Fincantieri, Vard conferma leadership nel segmento dei mezzi speciali

La controllata di Fincantieri ancora prescelta da Orange Marine
Trieste, 18 febbraio 2021 – Vard, fra le prime società al mondo nella realizzazione di navi speciali, progetterà una nave per la riparazione dei cavi per la società francese Orange Marine, leader nelle telecomunicazioni sottomarine, che ha scelto il progetto della controllata di Fincantieri.
La nave verrà costruita da Colombo Dockyard, il maggiore gruppo navalmeccanico dello Sri Lanka, sulla base del design 9 03 di Vard. Le referenze offerte dalle due società sono state determinanti per l’acquisizione dell’ordine. Il cantiere Vard di Brattvaag, infatti, nel 2014 ha consegnato la nave di supporto offshore “Pierre de Fermat” proprio a Orange Marine, realizzata sul design 9 01, un’unità all’avanguardia sotto i profili della sostenibilità ambientale e dell’equipaggiamento. Nel 2019 Colombo invece ha costruito per la giapponese Kokusai Cable Ship la posacavi “KDDI Cable Infinity”, anch’essa basata sulla medesima piattaforma di Vard.
Il design 9 03 per Orange Marine è stato appositamente messo a punto per la manutenzione di cavi sottomarini, sia in fibra ottica che quelli utilizzati nei parchi eolici offshore. Vard ha sviluppato il design della nave in base alle esigenze operative del cliente, con particolare attenzione allo scafo, in termini di capacità di tenuta al mare, manovrabilità e basso consumo di carburante.
Il portafoglio di Vard di unità per la posa e la riparazione di cavi elettrici e di telecomunicazione è in continua espansione, permette alla società di sviluppare un patrimonio di competenze ed esperienze interne specifiche, anche grazie alla collaborazione con rinomate aziende del settore, e di posizionarsi come uno dei progettisti navali più esperti per unità di questo tipo.
Attualmente la società sta realizzando 2 posacavi, il progetto 9 04 per Prysmian e quella relativa al contratto firmato di recente per Van Oord.
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Classe da vendere per il nuovo IBIZA 85 di Austin Parker Yachts

Nel profondo processo di rinnovamento, iniziato nel 2020, Austin Parker Yachts dopo il lancio e la vendita dei modelli IBIZA 44 WA, IBIZA 52 WA e MAHON 54 MY, avvia la produzione di uno yacht di classe superiore, l’IBIZA 85: l’ammiraglia del Cantiere è un 27 metri dalle caratteristiche sportive che racchiude classe, stile caratterizzante e soluzioni innovate con proposte progettuali e tecnologiche mai utilizzate prima su un’imbarcazione di queste dimensioni e totalmente custom.
Lo yacht, di cui è stata venduta la prima unità, è in avanzata fase di costruzione, con varo previsto il prossimo mese di giugno.
L’affiatato sodalizio con lo studio di progettazione Fulvio De Simoni Yacht Design, che ha firmato tutta la nuova linea, ha consentito di creare un’imbarcazione che racchiude sia i desideri dell’Armatore che le richieste del Cantiere, proponendo un layout fuori dal comune, non solo per la parte di design e compartimentazione degli spazi ma anche per le soluzioni tecniche adottate a bordo.
L’impostazione suggerita dalle linee di design è filante, elegante, sportiva e non lascia immaginare gli enormi spazi che sono stati ricavati in pozzetto, tuga e soprattutto sotto coperta.
Al contrario delle imbarcazioni sportive, dedicate esclusivamente ad una clientela giovane, l’IBIZA 85 grazie alle soluzioni tecniche adottate a bordo si propone come barca ideale anche per armatori di età più matura.
La prima caratteristica che colpisce è la possibilità di trasformare la libertà creata dalla totale apertura del salone (in continuità con l’enorme pozzetto che misura 15 metri di lunghezza, tra plancia di comando e piattaforma bagno), in una versione “sedan” semplicemente azionando comandi elettrici a movimentazione idraulica: 2 cristalli laterali e la grande porta in cristallo a poppa chiudono e proteggono il salone, emergendo dalla posizione “a scomparsa”.
Il pozzetto è attrezzato con prendisole, sotto il quale è realizzato l’hangar che alloggia il tender e altri accessori, oltre a una zona pranzo con tavolo centrale e 10 posti a sedere.
Sotto il filante hard-top, divani e mobili attrezzati per servire la zona pranzo e dotati di frigoriferi e congelatori.
La plancia di comando, all’altezza di uno yacht di questa importanza, ha 2 coppie di poltrone, tutte indipendenti, per ospitare pilota, co-pilota e due ospiti in comodità e sicurezza, considerando le accelerazioni e prestazioni che vengono raggiunte.
Si accede a prua attraverso comodi e sicuri passaggi protetti, walk-around, sempre mantenendo il medesimo piano di calpestio del salone, per accedere a una grande area attrezzata con divano a “U”, due tavoli trasformabili, prendisole e 4 chaise-lounge rivolte a prua.
Un baglio di 7 metri, unito ai 27 metri f.t. dell’imbarcazione, hanno consentito di accontentare le richieste dell’Armatore di ottenere 5 cabine indipendenti ( 3 matrimoniali, 2 doppie ) dotate ognuna di bagno e doccia, una grande cucina e l’alloggio per 3 membri dell’equipaggio, completamente separato e dotato di servizi indipendenti, esaltando le infinite possibilità della costruzione custom.
Da vera sportiva, l’IBIZA 85 monta 2 Man di ultima generazione da 2000 HP cad. e gruppo di trasmissione di superficie Arneson n°15 che accreditano l’imbarcazione di una velocità di crociera stimata fra i 38 e i 40 nodi con una massima di 45.
Lo yacht monta serbatoi carburante da 6000 litri e riserva d’acqua da 1500 litri, 2 generatori Onan da 27 kw, stabilizzatore Seakeeper 26, aria condizionata e l’elettronica più sofisticata.
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Conto alla rovescia per Msc Seashore

