reti abbandonate sui fondali marini rimosse dai nuclei sub della Guardia Costiera, pari a circa 240mila bottiglie di plastica.  A quest’attività operativa, si è affiancata la campagna “dal lockdown alla ripartenza” e la 4^ campagna di monitoraggio ambientale nelle aree marine protette realizzata grazie all’intervento congiunto della componente aeronavale del Corpo, dei nuclei sub e dei laboratori ambientali mobili.
Sul fronte “pesca”, poi, non è mancato il sostegno al ceto peschereccio destinatario di misure normative governative finalizzate ad agevolare lavoratori e imprese nell’affrontare la contingente situazione economica connessa all’emergenza epidemiologica, l’operatività delle quali è stata garantita dal Corpo delle Capitanerie di porto, in ragione della dipendenza funzionale dal MIPAAF (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali). Nello specifico, allo stato attuale sono state liquidate due diverse forme di sostegno al settore della pesca14 milioni di euro provenienti dal “Fondo pesca e acquacoltura per l’emergenza COVID-19” (Decreto ministeriale del 17/7/2020 emanato ai sensi dell’articolo 78, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18), e 16 milioni di euro a favore del fermo pesca (obbligatorio e non) di cui al Decreto Direttoriale n.11 del 10/07/2020.
All’impegno in ambito amministrativo, è stata affiancata l’attività di controllo pesca, che ha registrato per il 2020 un importo di oltre 7 milioni di euro di sanzioni, per 340 tonnellate di prodotto irregolare, un terzo del quale di provenienza estera. Attraverso diverse operazioni, l’ultima delle quali denominata “Frontiere tracciabili”, le ispezioni effettuate lungo l’intera filiera ittica e sulle grandi piattaforme logistiche di distribuzione, ha permesso di tutelare i prodotti made in Italy. Inoltre, solo nel 2020, in aggiunta alle attività svolte dai mezzi assegnati ai Comandi del bacino Tirrenico meridionale, l’impiego ulteriore e continuativo di assetti aereo-navali d’altura della Guardia Costiera ha portato al sequestro di oltre 120 km di reti irregolari.
Di rilievo anche il lavoro amministrativo espletato dal Corpo in questo 2020. Tra certificati, autorizzazioni, pareri, nulla osta, licenze e quant’altro, sono stati erogati per l’utenza più di 270.000 atti amministrativi. Oltre 8.000 le patenti nautiche rilasciate a fronte di 2.270 sessioni di esame.
A conclusione di questo anno, tuttavia, un’attenzione particolare va riservata a quello che si può definire il compito principale della Guardia Costiera: il soccorso in mare a salvaguardia della vita umana. Anche quest’anno, infatti, l’impegno del Corpo è stato notevole, basti pensare che sono stati soccorsi, a seguito di operazioni SAR (Search and Rescue), 4775 migranti e 3416 tra diportisti, pescatori, equipaggi marittimi, bagnanti e subacquei.
Come di consueto, l’operazione estiva Mare Sicuro - giunta al compimento del 30esimo anno di vita – ha garantito, nonostante la particolare situazione contingente, la sicurezza in mare di bagnanti e diportisti, consentendo il regolare svolgimento delle attività ricreative e commerciali.
Rimanendo nell’ambito del soccorso, soprattutto quando le condizioni meteo sono proibitive tali da impedire ai mezzi navali di raggiungere in tempi brevi il luogo delle operazioni, si è compresa l’imprescindibilità del soccorso in mare con aeromobile. Infatti, la componente aerea della Guardia Costiera, che quest’anno è stata ampliata con 4 nuove unità ad ala rotante, si è spesso rivelata di fondamentale importanza in molteplici operazioni di salvataggio, una delle quali quella occorsa alla motonave Norman Atlantic di cui ricorre in questi giorni il 6° anniversario, e che può ben dirsi il più grande soccorso via-aerea effettuato al mondo. In quell’occasione, il 28 dicembre del 2014, il Centro Nazionale di Soccorso della Guardia Costiera italiana (IMRCC), coordinò le operazioni di evacuazione di quasi 500 persone dalla nave in fiamme. Le operazioni di recupero, rese complesse dalle proibitive condizioni del mare, videro coinvolti, oltre ai mezzi aeronavali e uomini della Guardia Costiera, anche quelli della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare, dei Vigili del Fuoco e di altre unità civili e militari italiane ed estere.
Le capacità professionali degli uomini e delle donne della Guardia Costiera, la loro capacità ad adattarsi ai cambiamenti, quella di offrire all’utenza del mare e dei porti soluzioni flessibili e innovative - ha dichiarato il Comandante Generale del Corpo, Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino -, costituiranno le leve, su cui le Capitanerie di porto – Guardia Costiera continueranno a costruire la prossima “ripartenza”.
//

Digital tax, allarme ANSO: «Evitare una tassa doppia per i piccoli editori italiani»

L’Associazione Nazionale Stampa Online contro la bozza del provvedimento: «Si introduce un  ulteriore balzello del 3% per chi già paga le tasse in Italia»
«Da anni sentiamo parlare di digital tax, e come contribuenti italiani, siamo contenti che finalmente si sia trovato uno strumento per far pagare le tasse a tutti gli operatori che hanno potuto giovarsi di lacune nei vari sistemi fiscali italiani ed europei. Quello che però stupisce è che questo provvedimento finirà per colpire tutti gli editori digitali italiani, anche i più piccoli regalando un ulteriore balzello del 3%». Così ANSO, Associazione Nazionale Stampa Online che rappresenta oltre 150 testate digitali locali e non che operano sul mercato italiano, contesta il disegno della nuova norma.
Nella bozza del provvedimento infatti si propone di colpire anche le revenue dei publisher – di qualunque dimensione – che ospitano pubblicità fornita da Google. Il testo non si limita a tassare il corrispettivo di Google, ma esplicitamente include quelli dei publisher. Al paragrafo 3 punto 5, la bozza di provvedimento recita: “Ai fini del computo dei ricavi imponibili [...] rilevano i corrispettivi percepiti dai soggetti passivi dell’imposta che si occupano di collocare il contenuto pubblicitario mirato su siti di terzi e i corrispettivi percepiti dai soggetti passivi dell’imposta che ospitano nel sito web tale contenuto pubblicitario”Così facendo, è evidente che tutti gli editori che ospitano le pubblicità di Google si vedranno tassare ulteriormente un ricavo che è già tassato e su cui già paga le tasse.
In un contesto di crisi e di difficoltà di reperire pubblicità diretta gli editori, di ogni dimensione, hanno potuto godere di ricavi dalle pubblicità dei network internazionali alla fine di un 2020 tragico per la vita di milioni di italiani, per l’economia di tutto il paese dove gli editori digitali hanno rappresentato l’ultima frontiera dell’informazione locale e non, vedersi colpire da questo ingiusto ulteriore tassello è deprimente.
«Facciamo un appello al sottosegretario all’Editoria on. Martella, ai membri del Governo e del parlamento italiano affinché sia rettificata la norma e siano esclusi dalla nuova tassazione tutti i soggetti che già pagano regolarmente le tasse in Italia. Come ANSO siamo disponibili a spiegare, nel caso ci fosse la necessità, il funzionamento di questi network e la ricaduta sul mondo della piccola editoria digitale».

