Il ruolo dell’organizzazione europea dei cluster marittimi nel promuovere l’economia marittima

Roma, 7 giugno 2019 – L’organizzazione europea dei cluster marittimi European Network of Maritime Clusters (ENMC) ha incontrato a Bruxelles i rappresentanti europei delle principali attività marittime e della DG MARE. Dall’incontro è emerso come ENMC possa svolgere una funzione utile nello stimolare la realizzazione di analisi economiche e statistiche del settore da tutti condivise e promuovere così l’economia marittima, valorizzando il suo rilievo per l’Unione europea. Sotto questo profilo, il 2019 Blue Economy Report pubblicato di recente dalla DGMARE della Commissione europea, ha segnato un progresso, ancorché in esso l’economia marittima vada meglio definita rispetto alla più ampia Economia Blu. Nel corso dell’incontro si è anche discusso del ruolo che ENMC potrebbe giocare per facilitare i collegamenti tra gli stakeholder marittimi al fine di poter identificare e suggerire una dimensione unitaria delle loro attività di rappresentanza degli interessi degli operatori presso le istituzioni europee. Oltre all’olandese Arjen Uytendaal, presidente di ENMC, e alla coordinatrice Marjolein van Noort, erano presenti i vertici dei cluster marittimi di Danimarca, Malta, Spagna e Italia, rappresentata da Carlo Lombardi, segretario generale della Federazione del Mare. Sono inoltre intervenuti Martin Dorsman, segretario generale di ECSA (European Community Shipowners’ Associations – industria armatoriale), Christophe Tygat, segretario generale di Sea Europe (Shipyards’ & Maritime Equipment Association – industria cantieristica e delle componenti marittime), Lamia Kerdjoudj Belkaid, segretaria generale di Feport (The Federation of European Private Port Companies and Terminals – operatori portuali). In rappresentanza della DG MARE è intervenuto Frangiscos Nikolian, responsabile delle analisi economiche. Previsto un nuovo incontro a settembre

1989 – 2019: La Guardia Costiera celebra 30 anni di storia

Oggi 8 giugno, ricorre il trentesimo anniversario della nascita della Guardia Costiera, istituita nel 1989 quale articolazione tecnico operativa del Corpo delle Capitanerie di porto.
Il Corpo nasce ufficialmente con un Regio Decreto del 20 luglio 1865. La Guardia Costiera, così come noi la intendiamo, tuttavia, appartiene a un’epoca più recente.
Sarà solo con un Decreto interministeriale dell’8 giugno 1989 che verrà attribuita ufficialmente la denominazione di “Guardia Costiera” ai reparti tecnico-operativi del Corpo, attribuzione alla quale negli anni successivi farà seguito l’adozione della tradizionale livrea bianca e del logo, ormai noto, raffigurante una fascia tricolore con al centro un’ ancora nera su campo circolare bianco.
Per celebrare questa ricorrenza, a Catania, lo scorso 5 giugno si è tenuta, una esercitazione di soccorso in mare, che ha visto l’impiego di mezzi aerei e navali nonché la presenza di figure specialistiche come gli aerosoccorritori e soccorritori marittimi della Guardia Costiera. Il 6 giugno è stato dedicato, invece, ad una giornata di studio nella quale è stata ripercorsa la storia della Guardia Costiera: un’istituzione moderna, che fonda le proprie radici nelle attività di carattere amministrativo connesse con gli usi civili e produttivi del mare, organizzata oggi con mezzi aeronavali e tecnologie all’avanguardia, con uomini e donne che operano ogni giorno in favore della collettività.
L’evento, al quale ha partecipato il Comandante Generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino, si è svolto alla presenza degli ex Comandanti e Vice Comandanti Generali, dei Comandanti Regionali e del personale del Corpo insignito della Medaglia d’oro.
Grazie anche alla preziosa testimonianza dei decani del Corpo, è stato tracciato un breve quadro delle condizioni storiche che hanno portato alla creazione della attuale Guardia Costiera italiana e degli eventi più importanti che hanno contraddistinto il suo percorso operativo: dalla missione in Albania (1991), la prima compiuta fuori dai confini nazionali, allo sventato disastro ambientale  della nave “Rhodanus” sulle coste della Sardegna (2010), passando per i soccorsi effettuati nel Mediterraneo centrale, alle navi Costa Concordia (2012) e Norman Atlantic (2014).
Particolare commozione, ha suscitato tra tutti i presenti, il ricordo del Comandante Natale De Grazia, medaglia d’Oro alla memoria, morto il 12 dicembre 1995 mentre indagava, con la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, su una complessa attività ambientale legata a traffici illeciti operati da navi mercantili nel Mediterraneo.
 

Transport & Logistic – Monaco – Indagine conoscitiva sulle potenzialità e criticità del porto di Venezia

Tre secche domande a decine di operatori del trasporto mondiale presenti al Transport & Logistic appena conclusasi a Monaco di Baviera per indagare sulle potenzialità e sulle criticità del porto di Venezia. Dall’indagine conoscitiva realizzata da una qualificata rappresentanza dell’International Propeller Club Port of Venice è emerso come devastante per la Città e il porto sia stato il recente incidente nautico della mn. Opera della MSC e come l’inadeguatezza delle infrastrutture penalizzino lo sviluppo della portualità a favore di altri scali non sempre viciniori.                                                                    Per problemi di spazio riportiamo una sintesi dell’indagine che, pur nella sua stringatezza, potrebbe rappresentare un prezioso contributo per tracciare nuove e più concrete ipotesi di sviluppo per la portualità veneta e per  la sua policy infrastrutturale. “Nel corso dei nostri incontri – chiosa il presidente del Propeller Massimo Bernardo- abbiamo riscontrato come l’interesse degli operatori presenti,  impegnati a discutere sui grandi temi del trasporto intermodale a livello mondiale,  sia stato  indirizzato  non certo  alla sola presenza del singolo porto ma a tutto il  sistema trasportistico  di cui fa parte come ben hanno fatto i porti della Liguria promuovendo il proprio sistema  e quelli del Friuli Venezia Giulia con Trieste e Monfalcone insieme all’interporto di Pordenone ecc.ecc., solo per citarne alcuni !  . Non è stato così, invece, per il porto di Venezia nel cui stand campeggiava il grande ponte di Rialto, qualche foto di operazioni portuali per vari settori di traffico e una luminescente insegna con su scritto “ Rialto Bar ”. Ovvio quindi , per i tanti operatori intervistati , collegare il porto al turismo più che alla sua funzione commerciale e industriale e, conseguentemente, all’incidente della mn. Opera riportato nelle prime pagine dei media mondiali”.
Di seguito la sintesi dell’indagine:
Domande: 1- Qual è la sua percezione in merito alla crocieristica su Venezia anche a seguito dell’incidente nautico accaduto nei giorni scorsi?   2) Come vede lo sviluppo del porto commerciale di Venezia relativamente a potenzialità dei suoi terminals contaniner, rinfuse, projet cargo in funzione delle nuove rotte commerciali e della BRI?  3) Che cosa consiglierebbe per sviluppare ulteriormente i traffici commerciali da e per l’Europa operati dal porto di Venezia?
Risposte: A      SIMPLY CARGO – Hungary (logistic international) 1)      E’ difficile che le crociere rimangano a Venezia perché é troppo pericoloso per la città 2)      Non bene in quanto i fondali non sono profondi e le navi sono sempre più grandi 3)      Spostare il traffico molto lontano dalla città perché Venezia è percepita più quale importante meta turistica.
 
B.     FRANCE CARGO HANDLING 1)      Non è normale che una nave passi in bacino di San Marco, è pericoloso e crea pollution 2)      Trieste é vicina ed è da preferire come porto 3)      Occorrerebbe fare zone franche ma a Trieste (riporto testualmente…  C.     ASIA SHIPPING (Brasile) 1)      La dimensione del porto potrebbe rappresentare un problema 2)      Se i traffici si incrementassero ci sarebbe bisogno di spazi al di fuori della città 3)      E’ una città conosciuta per il turismo e sposterei i traffici altrove, considerato che ha i fondali bassi: anche in Brasile abbiamo avuto un problema simile con un porto ed è stato deciso di saltarlo perché i lavori di dragaggio e costruzione di un nuovo terminal sono diseconomici.   D.     COSCO 1)      All’estero non è percepito in maniera così grave l’incidente (in Thailandia capita spesso…) 2)      Venezia è vocata al turismo e sarebbe meglio si dedicasse solo a questo 3)      Non ci sono spazi adeguati per sviluppo dei traffici commerciali sul territorio di Venezia   E.     CDIRS (Cina) 1)      Non crede che le grandi navi in “centro città” vadano bene 2)      No interesse a sviluppo dei traffici in sud Europa in quanto il grosso dei traffici che hanno è nel Nord Europa ed i suoi porti 3)      Servirebbero fondali più profondi   F.     UKRAINIAN RAILWAY 1)      No grandi navi a Venezia, è impossibile 2)      Non hanno interesse a sviluppare traffici su Venezia 3)      Per il momento non operano in Europa e sono una compagnia di Stato
G.      ANEK 1)      Il Terminal di Fusina è un terminal moderno che offre molte facilities, da qui possono partire navi più piccole che portano i turisti a Venezia 2)      Le proposte potrebbero essere tre:
a. navi grandi a Fusina e creare degli shuttle verso Venezia b. lasciare che in Canale della Giudecca  passino solo grandi navi c. lasciare che in canale della Giudecca  passino solo barche locali di  piccole dimensioni  
1)      Il Terminal di Fusina è la chiave di volta del sistema del traffico marittimo del Porto di Venezia: ha standard elevati di qualità ed offre “better facilities”, motivo per il quale sarebbe opportuno si espandesse ulteriormente.
H.     GRIMALDI 1)      Non sanno esprimersi o preferiscono non farlo in punto crocieristica su Venezia 2)      L’importanza strategica di Venezia per il Gruppo Grimaldi è confermata Venezia è importante per i trailer dalla Grecia ed il terminal di Fusina risponde alle esigenze dell’armatore. 3)      La puntualità è preferita al risparmio sia in termini di velocità nave che di servizi a terra resi quando la merce arriva. E’ bene monitorare queste tempistiche per rendere un servizio apprezzato dai clienti e fare la differenza sul mercato.
I.       BALTIC SHIPPING 1)      Non svolgono servizi cruise e pertanto non sono in grado di fornire una risposta attendibile; 2)      Il Porto di Venezia rappresenta una snodo fondamentale per i traffici con l’Asia. Sarebbe opportuno incentivare, anche con finanziamenti provenienti dal Far East, lo sviluppo di nuovi canali commerciai e, soprattutto, linee ferroviarie che consentano di raggiungere i paesi nordici in minor tempo rispetto allo scalo dei Porti del northern range. 3)      Sono indispensabili le infrastrutture che in Italia, rispetto all’Europa centrale, sono ancora troppo carenti;
L.      BANDIC MARITIME DOO (Croazia) 1)      La crocieristica a Venezia è molto importante anche se la città è molto “delicata”. Sarebbe opportuno spostare il Terminal fuori dal centro storico per rendere meno pericoloso il transito delle grandi navi; 2)      Come scalo commerciale Venezia è di scarso interesse per loro, in quanto si appoggiano ai Porti di Koper per i contenitori (che funziona benissimo) e a Trieste per le rinfuse. Monfalcone viene preferito per quanto riguarda la merce varia. Solo per il project cargo le aziende croate scelgono Venezia. 3)      Sarebbe utile incentivare con benefici fiscali l’insediamento di multinazionali straniere nell’entro terra veneziano: queste potrebbero “dirottare” i loro traffici da altri porti europei a quello di Venezia;   M.     CONTAINER TRANSPORT DIENST (GERMANIA) 1)      Anche se per loro non è di interesse il traffico turistico, ritengono che le grandi Navi debbano continuare a transitare nel Canale della Giudecca perché è un’attrattiva unica al mondo e i crocieristi scelgono Venezia proprio per lo spettacolo di Piazza San Marco che si vede in partenza e all’arrivo; 2)      Spesso utilizzano il porto di Venezia per il traffico contenitori. Ritengono però che gli spazi del Terminal contenitori siano troppo ristretti. Rispetto a Trieste tuttavia (che è stretta tra il mare e le montagne) Venezia ha più potenzialità, perché si potrebbero realizzare nuovi terminal nelle zone di Marghera che sono attualmente dismesse (e ce ne sono moltissime). 3)      Le attività dell’Autorità Portuale di sponsorizzazione raggiungono efficacemente gli operatori tedeschi come loro; si avverte la necessità di creare un collegamento ferroviario diretto con la Baviera;
N.     HAMBURG SUD 1)      Il traffico delle grandi navi è incompatibile con una città come Venezia. È una città storica che dovrebbe essere raggiunta solamente con mezzi meno “impattanti” e non inquinanti (come potrebbe essere il treno o, via mare, le navi-traghetto LNG di dimensioni contenute e di nuova costruzione: che dunque siano in possesso degli scrubbers per la riduzione delle immissioni inquinanti). VI è comunque la consapevolezza che una riduzione del traffico crocieristico possa arrecare danno all’economia di Venezia e di tutta la regione. 2)      È indispensabile un miglioramento del Terminal contenitori del Porto di Venezia, quantomeno per avvicinarlo ai Porti concorrenti nel Mediterraneo (Pireo, Valencia e Algeciras) che vengono attualmente preferiti da Hamburg Sud. Diversamente, Venezia non sarà competitiva nel contesto della BRI.
3)      V. punto 2.
O.     K-LINE EUROPEAN SEA HIGHWAY 1)      Nulla sulle grandi navi perché svolgono solo traffico ro-ro. Comunque ritengono che le grandi navi siano troppo inquinanti per Venezia. Sarebbe auspicabile lo sviluppo di un porto crocieristico più lontano (riporto testualmente: Ravenna!) per poi portare i turisti con traghetti piu piccoli. 2)      Sfruttano molto il Terminal di Fusina che andrebbe potenziato ulteriormente, soprattutto per quanto riguarda i fondali e le attrezzature e gli spazi a terra (vedi piazzali per stoccaggio auto). 3)      Servono infrastrutture adeguate. Non ritengono concepibile che ci siano ancora autostrade a due corsie dove ci sono sempre lavori.
P.     BURGER FERRY AGENCIES 1)      L’incidente della MSC Opera ha avuto grande risalto mediatico in Olanda. Venezia viene percepita come una città fragile, che non è in grado di sopportare un traffico crocieristico così elevato. Viene fatto il paragone con città come Barcellona e Valencia, che però sono metropoli e non città di dimensioni medio-piccole come Venezia. 2)      Il terminal di Fusina è uno snodo importante per loro (associati Anek Lines). Sarebbero da migliorare non tanto i terminal, ma i servizi che uniscono Venezia al Terminal di Fusina. 3)      Per quanto riguarda loro, Venezia=Turismo. Tutto ciò che è in grado di sviluppare il turismo è conseguentemente in grado di apportare benefici anche agli altri settori, come quello commerciale e industriale.
Q.     FINNLINES 1)      Svolgono servizio ro-ro nel Mare del Nord. La crocieristica a Venezia crea problemi di inquinamento. Le Navi, pur moderne, hanno un impatto ambientale molto forte sulla città storica. Sono aspetti che nei paesi nordici vengono considerati prioritari e che dovrebbero essere tenuti in considerazione anche dall’Autorità Portuale. 2)      Non si esprimono in quanto non svolgono servizi di tipo commerciali. 3)      Idem come sopra.  

