UE investe 868 milioni di euro nelle infrastrutture e nel patrimonio culturale di Napoli. “Al porto andranno 111 milioni di €”

Nel quadro della politica di coesione, la Commissione ha adottato cinque importanti progetti finalizzati al miglioramento dei trasporti e delle infrastrutture idriche e alla conservazione del patrimonio culturale della città di Napoli
Bruxelles, 6 novembre 2018 – Questo pacchetto di investimenti consentirà il completamento tra il 2020 e il 2022 dei lavori avviati nel precedente periodo di bilancio 2007-2013, a beneficio degli abitanti di Napoli.
Corina Crețu, Commissaria responsabile per la Politica regionale, ha affermato: “Napoli è un vero gioiello europeo e sono lieta che i fondi dell’UE possano contribuire a valorizzarne la bellezza, stimolarne l’economia e migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti. Questi cinque progetti sono una delle tante dimostrazioni dei buoni rapporti che legano l’UE, l’Italia e il popolo italiano.”
Più di 72 milioni di € per rinnovare gli spazi del centro storico di Napoli
I lavori finanziati dall’UE contribuiranno alla rinascita culturale e sociale di questo sito patrimonio dell’UNESCO, a beneficio delle 85 000 persone che abitano nel centro della città.
Nel quadro di un vasto piano di sviluppo urbano, i fondi dell’UE saranno utilizzati per migliorare gli spazi pubblici, i marciapiedi, le strade e le vie ciclabili e pedonali. Intorno al Duomo sono previste aree coperte da wi-fi, piste ciclabili e moderni sistemi di videosorveglianza.
Il progetto ha inoltre l’obiettivo di tutelare e promuovere le piccole imprese locali specializzate nell’artigianato tradizionale, nella fabbricazione della carta o degli strumenti musicali e di consentire a nuove imprese di stabilirsi nel territorio rispettando gli orientamenti dell’UNESCO.
Quasi 111 milioni di € investiti nel porto di Napoli
In quanto polo economico fondamentale per la regione Campania e per l’Italia nel suo complesso, il porto di Napoli beneficerà di 111 milioni di € dei fondi della politica di coesione per l’estensione della rete fognaria, l’ammodernamento degli accessi stradali e ferroviari, la pulizia del fondale marino, l’estensione della diga e l’installazione di pannelli solari.
Migliorando l’accessibilità del porto, i lavori finanziati dall’UE consentiranno il trasporto via ferrovia di volumi maggiori di merci da e verso le navi, con conseguente riduzione dell’inquinamento atmosferico nella zona, contribuendo così a proteggere l’ambiente in questo importante polo di attività e a migliorare l’efficienza energetica del porto.
Quasi 67 milioni di € per acquistare nuovo materiale rotabile per la linea 1 della metropolitana di Napoli
Questo finanziamento consentirà l’acquisto di 10 nuovi veicoli per la linea 1 della metropolitana, per il cui completamento sono già stati investiti 430 milioni di € dei fondi della politica coesione nel precedente periodo di bilancio. Una volta terminati i lavori, la linea 1 metterà in collegamento, tramite un percorso ad anello, le zone più strategiche della città, quali piazza del Municipio, la stazione centrale di piazza Garibaldi, fino all’aeroporto di Capodichino.
Quasi 188 milioni di € per un ambiente più pulito e per una migliore infrastruttura idrica nella regione
Oltre 134 milioni di € di fondi dell’UE contribuiranno a rinnovare cinque degli impianti di trattamento delle acque reflue già esistenti nell’area metropolitana di Napoli, nei comuni di Acerra, Marcianise, Napoli Nord, Foce Regi Lagni e Cuma. Il progetto migliorerà la qualità del bacino idrico del sistema di canali Regi Lagni, delle acque costiere flegree e delle isole di Procida e Ischia e oltre 2,3 milioni di persone trarranno beneficio da un migliore servizio idrico e da un ambiente più pulito.
Più di 53 milioni di € saranno successivamente utilizzati per ampliare e ammodernare le reti fognarie e delle acque reflue in sette città della provincia di Caserta, 40 km a nord di Napoli. La qualità dell’acqua sarà valutata in continuo grazie a un nuovo sistema di monitoraggio. I lavori finanziati dall’UE impediranno gli scarichi di acque reflue in mare sul litorale Domizio, ripristinandone l’antico splendore e il potenziale turistico.
Contesto
L’Italia è al secondo posto tra i paesi destinatari di fondi strutturali e d’investimento europei, compresi i fondi della politica di coesione, con uno stanziamento di 44,7 miliardi di € per il periodo 2014-2020. Inoltre l’Italia è il secondo paese beneficiario in termini assoluti del piano di investimenti per l’Europa, il piano Juncker, con oltre 50 miliardi di investimenti aggiuntivi già mobilitati e più di 215 000 piccole e medie imprese che hanno potuto trarre vantaggio da un migliore accesso ai finanziamenti.
La Commissione è stata sempre al fianco dell’Italia durante i periodi di difficoltà. Nel 2017 sono stati stanziati per l’Italia 1,6 miliardi di € aggiuntivi di fondi della politica di coesione, al fine di consentirle di affrontare gli effetti persistenti della crisi economica e finanziaria. L’Italia ha inoltre ricevuto un contributo senza precedenti di 1,2 miliardi di € dal Fondo di solidarietà dell’UE, in seguito ai tragici terremoti del 2016 e del 2017.
Tra il 2015 e il 2018 l’Italia è stata il principale beneficiario della flessibilità nell’ambito del patto di stabilità e crescita, per un importo dell’ordine di 30 miliardi di € (pari all’1,8 % del PIL). Tale flessibilità ha sostenuto l’attuazione delle riforme strutturali e gli investimenti, e ha aiutato l’Italia a far fronte a eventi eccezionali, quali le minacce alla sicurezza, la crisi dei rifugiati e i terremoti.
Nel prossimo bilancio a lungo termine dell’UE la Commissione propone di assegnare all’Italia 43,5 miliardi di € di fondi della politica di coesione, una dotazione finanziaria che registra un aumento di 8,5 milioni di € a prezzi correnti, nonostante un contesto di generale riduzione dei fondi destinati alla politica di coesione, al fine di sostenere una ripresa economica duratura nel paese.
Negli ultimi quattro anni, dall’inizio del mandato della Commissione Juncker sono stati creati 12 milioni di posti di lavoro, di cui 1 milione in Italia.

Zeno D’Agostino nominato vice presidente di ESPO Sostegno e sinergia con tutti i porti UE membri

Bruxelles 7 novembre 2018 Si è riunita oggi a Bruxelles l’assemblea generale di ESPO – European Ports Organisation per nominare il nuovo ufficio di Presidenza.
Zeno D’Agostino, Presidente di Assoporti, è stato nominato Vice Presidente unitamente ad Annaleena Makila (Rappresentante Finlandese) e il Presidente Eamonn O’Reilly (Irlanda) è stato confermato Presidente.
La nomina di D’Agostino, unico rappresentante dell’Europa del Sud, ha avuto l’appoggio di Belgio, Finlandia, Francia, Lettonia, Olanda, Romania, Spagna, Irlanda, Svezia, Norvegia e Regno Unito, oltre naturalmente al pieno sostegno dell’Italia. Il ruolo di Vice Presidente dell’Organizzazione Europea dura 2 anni ed è rinnovabile una volta.
Per l’Italia dei porti, la nomina rappresenta un tassello molto importante al fine di rappresentare con forza la propria voce unitaria nel consesso Europeo, ed è la seconda volta dopo molti anni che il Bel Paese riesce ad ottenere un ruolo rilevante in ESPO.
“Sono onorato di poter rappresentare i porti del nostro Paese in qualità di Vice Presidente di ESPO, “ha commentato D’Agostino a fine assemblea, “come Assoporti abbiamo lavorato e stiamo lavorando molto sui temi dell’Unione ormai da tempo. Poter partecipare agli incontri riservati alla presidenza, per l’Italia significa essere presente ed esprimersi direttamente su decisioni che possono cambiare il futuro dei porti italiani e della portualità del Sud Europa tutto. Per questo il mio impegno sarà condiviso con tutti i presidenti delle AdSP, e anche con i colleghi del Sud Europa che hanno subito colto con favore la mia candidatura.
Ricordo, infine, che nei giorni dal 22 al 24 maggio 2019, sarà proprio l’Italia e specificatamente il Porto di Livorno ad ospitare sia l’assemblea che la conferenza annuale di ESPO grazie alla rinnovata centralità del nostro Paese nei contesti dell’Unione.”
Nel corso della riunione odierna sono anche stati designati i membri dei vari comitati tecnici di ESPO che ha visto una ricca presenza di italiani delle varie AdSP e di Assoporti.
nella foto : da sinistra Annaleena Makila, Eamonn O’Reilly, Zeno D’Agostino e la Segretaria Generale di ESPO Isabelle Ryckbost.

