PORTO DI LA SPEZIA: COSTA CROCIERE AVVIA LA GESTIONE DEL SERVIZIO CROCIERE

Con lo scalo odierno di Costa Victoria inizia la gestione delle aree e dei servizi crociere di La Spezia da parte della compagnia italiana. Nel 2019 prevista un’importante crescita del Gruppo Costa a La Spezia con l’arrivo delle nuove ammiraglie Costa Smeralda e AIDAnova. Prosegue in questo modo l’impegno di Costa Crociere per un progetto condiviso che consenta alla Liguria di posizionarsi come una Regione a forte vocazione turistica.
Genova, 9 aprile 2018 – In occasione dello scalo della nave Costa Victoria, Costa Crociere avvia ufficialmente la gestione del servizio crociere del porto di La Spezia.
A marzo 2018 la compagnia italiana si era infatti aggiudicata la gara indetta dall’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ligure Orientale per la concessione delle aree e dei servizi crociere del porto ligure, per una durata di 6 mesi prorogabili sino a 10.
Come previsto dalla clausola di salvaguardia della gara, Costa Crociere sta provvedendo all’assunzione del personale precedentemente impiegato nella gestione del servizio, e sta utilizzando operatori e fornitori locali per le proprie necessità.
Nell’anno in cui festeggiamo il nostro settantesimo anniversario, siamo davvero lieti di poter rafforzare ulteriormente la nostra presenza in Liguria, la nostra casa.” – ha dichiarato Neil Palomba, Direttore Generale di Costa Crociere – “La Spezia è un porto a cui guardiamo con grande interesse per il futuro, anche in riferimento al nuovo terminal crociere che verrà realizzato. A questo riguardo, il nostro auspicio è che ci sia un progetto condiviso anche con Costa Crociere, dal momento che abbiamo in previsione un sostanziale incremento degli scali. Nel 2019 porteremo infatti a La Spezia ben due nuove ammiraglie: Costa Smeralda e AIDAnova del nostro marchio tedesco AIDA Cruises”.
“Iniziamo questa nuova stagione crocieristica con una gestione del servizio da parte di Costa Crociere, che di recente ha vinto la gara ponte che abbiamo bandito per la stagione 2018, in attesa di poter avviare nelle prossime settimane la gara di project financing che ci consentirà di stabilizzare il servizio e ci aiuterà nei prossimi anni a sviluppare ulteriormente questo importante settore del nostro porto,” , ha dichiarato Carla Roncallo, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. “La compagnia Costa Crociere non ha bisogno di presentazioni, sicuramente saprà svolgere al meglio l’incarico che si è aggiudicata. Ora mi aspetto la collaborazione di tutti quelli che davvero tengono a questa attività. Vogliamo davvero lavorare con le rappresentanze territoriali e con tutti i player di questo comparto, per aumentare ulteriormente i benefici che l’attività crocieristica ha già portato e sta tuttora portando a questa città.”
“Il sistema crocieristico si è rivelato, e continua a rivelarsi, un settore strategico per lo sviluppo della nostra Città. Mi congratulo con Costa Crociere che sta costruendo un rapporto di continuità nella speranza che La Spezia possa diventare uno scalo di riferimento attrattivo anche per altre compagnie. In questo senso, continueremo a lavorare diventando una destinazione turistica peculiare e non solo un gate per altri territori,” ha dichiarato Pierluigi Peracchini, Sindaco di La Spezia. “Il nostro patrimonio culturale e artistico, infatti, conosciuto nel mondo come il Golfo dei Poeti, può essere considerato a tutti gli effetti come un driver per la promozione del nostro territorio ed è quindi fondamentale, in questa fase di particolare fortuna, programmare e strutturare un sistema coerente e integrato dell’offerta che risponda alle attese dei visitatori, cercando di esaltare l’unicità di un luogo in cui storia, arte e tradizione, mare e terra, si fondono in armonia.
Nel 2018 le navi Costa effettueranno a La Spezia un totale di 20 scali, pari a una previsione di circa 60.000 passeggeri movimentati. Oltre a Costa Victoria (75.000 tonnellate di stazza e 2.394 ospiti totali), che arriverà tutti i lunedì sino al 21 maggio, dal 16 settembre al 21 novembre, tutte le domeniche, sarà la volta di Costa Magica (103.000 tonnellate di stazza lorda e 3.470 ospiti totali). Un ulteriore incremento al traffico crocieristico di La Spezia arriverà da Aida Cruises, compagnia tedesca del Gruppo Costa, che effettuerà 5 scali, per circa 11.000 passeggeri movimentati.
Nel 2019 è prevista una crescita sostanziale: il Gruppo Costa garantirà a La Spezia un totale di 49 scali, pari a una previsione di 255.000 passeggeri movimentati. Gli scali di Costa Crociere saranno 21, ma i passeggeri movimentati saliranno a 80.000, grazie all’impiego di navi di maggiori dimensioni. Dal 4 aprile al 23 maggio 2019, e dal 3 ottobre al 7 novembre, Costa Fortuna (103.000 tonnellate di stazza lorda e 3.470 ospiti totali) sarà a La Spezia tutti i martedì. La grande novità è rappresentata dalla nuova ammiraglia Costa Smeralda (180.000 tonnellate di stazza lorda e 6.600 ospiti totali), attualmente in costruzione nel cantiere Meyer di Turku (Finlandia). A partire dal 15 novembre Costa Smeralda sarà a La Spezia tutti i venerdì sino a maggio 2020, per un itinerario di una settimana che toccherà anche Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca e Civitavecchia. AIDA Cruises porterà invece 28 scali a La Spezia nel 2019, con una previsione di circa 175.000 passeggeri movimentati, grazie alla presenza settimanale della nuova ammiraglia AIDAnova.
Costa Smeralda, alimentata sia in porto che in mare aperto a LNG, sarà la migliore espressione del concetto di “Italy’s finest” che caratterizza il marchio Costa a livello internazionale. Proporrà innovazioni assolute, ma anche ulteriori sviluppi di quelle caratteristiche di prodotto che stanno riscuotendo maggior successo sulle navi già in servizio. Per realizzare gli interni sono state selezionate quattro società di progettazione di fama internazionale – Dordoni Architetti, Jeffrey Beers International, Partner Ship Design e Rockwell Group – sotto la guida del direttore creativo Adam D. Tihany.