ALIS: il Presidente Guido Grimaldi ha consegna al governo un documento programmatico sulla crescita sostenibile del paese

“Logistica sostenibile e semplificazione normativa a tutela del Made in Italy”
In occasione dell’evento organizzato da ALIS nella prestigiosa cornice di Masseria Li Reni a Manduria, in provincia di Taranto, il Presidente Guido GRIMALDI ha consegnato al Governo, nelle mani del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al Sud on. Giuseppina CASTIELLO e del Sottosegretario all’Ambiente on. Vannia GAVA, un documento programmatico con proposte concrete per lo sviluppo della logistica sostenibile e la semplificazione normativa a tutela del Made in Italy. Padrone di casa Bruno VESPA, che ha condotto le due sessioni di lavoro apprezzando l’impegno concreto di ALIS nel dare impulso e dignità al settore logistico e trasporti stico del Paese.
Un abbassamento dei costi dell’intera catena logistica – ha dichiarato il Presidente di ALIS Guido GRIMALDI –, attraverso misure e investimenti per lo sviluppo infrastrutturale, sostenibile ed occupazionale, funge da volano per l’intero Sistema Paese ed accresce il potenziale della domanda estera dei prodotti Made in Italy in termini di produttività e competitività. Per questo ALIS, nel documento che oggi consegna ai decisori pubblici, propone di creare un piano complessivo di valutazione delle performance ambientali delle aziende che investono in ricerca, digitalizzazione e sostenibilità; di varare misure incentivanti strutturalmente durevoli nel tempo in favore dell’intermodalità come Marebonus e Ferrobonus; di intervenire seriamente sul costo del lavoro, puntando sulla riduzione della pressione fiscale e delle aliquote contributive al fine di favorire una maggiore occupazione”.
Queste le linee strategiche e programmatiche, volte ad una crescita strutturale del settore del trasporto sostenibile, che sono state tracciate dall’Associazione ed emerse anche nel Comitato di Presidenza riunitosi proprio a Manduria prima dell’evento alla presenza della Dirigenza di ALIS e dei Coordinatori delle Commissioni tecniche.
“Riteniamo altrettanto prioritario - ha proseguito il Presidente di ALIS -  puntare ad una forte semplificazione normativa affinché il Paese possa rilanciarsi su mercati internazionali e, per il Mezzogiorno in particolare, supportare le amministrazioni pubbliche nell’individuazione delle aree ZES, che proponiamo di portare avanti di concerto con le aziende e gli operatori del settore. E’ necessario poi rimodulare alcune tasse che gravano sul nostro comparto, riducendole per gli operatori che investono su mezzi navali  e stradali con tecnologie green, come nel caso delle imprese del cluster ALIS grazie alle quali, con l’utilizzo dell’intermodalità, sono stati risparmiati in Italia l’anno scorso oltre 500 milioni di euro in termini di riduzioni del costo del trasporto”.
Il Presidente di ALIS ha affrontato anche il tema del lavoro e dell’accesso alla professione.
ALIS – ha concluso Guido Grimaldi – continuerà a promuovere la formazione professionale, attraverso collaborazioni con ITS ed Università, agevolando l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro tramite stage e proposte contrattuali con le aziende associate. Abbiamo bisogno di più tecnici e più giovani specializzati al fine di poter rispondere con realismo alle esigenze delle imprese. Sono indispensabili incentivi pubblici per i percorsi formativi, nonché ulteriori agevolazioni fiscali per le aziende che assumono i giovani, soprattutto per contribuire a ridurre il gap esistente tra Sud e Nord del nostro Paese”.
Prima delle due sessioni tematiche  è intervenuto anche il Presidente della Regione Puglia Michele EMILIANO che, dopo aver elogiato l’azione di ALIS “capace di combinare il modello d’impresa italiano con le strategie tipiche del sistema globale”, ha fortemente posto l’accento sull’eccessiva burocratizzazione nel mondo dei trasporti e della logistica. “L’eccessiva burocrazia – ha sostenuto il Governatore Emiliano – è nemica della buona politica. Semplificare può anche significare correre dei rischi, ma bisogna saper valutare proprio il rischio del rapporto costo/benefici”. 
All’evento di Manduria sono intervenuti in qualità di relatori i Presidenti delle AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale Francesco Maria DI MAJO, del Mar Adriatico Meridionale Ugo PATRONI GRIFFI e del Mar Jonio Sergio PRETE, l’AD di Grimaldi Group Diego PACELLA, il Presidente di Casillo Group Pasquale CASILLO, insieme a Francesco SCIAUDONE, Founding Partner Grimaldi Studio Legale, Alessandro PAONE, Managing Partner LabLaw Studio Legale, Francesca FIORINI, Responsabile Legalis, Giovanni SALERNO, Consulente del lavoro e Marcello DI CATERINA, Direttore generale ALIS.
Proprio il Direttore di ALIS Marcello Di Caterina ha rivolto un ringraziamento all’intero cluster ALIS e, in particolare, a quelle Autorità di Sistema Portuale aderenti come soci onorari, pertanto senza oneri economici, che hanno da subito fortemente creduto nel progetto associativo e nelle azioni programmatiche realizzate finora e proposte per il futuro. Ha inoltre evidenziato gli importanti risultati raggiunti sotto il profilo della politica sindacale e giuslavoristica: “Lo scorso maggio con le Segreterie Generali di CGIL, CISL e UIL abbiamo sottoscritto un Protocollo d’Intesa sulle Relazioni Sindacali che consente all’associazione di aderire con sottoscrizione al Testo Unico sulla Rappresentanza: si è trattato di un’operazione molto importante per la nostra Associazione perché ci consente un confronto costruttivo con il mondo sindacale in favore delle migliaia di imprese e di lavoratori che il nostro Cluster rappresenta”.
Il Governo, rappresentato dai Sottosegretari Gava e Castiello, ha recepito con favore le proposte di ALIS, ribadendo massimo impegno istituzionale nella crescita sostenibile del Paese e del Mezzogiorno.
“Non è un caso che come Ministero dell’Ambiente – ha detto l’on. Vannia GAVA – abbiamo firmato con ALIS lo scorso febbraio un Protocollo d’intesa atto a trovare soluzioni innovative per l’imprenditoria italiana in termini di maggiore sostenibilità. Ci impegniamo quindi a sostenere queste proposte, in linea con la politica del Governo improntata su un dialogo fattivo e concreto tra pubblico e privato per uno sviluppo omogeneo del Paese”.
“Riteniamo necessario – ha dichiarato l’on. Giuseppina CASTIELLO in conclusione dei lavori – offrire alle imprese di trasporto e logistica, ampiamente rappresentate da ALIS, risposte adeguate in termini di nuove ed efficienti infrastrutture e di imminente sburocratizzazione come strumenti necessari per innescare un reale processo di ripresa economica. Le risorse non mancano ed il Governo deve essere fortemente impegnato su questo fronte”.
 
 

L’Italia dei porti al Transport&Logistic di Monaco di Baviera Numerosi appuntamenti e visite al padiglione italiano

Monaco di Baviera: L’Associazione dei Porti Italiani traccia il bilancio della partecipazione alla più grande fiera della logistica del mondo che si è tenuta a Monaco di Baviera la scorsa settimana. I dati dicono che la fiera ha raggiunto nuovi valori record in un’edizione in cui gli argomenti principali hanno riguardato i rapporti con la Cina e l’intelligenza artificiale. Transport Logistic ha confermato il suo ruolo di maggiore centro logistico intermodale del mondo: c’erano 2.374 espositori, con un aumento del 10 per cento, e circa 64.000 visitatori, con un aumento del 5 per cento”, ha riferito Stefan Rummel, Managing Director di Messe München, Ente organizzatore della manifestazione In questo contesto anche quest’anno i porti italiani si sono presentati alla più grande manifestazione della logistica in Europa. Una presenza importante dei porti italiani, con un’agenda fitta di incontri e visite. Tra gli altri, la visita della delegazione del Porto di Shenzhen con la relativa associazione governativa avvenuta all’apertura della fiera, con tutti i rappresentanti dei porti presso lo stand istituzionale “Italy – One Country, All the Logistics” coordinata da Assoporti, con la collaborazione di ICE e UIR. Non è capitata a caso questa visita, considerato che i porti, gli interporti e ICE stanno lavorando su una missione istituzionale per il prossimo mese di ottobre proprio nel Far East. Nel corso della manifestazione è stata altresì organizzata una conferenza con la partecipazione di ICE, UIR e Assoporti. Al centro del dibattito la presentazione dei progetti effettivamente in corso nei porti italiani con il focus sull’attrazione degli investimenti. A margine dell’evento che si è svolto nelle sale meeting del centro fieristico, il Presidente di Assoporti, Daniele Rossi ha detto: “L’Italia rappresenta un hub strategico del Mediterraneo con una portualità e interportualità diffusa. Stiamo lavorando tutti insieme per fare sistema e lavorare in sinergia con ICE e UIR. Questo è soltanto un primo piccolo passo delle attività su cui stiamo lavorando come porti italiani.” La quattro giorni si è chiusa con la visita del Console Italiano a Monaco, Enrico de Agostini che ha ritenuto di dover salutare personalmente i rappresentanti dei porti presso il padiglione.

ISOTTA FRASCHINI MOTORI: “QUALIFICA 1000 ORE” PER I MOTORI DIESEL DEI PPA

La controllata di Fincantieri ha presentato il nuovo gruppo elettrogeno 16V170C2ME
Trieste, 11 giugno 2019 – Isotta Fraschini Motori (IFM), società del gruppo Fincantieri, ha celebrato oggi presso il suo stabilimento di Bari, la “Qualifica 1000 ore” del generatore diesel 16V170C2ME dei Pattugliatori Polivalenti d’Altura (PPA) per la Marina Italiana, un prodotto innovativo per applicazioni navali.
Il Presidente di IFM Sergio Razeto ha accolto i partecipanti in una location particolare, la sala prove e collaudo. Hanno preso parte all’evento, tra gli altri, il Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano, il Direttore della Direzione degli Armamenti Navali (Navarm), Ammiraglio Ispettore Capo Matteo Bisceglia, l’Assessore regionale con delega allo sviluppo economico, competitività, ricerca industriale e innovazione, Cosimo Borraccino, e  il Direttore generale di Fincantieri, Alberto Maestrini.
La giornata di oggi rappresenta una tappa fondamentale nel processo di validazione dei Diesel Generator Systems (DGS), che comprende oltre 3.700 ore totali di esercizio dei sistemi, oltre 1.000 delle quali dedicate alla fase finale che precede l’accettazione da parte del cliente.
La collaborazione con la Marina Militare ha permesso di creare un prodotto su misura, partendo dalla progettazione fino alla gestione del ciclo di vita.
Isotta Fraschini Motori, nata nel 1900 come officina di automobili, è un’azienda che progetta e produce motori diesel e le loro applicazioni in campo marino, ferroviario ed industriale. Più di un secolo di storia durante il quale la società è stata capace di trasformare e rinnovare i propri prodotti, alcuni dei quali unici nel panorama mondiale, come la linea di propulsori a bassissima segnatura magnetica, ad elevato contenuto ingegneristico, riconosciuto e apprezzato da prestigiosi clienti nel panorama globale.
Oggi IFM fa parte del Gruppo Fincantieri, beneficiando così da una parte di investimenti in essere e pianificati per il futuro che l’hanno resa una società moderna e al passo con i tempi, e dall’altra, sotto il profilo tecnico, di importanti sinergie con altre società del Gruppo, come Cetena in relazione alla ricerca e innovazione, e Seastema in merito all’integrazione dei sistemi, con grande vantaggio per i propri clienti. Oltre alla Marina Italiana, IFM annovera tra i propri clienti da oltre 35 anni la US Navy, per la quale partecipa al programma LCS, uno dei principali al mondo, e diverse altre marine europee, senza tralasciare impegni ed applicazioni più recenti in Corea, Australia, Singapore e India.
Nel 2015 Fincantieri ha ricevuto l’ordine per 7 PPA, nell’ambito del piano di rinnovamento della flotta della Marina Militare. Il primo pattugliatore, la cui consegna è prevista per il 2021, verrà varato questo mese presso il cantiere di Muggiano (La Spezia) di Fincantieri. Le consegne dei successivi pattugliatori sono previste nel 2022, 2023, 2024 con due unità, 2025 e 2026.

A Napoli la festa della Marina Militare

Napoli – Mercoledì 12 giugno verrà celebrata la “Giornata della Marina 2019” con una serie di manifestazioni. Tra gli eventi da segnalare nella Galleria Umberto I, alle ore 10.00 del 12 giugno, la “Fanfara di Presidio del Comando Marina Sud” di Taranto, con il supporto del Comune di Napoli, terrà un concerto in favore della popolazione partenopea. Il gruppo musicale uscirà in parata da Palazzo Reale, passerà da Piazza del Plebiscito, proseguirà per Piazza Trieste e Trento e, percorrendo il primo tratto di Via Toledo, raggiungerà il centro della Galleria per eseguire marce militari, brani di musica leggera, musica da film e della tradizione napoletana. Al termine dell’esibizione la Fanfara, sempre in parata, farà rientro a Palazzo Reale.
Il 10 giugno ricorre il 101° anniversario dell’Impresa di Premuda, durante la quale due piccole unità veloci, i MAS “15″ e “21″, attaccarono una potente formazione navale austriaca. La sezione dei due MAS, al comando rispettivamente del Capitano di Corvetta Luigi Rizzo (Capo sezione) e del Guardiamarina di complemento Giuseppe Aonzo, affondò all’alba del 10 giugno 1918, la corazzata “Szent Istvan” (Santo Stefano). L’azione stroncò sul nascere una pericolosa incursione che il grosso della flotta austriaca si predisponeva a compiere contro lo sbarramento antisommergibili organizzato dagli Alleati nel Canale d’Otranto, per precludere l’accesso all’Adriatico ai sommergibili tedeschi.
Le giornate celebrative delle Forze Armate, compresa quella della Marina Militare, furono istituite nel 1939.
Per l’occasione, la storica Base Navale di Napoli sarà aperta alla popolazione con visite guidate, esclusivamente a piedi, con ingressi alle ore 15:00, alle ore 16:00 e alle ore 17:00. La durata prevista del tour è di circa un’ora.