Controlli sulla filiera ittica: sequestrate 2 tonnellate di pesce e sospesi due esercizi commerciali. Elevate sanzioni per oltre 200.000 euro

Castellammare di Stabia, 8 novembre 2018 -  Si è svolta, nella giornata odierna, giovedì 8 Novembre, un’operazione complessa di polizia giudiziaria congiunta, nell’ambito della Direzione Marittima di Napoli coordinata dal Contrammiraglio Arturo FARAONE, condotta dalla Capitaneria di Porto di Salerno, diretta dal C.V. (CP) Giuseppe MENNA e dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, diretta dal C.F.(CP) Ivan SAVARESE, coadiuvati da personale militare del Nucleo Operativo Gruppo Carabinieri – Tutela del Lavoro di Napoli e dall’ASL di Salerno.
Sotto la lente di ingrandimento sono finite due pescheria ubicate nel comune di Scafati (SA) dove si è proceduto al sequestro di circa 2000 KG di prodotti ittici di vario genere. Detti prodotti alimentari erano esposti privi delle prescritte informazioni di tracciabilità ed etichettatura previsti dalla normativa comunitaria e nazionale e -in parte- erano detenuti in cattivo stato di conservazione.
E’ stata inoltre riscontrata la presenza di quattro lavoratori in nero e la mancanza del rispetto delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.
L’operazione effettuata, rientra in una più ampia attività di controllo e repressione che i Comandi della Guardia Costiera ricadenti sotto la giurisdizione della Direzione Marittima di Napoli hanno svolto con lo scopo primario di garantire la tutela del consumatore, con particolare riferimento al rispetto delle norme igienico-sanitarie e delle vigenti normative in materia di rintracciabilità ed etichettatura dei prodotti ittici ed, inoltre, di vigilanza sul rispetto della normativa sulla tutela del lavoro.
Complessivamente, alle due attività è stata imposta la sospensione dell’esercizio commerciale e sono state elevate sanzioni amministrative per un importo totale di circa 200 mila euro oltre al deferimento alla competente Procura della Repubblica di Nocera dei responsabili delle predette attività commerciali per il cattivo stato di conservazione dei prodotti posti in vendita in luoghi non idonei, accertata dal personale sanitario dell’ASL di Salerno.
I suddetti controlli continueranno nei prossimi giorni a tutela della salute pubblica e di tutela dei consumatori.

Fincantieri: Approvati i risultati al 30 settembre 2018, con un incremento del 8,5%

Roma, 8 novembre 2018 – Il Consiglio di Amministrazione di FINCANTIERI S.p.A., riunitosi sotto la presidenza di Giampiero Massolo, ha esaminato e approvato le informazioni finanziarie intermedie al 30 settembre 2018 .
A margine della riunione del Consiglio Giuseppe Bono, Amministratore Delegato di Fincantieri, ha commentato: “Fincantieri sta vivendo un momento importante della sua storia. I ricavi in crescita sono assicurati per gli anni a venire da un carico di lavoro che, per certezza e visibilità di lungo periodo, non ha eguali nel panorama industriale del Paese. Il backlog, infatti, segna ancora un nuovo record, arrivando oltre i 32 miliardi, con consegne fino al 2027. Forti di questo, stiamo ponendo concretamente le basi per una crescita che ci vedrà protagonisti dell’industria navale e della difesa europea. Come abbiamo di recente annunciato, insieme a Naval Group siamo infatti pronti a dare il via all’alleanza, tramite la costituzione di una joint venture, che renderà entrambi più competitivi sullo scenario mondiale. Allo stesso tempo, il rinnovo dell’accordo con Leonardo rappresenta un importante esempio di come Fincantieri si adoperi per rafforzare il sistema Paese, valorizzando ai fini dell’export le eccellenze italiane.”
Risultati del Gruppo in linea con gli obiettivi del Piano Industriale 2018-2022: ricavi al 30 settembre 2018 in incremento del 8,5% rispetto al medesimo periodo del 2017, EBITDA margin 7,3% in aumento dell’11% rispetto al 30 settembre 2017 (6,5%).
Carico di lavoro complessivo ancora a livelli record pari ad euro 32,5 miliardi quasi 6,5 volte i ricavi del 2017: il backlog al 30 settembre 2018 è pari a euro 26 miliardi (euro 20,3 miliardi al 30 settembre 2017) con 104 navi in portafoglio e il soft backlog di circa euro ¬6,5 miliardi (circa euro 5 miliardi al 30 settembre 2017). L’importante carico di lavoro complessivo consente a Fincantieri di consolidare ulteriormente la propria leadership a livello mondiale e assicura al Gruppo visibilità pluriennale in termini di carico di lavoro per i cantieri italiani.
Importanti risultati commerciali nel trimestre:
Nell’ambito dell’area di business navi da crociera acquisito un nuovo importante cliente, Tui Cruises (joint venture tra i gruppi Tui Ag e Royal Caribbean Cruises), con due navi di nuova concezione a propulsione LNG; con tale ordine Fincantieri amplia il proprio portafoglio clienti includendo una società del gruppo Royal Caribbean. Trasformata in ordine l’opzione per due navi da crociera da parte di Norwegian Cruise Line; confermato l’ordine per una unità da crociera destinata allo storico brand di lusso Cunard del gruppo Carnival Corporation & plc; firmato un Memorandum of Agreement con Princess Cruises, brand del gruppo Carnival Corporation & plc, per la costruzione di 2 navi da crociera di prossima generazione.
Nell’ambito dell’area di business navi militari, acquisiti tramite la controllata Marinette Marine Corporation (in consorzio con Lockheed Martin), un ordine per la realizzazione di una nuova unità del programma Littoral Combat ship della classe “Freedom” (LCS 29) quindicesima nave del programma e un ordine dal governo statunitense per l’avvio della progettazione di dettaglio e la pianificazione per la costruzione di quattro unità Multi-Mission Surface Combatants (MMSC) destinate all’Arabia Saudita.
VARD ha acquisito un ulteriore contratto per la realizzazione della terza expedition cruise per l’armatore Hapag Lloyd e due nuove expedition cruise vessel per l’armatore Viking.
Successivamente alla chiusura del periodo:
Fincantieri e MSC Crociere hanno firmato un memorandum d’intesa per la costruzione di quattro navi da crociera del segmento extra-lusso consolidando ulteriormente il rapporto esistente; le navi saranno dotate delle più recenti tecnologie per la tutela dell’ambiente e di altre soluzioni marittime di prossima generazione.
Fincantieri e Virgin Voyages hanno firmato un contratto per la costruzione di una quarta nave da crociera dotata di soluzioni di progettazione altamente innovative, in particolar modo in relazione al recupero energetico e al limitato impatto ambientale.
Fincantieri e Leonardo hanno concordato i principi guida per rafforzare la collaborazione nel settore navale rilanciando la joint venture Orizzonte Sistemi Navali (partecipata da Fincantieri al 51%) con l’obiettivo di far assumere a quest’ultima la responsabilità del sistema di combattimento. L’intesa permetterà ai due gruppi di competere su un mercato sempre più sfidante, valorizzando le reciproche competenze sviluppate in ambito nazionale in un’ottica di Sistema Paese.
Fincantieri e Naval Group hanno comunicato di avviare le discussioni per la definizione dei termini e delle condizioni per la costituzione di una joint venture paritaria (50/50) che rappresenta il primo passo verso la creazione di una più ampia alleanza come previsto dall’accordo intergovernativo siglato lo scorso 27 settembre 2017 a Lione-
Nel mese di novembre, si è completato il de-listing di VARD a seguito del quale Fincantieri detiene una partecipazione del 95,99%.