Eseguito un decreto di sequestro preventivo per scarichi diretti urbani non depurati nei fiumi. Indagine compiuta dalla Capitaneria di Porto-Guardia Costiera e dal Gruppo Carabinieri Forestale NIPAAF

Napoli, 11 aprile 2018 – Questa mattina al culmine di una specifica attività d’indagine nel settore dell’inquinamento ambientale, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Benevento Dott. Aldo Policastro, dall’aggiunto Dott. Conzo e dal sostituto Procuratore Dott.ssa Palumbo, il personale della Capitaneria di Porto di Torre del Greco (NA) e del Gruppo Carabinieri Forestale NIPAAF di Benevento ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di diversi scarichi diretti urbani non depurati nei fiumi Isclero, Calore e Sabato della provincia di Benevento. emesso dal giudice per le indagini preliminari di Benevento nell’ambito del procedimento penale per il delitto di inquinamento ambientale, artt. 452 bis e 452 quinquies c.p., iscritto nei confronti dei Sindaci pro-tempore dei comuni di Benevento, Forchia, Airola, Limatola, Torrecuso e Castelpoto. Il GIP ha ritenuto. accogliendo la richiesta della Procura, che sussistesse il fumus di tale delitto perché per colpa veniva cagionato abusivamente un deterioramento significativo e misurabile dei fiumi nei tratti di interesse dei predetti comuni, così determinando la modifica dell’originaria consistenza della matrice ambientale dei fiumi del bacino idrografico sannita e uno squilibrio strutturale caratterizzato da un decadimento di stato o di qualità ecologico tale da impedire l’uso per cui il quale i corsi d’acqua sono destinati.
In particolare, è risultato che non sono state adottate, dall’Autorità territorialmente competente in materia di scarichi, le misure necessarie atte ad impedire l’immissione, nei fiumi del beneventano di reflui inquinanti a causa della presenza di solidi sospesi, azoto ammoniacale, azoto nitroso ed Escherichia Coli, in concentrazione oltre i limiti previsti dalla normativa vigente, così concorrendo a determinare, l’inquinamento ambientale di fiumi, paesisticamente tutelati ex art. 142 comma 1 lett c. d.lgs. 42/2004, in zona protetta.
Il problema dell’inquinamento fluviale è stato già oggetto di attività investigativa nel periodo 2009/2012; già in tale occasione, furono accertate notevoli criticità nell’inquinamento dei fiumi beneventani, poste all’attenzione delle singole amministrazioni comunali, che ad oggi non sono state risolte così come è emerso dagli accertamenti effettuati nell’ambito del presente procedimento penale; in particolare era emerso un importante inquinamento dei corsi d’acqua della provincia sannita, dovuto alla presenza scarichi, non depurati, di acque reflue urbane. Furono censiti e campionati numerosi scarichi di acque reflue urbane e, in corrispondenza di essi, si accertarono superamenti molto consistenti dei limiti di legge relativi al parametro dell’Escherichia Coli nonché il rischio sanitario di tipo microbiologico esistente per la “fecalizzazione” dell’intera estensione del percorso dei fiumi Calore, Sabato ed Isclero. Venne acclarata, pertanto, una compromissione dei principali corsi d’acqua presenti nel Sannio, con contestuale emissione di significative sanzioni amministrative irrogate dalla Regione Campania a carico di molteplici Comuni, ed il divieto, che ancora permane, di prelievo e di utilizzo di dette acque a scopo irriguo per le coltivazioni ortofrutticole destinate al consumo umano ed animale fino alla risoluzione della contaminazione rilevata.
A seguito di specifiche segnalazioni sulle criticità del fiume Volturno di cui i fiumi sanniti sono affluenti, veniva avviata, nell’anno 2016, una nuova attività investigativa, finalizzata a verificare lo stato di salute dei corsi d’acqua della provincia sannita che si snodava cronologicamente attraverso diverse fasi.
Nella fase preliminare, con l’ausilio della piattaforma operativa aerea di telerilevamento ambientale del Corpo delle Capitanerie di Porto — Guardia Costiera e del personale della Direzione Marittima della Campania diretti dal Contrammiraglio Arturo Faraone, sono stati effettuati una serie di sorvoli, all’esito dei quali emergevano numerose anomalie termiche, che evidenziavano un differente coefficiente di emissività tra il corpo termico immissario e quello recettore. Il velivolo ATR42 del Servizio Telerilevamento Ambientale della Guardia Costiera dispone infatti di una piattaforma altamente tecnologica composta da un sistema ATOS (Airborne Tactical Observation and Surveillance), un sensore passivo multispettrale 12 canali DAEDALUS AADS ATM, attraverso il quale vengono acquisiti i dati durante le missioni programmate e pre-pianificate nonché durante le missioni di monitoraggio e pattugliamento per i servizi istituzionali e li decodifica nel proprio laboratorio per la successiva elaborazione ed interpretazione.
Di seguito si è proceduto al censimento di tutti gli scarichi urbani diretti (non depurati) nei predetti corsi d’acqua, nonché alla verifica dell’esistenza o meno di impianti di depurazione presso i comuni della Provincia sannita; l’esito delle analisi, effettuate dal personale tecnico specializzato dell’Agenzia Regionale Protezione Ambientale della Campania, evidenziava la presenza di solidi sospesi, alluminio e piombo, di elevate concentrazioni di Azoto ammoniacale e Azoto nitrico e Escherichia Coli oltre i limiti previsti dalla normativa vigente, tali da determinare un inquinamento significativo e misurabile dei predetti corsi d’acqua, in uno con la mancanza della depurazione degli scarichi fognari ed acque reflue.
Gli accertamenti effettuati sono stati esaminati dai tecnici dell’Agenzia Regionale Protezione Ambientale della Campania i quali, sulla base di valutazioni scientifiche hanno confermato la persistenza dell’inquinamento significativo e misurabile dei Fiumi Isclero, Calore e Volturno, a cagione dello sversamento diretto di reflui in alcuni comuni della provincia beneventana oltre le concentrazioni consentite; i tecnici dell’Arpac-Campania hanno utilizzato quale metodo di riferimento per descrivere il contributo dell’inquinamento da reflui organici allo stato ecologico dei fiumi il cd “LIMeco”. che è l’ indice quantitativo attualmente vigente ai sensi della normativa tecnica (D.Lgs. n. 1 52/2006 e D.M. 260/2010 C.d. Decreto Classificazione) per la valutazione del livello di inquinamento ai fini della definizione dello stato ecologico.
Tutti gli scarichi diretti non depurati sono stati sottoposti a sequestro preventivo, con facoltà d’uso, affinché le autorità amministrative competenti possano esercitare con il massimo rigore i propri poteri non solo in materia di realizzazione di impianti di depurazione ma anche in materia di concessioni di nuovi permessi di costruire, di permessi di abitabilità, di autorizzazioni allo scarico di reflui nelle pubbliche fognature, di autorizzazioni all’inizio o continuazione di qualsiasi attività commerciale, artigianale e industriali, in assenza di autonomi impianti di depurazione delle acque reflue e fognarie urbane al fine di porre freno al grave fenomeno dell’inquinamento accertato dalla indagini.