Tra 6 mesi il debutto rivelati nuovi dettagli su design e caratteristiche della nave
Progettata appositamente per i climi più caldi e per avvicinare gli ospiti al mare, MSC Seashore presenta ampi spazi all’esterno e aree pubbliche.
L’esclusivo MSC Yacht Club diventa il più grande della flotta, con più spazio esterno e nuove lussuose suite.
Effettuerà la stagione inaugurale nel Mediterraneo a partire da agosto.
Ginevra, 18 febbraio 2021 Tra sei mesi entrerà in servizio di MSC Seashore, nuova ammiraglia tutta italiana di MSC Crociere, e sono stati rivelati oggi nuovi dettagli che la rendono tra le navi più innovative al mondo. Grazie a un design accattivante, concepito per avvicinare il più possibile gli ospiti al mare, MSC Seashore, è la prima nave della classe Seaside EVO ed è caratterizzata da nuove soluzioni, nuovi spazi e nuove esperienze da vivere a bordo. La classe Seaside – riconoscibile per il suo caratteristico design – è stata progettata per consentire agli ospiti di vivere un’esperienza crocieristica principalmente all’aria aperta, ed MSC Seashore ha seguito e rafforzato questa filosofia.
Ogni nuova nave che costruiamo rappresenta per noi un nuovo stimolo per continuare a innovare e spingere più in alto i confini del design” ha dichiarato Pierfrancesco Vago, Executive Chairman di MSC Cruises.MSC Seashore rappresenta un’evoluzione della classe Seaside, grazie a maggiori dimensioni e aree arricchite. Il 65% delle aree pubbliche è stato reinventato con l’obiettivo di creare qualcosa di veramente unico per i nostri ospiti e il nuovo design di poppa ci ha permesso di introdurre una nuova lounge, il Cabaret Rouge, che si estende su due ponti con una vista mozzafiato sul mare e che offre nuove esperienze di intrattenimento. L’esperienza di ristoranti tematici è stata completamente rinnovata con lo Chef’s Court sul ponte 8, che sarà un punto di riferimento per bar e ristoranti. Anche le aree delle piscine sono state implementate, grazie a un’incredibile vasca magrodome su due ponti e una suggestiva ‘Infinity pool’ a poppa”.
Le innovazioni non riguardano soltanto il design e l’esperienza degli ospiti, ma anche l’introduzione di ulteriori tecnologie all’avanguardia” ha continuato Vago. “MSC Seashore sarà la prima nave da crociera al mondo a disporre di un nuovo sistema di sanificazione dell’aria sviluppato da Fincantieri. ‘Safe Air’ utilizza la tecnologia della lampada UV-C che elimina il 99% di virus e batteri per garantire aria pulita e sicura per gli ospiti e l’equipaggio. Inoltre, nell’ambito del nostro impegno costante per l’ambiente e del nostro percorso verso l’eliminazione delle emissioni di Co2, MSC Seashore sarà inoltre dotata di tecnologie ambientali di ultima generazione con miglioramenti dell’efficienza energetica, dei più recenti sistemi per ridurre le emissioni atmosferiche e di un sistema avanzato per le acque sistema di trattamento con standard di purificazione superiori alla maggior parte degli impianti di trattamento delle acque reflue a terra”.
Numerose, quindi, le caratteristiche innovative della nuova ammiraglia:
13.000 mq di spazio esterno con un’ampia scelta di bar e ristoranti all’aperto, piscine e area coperta per rilassarsi e prendere il sole
6 fantastiche piscine ancora più grandi, tra cui una nuova spettacolare Infinity Pool e due nuove Infinity Whirlpool
- un’ampia promenade esterna sul mare lunga 540metri, ideale per prendere un drink e cenare all’aperto o semplicemente per una passeggiata sul mare godendosi il panorama, con la sensazione di trovarsi su un molo
- il più grande ed esclusivo MSC Yacht Club, un’area dedicata agli ospiti più esigenti che si estende su 3.000 mq su quattro ponti con due nuove sontuose Owner’s Suite
11 diverse tipologie di cabine e suite con balcone tra cui le introvabili suite di poppa, 50 suite con terrazzini privati di 15 mq e 32 suite con balconi dotati di vasche idromassaggio private all’aperto
Spazi esterni con nuove caratteristiche di design
MSC Seashore, propone una serie di innovazioni di design progettate per avvicinare gli ospiti al mare. Con i suoi 339 metri, la nuova ammiraglia della Compagnia diventerà la nave più lunga della flotta e la più grande mai costruita in Italia da Fincantieri, uno dei maggiori gruppi cantieristici del mondo e leader nella progettazione e costruzione di navi da crociera.
Tra le principali caratteristiche distintive della nave c’è lo spettacolare Ponte dei Sospiri con il pavimento in vetro situato a poppa a 22 metri di altezza dall’Infinity Pool del ponte 8, gli ascensori panoramici di poppa e suggestive passerelle con pavimento in vetro su entrambi i lati della nave.
Un nuovo concetto di relax a bordo piscina
L’esperienza all’aperto di MSC Seashore è stata portata a un livello completamente nuovo grazie alle implementazioni apportate e alle nuove sei piscine di bordo che offrono emozioni e avventura, ma anche relax a bordo piscina a seconda dei desideri degli ospiti.
• La splendida Infinity Pool, la piscina di poppa riprogettata con una parete laterale in vetro per offrire una vista ininterrotta sull’oceano. Si tratta di una delle più grandi piscine con la vista sul mare caratterizzata da una profondità variabile e da lettini semisommersi nell’acqua. Situata sul ponte esterno più basso, la rende il luogo perfetto per connettersi con il mare e godere di una vista spettacolare dall’alba al tramonto. • MSC Seashore è dotata di due nuove Infinity Pool disposte una su ogni lato della promenade esterna del ponte 8 – con 20 posti a sedere rivolti verso il mare, in modo che gli ospiti possano concedersi il massimo relax grazie ai rilassanti getti d’acqua mentre si godono una suggestiva vista sul mare. • Sul ponte 18, la piscina principale – Long Island Pool è dotata di doppia profondità offrendo agli ospiti la possibilità di scegliere se nuotare o rilassarsi in acqua. L’area, completamente riprogettata, comprende anche un’isola con al centro una fontana d’acqua a 360 gradi e un nuovo spazio lounge all’interno della piscina. La Long Island Pool è collegata al grande acquapark tramite una baia a tema “pirati”. Anche i miniclub si trovano sul ponte 18, e ciò rende l’area ideale per tutta la famiglia. • Sebbene questa nave sia progettata per i mari più caldi, la Jungle Pool dispone di grande un magrodome che può essere chiuso per creare una zona piscina coperta, quando necessario. Questa area della nave è stata ampliata e ora include un ulteriore spazio che mette a disposizione degli ospiti nuove aree relax. A bordo è presente anche una promenade dedicata al nuovo buffet situato sul ponte 16 per uno spuntino durante l’orario del pranzo – perfetto per le famiglie che amano trascorrere il tempo in piscina. Mangiare e bere all’aperto
Per consentire agli ospiti di godere dell’aria aperta ed essere sempre vicini al mare, la nave offre una vasta gamma di aree bar e caffè all’aperto, con alcune aree inedite.
• MSC Seashore introduce una nuova location al ponte 8 per la Chef’s Court, che ospita i cinque ristoranti di specialità. Questo nuovo posizionamento permette di poter godere di una migliore vista sul mare. A tal proposito Butcher’s Cut, la steakhouse firmata MSC Crociere, offrirà per la prima volta anche tavoli all’aperto per cenare sull’iconico lungomare della nave. • L’ampio buffet di MSC Seashore ora include una nuova zona pranzo all’aperto a poppa, nonché un bar – lo Sky Bar – che consente agli ospiti di gustare le pietanze all’aperto o di rilassarsi e distendersi la sera in cima alla nave respirando l’aria di mare. • Gli ospiti Aurea possono godere dell’esclusivo Top 19 Solarium con la sua elegante area lounge all’aperto e il bar. Il più grande e lussuoso MSC Yacht Club
Situato sui 4 più prestigiosi ponti di prua della nave, l’MSC Yacht Club di MSC Seashore è il più grande ed esclusivo della flotta MSC Crociere, con quasi 3.000 mq di spazi e una vista mozzafiato sul mare.
Gli ospiti che cercano un’esperienza di crociera premium e all-inclusive con servizi su misura e maggiordomo h24 – pur continuando a godersi anche le numerose attività di intrattenimento che offre il resto della nave – possono scegliere l’MSC Yacht Club, l’esclusivo concetto di “nave nella nave” di MSC Crociere.
• L’elegante e raffinato design degli interni – uno degli elementi che contraddistingue ogni nave di MSC Crociere – raggiunge qui il massimo livello grazie alla ridisegnata area concierge. L’ingresso all’MSC Yacht Club è reso ancora più esclusivo grazie a una parete di 46 mq in Onyx retroilluminata che si estende su tre ponti e a una scalinata Swarovski firmata MSC Crociere – e collega quattro ponti facendo sentire gli ospiti davvero importanti. • L’elegante Top Sail Lounge offre la possibilità di rilassarsi mentre nel ristorante gourmet è possibile cenare godendo di una splendida vista sul mare. • L’area piscina e lo spazio esterno dello Yacht Club sono stati ulteriormente estesi su un’area di 2.000 mq, con una piscina più grande e una nuova vasca idromassaggio panoramica con otto posti e getti individuali accanto ad una vasca idromassaggio standard. Anche le suite dell’MSC Yacht Club sono state implementate ed ora sono presenti 131 suite glamour appartenenti a cinque categorie, tra cui le tradizionali suite Interior, Deluxe e Royal, oltre a 41 nuove Grand Suite Deluxe con spazi extra e una cabina armadio, e due nuovissime Owner’s Suite. Le prestigiose Owner’s Suites sono le più raffinate e le più grandi presenti sulla nave, sono grandi 98 mq e sono totate di un ampio terrazzino privato dotato di vasca idromassaggio e zona living all’aperto, una parete in vetro per una vista panoramica sul mare.
Itinerari nel Mediterraneo e nei Caraibi
MSC Seashore entrerà in servizio ad agosto di quest’anno e trascorrerà tutta la stagione inaugurale nel Mediterraneo facendo scalo nei porti italiani di Genova, Napoli e Messina, nonché a La Valletta a Malta, Barcellona in Spagna e Marsiglia in Francia.
Al termine della stagione estiva l’ammiraglia si dirigerà negli Stati Uniti, con home port a Miami, e a partire da novembre sarà impiegata per itinerari di 7 notti nei Caraibi orientali e occidentali e alle Bahamas, comprese le soste a Ocean Cay MSC Marine Reserve, la nuova isola privata di MSC Crociere alle Bahamas.
// MSC Seashore MSC Seashore, Sky Bar MSC Seashore, Infinity Pool

ALIS: sollecita al nuovo Governo la necessità di vaccinare gli operatori del trasporto e della logistica

Guido Grimaldi: Lanciamo un appello al Governo Draghi per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori del settore e per consentire la regolare continuità degli approvvigionamenti nel Paese
Roma, 19 febbraio 2021 – “Visto il ruolo fondamentale svolto dagli operatori del trasporto e della logistica fin dall’inizio, avevamo già richiesto di considerare tali categorie come prioritarie per la vaccinazione. Oggi lanciamo un appello al nuovo Governo ribadendo che è assolutamente necessario garantire una vaccinazione urgente per i lavoratori del settore al fine di tutelare la salute e la sicurezza nonché per consentire la regolare continuità degli approvvigionamenti nel Paese”.
Il Presidente di ALIS Guido Grimaldi torna sulla necessità di tutelare in via prioritaria con il vaccino chi opera quotidianamente nel settore del trasporto e della logistica.
“Siamo certi che, in linea con le dichiarazioni del Presidente Draghi sull’importanza della logistica anche per la campagna vaccinale, il Governo porrà la giusta attenzione nei confronti di tutti quegli operatori che ogni giorno svolgono una funzione vitale nella catena di approvvigionamento globale, salvaguardando la consegna di merci e beni di prima necessità così come la distribuzione dei vaccini”.
“Ribadiamo pertanto l’importanza di vaccinare una categoria – prosegue Guido Grimaldi – così fondamentale per la comunità nazionale e per l’economia, come i lavoratori marittimi e gli equipaggi imbarcati sulle navi, gli autisti che ogni giorno percorrono centinaia di chilometri sui loro camion, i macchinisti e tutte le figure del mondo ferroviario, gli operatori portuali ed interportuali e l’intero popolo del trasporto e della logistica che è costantemente in prima linea”.
“Riponiamo grande fiducia nell’accoglimento della nostra richiesta – conclude il Presidente di ALIS – specialmente a seguito del discorso programmatico del Presidente Draghi, nel quale ha sottolineato come la velocità nella campagna di vaccinazione sia essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus”.
 

Genova, Diga Foranea: relazione conclusiva sul Dibattito Pubblico, ora la parola passa all’AdSP del Mar Ligure Occidentale

  il Coordinatore del Dibattito Pubblico Andrea Pillon ha presentato all’Autorità Portuale e alla cittadinanza il rapporto finale sulla consultazione pubblica per la realizzazione dell’opera.
Genova, 20 febbraio 2021 – È stato tempo per un primo bilancio, ieri sera in videoconferenza streaming dalla Sala del Capitano di Palazzo San Giorgio a Genova, sugli esiti del dibattito pubblico per la realizzazione della nuova diga foranea del Porto di Genova.
In un rapporto di circa 70 pagine, redatto secondo conformità con il Dpcm 76/2018, il Coordinatore del Dibattito Pubblico Andrea Pillon ha illustrato alla cittadinanza e all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale il risultato conclusivo del percorso di consultazione che per il mese di gennaio ha coinvolto la città e tutti i soggetti interessati nell’approfondimento sull’opera, chiamandoli ad esprimere i propri pareri, osservazioni e proposte su un progetto strategico e potenzialmente rivoluzionario non solo in una dimensione cittadina e regionale.
12 incontri (di cui una conferenza stampa di avvio, 4 incontri pubblici e 7 di Commissione Tecnica), più di 900 partecipanti totali alle sessioni di confronto, 55 Quaderni degli attori raccolti, più di 3.800 utenti unici che hanno visitato il sito, insieme ad un ampio seguito mediatico: i dati della consultazione fotografano l’immagine di un percorso inclusivo e condiviso, che ha sancito con successo, nei numeri della partecipazione, l’esito del primo storico dibattito pubblico in Italia dopo il decreto attuativo del 25 agosto 2018 sul Codice dei contratti pubblici.
È stato un lavoro intenso”, ha commentato il Coordinatore del Dibattito Pubblico Andrea Pillon, “ma la cittadinanza ha risposto a questa opportunità con un riscontro largo e appassionato. Il primo dibattito pubblico in Italia dopo il decreto del 2018 lascia in eredità una testimonianza incoraggiante per le procedure di consultazione pubblica che si ispireranno a questo modello, oggi previsto per legge. Ringraziamo in particolare gli enti e le autorità locali, che hanno reso possibile la realizzazione e la piena riuscita del dibattito pubblico, con un supporto attivo e propositivo in tutte le fasi del percorso.”
Come riportato all’interno della relazione, nel corso del dibattito pubblico non è stata manifestata un’opposizione strutturata contro la realizzazione dell’opera e, nonostante le criticità emerse, le ragioni dell’intervento sono state condivise. Più critiche invece sono apparse le ragioni che attengono alla sostenibilità economica e ai vantaggi per la collettività derivanti dalla realizzazione della diga, la cui possibilità è stata associata all’attuazione del più ampio Programma straordinario di sviluppo portuale, soprattutto in relazione alle altre infrastrutture (stradali e ferroviarie) per l’accessibilità allo scalo.
La presentazione del dossier ha in seguito illustrato i principali temi emersi nei Quaderni degli Attori, la sintesi delle osservazioni sulle alternative di progetto, le proposte migliorative e gli approfondimenti sulle attività portuali, sui vincoli aeroportuali, sulla cantierizzazione, sugli impatti ambientali, visivi e turistici legati alla realizzazione dell’opera.
Alla conferenza ha partecipato la Presidente della Commissione nazionale per il dibattito pubblico sulle grandi infrastrutture del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Caterina Cittadino, intervenuta per rappresentare il sostegno e l’attenzione del Ministero verso l’iniziativa.  “In un momento difficile come quello che il Paese sta attraversando”, ha spiegato, “la volontà di svolgere questo dibattito pubblico è stata coraggiosa e inderogabile. Obiettivo del dibattito pubblico è quello di favorire la trasparenza delle procedure pubbliche, ma ancora di più quello di promuovere la qualità e l’efficacia della progettazione politica attraverso il coinvolgimento attivo e diffuso dei territori interessati. La Commissione farà tesoro dell’esperienza di Genova 
per tracciare le prospettive di investimento e pianificazione delle infrastrutture strategiche per il Paese, per rendere questo strumento ancora più centrale nei piani di sviluppo e ripartenza nazionali”.
Nell’incontro di ieri la relazione sul dibattito pubblico è stata così formalmente consegnata all’Autorità proponente, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Sulla base di quanto ricevuto e raccolto, l’autorità elaborerà – entro un limite per legge di 60 giorni – il dossier conclusivo sulla realizzazione dell’opera, in cui evidenzierà la soluzione su cui intende procedere con la progettazione e le eventuali modifiche apportate, così come le ragioni che hanno condotto a non accogliere eventuali proposte.
Il dibattito pubblico ha contribuito con estrema chiarezza, completezza e trasparenza a far emergere gli elementi di valutazione cruciali per il rifacimento della diga foranea di Genova. Ora sarà necessario bilanciare la visione strategica e le grandi ambizioni legate alla realizzazione dell’opera con le critiche, le osservazioni e le sollecitazioni a tutto tondo emerse durante la consultazione”, ha commentato il Presidente dell’Autorità Portuale Paolo Emilio Signorini, in chiusura alla videoconferenza.
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I porti della Sicilia occidentale diventano Smart