In una lettera il Contrammiraglio Giuseppe Tarzia, fa apprezzamenti ai piloti di Livorno

E’ anche merito loro se adesso le grandi portacontainer possono salpare anche di notte
Livorno, 9 novembre 2018 – E’ anche per merito della locale Corporazione dei piloti se oggi a Livorno, il cui porto presenta grossi limiti  strutturali, le grandi portacontainer oltre ad approdare di giorno possono salpare anche di notte.
A sostenerlo -  in una lettera fatta pervenire oltre che ai Piloti di Livorno anche alle associazioni di categoria  Unione Piloti e Fedepiloti – è il Comandante della Capitaneria di Porto di Livorno e Direttore Marittimo della Toscana, Contrammiraglio (C.P.) Giuseppe Tarzia.
L’inadeguatezza degli spazi di manovra portuali in relazione alla crescente dimensione delle navi – spiega il Contrammiraglio – non ha fatto venire meno la necessità di continuare a rendere concorrenziale il Porto di Livorno a condizione che la sicurezza della navigazione sia sempre garantita.
La necessaria sinergia tra Autorità marittima e servizi tecnico-nautici, in attesa delle nuove infrastrutture,  ha quindi reso possibile  la modifica della “regolamentazione relativa alle manovre delle grandi navi portacontainer, consentendone gli approdi in orario diurno ma anche le manovre di uscita in orario notturno”.
“Tale risultato – afferma il Contrammiraglio – è stato possibile grazie al ruolo fondamentale svolto da codesta Corporazione nella fase di studio e, soprattutto, in quella operativa, ove i piloti hanno dato prova di una non comune conoscenza del porto e degli elementi che vi incidono e condizionano le manovre supportando i Comandanti delle navi durante le delicate fasi delle stesse”.
“La professionalità e la competenza che caratterizzano i piloti di Livorno ed il supporto sempre dimostrato hanno, quindi contribuito in maniera determinante alla piena realizzazione delle scelte operate dall’Autorità marittima colmando, almeno in parte, gli attuali limiti strutturali che caratterizzano questo porto, con effetti positivi sull’incremento e sullo sviluppo dei traffici e, quindi, sull’economia locale”.
“Esprimo, dunque – conclude il Comandante del Porto di Livorno e Direttore Marittimo della Toscana – il mio pieno compiacimento per l’encomiabile apporto fornito e per la professionalità sempre dimostrata, quali indispensabile contributo nel perseguire quella “sicurezza operativa” che è il fine principale del ruolo del Comandante del porto, quale garante e responsabile della sicurezza portuale”.
L’apprezzamento del Contrammiraglio Tarzia è giunto alla vigilia della prima manovra di uscita di una portacontainer di grandi dimensioni. Si tratta della “MSC RACHELE”, un gigante di 334 mt di lunghezza e 43 mt di larghezza, la maggiore delle unità che scalano il porto.
La manovra, durata circa 40 minuti e svoltasi senza incertezze,  si è realizzata, come previsto dall’ordinanza n.178/2018 della Capitaneria di porto che, a seguito della valutazione della commissione accosti, di cui anche i piloti fanno parte, ha trasformato in realtà l’operatività notturna del porto di Livorno anche per le grandi navi.
9 novembre 2018

L’ammiraglio Giovanni Pettorino a Fedepiloti: La figura dei Piloti e utile alla crescita del sistema portuale Italiano

Roma 8 novembre 2018 – L’importanza di avere una categoria unita quale punto fondamentale per fare sempre più “massa critica” e quindi raggiungere la qualità necessaria e utile alla crescita del sistema portuale Italiano. E’ quanto ha voluto sottolineare il Comandante generale della Guardia Costiera e Capitaneria di Porto, ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino,  mercoledì 7 novembre, nel corso di un incontro informale, a Roma, con il presidente e il direttore della Federazione Italiana Piloti dei Porti, rispettivamente Francesco Bandiera e Giacomo Scarpati.
L’ammiraglio ha in particolare espresso l’apprezzamento per l’atteggiamento propositivo mantenuto dalla Fedepiloti,  in continuità con la sua storica tradizione, su tutti i tavoli dove è impegnata, evidenziando ancora una volta l’importante lavoro concluso con il Decreto Ministeriale per la formazione dei piloti entrato definitivamente in vigore il 10 ottobre scorso dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
La Federazione, dal canto suo, effettivo punto di riferimento, anche istituzionale, della categoria, essendo l’associazione che incorpora la quasi totalità dei  piloti italiani  operativi in tutti i porti nazionali, ha confermato altresì il proprio impegno rappresentativo in seno all’Organizzazione Internazionale Marittima (IMO), come dimostra la trasferta a Londra del presidente Bandiera, lo scorso 1 novembre, per incontrare i vertici dell’IMPA, il presidente Simon Pellettier e il segretario generale Nick Cutmore, dove a breve riprenderà la regolare attività diretta con un delegato del proprio Consiglio Direttivo Nazionale.
nella foto: da sx  Capo 2° REPARTO – Affari giuridici e servizi d’Istituto – ​C.A. (CP) Andrea AGOSTINELLI​, Direttore Fedepiloti Giacomo SCARPATI; Ammiraglio Ispettore​ Capo (CP) Giovanni PETTORINO, Presidente Fedepiloti Francesco BANDIERA.

Bonifica fondali penisola sorrentina, tra reti e nasse spunta anche un ordigno bellico

Massa Lubrense, 10 novembre 2018 – Conclusa la due giorni di pulizia organizzata dal Parco Marino di Punta Campanella con tre comuni e il finanziamento della città Metropolitana di Napoli. Rimossi decine di attrezzi da pesca e rifiuti ingombranti. Liberate murene, un polpo e una magnosa. Artificieri al lavoro per una bomba della seconda guerra mondiale.
Tra decine di nasse, reti da pesca, pezzi di barca, ancore, una marmitta di un camion e altri ingombranti è spuntato fuori anche un ordigno bellico della seconda guerra mondiale. Liberate e rimesse in mare anche due murene, un polpo e una magnosa. Si è conclusa nel migliore dei modi la due giorni organizzata dal Parco Marino di Punta Campanella. Obiettivo, grazie a un finanziamento della città Metropolitana di Napoli, la bonifica dei fondali di alcune zone della penisola sorrentina, rimuovendo in particolare gli attrezzi da pesca fantasma, reti e nasse abbandonate che continuano a catturare e uccidere flora e fauna marina. Le operazioni si sono svolte in contemporanea in tre comuni: Massa Lubrense, Sant’Agnello e Piano di Sorrento . Ed è proprio in quest’ultimo, più precisamente nello specchio acqueo del porto di Marina di Cassano che, durante le operazioni, è stato rinvenuto, a soli 1,5metri di profondità, un ordigno bellico, presumibilmente della seconda guerra mondiale. L’area è stata subito interdetta con un’ordinanza dalla Capitaneria di Porto. Ora gli artificieri si occuperanno dell’ordigno mettendo in sicurezza tutta la zona.
Diversi i siti oggetto della bonifica. I porti di Piano di Sorrento e Sant’Agnello e poi Marina del Cantone, Recommone, Punta Sant’Antonio, Mitigliano e Fossa Papa a Massa Lubrense. Le aree da ripulire erano state individuate nelle settimane scorse grazie a segnalazioni e attività di monitoraggio. Fondamentale la collaborazione di sub, associazioni, diving e pescatori.
A quest’iniziativa ne seguirà un’altra nelle prossime settimane. Una novità assoluta: i pescatori per un mese saliranno a bordo delle loro barche non solo per pescare ma anche per raccogliere rifiuti, diventando i primi tutori del mare.
” L’Area marina è da sempre impegnata nella lotta ai rifiuti sia con azioni di campo che hanno portato al recupero di decine di tonnellate di immondizia a mare, sulle spiagge e sui fondali, sia con attività di informazione e sensibilizzazione.- dichiara Antonino Miccio, direttore del Parco Marino di Punta Campanella-
Molto importante la sinergia tra enti, e per questo ringraziamo la Città Metropolitana di Napoli e i comuni che hanno voluto realizzare l’iniziativa. Ma altrettanto importante è la collaborazioni di associazioni, diving, cittadini e pescatori, con questi ultimi che a breve saranno impegnati in un bellissimo progetto che li coinvolgerà in prima persona nella tutela del mare.”
 