Clia: protocolli sicurezza efficaci, ripartenza appena possibile

Le navi e i passeggeri beneficiano di un protocollo sanitario sicuro e rigoroso, unico al mondo, che sin dalla ripartenza di agosto ha dimostrato di funzionare, trasportando in sicurezza oltre 60.000 turisti.
Roma, 7 gennaio 2021 – A valle dell’ultimo Decreto Legge emanato dal Governo, CLIA (Cruise Lines International Association) prende atto dell’estensione delle restrizioni in essere oltre la data inizialmente prevista del 6 gennaio.
In vista della ripresa delle operazioni, CLIA tiene tuttavia a sottolineare che il settore crocieristico costituisce un unicum grazie al rigoroso protocollo sanitario in uso. Adottato fin da agosto, il protocollo ha dimostrato di funzionare in maniera adeguata, riuscendo a far viaggiare fino ad oggi in modo responsabile e sicuro oltre 60.000 crocieristi, inserendoli di fatto all’interno di una bolla di protezione anche a salvaguardia delle comunità locali e senza rappresentare alcun peso – né economico né organizzativo – per le strutture sanitarie a terra.
Sono oggi le stesse comunità, territori e porti che hanno potuto beneficiare del turismo crocieristico fino alla pausa natalizia ad auspicare che si rimetta in moto il prima possibile il volano virtuoso di un settore che, solo in Italia, genera ogni anno un fatturato di 14 miliardi di euro, assicurando circa 120 mila posti di lavoro (tra diretti e indiretti) e stipendi per 3,9 miliardi di euro.
Gli stessi auspici sono condivisi dagli equipaggi delle navi, tra cui molte migliaia di marittimi italiani, tornati a bordo tra Natale e Capodanno per osservare il periodo di quarantena necessario a riprendere a navigare, come originariamente previsto subito dopo l’Epifania, insieme alle compagnie di crociera che hanno sostenuto investimenti notevoli per armare le navi e tenerle pronte alla ripartenza.
Anche il protocollo adottato in Italia dalle navi da crociera ha richiesto ingenti investimenti da parte delle compagnie, sia per la messa a punto sia per la sua implementazione a bordo ed a terra.
Esso rappresenta, inoltre, un caso unico al mondo, nel settore crocieristico come in quello del turismo e dell’ospitalità in generale. Sviluppato insieme alle autorità italiane, nazionali e locali, il protocollo tiene infatti conto degli input dei migliori virologi, medici ed esperti di fama internazionale, di istituti clinici e università specializzate, e ha mostrato la straordinaria capacità dell’Italia di approntare soluzioni innovative.
Tra le misure previste dal protocollo, che finora nessun altro settore in Italia né al mondo ha eguagliato per complessità e completezza, vi sono lo screening sanitario universale degli ospiti e dei membri dell’equipaggio prima dell’imbarco con i tamponi COVID-19 (antigene e PCR se necessario, anche durante la crociera) oltre al controllo della temperatura, la compilazione di un questionario sanitario, le procedure di igienizzazione e pulizia degli ambienti con l’utilizzo di prodotti disinfettanti di tipo ospedaliero, il potenziamento dei servizi medici a bordo, un piano di emergenza attuabile in stretta collaborazione con le autorità di terra competenti nell’eventualità anche solo di un caso sospetto a bordo, tecnologia di ultima generazione per il contact tracing di tutte le persone a bordo delle navi.
A questo si aggiunge, sottolinea ancora CLIA, che i crocieristi sono in grado di raggiungere in modo sicuro i porti di imbarco anche provenendo da regioni diverse da quelle del porto di imbarco, utilizzando sia mezzi propri sia i trasporti organizzati dalla compagnia, anch’essi quindi sottoposti alle misure di sicurezza previste dal protocollo.

Porto di Trieste, HHLA perfeziona l’acquisizione
del terminal PLT

 L’annunciata acquisizione del terminal multifunzionale “Piattaforma Logistica Trieste” (PLT) nel porto di Trieste da parte della società Hamburger Hafen und Logistik AG (HHLA) con una quota del 50,01% è stata perfezionata il 7 gennaio 2021.
L’infrastruttura opererà d’ora in poi sotto il nome HHLA PLT Italy e dovrebbe iniziare a febbraio le operazioni estese.
Dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri italiano e l’adempimento di ulteriore condizioni precedenti formali, nulla ostacola l’avviamento del terminal HHLA PLT Italy nel porto Adriatico di Trieste sotto la guida della Hamburger Hafen und Logistik AG.
Angela Titzrath, amministratrice delegata di HHLA: “Siamo felici che l’acquisizione della quota maggioritaria sia ora completata. Alla firma del contratto il 28 settembre dello scorso anno a Trieste c’è stata grandissima approvazione, specialmente da parte dell’Italia, per il nostro impegno nel porto Adriatico. Da quel momento un team di HHLA International lavora intensamente all’integrazione del terminal di Trieste nel Gruppo HHLA. Insieme ai nostri partner italiani e ai nostri motivati dipendenti vogliamo rendere la HHLA PLT Italy un importante hub meridionale all’interno della nostra rete portuale e intermodale.”
Francesco Parisi, amministratore delegato del Gruppo Francesco Parisi, uno dei co-azionisti di HHLA PLT Italy: “Siamo molto contenti per il perfezionamento dell’investimento di HHLA che può dare a PLT e al Porto di Trieste una entusiasmante prospettiva di crescita. Siamo grati a HHLA per il forte sostegno che ci ha dato già nei mesi scorsi e questo è per noi un forte incentivo per un intenso lavoro in comune anche nel futuro per fare di questo progetto una storia di successo.”
Il terminal di HHLA PLT Italy è situato all’interno della zona franca di Trieste e dispone di una superficie complessiva di 27 ettari. Nella parte settentrionale viene gestito prevalentemente il traffico di carico generale e vengono forniti servizi logistici. Nella zona meridionale è in costruzione il nuovo cuore del terminal: in futuro, il traffico container e ro-ro sarà gestito nell’area di nuova costruzione in acque profonde. Sono state create le strutture e le condizioni sistemiche, tecniche e di personale necessarie. Per la movimentazione ro-ro è disponibile una rampa con una larghezza di 35 metri, idonea alla gestione di navi ro-ro della nuova generazione impiegate nel Mediterraneo. La movimentazione dei container verrà effettuata con gru di banchina mobili sul lato mare, e con reach stacker sul lato terra. Una prima gru portuale mobile è stata già installata. Un’altra gru identica sarà consegnata nel primo trimestre del 2021. Oltre alle attrezzature esistenti, sono stati ordinati quattro reach stacker eco-efficienti, che dovrebbero essere consegnati anch’essi nel primo trimestre.
La posizione strategicamente favorevole del porto adriatico di Trieste offre ottime opportunità di crescita del traffico diretto verso l’entroterra. Il terminal multifunzione è dotato di un proprio raccordo ferroviario. Oltre a ciò, Metrans, filiale ferroviaria della HHLA, collega già il porto di Trieste con la sua rete intermodale europea.
Negli anni passati la regione adriatica si è sviluppata in modo molto dinamico. Trieste è il porto più settentrionale del Mediterraneo e al contempo lo sbocco a sud dell’Europa centrale e orientale. HHLA si posiziona con la HHLA PLT Italy in un mercato fortemente in crescita che offre buone possibilità di sviluppo, per intercettare nuovi flussi di merci in mutamento e partecipare attivamente alla loro evoluzione.

il 24 gennaio MSC Crociere riprende a navigare

Dopo la forzata sospensione festiva MSC Grandiosa riprenderà a navigare il 24 gennaio con le già programmate crociere settimanali in Mediterraneo occidentale Il 14 febbraio anche MSC Magnifica riprenderà il mare per i già programmati itinerari di 11 giorni verso Italia, Grecia e Malta Napoli, 7 gennaio 2021 – Per via del prolungamento delle misure restrittive legate agli spostamenti sul territorio previste nell’ultimo decreto-legge, che impediscono l’accesso ai porti d’imbarco e la fruibilità degli stessi sino al 15 gennaio, MSC Crociere si vede costretta ad annullare le crociere di MSC Grandiosa con partenza da Genova il 10 gennaio e, per prudenza visti i tempi stretti, anche quella del 17 gennaio. Di conseguenza, la prima partenza di MSC Grandiosa dopo la sospensione delle festività natalizie e di fine anno, è stata riprogrammata per domenica 24 gennaio da Genova.
A partire da quella data l’ammiraglia della Compagnia tornerà a offrire le classiche e già programmate crociere settimanali, con partenza ogni domenica dal capoluogo ligure e tappe a Civitavecchia, Napoli, Palermo e Malta. In funzione della zona da cui si parte per raggiungere la nave, sarà possibile iniziare e terminare la propria crociera anche da Civitavecchia (ogni lunedì), Napoli (ogni martedì) e Palermo (ogni mercoledì). MSC Grandiosa offrirà questi itinerari fino al 21 marzo, successivamente resterà nel Mediterraneo occidentale per proporre crociere della programmazione estiva con un nuovo itinerario.
Dal 14 febbraio anche MSC Magnifica riprenderà il mare per offrire con partenza da Genova, come da programma, sei crociere di 11 giorni alla scoperta di Italia, Grecia e Malta.
La Compagnia sta già contattando tutti gli agenti di viaggio e i clienti coinvolti nelle 2 crociere annullate di MSC Grandiosa.
Entrambe le navi applicano rigorosamente il protocollo di salute e sicurezza di MSC Crociere che prevede lo screening universale di tutti i passeggeri e membri dell’equipaggio prima dell’imbarco tramite tampone Covid-19 antigene, igienizzazione di tutti i bagagli a mano e da stiva, misure igienico-sanitarie e di pulizia rafforzate in tutta la nave, il distanziamento sociale a bordo, l’uso di mascherine nelle aree pubbliche fornite quotidianamente dalla compagnia. Inoltre, a tutti gli ospiti viene consegnato un braccialetto MSC for Me in omaggio, che consente di effettuare tutte le operazioni in modalità contactless, come l’apertura della porta della cabina o i pagamenti, e contribuisce anche di tracciare, se necessario, i contatti di prossimità. I rigorosi e precisi standard del protocollo per la salute e la sicurezza vengono applicati in modo analogo anche per tutte le escursioni a terra, dove gli ospiti permangono all’interno della cosiddetta “social bubble”, proteggendo sia loro stessi che le comunità locali che li ospitano durante le visite a terra.
 

