Primi recuperi archeologici al porto di Napoli

Si è tenuta al Museo Archeologico la conferenza stampa di presentazione delle indagini sul ritrovamento di reperti archeologici nei fondali del porto. Hanno partecipato: il Presidente dell’AdSP Pietro Spirito, il Sindaco Luigi de Magistris, il Soprintendente Luciano Garella, la Responsabile Laboratorio di restauro del MANN, Luisa Melillo. “Il 23 dicembre 1798 – ha spiegato Spirito –  i Borbone fuggono dal porto di Napoli dando ordine all’Ammiraglio Nelson di procedere all’affondamento delle navi che non potevano essere armate. Questo evento riporta all’attenzione delle Istituzioni e dei cittadini il valore storico del  nostro porto, centrale per la storia economica e sociale della città”.  La dimostrazione per il neo presidente dell’AdSP che lo scalo “non è solo un’infrastruttura strategica per Napoli e la Campania, non è solo il motore dell’economia e del lavoro, è anche e prima di tutto una parte significativa e determinante per decifrare i cambiamenti che si sono svolti nel percorso di trasformazione vissuto da questo territorio”. Da qui, per “consolidare una stretta collaborazione tra le Istituzioni e aprire il porto alla città”, la scelta di svolgere nelle sale del Museo Archeologico la conferenza stampa di presentazione delle indagini che hanno condotto al ritrovamento nello specchio d’acqua compreso tra il molo Molo Angioino e il molo Immacolatella Vecchia, della corvetta “Flora”. Una collaborazione tra enti giudicata da Spirito “essenziale per l’impegnativa stagione che con l’inizio del nuovo anno dovremo affrontare”. “Mi riferisco – ha continuato – al Piano Operativo  in cui dovremo definire interventi, investimenti, piani di sviluppo e cronoprogramma insieme a Regione, Comune di Napoli e di Salerno, Capitaneria di porto. I componenti del Comitato di Gestione che nelle prossime settimane  sarà costituito”. Al Museo Archeologico è stata trasferita una campana recuperata nelle acque portuali per i necessari lavori di restauro. A breve saranno riportati alla luce quattro cannoni e diversi altri oggetti ritrovati all’interno della nave. “Un lavoro di grande valore che rientra tra le opere del Grande Progetto il cui finanziamento complessivo ammonta a 150 milioni di euro”.

SRM, un accordo per l’Alliance dei Think Tank

Annunciata una partnership con SISI
SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno sigla un’importante collaborazione in Cina con Shanghai International Shipping Institute (SISI), tra i principali centri di ricerca in materia di portualità, shipping e logistica. Il Cooperation Agreement denominato “Global Shipping Think Tank Alliance” è il primo firmato da un centro studi italiano. In questo modo SRM entra nel novero ristretto di una iniziativa che coinvolge già i più prestigiosi istituti di ricerca sull’economia marittima di Cina, Giappone, Stati Uniti, Singapore, Corea del Sud, Germania e Regno Unito. La partnership ha l’obiettivo  di realizzare studi congiunti sul trasporto marittimo, scambiare metodologie di ricerca e analisi, proporre policy ai decisori pubblici per lo sviluppo di infrastrutture portuali e logistiche, attuare incontri per discutere e dibattere i trend economici dei settori collegati al mare. Inoltre, rafforza la capacità di analisi e di previsione sui trend dell’economia marittima e sulle dinamiche dell’industria dello shipping e della logistica portuale di SRM allargando ulteriormente il campo delle collaborazioni con centri studi economici internazionali come quelli già in atto con la KühneLogisticsUniversity di Amburgo e l’University of Antwerp, Department of Transport and RegionalEconomics,riconosciute a livello mondiale nel campo della maritime economy. “Per noi questa partnership con il SISI e con i più prestigiosi centri di ricerca al mondo specializzati sulla Maritime Economy è un riconoscimento importante ma anche l’opportunità di approfondire dal di dentro e in una chiave sempre più internazionale lo studio delle dinamiche economiche che riguardano il commercio marittimo mondiale e che sempre più interessano i paesi che si affacciano sul Mediterraneo,” spiega Massimo Deandreis direttore generale di SRM. “Questa collaborazione ci consentirà anche di fare un Focus sulla Cina e sulla cosiddetta “Via della Seta” per monitorare i crescenti investimenti che operatori cinesi stanno facendo in porti e infrastrutture del Mediterraneo e anche in Italia”. Particolare attenzione, infatti, sarà rivolta allo sviluppo di analisi inerenti l’iniziativa della Cina denominata “OneBeltOne Road”, un ingente piano di investimenti infrastrutturali che il Paese intende realizzare per rafforzare le relazioni commerciali lungo la via marittima fino al Mediterraneo. Il piano ammonta a oltre 1.000 miliardi di dollari per la realizzazione/potenziamento di infrastrutture portuali, stradali,ferroviarie, aeroportuali. In occasione della firma dell’accordo, SRM ha partecipato, con uno speech sull’economia marittima nel Mediterraneo, all’International Port e Shipping Development organizzata dal SISI, uno degli eventi dell’Estremo Oriente più importanti in materia, con la presenza di delegazioni estere oltre a una numerosa platea.
 

