Palumbo acquisisce Isa Yacht di Ancona

Con il via libera del Comitato portuale di Ancona alla richiesta di concessione trentennale per oltre 16mila metri quadri di pontili, scali di alaggio e varo nello scalo marchigiano, il Gruppo Palumbo è subentrato ufficialmente nella gestione di Isa Group.  “Il criterio fondamentale che fin dall’inizio della vertenza ha guidato le scelte del Comitato Portuale – recita una nota dell’Ap – è stato di mantenere strettamente connessa la concessione delle banchine demaniali con la proprietà dello stabilimento, per assicurare continuità produttiva ed occupazionale e tutelare gli interessi generali”. Le condizioni poste per la chiusura dell’accordo, dopo il pronunciamento positivo del Tribunale di Ancona, prevedono: programma di investimenti, piano economico finanziario e produttivo collegato a una immediata ripresa della costruzione di imbarcazioni; rientro graduale nel primo anno di 50 unità lavorative e la possibilità di rientro di ulteriori 10-20 unità subordinatamente all’eventuale incremento di commesse; estensione della CIGS fino al 23 settembre 2017 per tutto il personale non utilizzato e successivamente la procedura NASPI fino al 23 settembre 2019 per il personale eccedente; l’inserimento nell’atto di concessione di una specifica clausola che preveda la decadenza della concessione medesima, nel caso in cui dovesse cessare l’attività cantieristica navale nel sito produttivo, stante il ricordato collegamento funzionale tra l’antistante area demaniale destinata esclusivamente alla cantieristica navale e la struttura privata. Isa Yachts, cantiere specializzato nel settore extra lusso, manterrà il proprio brand. Il prezzo all’asta di vendita con incanto ha sfiorato gli 11 milioni di euro per complessivi 60mila metri quadri di capannoni più 20mila di banchina. “E’ importante poter mantenere un sito produttivo destinato alla cantieristica che contribuisce a rafforzare uno storico asset strategico che nel nostro territorio ha fatto sempre la differenza, fondamentale sia per l’occupazione diretta prodotta, che per evitare la dispersione di un indotto fatto di professionalità e capacità realizzative,” ha sottolineato il Presidente Rodolfo Giampieri. “Di qui l’impegno a dare risposte concrete a questa esigenza, al fine di migliorare la competitività delle imprese, rafforzare il settore della nautica nel nostro territorio, creare le premesse per ulteriori opportunità occupazionali dirette ed indirette”. Il Gruppo Palumbo gestisce in totale cinque stabilimenti: quattro nel Mediterraneo (Marsiglia, Napoli, Messina, Malta) e uno in Atlantico, a Tenerife, per un totale di 14 bacini di carenaggio e due chilometri di banchine per riparazione, conversione, refitting e nuove costruzioni.