DFDS acquisisce la maggioranza di U.N. Ro-Ro, il principale operatore del Mediterraneo

DFDS, gruppo danese operante nel settore dello shipping e della logistica, ha acquisito la compagnia U.N Ro-Ro operante nel Mediterraneo. Nasce così il maggior operatore per i crescenti scambi tra l’Europa e la Turchia. U.N Ro-Ro opera con cinque line che collegano Italia, Francia con la Turchia, 12 navi e opera nei porti di Trieste e Pendik (Istanbul). U.N. Ro-Ro impiega 500 persone.
Oggi, DFDS ha firmato un accordo per l’acquisizione del 98,8% delle azioni della compagnia di navigazione U.N. Ro-Ro da RORO INVESTMENTS SARL, di proprietà di ACTERA GROUP e ESAS HOLDING, per un valore d’impresa complessivo di 950 milioni di euro. U.N. Ro-Ro è il principale operatore turco nel settore ro-ro per il trasporto merci e rappresenta un’importante implementazione alle linee di trasporto di DFDS nel Mar Baltico, nel Mare del Nord e nel Canale della Manica. Nel Mediterraneo, oggi, DFDS è presente con una linea che collega Francia e Tunisia.
U.N. Ro-Ro opera oggi su cinque rotte principali, quattro in Italia (Trieste e Bari) e una in Francia (Tolone), conta su una flotta di 12 grandi navi Ro-Ro e opera nei porti di Pendik (Istanbul) e Trieste. In collaborazione con gli operatori ferroviari, U.N. Ro-Ro offre anche il trasporto intermodale da e per i porti e i mercati chiave dell’UE.
Un mercato in crescita “L’economia turca è tra le 20 più grandi al mondo. Il commercio con l’Unione Europea è estremamente dinamico. Da quando è stata fondata nel 1994 U.N. Ro-Ro ha continuato a investire nell’acquisto di ulteriori navi, infrastrutture portuali e reti di treni intermodali per fornire agli esportatori turchi e alle società di autotrasporto soluzioni logistiche sempre più efficienti e convenienti. La crescita dei servizi ro-ro ha consentito, nel tempo, agli operatori logistici di spostare i loro volumi di traffico dalle rotte terrestri alle più convenienti rotte via mare”, afferma Niels Smedegaard, CEO e Presidente di DFDS A/S
L’esperienza di DFDS “Le operazioni delle navi Ro-Ro e quelle nei porti, unite all’handling di un elevato numero di semirimorchi – compresi quelli che vengono poi caricati per il trasporto su rotaia – sono molto simili a quelle che anche DFDS conduce nel Mare del Nord. Lo stesso vale per la tipologia di merci trasportate: macchinari, componenti di autovetture, veicoli, prodotti per l’elettronica, computer, prodotti in plastica, tessili e abbigliamento, generi alimentari, frutta, bevande e molto altro”, ha affermato Niels Smedegaard. DFDS, inoltre, conosce molto bene le navi, in quanto sono state tutte costruite in Germania, nel cantiere navale di Flensburg, dove anche DFDS ha costruito navi simili dal design moderno.
Opportunità per ampliare i servizi “U.N. Ro-Ro è già l’operatore leader per il commercio tra Turchia e Unione Europea, con la capacità di trasportare 300.000 semirimorchi e camion all’anno. Siamo certi che questa unione creerà nuove entusiasmanti opportunità, potremo infatti ampliare i servizi che offriamo a nuovi clienti e unire le due aree in cui operiamo. Il nostro ampio raggio d’azione nell’Unione Europea fornirà servizi migliori e più competitivi a tutte le imprese di logistica che trasportano merci tra l’Europa e la Turchia”, ha dichiarato Niels Smedegaard, CEO e presidente di DFDS A/S.
Molti dei semirimorchi e dei container trasportati tra le imprese produttrici e i loro clienti attraverso Francia e Italia utilizzeranno i traghetti DFDS nel Canale della Manica, via Dieppe, Calais, Dunkerque e il Mare del Nord.
“Non vedo l’ora di dare il benvenuto a U.N. Ro-Ro nella famiglia DFDS e sono lieto che il management di U.N. Ro-Ro, competente e professionale, abbia deciso restare con noi e continuare a far sì che i nostri dipendenti e clienti, sia attuali che futuri, possano beneficiare del loro apporto”, ha sottolineato Niels Smedegaard, aggiungendo che l’operazione porterà ulteriori sviluppo anche al business in Francia.
L’accordo è in attesa dell’approvazione da parte delle autorità competenti e DFDS prevede che l’iter concludersi entro giugno.

Costituito il gruppo di coordinamento dei Segretari Generali delle Autorità di Sistema Portuale Si occuperà di affrontare tutti i temi tecnici riguardanti la portualità

Roma-Si è costituito ufficialmente il gruppo di coordinamento dei Segretari Generali delle Autorità di Sistema Portuale presso Assoporti. La decisione di costituire un gruppo di coordinamento tra i Segretari Generali era stata presa nel corso dell’ultima Assemblea degli Associati, tenutasi il 23 marzo scorso. La costituzione di questo gruppo nasce dalla necessità di dover affrontare una serie di temi tecnici riguardanti i porti.
Nel primo incontro, sono stati  brevemente illustrati i principali punti trattati dai Presidenti lo scorso 23 marzo. Sono stati poi affrontati dei temi di discussione in materia di Programmazione Energetica Ambientale, Organici dei Porti, Servizi di Interesse Generale e aggiornamenti in materia di personale dipendente.
Gli intervenuti hanno ribadito la necessità di affrontare in maniera coesa e sistematica le necessità degli scali. Le parole chiave emerse sono state regolazione, trasparenza e unità d’intenti che Assoporti ha subito colto con favore, garantendo attenzione e disponibilità a tutte le realtà portuali italiane su qualsiasi fronte.
“Ritengo che un gruppo di coordinamento dei Segretari Generali sia molto importante per gli obiettivi strategici che l’Assemblea di Assoporti si è prefissata. Le Autorità di Sistema Portuale sono ricche di competenze specifiche, e il loro apporto è fondamentale all’interno dell’Associazione per portare avanti le numerose attività tecniche necessarie per far funzionare i nostri porti,” ha dichiarato il Presidente di Assoporti Zeno D’Agostino.
 