Pasqualino Monti: “Mettiamo al centro della nostra azione il tema della sostenibilità ambientale e dell’innovazione tecnologica, strumenti imprescindibili per lo sviluppo e la crescita economica”
Scatto in avanti dei porti della Sicilia occidentale che, sul tema della transizione ecologica, al centro del dibattito del nuovo governo, mettono un primo tassello, anticipano i tempi e lanciano per primi la formula Smart port. E’ stata siglata la concessione del valore di oltre 22 milioni di euro tra l’AdSP del Mare di Sicilia occidentale e RTI, il raggruppamento di imprese costituito da Free Energy Saving srl, Luxmaster srl e Free Energia spa, società specializzate nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni innovative incentrate sui temi delle smart city, della sostenibilità e dell’economia circolare, rappresentate dall’ingegner Pasquale Ionta, ceo di Free Energy Saving srl, e dal dottor Felice Catapano, co-founder di Luxmaster srl.
Un innovativo project financing che introduce un vero e proprio modello in ambito portuale, denominato “Smart Port”, e che prevede la realizzazione di interventi integrati di efficientamento energetico delle strutture portuali di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle, e l’introduzione di innovative tecnologie smart e IoT (Internet of things). Si materializza, dunque, in un progetto concreto, la visione innovativa di creare dei porti in transizione verso un modello di gestione sostenibile e connesso. Primo passo per raggiungere, entro un ventennio, il traguardo delle emissioni zero.
Secondo il presidente dell’AdSP, Pasqualino Monti: “Con questo progetto agiamo da apripista nel processo di transizione energetica in atto, tracciando la rotta e diventando precursori di azioni concrete e immediate per rendere sostenibili e smart i porti della Sicilia occidentale attraverso l’innovazione, la digitalizzazione dei sistemi logistici portuali, l’efficientamento energetico degli scali e le energie rinnovabili. Con questa iniziativa mettiamo al centro della nostra azione il tema della sostenibilità ambientale e dell’innovazione tecnologica, strumenti imprescindibili per lo sviluppo e la crescita economica”.
Il progetto prevede una control room nel porto di Palermo, cioè un presidio del sistema di videosorveglianza, anche in remoto, per il controllo delle quattro aree portuali. E punta all’integrazione e all’ammodernamento dell’attuale datacenter locale, mediante la fornitura di nuovi armadi rack, switch core, firewall, server e sistemi di storage, finalizzati alla sicurezza perimetrale e di processo, e al rispetto delle normative di settore relative al trattamento dati. Inoltre, per informare e indirizzare il traffico di visitatori, è stata prevista la realizzazione di una piattaforma digitale di wayfinding e digital signage che, mediante App, disponibile per sistemi iOS ed Android, e totem interattivi touch-screen disposti sul percorso di uscita dal porto verso la città, proporrà ai turisti itinerari ed eventi organizzati sul territorio. Il piano si basa su una piattaforma tecnologica che integra la gestione di servizi di energia e mobilità. Una piattaforma in una logica open source, che diventa un vero e proprio hub IoT dello Smart Port.
Pubblico e privato insieme, per investire in modo virtuoso, credendo nelle potenzialità dei porti siciliani: “Questo partenariato tra pubblico e privato – conclude Monti – dimostra la capacità di attrarre investimenti di privati sui porti della Sicilia sempre più orientati a una crescita sostenibile e attenta ai temi dell’ambiente”.

A Punta Campanella tre tartarughe ritrovano la libertà

Massa Lubrense, 19  febbraio 2021 – Salvate nei mesi scorsi dallo staff dell’Area Marina Protetta, dal Centro Tartarughe della Stazione zoologica Dohrn e dai pescatori. Rimesse in mare a Massa Lubrense. Una delle Caretta caretta vittima di FAD, la pratica di pesca illegale che inquina e uccide. Il Presidente del Parco Marino, Lucio Cacace:”Vogliamo riaprire un centro di primo soccorso a Massa Lubrense”  Hanno riconquistato la libertà nello splendido mare al largo di Punta Campanella. Tre tartarughe marine sono state rimesse in mare oggi pomeriggio dallo staff dell’Area Marina Protetta, del Centro Ricerca tartarughe marine della Stazione Zoologica A.Dohrn e da volontari dell’Enpa Salerno, molto attivi nel recupero e salvataggio delle Caretta caretta. Presenti anche la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e di Massa Lubrense, il nucleo operativo navale della Guardia di Finanza di Salerno e il Presidente del Parco Marino, Lucio Cacace. I tre esemplari di Caretta caretta, hanno vissuto storie diverse. Tutte e 3 con lieto fine, grazie alla sensibilità dei pescatori che le hanno ritrovate e al coordinamento regionale che da anni salva e tutela la specie in Campania. La femmina Eleonora, un sub adulto di 60 centimetri di carapace per 30 chili di peso, ha fatto un lungo viaggio prima di finire sfortunatamente in una rete da pesca al largo del Golfo di Salerno e recuperata dal pescatore Antonio De Mai. Era stata già salvata nell’estate del 2018 in Toscana, nel mare delle Secche della Meloria a Livorno. Curata all’Acquario di Grosseto, era stata rimessa in mare nel luglio del 2019 con un trasmettitore satellitare sul carapace. Le sue tracce si erano perse circa un mese dopo, nella zona del Golfo di Gaeta a centinaia di chilometri di distanza. Poi, la disavventura nei primi giorni del 2021, quando i pescatori salernitani l’avevano recuperata nella rete e segnalata allo staff dell’Amp Punta Campanella. Sul carapace è stato montato un nuovo trasmettitore satellitare per seguirla negli spostamenti in collaborazione con il professore Paolo Luschi dell’Università di Pisa. Sempre i pescatori salernitani avevano recuperato, il 21 gennaio scorso, il maschio chiamato D10S, in onore di Maradona, così come viene chiamato il pescatore Luigi Guida che l’ha salvato. È un esemplare di 80 centimetri di carapace e oltre 50kg di peso. Entrambe le Caretta caretta, tranne qualche piccola ferita causata dagli attrezzi da pesca e un inizio di embolia per la rapida risalita in superficie, sono subito apparse in buone condizioni di salute. E, dopo un mese circa, si sono dimostrate pronte per riprendere il loro viaggio in mare. La terza tartaruga liberata oggi ha, invece, una storia un po più travagliata. È stata salvata in estate a Marina di Camerota in gravi condizioni a causa di un amo conficcato in gola. Vittima di una Fad ( Fishing Agregating Device), il sistema di pesca illegale che inquina e uccide nel Mediterraneo. Si tratta di trappole create per attrarre molti pesci in una zona limitata di mare. Inquinano l’habitat marino con tonnellate di plastica e sono letali anche per animali come le tartarughe. Dopo una complessa operazione e molti mesi di riabilitazione, anche Micheleamma’, questo il nome della sfortunata tartaruga, ha finalmente riconquistato la libertà nel mare di Massa Lubrense. Secondo gli esperti, di solito è preferibile rilasciare le tartarughe in mare verso primavera, quando la temperatura dell’acqua è più mite. Ma le buone condizioni degli animali e il fatto che nel centro di cura di Portici ci siano diversi adulti in età fertile ha determinato la scelta di liberarle già ora. A breve saranno rimesse in mare un altro maschio e una femmina adulta. Tra un po’ comincerà il periodo dell’accoppiamento. La speranza è che le tartarughe possano contribuire già quest’estate alle nidificazioni lungo le coste campane. I numeri dei nidi nella regione, soprattutto nella zona del Cilento, sono in costante crescita da tempo. L’anno scorso si è registrato il record assoluto con ben 32 nidificazioni. Una vera e propria nursery per la specie. Volontari, enti, associazioni, si occupano da anni della tutela delle Caretta caretta in Campania. Un coordinamento che vede la partecipazione dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, dell’Enpa Salerno, del Museo del Mare di Pioppi-Legambiente, di Naturart, con la supervisione del Centro Ricerca Tartarughe Marine della Stazione zoologica A.Dohrn. “Stiamo lavorando, in sinergia con la Regione, per cercare di riaprire un Centro di primo soccorso per tartarughe marine a Massa Lubrense- dichiara il Presidente dell’Amp Punta Campanella, Lucio Cacace- Una struttura dove prestare le prime cure ma non solo. Anche un punto di riferimento per progetti di tutela, sensibilizzazione ed educazione ambientale sul territorio. Il Parco Marino della costiera sorrentino-amalfitana ha salvato circa 170 tartarughe in oltre 10 anni di attività nel campo della tutela delle Caretta caretta- conclude Cacace- Un risultato importante per la salvaguardia della specie e raggiunto grazie alla grande collaborazione dei pescatori, soprattutto quelli di Salerno, e del network regionale coordinato dalla Stazione zoologica Dohrn.” //