 

ALIS TRA I PROTAGONISTI DEL PROGETTO “REAP” DEL MASSACHUSETTS INSTITUTE OF TECHNOLOGY

ALIS (Associazione Logistica Imprenditoriale Sostenibile) farà parte del progetto internazionale promosso dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) per il disegno e l’implementazione di una strategia per lo sviluppo delle imprese innovative locali.
Il MIT, ad oggi nelle graduatorie la prima università a livello mondiale, ha lanciato questo ambizioso progetto nominato REAP (Regional Entrepreneurship Acceleration Program), che prevede ogni anno la selezione di otto regioni internazionali, e che vede da quest’anno come protagonista, prima in Italia, la Regione Campania.
Fra gli attori di alto profilo che compongono il team Campania, vi sarà ALIS, insieme ad altre eccellenze del mondo imprenditoriale quali Graded, Grimaldi Group, MAR.TE Scarl, NextGeoSolutions – Gruppo Marnavi e Unione Industriali di Napoli, oltre alla Regione Campania e l’Università degli Studi di Napoli Parthenope, che attraverso il Dipartimento di Studi Aziendali e Quantitativi (DISAQ) avrà un ruolo di coordinamento.
Credo che oggi – ha detto il direttore generale di ALIS Marcello Di Caterina – uno dei principali obiettivi sia quello di creare, grazie ad una positiva sinergia tra il mondo dell’impresa e le diverse istituzioni, un ecosistema innovativo in grado di rilanciare principalmente aree sensibili come il Mezzogiorno del Paese. La capacità di fare “sistema”e di sviluppare efficienti modelli organizzativi è nel dna della nostra associazione. Le 1350 imprese aderenti ad ALIS producono un grande impatto sull’economia dei trasporti del Paese e veder riconosciuto il nostro ruolo di grande cluster strategico in questo importantissimo progetto promosso dall’Istituto di Tecnologia del Massachusetts, non può che riempirci di soddisfazione ed orgoglio”.
Il REAP, finalizzato alla pianificazione e allo sviluppo di soluzioni per stimolare la competitività dei sistemi locali di innovazione di una particolare regione, prevede la formazione ed il monitoraggio delle diverse realtà in campo, nell’ambito di un training della durata di due anni fornito da un gruppo di esperti del MIT.
Il progetto è stato ufficialmente presentato a Napoli presso la sede dell’Unione Industriali, con in video collegamento da Boston il professor Phil Budden del Massachusetts Institute of Technology. Accolti dal Componente del Consiglio Generale dell’Associazione imprenditoriale, Fabio De Felice, sono intervenuti tra gli altri l’Assessore Regionale alle Startup, Innovazione e Internazionalizzazione Valeria Fascione, Alberto Carotenuto, Rettore dell’Università Parthenope, insieme ai professori Marco Ferretti e Francesco Calza, il direttore generale di ALIS Marcello Di Caterina, Pietro Spirito, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Ludovica Landi per Graded ed Elias G. Carayannis della George Washington University.

Crociere: Piombino e Portoferraio un trend di continua crescita nel 2018

La stagione crocieristica volge al termine ed è già tempo di bilanci. Da marzo ad oggi, le compagnie di navigazione che si sono alternate nei porti di Piombino e Portoferraio hanno portato in dote ai due scali 39.174 passeggeri.
Piombino ha confermato anche nel 2018 un trend di continua crescita che prosegue da ormai quattro anni, passando dai 2.480 crocieristi del 2015 ai 12.759 di quest’anno.
Nel 2018, rispetto ai risultati conseguiti nel 2017, il traffico crocieristico è più che raddoppiato sia nel numero di scali (da 4 ad 11) che nel numero di crocieristi (+116,4% la crescita in termini percentuali).
Rispetto al 2017 si è inoltre verificato un allungamento della stagione crocieristica, fattore sicuramente positivo, con ben quattro navi ad ottobre e una a marzo (lo scorso anno la stagione crocieristica era iniziata ad aprile e si era conclusa a settembre).
La media mensile dei crocieristi per singolo scalo è sempre risultata sopra le 1.000 unità (con la sola esclusione del mese di maggio) e la stazza media lorda delle navi è risultata superiore alle 40.000 tonnellate. Il mese di ottobre con una quota percentuale del 34% è stato il mese in cui si sono registrati le maggiori presenze.
A Portoferraio il traffico crocieristico è risultato invece in calo rispetto al 2017. Tra marzo e ottobre 26.415 passeggeri hanno affollato le banchine del principale porto elbano (-11,4% rispetto all’anno passato). Anche il numero di scali è stato minore rispetto all’anno passato: otto navi in meno, -7,1%.
In termini assoluti, lo scalo portuale di Portoferraio vanta però numeri di tutto rispetto con oltre 110 scali tra marzo e inizio novembre. Anche il numero dei crocieristi è stato tre volte superiore rispetto a quello di Piombino. Le navi che hanno scalato il porto elbano durante la stagione crocieristica sono peraltro più piccole rispetto a quelle accolte a Piombino: la stazza lorda media è risultata di 12.500 tonnellate.
«Con questi numeri – ha dichiarato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Stefano Corsini – il porto di Piombino e quelli elbani costituiscono assieme a Livorno uno dei sistemi portuali più importanti a livello nazionale nel traffico dei traghetti e delle crociere. A Portoferraio l’obiettivo è quello di tornare a crescere grazie anche agli investimenti programmati dall’Adsp al fine di incrementare il livello qualitativo delle infrastrutture e dei servizi dedicate ai passeggeri e ai crocieristi».

A MOBY IL “SIGILLO DI QUALITÀ” PER IL QUINTO ANNO CONSECUTIVO

LA COMPAGNIA DEL GRUPPO ONORATO ARMATORI PREMIATA DALL’ ISTITUTO TEDESCO QUALITÀ E FINANZA PER IL “MIGLIOR SERVIZIO TRAGHETTI E NAVI”
Milano, 12 novembre 2018 Die Moby schiffe sind die besten. Il che sta per “Le navi Moby sono le migliori”. Per il quinto anno consecutivo, la Compagnia della Balena Blu ha conquistato il Sigillo di Qualità “Migliori in Italia-Campioni del Servizio”, assegnato dall’Istituto tedesco Qualità e Finanza. Il riconoscimento, tra i più importanti non solo in Italia, ma anche a livello internazionale è il frutto degli approfonditi e imparziali test condotti dai ricercatori dell’Istituto tedesco, che analizzano in particolare il rapporto qualità-prezzo e le garanzie di affidabilità fornite ai consumatori.
Moby è tutto questo, in grado di soddisfare una clientela variegata che per viaggiare può scegliere tra una pluralità di linee e orari, 365 giorni all’anno e che spazia dalla famiglia interessata a trascorrere una tranquilla e divertente vacanza nella splendida Sardegna, alla giovane coppia che ha scelto un romantico weekend all’Elba, sino al gruppo di amici amanti delle due ruote, che hanno optato per le strade tortuose della Corsica.
Un successo assicurato da uno stile di navigazione garantito da una lunga tradizione ed esperienza nel settore dei trasporti marittimi, con una flotta che risponde perfettamente alle esigenze di tutti i tipi di clientela.
La Compagnia del Gruppo Onorato Armatori ha conquistato il primo posto nel settore “Traghetti e Navi“, aggiudicandosi un titolo che solo le migliori aziende possono vantare, frutto del consenso e del parere favorevole espresso da migliaia di persone che hanno scelto di viaggiare sulle navi del Gruppo Onorato e che sono rimasti pienamente soddisfatti del servizio offerto.
“Ci congratuliamo con Moby per l´eccellente risultato raggiunto in questa quinta edizione dello studio ‘Migliori in Italia – Campioni del Servizio 2018/19’ - ha commentato Christian Bieker, direttore dell’Istituto tedesco Qualità e Finanza – ‘Campioni del Servizio’ è la più grande indagine in Italia che si basa su quasi 200.000 giudizi di consumatori italiani chiamati a valutare il servizio ricevuto da 900 aziende in oltre 100 diversi settori dell’economia. Il 79,2% dei clienti risulta essere molto soddisfatto del servizio ricevuto da Moby, che si riconferma dunque al vertice della categoria ‘Traghetti e Navi’”.
 