Venezia torna ad ospitare un evento fieristico internazionale dedicato alla nautica

Arte contemporanea, fotografia, design, sono le mostre nel segno del mare in Arsenale. Da non perdere la visita del sottomarino Dandolo.
Il programma delle iniziative collaterali Arte contemporanea, fotografia, design nel segno del mare. Al Salone Nautico di Venezia che apre i battenti la settimana prossima, ci saranno numerose iniziative collaterali, tanta cultura del mare che vive di fianco all’area espositiva e al programma congressuale. Sulla stessa banchina anche una serie di installazioni legate alla Biennale. Una attività che piacerà agli armatori di grandi yacht, che spesso sposano la passione per l’arte contemporanea e lo yachting. La Tesa 102 ospita “Aquae, il futuro è nell’oceano”. Dedicata ad illustrare le principali caratteristiche dell’ambiente marino, con particolare attenzione all’utilizzo e alla conservazione delle sue risorse per uno sviluppo sostenibile, la mostra del Consiglio Nazionale delle Ricerche è frutto di un’ampia collaborazione tra l’Ufficio comunicazione Informazione e Urp della Direzione generale e le strutture che si occupano di ricerca ambientale: Dipartimento scienze del sistema Terra e tecnologie per l’ambiente (Cnr-Dta), Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar), Istituto per lo studio degli impatti antropici e la sostenibilità in ambiente marino (Cnr-Ias), Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Cnr-Isac), Istituto di ingegneria del mare (Cnr-Inm). Il nostro pianeta, visto dallo spazio, appare come una sfera blu. A dispetto del suo nome, infatti, il 71% della Terra è ricoperto dagli oceani, che svolgono funzioni indispensabili per la nostra sopravvivenza. Regolano il clima, ospitano un’incredibile biodiversità, forniscono sostentamento a milioni di persone e veicolano l’80% dei commerci mondiali. Grazie a esperimenti, attrezzature scientifiche, modelli in scala e video installazioni, sono descritte le principali caratteristiche dell’ambiente marino. Una mostra che si chiude simbolicamente con una riflessione sul futuro e la salvaguardia degli oceani e sulla necessità di adottare comportamenti e pratiche virtuose. Poco distante, nella Tesa 113: MUVE Yacht Projects. Una mostra dei progetti di imbarcazioni di ogni tipologia e materiale, esito della selezione del Bando indetto da Fondazione Musei Civici di Venezia congiuntamente al Comune di Venezia e Vela spa. I progetti selezionati, opera di professionisti e studenti, riguardano il design complessivo, gli interni, la componentistica di dettaglio, la struttura, il sistema propulsivo, ecc. In mostra sono presenti anche taluni progetti fuori concorso curati da studi di progettazione nautica noti a livello internazionale. Un suggestivoallestimento che riprende l’idea primordiale dell’origami di carta a forma di barchetta ospiterà le proposte progettuali. L’esposizione è a cura della Fondazione Musei Civici e dello Studio Nuvolari – Lenard. Nella stessa sede Arena Tech Lab, una iniziativa dedicata alla formazione che vede partecipare tra gli altri il Politecnico di Milano PoliDesign e l’Università di Coventry. “Marittima, ieri e oggi: tra riqualificazione ed innovazione”, in Area Scali, è il titolo di una mostra fotografica promossa da Venezia Terminal Passeggeri con il patrocinio di Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale. Nel corso dell’ultimo ventennio la zona portuale di Venezia Marittima e San Basilio sono state oggetto di una profonda trasformazione che ha visto una completa riqualificazione delle strutture portuali con contestuale sostituzione progressiva e poi definitiva del traffico portuale commerciale con quello crocieristico. Gli scatti definiscono il perimetro di questa opera dal rilevante impatto urbanistico che ha trasformato il vecchio porto commerciale storico della Marittima in una struttura polifunzionale e all’avanguardia, riconosciuta come uno dei porti crocieristici più efficienti ed a elevata qualità del servizio a livello mondiale. Cinque maestose statue dell’artista polacco sorvegliano’ le banchine, presentate Igor Mitoraj ‘ dalla Galleria Contini. I frammenti di un passato, i corpi e i volti raffigurati con caratteristiche ben proporzionate, tipicamente elleniche, sono il punto di partenza per una riflessione su temi senza tempo come l’amore, il desiderio, la femminilità ma anche la solitudine e la sofferenza. Nei pressi del bacino di carenaggio piccolo, è allestita la mostra “Il trasporto pubblico a Venezia” che ripercorre, attraverso modelli, disegni tecnici, cimeli e documenti storici contestualizzati all’interno di una linea del tempo, la storia del trasporto pubblico a Venezia dal 1882 ai giorni nostri. Promossa dal Gruppo AVM/Actv, la mostra riapre, dopo l’esposizione dei mesi scorsi presso la Polveriera Austrica a Forte Marghera, in versione rivisitata al Salone Nautico proprio nell’area occupata dal cantiere Actv sino alo scorso anno. Da non perdere allo Spazio Modelli – Thetis, la mostra fotografica “Vivere sull’acqua” che raccoglie immagini provenienti dall’Archivio Fotografico Giacomelli del Comune di Venezia. Promossa dal Servizio Archivi Fotografici e Digitali, Direzione Progetti Strategici, Ambientali e Politiche Internazionali e di Sviluppo, del Comune di Venezia, si sviluppa attraverso circa 70 immagini supportate da sette pannelli suddivise idealmente in cinque percorsi: yachting and sailing; movimentazione merci e materiali; cantieristica; eventi particolari; offshore. L’Archivio Fotografico Giacomelli, tra gli anni Venti e Settanta del Novecento, è, per consistenza, eventi e soggetti rappresentati, tra i più importanti archivi non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Si tratta di un archivio fotografico di oltre 180.000 negativi, in lastra di vetro o pellicola, di vari formati e dimensione (dal classico 35 mm, o piccolo formato, al grande formato in lastra di vetro) che ci ricorda la storia della Venezia novecentesca. L’Arsenale durante il Salone Nautico è anche una sede espositiva d’arte contemporanea dove trovano posto alcune mostre e installazioni collaterali della Biennale. E’ anche questo un viaggio tra le nuove tendenze artistiche fra cui la mastodontica scultura di Lorenzo Quinn, Building Bridges, che campeggia nel piccolo bacino di carenaggio, celebrando i valori universali dell’uomo partendo da Venezia, città di ponti reali e metafisici. La tesa 99 ospita anche una personale dell’artista italo americano, mentre in area scali si può visitare Hello Goodbye, installazione di Marco Lodola che prende il nome dalla leggendaria canzone dei Beatles. “Punto delle partenze interrotte”, allestita presso la Tesa 100, espone opere di tre artisti di caratura internazionale nati e cresciuti a Dubrovnik: Izvor Pende, Slaven Tolj e Mariana Pende. In Dante Veritas è il titolo della mostra di Vasily Klyukin, filantropo, inventore e designer russo ora passato all’arte, promossa da The State Russian Museum presso la Tesa 94, in Area Scali. 32 grandi sculture in acciaio di forte impatto ispirate alla Divina Commedia di Dante: uno scenario apocalittico che vuole far riflettere sui problemi che affliggono l’umanità, rappresentando vizi e peccato sotto una ‘luce’ molto speciale. Un richiamo all’assunzione di responsabilità da parte dell’uomo per i danni causati all’ambiente. Allo Spazio Thetis Friends, dove artisti, curatori, galleristi, accomunati da una frequentazione comune, danno il titolo ad una collettiva. Infine si potrà, grazie alla Fondazione Musei Civici di Venezia che ne ha portato a termine un articolato e complesso programma di recupero e valorizzazione, in via eccezionale visitare il celebre sottomarino Enrico Dandolo. Varato a Monfalcone nel dicembre del 1967, porta il nome di una unità storica che ha combattuto durante la Seconda Guerra mondiale. Entrato in disarmo nel 1999, ha fatto parte delle prime unità ad essere state progettate e costruite nel nostro Paese dopo il secondo conflitto mondiale. Se ne potranno scoprire i segreti grazie ad una visita esperienziale: testi, splendide immagini appositamente commissionate e la possibilità di sperimentazioni pratiche e pluri-sensoriali. Si accederà a piccoli gruppi accompagnati da guide, con elmetto di sicurezza. Una visita nel passato da completare con il Padiglione delle Navi e il Museo Storico Navale della Marina Militare.

Cantiere Navale Vittoria: presenti al Salone Nautico di Venezia

In occasione del salone veneziano, l’azienda di Adria espone, per la prima volta in Veneto, l’Interceptor 43 e il Vittoria Fast Interceptor 65.

Cantiere Navale Vittoria, azienda veneta specializzata nella progettazione e costruzione di imbarcazioni professionali parteciperà al primo Salone Nautico Venezia, in programma all’Arsenale di Venezia dal 18 al 23 Giugno 2019.
In quest’occasione, oltre a presentare le ultime imbarcazioni progettate e costruite insieme alle soluzioni più innovative applicate, il cantiere di Adria punta su potenza ed eleganza delle linee mettendo in vetrina, in banchina E5, Pontile di Levante, due unità della tipologia interceptor: l’Interceptor 43 e il Vittoria Fast Interceptor 65. Si tratta di imbarcazioni prototipiche che coniugano le elevate capacità di performance, proprie delle unità professionali, con l’artigianalità tutta italiana nella progettazione e costruzione di imbarcazioni da diporto.
Dotato di una veste mimetica che gli consente il camuffamento in mare, l’Interceptor 43 è stato costruito secondo gli standard adottati dalla US Customs and Border Protection. Realizzato in resina vinilestere rinforzata con tessuti di vetro, carbonio e kevlar, ha un lunghezza fuori tutto di 14,04 metri, una larghezza complessiva di 2,81 metri ed un’altezza di costruzione di 1,98 metri per 9,93 tonnellate di dislocamento a pieno carico. Dimensioni che consentono di ospitare a bordo un equipaggio di 4-6 persone. Gli studi sulla carena e la sua speciale conformazione “a step”, consentono all’imbarcazione di combinare le alte velocità a elevate performance in termini di tenute al mare e manovrabilità. La propulsione dell’imbarcazione è assicurata da 4 motori fuoribordo MERCURY VERADO in grado di sviluppare complessivamente 1200 cavalli. La scelta di questo tipo di propulsione fuoribordo consente di unire semplicità e economicità di gestione ad a elevate prestazioni velocità massima ed accelerazione. Il sistema di controllo SmartCraft® Digital Throttle Shift (DTS) consente inoltre cambiate ultra-fluide, con risposta istantanea dell’acceleratore. L’Interceptor 43 può infatti raggiungere la velocità massima di 60 nodi e mantenere una velocità di crociera di 40 nodi.

Il Vittoria Fast Interceptor 65 ha una lunghezza fuori tutto di 19,92 metri, una larghezza massima di 3,60 metri ed un’altezza di costruzione di 1,70 metri per 18 tonnellate di dislocamento a pieno carico. La propulsione dell’imbarcazione è assicurata da due motori Seatek 1500 12 4V 21, che sviluppano una potenza complessiva di circa 3200 cavalli. L’imbarcazione può raggiungere la velocità massima di 80 nodi e ospitare a bordo fino a 5 persone.
E’ per noi sempre un grande piacere essere a Venezia – commenta Luigi Duò, Presidente del Cantiere Navale Vittoria- ed è motivo di grande orgoglio prendere parte alla prima edizione di questo salone dalla vocazione internazionale. La nostra azienda è fortemente legata alla realtà lagunare sia per la vicinanza geografica che per la capacità di proseguire, conservare e tutelare la tradizione nella costruzione delle imbarcazioni, tradizione che portiamo avanti dal 1927. Nella splendida cornice dell’Arsenale, e per la prima volta nella nostra regione, esponiamo due interceptor che rappresentano il perfetto connubio tra l’eccellenza italiana nella progettazione e costruzione degli scafi e le ottime prestazioni garantite dall’ingegneria”.