Marina Militare: 90 anni di storia per la nave scuola Amerigo Vespucci

Simbolo della Marina nel Paese e dell’Italia nel Mondo è stata varata nel periodo tra le due Grandi Guerre, vivendo al fianco degli italiani le vicissitudini della Nazione e addestrando ogni anno gli ufficiali in formazione della Marina Militare
La Spezia. 22 febbraio 2021. Oggi nave scuola Amerigo Vespucci festeggia i suoi primi 90 di attività dal giorno del varo, il 22 febbraio 1931, presso gli stabilimenti navali di Castellammare di Stabia.
Nata come Regia nave scuola dell’allora Regno d’Italia con Re Vittorio Emanuele III, il Vespucci è da sempre uno dei simboli della Marina nel Paese, immagine inconfondibile che risalta nei porti e nelle acque della nostra Nazione. Allo stesso modo la nave simboleggia l’Italia nel Mondo, attirando migliaia di persone in ogni porto per ammirare lo stile italiano che sfoggia e rappresentando un nostalgico “pezzo d’Italia” per tutti i nostri connazionali all’estero.
Ma il compito più importante che nave Vespucci porta avanti, ineguagliata nel mondo, fin dal suo varo è l’addestramento di tutti gli ufficiali di Marina, che al termine del primo anno di Accademia vivono su questo “veliero” la loro prima esperienza d’imbarco, il primo vero “assaggio” di mare.
Tranne rarissime eccezioni dovute a lavori straordinari di ammodernamento, ogni estate gli allievi della prima classe dell’Accademia Navale di Livorno sono imbarcati su nave Vespucci mettendo in pratica quanto studiato sui libri e nelle classi dell’Istituto di formazione, ma soprattutto avviandosi verso la propria personale “rotta” nella famiglia della Marina. Qui nasce davvero il corso degli allievi, non solo con il nome e il motto che prendono corpo durante le traversate, ma condividendo la comune aggregante esperienza con spirito di sacrificio, volontà di superare gli ostacoli e voglia di eccellere, che trovano la sintesi nel termine “Equipaggio”.
Nave Vespucci è la storia recente d’Italia: nata nel periodo bellico, era presente al ritorno di Trieste all’Italia, dagli anni della ripresa economica alla sua partecipazione come tedoforo per le Olimpiadi, fino al messaggio di vicinanza a tutti gli italiani nella campagna d’istruzione dello scorso anno quando si è avvicinata ai porti nazionali in segno di saluto e rispetto nella terribile esperienza della pandemia da COVID-19.
I 90 anni di nave Vespucci rappresentano un altro record di questa nave, come la risalita del Tamigi di Londra o l’uscita dal canale navigabile di Taranto, entrambi eccezionali eventi velici.
È già all’orizzonte la nuova campagna d’istruzione e gli allievi della attuale prima classe dell’Accademia saranno presto chiamati ad imbarcare per navigare insieme verso nuove e memorabili avventure. Anche quest’anno, chiunque la vedrà all’orizzonte, potrà riconoscere nel suo inconfondibile profilo la nave scuola Amerigo Vespucci: “la nave più bella del mondo”.
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Marsiglia: l’Italia con ENI ha la prima Oil Company a livello mondiale, madrina di sostenibilità

“Certo non ho parole ed oltre alla felicità personale per i risultati raggiunti, sono contento per tutte quelle aziende che in FederPetroli Italia negli ultimi anni hanno creduto con me in ENI, investendo nelle gare, nelle qualifiche fornitori, nei rapporti e principalmente nell’aver dato fiducia a questa Azienda. L’Italia ora con ENI ha la prima Oil Company a livello mondiale, madrina di sostenibilità.
Siamo orgogliosi di tutto questo” le parole del Presidente di FederPetroli Italia – Michele Marsiglia al termine della presentazione ufficiale della Strategia 2021-2024 e dei Risultati 2020 del Gruppo del Cane a sei zampe.
Continua Marsiglia “Che si sappia che per ora il Core-Business è l’Attività di Esplorazione (E&P) con un Target di 2 miliardi di barili di risorse. L’Azienda con una riduzione di Impatto Ambientale, è diventata un Investment Case a livello mondiale. Positivo lo scenario analizzato dal management su un prezzo del greggio a 50 dollari a barile, questo vuol dire che in un range minore o maggiore, si resterà in equilibrio per l’economia petrolifera internazionale.
La richiesta in FederPetroli Italia in questo fine 2020 e inizio 2021 è stata anche quella di intervenire come fornitori in Progetti di Energie Rinnovabili dove ENI si è anticipata da tempo. La decisione strategica del Gruppo di investire in Libia con Progetti su nuove Applicazioni porta un valore aggiunto a Contrattisti ed Aziende partecipate nel business. La Raffinazione resta al top, settore per l’Oil & Gas generale di primaria importanza, anche in tema di Bio-Raffinerie. Anche sotto il profilo azionario ENI ci dà soddisfazioni con un alto valore e rendimento aziendale nonostante la brusca altalena dei prezzi del petrolio”.
Il Presidente di FederPetroli Italia rivolge alcune parole nei confronti dell’Azienda Petrolifera e delle persone “Ormai è risaputo che per me il timone Claudio Descalzi non ha confronto.
A nome di FederPetroli Italia e personale ringrazio tutti ma in particolar modo la riconoscenza per le persone di ENI, il management, i vertici e a tanti che nell’azienda ci danno la possibilità di continuo confronto e crescita. Per il nostro Settore si chiude un 2020 particolare ma si parte con un 2021 dove l’obiettivo sarà sempre più focalizzato sul Mercato dell’Energia in Italia e sulla qualifica di aziende per Progetti nel Medio Oriente, Africa e location di interesse strategico”.

Milleproroghe, Melilli “Varato nonostante complessità del momento”

Roma, 21 febbraio 2021 – “Voglio esprimere la mia soddisfazione per il lavoro concluso ieri sera in commissione Bilancio e in commissione Affari costituzionali in merito al varo del decreto “Milleproroghe”, un percorso difficile svolto nei giorni dell’insediamento del nuovo governo.
Nonostante ciò la responsabilità dei gruppi parlamentari di maggioranza e il comportamento costruttivo dell’opposizione hanno consentito di individuare punti di incontro anche su argomenti che potevano essere divisivi.” E’ quanto dichiarato da Fabio Melilli, presidente della commissione Bilancio alla Camera dei Deputati.
“Insieme al presidente della I commissione on. Giuseppe Brescia che ringrazio, abbiamo lavorato per favorire il dialogo al fine di dare risposte alle numerose sollecitazioni ricevute dai gruppi parlamentari. In particolare sono state inserite, tra le altre, importanti norme relative alle aree terremotate che non avevano trovato spazio nella legge di Bilancio. Tra i provvedimenti ricordo l’approvazione del rinvio del pagamento delle bollette elettriche, il rinvio del pagamento delle imposte locali di occupazione del suolo pubblico, il rinvio dell’imposta di bollo, la semplificazione delle procedure per le stazioni appaltanti, l’esenzione del costo di costruzione per i locatari, l’impignorabilità delle risorse dei comuni e l’esclusione dai conteggi dell’ISEE degli immobili inagibili.”
“Abbiamo poi provato – conclude Melilli – a prorogare il credito di imposta, ma non è stato possibile a causa della mancanza delle disponibilità finanziarie. Sarà necessario insistere perché la norma venga inserita già nel Decreto ristori.”

Turismo, Property Managers Italia: “In Toscana raddoppiate le prenotazioni per l’estate 2021″

La referente dell’associazione per la Toscana, Signori: “Tornano anche gli stranieri, importante segnale di ottimismo”
Firenze, 22 febbraio 2021 - “I primi dati sull’estate 2021 indicano una rinnovata vitalità della domanda per gli affitti turistici che ad oggi si traduce nel doppio delle prenotazioni estive rispetto allo stesso periodo del 2020 e l’atteso ritorno degli stranieri.
Un segnale di ottimismo davvero importante”. Così Alessandra Signori, referente della Toscana per Property Managers Italia e Ceo e cofounder di Doorwaystoitaly. 
“Come ogni settimana – spiega Signori – mi sono confrontata con il referente di Airbnb a Dublino a cui risultano molte prenotazioni per giugno, luglio e agosto in Toscana. Si tratta di grandi gruppi di persone, per il 50% italiani e il resto europei che finalmente tornano a viaggiare.
Secondo me questo ottimismo deriva in buona parte dal successo della campagna vaccinale in Inghilterra”. 
Anche Otex, l’osservatorio sul turismo residenziale extralberghiero in Italia, promosso da Property Managers Italia, conferma il ritorno degli stranieri che si stanno già organizzando per passare l’estate in Toscana. 
A Firenze – spiega ancora Signori – le prenotazioni degli ultimi 30 giorni indicano una percentuale di italiani pari al 41,93%, seguiti dal 9,9% della Germania per il periodo giugno-agosto; il Regno Unito con il 7,2% per luglio-settembre e la Francia con il 5,8% delle prenotazioni per aprile-giugno.
Sulla costa toscana, invece, le prenotazioni italiane pesano per il 32,1%, mentre quelle dalla Germania sono pari al 49,5% per il periodo luglio-settembre”.
E le buone notizie per l’estate 2021 arrivano anche dai property manager. “Ho sentito anche Bartolomeo Bufi, Ceo di Kross Booking, il gestionale utilizzato dalla stragrande maggioranza dei proprietari, che registra un livello di fiducia davvero alto sia da parte dei turisti che dei proprietari. 
A gennaio 2021 le prenotazioni per l’estate sono il doppio rispetto a gennaio 2020, quando ancora non eravamo in emergenza Covid. E rispetto allo scorso anno c’è anche il 50% in più di nuovi property manager clienti del gestionale”. 
La tipologia delle prenotazioni tuttavia continua a risentire dell’emergenza sanitaria. “Il cliente del 2021 – continua Signori - preferisce la casa in campagna o sulla costa, ma lontano dal caos.
Registriamo una totale inversione di tendenza: prima il turista prenotava un appartamento a Firenze e lo usava come base di partenza per visitare il territorio, ora invece accade il contrario. 
Questo dato conferma che noi ormai rappresentiamo il territorio in modo capillare, anche dove non ci sono strutture alberghiere c’è un property manager a offrire un alloggio. Anche alla luce di questa considerazione torno a ribadire la necessità di pensare a una disciplina chiara per questa professione che ancora oggi non ha un codice Ateco.
Il fenomeno è cresciuto, c’è una forte professionalità, c’è voglia di innovare: serve una disciplina chiara”.