Assoporto Augusta: Le aree Sin non saranno escluse dalle Zes. Lo conferma l’assessore Mimmo Turano

Augusta, 13 Novembre 2018 -Non saranno escluse dalle Zes le aree Sin (siti di interesse nazionale) della Regione Siciliana e, quindi, la bonifica di Augusta, Priolo e Melilli potrebbe anche essere accelerata proprio dall’inserimento tra  le zone economiche speciali. E’ questo  l’esito dell’incontro, che si è svolto stamattina a Palermo, all’assessorato alle Attività produttive tra l’assessore regionale Mimmo Turano  e la presidente di Assoporto Augusta, Marina Noè (nella foto), che aveva formalmente chiesto un incontro con il rappresentante del Governo Musumeci,  che siede nella cabina di regia per l’individuazione delle aree  Zes, al fine di rappresentare  tutte le forti perplessità del territorio e degli operatori portuali alla notizia della possibile esclusione delle aree sottoposte a vincoli ambientali dalle zone che potrebbero beneficiare di vantaggi fiscali.
Riteniamo che queste perplessità siano state oggi superate perchè c’è la volontà politica di non penalizzare ed escludere importanti territori e si sta andando verso la risoluzione del problema.- ha commentato Marina Noè-   L’incontro di oggi con l’assessore Turano  è stato cordiale e proficuo e si è parlato in maniera  chiara e diretta dello sviluppo delle aree portuali  legate alla nuove zone di semplificazione amministrative”.
Oltre alla riperimetrazione delle aree Sin e alla loro candidabilità tra leZes, Assoporto Augusta ha anche lanciato un’altra proposta: quella cioè di procedere con delle semplificazioni normative, nel rispetto della tutela ambientale, che possano accelerare le bonifiche dei territori, anche perchè finora queste ultime sono state bloccate proprio dall’esistenza di troppe norme, a volte tra di loro contraddittorie,  e dalle lungaggini amministrative.
L’assessore Turano ha fatto proprie le preoccupazioni di Assoporto Augusta e di tutto il territorio condividendole anche con il consulente  della Regione, Aldo Berlinguer, sollecitato ad adottare delle misure opportune in tal senso. – ha aggiunto la presidente degli operatori portuali megaresi- I rappresentanti del  territorio sono uniti di fronte alla Regione, la scelta operata durante l’incontro con la deputazione e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, di occuparsi tutti insieme delle Zes  è senz’altro la carta vincente per il raggiungimento dell’obiettivo”.
L’assessore Turano ha dichiarato il proprio interesse a confrontarsi con Assoporto Augusta, che rappresenta un claster marittimo radicato nel territorio.
Informeremo  la deputazione regionale e nazionale del risultato di oggi, che è senz’altro un primo avanzamento e si attiverà un altro incontro il prossimo mese. Ringraziamo la deputazione regionale e in particolare il parlamentare Stefano Zito, che si è fatto parte attiva per creare i presupposti di un confronto con l’assessore Mimmo Turano”. – ha concluso Noè.
All’incontro era presente anche la parlamentare di Forza Italia Rossana Cannata.

Protocollo d’intesa per la sicurezza del territorio con Leonardo Spa, Regione Liguria e Comune di Genova

Gli ambiti di intervento per il porto possono essere molteplici e vanno dalla cyber security, al monitoraggio delle infrastrutture nonché alla realizzazione del nuovo varco a ponente del porto
Genova, 13 novembre – E’ stato siglato ieri presso la sala trasparenza della Regione Liguria il protocollo di intesa per l’applicazione della tecnologia di Leonardo finalizzato allo sviluppo di progetti e dimostratori tecnologici per la salvaguardia e la sicurezza dell’ecosistema territoriale ligure.
L’accordo, firmato dal Presidente Paolo Emilio Signorini insieme al Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, al Sindaco di Genova, Marco Bucci e all’AD di Leonardo, Alessandro Prefumo, in linea con gli obiettivi dell’Agenda di Sostenibilità 2030 delle Nazioni Unite, avrà durata triennale. In particolare l’AdSP si impegna a favorire lo sviluppo di dimostratori tecnologici ed innovativi: sul proprio territorio, garantendo l’applicazione delle disposizioni nazionali vigneti, e nell’area portuale, nell’interesse della Port Community, con particolare riferimento alla sperimentazione di piattaforme di gestione integrata della sicurezza per gli scali di Genova e Savona volte a migliorare l’integrazione del Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale nelle relazioni con i tessuti urbani ed il sistema infrastrutturale di Riferimento. Il Presidente Signorini ha sottolineato l’estrema rilevanza per il porto di Genova Savona del protocollo firmato oggi ricordando che gli ambiti di intervento per il porto possono essere molteplici e vanno dalla cyber security, al monitoraggio delle infrastrutture nonché alla realizzazione del nuovo varco a ponente del porto.

La Rete FVG Marinas a Rimini “Serve un chiarimento normativo”

La Rete FVG Marinas con i suoi 20 marina aderenti, circa 7000 posti barca dai 6 ai 100 metri di lunghezza, è la Rete di porti turistici più estesa in Italia. Molti porti turistici italiani sono stati costruiti in base ad una concessione contratto molto simile al moderno project financing: in base ad un valore dell’investimento sono stati stabiliti sia la durata della concessione, che l’ammontare del canone demaniale per permettere al concessionario di rientrare dell’investimento. Questo caso riguarda anche alcuni marina del network del Friuli Venezia Giulia, tra i circa 25 porti turistici italiani coinvolti secondo l’associazione di categoria Assomarinas – Confindustria. Da oltre dieci anni su queste realtà pende la spada di Damocle del vertiginoso aumento dei canoni demaniali introdotto unilateralmente dalla finanziaria del 2007 – oltre il 300 % – che ha fatto insorgere gli operatori e le associazioni di categoria ed ha portato, dopo dieci anni di contenzioso, al giudizio di legittimità espresso dalla Corte Costituzionale del gennaio 2017. “Un Marina non è solo posti barca” dichiara Giorgio Ardito Amministratore per l’area di Lignano Sabbiadoro, di Aprilia Marittima e del fiume Stella “è un sistema complesso ed articolato che garantisce sia posti di lavoro diretti sia un ampio indotto, nella filiera propriamente turistica, come in quella della cantieristica. Per un dipendente di porto turistico, ce ne sono nove in attività indirette quali bar, ristoranti, alberghi, negozi e tutte le attività del turismo, oppure legati alle attività della cantieristica come officine e cantieri nautici per alaggi, rimessaggi, carene, teli, revisioni ai motori, refitting tra gli altri.” Il recente caso del Marina Blu di Rimini, che a seguito degli effetti della legge 296/06 (legge finanziaria 2007) si è visto bloccare l’operatività e di fatto rischia la chiusura, appare grave per l’intero comparto, mettendo a rischio gli investimenti in essere di imprenditori italiani e scoraggiando gli investitori esteri, per un cambio in corsa delle regole fissate dallo Stato con tanto di concessioni contratto registrate alla Corte dei Conti. La Rete FVG Marinas e i suoi Amministratori non potevano restare insensibili di fronte a una situazione così grave e hanno quindi accolto l’invito di Roberto Perocchio, Presidente di Assomarinas, a partecipare ad una manifestazione di solidarietà.  La manifestazione si terrà giovedì 15 novembre alle 12.00 di fronte al Municipio di Rimini e gli organizzatori sono fiduciosi che questa azione serva a sensibilizzare il Parlamento di fronte alle esigenze del comparto, per fare urgentemente chiarezza e portare ad un intervento legislativo che risolva il decennale contenzioso su canoni demaniali iniqui, ridando respiro al settore. Alla manifestazione riminese interverranno gli amministratori Giorgio Ardito e Fortunato Moratto, insieme ai direttori e ai titolari di altri marina della Rete.  “La nautica da diporto deve poter tornare ad investire e credere nello sviluppo di un settore che ha un grandissimo impatto sul territorio: la vera porta sull’entroterra, tanto più vero in Friuli Venezia Giulia, regione dotata di una laguna come quella di Marano e Grado e con un canale come la Litoranea Veneta, che per acque interne da Lignano arriva fino a Monfalcone. Norme poco chiare o la possibilità che interventi normativi con carattere retroattivo mettono a rischio importanti investimenti in infrastrutture nautico-turistiche e possono minare un settore già penalizzato dalla crisi economica, dai provvedimenti del governo Monti e da poco tempo in lenta ripresa.” conclude Giorgio Ardito.
RETE FVG MARINAS NETWORK Tutti i Marina della Rete, dalle foci del Tagliamento a Muggia: - Lignano Sabbiadoro, Aprilia Marittima e fiume Stella: Porto Turistico Marina Uno Resort, Marina Punta Faro Resort, Marina Resort Punta Gabbiani, Marina Punta Verde, Darsena Porto Vecchio, Aprilia Marittima 2000 Dry Marina, Marina Stella Resort, Dry Marina Punta Gabbiani; - San Giorgio di Nogaro e laguna di Marano: Portomaran, Shipyard & Marina Sant’Andrea, Cantieri Marina San Giorgio, Marina Planais; - Grado: Darsena San Marco, Marina Primero, Porto San Vito Resort; - Monfalcone: Marina Hannibal e Marina Lepanto Resort; - Trieste e costa triestina: Portopiccolo, Porto San Rocco Marina Resort, Marina San Giusto.