SALONE NAUTICO DI VENEZIA: DESIGN, SOSTENIBILITÀ, MARE, LEGISLAZIONE, I GRANDI TEMI DEI CONVEGNI

Venezia, 12 giugno 2019 – Ultime tendenze del design, blue economy, sicurezza in mare, lo sviluppo delle propulsioni ibride ed elettriche, laboratori didattici per i più piccoli. Sono questi i grandi temi su cui si sviluppa il ricco programma congressuale del Salone Nautico Venezia dove è il caso di dire la cultura del mare e per il mare sale in cattedra in quella grande operazione di connessione della città con il “suo” ambiente vitale.
Il ricco programma dei convegni e incontri comincia lavorando un tema che è centrale per uno dei settori che regala più immagine al Made in Italy e lo fa lavorando sulla inimitabile creatività dei nostri designer e cantieri. Il titolo del convegno di apertura del Salone lo racconta, indagando i nuovi trend di stile e progettazione di imbarcazioni con veri protagonisti: “L’avanguardia nel design, i percorsi del nuovo nello yachting“. Il convegno è organizzato da Vela Spa con Carlo Nuvolari dello Studio Nuvolari/Lenard. Sull’argomento interverranno l’imprenditore e designer  Luca Bassani (Wally – Ferretti Group), il professor Carlo Fei (Università Luiss), i designer Carlo Nuvolari (Nuvolari/Lenard) e Luca Dini (Luca Dini Design).
A seguire il convegno alle 18.00, ci sarà la presentazione delle attività che avvengono nella Tesa 113, anch’esse concentrate sullo yacht design. Sono il prestigioso Arena Tech Lab dove ogni giorno sono previste attività culturali legate al design e la costruzione in collaborazione con diversi istituti universitari e la mostra di progetti che è il risultato di un bando di gara promosso dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, congiuntamente al Comune di Venezia e Vela spa, rivolto a progettisti e designer professionisti o studenti, singoli o associati per imbarcazioni di ogni materiale e dimensione. I progetti esposti sono stati scelti da un Comitato scientifico di esperti, nominato dal Sindaco di Venezia. Vi partecipano progetti, realizzati o semplicemente ideati,  negli ultimi cinque anni, anche già presentati in occasione di concorsi di progettazione, pubblicati in riviste di settore e non, che riguardano il design complessivo o gli interni e/o la componentistica di dettaglio, la struttura, il sistema propulsivo.
Tra gli incontri più rilevanti, sempre nella giornata di apertura mercoledì 19 e con inizio alle ore 14.00: “La previsione dell’acqua alta”. La presentazione, realizzata dall’ Istituto di Scienze Marine in collaborazione con il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree del Comune di Venezia, affronta il tema della previsione dell’acqua alta e delle relative implicazioni in un ecosistema complesso come quello della Laguna di Venezia. Alle 15 30 la presentazione della regata Hospitality Cup, che si corre in bacino su maxi yacht che vengono abbinati ai grandi alberghi di Venezia. “Green Lido, l’onda verde di Venezia”, sarà alle ore 17.00,  promosso dal Consorzio Venezia e il suo Lido, parlerà di sostenibilità e strategie per la gestione dei rifiuti e della mobilità nell’isola, con interventi di rappresentanti istituzionali di Veritas, Actv e Fondazione Cortina 2021. Nell’occasione verrà assegnato il premio Green Lido, conferito ad un progetto di nautica sostenibile.
In parallelo, in Torre di Porta Nuova, l’Università Iuav con la Regione del Veneto organizza “Marine e nautica da  diporto: esigenze di policy ed opportunità per uno sviluppo sostenibile”, un seminario che intende presentare alcune progettualità regionali prioritarie legate a politiche nel campo delle marine e della nautica, in particolare, partendo dalla preparazione di una proposta europea congiunta tra Regione ed università venete nell’ambito del Programma EU Italia-Croazia. A seguire, una tavola rotonda con operatori del settore di rilievo coinvolti allo scopo di raccogliere i loro feedback sulla proposta.
Giovedì 20 un’altra grande giornata dedicata alla cultura del mare: si parte alle ore 10.00 con “Green Shipbuilding. L’adozione di tecnologie per la riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti nel settore navale della Marina Militare”, seminario organizzato dalla Marina Militare Italiana nell’ambito del progetto di Cooperazione Territoriale Interreg Adrion – NEORION. Obiettivo di questo progetto è il rilancio del settore cantieristico nella macro-regione adriatico-ionica, attraverso lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie “green” nel settore della cantieristica e del trasporto marittimo. La Marina Militare illustrerà le strategie adottate con l’iniziativa Flotta Verde, che si pone l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale delle proprie navi.
Rivolto agli operatori economici del settore il workshop, ore 11.30, organizzato dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, “Cantieristica navale e nautica sostenibile: tecnologie abilitanti per i settori della cantieristica navale e nautica”. Si offrirà una panoramica sulle principali tecnologie abilitanti applicate alla cantieristica e sull’evoluzione dei materiali per uno sviluppo sostenibile.
Nel pomeriggio, ore 14.00, un incontro promosso da Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia farà il punto su “La Blue Economy. Turismo, Città, Ambiente, Competenze professionali: risorse e prospettive del terziario del mare”.
Da CNA, ore 17.00, si parla di “Nautica e turismo esperienziale”. Le prospettive e le opportunità per il comparto ricettivo saranno illustrate da rappresentanti del Comune di Venezia, CNA Venezia, Università Cà Foscari, IUAV, Risposte Turismo, Ciset e University of Wisconsin-Stout.
Alle 18.00, un affascinante viaggio nel tempo, quello proposto da Piero Falchetta, storico della cartografia e della navigazione ne l’incontro, organizzato dall’Ateneo Veneto, “Portolani e carte nautiche fra Venezia, Genova e Maiorca tra i secoli XIII e XVI”.
“Tecnologie e dotazioni di bordo per una navigazione sicura”. Questo il workshop, ore 10.00, promosso dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo nell’ambito del progetto di Cooperazione Territoriale Interreg MED – PROTEUS che aprirà la giornata congressuale di venerdì. Verrà affrontato il tema della sicurezza in navigazione con particolare attenzione alle nuove tecnologie e alle dotazioni di bordo.
Pesca, turismo e salvaguardia sono i temi su cui si sviluppa, ore 11.00, “Laguna di Venezia: risorsa economica e ambientale”, convegno a cura di Città Metropolitana di Venezia e San Servolo Servizi Metropolitani di Venezia.
Alle 14.00 Assonautica presenta il Sistema Nazionale di Qualità della Formazione Marittima.
Alle  16.00 la importante tavola rotonda con tema il  “Nuovo registro telematico della nautica da diporto. Evoluzione del rapporto stato – utente e riflessi sul mercato”, un convengo cui parteciparanno gli attori di questa fondamentale innovazione per il mercato della nautica, da cui si attende una propulsione importante per la certezza del leasing, dei passaggi di proprietà. Ne è promotore l’avvocato Sandro Trevisanato e tra i relatori ci sono Fabrizia Lapecorella, direttore generale delle Finanze – MEF e Roberto Perocchio presidente di Assomarinas.
Si ritorna a parlare di storia, ore 17.00, con l’Ateneo Veneto e il suo incontro “Venezia e le grandi scoperte geografiche”. La Serenissima e le grandi scoperte geografiche, un’ipotesi affascinante: parte delle informazioni a disposizione delle potenze oceaniche europee potrebbero essere di provenienza veneziana. Dibattito su questo tema con specialisti del settore coordinato dall’Ammiraglio Paolo Bembo, Direttore della rivista della Lega Navale Italiana. Venezia quale centro collettore di una conoscenza geografica che veniva dall’oriente e che forse aiutò le potenze europee a varcare l’Atlantico.
Sabato, alle ore 11.00, il convegno “La nautica da diporto italiana: semplificazione nel rispetto degli standard di sicurezza” a cura della Guardia Costiera di Venezia e Assonautica. Interverranno rappresentanti della Capitaneria di Porto di Venezia, Assonautica, Ucina e Direzione Marittima del Lazio.
Si rivivono i momenti più gloriosi di questa impresa sportiva ne “L’Italia e la Coppa America, da Azzurra a Luna Rossa”, appuntamento promosso da Vela Spa e M9 con la presenza di Matteo Plazzi, vincitore a bordo di BMW Oracle e ora tecnico del Challenger of Record, Davide Tagliapietra, componente del team design di Luna Rossa e Andrea Madaffari che ha partecipato con Il Moro di Venezia.
Da Assonautica (ore 14.00), si discuterà de “La propulsione sostenibile, l’ibrido sale in barca”, un tema molto caro alla contemporaneità, che nel marino trova applicazioni importanti e un dibattito aperto.
Nel pomeriggio il Convegno dedicato a GianAlberto Zanoletti, mecenate della marineria tradizionale, promosso dal Forum Futuro Arsenale “Barche d’epoca e classiche. Passione conservazione valorizzazione”.  Interverranno esponenti del Comune di Venezia, Forum Futuro Arsenale, ASDEC Associazione Scafi d’Epoca e Classici, Università di Genova, Mibac, Riva Historical Society.
Infine domenica, ore 15.00, l’incontro “La salute vien…. vogando. La voga come strumento di prevenzione e benessere psicofisico” organizzata da ASD Gruppo Sportivo Artigiani – Venezia con il  patrocinio di Comune di Venezia, ULSS 3 Serenissima, Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Venezia e La Scuola Grande di San Marco.
 Ogni giorno attività gratuite riservate ai più piccoli con laboratori didattici e creativi. I bambini potranno scoprire i segreti per costruire un periscopio, piccoli sottomarini o riciclare le bottiglie di plastica, uno dei maggiori problemi per l’ambiente marino, in divertenti pesci, meduse o altri animali acquatici.

Shipping, la tecnologia blockchain applicata per la prima volta alla protezione dell’Oil Record Book

RINA, azienda multinazionale leader nella classificazione navale, ha creato una nuova versione, a prova di sofisticazione, del suo registro di bordo elettronico, l’ELB. Questo innovativo strumento è il primo ad impiegare la tecnologia blockchain per garantire la registrazione sicura e sempre tracciabile dei dati della nave, permettendo alle compagnie di navigazione di mostrare ai clienti e alle autorità competenti la propria integrità e trasparenza in tutte le operazioni di bordo.
Giosuè Vezzuto, Chief Digital Officer di RINA, ha commentato: “Si tratta dell’evoluzione della nostra piattaforma RINACube ELB, già a disposizione degli armatori che vogliono proteggere e rinforzare la propria reputazione nel campo del rispetto dei regolamenti a protezione dell’ambiente.  La nuova versione introduce un livello di sviluppo ulteriore, connettendo i registri di bordo (come l’Oil Record Book) ad una blockchain pubblica che impedisce la modifica illegale dei dati. Questo aiuta le compagnie di navigazione a mettere in luce il proprio impegno nell’impedire registrazioni fraudolente grazie ad una totale trasparenza delle operazioni”
L’utilizzo di ELB è già molto diffuso nel mondo della navigazione. Questo strumento sostituisce i registri cartacei, come l’Oil Record Book, il registro dei mezzi di carico, i registri dei rifiuti e di zavorra. ELB semplifica l’inserimento dei dati, aiuta a rispettare le normative e minimizza il rischio di errori umani (riducendo quindi il rischio di non conformità e multe). Con l’aggiunta della tecnologia blockchain all’ELB, tutti i dati registrati diventano immutabili e fissati nel tempo: ciò significa che le registrazioni non possono essere contraffatte e la loro integrità può essere facilmente verificata dalle Autorità Portuali.
Giosue’ Vezzuto ha spiegato: “È il primo ELB ad utilizzare questa tecnologia affidabile e sicura. Si tratta di un passo significativo per il futuro dell’industria navale, che così può mostrare chiaramente ai clienti e alla società civile il suo impegno nel rispettare le normative ambientali. Il suo utilizzo può aiutare a ridurre il numero di procedimenti penali correlati alle registrazioni contraffatte e alza gli standard di trasparenza all’interno del settore, portando vantaggi a tutti”.

Confitarma: Luca Sisto, per i marittimi italiani bisogna migliorare il livello di qualificazione e specializzazione

Roma, 13 giugno 2019 -“L’unica strada per far crescere l’occupazione marittima italiana è elevare il suo livello di qualificazione e specializzazione affinché i nostri marittimi possiedano le competenze richieste dal mercato del lavoro nazionale e internazionale”. Questa la conclusione dell’intervento di Luca Sisto, Direttore generale di Confitarma al Convegno organizzato a Procida dall’Associazione Nazionale Lavoro Marittimo – ALAMARI dedicato al tema delle nuove figure professionali marittime, ai programmi scolastici da ammodernare, all’innovazione e alla formazione. Una formazione rispondente alla costante evoluzione tecnologica e operativa delle navi, unitamente agli interventi di ammodernamento della normativa superata e all’attuazione della fondamentale riforma del collocamento della gente di mare, che attende da troppo tempo di essere compiuta, possono certamente avere effetti molto positivi sull’occupazione dei marittimi italiani e, quindi, dare ulteriori opportunità di carriera marittima alle nuove generazioni. Per esempio, ha affermato il Direttore di Confitarma, è sempre più avvertita l’esigenza dell’armamento di alcune figure professionali (ad esempio, operai meccanici, tankisti, gasisti, comuni di macchina, elettricisti/comuni elettrotecnici, cuochi equipaggio) caratterizzate da un’elevata specializzazione, che non può essere totalmente soddisfatta dall’attuale offerta di lavoratori marittimi italiani, per non parlare della ormai strutturale carenza, non solo in Italia, di Ufficiali e Direttori di macchina in possesso delle competenze richieste dalle più moderne tecnologie presenti a bordo. Tuttavia, si deve essere tutti consapevoli che, se l’obiettivo comune è quello della salvaguardia e della crescita dell’occupazione marittima italiana, condizione imprescindibile per raggiungere tale risultato è lo sviluppo equilibrato e duraturo della flotta nazionale. In proposito, Luca Sisto ha ribadito “l’imprescindibilità del Registro internazionale italiano, grazie al quale la nostra flotta – che prima del 1998 era destinata a sparire – è raddoppiata, diventando una delle più importanti al mondo e con un aumento del 140% dell’occupazione di marittimi italiani e comunitari nei traffici internazionali e in quelli del grande cabotaggio”. “Oggi la bandiera italiana è la prima al mondo per numero di marittimi comunitari (di cui la grande maggioranza italiani) occupati”. L’armamento italiano da anni sta investendo molto nella formazione dei professionisti del futuro, offrendo posti di lavoro e percorsi di carriera promettenti a bordo, a terra e dando opportunità di occupazione anche negli altri comparti del cluster marittimo, in linea con le esigenze dell’industria.  Peraltro, “l’intero Sistema Paese – Pubblica Amministrazione, Scuola, Armatori, Lavoratori Marittimi – ha margini di crescita notevolissimi, soprattutto sul piano della mentalità. La Pubblica Amministrazione e la Scuola devono adeguatamente valorizzare un settore che le ultime riforme hanno colpevolmente emarginato aprendo le proprie porte al mondo del lavoro e dell’impresa. Noi – armatori e lavoratori marittimi – dobbiamo superare l’atavica concezione della formazione come un inutile costo e/o una perdita di tempo. Soltanto una formazione di qualità può migliorare l’occupabilità dei giovani che vogliono intraprendere la carriera marittima e fornire alle imprese armatoriali un capitale umano in grado di fronteggiare le sfide che il panorama economico mondiale ci impone”.  In conclusione, quindi, lo sviluppo dell’economia del mare e il miglioramento quantitativo e qualitativo dell’occupazione marittima non possono prescindere l’uno dall’altro e il fondamento di tutto non può che essere rappresentato da un sistema educativo e formativo in linea con i più alti standard internazionali.

Venerdì 14 giugno la 70^ Assemblea Nazionale di Federagenti

Domani Ancona ospiterà la 70^ Assemblea Nazionale di Federagenti, in programma a Portonovo-Monte Conero venerdì 14 giugno a partire dalle ore 9.30. A fare gli onori di casa sarà il Presidente di Federagenti Gian Enzo Duci che, nella sua relazione, presenterà un manifesto programmatico sulle emergenze del cluster marittimo. Ai lavori dell’Assemblea prenderanno parte numerosi esponenti di spicco del mondo dello shipping, nonché una nutrita rappresentanza delle Amministrazioni Locali. Sono previsti gli interventi di Massimo Deandreis di SRM, di Stefano Messina (Presidente di Assarmatori), Mario Mattioli (Presidente di Confitarma), Giovanni Pettorino (Comandante Generale delle Capitanerie di Porto –  Guardia Costiera) e Mauro Coletta (Direttore Generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti). In rappresentanza delle Autorità Locali interverranno il Sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il Presidente dell’ADSP Mar Adriatico Centrale Rodolfo Giampieri, il Direttore Marittimo di Ancona Enrico Moretti e il Direttore Marittimo di Pescara Donato De Carolis. I lavori termineranno con un’atipica intervista del Presidente di Federagenti Gian Enzo Duci ai giornalisti Giannantonio Stella e Luca Telese. Andrea Morandi, Presidente dell’Associazione Agenti Marittimi Marche e Abruzzo, rivolgerà ai presenti un saluto di benvenuto. “È un grande onore per Ancona – ha commentato Andrea Morandi – poter ospitare un evento quale è l’Assemblea di Federagenti ovvero uno degli appuntamenti più prestigiosi per lo shipping nazionale e in quanto tale un’importante vetrina per far conoscere meglio il nostro porto e la nostra città”. Durante i lavori dell’Assemblea verrà ricordata la figura di Luca Rizzeri, il giovane dipendente di un’agenzia marittima anconetana, prematuramente e tragicamente scomparso lo scorso 10 giugno, mentre assisteva in porto alle operazioni di arrivo di una nave.