Guardia Costiera: Sequestrata una vastissima area adibita a discarica abusiva con tonnellate di rifiuti speciali

Manfredonia, 20 febbraio 2021 -  Il Nucleo Operativo di Polizia Ambientale della Guardia Costiera di Manfredonia, ha effettuato, sotto il coordinamento della procura della Repubblica di Foggia, un’operazione di polizia ambientale finalizzata al contrasto e alla repressione del fenomeno dell’abbandono incontrollato di rifiuti, in località Contrada “Monterozzi” Agro del Comune di Foggia.
L’operazione ha portato alla luce un’area di circa 8.000 mq situata nei pressi del viadotto sottostante l’autostrada a14 “Adriatica”, completamente adibita a discarica abusiva di tonnellate di rifiuti speciali e non abbandonati sul terreno.
Diverse le tipologie e la natura dei rifiuti rivenuti dai militari tra cui, scarti edili derivanti da lavorazioni industriali, pneumatici usati, rifiuti urbani vari e rifiuti derivamenti da lavorazioni agricole. parte dei rifiuti abbandonati presentava evidenti segni di combustione.
L’area interessata, e’ stata posta sotto sequestro penale e successivamente affidata in custodia al dirigente competente del comune di Foggia per il successivo avvio delle operazioni di bonifica e messa in sicurezza.
Il sequestro effettuato dalla Polizia Giudiziaria operante e’ stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Foggia giusta richiesta della locale procura.
Le indagini per individuare gli eventuali responsabili degli abusi rilevati proseguiranno al fine di individuare gli autori dei reati.
L’attività illecita perpetrata, è particolarmente pericolosa per l’ambiente poiché il materiale rinvenuto potrebbe comportare un inquinamento delle falde acquifere e del terreno circostante.
Anche quest’ultima operazione portata a termine dai militari della Guardia Costiera rientra nell’operazione nazionale sulla tutela dell’ambiente denominata “30 days at sea”.
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L’Ordinario Militare Marcianò visita la Capitaneria di Porto di Manfredonia

Manfredonia, 19 febbraio 2021 – Nella mattinata di oggi il Monsignor Santo Marcianò, Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, accompagnato dai cappellani militari Don Vincenzo e Don Giuseppe, si è recato, per una visita ufficiale presso la sede della Capitaneria di Porto di Manfredonia.
Ad accogliere l’alto prelato, il Capitano di Fregata Giuseppe TURIANO, Capo del Compartimento Marittimo di Manfredonia unitamente ad una piccola rappresentanza di militari in servizio presso il Comando e una piccola rappresentanza dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia.
La breve visita, caratterizzata delle inevitabili misure per prevenire il rischio del contagio, è stata l’occasione per l’inaugurazione e la benedizione della stele dedicata alla Santa Barbara, Santa Patrona della Marina Militare, posizionata nei pressi dell’ingresso della sede centrale.
Monsignor Marciano’, dopo la benedizione a tutto il personale ed una breve visita presso la sede della Guardia Costiera ha avuto parole di vivo apprezzamento per il lavoro svolto dagli uomini e le donne della Capitaneria di porto in particolare per il servizio prestato verso l’intera comunità portando la propria solidarietà e il suo personale conforto a tutte le famiglie in questo particolare periodo caratterizzato dall’emergenza sanitaria in atto. A conclusione della visita, è avvenuto il tradizionale scambio dei crest a ricordo della giornata odierna.
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Da mesi una nave con un carico di vitelli viaggia nel Mediterraneo senza mai toccare terra

Animal Welfare Foundation, Animal Equality ed Enpa denunciano la situazione ancora pendente della nave carica di centina di vitelli alla deriva nel Mediterraneo, dopo la segnalazione al Ministero e alle autorità italiane la nave ha improvvisamente lasciato le acque italiane per la Spagna e si trova ora al largo di Cartagena.
Roma, 23 febbraio 2021 – La nave partita dalla Spagna carica di animali vivi rifiutata in Libia per via di una malattia zoonotica e transitata con centinaia di animali nelle acque italiane è fuggita in Spagna prima di poter ricevere un’ispezione dalle autorità italiane.
Il Ministero della Salute e numerose altre autorità italiane allertate da Animal Equality, Animal Welfare Foundation ed Enpa tramite l’avvocato Manuela Giacomini dello Studio Giacomini avevano infatti predisposto un’ispezione ufficiale molto complessa e completa, ma la nave ha improvvisamente deciso di lasciare le acque italiane e si trova ora davanti al porto di Cartagena, in Spagna.
Dopo aver fornito informazioni contrastanti ai vari porti libici e italiani, la nave Karim Allah ha deciso di partire e dirigersi verso la Spagna, ove le autorità locali non sono ancora intervenute. La nave attualmente si trova in rada davanti al porto..
Ieri, le tre organizzazioni per la protezione degli animali hanno diramato un comunicato stampa anche ai media spagnoli tramite Igualdad Animal e AWF in Spagna e hanno lanciato un appello al Governo spagnolo, segnalando la presenza della Karim Allah, che è partita proprio dalla Spagna a dicembre 2020 insieme alla nave Elbeik, che trasporta 1.776 bovini e che si trova ancorata da numerosi giorni davanti a Cipro.
Anche la nave Elbeik trasporta migliaia di vitelli affetti dal blue tongue, ed è stata per questo rifiutata in tutti i porti nei quali ha tentato l’attracco.
Si tratta di una situazione disperata, con migliaia di animali alla deriva su navi che hanno ricevuto l’approvazione europea da parte di due Stati membri e che trasportano vitelli affetti da una malattia molto grave, costretti a viaggiare in condizioni disumane.
Molti degli animali sono probabilmente già morti dopo settimane di viaggio senza cure e risorse necessarie per affrontare settimane di viaggio via mare ammassati, ma non è chiaro se i cadaveri siano ancora a bordo delle navi o siano stati gettati a mare, una pratica gravissima che – se dimostrata dai documenti di carico/scarico e dal numero di animali vivi e deceduti ancora presenti a bordo – verrebbe immediatamente denunciata alle autorità spagnole, europee e allo Stato membro che ha rilasciato l’autorizzazione.
Animal Equality, Animal Welfare Foundation ed Enpa hanno già presentato denuncia alle autorità italiane ed europee e oggi stesso Animal Equality ed Enpa presenteranno una denuncia alle autorità spagnole competenti.
Per completezza, riportiamo nello specifico lo storico della vicenda delle due navi che indica quanto segue:
La Elbeik ha lasciato Tarragona (Spagna) in dicembre ed è arrivata a Tripoli (Libia) il 10 gennaio 2021, trasportando 1.776 vitelli trovati affetti dalla malattia della lingua blu. La Elbeik è stata respinta e ha lasciato il porto libico a pieno carico il 25 gennaio. È stata poi avvistata ancorata a Lampedusa dal 26 al 27 gennaio. È arrivata ad Alessandria (Egitto) la mattina del 1 febbraio e ripartira il 4 febbraio nel pomeriggio. È rimasta ancorata al largo di Alessandria fino al 10 febbraio e poi si è diretta a nord verso una destinazione non rivelata. Al momento si trova ancora davanti a Cipro.
Il 18 dicembre 2020, la Karim Allah che trasportava 895 vitelli ha lasciato Cartagena (Spagna), presumibilmente diretta a Iskenderun (Turchia). Poi ha cambiato rotta e si è diretta a Tripoli (Libia). Il bestiame era sospettato di essere affetto dalla malattia della lingua blu.        Il centro nazionale libico per la salute degli animali ha rifiutato di approvare l’ingresso del bestiame malato. La Karim Allah è partita e più tardi ha chiesto il permesso di attraccare a Bizerte (Tunisia), presumibilmente per prendere il foraggio per gli animali, ma le è stato negato l’ingresso a Bizerte o in qualsiasi altro porto tunisino ed è stata costretta a lasciare le acque territoriali tunisine. È stata avvistata nel porto di Augusta (Sicilia, Italia) il 28 gennaio. Ha lasciato Augusta riferendo di essere “parzialmente carica”, poi si è fermata ed è stata ancorata al largo di Cagliari (Sardegna, Italia), dove avrebbe dovuto essere controllata dalle autorità italiane, ma ciò non è stato possibile poiché ha improvvisamente lasciato le nostre acque. È attualmente in rada presso il porto di Cartagena (Spagna).
Fonti anonime hanno inoltre riferito ad Animal Welfare Foundation che per gli animali ancora a bordo della Elbeik stia finendo il cibo. I bovini sono a bordo di questa nave già da quasi 2 mesi e secondo gli informatori il capitano e i membri dell’equipaggio sono disperati e non sanno come trovare una soluzione per questi animali.
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Gaeta, mercato del pesce: domani l’insediamento della Commissione tecnica

Il Gruppo di lavoro dovrà valutare le proposte formalizzate nell’ambito della manifestazione di interesse per l’assegnazione in concessione di dieci stalli Il presidente Pino Musolino: “E’ un altro adempimento in vista dell’apertura della struttura”
Civitavecchia, 23 febbraio – Si insedierà domani, presso la filiale di Gaeta dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centro settentrionale, la speciale Commissione tecnica istituita per valutare le diverse richieste finalizzate a beneficiare delle concessioni demaniali per la gestione nei prossimi quattro anni degli stalli ricavati all’interno del nuovo mercato del pesce in località Porto Salvo.
Si tratta di un adempimento atteso che, previsto dalla quarta procedura pubblica promossa dall’AdSP, servirà ad accelerare l’iter per la necessaria fruibilità della struttura finanziata e realizzata dalla stessa Autorità di Sistema.
Per i rimanenti 10 spazi, sono pervenute 12 richieste, un numero di gran lunga superiore a quello dei bandi precedenti, a testimonianza dell’interesse e della validità che ha ottenuto questa volta il quarto bando pubblico espletato dall’AdSP.  Hanno partecipato esclusivamente sette operatori del dismesso e storico mercato nella vicina via Lungomare Caboto che, interessati ora a riqualificare la propria attività commerciale, confidano molto nel ruolo strategico che potrebbe svolgere il mercato del pesce al coperto realizzato nel sito del cantiere navale ex Canaga.
La Commissione sarà chiamata a stilare una graduatoria provvisoria e, prima del rilascio delle concessioni demaniali previste dal Codice della navigazione e dal suo regolamento attuativo, dovrà verificare anche le posizioni contributive e fiscali delle singole proposte così come prevede la normativa vigente.
Questo adempimento segue di alcuni giorni l’ordinanza del TAR del Lazio che, in ordine allo svolgimento del precedente bando pubblico espletato per l’assegnazione degli spazi vendita all’interno del nuovo mercato ittico di Gaeta, aveva ribadito l’assoluta legittimità dell’azione amministrativa dell’Autorità di Sistema Portuale.
“L’insediamento di questa Commissione di verifica rappresenta un altro step per affidare alla città di Gaeta uno spazio nuovo e funzionale per un più corretto svolgimento dell’attività di vendita del pesce - dichiara il presidente dell’AdSP Pino Musolino - Tanti operatori locali del settore attendono il nuovo mercato ittico della città per il rilancio di un comparto che aveva bisogno di una struttura all’avanguardia”.