Fincantieri consegna i primi due opv alla Guardia Costiera del Bangladesh

Le prime corvette della classe “Minerva” dismesse dalla Marina Militare sono state convertite
 Nell’ambito del contratto di fornitura di quattro pattugliatori, Offshore Patrol Vessels (OPV), alla Guardia Costiera del Bangladesh (BCG), derivati dall’ammodernamento e conversione delle corvette della Classe “Minerva” dismesse dalla Marina Militare Italiana, Fincantieri ha consegnato oggi le prime due unità presso il cantiere di Muggiano (La Spezia).  Si tratta delle navi “Minerva” e “Sibilla”, rinominate “SYED NAZRUL” e “TAJUDDIN”, che erano state radiate dalla flotta nazionale nel maggio 2015 e giunte poco dopo nel bacino Fincantieri di Genova, dove hanno preso avvio i lavori di conversione, completati presso l’arsenale militare di La Spezia. Alla cerimonia sono intervenuti, tra gli altri, MD Mozammel Haque Khan, Senior Secretary al Ministero degli Affari Interni della Repubblica Popolare del Bangladesh e Rear Adm. AMMM Aurangzeb Chowdhury, Comandante Generale della Guardia Costiera della Repubblica Popolare del Bangladesh mentre per Fincantieri era presente l’ing. Alberto Maestrini, Vice Direttore Generale e Direttore Navi Militari. Per la Marina Militare italiana invece erano presenti il Comandante Logistico l’Ammiraglio di Squadra Donato Marzano e il Comandante MARINA NORD l’Ammiraglio di Divisione Roberto Camerini.  Come da tradizione bengalese, la firma di consegna delle navi è stata preceduta dalla lettura di un brano del Corano.  Insieme a “Urania” e “Danaide”, che verranno consegnate il prossimo anno al termine dei medesimi interventi, queste unità costituiranno l’ossatura portante della flotta della Guardia Costiera del Bangladesh, con un prolungamento della vita operativa superiore a vent’anni. Le unità saranno utilizzate con finalità di pattugliamento per il controllo dei traffici della Zona Economica Esclusiva e dei confini marittimi, con capacità anche di contenimento dell’inquinamento ambientale e di recupero e assistenza ai civili in caso di emergenze umanitarie.  Nell’ambito dello sviluppo del Business Fincantieri nel Far East, questo contratto riveste particolare importanza per le attività di fornitura di servizi post vendita su navi militari, in quanto consente di offrire tutta la gamma di servizi proponibili, sia per la piattaforma che per il sistema di combattimento: da quelli industriali di manutenzione, riparazione, revisione e conversione (“Maintenance, Repair, Overhaul and Conversions”) a quelli legati alla gestione del ciclo vita delle unità  (“Life Cycle Management”), attraverso sia la fornitura di servizi logistici, “Integrated Logistic Support”, tipicamente sviluppati durante la costruzione o la conversione, sia quelli manutentivi di “In Service Support”, sviluppati in post consegna, durante l’esercizio della nave.

Trieste, inaugurazione per il Varco 4

Con la partenza di un lungo convoglio per Budapest è stato inaugurato a Trieste il Varco 4, nuova uscita ferroviaria transfrontaliera dal Porto Nuovo che permetterà un incremento del 40% del traffico merci su rotaia in direzione dell’Europa. “Aspettavamo questa occasione da 12 anni – ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, intervenuta all’apertura ufficiale insieme al commissario straordinario dell’Autorità Portuale di Trieste Zeno D’Agostino, al direttore compartimentale di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) Carlo De Giuseppe, e ai vari rappresentanti delle altre istituzioni coinvolte – anche se ora sono bastati solo tre mesi di lavoro ma è stata fondamentale la tanta buona volontà messa in campo dalle molte persone che dobbiamo ringraziare”. Attraverso il Varco 4, ha spiegato D’Agostino, si transita dal punto franco ad un contesto nazionale anche grazie all’impegno garantito da Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane, andando in questo modo a servire meglio l’operatività del Molo VII in un momento di grande espansione dei traffici che, nei primi sei mesi del 2016, hanno già raggiunto la quasi saturazione della precedente capacità ferroviaria superando i valori dell’intero 2015. L’attivazione dell’infrastruttura ha sottolineato De Giuseppe “ha comportato una spesa non superiore ai 600.000,00 euro, consentendo al traffico intermodale di superare abbondantemente i 10.000 treni all’anno per passare dagli attuali 7.500 ai previsti 11.500 (da 120 a oltre 200 partenze alla settimana), ognuno dei quali in grado di trasportare quantitativi di merci pari a 30-40 Tir”. (Foto: Arc Montenero)