Autotrasporto, 5 milioni per la formazione professionale del settore

La Ministra De Micheli: “Risorse importanti, investimento sulle persone”
Roma, 7 gennaio 2021 – Con un decreto firmato dalla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli sono stati destinati complessivamente 5 milioni di euro agli incentivi per le attività di formazione professionale nel settore dell’autotrasporto.
“Sono risorse importanti perché promuovere una formazione professionale – commenta la Ministra De Micheli – continua e qualificata significa investire sulle persone, il principale patrimonio delle aziende. Aggiornarsi e valorizzare il capitale umano è ancora più strategico per un settore che ha un ruolo fondamentale nell’economia e nella tenuta del sistema paese”.
I fondi dovranno essere utilizzati dalle imprese per iniziative di formazione o aggiornamento professionale degli operatori finalizzate all’acquisizione di competenze adeguate alla gestione d’impresa, alle nuove tecnologie, allo sviluppo della competitività ed all’innalzamento del livello di sicurezza stradale e di sicurezza sul lavoro. Dagli incentivi sono esclusi i corsi di formazione finalizzati all’accesso alla professione di autotrasportatore e all’acquisizione o al rinnovo di titoli richiesti obbligatoriamente per l’esercizio di una determinata attività di autotrasporto.
I soggetti destinatari delle azioni di formazione professionale sono le imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi, i cui titolari, soci, amministratori, nonché dipendenti o addetti siano inquadrati nel contratto collettivo nazionale logistica, trasporto e spedizioni.
I corsi oggetto di finanziamento devono essere realizzati attraverso piani formativi aziendali, oppure interaziendali, territoriali o strutturati per filiere e, considerando l’attuale stato di emergenza sanitaria, la formazione a distanza costituisce la modalità di svolgimento preferenziale. L’attività formativa deve essere avviata a partire dal 19 aprile 2021 e concludersi entro il 6 agosto 2021.
Le domande per accedere ai contributi devono essere presentate a partire dal 15 febbraio 2021 ed entro il termine perentorio del 19 marzo 2021, seguendo le specifiche modalità che saranno pubblicate, a partire dal 1 febbraio 2021, sul sito della Società R.A.M. S.p.a., e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il contributo massimo erogabile per l’attività formativa è fissato secondo differenti soglie che variano dai 15mila euro per le microimprese (con meno di 10 occupati) ai 200mila per le grandi imprese (con 250 o più occupati), mentre i raggruppamenti di imprese possono ottenere un contributo massimo di 800mila euro. Le spese complessive inerenti l’attività didattica dovranno essere pari o superiori al 50 per cento di tutti i costi ammissibili.

Stefano Messina giudica inaccettabile il taglio dei fondi delle navi traghetto

Roma, 8 gennaio 2020 – Un errore fatale perché viene sprecata un’occasione storica di rinnovare la flotta italiana di navi traghetto, di renderla efficace ed efficiente rispetto alle esigenze di rilancio dell’economia nazionale, e di farne una punta di diamante nel quadro della nuova sostenibilità ambientale rendendo la flotta italiana sempre più compatibile con le nuove norme europee che anticipano al 2030 i limiti alle emissioni originariamente previsti per scadenze molto più lontane.
Così il Presidente di ASSARMATORI, Stefano Messina, commenta l’ultima bozza del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) in cui è stato totalmente cancellato l’investimento pubblico di 2 miliardi di euro per rinnovare le flotte nel corto e nel lungo raggio, che già nel precedente documento era stato ridimensionato in 670 milioni (a fronte di un allargamento della platea dei beneficiari a navi da crociera e a ben 60 mezzi delle Capitanerie di Porto).
Il Presidente di ASSARMATORI ha quindi lanciato un vero e proprio appello al Governo, affinché quello che è stato giustamente definito un Piano Marshall per lo shipping italiano non sia azzerato vanificando le possibilità di rivitalizzare il settore del trasporto marittimo che, nonostante sia stato duramente colpito dalla crisi derivata dalla pandemia da Covid, continua però a garantire i servizi e l’occupazione dei marittimi.
È necessario – afferma Stefano Messina – ritornare all’impianto originale del PNRR, con il sostegno all’investimento privato, sia per il corto che per il lungo raggio (500 milioni per il primo segmento e 1,5 miliardi di euro per il secondo), cifre che consentirebbero di far leva con gli investimenti degli armatori, il sostegno di Cassa Depositi e Prestiti e del sistema bancario, in modo da avviare la costruzione di decine di unità per un investimento complessivo che potrebbe superare i 7 miliardi di euro in gran parte coinvolgendo la cantieristica nazionale e l’indotto locale.
Il PNRR – conclude Messina – è infatti un’occasione imperdibile anche per rilanciare questo settore con il suo indotto e la sua occupazione specializzata che ad oggi ha un grande bisogno di commesse per la disponibilità delle sue competenze e per la sua tradizione.

Porto di Genova, prende il via il dibattito pubblico per la realizzazione della nuova diga foranea

Illustrato oggi a Palazzo San Giorgio, sede dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, i lavori per il Dibattito Pubblico sulla futura costruzione della nuova diga foranea. Alla conferenza stampa hanno partecipato il Ministro dei Trasporti Paola De Micheli, il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il Sindaco di Genova Marco Bucci e il Presidente dell’Autorità di Sistema portuale, insieme a tutte le autorità coinvolte. Il 9 gennaio partirà il dibattito pubblico, primo in Italia dopo il decreto attuativo del 2018, per esaminare con cittadini e soggetti interessati le potenzialità del progetto. Genova, 8 gennaio 2021 – Una nuova diga foranea per ampliare il bacino di evoluzione e il canale di transito delle navi nel bacino storico del Porto di Genova, permettendo allo scalo di continuare a rivestire una posizione centrale e dominante nei mercati nazionali ed europei, uniformandosi ai migliori modelli di settore.
È stato presentato oggi il piano di realizzazione della nuova infrastruttura, che sostituendo la precedente diga garantirà una nuova imboccatura portuale e un nuovo spazio di evoluzione per le navi in manovra, permettendo al porto e ai terminalisti di ospitare anche le grandi imbarcazioni portacontenitori e da crociera adeguandosi alle esigenze delle maggiori compagnie di navigazione.
Lo studio di fattibilità tecnico economica dell’opera, illustrato in un dossier divulgativo, contenente tre alternative di progetto con diverse soluzioni e piani di sviluppo della diga, è stato presentato ufficialmente dall’Autorità di Sistema del Mar Ligure Occidentale in una conferenza stampa alla presenza delle principali istituzioni nazionali e locali coinvolte.
Dalla suggestiva Sala del Capitano di Palazzo San Giorgio, sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, sono infatti intervenuti, salutati dal Presidente dell’Autorità Paolo Emilio Signorini, il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il Sindaco di Genova Marco Bucci, seguiti dagli interventi dell’Ammiraglio Nicola Carlone, Direttore marittimo della Liguria e Comandante del Porto di Genova e di Marco Rettighieri, Responsabile di attuazione del “Programma Straordinario di investimenti urgenti” del Porto di Genova, e dalle relazioni tecniche di Antonio Lizzadro, Project Manager di Technital SpA e Responsabile della progettazione e di Andrea Pillon, Coordinatore del Dibattito Pubblico sulla realizzazione dell’opera. L’incontro si è concluso con l’intervento, in diretta streaming da Roma, del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli.
La realizzazione della diga è stata considerata, coralmente, come una assoluta priorità per la competitività del Porto di Genova, centro nevralgico del sistema di trasporti e movimentazioni delle merci in Italia e in Europa.
Proprio per la rilevanza nazionale, europea e globale dell’opera, infatti, in osservanza al decreto attuativo del 25 agosto 2018 sul Codice dei contratti pubblici del 2016, l’opera è stata sottoposta alla valutazione e al confronto di un dibattito pubblico, segnando un momento storico per l’utilizzo di questo strumento in Italia, per la prima volta impiegato secondo le disposizioni della nuova legge.
Il progetto ha lo scopo di presentare al pubblico il progetto della nuova diga e di raccogliere osservazioni e proposte per consentire al proponente dell’opera, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, di migliorare il dossier e di valutarne la fattibilità.
Il percorso è aperto alla Città e a tutti gli stakeholders coinvolti ed è organizzato affinché tutti gli interessati possano ricevere una informazione completa sul progetto, chiedere e ottenere chiarimenti da parte dei progettisti, indicare criticità o temi da approfondire e proporre soluzioni migliorative.