Salone Nautico di Venezia: Tra Italian style e tecnologie green, il meglio della produzione nautica italiane e internazionale. Arrivano gli ibridi e gli elettrici anche dal nord Europa

Barche da sogno e non solo. Il meglio della cantieristica italiana ed internazionale sarà in mostra la prossima settimana al Salone Nautico di Venezia (18 – 23 giugno). Operatori del settore e appassionati potranno scoprire i segreti di un centinaio di barche tra cui oltre 50 yacht e super yacht tra i 15 e i 50 metri.
La grande stella in arrivo in Arsenale è il nuovissimo Riva 50 metri “Race”, qualche giorno prima dell’apertura un ricevimento privato ne sarà l’anteprima mondiale. La nave è costruita di acciaio nei Superyacht Division Riva di Ancona ed è un’ammiraglia del Gruppo Ferretti, che sarà presente in Bacino con una flotta di 11 barche a marchio Riva, Ferretti, Pershing, Custom Line di cui ci sarà anteprima mondiale del nuovo 106 disegnato da Francesco Paszkowski. Riva 50 è una imbarcazione che traduce le ambizioni del fondatore Carlo Riva che, spinto dalla volontà ambiziosa e geniale di andare oltre i limiti, realizzò tra gli anni ’60 e ‘70 i celebri M/Y della serie Caravelle e Atlantic, i grandi yacht in acciaio di cui Riva 50 metri è oggi degno erede per inarrivabili standard di estetica, stile e innovazione. Riva 50 metri è frutto della collaborazione tra Officina Italiana Design, lo studio di progettazione fondato da Mauro Micheli e Sergio Beretta con il Comitato Strategico di Prodotto Ferretti Group di cui fa parte Piero Ferrari.
Monte Carlo Yachts, che ha la sua unità produttiva principale in Adriatico a Monfalcone, sarà presente invece con i due nuovi modelli lanciati quest’anno: MCY 66 e MCY70. Si tratta di un’occasione esclusiva per vedere in anteprima la seconda generazione della gamma che sarà arricchita dall’arrivo della nuova MCY 76 nel prossimo mese di luglio. I tre nuovi progetti confermano ed esaltano i tratti distintivi della collezione Monte Carlo Yachts, alla ricerca d’imbarcazioni eleganti e dalle linee essenziali, Questi modelli sono stilisticamente parlando un compiuto mix di tradizione ed innovazione, che realizza il concetto di “future classic” coniato dall’atelier di design Nuvolari Lenard, animato dal veneziano Carlo Nuvolari e dallo sloveno Dan Lenard, che ha sede in veneto che ha progettato l’intera gamma del cantiere che fa parte del gruppo Beneteau.
Il Cantiere Navale Vittoria di Adria, oltre a esibire le ultime imbarcazioni progettate e costruite insieme alle soluzioni più innovative applicate, punta su potenza ed eleganza delle linee mettendo in vetrina due unità della tipologia interceptor nate per impieghi di vigilanza: l’Interceptor 43 e il Vittoria Fast Interceptor 65. Si tratta di prototipi che coniugano le elevate capacità di performance, proprie delle unità professionali, con l’artigianalità tutta italiana nella progettazione e costruzione di imbarcazioni da diporto. Dotato di una veste mimetica che gli consente il camuffamento in mare, l’Interceptor 43 è stato costruito secondo i rigidi standard adottati dalla US Customs and Border Protection.
Del Cantiere Cranchi, che ha sede a Piantedo in Lombardia ma una unità produttiva importante a San Giorgio di Nogaro, faranno bella mostra il T53 Eco Trawler, imbarcazione che interpreta con tecnologie moderne il concetto di classico trawler, un modo di navigare che sta tornando di grande interesse per la sua vocazione al comfort con bassi consumi. Sempre da Cranchi E 52 S, evoluzione contemporanea del tema motoryacht flybridge.
Sul fronte della vela, Neo Yachts & Composites con il suo nuovissimo Neo 350, barca in perfetto equilibrio tra regata e crociera che si è distinta nel recente Campionato del Mondo ORC di Sebenico. Le imbarcazioni Neo sono una invenzione di Paolo Semeraro, un velista di grande talento che ha iniziato la sua carriera sul Finn e sono disegnate da Giovanni Ceccarelli e hanno come attitudine le grandi prestazioni.
Significativo inoltre lo spazio dedicato alle imbarcazioni ibride ed elettriche che vede la partecipazione anche di due costruttori provenienti dal Nord Europa, gli svedesi X-Shore, brand del visionario imprenditore svedese Konrad Bergstrom e i finlandesi Q-Yachts, azienda finlandese che propone yacht elettrici di design contemporaneo.
A Venezia non possono mancare le imbarcazioni tradizionali della laguna i natanti storici civili e militari. Fanno contorno alle barche una abbondante zona dedicata ai servizi marittimi, agli impianti come il sontuoso stand allestito dal FTP Industrial che produce motori marini di eccellenza che ha scelto la città lagunare per presentare alla stampa internazionale alcuni dei suoi prodotti.

Bilancio Rif Line: crescono utile, volumi, accordi commerciali e sedi nel mondo

Per il 2019, l’azienda punta ad un aumento dell’utile lordo del 19%,  mentre il 2018 è stato un anno turbolento per gli operatori della logistica a livello mondiale.
Rif Line Group, leader nella logistica internazionale con uffici in diversi paesi del mondo, ha chiuso lo scorso anno con un fatturato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente pur registrando un incremento del volume delle merci spostate.
Inoltre la sottoscrizione di migliori accordi commerciali con le compagnie di trasporto ha permesso all’azienda di vedere l’utile crescere in maniera considerevole, passando dai circa 180 mila € del 2017 a quasi 1 milione di euro nel 2018.
L’import è il settore più attivo per l’azienda, garantendo il 77% dei ricavi, l’export si ferma al 16%, mentre la logistica incide appena per il 7%. A livello geografico, il principale interlocutore di Rif Line è l’Oriente e, in particolar modo, i paesi con le economie in via di forte sviluppo, con la Cina al primo posto, paese che interessa ben il 58% delle merci trattate, seguita dall’India (14%) e Bangladesh (9%).
“La sfida per il 2019, sarà di confermare l’eccezionale performance in termini di volumi realizzati nel 2018 e di aumentare la marginalità attraverso un ulteriore efficientamento dei processi e una maggiore concentrazione sulle vendite realizzati attraverso una crescita organica del business. – ha dichiarato Francesco Isola, CEO del Gruppo – Il budget elaborato per l’anno 2019 prevede un livello dei noli sostanzialmente in linea con quello registrato nel 2018 e che, quindi, sconta un costo minore rispetto ai due anni precedenti. La stima di crescita sul mercato dell’export è supportata dagli investimenti effettuati nel network, frutto della strategia aziendale di privilegiare aumentare il peso di tale settore sul business aziendale”.
Complessivamente, dunque, Rif Line a chiudere l’anno con un aumento dell’utile lordo del 19%, soprattutto grazie ad una maggior presenza a livello internazionale e nei mercati più strategici. Forte della sua penetrazione nel mercato cinese, a marzo l’azienda ha ampliato il proprio network internazionale, trasformando gli uffici di rappresentanza di Shanghai e Shenzhen in veri e propri uffici operativi e commerciali, dove operano oggi 24 professionisti dedicati, mentre rimangono invariati gli uffici di rappresentanza di Hong Kong e Pechino. Data la richiesta crescente proveniente dal Bangladesh, e il fermento delle sue attività economiche, desiderose di aprirsi ai mercati internazionali, sono stati rafforzati anche gli uffici di Dhaka e Chittagong. Infine, Rif Line ha aperto il suo primo ufficio a Colombo, in Sri Lanka, un paese scelto in virtù dalla crescente richiesta da quelle aree di servizi per il trasporto merci verso l’Europa.
La scelta di investire in misura considerevole nei paesi asiatici è stata, dunque, dettata dalla necessità di gestire meglio ed implementare flussi commerciali già consolidati, ma anche dal desiderio di anticipare le richieste di un mercato in continua evoluzione. Secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, infatti, nel 2019 il PIL mondiale a parità di poteri d’acquisto dovrebbe mantenersi su valori stabili rispetto all’anno precedente (3,9% circa), con stime di crescita per i paesi emergenti dell’Asia, di gran lunga i più dinamici, il cui PIL si stima aumenterà nel complesso ad un ritmo superiore 6% annuo.
“Siamo coscienti che solo le aziende che hanno capacità di investire possano continuare a crescere – ha concluso Isola – Quest’anno abbiamo posto delle solide basi al nostro sviluppo internazionale, da domani possiamo cominciare ad aprire le ali”.
 

Dodicesima Assemblea nazionale ordinaria dell’Unione Piloti

“Dalla Sicurezza della Navigazione alla Salvaguardia del Mare: un percorso che racchiude Futuro, Scienza, Arte e Professionalità”.
Questo il tema scelto per la dodicesima Assemblea nazionale ordinaria dell’Unione Piloti (U.P.) che si  apre  oggi, venerdì 14 giugno, presso il Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana” di Erice (TP).
I lavori prenderanno il via alle ore 15.30 con la relazione del presidente uscente, Capitano C.L.C. Vincenzo Bellomo. L’evento proseguirà il giorno dopo, sabato 15 giugno, alle ore 10.00 con un workshop, moderato dall’avvocato Fabio Altese, che vedrà una serie di prestigiosi ospiti, esperti del settore marittimo, turistico, del diritto della navigazione e di geopolitica,  dibattere sul tema della due giorni.
Tra questi figurano: il Dr. Willy R. Della Valle, presidente di EACT (European Alliance for Coach Tourism),  l’associazione europea dei viaggi organizzati in autopullman nata a Colonia al Salone internazionale del turismo in autobus nel 2012 e che rappresenta 26.000 imprese di trasporto turistico; la Professoressa Greta Tellarini,  Professore associato di diritto della navigazione dal 2001 nell’Università degli Studi di Bologna;  il  Dr. Laris Gaiser, analista geopolitico sloveno, manager e consulente economico,   presidente del Movimento Paneuropeo di Lubiana,  membro del consiglio strategico del ministro degli affari esteri della Repubblica di Slovenia, che dal 2012 insegna  “Politica estera europea e relazioni politiche del Mediterraneo” presso l’Accademia Diplomatica di Vienna; il  Dr. Paolo Malaguti, avvocato-lobbista, esperto di diritto dei trasporti,  accreditato presso il  Parlamento Europeo; il Contrammiraglio Roberto Isidori, Direttore marittimo della Sicilia Occidentale e Comandante del Porto di Palermo; ed il Comandante Francesco Bosco, ex capo pilota del Porto di Trapani ed ex presidente del Fondo Piloti. In serata, a chiusura dell’evento, è prevista una cena di gala presso il ristorante “Il Carmine” (ex convento delle carmelitane).
“L’Unione Piloti  – spiega il Presidente Vincenzo Bellomo a poche ore dall’inizio dell’assemblea – mira a realizzare  l’unità di intenti dell’intera categoria  per ribadire la centralità del pilotaggio quale elemento indispensable per la sicurezza del Porto e non come un semplice ausilio per consentire l’ingresso e l’uscita delle navi”.
 
 

Lo Studio Legale Trevigiano B&C Barcati-Carnielli e Partners, finalista al premio Le Fonti

Lo Studio Legale trevigiano B&C Barcati-Carnielli e Partners ed i suoi fondatori Avv. Jacopo Carlo Barcati (con studio strutturato presente a Treviso da oltre 50 anni) e l’Avv. Anna Carnielli (nella foto), sono stati individuati quali finalisti per l’anno 2019 nelle categorie “Banking & Finance” e “Trasporti e Shipping” dal Comitato Scientifico del prestigioso premio di rilevanza nazionale LE FONTI che seleziona le eccellenze  legali nazionali, la cui premiazione avrà luogo in occasione di una cerimonia a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana, il 26 giugno alla presenza delle più rinomate law firm italiane e dei media nazionali.
Il premio ha uno standing elevato ed internazionale considerato che è presente anche in centri finanziari globali quali New York, Hong Kong, Dubai, Singapore e Londra ed il Comitato Scientifico é composto da esperti del settore accademico, finanziario, imprenditoriale oltre a General Counsel di multinazionali che, nel loro ruolo, si trovano a fare casting tra le migliori boutique legali italiane ed estere nei settori di riferimento.
La selezione avviene da parte del Comitato Scientifico LE FONTI (che ha individuato in autonomia lo Studio) a mezzo indagine conoscitiva nei settori di riferimento effettuata su un campione di 40.000 aziende target fra studi di alta gamma ed é basata anche sulla satisfaction dei clienti e diffusione nello specifico settore di riferimento della conoscenza dei servizi come resi dallo Studio. Vengono valutate e prese in considerazione anche i rendimenti e le operazioni svolti nei 12 mesi, oltre che il giudizio qualificato di lettori delle riviste specializzate quali Finanza & Diritto, World Excellence-International, Asset Management e New Insurance, Le Fonti Legal, World Excellence-Italy.
Il riconoscimento già sin qui ottenuto dallo Studio B&C Barcati-Carnielli e Partners, annoverato fra i finalisti e quindi tra le eccellenze italiane per l’alta qualità dei servizi resi, é motivo di grande orgoglio oltre che di prestigio, che da storico Studio multidisciplinare e strutturato presente a Treviso da oltre 50 anni ha saputo intraprendere un percorso di rinnovamento, prediligendo l’alta specializzazione in banking-finance e shipping-trasporti e logistica, offrendo “servizi target” qualificati e dedicati a supporto degli imprenditori, anche su mercati esteri.
Investire nell’alta formazione tecnica anche dei propri collaboratori, nella competenza, trasparenza e qualità scegliendo, ad esempio, la realizzazione in-house di perizie econometriche bancarie e finanziarie é un key factor che ha fatto la grande differenza in un settore in cui è importante saper discernere correttamente se e quando il cliente potrebbe avere una legittima aspettativa.
L’Avv. Carnielli, specializzata in diritto dei trasporti e shipping, ha maturato un elevata esperienza anche grazie alla collaborazione per 7 anni quale Legal Counsel in multinazionale taiwanese del settore dello shipping per la quale ha avuto incarichi di responsabilità e svolto diversi business trip all’estero, in particolare in Estremo Oriente, per coordinare i closing relativi alla compravendita di navi porta containers e la loro registrazione, da sempre dedicandosi alle problematiche giuridiche specialistiche riguardanti i trasporti, la logistica e la materia doganale, fornendo assistenza ad operatori sia privati che pubblici del settore.
Questo riconoscimento rappresenta un ottimo segnale nel Nord-Est, un territorio con un tessuto industriale di rilievo nell’economia nazionale bisognoso di assistenza anche legale qualificata in loco (e non sempre e solo da ricercare fuori sede, quindi) da parte di professionisti specializzati, orientati al problem solving e con conoscenze trasversali, oggigiorno sempre più necessarie.