Via libera alla riforma, le reazioni del cluster portuale

Assoporti “Non si tratta di un commento a bocce ferme, perché è vero l’esatto contrario: le misure approvate ieri dal Consiglio dei ministri sono le premesse per un’azione di rinnovamento che andrà avanti e nella quale, come accaduto sino a oggi, il governo dovrà poter contare sul supporto e sui suggerimenti dell’intero cluster marittimo, in primis di Assoporti”. Lo afferma in una nota il presidente dell’associazione dei porti italiani, Pasqualino Monti, all’indomani del varo della riforma portuale. “Va dato atto alla struttura tecnica del ministero non solo di aver lavorato con grande tenacia, ma specialmente di non aver mai rifiutato il confronto e quindi, di conseguenza, di aver ascoltato in questi mesi le voci del cluster marittimo e portuale e in particolare quella di Assoporti”, aggiunge. “Un ringraziamento va quindi al ministro Delrio e alla struttura tecnica del ministero, a Ivano Russo, Luigi Merlo, Ennio Cascetta, che hanno recepito nel testo finale indicazioni di importanza che a partire da oggi, forniranno la base per ulteriori interventi di riforma nel settore con l’obiettivo di recuperare rapidamente efficienza e produttività del sistema”. “Assoporti – conclude Monti – non si è mai tirata indietro conducendo le sue battaglie sui temi che riteneva e ritiene strategici per centrare questi obiettivi di competitività internazionale nella convinzione, oggi più che mai, con un testo che ne crea le premesse, della necessità di proseguire rapidamente, e senza arroccamenti in difesa dello status quo, sulla strada delle riforme”.
Federagenti “Il primo passo è stato compiuto, ma ora le scelte dei nuovi presidenti dovranno essere coerenti con l’attribuzione di grandi poteri a questa figura dalla cui capacità professionale deriverà una importante percentuale del successo futuro del porto e del sistema logistico che sul porto insiste. E auspichiamo che queste scelte possano essere anticipate già nel momento di nomina dei commissari”. Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, la federazione nazionale degli agenti marittimi, commenta con soddisfazione l’approvazione del decreto che dà il via alla riforma dei Porti, ma chiede un’accelerazione sulla nomina dei presidenti delle nascenti autorità di sistema portuale, preoccupato da un possibile prolungamento dei commissariamenti delle ‘vecchie’ Autorità portuali che potrebbe generare “situazioni di stallo operativo e decisionale”.
Confetra “Con l’approvazione del Decreto legislativo sulla riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione delle Autorità Portuali è stata premiata la determinazione del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti che ha potuto contare anche sulla condivisione della maggioranza delle associazioni rappresentative del mondo portuale e logistico”. Lo afferma il presidente di Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica), Nereo Marcucci. “E’ auspicabile – continua Marcucci – che vi sia altrettanta collaborazione anche nella fase di attuazione del decreto legislativo soprattutto per quanto riguarda il ruolo dell’Agenzia delle Dogane e lo sportello unico amministrativo. E’ altrettanto auspicabile – conclude – che fin dai primi giorni di settembre, terminato l’iter del decreto, sia possibile nominare i nuovi Presidenti delle Autorità di sistema scegliendoli unicamente sulla base del profilo professionale”.