 
 

Porto di Genova. Sorpresi a buttare rifiuti speciali nei cassonetti pubblici: quattro denunciati e un automezzo sequestrato dalla Guardia Costiera

GENOVA-Nel corso di una ronda portuale, i militari della Guardia costiera di Genova notavano la presenza di un furgone in sosta in prossimità di alcuni cassonetti posizionati dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale di Genova per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Avvicinatisi al mezzo, i militari individuavano due soggetti intenti a scaricare frettolosamente un ingente quantitativo di imballaggi di cartone e svariati sacchi di plastica dal cassone dell’automezzo, direttamente all’interno e nelle immediate vicinanze di un cassonetto della spazzatura. Alla vista dei militari, i due soggetti sospendevano immediatamente le operazioni posizionandosi di fianco al furgone, alla cui guida era presente una terza persona.
Insospettiti dall’atteggiamento circospetto dei tre, i militari decidevano di verificare l’interno del cassonetto rilevando vari sacchi di plastica già abbandonati e, all’interno di questi, carta vetrata, pellicole e rifiuti plastici in genere, tutti usurati e chiaramente provenienti da un’attività di lavorazione artigianale. Analogamente, nei sacchi stipati all’interno del cassone del veicolo si rilevavano ulteriori quantità del medesimo materiale, quali carta vetrata, teli e pellicole di plastica, vari barattoli di pittura contenenti residui di vernice essiccata. Materiali tutti classificabili come rifiuti speciali e, in parte, pericolosi per la salute umana e l’ambiente.
A seguito di più approfondite verifiche, i militari risalivano al nominativo della ditta intestataria del furgone che è risultata operare stabilmente all’interno del porto di Genova. Gli stessi soggetti intenti ad abbandonare i rifiuti erano dipendenti della ditta che smaltiva, così irregolarmente, i rifiuti prodotti dalle proprie attività artigianali.
Gli uomini della Guardia costiera denunciavano così alla Procura della Repubblica sia il legale rappresentante della società, sia i tre dipendenti ai sensi del Codice dell’ambiente per “abbandono o deposito incontrollato di rifiuti speciali, anche pericolosi, sul suolo, da parte di titolari di imprese e/o Enti” (art. 192 comma 1 e 2 – Dlgs 152/2006) e per “esercizio di attività di trasporto, recupero, smaltimento e commercio, di rifiuti speciali, anche pericolosi, in mancanza di autorizzazione” (art. 208 e s.s. – Dlgs 152/2006). Anche l’automezzo impiegato per il trasporto del materiale – anch’esso intestato alla ditta – veniva posto sotto sequestro penale, ancora con parte dei rifiuti nel cassone.
 

Rolls-Royce svela yacht di lusso “Crystal Blue” con tecnologia digitale avanzata e propulsione ibrida

Rolls-Royce ha svelato un innovativo concetto di yacht di lusso progettato per mostrare i vantaggi delle soluzioni avanzate di intelligence navale e della propulsione ibrida basata sul carburante e la batteria LNG nel mercato del tempo libero marino.
Presentato durante il Global Superyacht Forum (GSF) ad Amsterdam, Crystal Blueyacht e la sua nave di supporto Blue Shadow sono stati sviluppati per consentire nuove idee nel design e nella propulsione degli yacht ottimizzando la super struttura dello yacht per un maggiore utilizzo e comfort per gli ospiti.
Annunciando lo sviluppo in un discorso programmatico all’evento GSF, Oskar Levander, Rolls-Royce SVP concetti e innovazione ha dichiarato: “Crystal Blue è stato progettato specificamente per mostrare come la nuova tecnologia possa soddisfare la crescente domanda del settore yacht per prestazioni più elevate, maggiori range operativi e aumento dei livelli di comfort dell’ospite, senza impatto sull’ambiente. ”
Una delle molte novità è l’uso di un sistema di posizionamento dinamico intelligente che controlla automaticamente due propulsori azimutali e un propulsore a prua TT1100, tecnologia che di solito si trova sulle navi di supporto offshore che devono mantenere le loro posizioni vicino alle piattaforme petrolifere entro un paio di metri. A bordo di Crystal Blue, tuttavia, questo sistema consente allo yacht di rimanere nel punto giusto sull’acqua – senza usare un’ancora – e di “seguire il sole” attraverso il cielo per garantire ai bagnanti di godere dell’ottimale “angolo abbronzante” mentre si è sdraiati su deck.
A prima vista, sembra che la Rolls-Royce abbia dimenticato di includere un ponte nel progetto ma, come spiega Levander, “è stato appena spostato”.
“I nostri concetti di intelligenza navale e controllo a distanza ci hanno permesso di progettare uno yacht per il futuro che ha il ponte situato sotto la prua, all’interno della nave. L’equipaggio è in grado di monitorare e controllare la nave utilizzando sofisticati sensori, telecamere, schermi di visualizzazione e tecnologie di consapevolezza situazionale; ma un ponte interno libera la zona tradizionale del ponte nella parte anteriore della sovrastruttura per consentire a proprietari e ospiti di godere di una vista panoramica che è tradizionalmente apprezzata solo dall’equipaggio. ”
La console del ponte si basa sul progetto unificato  che la Rolls-Royce ha già consegnato a diversi tipi di navi, compresi i grandi superyacht. Presenta anche la tecnologia Rolls-Royce e Svitzer dimostrato nel primo rimorchiatore commerciale telecomandato all’inizio di quest’anno.
Il team di Rolls-Royce Blue Ocean ha anche incorporato nel progetto alcune nuove caratteristiche di sicurezza, ovvero una “stanza sicura”; una cittadella in cui ospiti e membri dell’equipaggio possono cercare rifugio in caso di imbarco non autorizzato. Una volta all’interno, l’equipaggio può scavalcare i comandi e azionare lo yacht da remoto o dirigere un centro a terra per pilotare la nave
Progettato per 12+ passeggeri e 12 membri dell’equipaggio, il Crystal Blue da 62 metri si basa su uno scafo in composito o in alluminio che aziona una centrale elettrica basata sulla configurazione del sistema LNG / batteria SAVe-CUBE ibrido Rolls-Royce.
Il macchinario è costituito da due gruppi elettrogeni MVA-16V4000 MTU alimentati a GNL funzionanti in parallelo con un banco batteria per fornire 1MWh di potenza senza gruppo elettrogeno durante i soggiorni in porto. Due propulsori Azipull in carbonio di peso ridotto forniscono potenza propulsiva per raggiungere velocità di servizio massime di 20 nodi.
Sebbene il combustibile GNL sia sempre più specificato per le navi mercantili, in particolare per i traghetti costieri, la dimensione dei serbatoi di carburante e la mancanza di infrastrutture di bunkeraggio GNL rappresentano un ostacolo importante per il settore degli yacht che comprende il carburante più pulito e inodore.
“È qui che entra in gioco Blue Shadow”, ha spiegato Henrik Alpo Sjöblom, Project Manager della squadra di Rolls-Royce Blue Ocean.
Operando in convoglio, Blue Shadow è un’imbarcazione di supporto a scafo in acciaio da 42 metri più piccola, comandata a distanza, utilizzata per trasportare e lanciare l’offerta della nave madre, l’elicottero e qualsiasi altro “giocattolo” che possa avere il proprietario dello yacht. Consente inoltre ai progettisti di sfruttare al meglio l’area di poppa di Crystal Blue per gli ospiti, ad esempio includendo una piscina a sfioro o un’area di spiaggia. La barca ombra raddoppia anche come chiatta di bunkeraggio del LNG personale del proprietario.
“La combustione di GNL presenta chiari vantaggi rispetto a Marine Diesel Oil per il settore degli yacht”, ha affermato Sjöblom. “Non c’è fumo, non emette odori sgradevoli o fumi e rispetta severe normative sulle emissioni, consentendo agli yacht di entrare in acque altrimenti ecologicamente sensibili.
“Abbiamo dimensionato serbatoi di carburante Crystal Blue per una gamma di 3000 miglia nautiche senza rifornimento di carburante, ma con la capacità di carburante aggiuntiva dell’Ombra, la portata aumenta fino a 4400 miglia nautiche, il che significa che la maggior parte delle aree tipiche della nautica sono accessibili.”
Spiegando il motivo dello sviluppo, Levander ha aggiunto: “Con Crystal Blue e Blue Shadow possiamo mostrare in modo più efficace come le nuove soluzioni di intelligence navale basate su tecnologia digitale possano offrire possibilità uniche, maggiori capacità e valore aggiunto al mercato degli yacht di lusso, sia per nuovi che per navi esistenti. I sistemi e le tecnologie che Rolls-Royce ha a disposizione possono portare valori “verdi” e livelli di comfort mai visti in precedenza per il proprietario dello yacht “.
“Abbiamo un’enorme offerta in Rolls-Royce e il nostro portafoglio è altamente compatibile con il mercato del tempo libero marino. Con Crystal Blue possiamo mostrare cosa si può ottenere e come potrebbe sembrare lo yacht del futuro. Possiamo dare completa libertà ai progettisti di yacht e, così facendo, soddisfare al meglio i sogni dei proprietari di yacht “.
 