Arcese innova investendo in logistica sostenibile

Prosegue il percorso di innovazione e di sostenibilità di Arcese con il potenziamento dei servizi su scala europea.
Lo sviluppo del trasporto intermodale e l’attenzione alla sostenibilità sono due priorità del Gruppo Arcese, che negli anni ha continuato a investire nella creazione di un network europeo integrato e flessibile, oltre che nella standardizzazione della flotta di semirimorchi idonei al trasporto intermodale.
Il recente ordine di 300 nuovi semirimorchi compatibili con il profilo ferroviario P400 conferma l’importanza strategica di questo tipo di profilo su cui Arcese, tra i primi operatori logistici in Europa, ha creduto negli ultimi anni, arrivando ad avere oggi un parco di oltre 3.000 semirimorchi mega intermodali P400.
Un’intuizione che, insieme all’apertura della galleria ferroviaria di base del Ceneri e al conseguente ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria a treni di lunghezza fino a 750 metri e con profilo P400, permetterà il potenziamento dei servizi Arcese, rendendoli sempre più green e smart.
Con il recente acquisito, si consolida inoltre la collaborazione iniziata oltre trent’anni fa con Krone e che ad oggi ha visto l’acquisto di oltre 2.500 semirimorchi da parte di Arcese. Guido Pietro Bertolone – CEO del Gruppo Arcese – ha così commentato: “Proseguiamo il nostro percorso di innovazione e di attenzione alla sostenibilità su scala Europea.
La nostra politica d’investimenti e sviluppo focalizzata sul trasporto combinato internazionale rappresenta il futuro in Europa. Grazie al nostro costante impegno nello sviluppo del network e grazie a questi nuovi mezzi saremo infatti in grado di anticipare la richiesta del mercato per un servizio flessibile e sostenibile.”
Obiettivi condivisi da Bernard Krone – Presidente del Supervisory Board della KRONE Holding SE & Co. KG. – che ha così commentato la notizia: “A nome della famiglia Krone e dell’intero team, vorrei ringraziare Arcese per la grande fiducia e la partnership leale che abbiamo sviluppato insieme negli anni. Quello che era iniziato come un rapporto di business si è trasformato in un dialogo amichevole.
Apprezziamo molto la straordinaria competenza del team Arcese, perché, come noi, pone particolare attenzione al cliente. Siamo soddisfatti solo quando lo sono i nostri clienti.
Siamo quindi molto grati che Arcese faccia sempre affidamento su Krone e non vediamo l’ora di lavorare insieme su ulteriori progetti in futuro.”

Il neo ministro Andrea Orlando ha incontrato il Presidente Guido Nicolini per un primo colloquio

Roma, 22 febbraio 2021 – Nell’ambito delle consultazioni con le Parti Sociali convocate del nuovo Ministro del Lavoro Andrea Orlando, oggi pomeriggio è stata la volta di Confetra anche per fare il punto sugli impatti della crisi sul Settore della Logistica.
Il Presidente Guido Nicolini, accompagnato dal responsabile Confederale delle relazioni sindacali Fabio Marrocco, ha innanzitutto lodato la scelta del Ministro di ascoltare fin da subito, ed in maniera permanente, le principali Organizzazioni di Rappresentanza: “Veniamo da un anno durissimo. L’export è crollato di oltre 9 punti, l’import di oltre 15. Nell’ultimo anno sono cessate oltre 5 mila imprese del settore, per una perdita complessiva di 5 miliardi di euro di fatturato. Nel picco della crisi – aprile / agosto 2020 – circa il 70% delle imprese ha fatto ricorso ad una qualche forma di ammortizzatori sociali”, questi i numeri presentati dal Presidente Nicolini.
“È difficile rendere, tuttavia, una fotografia omogenea di un Settore tanto articolato: certamente abbiamo avuto maggiori sofferenze nell’autotrasporto e nel cargo aereo. Ma anche all’interno della portualità abbiamo segmenti economicamente devastati come il traffico rinfusiero, quello crocieristico ed il passeggeri. Per non parlare delle attività corrieristiche b2b, che a causa delle continue chiusure, prima delle attività produttive poi di buona parte degli esercizi commerciali, hanno fatto registrare perdite su base annua di circa il 35% dei volumi trasportati”.
Nicolini ha concluso il suo intervento con un appello al Ministro: “Riproponiamo il Patto per l’occupazione avanzato anche all’Esecutivo precedente fin dal DL Cura Italia: si riduca il cuneo fiscale lato imprese di almeno il 20%, si agevoli in via straordinaria la messa in quiescenza anticipata per i lavoratori over 60 impegnati in particolari mansioni, e noi ci impegnamo a salvaguardare integralmente l’occupazione nonostante la crisi. Il nostro è un Settore labour intensive, le nostre 80 mila imprese impiegano oltre 1 milione di addetti tra autotrasportatori, portuali, operatori di magazzino, handler, macchinisti treni merci, driver.  Tra l’altro le nostre professioni “operative”, inspiegabilmente, non sono classificate tra quelle “usuranti”. Con l’attuale carico fiscale sul costo del lavoro sarà impossibile non procedere a ristrutturazioni, soprattutto in quei segmenti del ciclo logistico che hanno conosciuto una più significativa contrazione dei fatturati”.
Ha concluso Nicolini: “Chiudiamo la stagione dei ristori e apriamo quella delle riforme. Non solo degli ammortizzatori sociali, ma anche delle politiche attive, della formazione permanente, del contrasto al miss-match tra domanda e offerta. Il nostro Settore necessita di rinnovare continuamente le proprie competenze in materia doganale, trasportistica, digitale. Servono competenze che accompagnino le imprese verso la piena transizione green e giovani formati negli ITS appassionati di blockchain o IoT applicati a infrastrutture, flussi dati e merci. Se il Governo saprà costruire il contesto giusto, noi sapremo proiettare nel futuro il Settore, anche dal punto di vista occupazionale”.
L’ultima richiesta di Nicolini ha riguardato: “L’assoluta priorità che il piano vaccini deve riconoscere agli operatori della logistica e del trasporto merci affinché la piena operatività delle consegne di qualunque tipologia merceologica non sia più messa in discussione da divieti e restrizioni né sul piano interno, né nei transiti internazionali”.

ASSARMATORI, in audizione al Senato: rinnovare la flotta per un reale piano di sostenibilità

Roma, 23 febbraio 2021 - Cogliere l’occasione della riflessione programmatica legata alla partenza del nuovo Governo per sanare uno degli errori più rilevanti commessi nella definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: la cancellazione dello stanziamento di 2 miliardi per gli aiuti al rinnovamento delle flotte di navi impegnate nelle rotte di cabotaggio e collegamento con le isole minori e maggiori. Lo ha sostenuto oggi Stefano Messina, Presidente di ASSARMATORI, aderente a Conftrasporto-Confcommercio, nel corso dell’audizione sul PNRR presso l’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari della VIII Commissione (Lavori Pubblici, Comunicazioni) del Senato.
“Nel momento in cui l’attenzione e gli sforzi sono concentrati sulla sostenibilità e non casualmente anche sull’elettrificazione delle banchine, escludere un intervento massiccio mirato a favorire il rinnovamento della flotta – afferma Messina – non ha davvero un senso logico”. “Lo stesso cold ironing, ovvero l’elettrificazione delle banchine – prosegue il Presidente di ASSARMATORI – avrebbe un significato limitato se le navi che più sarebbero chiamate a utilizzarle non fossero provviste delle dotazioni atte a collegarsi. Sarebbe come prevedere di investire in colonnine per la ricarica elettrica lungo le autostrade e non avere in circolazione auto elettriche”.
“È il momento di prevedere interventi coordinati e in quest’ottica il rinnovamento della flotta è elemento centrale, anche nell’eventuale previsione di legare il finanziamento delle nuove navi al mantenimento delle linee con il porto o con i porti interessati”.
 
 

Audizione di Confitarma al Senato sul PNRR “Recovery Plan”

