Progetto Themis: il rilancio di porti e territori con crociere di lusso

Selezionati i pacchetti turistici tematizzati direttamente connessi ai porti
Bari, 8 settembre 2020 -Sostenere lo sviluppo e le attività dei porti minori al fine di svilupparne le attività, indirizzare il traffico marittimo, in particolare crocieristico, verso territori ancora poco sfruttati turisticamente e rafforzare le connessioni con i porti principali: sono questi, in sintesi, gli obiettivi del Progetto Themis.
Parlare di semplici “pacchetti vacanze” sarebbe riduttivo: quella che si offre è una vera e propria esperienza multisensoriale per croceristi di lusso.
Si tratta, infatti, di offrire pacchetti exclusive per chi intende trascorrere soggiorni indimenticabili e lussuosi sia in mare aperto che in località incantevoli e raramente inserite nei convenzionali circuiti turistici.
Da un lato, dunque, i turisti potranno godere di una esperienza unica nel suo genere, dall’altra i territori, grazie a questo progetto, potranno riprendersi da un periodo difficile e complicato – soprattutto per il comparto turistico ed economico in generale – dovuto dalla pandemia del Covid-19.
I soggetti coinvolti come partner sono: l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, il Comune di Gallipoli, l’Autorità Portuale di Corfù, la Camera di Commercio di Bari e il Comune di Paxos, in Grecia.
Nello specifico, poi, i Comuni di Barletta, Monopoli e Brindisi, e indirettamente anche i comuni di Bari e Manfredonia, dietro la guida dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, stanno attuando una campagna di marketing territoriale volta a promuovere il brand Themis collegandolo alle peculiarità locali e coinvolgendo le imprese del loro territorio. Unioncamere, invece, ha il compito di supportare le attività di incoming, outgoing e di formazione in capo alla CCIAA di Bari.
Tutti gli Enti, ognuno per le proprie competenze e in sinergia tra loro, stanno portando avanti un lavoro complesso e articolato per il rilancio dei territori.
Si intende, dunque, potenziare il trasporto marittimo e la connettività transfrontaliera, sostenendo lo sviluppo e le attività dei porti minori inglobandoli nelle rotte cross-border e regionali e direzionando il traffico passeggeri, in particolare delle piccole crociere e dei maxi yacht, verso territori non ancora sfruttati dal punto di vista del turismo crocieristico rafforzando, allo stesso tempo, i collegamenti con i porti principali.
Per immaginare un reale rilancio dei porti minori, si sta lavorando su più fronti, offrendo al turista soluzioni che riguarderanno la conoscenza capillare del territorio dal punto di vista del cibo, della natura, della cultura, del benessere e delle esperienze collegate al territorio stesso. Per rendere ancora più appetibile l’offerta, sono in fase di realizzazione opere infrastrutturali leggere per tutti i porti gestiti da AdSP MAM (Manfredonia, Barletta, Monopoli), per il porto di Gallipoli e il porto di Gaios (Paxos) destinate all’accoglienza dei passeggeri. Le opere saranno realizzate entro il primo trimestre 2021 in modo da essere pronte per la prossima stagione.
Per poter raggiungere questi obiettivi, si è partiti dall’analisi internazionale della domanda di servizi turistici sul territorio pugliese, finalizzata a identificare un mercato specifico per i potenziali investitori, per poi lavorare sulla creazione di alcuni pacchetti turistici pensati e tematizzati in base alla predetta analisi e attività di incoming di buyer turistici legati al turismo crocieristico.
Si sta ora procedendo con la promozione internazionale dei pacchetti turistici e delle relative opportunità di programmazione di nuovi approdi nei porti del progetto, in particolare per piccole crociere e maxi yacht, e la creazione di un brand comune per identificare i territori coinvolti.
Intanto, il personale portuale, al fine di migliorare il livello dei servizi offerti, verrà coinvolto in specifici corsi di formazione.
I risultati che il progetto Themis intende realizzare, dunque, sono i seguenti: lo sviluppo congiunto del settore turistico e di quello marittimo portuale, caratteristici e fondamentali in entrambe le economie dei due paesi; il miglioramento dell’efficienza della capacità promozionale del territorio integrata delle amministrazioni pubbliche coinvolte; servizi e strutture ricettive migliori nei porti di Manfredonia, Monopoli, Barletta, Gallipoli e Paxos; migliore commercializzazione turistica dei territori del Gargano, della Puglia centrale, del Salento meridionale e delle Isole di Corfù con i loro porticcioli; destagionalizzazione del traffico e dei flussi di passeggeri nelle aree portuali minori; sviluppo dei servizi e delle industrie dell’indotto turistico nelle aree territoriali coinvolte.
La nostra sfida è quella di offrire certezze e servizi, investimenti e nuove proposte, soprattutto in questa fase così delicata che stiamo vivendo per effetto delle pesantissime ripercussioni legate all’emergenza Covid”, sostiene il presidente di AdSP MAM Ugo Patroni Griffi.
Un’economia ciclica, come quella delle crociere (e più in generale dello shipping), produce rilevanti e positivi effetti non solo sul porto ma anche sulle macro-aree territoriali limitrofe. Stiamo parlando di un flusso economico rilevante che si registra ogni volta che una nave si accosta ad un molo e i passeggeri scendono per escursioni o pernottamenti.
I nostri porti, per conformazione geografica e peculiarità di servizi, soddisfano appieno la domanda sempre più richiesta dalle compagnie: la crociera multi-destination.
Attraverso Themis puntiamo ad incentivare il settore delle crociere, in particolare delle crociere-lusso, il segmento con il maggior tasso di crescita in tutto il comparto turistico. Stiamo rafforzando significativamente la nostra offerta- conclude Patroni Griffi- e accogliendo le nuove sfide che il mercato ci pone.”