Perini Navi Partecipa a YARE 2018

Viareggio, 16 aprile 2018 -  Perini Navi, leader mondiale nella progettazione e costruzione di navi a vela e a motore parteciperà all’ottava edizione di YARE 2018, la fiera internazionale del refit e dell’aftersales in programma dal 18 al 21 aprile a Viareggio.
Quest’anno la manifestazione si trasformerà in un evento diffuso, allestito nel cuore di uno dei più importanti distretti nautici al mondo. I cantieri partecipanti, tra cui Perini Navi, renderanno disponibili i propri stabilimenti per gli appuntamenti del salone.
Perini Navi ospiterà i workshop dedicati a comandanti, yacht manager e imprese, che potranno confrontarsi su temi specifici di interesse per il mercato del refit: servizi post vendita, piani di manutenzione, contratti, affari legali e molto altro.
I comandanti potranno inoltre visitare il cantiere e vedere il nuovo S/Y 60m attualmente in costruzione, quarta barca della serie di cui fa parte anche Seven, il superyacht recentemente consegnato e già vincitore del premio Best Lighting ai Boat International Design e Innovation Awards 2018. Potranno inoltre assistere ai numerosi lavori di refit attualmente in corso nel cantiere.
Le attività di Service & Refit di Perini Navi sono parte integrante del business del cantiere, un ulteriore elemento di eccellenza grazie alle competenze, alla specializzazione e alla passione del team dedicato, oltre ad infrastrutture all’avanguardia. Le attività di Service & Refit di Perini Navi possono contare sui cantieri di Viareggio e La Spezia in Italia e di Tuzla Bay in Turchia, per un totale di 9 hangar dai 45 ai 126 metri e di 56.000 metri quadrati di capannoni.
YARE 2018, considerato un appuntamento imperdibile nel settore dello yachting, è organizzato da NAVIGO, centro servizi per l’innovazione e lo sviluppo della nautica con il supporto del Distretto della Nautica e della Portualità Toscana di superyacht.
Perini Navi è il leader mondiale nella progettazione e costruzione di superyacht, con 62 yacht varati fino ad oggi, tra cui 59 barche a vela e tre a motore. Perini Navi è stata fondata nel 1983 da Fabio Perini la cui visione era quella di rivoluzionare la vela avvolgibile e i sistemi di controllo.