Ormeggiatori del Porto di Napoli: Riconfermato alla presidenza Mario Esposito al suo terzo mandato triennale consecutivo

Napoli – Gli Ormeggiatori e Barcaioli del Porto di Napoli riconfermano alla presidenza Mario ESPOSITO al suo terzo mandato triennale consecutivo, ed eleggono Vice Presidente Mario CIAMPAGLIA già membro del cda uscente. Nato nel 1976, Esposito entra nel gruppo nel 1997 dove ha ricoperto anche il ruolo di consigliere per sei anni e vice capogruppo per quattro anni. È con estrema soddisfazione che inizio questo mio terzo mandato da Presidente del Gruppo Ormeggiatori e Barcaioli del Porto di Napoli Società Cooperativa ringraziando tutti i miei colleghi. Il mandato attuale è il primo però all’insegna della governance del gruppo come sola società cooperativa. Le modifiche intervenute dal legislatore all’art. 14 della L. 84/94 e precisamente il comma 1-quinquies manda a casa il vecchio gruppo ormeggiatori così come previsto dal codice della navigazione e dall’annesso regolamento di esecuzione facendo scomparire la dicotomia Gruppo/Cooperativa  vestendo i gruppi ormeggiatori del solo abito della cooperativa adatto alla figura di Internal Operator prevista dal regolamento europeo 352/2017 che riconosce la nostra forma organizzativa e la funzione del servizio d’ormeggio strettamente correlata alla sicurezza della navigazione e dell’approdo. Di seguito l’organizzazione del Gruppo Cooperativa ed il suo relativo funzionamento sono soggetti alla vigilanza e controllo dello Stato attraverso il comandante del porto che ne approva lo statuto societario, e che con proprio Decreto ratifica la nomina del Presidente e del Vice Presidente del Gruppo Cooperativa, il tutto secondo le direttive impartite dal Superiore Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La figura professionale dell’Ormeggiatore/Barcaiolo si è evoluta nel tempo, proveniente da antiche radici marinare è proiettata oggi nel futuro per affrontare l’evoluzione sempre più incalzante del sistema Marittimo/Portuale Nazionale e del suo Armamento.  Rappresentare il Gruppo Ormeggiatori del Porto di Napoli è un onore, lo stesso rappresenta una fucina costante di uomini, mezzi e menti al servizio della portualità e della sicurezza della navigazione e dell’approdo. Sono stati raggiunti negli ultimi anni ottimi livelli professionali ed organizzativi riconosciuti ed acclarati dal cluster marittimo-portuale partenopeo con il riconoscimento di stima e di orgoglio da parte dell’Autorità Marittima e di Sistema Portuale per il servizio reso nel porto. E’ nella scia dei risultati ottenuti che condurrò questo terzo mandato con un cda formato da colleghi motivati e che hanno a cuore il bene della cooperativa e del porto di Napoli, certo quindi di perseguire nel migliore dei modi i fini istituzionali aumentando le performances secondo anche le linee guida dettata da ANGOPI la nostra associazione nazionale di categoria che costantemente tutela la figura dell’Ormeggiatore/Barcaiolo promuovendone il suo aggiornamento in ambito nazionale ed all’estero per tramite delle associazioni EBA (europea) ed IBLA (internazionale).
È quindi con grande emozione ed affetto che vogliamo augurarti i nostri migliori auspici per il successo della tua carica da presidente, certi che la tua carriera possa sempre contraddistinguersi per l’eccellenza dei risultati.
In bocca a lupo dalla redazione di Seareporter.it
 
 
 
 
 

Mario Mattioli all’Assemblea Federagenti: troppi decaloghi e poca unitarietà

Il 14 giugno, a Portonovo, Mario Mattioli, presidente di Confitarma, è intervenuto all’Assemblea Generale di Federagenti, incentrata sull’esigenza di “sbloccare” il comparto marittimo-portuale con azioni che incidano sulla burocrazia. Mario Mattioli nel commentare il “Decalogo per lo Sbloccamare”, presentato da Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, ha affermati che “Certamente vi sono molti punti condivisibili ma, di fatto esistono tanti decaloghi fatti negli anni in tema di sburocratizzazione, a cominciare dalla grande mole di documentazione in materia prodotta da Confitarma”. “Il problema è a monte – ha sottolineato il Presidente di Confitarma – cioè il cluster marittimo italiano non è ancora riuscito ad esprimere una effettiva compattezza di intenti: ogni componente elabora proposte, tutte in gran parte condivisibili ma spesso caratterizzate da un individualismo che inevitabilmente tende a svalutare l’interesse comune. “In questo delicato momento per il nostro Paese e in particolare per il nostro settore, è quindi importante essere uniti e solidali. In quest’ottica, come Presidente della Federazione del Mare  – ha aggiunto Mario Mattioli – sarei più che felice di poter accogliere in quella sede tutti coloro che sono disponibili a condividere gli obiettivi per formulare finalmente proposte che veramente possano restituire forza al cluster marittimo italiano”.
“Occorre una vera e concreta volontà a lavorare insieme per un obiettivo comune, prima di chiedere alla politica di essere

VARATO A MUGGIANO IL PATTUGLIATORE POLIVALENTE D’ALTURA “THAON DI REVEL”

Trieste, 15 giugno 2019 – Alla presenza del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, si è svolta oggi presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia) la cerimonia di varo del primo Pattugliatore Polivalente d’Altura (PPA), “Paolo Thaon Di Revel”.
La Madrina della nave è stata Irene Imperiali, nipote dell’ammiraglio Paolo Thaon di Revel.  All’evento hanno partecipato, tra gli altri il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di squadra Valter Girardelli, mentre per Fincantieri il Presidente, Giampiero Massolo, e l’Amministratore delegato Giuseppe Bono. Questo PPA, primo di sette unità, sarà consegnato nel 2021 e rientra nel piano di rinnovamento delle linee operative delle unità navali della Marina Militare deciso dal Governo e dal Parlamento e avviato nel maggio 2015 (“Legge Navale”).

Caratteristiche tecniche dell’unità:  PPA – Pattugliatori Polivalenti d’Altura
Il pattugliatore polivalente d’altura rappresenta una tipologia di nave altamente flessibile con capacità di assolvere a molteplici compiti che vanno dal pattugliamento con capacità di soccorso in mare, alle operazioni di Protezione Civile, nonché, nella sua versione più equipaggiata, da nave combattente di prima linea. Sono infatti previste differenti configurazioni di sistema di combattimento: a partire da una “leggera”, relativa al compito di pattugliamento, integrata di capacità di autodifesa, fino ad  una “completa”, equipaggiata con il massimo della capacità di difesa. Inoltre l’unità è in grado di impiegare imbarcazioni veloci tipo RHIB (Rigid Hull Inflatable Boat) sino a una lunghezza di oltre 11 metri tramite gru laterali o una rampa di alaggio situata all’estrema poppa.
132,5 metri di lunghezza Velocità oltre 31 nodi in funzione della configurazione e dell’assetto operativo 171 persone di equipaggio Dotata di impianto combinato diesel e turbina  a gas (CODAG) e di un sistema di propulsione elettrica Capacità di fornire acqua potabile a terra Capacità di fornire corrente elettrica a terra per una potenza di 2000 kw 2 zone modulari a poppa e centro nave che permettono l’imbarco di svariate tipologie di moduli operativi/logistici/abitativi/sanitari containerizzati (in particolare la zona di poppa può ricevere e movimentare in area coperta fino a 5 moduli in container ISO 20” mentre la zona centrale fino 8 container ISO 20”) I PPA saranno costruiti presso il Cantiere Integrato di Riva Trigoso e Muggiano con consegna prevista per la prima unità della classe nel 2021, mentre i successivi saranno consegnati nel 2022, 2023, 2024 con due unità, nel 2025 e nel 2026.
PAOLO THAON DI REVEL
“L’ammiraglio Paolo Thaon di Revel, allo stato civile Paolo Camillo Margherita Giuseppe Maria, nacque a Torino il 10 giugno 1859. Nel 1873 entrò alla Scuola di Marina di Napoli per poi passare a quella di Genova dove, nel 1877, conseguì la nomina a guardiamarina. In qualità di ufficiale subalterno, venne imbarcato sull’ariete corazzato Affondatore e sulla pirofregata corazzata Principe Amedeo, poi sulla corvetta a elica Garibaldi e sulla fregata corazzata Venezia e quindi destinato a svolgere l’incarico di Ufficiale d’Ordinanza del principe Eugenio di Savoia Villafranca, incarico durante il quale fu promosso Tenente di Vascello (1886). Seguirono diversi imbarchi, arrivando al grado di Capitano di Corvetta nel 1895. Nel 1904 fu promosso Capitano di Vascello, diventando il comandate della Scuola Macchinisti di Venezia e dell’Accademia Navale di Livorno, incarichi nei quali svolse un ruolo di primo piano nella formazione e nell’istruzione del personale della Marina a tutti i livelli. Dal novembre del 1907 al novembre del 1909 ottenne il comando della corazzata Vittorio Emanuele; nel dicembre del 1908, in occasione del terremoto calabro- siculo, l’equipaggio del Vittorio Emanuele, partecipò attivamente alle operazioni di soccorso, segnalandosi per la particolare attività nella ricostruzione di Villa San Giovanni e Cannitello, spazzate via dal maremoto; per questa operazione meritò la Medaglia d’Oro di Benemerenza. Promosso nel 1910 Contrammiraglio, nel febbraio del 1911 fu nominato Aiutante di Campo Generale del re Vittorio Emanuele III, carica che mantenne fino alla fine di settembre per essere poi destinato al comando della 2ª Divisione Navale. Con la Divisione prese parte alla guerra nelle acque libiche: con gli incrociatori corazzati Giuseppe Garibaldi e Francesco Ferruccio affondò nel porto di Beirut delle navi da guerra turche, prese parte al bombardamento di Tripoli e dei forti esterni dei Dardanelli, azioni per le quali meritò la Commenda dell’Ordine Militare di Savoia. Dopo la cessazione delle ostilità con la Turchia, ebbe la nomina a Ispettore delle Siluranti, che tenne fino al 1913, quando, dopo quarant’anni di carriera (3 anni di anzianità da contrammiraglio e all’età di soli 54 anni) raggiunse il vertice della gerarchia navale, con la promozione a Viceammiraglio e la nomina a Capo di Stato Maggiore della Marina; in tale incarico diede un forte impulso all’ammodernamento e al potenziamento della Forza Armata, accrescendo la preparazione alla guerra, ponendo grande impegno nello sviluppo ed efficienza della giovane arma subacquea e migliorando le difese e gli ancoraggi della costa adriatica, in particolare di Brindisi e di Venezia. Inoltre, gettò le fondamenta e seguì sempre da vicino lo sviluppo dell’Aviazione Navale e dei mezzi insidiosi, per un più efficace rendimento bellico nel ristretto bacino dell’Adriatico. Nell’ottobre del 1915 si dimise dall’incarico, venendo nominato Comandante in Capo del Dipartimento Militare Marittimo e della Piazza Marittima di Venezia. In tale carica affrontò da subito la difesa contro le possibili offese nemiche (aeree, marittime e nel caso anche terrestri), mettendo a punto mezzi più idonei alla strategia che più si confaceva alla lotta nel bacino adriatico: mezzi leggeri e insidiosi, siluranti, M.A.S., e mezzi. Il 9 febbraio del 1917 riassunse l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Marina e di Comandante in Capo delle Forze Navali Mobilitate. Fu tenace assertore dei diritti dell’Italia in Adriatico e irriducibile rivendicatore del comando italiano in questo mare, sventando con risolutezza i tentativi di un eventuale comando alleato e fu nominato senatore nel 1917 ed ammiraglio il 6 novembre 1918, tra i vari riconoscimenti conferitegli, vi sono due Croci di Guerra al Valore Militare e la Gran Croce dell’Odine Militare di Savoia. Nell’ottobre del 1922 fu nominato ministro della Marina, rimanendo in carica fino al maggio del 1925; il 25 luglio 1943 fu nominato presidente del Senato e, dal gennaio del 1944 sino a giugno del 1945, fu costretto a rifugiarsi in luogo sicuro fuori Roma per salvaguardare la propria libertà d’azione dalle forze germaniche occupanti e dalle autorità della R.S.I. Morì a Roma il 24 marzo 1948.”