Scheda sull’opera: la nuova diga foranea di Genova

STATO ATTUALE DEL PORTO DI GENOVA E RAGIONI DELL’OPERA
L’attuale scenario portuale pone un limite alle dimensioni delle navi in grado di accedere in sicurezza al bacino di Sampierdarena dall’imboccatura principale di levante. Questo limite corrisponde ad una lunghezza massima delle navi di 300 m. L’accesso di ponente presenta invece caratteristiche dimensionali che consentono il transito di navi di lunghezza inferiore ai 200 metri.
I dati sono decisamente vincolanti se si considera che su scala mondiale è ormai consolidata la tendenza all’impiego di navi portacontenitori proprio di lunghezza maggiore di 300 m, appartenenti alle classi denominate New Panamax e ULCV (Ultra Large Container Vessel). Queste ultime sono caratterizzate ad oggi (e per il prossimo decennio) da lunghezze fino a 400 m, per raggiungere in proiezione futura i 450 m. Peraltro, l’analisi del mercato dei trasporti marittimi condotta nell’ambito del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica dell’opera, ha evidenziato come la quota del traffico marittimo mondiale trasportata su navi, che oggi non possono essere accolte nel porto di Genova, sia destinata ad aumentare nei prossimi anni e decenni.
In questo contesto evolutivo e con le problematiche di accessibilità marittima legate ai vincoli della attuale diga foranea, l’area di Sampierdarena del porto di Genova rischia di perdere competitività rispetto ai principali porti concorrenti – Valencia, Barcellona, Marsiglia – i quali sono o saranno presto attrezzati per accogliere le classi dimensionali delle New Panamax e ULCV.
La criticità dettata dalla posizione della diga, in relazione al transito nei bacini della Lanterna e di Sampierdarena, impedito alle grandi navi, sarà ulteriormente accentuata dalla prossima entrata in esercizio del terminale di Calata Bettolo, il cui sviluppo è connesso al bisogno di operare con le grandi navi portacontenitori.
Un mancato adeguamento infrastrutturale del porto potrebbe dunque determinare non solo l’impossibilità di attrarre nuovo traffico ma anche, nell’ipotesi più pessimistica o “di minimo traffico”, la perdita delle quote di traffico attuali destinate ad essere trasferite in futuro su navi di dimensioni non compatibili con l’attuale capacità infrastrutturale. In questa ipotesi lo scenario di “non intervento” (o “inerziale”), nel quale il progetto della nuova diga foranea non sarebbe realizzato, comporterebbe un costante declino dei traffici fuori dal Mediterraneo che, in base alle stime, sarebbero destinati ad esaurirsi nell’arco di un decennio.
In tal senso Invitalia, su iniziativa e per conto dell’Autorità di Sistema del Mar Ligure Occidentale, ha pubblicato nel novembre 2018 un bando di gara sulla Progettazione di Fattibilità Tecnica ed Economica della nuova diga di Genova, per individuare un progettista con competenze specifiche nell’ambito delle opere portuali e marittime e con esperienza nell’utilizzo di strumenti sofisticati per l’esecuzione di studi su modello fisico, per i test di navigazione in tempo reale. Tra le competenze ricercate, l’esperienza nel campo delle tecnologie per lo sfruttamento delle energie rinnovabili era richiesta.
A Invitalia sono pervenute 7 offerte presentate da gruppi di progettazione, costituiti da società di primaria importanza in ambito nazionale ed internazionale. Il raggruppamento vincitore della gara, a seguito di comunicazione di aggiudicazione definitiva dell’aprile 2019, è costituito da 8 società in grado di mettere a disposizione dell’ente appaltante un gruppo di lavoro multidisciplinare di comprovata capacità tecnica e organizzativa, con la società Technital come capogruppo.

Accessi e spazi di manovra nell’attuale configurazione del porto
LA NUOVA DIGA FORANEA DEL PORTO DI GENOVA: OBIETTIVI E FASI DELL’INTERVENTO
L’obiettivo dell’intervento di realizzazione della nuova diga foranea è quello di consentire l’operatività portuale dei terminali del bacino di Sampierdarena in condizioni di sicurezza in relazione all’accesso delle grandi navi portacontenitori. Per risolvere le criticità, la nuova diga foranea sarà realizzata per ampliare l’attuale canale di Sampierdarena, incrementando le aree portuali interne e le aree di manovra, con la creazione di un nuovo avamporto del diametro di 800 metri, di un nuovo canale di accesso di larghezza di circa 300 m.
Con queste modifiche il porto potrà essere di nuovo adeguato alle esigenze del mercato di oggi e potrà rendere pienamente operativo il nuovo terminale di Calata Bettolo, in corso di realizzazione, destinato ad accogliere navi portacontenitori di grande capacità e della lunghezza di 400 metri (che altrimenti non potrebbero transitare in sicurezza). L’Autorità di Sistema ha previsto che l’iter realizzativo della nuova diga foranea sia organizzato in due fasi funzionali, in relazione a una prevedibile gradualità dei finanziamenti:
Fase A: La prima fase di costruzione deve assicurare l’operatività del terminale di Calata Bettolo in condizioni di sicurezza garantendo l’accesso alle navi più grandi di progetto nel breve termine, mantenere e migliorare l’operatività degli altri terminali che si affacciano sul canale di Sampierdarena. Fase B: Il completamento della costruzione deve assicurare l’operatività di tutti i terminali di Sampierdarena, anche quelli più a ponente, in condizioni di sicurezza, garantendo l’accesso agli stessi delle navi di progetto. Il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica della nuova diga foranea di Genova prevede inoltre, in accordo con il vigente Codice dei Contratti, una prima fase di elaborazione in cui vengono individuate e analizzate le possibili soluzioni alternative per la realizzazione dell’opera, concepite sulla base di specifici criteri funzionali, di prestazione e di sicurezza. Tra le possibili soluzioni definite occorre poi individuare, attraverso un processo di confronto tecnico ed economico, quella che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e alle prestazioni da fornire.
L’esito della prima fase del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica, ovvero dello studio delle alternative progettuali, costituisce l’oggetto del Dibattito Pubblico sulla nuova diga foranea del porto di Genova.
A seguito del Dibattito Pubblico, nella seconda fase di elaborazione del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica, la soluzione progettuale scelta per la nuova diga sarà sviluppata e dimensionata a livello di Progetto di Fattibilità in conformità alla normativa vigente.
Il carattere di urgenza dell’intervento per la realizzazione della nuova diga foranea impone una tempistica tale da ottimizzare l’iter della progettazione e costruzione dell’opera, secondo modalità peraltro previste dal ‘Programma Straordinario di Rilancio Infrastrutturale’ predisposto dall’Autorità di Sistema Portuale. In tale contesto è possibile prevedere che l’intervento venga completato in un tempo di 8 anni, attraverso un appalto integrato complesso per la progettazione e costruzione dell’opera con criteri e modalità di realizzazione tali da rispettare questo obiettivo temporale.
LE ALTERNATIVE PROGETTUALI
Le alternative selezionate come le più vantaggiose in termini di minori sviluppi di nuove opere e di una minore porzione di diga esistente da demolire e quindi di minori costi, sono risultate essere tre (nell’ambito di 5 famiglie di soluzioni studiate): la soluzione 2 e la soluzione 3, che prevedono l’accesso al porto da Levante; la soluzione 4 che prevede invece l’accesso da Ponente. Le tre soluzioni selezionate sono state valutate e confrontate anche in relazione agli effetti sui fattori ambientali, paesaggistici, storico-archeologici, sulle attività diportistiche a levante, sulle procedure per l’imbarco del pilota sulle navi e sulle manovre di accesso delle navi al porto.
SOLUZIONE ALTERNATIVA 2: ACCESSO DA LEVANTE
Il progetto prevede che per entrare a Calata Bettolo e a Sampierdarena si utilizzi un nuovo ingresso da levante (est), lasciando che le navi da crociera e i traghetti continuino a raggiungere il Porto Antico attraverso l’attuale ingresso da levante. Nella fase iniziale (Fase a) si realizza il primo tratto della nuova diga per circa 3.100 metri su fondali con profondità superiore ai 30 metri, e per circa 1.000 metri su fondali compresi tra 20 e 30 metri. Contemporaneamente si prevede la demolizione della diga esistente per circa 1900 metri, di fronte ai terminali di Calata Bettolo e di Calata Massaua, senza toccare il molo storico Duca di Galliera.
Nella fase di completamento (Fase b), si realizza un nuovo tratto di diga, a circa 400 metri di distanza dal filo delle banchine, oltre ad un prolungamento della diga esistente dell’aeroporto. Viene quindi completata la demolizione della diga esistente, di fronte a Sampierdarena nel tratto di ponente, per un totale di circa 1500 metri. Tra i due tratti della nuova diga viene mantenuta un’apertura di 150 metri, in prossimità della foce del torrente Polcevera, per favorire i deflussi di piena e limitare il deposito di sedimenti nell’area portuale. Il varco di Ponente potrà anche essere destinato alla navigazione di piccolo cabotaggio e alle imbarcazioni di servizio.

SOLUZIONE ALTERNATIVA 3: ACCESSO DA LEVANTE
Rispetto alla soluzione 2, il progetto prevede un nuovo ingresso da levante (est), per tutte le navi dirette ai vari terminali, sia per le navi portacontenitori dirette verso Calata Bettolo e le darsene di Sampierdarena, sia per le navi da crociera dirette verso il Porto Antico. Queste ultime, potranno pertanto raggiungere il Porto Antico, attraverso un varco di 400 metri previsto tra Calata Bettolo e la diga esistente. In questo modo si distinguono gli ingressi per i diversi tipi di traffico, destinando quello nuovo al traffico per i terminali commerciali e quello esistente al traffico relativo alle riparazioni navali e alla nautica da diporto. Per realizzare questa soluzione, si prevede la demolizione di un tratto del Molo di Galliera verso ponente, e una nuova configurazione di questa porzione di diga per consentire le manovre di accesso al Porto Antico.  Complessivamente, si prevede la demolizione di 2.150 metri dell’attuale diga foranea, nel tratto da Calata Massaua e il molo Duca di Galliera (circa 300 metri). Nella fase di completamento (Fase b), analogamente all’alternativa 2, si realizza un nuovo tratto di diga, a circa 400 metri di distanza dal filo delle banchine, oltre ad un prolungamento della diga esistente dell’aeroporto. Tra i due tratti viene mantenuta, anche in questo caso, un’apertura in prossimità della foce del torrente Polcevera di circa 150 metri. Sempre in questa fase è prevista la demolizione della diga esistente di fronte alle banchine di Sampierdarena nel tratto di ponente, per uno sviluppo totale di circa 1950 metri.