Confcommercio “Confcommercio e Conftrasporto esprimono vivo apprezzamento per l’approvazione definitiva della riforma portuale. Dopo un’attesa durata diverse legislature finalmente gli operatori, grazie all’impegno del ministro Delrio, hanno un quadro normativo di riferimento rinnovato e più efficace per  le proprie attività, siamo certi che non si faranno sfuggire le nuove opportunità”. E’ il commento di Paolo Uggè,  vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto. “La riforma – continua Uggè -  crea basi concrete per il rilancio del sistema nazionale dei porti e della logistica. Sono infatti positive e, in linea con le aspettative della Confederazione e della sua articolata filiera logistico-portuale, le disposizioni volte alla centralizzazione strategica delle decisioni, la riorganizzazione dei circa 60 porti di rilevanza nazionale in 15 Autorità di sistema, la semplificazione burocratica, attraverso  gli sportelli unici, l’alleggerimento delle formalità e lo snellimento delle procedure di approvazione dei Piani Regolatori Portuali, il coinvolgimento del tessuto imprenditoriale negli organismi di partenariato della Risorsa mare”.  Nell’auspicare che la modernizzazione del sistema portuale prosegua rapidamente al fine di rendere il Paese competitivo nello scenario internazionale, il vicepresidente di Confcommercio sottolinea l’importanza dell’attuazione complessiva del Piano nazionale Strategico della Portualità e Logistica e di alcune decisioni riguardanti il cabotaggio marittimo altrettanto importanti, che sarebbero state assunte, per premiare gli imprenditori che favoriscono la presenza del sistema Italia nel mondo cabotiero.
Sindacati “Bene il provvedimento di riforma della governance portuale licenziato dal Consiglio dei Ministri”. E’ quanto dichiarano Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti spiegando che “il provvedimento, contenendo anche aspetti importanti per le organizzazioni sindacali quali la partecipazione attiva ai meccanismi decisionali, contiene strumenti in grado di allinearci ai paesi più avanzati sostenendo le azioni di sviluppo, crescita e competitività necessari al rilancio del sistema portuale italiano”. Secondo le tre organizzazioni sindacali dei trasporti “evitare ulteriori e dannose sfilacciature nel nostro sistema trasportistico nazionale è l’obiettivo primario da raggiungere e la riforma in ottica di sistema potrebbe avere tali potenzialità. Adesso come primo atto, il Ministro Delrio dovrà nominare i 15 presidenti delle nuove AdSP (Autorità di Sistema Portuale) facendo uscire dalle secche la portualità Italiana che da troppi anni ha continuato ad arenarsi in commissariamenti che sono stati un danno per diversi scali, facendoci perdere in competitività”. “Dopo la governance – proseguono Filt, Fit e Uilt- è necessario continuare sulla via tracciata dal PSNPL (Piano Strategico Nazionale Porti e Logistica) adottato dal Governo. Adesso è urgente proseguire il confronto sul lavoro portuale per rilanciare specialità, specificità e professionalità, caratteristiche su cui si fondano l’efficienza e la competitività dei nostri scali con uno sguardo particolare alla sicurezza. In questo senso il tavolo di confronto con le parti sociali al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti – sostengono infine le tre organizzazioni sindacali – si dovrà formalmente avviare per definire eventuali modifiche agli attuali assetti, anche in relazione all’evoluzione del lavoro portuale, e considerata la necessaria qualificazione e specializzazione dei lavoratori, anche sotto il profilo dell’accesso alle previsioni di legge in materia di lavori usuranti”.