Supernavi Grandi Tonnellaggi: Fedepiloti a Genova per soluzione condivise con i piloti

Roma 15 novembre 2018- La Fedepiloti è in queste ore impegnata ad un tavolo tecnico con la Corporazione di Genova nell’ambito del procedimento biennale relativo alla determinazione delle tariffe gestito dal Ministero. Il tema centrale è l’adeguamento dei “grandi tonnellaggi” all’interno del sistema tariffario dei piloti che prevede, o meglio riconosce le navi fino a 90.000 tonnellate di stazza, che oggi rientrano tra le navi di “medie” dimensioni. “Tutti noi piloti e i colleghi genovesi in particolare – sottolinea il presidente di Fedepiloti, Francesco Bandiera – siamo molto sensibili a questa problematica che risale addirittura al 1974, anche se è stata attenzionata solo nel 2010, proprio grazie ai piloti di Genova che, con lungimiranza, per primi in Italia avevano individuato il paradosso tecnico che questo avrebbe, anzi sta comportando. A nave più grande corrispondono responsabilità, livello di difficoltà e tempi di manovra maggiori. Riconoscere questi principi è di fondamentale importanza anche “morale” per il pilota che sale a bordo tutti i giorni dell’anno in tutte le condizioni diurne e notturne, come sottolineato dall’ammiraglio Tarzia a Livorno (“E’ anche per merito della locale corporazione dei piloti se oggi a Livorno il cui porto presenta grossi limiti strutturali  le grandi portacontainer oltre ad approdare di giorno possono salpare anche di notte”. Spiega il contrammiraglio – ” L’inadeguatezza degli spazi di manovra portuali in relazione alla crescente dimensione delle navi – – non ha fatto venire meno la necessità di continuare a rendere concorrenziale il Porto di Livorno a condizione che la sicurezza della navigazione sia sempre garantita” dal Corriere Marittimo dell’8 novembre scorso). La serenità dei piloti è importantissima, anzi fondamentale, quando salgono a bordo. Devono sapere e sentire che il loro lavoro è riconosciuto sotto ogni punto di vista. Ne va del principio generale della sicurezza del porto ed a garanzia proprio di non cedere alle pressioni commerciali che arrivano dall’esterno”. Una situazione che ha richiesto la presenza dell’attuale dirigenza della Fedepiloti (presidente Bandiera, vice presidente Mennella, direttore Scarpati e il dt Di Fazio, consulente ed esperto del sistema tariffario), a Genova. “Stiamo lavorando gomito a gomito con la Corporazione genovese per trovare una soluzione al problema. A dimostrazione che non lasciamo nulla di intentato e che si rema tutti nella stessa direzione per il bene della categoria e del sistema portuale tutto, in particolare in chiave sicurezza. La Federazione, che crede fortemente nella bontà dell’attuale sistema che ha garantito stabilità e pace sociale tra il mondo armatoriale ed il sistema di pilotaggio nazionale da oltre 40 anni, si presenterà all’appuntamento del prossimo marzo, quando entrerà in vigore il regolamento UE 352/2017, preparata ed aperta ad apportare tutte quelle migliorie attraverso un protocollo di intesa con il Ministero che rispondano a principi di coerenza e lealtà e che facciano sempre riferimento al pieno riconoscimento dell’altissima professionalità che il nostro mondo sa proporre al sistema portuale/marittimo/armatoriale/istituzionale”. Il confronto con i colleghi presenti alla riunione è stato utile per fare emergere anche nuove soluzioni rispetto a quelle già in corso di valutazione nelle sedi opportune, tutto in linea con la regolare e costante attività della Federazione Italiana  dei Piloti dei Porti che da oltre 70 anni continua ad essere l’effettivo riferimento del pilotaggio Italiano.
 

Zeno D’Agostino in visita a Monaco. Presentato ad ampio raggio investimenti, numeri e statistiche parlando di un “modello Trieste”

Trieste, 14 novembre 2018 – Lo scalo giuliano consolida i legami istituzionali e commerciali con la Baviera, organizzando una missione nella capitale del land tedesco, conclusasi oggi, per illustrare i nuovi investimenti ferroviari e i nuovi piani di sviluppo. Per gli operatori e le istituzioni bavaresi, Trieste si conferma scalo privilegiato nel Mediterraneo per i traffici con il Far East. Specie ora che l’Europa guarda con attenzione alla Cina e al progetto One Belt One Road, “Trieste diventa un hub privilegiato” ha sottolineato Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, “grazie a una posizione geografica strategica, fondali naturali per accogliere le grandi navi oceaniche e collegamenti ferroviari giornalieri diretti in tutta Europa. Un “rail port di rilievo internazionale” come l’ha definito D’Agostino, “che si propone come sistema logistico-portuale e industriale di riferimento per il mercato tedesco”.
L’evento organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-tedesca e il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, si è svolto presso la Camera di Commercio e dell’Industria di Monaco e dell’Alta Baviera. Alla serata hanno assistito un centinaio di ospiti, tra rappresentanti istituzionali, operatori del settore e giornalisti. Francesco Leone, consigliere economico dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, e Alessandro Marino, Segretario generale della Camera di Commercio Italo-tedesca hanno aperto i lavori, evidenziando il solido legame economico tra Trieste e la Baviera e il ruolo del porto a servizio dei mercati dell’Europa centrale. Concetti ripresi da Alessio Lilli, presidente del Gruppo TAL, che gestisce l’oleodotto transalpino e testimonia concretamente il legame storico che unisce lo scalo giuliano alla Germania. Se Trieste è il primo porto d’Italia e primo scalo petrolifero del Mediterraneo, il merito è di SIOT, che fornisce il 100% del fabbisogno  energetico della Baviera e il 40% della Germania, verso cui sono diretti circa 30 milioni di greggio all’anno.  A seguire, Zeno D’Agostino ha presentato ad ampio raggio investimenti, numeri e statistiche parlando di un “modello Trieste” il cui successo si basa su una governance snella gestita direttamente dall’Authority, a capo di un sistema complesso che include zona industriale, punti franchi e interporti. D’Agostino ha rimarcato anche i grandi passi avanti e sviluppi nel settore ferroviario in corso a Trieste, con investimenti per circa 110 milioni, nonché la strategicità che lo scalo riveste per l’economia della Regione Friuli Venezia Giulia e per il Governo italiano. Per quanto riguarda le relazioni ferroviarie, il 30% dei treni del porto giuliano sono diretti verso la Germania, mentre nel primo semestre dell’anno in corso, 1.467 sono stati i treni coinvolti su questa direttrice con un aumento di quasi il 12% rispetto al primo semestre del 2017. Vari i collegamenti diretti da Trieste alla Germania. Dal molo VII (Trieste Marine Terminal) partono e arrivano 6 coppie di treni settimanali per Monaco, 2 per Burghausen al servizio della Wacher Chemie, una delle maggiori industrie chimiche della Baviera, e 2 per la nuova destinazione di Giengen con un servizio da poco attivato. Dal molo VI (Europa Multipurpose Terminals) invece 9 coppie di treni per Colonia, 4 per Ludwigshafen e 3 per Karlsruhe. Dal terminal della Samer Seaports invece 5 sono i roundtrip per Monaco, 3 per Ludwigshafen, 4 per Duisburg e infine 2 per Wörth.  Gli aspetti tecnici delle relazioni commerciali con Trieste sono stati evidenziati durante la tavola rotonda moderata da Gerhard Grünig, caporedattore della rivista VerkehrsRundschau, a cui hanno partecipato Daniel Jähn di Kombiverkehr, Sebastian Lechner (Associazione dei trasportatori baveresi) e Alexander Goldemund (Associazione degli spedizioneri bavaresi).  Infine, Karin Jäntschi-Haucke in rappresentanza del Ministero Bavarese delle Infrastrutture e Trasporti, ha illustrato i progetti in corso per rendere più efficienti i collegamenti tra Italia e Germania attraverso il Brennero, rimarcando il vantaggio competitivo della rotta adriatica via Trieste rispetto ai porti del Nord Europa, in termini di tempo e salvaguardia ambientale. La serata si è conclusa con un momento di networking dedicato agli operatori triestini e bavaresi.