SOLUZIONE ALTERNATIVA 4: ACCESSO DA PONENTE
Il progetto prevede un nuovo ingresso da ponente per le navi dirette ai vari terminali: Calata Bettolo, le darsene di Sampierdarena, il bacino del Porto Antico. Anche le navi da crociera e i traghetti, come per l’alternativa 2, possono accedere al porto, attraverso un varco di larghezza di 400 metri ricavato tra Calata Bettolo e la diga esistente. Nella fase iniziale (Fase a) si realizza la nuova diga foranea, che si sviluppa per circa 2.350 metri su fondali tra 30 e 50 metri e per circa 850 metri su fondali variabili tra i 20 m e 30. In questa fase si realizza il varco di accesso al Porto Antico, attraverso la demolizione di 2.150 metri dell’attuale diga foranea, nel tratto da Calata Massaua e il molo Duca di Galliera (per 300 metri).
Nella fase di completamento (Fase b), come nelle altre soluzioni, si realizza un nuovo tratto di diga foranea distanziato 400 metri dal filo delle banchine e un altro in prolungamento della diga esistente dell’aeroporto. Tra i due tratti viene mantenuta un’apertura in prossimità della foce del Torrente Polcevera di circa 150 metri. In questa fase è prevista anche la demolizione della diga esistente di fronte alle banchine di Sampierdarena nel tratto di ponente, per uno sviluppo totale di 1850 metri.

L’IMPATTO SOCIOECONOMICO ATTESO
Il progetto della nuova diga, della nuova imboccatura portuale e del nuovo spazio di evoluzione per le navi in manovra, permetteranno al porto e ai terminalisti di ospitare le grandi navi adeguandosi alle esigenze delle maggiori compagnie di navigazione. Questo permetterà di mantenere la posizione dominante del porto di Genova a livello nazionale ed internazionale, con ricadute economiche ed occupazionali irrinunciabili.
Senza la nuova infrastruttura, lo scalo potrà continuare a svolgere un ruolo di porto regionale, registrando nell’ipotesi di scenario inerziale di minimo traffico una profonda contrazione dei traffici rispetto ad oggi e movimentando merci locali oppure traffico proveniente dai porti di transhipment.
La realizzazione del progetto della nuova diga permetterà invece al porto di Genova di non avere limiti allo sviluppo dei traffici portuali, che dipenderanno quindi dalla capacità dei terminalisti e delle altre componenti trainanti e di supporto allo sviluppo.
Dopo una prima fase di prevedibile e leggera contrazione transitoria dei traffici, durante la costruzione, seguiranno alcuni anni in cui i traffici aumenteranno significativamente con tassi annuali di crescita importanti, per poi assestarsi su un trend di crescita congiunturale.
I risultati dell’Analisi Costi Benefici sono significativamente positivi per tutte le soluzioni d’intervento, come evidenzia il rapporto tra benefici e costi che risulta sempre superiore a 1,5 per tutte le soluzioni e in tutti gli scenari considerati. In base a questo risultato, le linee guida per la valutazione degli investimenti in opere pubbliche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attribuiscono all’intervento un livello di “priorità alta”.

Ristori per 10 milioni di euro alle imprese di navigazione nel settore del trasporto turistico in mare

Una boccata di ossigeno per le imprese di navigazione che operano con navi minori nel settore del trasporto turistico di persone via mare e nelle acque interne.
Dopo che il decreto-legge n. 34/2020 (decreto rilancio) aveva stanziato 5 milioni a sostegno di tali imprese, la legge n. 178/2020 (legge di bilancio 2021) approvata dal Parlamento a fine anno ha previsto lo stanziamento di ulteriori 5 milioni.
Possono fruire della misura di sostegno le suddette imprese di navigazione che dimostrino di avere subito, a causa degli effetti della pandemia, nel periodo compreso tra il 1° febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020, una diminuzione del fatturato pari o superiore al 20 per cento rispetto al fatturato registrato nel medesimo periodo dell’anno 2019, tenuto conto della riduzione dei costi sostenuti.
Questo il frutto dell’intenso lavoro di interlocuzione e sensibilizzazione svolto presso le Istituzioni Centrali dalla Associazione Italiana Armatori Trasporto Passeggeri (AIATP), assistita dall’avvocato Massimiliano Grimaldi dello Studio genovese Grimaldi Studio Legale.
AIATP è l’Associazione di imprese maggiormente rappresentativa a livello nazionale in questo specifico settore (trasporto turistico di persone con navi minori in mare e in acque interne), poiché annovera circa centocinquanta imprese di navigazione ubicate sull’intero territorio nazionale, per una flotta complessiva di 600 navi su una flotta di 900 a livello nazionale.
“Si tratta di un risultato molto importante – afferma Salvatore Gambardella, Presidente della Associazione – poiché non soltanto i fondi stanziati dal decreto rilancio e dalla legge di bilancio vanno a compensare, seppur parzialmente, le imprese dei danni sofferti a causa della paralisi dell’attività dovuta alla assenza di turismo generata dalla pandemia, ma anche perché per la prima volta le imprese in questione trovano un loro preciso riconoscimento normativo in relazione alla particolare tipologia di attività svolta: quella, cioè, del trasporto di persone a scopo turistico effettuata con navi minori in mare e in acque interne.
Queste imprese costituiscono un essenziale segmento della filiera turistica italiana e, in quanto tali, devono potere trovare sostegno ed adeguata valorizzazione nell’ambito delle future attività del Governo e dei competenti Ministeri.”