Riforma dei porti, approvato il decreto

Il Consiglio dei Ministri ha approvato  in via definitiva il decreto di “Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione delle autorità portuali”, presentato dal Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia. Il provvedimento arriva dopo il recepimento delle osservazioni del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari e le proposte emendative della Conferenza Unificata. “Le azioni previste dal decreto – ha commentato il Ministro Delrio al termine del consiglio, in conferenza stampa – consentiranno ai porti italiani di diventare un sistema più capace di creare occupazione e sviluppo economico. Azioni nel segno di una forte semplificazione ed efficienza, con gli sportelli unici amministrativo e doganale,  e nel segno di una nuova governance con 57 porti di rilievo nazionale coordinati da 15 Autorità di sistema portuale che, sul modello dei maggiori porti europei, verranno guidati da un board snello e da un presidente con ampia facoltà decisionale”. Prevista inoltre, ha continuato il Ministro Delrio, “una forte centralizzazione delle scelte strategiche, che eviti la competizione tra porti vicini, e stimoli invece la cooperazione affinché i porti italiani si collochino in un asse europeo”.  Quindi una riorganizzazione che porterà “efficacia al  Sistema Paese, con l’Italia che interpreta pienamente la sua geografia come molo a Sud dell’Europa, al centro del  Mediterraneo”.
Semplificazione burocratica Rispetto agli attuali 113 procedimenti amministrativi,  svolti da 23 soggetti, il decreto prevede l’istituzione di due sporteli che abbasseranno drasticamente i tempi di attesa, lo Sportello Unico Doganale per il Controllo sulla merce, che già si avvale delle semplificazioni attuate dall’Agenzia delle Dogane, e  lo Sportello Unico Amministrativo per tutti gli altri procedimenti e per le altre attività produttive in porto non esclusivamente commerciali. Inoltre semplificazioni sulle modalità di imbarco e sbarco passeggeri e misure di snellimento delle procedure e innovazione amministrativa per  l’ adozione dei Piani Regolatori Portuali.
Razionalizzazione con le Autorità di Sistema portuale Sono 57 i porti di rilevanza nazionale che vengono riorganizzati nelle nuove 15 Autorità di Sistema Portuale, centri decisionali strategici con sedi nelle realtà maggiori, ovvero nei porti definiti ‘core’ dalla Comunità Europea. Le Autorità di sistema portuale sono relative agli ambiti: Mar Ligure Occidentale, Mar Ligure Orientale, Mar Tirreno Settentrionale, Mar Tirreno Centrale, Mar Tirreno Meridionale Jonio e dello Stretto, Mare di Sardegna, Mare di Sicilia Occidentale, Mare di Sicilia Orientale, Mare Adriatico Meridionale, Mar Jonio, Mare Adriatico Centrale, Mar Adriatico Centro Settentrionale, Mare Adriatico Settentrionale, Mare Adriatico Orientale. Alle 15 Autorità di Sistema Portuale viene affidato un ruolo strategico di indirizzo, programmazione e coordinamento del sistema dei porti della propria area. Avrà  funzioni di attrazione degli investimenti sui diversi scali e di raccordo delle amministrazioni pubbliche.  L’Autorità di Sistema Portuale avrà al suo interno due sportelli unici. Stretta la relazione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in particolare per il Piano Regolatore di Sistema Portuale e i programmi infrastrutturali con contributi nazionali o comunitari. Le Regioni possono chiedere l’inserimento nelle Autorità di Sistema di ulteriori porti di rilevanza regionale.
La riorganizzazione della governance L’Autorità di Sistema Portuale sarà guidata da un board snello,  ristretto a  poche persone,  da 3 a 5, il “Comitato di gestione” con il ruolo di decisore pubblico  istituzionale. Il Comitato di gestione è  guidato da un presidente manager, di comprovata esperienza nell’economia dei trasporti e portuale e con ampi poteri decisionali. Viene scelto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti d’intesa con la Regione o le Regioni interessate dall’Autorità di sistema. Rispetto ai precedenti Comitati Portuali, con limitata capacità decisionale, si passa da circa 336 membri a livello nazionale si passa a circa 70 persone a livello nazionale che agiranno con più efficacia. I rappresentanti degli operatori e delle imprese  faranno parte, invece, degli  “Organismi di partenariato della Risorsa Mare con funzioni consultive:  potranno partecipare al processo decisionale, non potranno più  votare atti amministrativi. Per garantire la coerenza con la strategia nazionale  verrà istituita una “Conferenza nazionale  di coordinamento delle Autorità di Sistema Portuale”, istituzionalizzata e presieduta dal Ministro, vi sarà una programmazione nazionale delle scelte strategiche e infrastrutturali, fino a definire un Piano regolatore portuale nazionale.
Dall’ultimo miglio ai fast corridor, una riforma a 360° Il Piano  strategico della portualità e della logistica, approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 7 agosto 2015, fissa dieci obiettivi: misure per semplificazione e snellimento, competitività e concorrenza, accessibilità, integrazione del sistema logistico, potenziamento delle infrastrutture,  innovazione, sostenibilità, certezza delle risorse, coordinamento nazionale, nuova governance. Molte le azione già realizzate in quest’anno. Tra queste, l’innovazione nella logistica, con  l’opera di coordinamento unico dei provvedimenti tra Agenzia e Mit,  il potenziamento dello sdoganamento in mare, con l’Agenzia delle Dogane, oggi attivo in 17 porti, l’incremento dei “fast corridor”, 16 attualmente in funzione per oltre 1.400 container. Nel Pon Infrastrutture e Reti 2014-2020 inoltre  63 milioni di euro sono destinati alla realizzazione della Catena Logistica Digitale e i progetti pervenuti per implementare l’intero sistema sono in valutazione. Sull’ultimo miglio ferroviario continua  la attuazione del Contratto di Programma RFI, capitolo “Ultimo Miglio Porti”. Sono state insediate le Cabine di Regia territoriale in tutte le 5 Regioni Obiettivo Coesione per le Aree Logistiche Integrate, tra porti, aeroporti, interporti e infrastrutture, e si stanno firmando i Protocolli di Intesa con tutte le Regioni del Sud beneficiarie del Pon, mentre si sta avviando la selezione concertata degli interventi prioritari