Convegno Propeller Club of Venice. “La competitività dei porti italiani attraverso la digitalizzazione ”

Il Direttore Marittimo del Veneto Contrammiraglio (CP) Piero PELLIZZARI è intervenuto nel pomeriggio del 15 Novembre scorso al convegno organizzato dal Propeller Club of Venice sul tema: “La competitività dei porti italiani attraverso la digitalizzazione“, tenutosi presso l’Hotel BOLOGNA in Mestre. All’incontro, introdotto dal Presidente del Club Cav. Massimo Bernardo e moderato dal Dott. Roberto Papetti direttore del Gazzettino.it, sono intervenuti anche: il Dott. Franco Letrari direttore Interregionale delle dogane del Triveneto, il Dott. Pino Musolino presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale, il Capitano di Vascello Domenico La Tella  capo ufficio 1° del VII Reparto del Comando generale delle capitanerie di porto, il Dott. Norberto Bezzi Federagenti e l’Ing. Alessandro Santi presidente dell’Associazione agenti marittimi del Veneto. Nel corso del convegno, l’Ammiraglio Pellizzari e il Comandante La Tella hanno sottolineato la funzione dell’Autorità marittima quale primo anello della catena della digitalizzazione portuale nazionale, facilitatore dei processi economici legati ai cicli produttivi che insistono sul trasporto marittimo. Ai sensi della Legge 221/2012, art.8 – commi da 10 a 17, (conversione in legge del decreto-legge 179/2012, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del paese”), è stato evidenziato come il sistema PMIS (Port Management and Information System), in attuazione della Direttiva 2010/65/UE, rappresenta l’interfaccia unica nazionale per l’invio delle formalità di dichiarazione delle navi in arrivo e in partenza presso i porti italiani (National Maritime Single Window). Nell’evidenziare il ruolo di coordinamento svolto dal Corpo delle capitanerie negli ultimi anni, si è posta particolare attenzione alle principali linee di azione: - conduzione di proficui confronti con l’utenza portuale nazionale orientati al soddisfacimento dell’interesse pubblico e al continuo accrescimento del valore delle infrastrutture che sostengono l’offerta dei servizi resi dall’Autorità marittima; - implementazione di servizi di cooperazione applicativa centralizzati, finalizzati all’integrazione dei processi gestiti dalle PA interessate al processo di pratica nave, in primis: l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e il Ministero della salute. - integrazione del PMIS con i Port Community Systems (PCS) gestiti dalle Autorità di Sistema Portuale nazionali, attraverso l’erogazione di appositi Web Services finalizzati alla condivisione dei dati certificati dall’Autorità marittima; - partecipazione attiva in ambito Comunitario agli sviluppi dell’European Maritime Single Window environment (EMSWe), finalizzato a definire un’interfaccia unica marittima europea, a vantaggio delle navi che scalano diversi porti europei. E’ stato precisato che il piano degli avviamenti operativi del PMIS ha sostenuto l’approccio di programmazione a due livelli (rete centrale comprehensive e rete principale core) definito dal Regolamento UE n.1315/2013 sugli orientamenti dell’Unione per lo sviluppo della rete trans-europea dei trasporti, assicurando, ad oggi, la gestione digitalizzata di circa l’80% del traffico marittimo nazionale in formato elettronico strutturato. L’intervento di Federagenti ha evidenziato che il processo di standardizzazione e di digitalizzazione delle formalità di dichiarazione delle navi in arrivo e in partenza presso i porti italiani, coordinato dal Corpo delle Capitanerie, ha sensibilmente contribuito alla riqualificazione funzionale dell’offerta portuale nazionale, rappresentando, di fatto, un volano di sviluppo per l’economia del mare. L’intervento dell’Associazione agenti marittimi del Veneto ha evidenziato la volontà a consolidare la proficua collaborazione già attivata con la Capitaneria di porto di Venezia e l’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Settentrionale, favorendo il confronto e la condivisione sui temi legati alla crescita del sistema porto nazionale, nell’interesse generale del paese: contesto rispetto al quale le Capitanerie di porto si sentono naturalmente votate, per il ruolo e le funzioni che la legge gli attribuisce.

Commissione da 200 milioni di euro tra Fincantieri e Windstar Cruises.

Tre navi della società armatrice di Seattle verranno allungate e ammodernate a Palermo
Trieste, 15 novembre 2018 – Fincantieri ha firmato con l’armatore Windstar Cruises (gruppo Xanterra Travel Collection), uno dei principali operatori nel settore delle crociere di alta gamma, un contratto del valore complessivo di oltre 200 milioni di euro per un imponente piano di allungamento e di ammodernamento che vedrà coinvolte tre navi della flotta, e per il cui finanziamento è previsto l’intervento di SACE, l’agenzia italiana di credito all’esportazione.
Gli interventi interesseranno “Star Breeze”, “Star Legend” e “Star Pride” e saranno tutti interamente realizzati dalla funzione “Ship Repair & Conversion” presso lo stabilimento Fincantieri di Palermo. I lavori prenderanno avvio nella primavera del 2019 con l’inizio della costruzione del primo troncone di allungamento e si concluderanno entro novembre 2020 con la consegna della terza ed ultima unità, con una sosta media in cantiere di circa quattro mesi per ciascuna nave. Il programma, denominato “Star Plus”, prevede su ogni unità tre principali fasi d’intervento: l’allungamento di circa 26 metri; il rinnovo pressoché totale dei macchinari e delle sistemazioni di apparato motore; e infine l’ammodernamento di buona parte delle sale pubbliche e delle cabine. Quanto all’allungamento, la nuova sezione sarà inserita a centro nave e conterrà 50 suite passeggeri addizionali, che rappresentano il 47% in più dell’attuale capacità, 19 cabine addizionali per staff ed equipaggio, due nuovi ristoranti e ulteriore spazio da adibire a sun deck-pool area. Gli attuali motori principali, riduttori e diesel-generatori saranno sostituiti con nuovi motori di ultima generazione conformi allo standard IMO Tier III corredati da SCR, nuovi riduttori, nuovi alternatori e nuovo quadro elettrico principale. L’ammodernamento riguarderà molteplici aree di bordo sia interne che esterne, in particolare il ponte piscina, la SPA, che sarà anch’essa ampliata e completamente ricostruita, le “Owner Suites” e anche alcune aree comuni dell’equipaggio. Le tre navi oggetto del programma hanno attualmente una lunghezza di 134 metri, una stazza di circa 10.000 tonnellate e una capacità di 212 passeggeri. Al termine dei lavori ogni nave sarà lunga circa 160 metri, avrà una stazza di circa 13.000 tonnellate e sarà in grado di ospitare 312 passeggeri. Il Presidente di Windstar, John Delaney, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di annunciare il progetto multimilionario Star Plus, un investimento significativo per il futuro di Windstar Cruises. Questa iniziativa è la nostra soluzione fuori dall’ordinario per aggiungere nuove possibilità e importanti miglioramenti all’esperienza degli ospiti. Il programma non crea solo nuove suite e aree pubbliche, ma ci permette anche di cogliere l’occasione per rinnovare l’apparato motore delle navi con un sistema di propulsione più efficiente in termini di consumo di carburante e di impatto ambientale. Questo sarà un vero punto di svolta per Windstar e la nostra esperienza di crociera di alta gamma”. Giorgio Rizzo, Executive SVP della Divisione Services di Fincantieri, ha commentato: “Siamo estremamente lieti di aver concluso con successo questa trattativa con un cliente prestigioso come Windstar. Questi tre progetti hanno una straordinaria valenza per entrambe le società sotto molteplici punti di vista. Sotto il profilo strategico, innanzitutto, con un programma di grande impatto che consolida il ruolo di Fincantieri Services e del cantiere di Palermo come leader mondiale nel comparto delle riparazioni e trasformazioni navali. Anche dal punto di vista commerciale, siamo orgogliosi di avere un nuovo cliente che si affida a noi per il suo piano di ampliamento e ammodernamento di metà della sua flotta. Dal punto di vista tecnologico, l’esecuzione di questi tre progetti richiederà capacità ingegneristica e di project management di altissimo livello che sarà dispiegata per tre volte nell’arco di un solo anno dimostrando la competenza della nostra organizzazione”. Grazie alla notevole esperienza accumulata con interventi di grande chirurgia navale progettati ed eseguiti per conto di armatori leader quali MSC Crociere, Silversea Cruises e Gruppo Grimaldi, Fincantieri, attraverso la “Ship Repair & Conversion” della sua Divisione Services e il suo cantiere di Palermo, si sta affermando come punto di riferimento a livello mondiale per questo genere di operazioni altamente sofisticate, che hanno consolidato la leadership del Gruppo nel comparto delle trasformazioni navali ad alta specializzazione.
*   *   *
Windstar Cruises, con sede a Seattle, gestisce una flotta di sei navi di piccole dimensioni e all-suite che toccano circa 300 porti e 80 Paesi, navigando in Europa, Caraibi, Messico, America centrale, Costa Rica e Canale di Panama, Asia, Alaska e British Columbia, Canada e New England, South Pacific e Tahiti. La flotta di Windstar è leader di mercato nel settore delle crociera con navi di piccole dimensioni, puntando su mete esclusive e porti fuori dai sentieri più battuti. La società trasporta da 148 a 312 passeggeri su sei navi e porta i viaggiatori in crociere che sono a 180 gradi dall’ordinario. Windstar è nota per le esperienze coinvolgenti e l’eccezionalità delle destinazioni e degli itinerari, il servizio pluripremiato e un innovativo programma di crociere a tema culinario come la Cruise Line ufficiale della James Beard Foundation. Windstar Cruises fa parte di Xanterra Travel Collection, una pluripremiata compagnia di viaggi diversificata a livello globale che offre esperienze uniche in alcuni dei luoghi più belli e iconici del mondo.