Bilancio anno 2020 della Capitaneria di Porto di Manfredonia

Il Comandante Turiano: “Un’anno impegnativo sul territorio, purtroppo caratterizzato dall’Emergenza Globale Covid-19 ancora in corso.”
L’anno 2021 è da poco iniziato. L’attività della Capitaneria di Porto di Manfredonia nel corso del 2020, come per il resto del Paese, ha fortemente risentito dell’impatto, improvviso e devastante, dell’epidemia COVID-19 che dallo scorso mese di Marzo ha inevitabilmente cambiato le vite di tutti quanti.
È inevitabile tirare le somme sui mesi passati e su ciò che è stato raggiunto, anche e soprattutto grazie agli sforzi profusi dal personale dipendente. La costante presenza sul territorio, in mare ed a terra, anche nel periodo di lockdown, ha garantito la necessaria continuità operativa affidata alla Guardia Costiera tramite l’assolvimento dei principali compiti istituzionali: la salvaguardia della vita umana in mare, la tutela dell’ecosistema marino e costiero ed i controlli su tutta la filiera della pesca.
Ma non solo: anche gli uffici amministrativi della Capitaneria di Porto, rispettando i rigidi protocolli sanitari, hanno continuato a garantire all’utenza del mare tutti i servizi riservati ai professionisti ed agli amanti del mare.
E’ stato però un anno di grande crescita del sorgitore di Manfredonia, con l’approdo di 109 navi mercantili nel Bacino Alti Fondali (aumento del 20% rispetto all’anno scorso). In totale, sono state movimentate quasi 500.000 tonnellate di merci del Porto, la gran parte con destinazione in poli industriali della Provincia.
Il traffico mercantile, nonché l’attività svolta dalla flotta peschereccia di Manfredonia, non si è arrestato, motivo per cui è continuata la gestione di movimenti di marineria (701 in totale), nonché l’attività di controllo e certificazione del naviglio mercantile e peschereccio, svolta dal personale abilitato in FLAG STATE e PORT STATE CONTROL, con lo svolgimento di 28 visite ed il rilascio totale di 74 certificati.
Il Porto Industriale, inoltre, grazie all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ed al pari del Porto Commerciale, è stato oggetto di interventi manutentivi, nonché dell’installazione del sistema di sorveglianza GUARDIAN X-TEN, finalizzati ad aumentarne la sicurezza. Si attende per questo 2021 l’installazione nel Porto Commerciale della ZTL che garantirà oltre ad una maggiore sicurezza anche una migliore vivibilità nel compendio portuale.
Nel corso dell’anno trascorso si sono regolarmente svolte 24 sessioni di esame finalizzate al conseguimento delle varie tipologie di patente nautica e di titoli professionali marittimi, con il rilascio di 36 patenti e 27 titoli marittimi. L’attività amministrativa legata al settore della pesca ha visto protagonista l’Autorità Marittima nella gestione delle pratiche relative alla concessione del fermo pesca per un totale di 143 pescherecci e nell’inserimento di circa 17.000 giornali di pesca nel portale SIAN del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
In ultimo, l’ufficio contenzioso ha gestito un totale di 848 processi verbali di contestazione amministrativa, con la conseguente emanazione di 177 ordinanze di ingiunzione di pagamento per un importo totale di 545.976 euro.
Tornando all’attività prettamente operativa, in particolare modo nel periodo estivo, sono state effettuate con successo diverse operazioni di soccorso in mare – Search and Rescue (SAR)-, condotte con le motovedette ed i battelli pneumatici in dotazione e coordinati dalla Sala Operativa, presidiata 24h su 24h da personale altamente specializzato. In totale sono state soccorse un totale di 24 unità e 93 persone.
Sempre nel periodo estivo, in concomitanza con la ripartenza al termine del primo lockdown, la Capitaneria ha garantito, come di consueto, la propria costante presenza sulle spiagge nell’ambito dell’operazione nazionale MARE SICURO, con l’onere aggiuntivo di verificare la corretta applicazione da parte dei gestori di stabilimenti balneari delle norme volte a prevenire la diffusione del Corona virus.
Rispetto all’anno precedente vi è stato un netto incremento delle sanzioni ai diportisti in navigazione sotto costa (81 verbali), fondamentale per garantire ai bagnanti la sicurezza e la libertà di svolgere attività natatoria nell’area ad essi riservata.
L’attività a tutela dell’ecosistema marino e costiero, nelle sue diverse sfaccettature – tra il contrasto all’abusivismo edilizio sul demanio marittimo e la gestione contra legem dei rifiuti – anche grazie al coordinamento diuturno e prezioso della Procura della Repubblica di Foggia e l’ausilio del Nucleo Operativo Polizia Ambientale (NOPA) della Direzione Marittima di Bari, è stata quella più pagante sotto il profilo tecnico-operativo, con l’elevazione di 32 (trentadue) notizie di reato e, nei casi di minore gravità, 9 (nove) verbali amministrativi.
In ultimo, non per importanza, le 239 ispezioni svolte lungo tutta la filiera della pesca, partendo dalla cattura di specie protette o dall’utilizzo di attrezzi non consentiti ad opera di pescherecci fino ad arrivare alla somministrazione al dettaglio di prodotto ittico non tracciabile derivante dalla pesca abusiva.
L’insieme dell’attività ispettiva, svolta in sinergia con il 6°Centro Coordinamento Area Pesca di Bari, ha portato in totale al sequestro di 8 attrezzi da pesca non autorizzati e 2248 kg di prodotto ittico, comminando sanzioni che ammontano a 153.588 euro.
Tutto questo è stato possibile anche grazie alla proficua collaborazione, improntata sul principio di leale collaborazione tra le Amministrazioni, con tutti gli Enti Locali, la Prefettura e la Procura di Foggia nonché le FF.PP., a dimostrazione della forza e della compattezza della “Squadra Stato”.
Il Comandante della Capitaneria di Porto di Manfredonia, C.F. (CP) Giuseppe TURIANO, ha infine commentato: “L’anno appena terminato ci ha fortemente messo alla prova ma abbiamo risposto dimostrando forza di volontà e dedizione. Rivolgo un mio personale e sentito ringraziamento a tutto il personale, civile e militare, della Capitaneria di Porto di Manfredonia e di tutti gli Uffici dipendenti”.
//

Manfredonia, presentazione del progetto Bacini alti fondali

Manfredonia, 12 gennaio 2021 – Sarà presentato domani 13 gennaio alle ore 11.30, nell’auditorium “Cristanziano Serricchio”- Palazzo Celestini-, Corso Manfredi, 24 Manfredonia,  il progetto di rifunzionalizzazione del Bacino Alti Fondali del porto di Manfredonia.
Obiettivo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, in continuità con le iniziative già intraprese dalla soppressa Autorità portuale di Manfredonia, è quello di recuperare e rifunzionalizzare il BAF, ripristinandone le peculiari caratteristiche d’uso e incrementando il bacino di utenza a cui la struttura si rivolge.
Il progetto giunge a valle di un percorso avviato dall’Ente e iniziato con uno studio di programmazione degli interventi, al quale hanno fatto seguito una valutazione aggiornata della sicurezza strutturale delle opere e una stima dell’evoluzione dei fenomeni di degrado che hanno consentito  di valutare, quindi, la possibilità e la necessità di realizzare un intervento di recupero e di rifunzionalizzazione dell’opera portuale.
Sulla scorta di tali informazioni, il Dipartimento tecnico dell’Ente ha, quindi, redatto un progetto di fattibilità tecnica economica (PFTE), volto al pieno recupero dell’imponente infrastruttura, candidandone i lavori nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, recentemente delineato dal Comitato Interministeriale per gli Affari Europei.
Il progetto, che prevede la realizzazione di importanti lavori manutentivi di risanamento corticale delle opere in calcestruzzo armato, di consolidamento delle strutture e di miglioramento del comportamento al sisma, ha il duplice obiettivo di conservare l’opera e al contempo di conferirle una maggiore capacità di utilizzo, con potenziale conseguente incremento dell’attrattività commerciale dello scalo sipontino.

Logistica: il Gruppo Grendi chiude il 2020 con crescita di fatturato, volumi e investimenti

Il 2021 parte con un nuovo magazzino a Bologna, una nuova nave e linea merci per la Sardegna. Tra i progetti anche la realizzazione di un terminal merci internazionale Lo-Lo a Cagliari
13 gennaio 2021 – Segno positivo per i risultati registrati dal Gruppo Grendi nel 2020 e molti i progetti in cantiere per l’anno appena avviato, a partire dal cambio di una delle navi a noleggio: dalla Severine (150 m, 17 kn, 1.700 ml di portata) alla Wedelsborg (180 m, 20 kn, 2.550 ml, battente bandiera italiana), ad una nuova linea merci con collegamento trisettimanale tra Marina di Carrara e il Nord Sardegna, al progetto di realizzazione di un terminal merci internazionale a Cagliari Lo-Lo (lift on lift off, vale a dire con gru per movimentare il carico delle navi). Tra le nuove iniziative anche l’acquisizione di nuovi spazi per la distribuzione a BolognaInoltre le prime indicazioni sul fatturato consolidato del 2020 del Gruppo Grendi vedono una crescita di circa il 12% rispetto al 2019, verso quota 56 milioni di euro.
Grendi Trasporti Marittimi
Nel 2020 Grendi Trasporti Marittimi ha messo a segno un incremento del traffico Ro-Ro tra Marina di Carrara e Sardegna di oltre il 17% per un totale di 303.515 metri lineari equivalenti (Maggiori dettagli su volumi e investimenti nel 2020 nell’allegato A).
Per quanto riguarda i progetti per il 2021 Antonio Musso, amministratore delegato di Grendi Trasporti Marittimi ha ribadito la centralità della Sardegna nelle strategie di sviluppo del Gruppo: “Per quanto riguarda il Nord dell’isola intendiamo realizzare un nuovo collegamento nel più breve tempo possibile, per questo abbiamo già puntato su una nave con maggiore capacità di carico e potenza e sull’aumento della frequenza settimanale dei collegamenti. Per quanto riguarda, invece, il Sud ribadiamo il nostro impegno e la nostra richiesta per operare in uno spazio dedicato nel terminal internazionale del porto di Cagliari, con vantaggi per l’occupazione e la competitività delle imprese sarde, penalizzate dall’assenza di un soggetto in grado di gestire l’intero terminal internazionale. Nell’anno appena trascorso abbiamo, infine, potenziato l’equipment logistico investendo circa l’8% del fatturato”.
M.A. Grendi dal 1828
La società M.A. Grendi dal 1828, specializzata nella logistica dei trasporti via terra, ha dovuto fare i conti con il lockdown nei mesi di aprile e maggio 2020 che ha ridotto i volumi di merci movimentati in quel periodo. La capacità di ripresa dei mesi successivi e i buoni volumi registrati anche prima della pandemia hanno fatto registrare un valore complessivo di fine 2020 pari a 1,5 milioni di quintali trasportati e distribuiti in tutto il Sud Italia, con una crescita del 17% delle spedizioni rispetto al 2019. Più in dettaglio la Sardegna è il core business della distribuzione con oltre il 60% dei volumi distribuiti, grazie al ruolo fondamentale di deposito e logistica svolto dai due magazzini di Cagliari, mentre la Sicilia rappresenta il 16% e la Puglia il 10% e la quota restante copre le altre regioni del Sud Italia.
“Nel 2020 abbiamo ampliato le nostre infrastrutture con investimenti in magazzini e mezzi per oltre 3 milioni di euro” spiega Costanza Musso, amministratore delegato di MA Grendi dal 1828: “A luglio abbiamo aperto la nuova piattaforma distributiva di Olbia di quasi 2.000 mq e a dicembre abbiamo comprato un magazzino di 3.200 mq, nell’interporto di Bologna, adiacente a quello attualmente in uso, portando il magazzino di raccolta bolognese ad oltre 5.000 mq. I magazzini di Grendi constano di 12.000 mq di magazzini di raccolta, 20.000 mq di magazzini di distribuzione in Sardegna, e altrettanti metri quadri nelle 8 piattaforme distributive dei corrispondenti nel Sud Italia per un totale complessivo di oltre 50.000 mq”.
Infine, Grendi è attualmente l’hub per il trasporto e la distribuzione dei prodotti Barilla in Sardegna. Da tempo il Gruppo intende realizzare un secondo deposito dedicato al trasporto alimentare nell’area portuale di Cagliari che non è stato ancora reso possibile da difficoltà burocratiche.