Fincantieri e Naval Group firmano l’accordo di joint venture

Prende forma il progetto “Poseidon”
Facendo seguito a quanto annunciato il 23 ottobre 2018, Fincantieri e Naval Group hanno firmato oggi un accordo, l’Alliance Cooperation Agreement, che definisce i termini operativi per la costituzione di una joint venture paritaria (50/50). L’accordo, che segue l’approvazione dei rispettivi consigli di amministrazione, sostanzia i contenuti del progetto “Poseidon” e apre la strada al progetto di rafforzamento della cooperazione navale militare dei due gruppi per la creazione di un’industria navalmeccanica europea più efficiente e competitiva. L’accordo è stato firmato dai CEO delle due società Giuseppe Bono e Hervé Guillou a bordo della fregata “Federico Martinengo”, ormeggiata presso l’Arsenale della Marina Militare di La Spezia, unità del programma italo-francese FREMM, proprio per sottolineare la solidità della ventennale collaborazione tra i due Paesi, le loro industrie e le Marine nazionali. La costituzione della JV, attesa nei prossimi mesi e comunque entro la fine dell’anno, sarà soggetta alle consuete condizioni previste per questo tipo di operazioni nonché all’ottenimento delle autorizzazioni delle autorità competenti.
Attraverso la joint venture, Fincantieri e Naval Group:
condivideranno best practice tra le due società; condurranno congiuntamente attività mirate di Ricerca e Sviluppo; ottimizzeranno le politiche di acquisti; prepareranno congiuntamente offerte per programmi binazionali e per l’export. L’accordo stabilisce che la società avrà sede a Genova, con una controllata in Francia, a Ollioules. La governance della JV, disciplinata anche da un patto parasociale, prevede un Consiglio di Amministrazione di 6 componenti, 3 su nomina di ciascuna società. Per il primo mandato triennale, Fincantieri esprimerà il Presidente ed il Chief Operational Officer, e Naval Group l’Amministratore Delegato e il Chief Financial Officer. Nel Consiglio, a conferma della valenza strategica che Fincantieri e Naval Group attribuiscono a questa operazione, siederanno Giuseppe Bono, che assume la carica di Presidente della JV, ed Hervé Guillou. L’alleanza rappresenta una grande opportunità per entrambi i gruppi e i loro ecosistemi di aumentare la propria capacità di servire meglio le rispettive Marine nazionali, di acquisire nuovi contratti di esportazione, di sviluppare nuove tecnologie  e, in definitiva, di migliorare la competitività dei comparti navali dei due Paesi. A margine della firma Giuseppe Bono e Hervé Guillou hanno dichiarato: “Manifestiamo grande soddisfazione per il risultato raggiunto e, soprattutto, desideriamo ringraziare i nostri Governi che negli ultimi mesi hanno lavorato fianco a fianco a noi, e continuano a farlo, per finalizzare un’intesa che assicurerà la protezione degli asset sovrani, favorendo la collaborazione tra i due team. Questo impegno ci permetterà di supportare sempre meglio le nostre Marine, fornire l’adeguato sostegno alle operazioni per l’export comune e gettare concretamente le basi per il consolidamento dell’industria europea della difesa”.
Naval Group è leader europeo nel settore della difesa navale. Quale azienda internazionale nell’high tech, Naval Group fa leva sul suo straordinario know how, nonché sulle sue eccezionali capacità e risorse industriali per creare partnership strategiche innovative al fine di soddisfare le richieste dei propri clienti. Il Gruppo progetta, costruisce e supporta sia sottomarini che navi di superficie. Inoltre, fornisce servizi a cantieri e basi navali. In aggiunta, il Gruppo offre una vasta gamma di soluzioni nell’ambito delle energie rinnovabili marine. Attento ai temi di corporate social responsibility, Naval Group aderisce allo United Nations Global Compact. Nel 2018 il Gruppo ha avuto un fatturato di €3,6 miliardi e una forza lavoro di 14.860 dipendenti.

Lady Carmela si arena durante la manovra di ormeggio nel Porto di Ischia

Ischia, 16 giugno 2019 – nel primo pomeriggio la sala operativa dell’ufficio Circondariale Marittimo di Ischia, ha coordinato operazioni di soccorso ad un Ro-Ro pax traghetto partito da Pozzuoli, che durante la manovra di ormeggio nel porto di Ischia si insabbiava su un basso fondale per cause ancora in corso di accertamento. Il personale dell’ufficio marittimo di Ischia al comando del tenente di Vascello Andrea Meloni, supportato dal personale della sala operativa del 4° centro secondario di ricerca e soccorso di Napoli agli ordini dell’ammiraglio Pietro Vella hanno da subito posto in essere tutte le azioni necessarie finalizzate alla salvaguardia dei passeggeri e a tutela della sicurezza della navigazione immediatamente si procedeva alle operazioni di trasbordo dell’unità sinistrata mettendo in sicurezza i passeggeri che sono sbarcati regolarmente senza alcuna particolare criticità. Successivamente si è proceduto alle operazioni di disincaglio che hanno avuto esito positivo e l’unità in parola si è ormeggiata regolarmente nel porto di Ischia in attesa di accertamenti del caso. Nessun passeggero è rimasto ferito e non si sono verificati inquinamenti, anche i collegamenti marittimi durante l’emergenza non sono mai stati interrotti. Si è registrato solo qualche lieve ritardo dovuto alle operazioni di manovra per il disincaglio. Le operazioni sono state svolte  grarzie  alla sinergica collaborazione prestata dal gruppo locale ormeggiatori. Dalle forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia e Polizia Municipale) e dai volontari della Protezione civile e della Croce Rossa.
 

Ad Erice un dibattito di alto profilo in occasione del workshop della 12esima assemblea annuale dell’Unione Piloti

“Dalla Sicurezza della Navigazione alla Salvaguardia del Mare: un percorso che racchiude Futuro, Scienza, Arte e Professionalità”. Questo il tema del convegno  organizzato dall’Unione Piloti, a margine della dodicesima assemblea ordinaria annuale,  che si è svolto sabato 15 giugno nella prestigiosa sede del Centro Ettore Maiorana di Erice (TP) e al quale hanno partecipato ospiti importanti. Assente per motivi strettamente personali il padrone di casa, il Professor Antonino Zichichi, che però non ha fatto mancare ai partecipanti un videomessaggio di saluto. Non ha fatto mancare il suo benvenuto anche il Sindaco di Erice, Daniela Toscano.
Ad aprire il workshop, moderato dall’avvocato Fabio Altese, è stato il Comandante, CLC, Vincenzo Bellomo, presidente dell’Unione Piloti con una relazione che si è focalizzata sui problemi del pilotaggio. “Da diverso tempo – ha sostenuto – si assiste ad una sistematica messa in discussione del pilotaggio portuale italiano, definito, con molta superficialità, un sistema antiquato, obsoleto, da superare. L’Unione Piloti è convinta, invece, che sia un “sistema che ha garantito per decenni economicità con alto livello di operatività e sicurezza”.
Dopo aver ricordato che la sicurezza di cui i piloti, in quanto fiduciari dell’Autorità Marittima, sono garanti “giammai deve essere superata e tanto meno forzata in ragione del profitto, dell’aumento del traffico o dell’aumento della produttività” – ha rivendicato la validità della formula con cui  lo Stato Italiano ed i piloti, sin dal 1977, procedono a determinare le tariffe per il servizio in ambito nazionale. Siamo fermamente convinti che la procedura prevista sia già ispirata alla tutela dell’utenza portuale, fissando i diritti per i servizi di pilotaggio in modo trasparente, obiettivo e non discriminatorio e proporzionali al costo del servizio fornito, con un meccanismo il quale – da ben 45 anni ed in anticipo tra tutti i paesi europei – tiene conto proprio di concetti, fermamente insiti nei propri procedimenti in materia di tutela di tutte le parti attrici dello sviluppo economico, che solo oggi gli altri Paesi membri dell’UE introducono nei loro ordinamenti come innovazioni”.
“L’UPI  - ha proseguito – si opporrà fermamente a qualsiasi tentativo di reintroduzione del tema della concorrenza del servizio di pilotaggio, al quale proprio l’Unione Europea attribuisce la rilevanza essenziale nella riduzione dei rischi, distinguendolo completamente dagli altri servizi tecnico nautici, escludendolo dall’applicabilità della predetta disciplina di cui al Regolamento 352/2017”.
Per Bellomo, infine,  la madre di tutte le battaglie resta la difesa del ruolo del Pilota , la cui attività – ha ribadito –  viene “espletata a beneficio della sicurezza del Porto nel suo complesso (o delle altre zone in cui si svolge la navigazione), piuttosto che come ausilio alle attività di conduzione e manovra del singolo comandante di nave”.
Il primo ad intervenire, facendosi tra l’altro portatore dei saluti del Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino, è stato il Contrammiraglio Roberto Isidori, Direttore marittimo della Sicilia Occidentale e Comandante del Porto di Palermo. “Il pilota  – ha ricordato – è da sempre un ausiliario del Comandante del Porto perché la sicurezza è il nostro mestiere anche rispetto alla sicurezza ambientale. Proprio sotto questo profilo iI legislatore ha attribuito al pilota il compito di rapportare all’Autorità marittima ogni inconveniente rilevato a bordo di una nave che possa avere implicazioni oltre che per la sicurezza della navigazione anche per l’ambiente marino”.
“Credere nell’Europa perché senza di essa non si va avanti!” è il monito lanciato alla platea dal Dottor  Willy R. Della Valle,  presidente di EACT (European Alliance for Coach Tourism),  l’associazione europea dei viaggi organizzati in autopullman.
Il pilota uomo, nel rapporto tra il Comandante della nave, il porto e la città che rappresenta è stato il tema dell’intervento appassionato e ricco di aneddoti del Comandante Francesco Bosco, ex capo pilota del Porto di Trapani ed ex presidente del Fondo Piloti. Con l’occasione ha voluto ricordare il gesto dell’attuale presidente dell’UPI,  il Comandante Vincenzo Bellomo, trapanese di nascita, che nel 2014 salvò la vita ad un gruista del porto di Taranto finito in mare e per questo gli ha fatto dono di una targa ricordo della Società di Mutuo Soccorso fra gli Onesti Marinai di Trapani.
Si è invece focalizzato sulle aree marine protette, l’intervento della Professoressa Greta Tallarini, che insegna Diritto della navigazione all’Università di Bologna. Tre gli aspetti fondamentali che ha inteso  approfondire: la centralità del ruolo dello Stato nel procedimento di istituzione e gestione delle aree marine protette; il sistema di vincoli ambientali all’esercizio delle attività alla luce della più recente giurisprudenza penale; la necessità di uniformare le regole di accesso e di sosta nelle aree marine protette e di promuovere un diporto sostenibile anche con l’introduzione di misure di “premialità ambientale”.
La Geopolitica del mare è stato l’argomento trattato dal Dr. Laris Gaiser, analista geopolitico sloveno, manager e consulente economico, che insegna  “Politica estera europea e relazioni politiche del Mediterraneo” presso l’Accademia Diplomatica di Vienna. Dopo aver spiegato che il Mediterraneo e l’Europa rimangono l’area di massima concentrazione dei flussi commerciali mondiali e ricordato alcune dispute come quella tra Slovenia e Croazia  che non hanno ancora trovato un accordo sul confine marittimo,  si è  soffermato  sulla sfida della Cina che punta a recitare un ruolo egemone nel mondo, sostenendo che ciò non avverrà perché ha un “problema di strategia” che il politologo Edward Luttwak chiama “autismo da grande nazione”. La Cina – ha spiegato –  non è unita come sembra, si concentra sui problemi interni  semplificando la politica estera, e pretende,  che gli altri stati  la considerino come il centro del mondo, il che, ovviamente, crea delle resistenze. Ed ancora – ha osservato –  “qualsiasi regime che non rispetta la libertà delle persone prima o poi crolla”. La Cina – ha aggiunto – attualmente non ha un mercato interno, ma prima o poi ciò avverrà generando un regime sociale diverso che rivendicherà cambiamenti radicali.
Infine l’intervento dell’avvocato Paolo Malaguti, esperto di diritto dei trasporti,  accreditato presso il  Parlamento Europeo, che ha presentato un’interessante relazione sul Port State Control, l’attività di ispezione da parte degli stati membri del Memorandum of Understanding di Parigi, circa la rispondenza delle navi mercantili agli standard minimi sulla sicurezza della navigazione imposti dalle convenzioni internazionali dell’IMO (Organizzazione marittima Internazionale).

GENOA SHIPPING WEEK- IV edizione Dal 24 al 30 giugno 2019 a Genova la settimana dello shipping internazionale