LA CARGO CITY DI MALPENSA APRE LE PORTE A GIORNALISTI E OPERATORI PER IL SEMINARIO SUL CARGO AEREO ORGANIZZATO DA GAM EDITORI E THE INTERNATIONAL PROPELLER PORT CLUB OF MILAN

Sono state visitate ieri le strutture Fedex, MLE-BCUBE E Beta-Trans e fatto il punto sulle sfide per il Cargo Aereo Italiano
Milano, 16 novembre 2018 – Si è tenuto ieri alla Cargo City di Malpensa, alla presenza di circa 50 fra giornalisti e operatori, il seminario dedicato al “Trasporto Aereo Cargo”, organizzato da Gam Editori e dal The International Propeller Club Port of Milan, per favorire una maggiore consapevolezza sul valore economico e sociale del settore.
La giornata è iniziata con la visita al nuovo centro logistico di Fedex, inaugurato nel 2016: l’area di 15mila Mq, fortemente automatizzata, è dotata di sistemi e impianti tecnologici d’ avanguardia e capace di gestire da 20 a 30mila spedizioni al giorno. Il gruppo ha poi visitato le strutture di MLE-BCUBE, fra cui spiccano un caveau all’avanguardia di 200 metri quadrati, dedicato ad opere d’arte e beni preziosi e il Pharma Center, realizzato appositamente per le esigenze dell’industria farmaceutica e prima struttura in Italia certificata IATA CEIV PHARMA (certificazione che raccoglie e codifica le linee guida internazionali riferite al trasporto aereo dei farmaceutici a temperatura controllata). Infine è stata la volta del nuovo magazzino Beta-Trans (10mila metri quadri coperti, 3mila per lo stoccaggio, 1.500 dedicati alla catena del freddo) che diventerà operativo nei primi giorni di dicembre.
Al rientro dalla visita, è iniziata la tavola rotonda, introdotta da Maurizio De Cesare, Amministratore del Gruppo Gam Editori, che ha ricordato come questo sia stato il primo seminario realizzato a Milano ed il quinto in Italia dedicato ai temi della logistica e del trasporto ed ha ringraziato i vertici di Malpensa e gli altri operatori coinvolti per aver “aperto le porte di alcune delle strutture all’avanguardia -in Italia e in Europa- nell’ambito del trasporto cargo aereo”.
Successivamente è intervenuto Riccardo Fuochi, Presidente del The International Propeller Port Club of Milan, che ha dichiarato “La Cargo City di Malpensa è un asset fondamentale per la logistica italiana e in un momento di grandi cambiamenti tecnologici e sfide dettate dalla tecnologia e dallo sviluppo dell’e-commerce, può essere il fiore all’occhiello dell’Italia anche nel grande progetto cinese della Belt&Road. Il progetto, noto come BRI, coinvolge 68 paesi e prevede, fra l’altro la costruzione di nuovi aeroporti ad esempio in Polonia con il supporto del Aiib (il braccio finanziario cinese di BRI). Fuochi ha poi ricordato come lo scenario stia diventando sempre più competitivo con diversi scali emergenti, tutti concentrati nell’Est europeo (Budapest, Ungheria, Repubblica Ceca), che si aggiungono ai tradizionali (Francoforte, Parigi, Amsterdam e Londra). Il Presidente del Propeller Milano ha concluso il proprio intervento auspicando che “le PMI della logistica, strategiche per la nostra economia, facciano sistema, per migliorare le proprie dotazioni tecnologiche -divenute troppo costose per le singole imprese- e quindi la competitività e capacità di incidere sulle politiche del settore”.
E’stata poi la volta di Giovanni Costantini, Cargo Manager di Sea che ha affermato: “Il nostro traffico merci in import/export vale 44 miliardi di euro (pari al 2,7% del Pil italiano) e rappresentiamo di fatto l’hub per l’export del made in Italy nel mondo, uno dei motori della crescita economica del nostro Paese. Oggi i tradizionali modelli aeroportuali “hub and spoke” si stanno evolvendo verso nuovi modelli logistici con network sempre più complessi, composti da più nodi che scambiano merci fra loro e Cargo City aspira a diventare il punto di riferimento per il Sud Europa”.
Nel suo intervento Marina Marzani, Presidente ANAMA (Associazione Nazionale Agenti Merci Aeree), ha affermato: “Il cargo aereo è una modalità strategica per l’Italia: benchè in valore assoluto, le merci movimentate da e per il nostro Paese siano solo il 2%, il valore nazionale del carico trasportato raggiunge, infatti, il 26% in import/export extra UE. Nel mercato attuale è necessario avere informazioni precise e statistiche aggiornate ed è per questo che il Cluster Cargo Aereo (Anama, Assaereo, Assohandlers e Ibar) vuole realizzare uno studio, da presentare nel 2019, che metta a confronto i due principali aeroporti cargo italiani, Milano Malpensa e Roma Fiumicino, con i principali competitor europei per comprendere la competitività del sistema e ottenere spunti di miglioramento per l’intero settore”.
Infine Mauro Grisafi, General Manager di BCUBE Air Cargo e AD MLE, si è soffermato sul farmaceutico, uno dei settori di punta del Cargo italiano: “La leadership italiana nell’export del pharma ha bisogno di un sistema logistico incentrato su hub territoriali, intermodalità e regole uniformi a livello europeo. Mi auguro che possa esserci un costante miglioramento della comunicazione fra tutti gli attori della filiera per promuovere le nostre eccellenze e un adeguato supporto istituzionale per snellire le diverse procedure”.

BITESP, Borsa del Turismo Esperienziale, al VTP/Terminal Passeggeri di Venezia

100 buyer e 300 seller accreditati, 5000 appuntamenti programmati. 50 eventi formativi gratuiti per agenzie viaggi, alberghi, ristorazione. In contemporanea il Salone della ricettività ForHoreca, con il patrocinio di Fipe Veneto, con servizi e proposte tecnologiche.   La prima BITESP, Borsa del Turismo Esperienziale, apre lunedì  al VTP/Terminal Passeggeri di Venezia, dal 19 al 21 novembre 2018 incontemporanea a ForHoreca, l’evento dedicato agli operatori della ricettività.   Nel “Turismo Esperienziale”, oggi in netta crescita, natura, sport, mestieri, arte, enogastronomia e altri aspetti peculiari del territorio entrano nel viaggio da protagonisti. L’Italia occupa cinque posizioni nella top 10 delle esperienze più popolari prenotate dai visitatori globali nel 2017 attraverso il portale di TripAdvisor nella fascia sino ai 150 dollari: Roma, Venezia e Toscana le località più richieste per la scelta delle esperienze di visita.   BITESP, con il patrocinio di Enit e di Federalberghi Veneto, comprende un’Area Workshop con 100 buyer accreditati (di cui 50 esteri) e 300 seller tra tour operator, strutture turistiche, agenzie viaggi, cral, associazioni, realtà di promozione turistica, con 5000 incontri programmati. Nei tre giorni ampi spazi, aperti a tutti gli operatori, saranno dedicati a momenti formativi sulle nuove strategie commerciali e sui nuovi trend del mercato travel.   La manifestazione, che si svolge in contemporanea a ForHoreca, l’evento dedicato a hotel, ristoranti e bar con il patrocinio di Fipe Veneto e Confesercenti, comprende servizi Job per la ricerca di personale specializzato e un’area espositiva dedicata alle attrezzature e alle forniture per la ricettività. L’iscrizione on line consente l’acquisto del biglietto ridotto. Tutti gli eventi sono a ingresso libero: l’area Borsa é riservata ai buyer e ai seller accreditati.