Brennero, lettera congiunta dei Ministri De Micheli e Scheuer alla Commissaria europea Valean

Roma, 13 gennaio 2021 – La Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola  De Micheli e il suo omologo tedesco Adreas Scheuer hanno inviato una lettera congiunta alla Commissaria Europea ai Trasporti Adina Valean per denunciare l’introduzione di ulteriori divieti unilaterali al transito di automezzi pesanti dal primo gennaio scorso, lungo la sezione tirolese del corridoio europeo scandinavo-mediterraneo. Divieti che vengono definiti “inappropriati e inaccettabili” e si applicano a tutti i trasporti internazionali con l’eccezione di quelli che hanno origine o destinazione in alcune aree del territorio austriaco.
Nella lettera i due Ministri richiamano l’attenzione della Commissione Europea sugli effetti che le ulteriori misure adottate dal Tirolo producono sul funzionamento del mercato unico, in termini di ostacolo alla libera circolazione delle merci e di distorsione della concorrenza, con conseguenze  negative per le aziende del settore e in generale per l’economia continentale, per di più nel contesto di emergenza economico – sanitaria della pandemia.
Secondo Italia e Germania non appaiono convincenti le motivazioni di carattere ambientale dell’Austria e viene evidenziato che le misure in questione non sono il risultato di un approccio coordinato e condiviso con gli altri Paesi dell’area alpina, ma puntano piuttosto a deviare il traffico su gomma verso Paesi e regioni limitrofi.
Nella lettera viene ricordato l’impegno dell’Italia nel perseguimento degli obiettivi climatici, di contenimento delle emissioni e di sviluppo dell’intermodalità gomma-ferro, come dimostrano le numerose misure legislative già adottate, le opere inserite nel Recovery Plan, e lo stato di avanzamento, nei tempi previsti sulla tratta italiana, dei lavori per la realizzazione del Tunnel ferroviario di base del Brennero.
I Ministri De Micheli e Scheuer concludono chiedendo alla Commissione di intervenire urgentemente, in quanto custode dei Trattati europei, adottando tutte le misure necessarie per assicurare il rispetto delle regole e dei principi richiamati.

Varo tecnico di Costa Toscana, nuova nave alimentata a LNG della flotta Costa Crociere

La nuova nave, che omaggia le eccellenze della Toscana, è la terza del Gruppo Costa alimentata a gas naturale liquefatto, la tecnologia di alimentazione più avanzata nel settore marittimo per abbattere in maniera significativa le emissioni.
Costruita nei cantieri Meyer di Turku, Costa Toscana entrerà in servizio a dicembre 2021 in Brasile.
Genova/Turku, 15 gennaio 2021 – Costa Crociere, compagnia italiana di Carnival Corporation & plc  (NYSE/LSE: CCL; NYSE: CUK), il più grande gruppo crocieristico al mondo, ha celebrato oggi il varo tecnico della nuova ammiraglia Costa Toscana presso i cantieri Meyer di Turku (Finlandia).
Costa Toscana, come la sua gemella Costa Smeralda, è alimentata a gas naturale liquefatto (LNG), la tecnologia di alimentazione attualmente più avanzata nel settore marittimo per abbattere le emissioni, sia in mare sia durante le soste in porto. Il Gruppo Costa – che comprende Costa Crociere, AIDA Cruises e Costa Asia – è stato il primo al mondo nel settore delle crociere a credere in questa tecnologia, ordinando un totale di 5 nuove navi alimentate a LNG, di cui due, Costa Smeralda e AIDAnova, sono già entrate in servizio. Fanno parte di un piano di espansione che comprende un totale di sette nuove navi in consegna per il Gruppo entro il 2023, per un investimento complessivo di oltre sei miliardi di euro.
Durante la cerimonia del varo tecnico, Costa Toscana ha ufficialmente toccato il mare per la prima volta, con l’allagamento del bacino dove ha preso forma negli ultimi mesi. Entrerà in servizio a dicembre 2021, una volta completato l’allestimento degli interni.
Mario Zanetti, Chief Commercial Officer di Costa Crociere e Direttore Generale di Costa Group Asia, ha commentato: “Nonostante lo scenario attuale sia ancora complicato, il Gruppo Costa sta confermando gli investimenti per l’espansione della sua flotta. Siamo fiduciosi nella ripresa del nostro settore, e siamo entusiasti dell’arrivo di nuove navi come Costa Toscana, che rappresenta al meglio gli elementi su cui vogliamo puntare per il futuro. In primo luogo, un prodotto eccellente e innovativo, in grado di attrarre nuovi clienti, che sarà fondamentale soprattutto quando le persone potranno tornare a viaggiare liberamente e avranno grande voglia di vacanza. Guardando oltre la pandemia, il secondo elemento su cui puntiamo è completare la trasformazione in chiave sostenibile della nostra flotta e delle nostre operazioni. Oltre alla tecnologia LNG, stiamo sviluppando anche altre soluzioni innovative, come l’alimentazione delle navi da terra durante la sosta in porto e le batterie, che consentano di avvicinarci con il tempo all’obiettivo delle emissioni zero”.
“Il varo tecnico è sempre un’occasione molto speciale per noi costruttori navali, poiché è il momento in cui la nave raggiunge finalmente suo ambiente naturale. È anche l’inizio della fase finale di allestimento, in cui tutti i colori, gli spazi e le attrazioni entusiasmanti a bordo iniziano a prendere la loro forma definitiva. Nei prossimi mesi la nave sarà ormeggiata in banchina per completare gli interni, effettuerà le prove in mare in autunno e sarà quindi pronta per la consegna” – ha affermato Tim Meyer, CEO di Meyer Turku.
Costa Toscana è stata progettata per essere una vera e propria “smart city” itinerante, dove si applicano soluzioni sostenibili e concetti di economia circolare per ridurre l’impatto ambientale. Grazie all’utilizzo dell’LNG sarà possibile eliminare quasi totalmente l’immissione in atmosfera di ossidi di zolfo (zero emissioni) e particolato (riduzione del 95-100%), abbassando significativamente anche le emissioni di ossido di azoto (riduzione diretta dell’85%) e di CO2 (sino al 20%). L’intero fabbisogno giornaliero di acqua della nave sarà soddisfatto trasformando quella del mare tramite l’utilizzo di dissalatori. Il consumo energetico sarà ridotto al minimo grazie a un sistema di efficientamento energetico intelligente. Inoltre, a bordo verrà effettuato il 100% di raccolta differenziata e il riciclo di materiali quali plastica, carta, vetro e alluminio, che saranno parte di un approccio integrato, finalizzato alla concretizzazione di progetti di economia circolare.
La nuova ammiraglia è un tributo alla Toscana, frutto di un progetto creativo straordinario, curato da Adam D. Tihany, nato per esaltare e far vivere in un’unica location il meglio di questa meravigliosa regione italiana, che dà il nome alla nave, ai suoi ponti e alle principali aree pubbliche. Per realizzarlo Tihany si è avvalso della collaborazione di un pool internazionale di prestigiosi studi di architettura - Dordoni Architetti, Jeffrey Beers International e Partner Ship Design – chiamati a disegnare le diverse aree della nave. Tutto Made in Italy, arredamento, illuminazione, tessuti e accessori, di serie e disegnati appositamente per Costa Toscana da 15 partner altamente rappresentativi dell’eccellenza italiana. L’offerta di bordo si integrerà perfettamente in questo contesto straordinario: dalla Solemio Spa, alle aree dedicate al divertimento; dai bar tematici, in collaborazione con grandi brand italiani, ai 16 ristoranti e aree dedicate alla “food experience”, tra cui il ristorante dedicato alle famiglie con bambini e il Ristorante LAB, dove sperimentare le proprie abilità in cucina sotto la guida degli Chef Costa. Il “cuore” della nuova ammiraglia sarà il Colosseo, uno spazio a centro nave dislocato su tre ponti, dedicato ai migliori spettacoli. Gli schermi luminosi, posizionati sia sulle pareti sia sulla cupola, offriranno la possibilità di creare una storia diversa in ogni porto di scalo e in ogni momento della vacanza. Da non perdere anche la grande scalinata affacciata a poppa, su tre ponti: il luogo ideale per i momenti di intrattenimento degli ospiti, sia grandi che piccoli, con una balconata all’aperto sull’ultimo ponte il cui pavimento di cristallo fa vivere l’emozione di volare sul mare. Per rilassarsi e godersi il sole saranno disponibili quattro piscine, di cui una coperta con acqua salata, con la novità del beach club, che ricreerà l’atmosfera di una vera e proprio stabilimento balneare. Confortevoli ed eleganti, anche le oltre 2.600 cabine rispecchiano perfettamente lo stile e il gusto italiano. La categoria di cabine con “terrazza sul mare” offrirà una splendida dependance dove fare colazione, sorseggiare un aperitivo o semplicemente godersi il panorama.
Costa Toscana farà il suo debutto in Brasile nella stagione 2021-22. In particolare, è prevista una crociera inaugurale di Capodanno con partenza da Santos il 26 dicembre 2021, per un itinerario di una settimana che visiterà Salvador e Ilhéus, e ritorno a Santos il 2 gennaio 2022. Dal 2 gennaio al 10 aprile 2022 Costa Toscana proporrà altre 15 crociere con lo stesso itinerario, con imbarco a Santos e Salvador. Le 15 crociere comprendono anche la partenza di Carnevale e quella di Pasqua, che sarà l’ultima crociera della nave prima della traversata Brasile-Italia, con partenza da Santos il 17 aprile 2022.
//  