Salerno, completate le opere a mare del “Marina d’Arechi” porto dei record nel Mezzogiorno

Sono state completate tutte le opere a mare del Marina d’Arechi, il porto turistico sul litorale di levante della città di Salerno, il più grande del Mediterraneo con i suoi 340mila metri quadri di specchi acquei. Contraddistinto da una scelta architettonica che ne fa “un’isola della nautica collegata alla terra ferma da un ponte”, il progetto per la realizzazione del Marina d’Arechi è stato lanciato nel 2000 dal Gruppo Gallozzi che ne è l’azionista di maggioranza con il 68% (Invitalia detiene il 32%): con oltre 120 milioni di euro di investimenti privati (80 dei quali concentrati nella realizzazione della struttura a mare) la struttura è stata realizzata interamente in finanza di progetto. Posata la prima pietra il 9 luglio del 2010 il porto è stato realizzato per la parte infrastrutturale in un tempo record di 21 mesi. “Con 1000 posti barca dai 10 ai 100 metri di lunghezza, un centro di rimessaggio invernale che è evoluto in un cantiere di manutenzione e riparazione, anche con il recente acquisto di nuovi mezzi per la movimentazione delle barche, con la torre di controllo, un servizio di concierge, video e telesorveglianza, accessi controllati elettronicamente, guardianaggio h24 il porto – sottolinea una nota dell’azienda – ha fatto della sicurezza un vero e proprio must”. Una dotazione cui vanno aggiunti “ulteriori 270 posti per barche da 14 a 35 metri della nuova “spina-pontile” e della nuova area per mega yacht e navi da diporto2. E che permetterà “di attuare una politica commerciale aggressiva sia sul mercato italiano che su quello internazionale, “vendendo” una posizione geografica unica a poche ore di navigazione dalle più affascinati mete mediterranee del turismo nautico (Capri, Ischia, Amalfi, Ravello, Positano e il Cilento)”.  Tra le caratteristiche di quello che è conosciuto anche come il Salerno Port Village gli standard di sicurezza e la cura dell’ambiente con il riconoscimento della Bandiera Blu 2016/2017 assegnato dalla Foundation for Environmental Education (Fee), non solo alle spiagge ma anche agli approdi che praticano una strategia fortemente orientata al rispetto dell’ambiente, al turismo sostenibile, all’attenta gestione dei rifiuti e alla valorizzazione delle aree naturalistiche. “A seguito delle attività di verifica annuale effettuate dagli ispettori Registro Italiano Navale, Marina d’Arechi (unico in Mezzogiorno) ha ottenuto il punteggio massimo di cinque timoni su cinque assegnati nell’ambito della valutazione di qualità dei Marina Excellence. Confermato anche il massimo punteggio nella certificazione 24PLUS per la qualità dell’offerta dei servizi dedicati ai Superyacht”.