SOTTOMARINO USS “JOHN WARNER” NEL GOLFO DI NAPOLI: IL CONTRAMMIRAGLIO ARTURO FARAONE RISPONDE AL SINDACO LUIGI DE MAGISTRIS

lettera aperta del Comandante del Porto di Napoli, Contrammiraglio Arturo FARAONE, indirizzata al Sindaco di Napoli,  dott. Luigi DE MAGISTRIS, in riscontro alla nota di pari oggetto diffusa agli organi di stampa in data odierna.
In merito a quanto rappresentato con la Sua missiva in data odierna, diffusa agli organi di stampa nazionali e inerente l’arrivo nella rada di Napoli dell’USS JOHN WARNER, nel considerare condivisibili le Sue preoccupazioni come primo cittadino che hanno prodotto l’emanazione della Delibera di Giunta n°609 del 23 settembre 2015, desidero innanzitutto rassicurarLa che all’attualità non è consentito l’ingresso in Porto ad unità a propulsione nucleare né tantomeno a navi con carico radioattivo.
Ritengo opportuno precisare che questa Autorità Marittima, con l’Ordinanza n°17/2018 del 16/03/2018, a seguito della comunicazione da parte dello Stato Maggiore della Marina Militare dell’arrivo in rada dell’USS JOHN WARNER, non ha autorizzato ma ha esclusivamente disciplinato, per quanto di propria competenza, come previsto dal Piano predisposto dagli Organi del Ministero della Difesa, le attività relative alla navigazione marittima connesse alla sosta del predetto sommergibile ai fini della sicurezza della navigazione per la salvaguardia della vita umana in mare.
Infatti, le decisioni in ordine all’arrivo e/o al transito delle unità navali militari straniere nelle acque territoriali nazionali non competono all’Autorità Marittima, quale organo periferico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Nel restare a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento, l’occasione mi è propizia per porgerLe
 
 Napoli,  16 aprile 2018                                                                Contrammiraglio (CP)
                                                                Arturo FARAONE

Il Cluster Marittimo Chiede al Governo Un’attenta Valutazione Politica Sulla Fiscalità Nei Porti

Roma, 17 Aprile 2018 – Il cluster marittimo italiano, riunito dal 1994 nella Federazione del Mare, guarda con grande allarme al possibile incremento dei nostri costi portuali conseguente alle iniziative degli uffici della Commissione europea: si ha infatti notizia dell’eventualità di una procedura d’infrazione a proposito della mancata imposizione fiscale sui canoni di concessione e autorizzazione percepiti dagli Enti pubblici che amministrano i nostri porti, dandone in concessione le banchine a operatori privati, cioè le Autorità di sistema portuale (fino al 2016, Autorità portuali).
L’incremento di costo che ne deriverebbe andrebbe nel senso opposto al recupero di competitività che la Federazione del Mare chiede per i porti italiani e avrebbe conseguenze fortemente negative sulle stesse capacità produttive dell’industria nazionale: l’Italia è infatti un grande paese manifatturiero con poche materie prime, un’economia di trasformazione che si approvvigiona per lo più via mare dall’estero e i cui prodotti vengono esportati spesso oltremare.
L’Italia importa oggi per mare attraverso i nostri porti 200 milioni di tonnellate di merci e ne esporta 70 milioni (Eurostat 2016). A ciò si aggiunge il trasporto marittimo interno di merci, che si situa attorno ai 95 milioni di tonnellate. Complessivamente, per i porti italiani passano annualmente 480 milioni di tonnellate di merci: tra queste,180 milioni di merci liquide, 70 milioni di tonnellate di rinfuse solide, 220 milioni di merci varie (di cui, 95 milioni di tonnellate su rotabili e 120 milioni in container). In questa enorme quantità di merci che si sposta attraverso il sistema marittimo e i porti, ci sono parte delle fonti energetiche fossili, come greggio e gas, e poi merci che interessano direttamente la nostra produzione manifatturiera: prodotti petroliferi raffinati, manufatti in metallo, prodotti agricoli e alimentari, minerali, prodotti chimici e articoli in plastica e gomma, materiali edili, legno e carta, prodotti a elevato valore aggiunto come apparecchiature e macchinari, mezzi di trasporto, mobili.
Né bisogna dimenticare che il turismo interno e internazionale gioca e giocherà sempre di più un ruolo chiave nello sviluppo italiano: oggi i movimenti dei passeggeri nei nostri porti superano i 45 milioni, di cui 11 milioni relativi ai crocieristi. Anche questo traffico di persone transita attraverso i nostri porti e i concessionari che vi operano.
Non può sfuggire pertanto che, per un’economia così integrata nelle attività marittime internazionali, come quella italiana, e per un paese dalla forte dimensione insulare qual è il nostro, aumenti nei costi portuali avrebbero conseguenze del tutto negative sull’andamento dei prezzi e sulla crescita. Per questo, il cluster marittimo chiede al Governo un’attenta valutazione politica della questione e una reazione adeguata.

Assemblea Fedepiloti: Il Presidente di Confitarma, è un obiettivo prioritario il VHF nei porti nazionali

Roma, 17 aprile 2018 – L’ampliamento del servizio di pilotaggio in VHF nei porti nazionali è un obiettivo prioritario che riveste una grande importanza per l’armamento per la competitività dei porti e degli operatori italiani, senza pregiudicare l’esigenza di tutela della sicurezza e dell’ambiente.
Questo il messaggio lanciato da Mario Mattioli, Presidente di Confitarma, nel corso dell’Assemblea Annuale di Fedepiloti tenutasi oggi a Roma.
“La scelta operata finora dalle nostre istituzioni di escludere lo strumento del PEC – ha aggiunto Mattioli – deve indurci ad assumere seriamente iniziative volte ad allargare il servizio di pilotaggio via radio in modo da dare una risposta efficace e coerente con gli indirizzi espressi dal Parlamento e dal Consiglio Europeo e riportati nel recente Regolamento n. 352/2007 che istituisce un quadro normativo per la fornitura dei servizi portuali”.
Il Presidente Mattioli, nel richiamare il discorso di Danilo Fabricatore Irace, presidente di Fedepiloti, ha affermato che la collaborazione in atto a livello europeo tra EMPA ed ECSA per individuare i punti comuni per l’applicazione del PEC o di sistemi equivalenti, può “rappresentare un ulteriore stimolo per affrontare il problema anche a livello nazionale, in modo da individuare, di comune accordo, un percorso condiviso che realizzi l’ampliamento del VHF a favore in particolare del trasporto marittimo a corto raggio che, per l’elevato numero di scali effettuati, è quello che più degli altri manifesta maggiore sensibilità al problema”.
Il Presidente di Confitarma ha quindi invitato i Presidenti delle Autorità di Sistema Portuale a dare assoluta priorità alla realizzazione della torre di pilotaggio e nel contempo ha chiesto al Comando Generale di stimolare le Capitanerie “ad individuare soluzioni logistiche provvisorie che possano, in assenza della Torre, essere comunque in grado di garantire ai piloti un’adeguata visibilità diretta dello spazio acqueo in cui transitano le navi in ambito portuale” Il tutto in tempi brevi, altrimenti “Confitarma sarebbe costretta a rivalutare altre strategie”.