GNV: entra in flotta la nave GNV Sealand

La Compagnia amplia la propria capacità con oltre 2200 metri lineari e più di 530 passeggeri
Genova, 14 gennaio 2021 – GNV annuncia il potenziamento della propria offerta commerciale con l’arrivo in flotta della M/n GNV Sealand; l’unità è stata costruita nel 2009 presso i Cantieri Visentini, ha una capacità di 2.255 metri lineari e di 195 auto, e può accogliere a bordo fino a 880 persone: nell’immediato la nuova nave andrà a supportare le linee della Compagnia, durante i lavori di  installazione e attivazione dell’impianto di depurazione dei gas di scarico (c.d. scrubber) delle altre unità della flotta.
Nei mesi successivi, l’ingresso in flotta della M/n GNV Sealand rafforzerà l’offerta e sosterrà l’ulteriore ampliamento dei collegamenti, già avviato nell’ultimo trimestre del 2020, con il consolidamento dei servizi di GNV e l’inserimento in flotta delle due navi Forza e Tenacia, a supporto delle linee da e per la Sicilia.
L’arrivo della M/n GNV Sealand di fatto raddoppia l’aumento di capacità già pianificato dalla Compagnia con l’ingresso in flotta – nella primavera del 2021 – di una unità di nuova costruzione, attualmente in fase di realizzazione presso i Cantieri Visentini, che con 2.564 metri lineari garantirà un aumento della capacità di stiva impiegata nell’ambito della rete Autostrade del Mare – infrastruttura strategica per il Paese – e consentirà, in alternativa alla movimentazione dei mezzi pesanti sulla stessa tratta stradale, l’abbattimento delle emissioni in atmosfera e dei relativi costi per la collettività.
La Compagnia continua gli investimenti in termini di miglioramento del servizio e incremento della capacità, con un’ulteriore ottimizzazione del network di rotte: recentemente, infatti, la Compagnia ha annunciato che a partire da giugno 2021 sarà operativa la nuova linea stagionale con la Sardegna tra Civitavecchia e Olbia – con 5 partenze a settimana da entrambi i porti – oltre alle storiche linee estive Genova-Porto Torres e Genova-Olbia.
Fondata nel 1992, e oggi parte del Gruppo MSC, GNV è una delle principali compagnie di navigazione italiane operanti nel settore del cabotaggio e del trasporto passeggeri nel Mar Mediterraneo: con una flotta di 17 navi, la Compagnia opera 11 linee internazionali e 8 nazionali, da e per Sardegna, Sicilia, Spagna, Francia, Albania, Tunisia e Marocco.
 

PSA Genova Prà, Sicurezza: migliorano i dati nel 2020

Genova, 15 gennaio 2021 – Per tutto il 2020, il numero di incidenti al terminal PSA Genova Prà (PSAGP) è stato il più basso di sempre.
L’indice LTIF , un parametro comunemente utilizzato per misurare l’andamento degli incidenti, si è attestato a 6,5, con una diminuzione del 46% rispetto all’anno scorso.
Anche la gravità degli incidenti avvenuti nel 2020 è stata inferiore rispetto agli anni precedenti.
Il grafico sottostante mostra come l’andamento LTIF in PSAGP sia costantemente diminuito a partire dal 2013 – anno in cui questo indicatore chiave di performance (KPI) è stato introdotto per tutto il personale interno ed esterno operante nel terminal.

Il raggiungimento di questo risultato significativo è stato possibile grazie ai continui investimenti che PSA negli anni ha effettuato per migliorare sia la qualità dei mezzi operativi del terminal sia l’ambiente di lavoro.
È però anche il risultato di numerose iniziative di prevenzione quali la formazione del personale, gli eventi pubblici sulla sicurezza, il dialogo costante con i lavoratori e i loro rappresentanti, i forum di discussione, costantemente promossi per cambiare e migliorare la cultura della sicurezza all’interno dell’intera comunità portuale.
Perché è noto che la vera Sicurezza – sia sul lavoro sia nella vita privata – si basa sul comportamento di ciascun individuo per la propria salvaguardia, quella dei suoi colleghi e di tutti coloro che gli stanno accanto.
Vorremmo quindi cogliere l’occasione per ringraziare il nostro personale, le organizzazioni sindacali e l’intera comunità portuale per l’impegno e la collaborazione nel rendere il nostro porto un luogo di lavoro sempre più sicuro. Continueremo a lavorare con tutte le parti interessate per ridurre ulteriormente i numeri di LTIF.
Alla luce di questi incoraggianti risultati e sulla base degli accordi sindacali esistenti, a febbraio 2021 tutto il personale sarà premiato con un bonus di 100 euro, da spendere sul portale del welfare aziendale.
PSA Genova Prà, precedentemente conosciuto come Voltri Terminal Europa, PSA Genova Prà è il maggior terminal contenitori del Nord Tirreno e del porto di Genova, con una quota di circa il 60% dei contenitori movimentati nell’intero porto. Grazie a un organico di circa 660 dipendenti e ai continui investimenti in innovazione, attualmente il Terminal PSA Genova Pra’ può servire contemporaneamente tre meganavi portacontainer di capacità 20.000 TEUs ciascuna, accogliere oltre 1.500 TEUs reefer, movimentare 120 treni a settimana e servire 2.400 camion al giorno. Dalla data dell’acquisizione del Terminal nel 1998, il gruppo PSA International ha investito per la sua crescita e sviluppo circa 600 milioni di euro.
PSA International è uno dei principali operatori terminalistici mondiali; ha partecipazioni in 40 terminal portuali in Asia, Europa e Americhe, con quartier generale a Singapore e Anversa. PSA è costantemente impegnata, in stretta collaborazione con le Compagnie di Navigazione, nella crescita della propria rete portuale per diventare il principale operatore di riferimento per la comunità portuale a livello mondiale.
Avvalendosi dei migliori talenti del settore, PSA International offre ai propri clienti servizi affidabili e di altissima qualità, instaurando con tutti i propri interlocutori rapporti di reciproca crescita. Scelto come migliore operatore tra tutti i principali porti mondiali, PSA è di fatto l’operatore portuale numero uno al mondo

Balena intrappolata nel porto di Sorrento

Nella tarda serata di Giovedì 14 Gennaio è stato avvistato un esemplare di balena all’interno del porto di Sorrento che sbatteva, in evidente stato di agitazione, contro la banchina dedicata allo sbarco passeggeri procurandosi diverse ferite.
Il personale dell’Ufficio Locale Marittimo di Sorrento si è prontamente attivato per cercare di tutelare la salute dell’animale che dopo pochi minuti però, si immergeva facendo perdere le proprie tracce.
Purtroppo a causa dell’oscurità e della pericolosità dell’operazione non era possibile effettuare un immersione immediata nelle acque del sorgitore Sorrentino per verificare la presenza e lo stato di salute del cetaceo.
Alle prime luci dell’alba di Venerdì 15, la Capitaneria di Porto di Castellammare, coordinata dalla Direzione Marittima di Napoli, richiedeva l’intervento immediato del personale del 2° Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera che si immergevano e potevano constatare che sul fondo del porto, ad una profondità di circa 13 metri, era presente la carcassa di una balena delle dimensioni di oltre 20 metri per un peso stimato di oltre 50 tonnellate.
Le immagini riprese dagli operatori subacquei della Guardia Costiera non sembrano compatibili con l’esemplare avvistato in superficie il giorno precedente che si riferivano probabilmente ad un esemplare più giovane, rispetto a quello rinvenuto privo di vita sul fondale del porto.
Gli uomini ed i mezzi della Capitaneria di Sorrento stanno continuando a pattugliare le acque della penisola sorrentina per provare e rintracciare il giovane cetaceo avvistato giovedì ed accertarsi delle sue condizioni di salute.
Rinvenuto un esemplare di balena all’interno del porto di Sorrento – YouTube