Roma, 23 febbraio 2021 - “Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, transizione ecologica, infrastrutture e mobilità, istruzione e formazione, ricerca e cultura: queste le sfide ambiziose del PNRR – ha affermato, il 23 febbraio, Mario Mattioli, Presidente di Confitarma, nel corso dell’audizione di fronte all’8^ Commissione Trasporti del Senato della Repubblica, nell’ambito dell’esame in sede consultiva della proposta di PNRR – Recovery Plan – Occorrono però specifiche azioni mirate al trasporto marittimo nel suo complesso”.
Dopo aver ribadito che nel PNRR gli unici interventi concreti per il settore marittimo contenuti nel piano riguardano il TPL e la portualità che, seppur importanti segmenti del comparto marittimo, rappresentano solo una parte del sistema, e non vi sono azioni concrete, per quanto attiene al trasporto marittimo nel suo complesso, nonostante questo rappresenti uno dei settori più rilevanti per la transizione ecologica, il Presidente di Confitarma ha elencato le azioni proposte dall’industria armatoriale italiana nell’ambito delle missioni del PNRR.
Per la digitalizzazione, aspetto fondamentale per il trasporto marittimo, occorre adeguare i sistemi di interfaccia nave/porto e sviluppare in quest’ottica le piattaforme telematiche; istituire l’anagrafe nazionale della gente di mare nell’ambito della più complessiva attuazione della Riforma del collocamento della gente di mare; attuare la riforma del Codice della Navigazione per una transizione verso il digitale e adottare giornali e documenti di bordo elettronici.
Per quanto riguarda la transizione ecologica, considerando che nel 2023 è prevista l’entrata in vigore di due indici IMO nel quadro delle iniziative normative tese a ridurre le emissioni di anidride carbonica da parte delle navi in esercizio, incluse le portarinfuse secche e liquide, Confitarma propone di definire un piano di intervento che faciliti e acceleri il processo di sviluppo/rinnovamento e adeguamento della flotta di bandiera, coinvolgendo sia la cantieristica italiana maggiore, già leader mondiale in alcuni comparti ad alto valore, sia quella minore in crisi da anni. Occorre poi individuare gli strumenti finanziari necessari anche attraverso il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti e del settore privato e attuare una strategia che garantisca l’identificazione di solide filiere di approvvigionamento che consentano il ricorso a carburanti avanzati e lo sviluppo delle infrastrutture necessarie alla distribuzione e bunkeraggio del GNL.
In tal senso è cruciale l’introduzione di meccanismi che stimolino la domanda di tali prodotti, quali, ad esempio norme di defiscalizzazione/supporto finanziario per la costruzione di depositi e/o distributori di GNL nei nostri porti o incentivare la transizione ecologica attraverso specifici supporti finanziari agli investimenti portuali in mezzi tecnici. In particolare, con riferimento agli investimenti previsti per il cold-ironing, Confitarma segnala che l’adeguamento delle navi comporta costi ingenti a carico dell’armatore e quindi occorre identificare specifiche risorse da destinare allo scopo.
Per infrastrutture e mobilità occorre adottare un modello, richiamato anche dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti, in base al quale le sovvenzioni non vengono erogate alle compagnie di navigazione ma sotto forma di contributo direttamente all’utenza, ovvero passeggeri e autotrasportatori (modello già attuato in Spagna) e predisporre un piano triennale o quadriennale straordinario di interventi da finanziare con adeguate risorse statali o pubbliche.
Per la formazione sono necessarie azioni per destinare risorse adeguate specie su aspetti di green e blue economy/sostenibilità e su aspetti di innovazione tecnologica del settore marittimo, nei vari gradi di istruzione.
Inoltre, occorre potenziare le attività dei “centri sperimentali di sviluppo delle competenze”, volta a rafforzare il sistema di formazione professionale e di qualificazione delle competenze di settore. Inoltre, le linee guida per la definizione dei PNRR danno la possibilità di attuare riforme strutturali.
“In tal senso ha affermato Mario Mattioli – da tempo il settore marittimo è unito nella richiesta di una governance unica per il mare. In questa difficile fase di riflessione sull’assetto del Paese, è necessario, in attesa dell’auspicata costituzione di un’efficace sede di coordinamento politico-amministrativo dedicata alle attività marittime, rafforzare le Direzioni/Uffici del MIT dedicati per competenza alle materie della portualità, della navigazione e della logistica”.
“Da sottolineare che siamo alle porte di una rivoluzione del settore del trasporto marittimo nazionale. A breve, infatti, si concluderà il processo di estensione dei benefici della bandiera italiana alle bandiere comunitarie che dovrà naturalmente essere rivolto solo a quei soggetti imprenditoriali utilizzatori delle navi stabilmente radicati sul territorio italiano, che contribuiscono a generare PIL per la nostra economia.
Al fine di evitare quanto purtroppo già accaduto nella logistica italiana, dove è venuta a determinarsi l’egemonia dei grandi operatori internazionali che decidono se, come, cosa e quanto trasportare, occorre difendere l’impresa e la bandiera italiana creando le condizioni di crescita e sviluppo delle tante realtà eccellenti del nostro settore. Il miglior modo per farlo è attraverso la semplificazione e l’aggiornamento di norme e procedure che risalgono anche all’Ottocento.
Confitarma ha presentato un progetto per molti aspetti a costo zero per l’erario”. “Il PNRR rappresenta un’occasione irripetibile e straordinaria per la ripresa e rilancio dell’economia italiana. Purtroppo, però, c’è il rischio concreto che per alcuni settori gli effetti auspicati del Piano si manifesteranno troppo tardi”.
Infatti, la manovra straordinaria adottata nel corso del 2020 attraverso diversi provvedimenti ha previsto diverse misure di primo sostegno che ancora non sono state attuate. “È necessario -ha concluso Mario Mattioli – dare urgente attuazione ai provvedimenti già adottati nonché prevedere azioni di sostegno economico a ristoro delle ingenti perdite che altri settori, in primis il comparto cisterniero, stanno subendo a causa del devastante calo della domanda”.

ICS sullo studio “PROTECTIONISM IN MARITIME ECONOMIES”


Secondo l’ICS, tagliare le politiche commerciali restrittive potrebbe stimolare la ripresa economica globale post Covid-19 del 3,4%
La riduzione delle restrizioni al commercio marittimo potrebbe portare a incrementi del PIL fino al 3,4% per le economie nazionali. Restrizioni non tariffarie, come le leggi anticoncorrenziali in materia di licenze e discriminatori trattamenti delle imprese straniere, risultano fino a cinque volte peggiori delle tariffe. Lo Studio, realizzato insieme al Prof. Craig Van Grasstek della Harvard Kennedy School of Government, sarà presentato nel corso di una importante task force del G20. Dallo Studio dell’ICS emerge che i paesi di tutto il mondo potrebbero aumentare le loro prospettive di ripresa economica dal Covid-19 riducendo le politiche restrittive in materia di commercio marittimo: ridurre il protezionismo commerciale potrebbe portare ad aumentare il PIL delle economie nazionali fino al 3.4%.
Il rapporto ha rilevato che i paesi ad alto reddito potrebbero vedere un aumento medio del 4,5% delle loro esportazioni di merci se dovessero allentare le restrizioni tariffarie e non tariffarie agli scambi. Le economie dei paesi in via di sviluppo potrebbero registrare un aumento ancora maggiore, del 7%, se riducessero le loro restrizioni anche di poco.
Le barriere commerciali stanno rendendo più difficile per le economie nazionali riprendersi dagli effetti della pandemia di Covid-19. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) US$1,7 trilioni di importazioni mondiali sono state influenzate da vincoli come questi sin dal 2009.
Il valore del commercio marittimo globale è stato stimato pari a 14 trilioni di dollari nel 2019.
I negoziati formali in seno al WTO sulle liberalizzazioni nel commercio sono stati interrotti per diversi anni e gli impegni dei governi nazionali derivanti dai negoziati precedenti mancano di certezza giuridica, lasciando l’industria in un limbo perpetuo.
Lo Studio illustra quattro scenari di potenziale riforma, che vanno da ”altamente ambiziosi” (quando i paesi riducono le misure tariffarie e non tariffarie del 50%), attraverso misure “modeste e uguali” (riduzione del 10%),’ modesti e diseguali» (i paesi ricchi riducono del 10%, i paesi in via di sviluppo del 5%), a ” solo tariffe e accordi commerciali “(in base ai quali tutti i paesi riduzione del 10%, basata solo sulle tariffe commerciali tradizionali e sugli impegni commerciali.

Sono state analizzate 46 nazioni marittime, che rappresentano la stragrande maggioranza dell’economia globale, e dato un punteggio “Protezionismo nelle economie marittime” (PRIME) a seconda delle politiche commerciali, sulla base di fattori quali le regole per la gestione e la concessione di licenze, integrità del governo e tariffe. Il punteggio PRIME è un singolo numero che consente un confronto generale aggregando le diverse misure delle politiche commerciali di un paese.
L’impatto economico della pandemia è aggravato dagli effetti a catena del crescente protezionismo commerciale. Il rapporto di ICS ha rilevato che dopo decenni di progressi verso mercati aperti è iniziata una inversione di rotta negli ultimi anni, con restrizioni dannose imposte come armi nelle guerre commerciali o in risposta alla pandemia. Fattori come leggi anticoncorrenziali troppo zelanti in materia di licenze, o il trattamento discriminatorio delle società straniere, risultano fino a cinque volte più dannosi per un’economia delle tariffe tradizionali.
Esben Poulsson, presidente dell’ICS, ha commentato: “ L’eliminazione delle barriere tariffarie e non tariffarie sono strumenti facili e rapidi a disposizione dei responsabili politici per aumentare i livelli del PIL, rendendo questa situazione vantaggiosa per tutti nel catalizzare la ripresa economica dal Covid-19.
“I paesi a tutti i livelli di sviluppo economico starebbero meglio, e nessuno sarebbe peggio ancora, se anche modeste riduzioni fossero state fatte alle barriere esistenti. Per garantire una solida economia mondiale, e per garantire che le persone traggano i frutti di un commercio marittimo più efficiente, i paesi dovrebbero cogliere le opportunità evidenziate dallo Studio. Questi problemi devono essere affrontati sia a livello nazionale che internazionale se vogliamo riprenderci dagli impatti della pandemia. La nostra relazione dimostra che il nazionalismo economico non è il modo per andare avanti”.
Ranil Jayawardena, ministro del Commercio internazionale del Regno Unito, ha dichiarato: “Mentre il mondo si riprende dal coronavirus, è fondamentale che supportiamo la libera circolazione delle merci e il settore dei trasporti marittimi, che svolge un ruolo essenziale nel mantenere forti le catene di approvvigionamento globali. La Gran Bretagna continuerà a collaborare con i suoi partner per abbattere le barriere al commercio internazionale in tutto il mondo. Tramite la Presidenza del G7 quest’anno il Regno Unito guida la ripresa economica globale, saremo in grado di ricostruire meglio anche qui a casa “.
“La Gran Bretagna globale continuerà a collaborare con partner in tutto il mondo per abbattere le barriere al commercio internazionale ovunque le troviamo. Usando la nostra Presidenza del G7 quest’anno per guidare la ripresa economica globale, saremo in grado di ricostruire meglio anche qui a casa “.
Le nazioni più restrittive includono Egitto, Kenya, Thailandia e Argentina. Il paese con la migliore performance è la Lettonia, seguita da altri paesi con punteggi buoni come Hong Kong(Ch.), Paesi Bassi e Canada.
Le 46 nazioni sono state classificate per la prima volta nel PRIME Index:

L’Italia si posiziona al 23° posto tra i 46 paesi analizzati sulla base di 5 fattori considerati.
L’ordine in cui i paesi sono elencati, è determinato dalla ponderazione attribuita ai vari criteri utilizzati, il che comporta un certo grado di soggettività. Tuttavia, i governi di paesi con un punteggio PRIME più alto potrebbero esaminare attentamente le proprie politiche commerciali, poiché potrebbero essere significativi gli impatti negativi sulla loro economia nazionale; mentre quelli con un punteggio che potrebbe essere percepito come basso non si devono compiacere troppo, poiché qualsiasi punteggio PRIME superiore a zero suggerisce che c’è ancora spazio di miglioramento.
I paesi del ASEAN potrebbero aumentare il PIL dell’1,8% riducendo il loro punteggio PRIME del 50%, quelli sudamericani del Mercosur potrebbero migliorare dello 0,8% adottando misure simili, mentre i paesi dell’Unione Africana potrebbero guadagnare l’1% del PIL.
Kenya ed Egitto, due dei paesi con il peggiore indice PRIME, potrebbero ottenere il 40% di guadagni totali delle esportazioni se si impegnassero a fondo nella rimozione delle restrizioni.
Ralf Nagel, Presidente del Comitato per la politica marittima dell’ICS e CEO dell’Associazione armatori tedeschi ha commentato: “Identificare le politiche restrittive commerciali che i paesi hanno in atto è un primo passo ragionevole verso una riforma significativa e il nuovo rapporto di ICS è un ottimo punto di partenza per identificare queste barriere.
“Altrettanto importante è avere un chiaro piano d’azione per ridurre significativamente l’impatto queste politiche o eliminarle del tutto, a seconda del livello di ambizione. Più basso è il livello di restrittività, maggiore sarà probabilmente il grado di aumento del PIL”.
ICS presenterà la sua relazione al WTO (Organizzazione del Commercio Mondiale) e alla task force B20 sul commercio e investimenti (che formulerà raccomandazioni dirette al G20),  nonché ai vari blocchi commerciali, come l’UA, l’UE e l’APEC.
 