Napoli, la Regione assegna al porto 148 milioni per opere

La Giunta Regionale della Campania ha deliberato l’assegnazione di 148 milioni all’Autorità Portuale per la realizzazione di interventi infrastrutturali previsti nel Grande Progetto. A confermarlo, questa mattina, durante la seduta del Comitato Portuale il Presidente della Commissione Trasporti, Luca Cascone. L’Unione Europea ha dunque riammesso per la programmazione 2015-2020 i fondi destinati nella precedente programmazione alla realizzazione di opere infrastrutturali nello scalo partenopeo. Una conferma prevista e giunta al termine di un fitto scambio di  pareri, documentazione, tra gli uffici dell’Autorità Portuale e quelli della Regione Campania. “Gli interventi riguarderanno- ha tenuto subito a precisare il Commissario Straordinario Antonio Basile- la gara per il dragaggio dei fondali del porto, il completamento del sistema fognario e i lavori per il rifacimento del sistema viario interno allo scalo. Per il dragaggio contiamo di aggiudicare i lavori tra la fine di quest’anno e i primi mesi del nuovo. Molto dipenderà dalla commissione di gara e dalla capacità di esaminare in tempi rapidi la documentazione che i vari concorrenti presenteranno.” I componenti del Comitato Portuale hanno quindi proceduto ad approvare all’unanimità la delibera di variazione del bilancio di previsione 2016 che alla voce “ avanzo di cassa” inserisce i 148 milioni del Grande Progetto. In apertura dei lavori il Commissario Antonio Basile ha informato il Comitato che l’Autorità Portuale prenderà parte ai primi di agosto alla riunione del Consiglio di Amministrazione del Terminal Napoli per discutere della prevista diminuzione di attracchi di navi da crociera nel 2017. “ E’ evidente- ha osservato- che molto dipende dalla mutata situazione geopolitica nei Paesi del Nord Africa, ma vogliamo valutare insieme al gestore della Stazione Marittima le azioni da intraprendere per arginare la annunciata riduzione. Per questo abbiamo aperto un tavolo di confronto anche con il Comune di Napoli” La problematica relativa a “costi e tariffe” del porto di Napoli, oggetto del lavoro di un’apposita commissione, è stata affrontata nel corso della seduta odierna del Comitato Portuale. La relativa delibera sarà sottoposta alle valutazioni del Ministero delle Infrastrutture.