Confitarma, incontro tra armatori e investitori per Valutare le opportunità nello shiopping

Roma, 17 aprile – Presso la sede Confitarma, si è tenuto un incontro tra armatori e investitori istituzionali per avviare un confronto sulle opportunità di investimenti nello shipping. Alla riunione hanno partecipato esponenti tra i maggiori operatori domestici ed internazionali di private equity e private debt (Azimut, Bain Capital, Dea Capital, Fortress, HIG, Muzinich, Oaktree Capital, Riello Investimenti, RiverRock, Ver Capital SGR; nonché tre investitori istituzionale di matrice pubblica, CDP, FII e Simest, quest’ultima recentemente attiva nello shipping).
Aprendo i lavori il presidente di Confitarma, Mario Mattioli, ha sottolineato l’importanza del Registro Internazionale per l’industria armatoriale italiana: senza tale strumento e senza le misure che garantiscono alle aziende armatoriali di poter competere sui mari del mondo alla pari con le principali marinerie concorrenti – ha rilevato – qualsiasi discorso legato ad investimenti nel settore verrebbe meno dato che la flotta di bandiera italiana nel giro di poco tempo verrebbe trasferita all’estero. «Confitarma – ha ricordato Mattioli – si è molto spesa per ottenere provvedimenti volti a rilanciare la competitività delle nostre navi e molto si sta spendendo per salvaguardare tali misure indispensabili per la sopravvivenza di una flotta battente bandiera italiana».
Nel corso del dibattito i rappresentanti del settore armatoriale hanno evidenziato l’esigenza che l’investitore condivida sempre le decisioni con l’armatore che è portatore di competenza, know-how e storia tenendo conto della natura internazionale del traffico marittimo i cui trend sfuggono spesso al controllo dell’armatore. Inoltre, è stato rimarcato che il valore del know-how di una azienda armatoriale è spesso misurato proprio dalla capacità della stessa, soprattutto in alcuni segmenti sofisticati, di preservare i propri rapporti con una clientela altamente selettiva sia nei processi di approvazione che di scelta delle proprie controparti armatoriali.
Tra gli interventi, Raffaele Rinaldi, responsabile Ufficio Crediti dell’ABI – Associazione Bancaria Italiana, nel sottolineare la complessità delle norme che regolano sia le banche che lo shipping, ha affermato che in futuro il credito bancario sarà integrato anche da altre fonti di finanziamento diretto alle aziende anche se comunque il sistema bancario è legato al mondo armatoriale e continuerà a rappresentare una componente importante del funding.
Al termine dell’incontro è stato auspicato che, così come con le banche, venga costituito un tavolo permanente con gli investitori istituzionali al fine di potersi confrontare periodicamente al fine di rendere proattiva tale cooperazione.

Porti: Serracchiani e Paita, Governo tuteli interessi nazionali da stangata UE

“Per tutelare la competitività del nostro sistema portuale bisogna superare l’ambigua considerazione comunitaria sul ruolo delle Autorità di sistema portuale: si può fare anche con un atto del Governo che dia una interpretazione autentica della legge di riforma dei porti, a supporto della task force operativa al MIT”. Lo ha affermato la deputata del Pd Debora Serracchiani, rendendo nota l’interrogazione sottoscritta con la collega Raffaella Paita e indirizzata alla presidenza del Consiglio con cui si chiede al Governo di intervenire dopo che il 3 aprile scorso, La DG Competition, divisione della Commissione europea che si occupa di concorrenza, ha inviato una comunicazione all’Italia minacciando di avviare la procedura di infrazione contro i porti italiani accusati di concorrenza sleale nei confronti delle altre banchine europee.
“E’ del tutto evidente che se passasse questa linea a Bruxelles – hanno indicato Serracchiani e Paita – le Autorità di sistema portuale dovrebbero applicare canoni concessori e autorizzativi più alti, a discapito delle imprese che lavorano nei porti, mettendo così in seria difficoltà tutti gli scali italiani. Si tratterebbe insomma di una vera e propria stangata fiscale tale da provocare non solo una perdita di competitività dei nostri scali ma capace di mettere in ginocchio l’intero sistema portuale italiano: perciò, oltre agli organismi tecnici che sono già al lavoro in queste ore, è necessario che si esprima una larga volontà politica a difesa dei legittimi interessi nazionali”.
“Non possiamo evitare di rilevare che la richiesta di chiarimenti è giunta in un momento particolare della situazione politica italiana e cioè – hanno spiegato le parlamentari dem – all’indomani di elezioni, in presenza di un Governo dimissionario e nel corso di consultazioni per la formazione del nuovo Governo, e che l’Italia avrebbe solo un mese di tempo per fornire gli opportuni chiarimenti. E al contempo, al di là del discutibile merito tecnico, dobbiamo anche evidenziare che il colpo verrebbe assestato proprio mentre si stanno dispiegando gli effetti della legge di riforma, che ha oggettivamente rilanciato il sistema portuale italiano e ha messo gli scali più dinamici del nostro Paese in diretta concorrenza con i porti del Nord Europa”.

GENOVA: SEQUESTRATE 2 TONNELLATE DI PRODOTTI ITTICI

CONTROLLI SULLA FILIERA ITTICA
Genova, 18 aprile – Nell’ambito dei consueti controlli ai punti vendita e piattaforme di prodotti ittici, due ispettori del Nucleo Ispettivo Pesca del Centro Controllo Area Pesca della Guardia costiera di Genova,  ieri hanno effettuato una serie di dettagliati e accurati controlli ad alcuni esercizi commerciali cittadini, con l’obiettivo di verificare la corretta etichettatura e la tracciabilità dei prodotti ittici in vendita.
Durante le verifiche presso un rivenditore all’ingrosso di Genova è stata riscontrata la presenza di oltre 2 tonnellate di prodotti ittici con etichettatura non conforme alla vigente normativa europea. Tutta la merce è stata sequestrata, mentre al trasgressore è stata irrogata  una “salata” sanzione da 1. 500 euro.
I controlli proseguiranno nei prossimi giorni per verificare l’esistenza di eventuali violazioni anche nella restante parte della catena commerciale nella quale potrebbero essere finiti i prodotti del lotto sequestrato, al fine di scongiurare l’arrivo, sulle tavole dei genovesi, di prodotti sanitariamente non idonei.
La Guardia costiera prosegue, con costante impegno, nel verificare il rispetto di tutte le norme che regolano il trasporto, la trasformazione e la vendita dei prodotti ittici al fine di tutelare il consumatore finale – che è il cittadino – dalle frequenti frodi commerciali , garantendo che i prodotti immessi sul mercato siano rispondenti ai requisiti d’igiene previsti dalle vigenti normative nazionali e comunitarie.