Regione Campania, via libera alle Zes nei porti di Napoli e Salerno

La Giunta Regionale della Campania ha approvato il documento di base per l’istituzione della Zona Economica Speciale dei Porti e delle aree retroportuali di Napoli e Salerno e dell’area di Bagnoli. La proposta sarà sottoposta al governo nei prossimi giorni che la inoltrerà alla Commissione europea nell’ambito di un piano nazionale per l’avvio sperimentale delle prime Zes. L’iniziativa prevede la sperimentazione della Zes in alcune aree e direttrici a forte consistenza logistica, infrastrutturale e produttiva (i porti di Napoli e Salerno; l’area Est di Napoli; l’area industriale di Salerno; Bagnoli e l’area ex Nato; le aree produttive del Porto di Castellammare e dell’agro nocerino-sarnese; le direttrici di Salerno verso Pontecagnano- Battipaglia – Eboli; gli interporti e le relative aree dei consorzi Asi di Nola – Acerra e di Marcianise; l’area di Valle Ufita). “Continueremo il lavoro in corso da tempo con il Governo per far sì che la Zes della Campania, insieme a quella di Gioia Tauro, sia tra i due progetti pilota per il Mezzogiorno,” ha dichiarato l’Assessore alle attività produttive Amedeo Lepore. “Intanto, sottolineiamo l’apporto positivo fornito dalle forze sociali e produttive, dall’Autorità Portuale e dalle principali istituzioni locali per giungere a un primo risultato di grande importanza per l’attrazione di investimenti e lo sviluppo economico della Campania”. In una seconda fase si potrà estendere l’intervento anche ad altre aree, come quelle indicate nel documento (l’area logistica di Contrada Olivola/Roseto a Benevento; le aree della Valle dell’Irno e di Fisciano, Castel S. Giorgio e Mercato San Severino; le aree di Pianodardine e di Calaggio; l’area di Carinaro, Teverola e Gricignano). Nel documento sono anche state indicate tutte le opportunità disponibili per le Zes in termini di incentivi finanziari, di sgravi e di esenzioni doganali e fiscali, di semplificazioni normative e amministrative, che dovranno essere definite in un successivo provvedimento del Governo.

Napoli, cambiano le regole di accesso al porto

Ordinanza del neo presidente Spirito. Il 13 gennaio prima convocazione per il Comitato di Gestione
Primo passo operativo per l’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno centrale. Il presidente Spirito esordisce con la definizione di nuove regole per l’accesso delle autovetture nel porto di Napoli, che sarà consentito solo a chi lavora e risiede nello scalo. L’ordinanza, in particolare, tratteggia un percorso di “graduale adeguamento” entro marzo individuando tre categorie di soggetti: i lavoratori e i residenti stabili che mantengono la precedente disciplina; gli enti con saltuarie frequentazioni che pagheranno un corrispettivo pari a euro 145 più IVA; i frequentatori esterni che pagheranno un corrispettivo di euro 800 più IVA. “Le disposizione si rendono necessarie – ha spiegato Spirito – per migliorare la viabilità  interna al porto, per razionalizzare gli spazi che  sono insufficienti e che devono essere destinati  primariamente alle attività portuali.” “Le risorse derivanti dal pagamento dei corrispettivi degli accessi saranno destinati al miglioramento del sistema di informazioni alla clientela, passeggeri e merci”. La decisione arriva a poche ore dall’annuncio dell’insediamento del Comitato di Gestione dell’AdSP previsto per il prossimo 13 gennaio. In quella data l’ordine del giorno sarà incentrato  sulla nomina del Segretario Generale, il bilancio di previsione 2017, l’assetto dell’Autorità di Sistema, l’ illustrazione e inizio del confronto sul nuovo piano operativo. Il Comitato è stato completato con le nomine mancanti da parte del Presidente della Giunta Regionale della Campania e del Comune di Salerno. Luigi Iavarone e Gaetano Criscuolo, infatti, affiancheranno Umberto Masucci e Arturo Faraone, in rappresentanza rispettivamente della Città Metropolitana di Napoli e della Capitaneria di Porto. “Le Istituzioni – ha sottolineato Spirito – hanno rispettato i tempi di nomina dei loro rappresentanti. Si tratta di un segnale di disponibilità necessario ed opportuno per avviare tempestivamente le azioni finalizzate allo sviluppo della portualità campana. Ora parte il percorso necessario per programmare e realizzare la crescita del sistema portuale del Medio Tirreno”. Primo traguardo: l’approvazione del documento di piano operativo, entro il 5 febbraio.