Manifestazioni di interesse per le Autorità di Sistema Portuale

Inizia , con la pubblicazione dello specifico avviso, la raccolta di manifestazioni di interesse per l’incarico dei Presidenti delle 15 Autorità di Sistema Portuale. L’avviso richiama il decreto legislativo su “riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84”, approvato il 28 luglio 2016 da parte del Consiglio dei Ministri. La call è stata voluta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, per raccogliere profili qualificati. Il Ministro infatti, come prevede il decreto, designerà i Presidenti delle Autorità di Sistema Portuale con l’intesa dei Presidenti delle Regioni interessate, sentite le Commissioni parlamentari. Il ruolo, i compiti e le caratteristiche dei Presidenti delle nuove Autorità di Sistema portuale sono descritti nel decreto, in cui si legge, tra l’altro, che il Presidente viene  “scelto fra cittadini dei Paesi membri dell’Unione europea, aventi comprovata esperienza e qualificazione  professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale.” Il Ministero intende procedere, quindi, all’acquisizione di manifestazioni di interesse “per ricoprire in via esclusiva e a tempo pieno il ruolo”. La partecipazione all’avviso avviene inviando il proprio curriculum e specificando, in particolare, le  esperienze e qualificazioni  professionali conseguite nei settori dell’economia  dei trasporti e portuale, nonché per quali Autorità di sistema portuale ci si propone. Il curriculum deve essere redatto, in ogni suo campo, in lingua italiana  secondo il modello di cv europeo, e deve essere inviato esclusivamente mediante posta elettronica, entro le ore 24 del 4 settembre 2016, alla Segreteria del Gabinetto del Ministro: segr.capogabinetto@mit.gov.it . L’avviso non ha natura concorsuale. Le manifestazioni di interesse ricevute costituiranno una banca dati a disposizione del Ministro.

Porto di Salerno, apre il Varco Trapezio

Al via l’apertura del Varco Trapezio. Grazie alla sinergia tra l’Autorità portuale di Salerno, Fai, Federazione italiana trasportatori, capitaneria di Porto, Agenzia delle Dogane, Guardia di Finanza e Polizia di frontiera, Compagnia Portuale, terminalisti e organizzazioni sindacali, il Varco Trapezio resterà aperto dalle ore 7  alle ore 19, per tutti i giorni lavorativi della settimana. “E’ un grande risultato che abbiamo raggiunto grazie al dialogo costante con tutti gli operatori pubblici e privati interessati allo sviluppo, in sicurezza, dei traffici per e dal porto di Salerno”, ha dichiarato il Segretario regionale Coordinamento F.A.I. Angelo Punzi. “Avevamo chiesto che l’apertura avvenisse prima di Ferragosto e così è stato e per questo desidero ringraziare in particolare 
l’Autorità portuale, nella persona del presidente Andrea Annunziata, che insieme ai suoi preziosi collaboratori ha dimostrato ancora una volta di lavorare alla stregua di un’azienda privata; il comandante della capitaneria di Porto Gaetano Angora; il direttore dell’Agenzia delle Dogane, Vito De Benedictis; la Guardia di Finanza, nella persona del generale Alessandro Marin; la Polizia di frontiera, nella persona della dottoressa Giuliana Postiglione, ma anche i terminalisti Amoruso Spa, De Cesare, S.A.T., S.C.T., gli autotrasportatori tutti e in particolare Giovanni Memoli, 
le organizzazioni sindacali presenti nel porto di Salerno, la Compagnia Portuale, nella persona di Antonio Autuori e – in ultimo, ma non certo per ultimi – gli autisti e gli operai che con il loro duro lavoro quotidiano rendono possibile la crescita del porto”.  Il presidente Annunziata ha sottolineato i vantaggi immediati e futuri legati all’apertura del varco: “E’ un provvedimento che consentirà la crescita della fluidità commerciale del porto di Salerno, con un conseguente aumento dell’attrattività dello scalo salernitano rispetto ai propri clienti e, nel contempo, un maggiore  rispetto dell’ambiente e della sicurezza di chi opera all’interno dell’area. E’ una rivoluzione del porto di Salerno, un ulteriore contributo per rendere più agevole lo scalo nell’ottica strategica della sua crescita, in linea con la riferma che chiede una maggiore attenzione all’ambiente. Si rende più fluida la mobilità nel porto sia per le attività legate alle merci sia per i passeggeri, che godranno di una visita più accogliente, senza trascurare l’importanza dell’effetto domino che si avrà sulla scorrevolezza del  traffico sul viadotto”.