CASTELLAMMARE DI STABIA. ENNESIMA OPEARAZIONE DI CONTRASTO ALLA PESCA DI FRODO DEL DATTERO DI MARE DA PARTE DELLA GUARDIA COSTIERA

Castellammare di Stabia, 18 Aprile 2018 – Questa mattina, a seguito di una importante attività di intelligence, nonché di una serie di appostamenti e pedinamenti durati l’intera notte, il Nucleo di Polizia Giudiziaria della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, ha provveduto ad effettuare l’ennesimo sequestro di datteri di mare. Gli uomini del Capitano di Fregata Guglielmo CASSONE, già da diversi giorni, stavano monitorando i movimenti via mare e via terra delle diverse squadre di datterari. Il blitz scattato questa mattina, in località Pozzano nei pressi della spiaggia “La Calcina”” nel Comune di Castellammare di Stabia, ha visto impegnati i militari della Guardia Costiera, in un lungo pedinamento, culminato con il fermo di una vettura dove a bordo erano sapientemente occultati i pregiati molluschi.  A seguito di tanto sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria 2 soggetti pregiudicati L.S. e A.D.G., già noti alle forze dell’ordine quali pescatori di frodo, nonché al sequestro di 20 kg. di datteri di mare e dell’attrezzatura necessaria all’estrazione dei datteri di mare. Ai soggetti identificati, sono stati contestati una serie di reati tra cui spiccano la ricettazione ed il danneggiamento ambientale. L’operazione di oggi, che rientra in una più ampia attività di indagine che la Guardia Costiera sta portando avanti, a tutela della salute pubblica, ha  ancora una volta dimostrato il danno ambientale che si procura alla flora ed alla fauna marina nell’attività di estrazione illegale del dattero di mare, in quanto si tratta di un mollusco bivalve che cresce all’interno di buchi che scava nella roccia sott’acqua, motivo per cui per pescarli è necessario distruggere e devastare interi tratti di costa.

Protocollo Operativo di Intesa per emergenze in presenza di sostanze tossico-nocive

Oggi 19 aprile, alla presenza dell’Ammiraglio Ispettore Nicola Carlone, Direttore marittimo della Liguria, e del Dirigente Superiore Fabrizio Piccinini, Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Genova, è stato firmato il Protocollo Operativo di intesa fra il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e la Capitaneria di porto; due fra i principali attori del soccorso e della tutela dell’ambiente marino. Con una convenzione del 2012, al Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera sono state assegnate dal Ministero dell’Ambiente specifiche attività di vigilanza antinquinamento e pattugliamento aereo-navale nelle Aree Marine Protette, con il contestuale potenziamento delle capacità operative. Al fine di meglio rispondere a tali esigenze, la Capitaneria di Genova si è fatta promotrice di un progetto pilota per la possibile acquisizione di una classe di veicoli terrestri, attrezzati per l’identificazione di possibili minacce chimico/gassose e per il coordinamento delle operazioni di soccorso in aree portuali, con l’obiettivo di costituire un nucleo sperimentale per il contrasto all’inquinamento marino prodotto dal trasporto di merci pericolose tossico-nocive (HNS). A seguito della sperimentazione, tenuto conto anche del mutato scenario di impiego  operativo della Guardia costiera, si è considerato che una più stretta sinergia tra le due Amministrazioni, firmatarie dell’odierno Protocollo operativo, costituisce l’elemento più efficace per migliorare la risposta dell’intero sistema pubblico ad emergenze coinvolgenti sostanze pericolose in ambito portuale.  Pertanto, con il Protocollo operativo, Capitaneria e Comando Provinciale hanno concordato il conferimento, per i prossimi cinque anni, del citato “Automezzo HNS” ai Vigili del Fuoco e la contestuale modifica del Piano Compartimentale Antinquinamento, nella parte relativa agli incidenti a terra  coinvolgenti sostanze pericolose o tossico-nocive (NBCR) che possono coinvolgere anche l’ambiente marino, mediante l’allertamento del Comando dei Vigili del Fuoco di Genova. In particolare, in occasione di interventi di soccorso in presenza di sostanze pericolose presso le aree portuali, il Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Genova e la Capitaneria di Porto di Genova provvederanno al reciproco allertamento, inviando il personale appositamente formato in materia NBCR per attuare una sinergia operativa direttamente sul campo.  Peraltro, con il protocollo odierno si promuovono specifiche attività addestrative congiunte in materia NBCR, al fine del mantenimento delle professionalità già acquisite dal rispettivo personale.

Denunciato un giovane di 20 anni per procurato allarme dalla Guardia Costiera di Genova

Genova, 19 aprile – *** Negli scorsi giorni, a conclusione di approfondite indagini, i militari della Guardia Costiera di Genova hanno deferito all’Autorità giudiziaria un giovane – poco più che ventenne – per il reato di procurato falso allarme, ai sensi dell’art. 658 del codice penale.
I fatti risalgono alla metà di febbraio, quando la Sala Operativa della Capitaneria di porto di Genova riceveva la telefonata di un soggetto che, in modo convulso e concitato, richiedeva l’intervento dei mezzi e degli uomini della Guardia Costiera per soccorrere un potenziale suicida, avvistato nelle acque del ponente genovese. Le circostanze dei fatti descritti non trovavano tuttavia riscontro né dalle evidenze riscontrate dai militari giunti sul posto, né dai numerosi, vani tentativi di ricontattare lo stesso segnalante. Le modalità della segnalazione avevano, quindi, insospettito i militari che, a conclusione di una circostanziata attività di indagine in collaborazione con il gestore telefonico ed il personale di una Stazione dei Carabinieri del basso Piemonte, hanno individuato e denunciato all’autorità Giudiziaria il responsabile dello scherzo. Il soggetto – di sesso maschile, poco più che ventenne e residente in provincia di Torino – adesso rischia di essere condannato ad un’ammenda pari a 516,00 euro o l’arresto sino a sei mesi.
La Guardia Costiera ricorda che per emergenze in mare – anche solo potenziali, purché non siano frutto di mera fantasia – è sempre attivo il Numero Blu 1530 o, in alternativa, il Numero Unico di Emergenza 112. Tuttavia, si evidenzia che, come nel caso di specie, ogni abuso sarà perseguito dalla Guardia costiera al fine di poter sempre garantire la massima espressione delle risorse disponibili per la tutela della vita umana in mare.***