Savona, dalla presenza di Costa Crociere oltre 38 milioni di euro

Nel 2015, il contributo fornito da Costa Crociere al Comune di Savona è stato di 38.563.474 euro. Altrettanto significativo il riflesso in termini occupazionali, dato che le attività di Costa hanno generato un valore di 661,2 posti di lavoro FTE (Full Time Equivalent). È quanto emerge da uno studio commissionato dalla compagnia e realizzato da PwC Italia con l’obiettivo di rilevare l’impatto economico della compagnia crocieristica sulla città ligure. Il valore aggiunto di oltre 38 milioni di euro fornito da Costa Crociere è così ripartito: 18.920.138 euro provengono dagli ospiti delle navi, 13.046.654 euro derivano direttamente dalle attività della compagnia, mentre 6.595.681 euro arrivano dalle spese effettuate dai membri dell’equipaggio. Un contributo risultante dai 230 scali annui di navi Costa a Savona, che hanno portato un totale di circa 325.000 vacanzieri ad imbarcarsi in città ed ulteriori 334.000 ospiti in transito, provenienti da altri porti. Ogni nave ha portato inoltre una media di 860 membri di equipaggio. Tali flussi hanno generato a Savona una spesa diretta annua complessiva pari a 96 euro per ciascun ospite in arrivo dalle navi Costa e pari a 1.020 euro per ogni abitante di Savona. “Lo studio sottolinea in maniera efficace i risultati prodotti sia dalla virtuosa collaborazione avviata con le amministrazioni locali sia dagli investimenti che abbiamo effettuato a Savona nel corso degli ultimi anni – ha dichiarato Neil Palomba, Direttore Generale di Costa Crociere – Il nostro obiettivo futuro è quello di proseguire il lavoro avviato e continuare a creare valore sul territorio, facendo di Savona un esempio da seguire per lo sviluppo sostenibile delle crociere nel lungo periodo. Le nuove navi alimentate a LNG, la prima delle quali arriverà nel 2019 ed avrà come home port proprio Savona, sono un segno tangibile di questo nostro impegno”.  Lo studio presentato rientra, infatti, nel piano di collaborazione che unisce Costa Crociere, Comune di Savona ed Autorità Portuale, sancito nel novembre 2015 dalla sottoscrizione di un Protocollo d’intesa della durata di tre anni, finalizzato allo sviluppo sostenibile del settore crocieristico in città. Le sue principali aree di intervento riguardano la tutela ambientale, l’impatto sociale ed economico e la comunicazione dei risultati raggiunti. Inoltre, a partire da luglio 2016, la compagnia crocieristica ha avviato insieme alla Regione Liguria e al Comune di Savona un’iniziativa grazie alla quale i crocieristi in arrivo a Savona hanno a disposizione un’escursione dedicata esclusivamente alla scoperta della città e dei prodotti tipici del territorio.