Dal 24 al 30 giugno Genova ospiterà la quarta edizione della Genoa Shipping Week, una  settimana di approfondimenti tecnici rivolti al settore e di eventi divulgativi per promuovere la cultura portuale in città organizzata da Assagenti, l’Associazione degli agenti e dei mediatori marittimi genovesi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo Private Banking. Un’edizione rinnovata, con oltre 50 eventi a calendario, che inaugurerà lunedì 24 alle 21.30 con lo spettacolo acrobatico Orizzonti in collaborazione con Zones Portuaires Genova, dove acrobati e musicisti animeranno un palco inedito a Porto Antico che si svelerà fra mare e terra, in un succedersi di interventi spettacolari e inattesi. Sarà quindi il Porto con le sue gru, i suoi servizi e la sua comunità a diventare il centro di una settimana intensa che si svilupperà su tre direttrici – Business & Networking, Cultura e Divulgazione, Sport - e che vedrà coinvolte Istituzioni cittadine assieme a Marina Militare e il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guarda Costiera. In occasione della GSWeek arriveranno infatti a Genova 4 unità navali – Nave Dattilo, Nave Bergamini, Sommergibile Todaro e Nave Scuola Palinuro – per un totale di 122 visite per la cittadinanza, organizzate in collaborazione con il Comune di Genova.   “Genova ha saputo fare sistema non solo a parole, ma finalmente a fatti – dice Alberto Banchero, presidente Assagenti. La Genoa Shipping Week era un progetto ambizioso pensato assieme a Clicutility Team, che è diventato realtà grazie ai tanti che hanno saputo mettere a fattor comune le proprie competenze e le proprie iniziative. Sognavamo un festival per la città che riuscisse, attraverso la cultura, ad avvicinare i genovesi al loro porto. Oggi possiamo dire che siamo molto vicini a quello che nel 2013 immaginavamo solo: dal 24 giugno il porto di Genova spalancherà le sue porte, diventerà per qualche giorno un palcoscenico, un teatro, un campo da tennis, un set fotografico, un luogo di incontro e confronto per gli operatori e molto altro. Siamo felici di non essere stati soli nella valorizzazione del nostro lavoro e del nostro territorio, che è uno dei compiti istituzionali dell’Associazione”.  GLI EVENTI NEL DETTAGLIO
 BUSINESS & NETWORKING
Innovazione, efficienza energetica, logistica, sicurezza, mestieri del mare e tanti altri temi animeranno la sezione dedicata all’economia del mare. A partire da “Ship Recycling”, il convegno  organizzato dallo studio Siccardi Bregante & C a bordo della Fregata Carlo Bergamini, che martedì 25 giugno affronterà gli scenari emersi con l’entrata in vigore del Regolamento europeo in materia di demolizione delle navi e di recupero delle loro parti e che cerca di arginare le cattive pratiche, offrendo agli operatori soluzioni più sfidanti, sostenibili e sicure.
Otto le tematiche di attualità affrontate da Port&ShippingTech, la conferenza principale della settimana a cura di ClickUtility Team, che da mercoledì 26 a venerdì 28 giugno offrirà un ampio programma di conferenze e momenti di networking focalizzati sull’innovazione tecnologica nel sistema logistico-portuale. Suddivisa fra tre sedi congressuali – Palazzo San Giorgio, Acquario di Genova e Palazzo Ambrogio di Negro- la manifestazione si concentrerà su quattro particolari aree di innovazione: la riduzione dell’impatto ambientale, l’automazione delle operazioni, sia in mare che a terra,  lo sviluppo dei corridoi logistici e la sicurezza in navigazione, in porto e sul lavoro. Sempre il 26, al pomeriggio, a Palazzo Ambrogio di Negro “New ports of Genoa: un “quarto valico” di servizi logistici per l’economia svizzera”, il convegno organizzato da Spediporto, l’associazione degli spedizionieri genovesi, si focalizzerà sulle nuove strategie infrastrutturali, sulle soluzioni logistiche e sullo sviluppo commerciale per il rilancio del Porto di Genova che sul  mercato svizzero ha già un vantaggio rispetto ai porti del Nord Europa: i tempi. In chiusura di giornata, al ristorante Al Settimo Cielo dell’Hotel Savoia, The International Propeller Club – Port of Genoa in collaborazione con Intesa Sanpaolo Private Banking proporrà la Tavola Rotonda “Il rilancio delle imprese marittime tra passaggi generazionali e nuove soluzioni d’investimento” in cui giovani esponenti di importanti famiglie del mondo dello shipping, assieme a due esperti del mondo bancario, condivideranno il loro punto di vista sulle nuove formule di rilancio finanziario che potranno sperabilmente influire in modo positivo sui traffici marittimi e sull’indotto. Eccezionalmente, il 26 e il 27 giugno, si svolgerà a Genova, il consiglio di amministrazione dell’EMSA, composto da 38 rappresentanti dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima, che offre consulenza tecnica e assistenza operativa in materia di sicurezza marittima. Tecnologia e alta specializzazione anche per  Med Seawork, la prima manifestazione fieristica B2B nel bacino del Mediterraneo dedicata ai mestieri del mare che Camera di Commercio di Genova e Promos Italia organizzeranno il 27 e il 28 giugno ai Magazzini del Cotone. Sarà un’opportunità di incontro fra le imprese italiane che producono beni e servizi nel campo della nautica non da diporto e 20 buyers provenienti da Germania, Marocco, Emirati Arabi e Turchia. Fonasba, Federazione del Mare e numerose altre associazioni hanno scelto la settimana per organizzare i propri incontri e board. Tra queste, l’associazione Med Cruise, che riunisce oltre 70 porti mediterranei che ospitano scali crocieristici, e che il 25giugno premierà i migliori scali del Mediterraneo. Il gran finale degli eventi business sarà affidato il 28 giugno alla XV edizione dello Shipbrokers and Shipagents Dinner, la tradizionale cena degli agenti e dei mediatori marittimi di Genova, uno degli eventi più importanti nello scenario mondiale del settore marittimo, logistico e portuale che ogni due anni ridisegna la terrazza del padiglione Jean Nouvel della Fiera di Genova in un luogo di ritrovo e confronto per i rappresentanti del comparto marittimo internazionale. CULTURA E DIVULGAZIONE Tutta la Genoa Shipping Week sarà dedicata alla cultura portuale con eventi divulgativi, spettacoli, performance e visite guidate per scoprire luoghi affascinanti di Genova di solito inaccessibili.  A partire da lunedì 24 con lo spettacolo acrobatico Orizzonti nella cornice di Porto Antico, offerto alla città da Moby, Rimorchiatori Riuniti, Corpo Piloti Genova e Gruppo Antichi Ormeggiatori di Genova con l’obiettivo di mettere in risalto l’area portuale e i suoi servizi che saranno direttamente coinvolti nella performance. Martedì 25, al mattino, l’appuntamento sarà a Calata Calata Ansaldo De Mari, di fronte a Galata Museo del Mare, dove l’associazione inGE proporrà una versione speciale del suo percorso di archeologia e patrimonio industriale Di molo in molo, dedicato alla scoperta della storia e del funzionamento dell’antico porto di Genova, attraverso le sue tracce ancora visibili. Al pomeriggio, riflettori puntati sull’industria marittima e sul suo ruolo nella salvaguardia degli oceani: con la campagna An Oceanic Awakening Wärtsilä promuove infatti azioni concrete per trasformare il settore marine&energy in un ecosistema sostenibile. All’Acquario il cluster marittimo incontrerà biologi marini e divulgatori scientifici per un dibattito organizzato in collaborazione con il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera. Alla sera i Cantieri T. Mariotti saranno il palcoscenico inedito dello spettacolo teatrale “La leggenda del pianista sull’oceano”, tratto dal monologo “Novecento” di Alessandro Baricco, in cui l’attore Igor Chierici, diretto da Luca Cicolella, racconterà la storia del celebre pianista Novecento e la sua vita a bordo del Virginian accompagnato dalle preziose note dell’orchestra Atlantic Jazz Band. Mercoledì 26, a bordo della fregata Bergamini, si svolgerà la premiazione di #shootyourport, il tradizionale concorso fotografico su Instagram – oltre 600 gli scatti ricevuti – per raccontare il porto da una prospettiva inedita, organizzato in collaborazione con IgersGenova e GNV. Tutta la settimana sarà animata da Zones Portuaires Genova, il primo Festival del Porto in Italia che U-Boot Lab e Incontri in Città (DAFiSt – UniGE) organizzano da quattro anni abbattendo i muri tra porto e città e accompagnando per mano genovesi e turisti in un viaggio tra le banchine, al di là delle cinte doganali. La quinta edizione, NUOVE ROTTE, sarà dedicato alla scoperta del Porto di Genova con visite, spettacoli, esposizioni, proiezioni, talk, navigazioni, installazioni e performance artistiche per scoprire in sicurezza aree portuali normalmente non accessibili. Dal 25 al 29 giugno sarà possibile visitare quattro unità navali ormeggiate al Porto Antico e a Stazioni Marittime. Nave Dattilo di norma operativa nel sud Italia, sarà presente a Genova come segnale di grande vicinanza del Corpo delle Capitanerie di porto alla città di Genova e alla manifestazione. Marina Militare porterà invece a Genova Nave Bergamini, la fregata missilistica multiruolo, la Nave- Scuola Palinuro e il sommergibile Todaro che accoglieranno eventi e visite.   SPORT Per i più sportivi, il T.C. Genova 1893 in collaborazione con Assagenti organizzerà il primo Torneo di Tennis della Gsweek e, per gli amanti della corsa, sabato 29 giugno ci si potrà allenare con Valeria Straneo,  medaglia d’argento al mondiale di Maratona a Mosca 2013, in occasione della Genoa Shipping Run organizzata dall’Associazione International Shipping Runners. 10 km nel cuore del Porto di Genova per raccogliere fondi per il reparto di ematologia dell’ospedale Gaslini.   Tra le iniziative promosse durante la manifestazione ci sarà anche una lotteria benefica a favore del Fondo Malattie Renali del Bambino Onlus per acquistare un nuovo macchinario per il Reparto di Nefrologia, Dialisi e Trapianto dell’Istituto G. Gaslini. Il premio è una crociera di 7 giorni nel Mediterraneo per due persone a bordo di MSC Bellissima. I biglietti saranno disponibili presso la sede dell’onlus e durante i principali eventi della GSW. La Genoa Shipping Week è un evento biennale, gemellato con la Naples Shipping Week. Nata nel 2013 dalla collaborazione tra Assagenti e ClickUtility Team oggi è gestita dall’Associazione agenti e mediatori marittimi di Genova. Durante l’ultima edizione nel 2017, gli ospiti accolti in città per partecipare agli oltre 20 eventi in palinsesto sono stati più di 5 mila, provenienti da 52 nazioni differenti, in rappresentanza di più di 1600 aziende del settore. La settimana rientra negli appuntamenti in agenda 2019 del Genoa Blue Forum, promossi da: Regione Liguria, Comune di Genova, Camera di Commercio di Genova e Università degli Studi di Genova.

La Guardia Costiera di Napoli sequestra uno specchio d’acqua di circa 400 mq nella baia di Nisida-Coroglio

 Continua in maniera serrata l’azione di contrasto all’illegalità.  
Napoli, 18 giugno 2019 – Nella  giornata di ieri 17 giugno, la Capitaneria Guardia Costiera di Napoli ha effettuato una vasta e complessa operazione di polizia marittima e giudiziaria a tutela dell’ambiente marino, della sicurezza della navigazione e del demanio marittimo nella baia di Nisida – Coroglio, località cittadina nota per la sua bellezza incomparabile e per la vicinanza ad un sito di interesse comunitario, qual è quello di Bagnoli.
La Guardia costiera, da sempre presente nella prevenzione e nella repressione dei reati connessi con gli illeciti usi del mare e con l’ambiente marino, all’esito di una lunga attività di osservazione e di intelligence, è intervenuta nella splendida località fin dalle prime luci dell’alba, con tre Motovedette in mare, aliquota personale del 2^ Nucleo Sub di Napoli e pattuglie via terra con autoveicoli di servizio. Tra uomini e donne, militari impiegati in totale sono stati circa 30 coordinati dal Nucleo di Polizia Giudiziaria.
La massiccia operazione, finalizzata all’individuazione delle occupazioni abusive, è consistita nel controllo capillare degli specchi d’acqua occupati da imbarcazioni e natanti da diporto e delle aree demaniali concesse sulla banchina.
I serrati controlli, protrattisi fin quasi al tramonto, hanno consentito di rilevare un caso di occupazione totalmente abusiva di uno specchio d’acqua dell’estensione di circa 400 mq, consistenti in un ormeggio di natanti da diporto a mezzo di corpi e gavitelli e boe in superfice, ai quali erano ormeggiati 14 imbarcazioni, il tutto privo di qualsivoglia titolo autorizzativo.
Al fine di non far protrarre il reato ed eliminare l’abuso rilevato, tra l’altro in una zona vincolata, con l’ausilio delle Unità Navali e della componente subacquea, i corpi morti ed il materiale abusivo è stato recuperato dal fondo e salpato sulla banchina.
I militari della Guardia Costiera, hanno provveduto a denunciare all’Autorità giudiziaria il responsabile del reato di occupazione abusiva e, contestualmente, hanno proceduto al sequestro dei numerosi corpi morti, cavi catene e gavitelli, utilizzati per facilitare l’ormeggio illegale delle unità da diporto.
Inoltre sono state contestate diverse infrazioni di norme amministrative per violazioni al Codice della Navigazione, per le quali sono state comminate multe per un ammontare complessivo di circa 4000 €.
L’odierna attività si inserisce in una più ampia pianificazione di contrasto all’illegalità ed abusivismo perpetrato a danno del Demanio marittimo, in cui la Guardia Costiera è da sempre impegnata nell’ambito dei propri compiti di istituto e che si intensificherà durante tutta la stagione estiva per la prevenzione e la repressione dei reati contro l’ambiente, la sicurezza della navigazione e portuale e il demanio marittimo, sotto il coordinamento e le disposizioni impartite dall’Autorità Giudiziaria.

Fincantieri e Cnr: innovazione in campo navale

Fincantieri e il Consiglio nazionale delle ricerche hanno presentato i risultati di sei progetti di ricerca multidisciplinari, nell’ambito del finanziamento relativo all’innovazione in campo navale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
In questi sei progetti, il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) ha svolto la funzione di coordinamento scientifico, coinvolgendo nove istituti del Dipartimento di ingegneria, ict e tecnologie per l’energia e i trasporti (Cnr-Diitet), uno del Dipartimento scienze chimiche e tecnologie dei materiali (Cnr-Dsctm) e tre università (Genova, Trieste e Sapienza). L’intero programma si inserisce nella strategia seguita da Fincantieri di Open Innovation, un paradigma con cui le imprese sviluppano delle reti di competenze, collegando i propri fornitori, università e centri di ricerca, allo scopo di cooperare per la risoluzione di problemi complessi. Nell’approccio, il Cnr ha interpretato il ruolo di ‘hub’ di innovazione, ponendosi per l’impresa come ‘entry point’ del sistema pubblico della ricerca, operando quindi una funzione di selezione delle competenze e raccolta dei risultati, e coordinando, con il supporto del partner industriale, il lavoro di sintesi dei numerosi obiettivi raggiunti in una road-map complessiva. In dettaglio, i sei progetti del programma hanno riguardato:
– un progetto preliminare degli impianti e della rete elettrica di una nave la cui energia è parzialmente fornita da un impianto a ‘fuel cell’ (Generazione elettrica innovativa); – software e modelli di calcolo, validati sperimentalmente, per valutare la migliore strategia per l’efficientamento energetico della nave (Alta efficienza); –un prototipo di cabina intelligente, dotata di sensori sia ambientali sia indossabili per fornire in modo automatico servizi e applicazioni personalizzati; nuove tecnologie di ‘energy harvesting’ permettono un recupero di energia sfruttabile in vari modi (E-Cabin); –un sistema di mixed reality, sistemi virtuali di ‘now casting’ e controllo integrati con i sistemi di governo e propulsione, per fornire informazioni di supporto alle decisioni proiettate sugli occhiali degli ufficiali di plancia (E-Navigation); – un sistema per aumentare la sicurezza fisica a bordo, comprensivo di droni automatici da impiegare in caso di uomo in mare (Secure platform); –un modello integrato di recupero di energia dai rifiuti prodotti a bordo (PiTER). I risultati ottenuti con i progetti rispondono alle richieste recentemente espresse dagli armatori per i nuovi prototipi ‘cruise’ presenti nel portafoglio ordini di Fincantieri. A seguito dei dati presentati, infatti, la Direzione navi mercantili, con il supporto di Cetena – Centro per gli studi di tecnica navale – del Cnr e delle università di Palermo, Genova e Napoli, ha avviato un’iniziativa per definire il progetto industriale di dettaglio di una piccola nave la cui energia è parzialmente fornita da un impianto a ‘fuel cell’ (progetto Tecbia), oppure altre società del gruppo hanno intrapreso la valutazione delle modalità migliori per industrializzare il prototipo ‘E-Cabin’ e renderlo disponibile come prodotto a scaffale da proporre sui prossimi prototipi e sulle navi sottoposte a refitting.
Fincantieri impegna ogni anno grandi risorse umane ed economiche in ricerca e sviluppo, uno sforzo ritenuto indispensabile al fine di mantenere la leadership a livello mondiale nei settori in cui opera. Nel 2018 queste attività hanno comportato un investimento di 122 milioni di euro, pari al 2,2% dei ricavi consolidati del Gruppo. Il posizionamento strategico dell’azienda infatti è su prodotti navali ad alto valore aggiunto, creati su misura per rispondere alle esigenze specifiche degli armatori e che rappresentano lo stato dell’arte in termini di tecnologia e di innovazione, in particolare negli ambiti della riduzione delle emissioni, dell’efficienza energetica, della sicurezza (safety e security), dell’intelligenza di bordo e della qualità e del comfort di passeggeri ed equipaggio.
Il Dipartimento di ingegneria, ict, energia e trasporti del Cnr (Diitet), il più grande dei sette dipartimenti dell’Ente con circa 1100 ricercatori, persegue una doppia missione: sviluppo della conoscenza e supporto scientifico-tecnologico al sistema delle imprese. Anche nel corso del 2018 ha sviluppato il più ampio portafogli di progetti dell’Ente, per un totale di circa 70 milioni di euro.