TCT Porto di Taranto, accordo per la cassa in deroga

Presso la sede del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è stato siglato, alla presenza del Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali Franca Biondelli, un accordo tra la Regione Puglia, l’Autorità Portuale di Taranto, i rappresentanti della Taranto Container Terminal (TCT) in liquidazione e le rappresentanze sindacali di categoria. L’Accordo prevede la cassa in deroga per i lavoratori di TCT sino a fine anno, attraverso l’utilizzo delle risorse disponibili e con l’impegno della Regione, in caso di assegnazione di ulteriori risorse economiche a tale fine, di rendere disponibili le maggiori risorse alla richiesta di CIG in deroga che verrà presentata dalla Società. Ciò al fine di consentire il passaggio alla presa in carico da parte dell’Agenzia per la fornitura di lavoro in ambito di demanio portuale, la riqualificazione professionale e la ricollocazione dei lavoratori, istituita con Intesa siglata da Governo e Regione Puglia, nella giornata di ieri, a Palazzo Chigi. “L’Accordo – ha dichiarato il Sottosegretario Biondelli – conclude positivamente un percorso da tempo avviato ed è stato reso possibile dalla massima disponibilità al confronto di tutti i soggetti coinvolti. Anche nei momenti più difficili è stato facile orientarsi sul da farsi nella consapevolezza della necessità di pervenire ad una soluzione che potesse garantire, in un necessario contemperamento di interessi, soprattutto una continuità ai lavoratori”.

Nasce collegamento intermodale Venezia – Lubecca

L’Autorità Portuale di Venezia ha recentemente siglato con il Lübecker Hafen-Gesellschaft (l’Autorità Portuale di Lubecca, Germania) e con il Gruppo Grimaldi un accordo per la creazione di un collegamento intermodale (nave+ferrovia+nave) tra i Porti di Venezia e Lubecca per collegare il mar Adriatico e il mar Baltico (Scandinavia, Finlandia e Russia) con Italia e Grecia. Obiettivo comune delle parti coinvolte  è arrivare a un collegamento integrato che, attraverso partenze treno giornaliere in andata e ritorno, possa servire i numerosi traffici traghetto nei due porti. Le merci – che viaggiano lungo le Autostrade del Mare sulla rotta Patrasso (Grecia)/Venezia tramite il collegamento ro/ro trisettimanale messo in opera da Grimaldi – verranno infatti caricate su treno dirette – via Brennero – al porto di Lubecca per poi ripartire da qui alla volta dei paesi scandinavi, baltici e della Russia. Il Porto di Lubecca, è infatti il 4° scalo europeo per i traffici in traghetto (ro/ro) con 4 terminal, 18 accosti dedicati a questo particolare traffico e oltre 21milioni di tonnellate di merce movimentata da e per il Nord Europa (l’equivalente di 700.000 trailer) ogni anno. La sua posizione geografica – Lubecca è il Porto più a Sud-Ovest del Mar Baltico – assieme all’altissima expertise nel campo del traffico intermodale – rendono lo scalo tedesco uno fra i partner ideali nel Mar Baltico per questo tipo di traffici. Il nuovo ponte ferroviario tra Venezia e Lubecca, operato tra gli altri dall’operatore ECL European Cargo Logistics, prevede dai 2 ai 6 treni a settimana ciascuno da 30 container o trailer che copriranno in sole 26/30 ore i 1.362 chilometri che separano Venezia dal porto tedesco. Un ulteriore servizio “green” e veloce che si aggiunge a quelli già attivati a novembre scorso tra Venezia e Francoforte (sempre via Brennero) e a da giugno verso il porto di Rostock. Si tratta di servizi di successo che, in breve tempo sono già stati raddoppiati, e che consentono di portare sul mercato tedesco, e oltre, le merci provenienti via mare in soli tre giorni e viceversa.