Record a Triste con i 14mila Teu della MSC Paloma

L’arrivo il prossimo 15 dicembre al molo VII del porto di Trieste della “MSC Paloma” sposta ulteriormente il record relativo all’unità portacontainer con maggiore capacità mai entrata nel Mare Adriatico. La nave costruita nel 2010 nei cantieri coreani Daewoo soffia con 14mila Teu il primato precedentemente fissato dalla MSC Luciana con 11.660 Teu. “L’evoluzione e la crescita del porto di Trieste – ha commentato il presidente dell’AdSP dell’Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino – continuano insieme ai maggiori protagonisti mondiali del settore. In maniera progressiva si stanno realizzando gli scenari che premiano le strategie dei nostri terminalisti e del porto più in generale, consentendo un pieno rilancio dell’economia del nostro territorio. Le grandi compagnie concentrano i traffici negli scali che hanno le infrastrutture e i servizi più idonei, ma soprattutto più efficienti. MSC ha investito direttamente nel molo VII e nel porto di Trieste più di un anno fa e sta confermando la fiducia in noi con l’arrivo di nuovi traffici che solo giganti come la MSC Paloma possono gestire in maniera ottimale”. Lunga oltre 365 metri di lunghezza per poco più di 51 di larghezza, MSC Paloma  può ormeggiare allo scalo giuliano grazie ai fondali naturali da 18 metri, mentre il recente ammodernamento delle gru di banchina consentirà a TMT di operare sulla nave con l’efficienza richiesta ai più moderni porti nazionali ed internazionali. L’inserimento su questo servizio di navi di maggiore capacità è un evidente segnale della volontà di rafforzamento della presenza e della crescita di traffico sul porto di Trieste e su TMT. Il molo VII, infatti, è oggi l’unico dell’Adriatico in grado di ormeggiare in contemporanea due meganavi oceaniche, con una capacità che sarà ulteriormente rafforzata dagli imminenti investimenti privati. I recenti interventi pubblici – affiancati da nuovi progetti finanziati per un totale di circa 50 milioni di euro – sull’infrastruttura ferroviaria dello scalo, infine, stanno mantenendo il trend di crescita che questa tipologia di traffici hanno assunto nell’ultimo decennio.

Napoli, dalle navette al trasporto pubblico

Integrare il porto e la città attraverso collegamenti di trasporto pubblico. Continua l’impegno di Pietro Spirito per il miglioramento della viabilità nell’area portuale di Napoli. Dopo l’annuncio delle nuove regole per l’accesso di autoveicoli nello scalo è la volta della sostituzione della navetta privata interna tra Calata Porto Massa e molo Angioino. Il programma partirà il prossimo 16 gennaio con collegamento ogni venti minuti della linea Alibus con Stazione Centrale e aeroporto con fermata al molo Immacolatella Vecchia. Il percorso all’interno del porto sarà gratuito, mentre all’esterno proseguirà secondo il sistema tariffario previsto. “Definiremo – spiega il presidente del porto Pietro Spirito – un piano viabilità complessiva per il trasporto pubblico, e per questo sigleremo una convenzione con il Comune che integrerà la rete di mobilità tra la città e il porto. Analogo lavoro avvieremo anche con EAV, per i collegamenti dal porto ad altri nodi strategici del sistema urbano ed extraurbano L’obiettivo è consentire ai pendolari, ai passeggeri ed ai turisti di muoversi con maggiori opportunità di scelta, non solo nell’ambito portuale, ma anche nel tessuto unitario che si deve costituire progressivamente tra città metropolitana e porto. In prospettiva, con la realizzazione di lavori di adeguamento e con gli accordi che faremo assieme alla Marina Militare ed al Comune, apriremo alla città il molo San Vincenzo, che dovrà anch’esso essere connesso con la rete del trasporto pubblico”. L’obiettivo per Spirito è la creazione di “un tessuto di collegamenti di mobilità collettiva più robusto e maggiormente articolato, che non legga solo il porto, ma anche il sistema cittadino”. “Attraverso questa strada vogliamo dare, in collaborazione con le istituzioni, un segnale concreto di una apertura e di un respiro per la integrazione”.