Transizione energetica nello shipping: il ruolo del RINA nella presentazione al Registro Italiano Navale

Tra le priorità analizzate nel webinar dedicato: la filiera dell’idrogeno, la carbon capture e la crescente quota di energie rinnovabili
Genova, 24 febbraio 2021 – Si è svolto oggi l’evento “Il ruolo del RINA nella ricerca, innovazione e progetti sulla decarbonizzazione” organizzato dalla multinazionale di ispezione, certificazione e consulenza ingegneristica. Al webinar hanno assistito diversi stakeholder che operano nell’ambito dello shipping, tra cui diversi esponenti del CdA del Registro Italiano Navale, ente privato senza fini di lucro e socio di riferimento di RINA S.p.A, che proprio nel 2021 festeggia 160 anni dalla sua fondazione.
Nel corso dei lavori è stato presentato il posizionamento strategico del RINA sulla decarbonizzazione nonché le iniziative industriali e i progetti di innovazione e ricerca in cui l’azienda è impegnata a livello nazionale ed europeo.
In virtù della grande attualità di questo tema anche nel settore marine, gli esperti RINA hanno trattato l’evoluzione degli scenari energetici in vista degli obiettivi europei Horizon 2030-2050. In particolare, i partecipanti si sono confrontati sulle fonti per la produzione di energia e sulla sostituzione di quelle di origine fossile con quelle rinnovabili, sull’utilizzo dell’idrogeno e dell’ammoniaca come vettori energetici, sui sistemi di “carbon capture” e sull’impatto dell’aumento delle quote di energia proveniente da fonti rinnovabili sulla filiera dell’idrogeno.
Paolo d’Amico, Presidente del Registro Italiano Navale, ha così commentato a margine dei lavori: «La decarbonizzazione e la digitalizzazione saranno i driver principali che guideranno i movimenti del settore dell’energia negli anni a venire. Come Registro Italiano Navale vogliamo giocare un ruolo attivo e fattivo in questa evoluzione. Nell’incontro di oggi abbiamo avuto prova concreta delle estese competenze e della multidisciplinarietà presenti all’interno del RINA che persegue gli obiettivi della costruzione di un futuro sostenibile in piena sintonia con la strategia del Registro».
 
 

“Small Scale” LNG di OLT: avviata la consultazione per la modifica del Codice di Rigassificazione

Livorno, 24 febbraio 2021 – OLT Offshore LNG Toscana S.p.A (di seguito OLT) è una società a partecipazione internazionale che opera nell’ambito energetico; in particolare, offre un servizio di rigassificazione del GNL attraverso il proprio Terminale galleggiante “FSRU Toscana”.
L’impianto, permanentemente ancorato a 22 km al largo delle coste fra Livorno e Pisa, nella Regione Toscana, contribuisce in modo sostanziale al Sistema Gas Italia. Con una capacità di rigassificazione massima autorizzata di 3,75 miliardi di Sm3 annui, copre circa il 5% del fabbisogno nazionale, garantendo la sicurezza e la diversificazione degli approvvigionamenti energetici del Paese.
Grazie alle sue caratteristiche innovative e di grande flessibilità, l’impianto è stato riconosciuto, dal Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), come infrastruttura strategica.
I soci che detengono le quote azionarie di OLT sono Snam – una delle principali società di infrastrutture energetiche al mondo nonché una delle maggiori aziende quotate italiane per capitalizzazione – con il 49,07%, First Sentier Investors – un global asset manager con oltre 8 miliardi di euro di capitale infrastrutturale non quotato – con il 48,24%, ed infine Golar LNG – una società di shipping specializzata nell’acquisizione, la gestione e il noleggio di navi metaniere e FSRU – con il 2,69%.
Oltre all’attività di rigassificazione OLT è in procinto di offrire un nuovo servizio: il servizio di Small Scale LNG (SSLNG).
Dopo aver ottenuto lo scorso ottobre l’autorizzazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e d’intesa con la Regione Toscana, per il caricamento di gas naturale liquefatto (GNL) su navi metaniere di piccola taglia, la Società annuncia il prossimo step verso la finalizzazione del progetto SSLNG.
Da oggi sarà possibile consultare, sul sito web della Società (www.oltoffshore.it), la proposta di modifica del Codice di Rigassificazione che introduce il nuovo servizio.
Queste modifiche emendano la versione precedente del Codice approvata dall’ARERA con delibera 85/2020/R/Gas del 24 marzo 2020 e introducono anche i servizi di flessibilità di cui all’articolo 12 del TIRG (Testo integrato in materia di adozione di garanzie di libero accesso al servizio di rigassificazione del gas naturale liquefatto). Infine, con tale aggiornamento, vengono recepite le modifiche allo stesso TIRG previste dalla delibera 576/2020/R/Gas.
La Società – ha specificato Maurizio Zangrandi, Amministratore Delegato di OLT –sta lavorando da tempo al progetto di SSLNG. Al fine di ottimizzare le tempistiche di realizzazione, l’ingegneria di dettaglio è stata sviluppata in parallelo con il processo autorizzativo e successivamente sono state avviate le gare per l’acquisto dei componenti e dei lavori necessari. Il lancio del servizio SSLNG è previsto per la fine del 2021. OLT sarà in grado di caricare GNL su navi metaniere di piccola taglia fino a 120 metri di lunghezza corrispondente ad una nave metaniera di piccole dimensioni (SSLNGc) con una capacità di carico media di 7.500 mcliq. Relativamente alla consultazione per le modifiche al Codice di Rigassificazione, tutti i soggetti interessati potranno far pervenire le proprie osservazioni entro il 12 aprile 2021”.
Quello di OLT – ha aggiunto Giovanni Giorgi, Amministratore Delegato della Società – sarà il primo rigassificatore in grado di erogare servizi di tipo Small Scale in Italia. La nuova attività aggiunge un importante tassello alla logistica energetica, permettendo di completare la filiera che consente l’utilizzo del GNL come combustibile sostenibile e in grado di abbattere le emissioni inquinanti e climalteranti nel trasporto pesante terrestre e in quello marittimo, oltre che per usi industriali e civili nelle aree non servite dalla rete di trasporto nazionale”.
Il progetto SSLNG di OLT consentirà, inoltre, al Paese di essere competitivo in uno dei mercati a più elevato tasso di crescita potenziale, così come già dimostrato dalle esperienze dei Paesi nordeuropei, grazie all’introduzione di un’area SECA nel mare del Nord nella Manica e nel Baltico anche a seguito dell’utilizzo di fondi europei. In Europa Paesi come Spagna, Francia, Belgio, Olanda e Scandinavia dispongono già da anni di servizi SSLNG erogati dai propri terminali di rigassificazione, permettendo di caricare navi metaniere di piccola taglia che possono servire direttamente altre navi con motorizzazione ibrida o esclusivamente a GNL, nel rispetto della stringente normativa IMO (International Maritime Organization) sulle emissioni di ossidi di azoto e di zolfo entrata in vigore già dal primo gennaio del 2020. Il GNL è il combustibile che permetterà la transizione al 2050 verso i futuri combustibili ad emissioni zero di CO2, come l’idrogeno.
Per dare un’idea della crescita del mercato SSLNG, nonostante la pandemia che ha impattato su tutti i mercati nel 2020, il settore ha registrato in Italia un incremento del 26%. Se consideriamo i soli distributori per autotrazione di GNL in Italia, siamo passati da 6 distributori sul territorio nazionale nel 2016 a 94 a fine 2020 (+1466% in 4 anni), confermando il Paese come il primo a livello europeo per numero di distributori disponibili; mentre guardando a livello mondiale il settore marittimo, le navi metaniere di piccola taglia, utilizzate per i rifornimenti dei depositi costieri situati nei porti e di altre navi, erano 6 nel 2019 e raggiungeranno le 25 unità entro la fine di quest’anno. Questo notevole sviluppo ha permesso, ad esempio, al terminale di Zeebrugge, in Belgio, di effettuare 21 operazioni di ricarica di piccole metaniere per servizi di bunkeraggio e di rifornimento SSLNG presso altri depositi già nel 2019.
L’incremento del settore è dovuto principalmente alla diffusione delle motorizzazioni ibride o a solo GNL che si sta verificando nel settore navale, complice sia la maggiore attenzione verso l’ambiente sia il vantaggio economico del GNL verso i combustibili a basso tenore di zolfo. I segmenti navali interessati dal cambiamento sono le navi da trasporto “Ro/Ro”, i mezzi di supporto portuale, come rimorchiatori e draghe e, in particolare, le nuove navi da crociera, dove, in ragione delle aree in cui navigano, l’attenzione per l’ambiente è molto elevata. Oltre alle 2 navi da crociera già operative nel Mar del Nord e nel Mediterraneo, sono già state ordinate 12 nuove navi che entreranno in operatività nei prossimi anni. A questo proposito ricordiamo che, alla fine del 2020, il Porto di La Spezia è stato teatro del primo rifornimento di GNL operato da una piccola metaniera sulla nave da crociera “Costa Smeralda”.
Dal 2013, anno della sua entrata in piena operatività, OLT ha concentrato tutti i propri sforzi per raggiungere un elevato utilizzo del terminale migliorando sempre più la propria flessibilità nei servizi offerti adattandosi alle condizioni di mercato e cercando di intercettare e soddisfare le domande degli operatori.
È stato ricevuto GNL dagli Stati Uniti, dall’Algeria, dalla Norvegia, dall’Egitto, da Trinidad e Tobago, dal Qatar, dalla Nigeria, dalla Guinea Equatoriale, dal Perù e dal Camerun oltre a carichi provenienti da altri terminali europei con quantitativi sempre crescenti; ad esempio, nel 2017 sono stati importati 989 miliardi di standard metri cubi di gas, nel 2018 1.186 miliardi e nel 2019 abbiamo raggiunto la massima capacità autorizzata del terminale di 3.750 miliardi. Il trend di elevato utilizzo si conferma anche per il 2020 e per il 2021.