Il Comandante Turiano ringrazia il Guardiamarina D’Ascanio per il servizio prestato con eccellenza presso la Capitaneria di Porto di Manfredonia

Manfredonia, 09 settembre 2020 – Terminerà oggi, dopo circa due mesi, il tirocinio pratico della Guardiamarina D’ASCANIO Teresa presso la Capitaneria di Porto di Manfredonia.
Nata a Manfredonia il 06.04.1995 nell’anno 2016 è risultata vincitrice del concorso per l’ammissione ai Ruoli normali dell’Accademia Navale di Livorno nel ruolo Capitanerie di Porto.
Il percorso formativo quinquennale prevede, al termine del quarto anno di studi, un periodo on the job presso le diverse sedi della Guardia Costiera presenti lungo gli 8.000 km di costa nazionali.
Nel Luglio 2020, nel corso della stagione estiva, la D’ascanio è stata destinata presso la Capitaneria di Porto di Manfredonia dove, seguita costantemente da un tutor, fin da subito ha preso parte a tutte le attività operative ed amministrative che quotidianamente vengono svolte dai militari della Guardia Costiera.
In particolare nel corso dei due mesi estivi la D’ascanio ha preso parte a diverse operazioni di polizia marittima a tutela della libera fruibilità degli spazi demaniali marittimi (partecipando attivamente all’Operazione Nazionale Mare Sicuro 2020), ad attività a tutela dell’ambiente ma anche ad attività che riguardano la sicurezza della navigazione prendendo parte a visite ispettive a bordo delle navi che scalano il porto di Manfredonia.
Da domani la guardiamarina D’Ascanio tornerà presso l’ Accademia Navale per completare l’iter formativo e dove, nel giugno 2021, conseguirà la Laurea Magistrale in “Scienze del Governo e dell’Amministrazione del Mare” .
Successivamente sarà inviata presso il primo Comando di servizio dove porterà con se il bagaglio di conoscenze maturate presso l’Accademia Navale oltre che quelle maturante nel corso dei tirocini pratici presso le sedi periferiche del Corpo.
A termine del tirocinio il Comandante della Capitaneria Turiano ha voluto ringraziare il Guardiamarina D’Ascanio per l’eccellente servizio prestato augurandole un futuro professionale e personale ricco di soddisfazioni.

Parte da Trieste Costa Deliziosa per una crociera tutta Italiana

L’itinerario di sette giorni di Costa Deliziosa farà scalo solo nei porti italiani di Bari, Brindisi, Corigliano-Rossano, Siracusa, Catania, e sarà riservato agli ospiti residenti in Italia.
La compagnia ha sviluppato un protocollo di salute e sicurezza che prevede test Covid-19 con tampone per tutti gli ospiti e l’equipaggio, controllo della temperatura, visite delle destinazioni con escursioni protette, distanziamento fisico anche grazie alla riduzione del numero di passeggeri, nuove modalità di fruizione dei servizi di bordo, potenziamento della sanificazione e dei servizi medici.
 Il 19 settembre ripartirà anche Costa Diadema da Genova, e da ottobre seguiranno progressivamente altre due navi.
Genova, 6 settembre 2020 – Costa Crociere ritorna a navigare con Costa Deliziosa, la prima nave della compagnia italiana a riprendere il mare con ospiti a bordo. Costa Deliziosa parte oggi, alle 17, da Trieste, per un itinerario di una settimana dedicato alla riscoperta, in sicurezza, del meglio dell’Italia, che toccherà solo porti italiani: Bari, Brindisi, Corigliano-Rossano, Siracusa e Catania.
E’ un grande piacere poter dare nuovamente il benvenuto a bordo ai nostri ospiti dopo oltre cinque mesi di pausa e siamo felici di ripartire proprio dall’Italia. Siamo l’unica compagnia di crociera battente bandiera italiana, e quindi la nostra scelta di ripartire con itinerari esclusivamente italiani per ospiti italiani ha un significato ancora più profondo per noi, che crediamo e investiamo in questo Paese da oltre 70 anni.”- ha dichiarato Michael Thamm, Group CEO Costa Group e Carnival Asia  - “Nelle ultime settimane abbiamo lavorato insieme alle autorità per l’implementazione delle nuove procedure sanitarie che consentiranno agli ospiti di godere appieno della loro esperienza di crociera nel rispetto della massima sicurezza. Nel frattempo, stiamo continuando a tenere monitorata la situazione per una ripartenza progressiva da ottobre di altre navi, con una estensione degli itinerari anche agli ospiti dei mercati europei in cui operiamo.”
L’imbarco degli ospiti di Costa Deliziosa, che per le prime tre crociere di settembre saranno solo residenti in Italia, ha seguito le procedure previste dal Costa Safety Protocol, il protocollo sviluppato dalla compagnia insieme a un panel di esperti scientifici, che contiene nuove misure operative adeguate alle esigenze della situazione COVID-19, perfettamente conformi alle disposizioni in materia definite dalle autorità italiane ed europee. All’arrivo al terminal di Trieste, che avviene in fasce orarie differenziate grazie al check-in online, ogni ospite è sottoposto al controllo della temperatura corporea, alla verifica del questionario sanitario e a un test con tampone antigenico. Solo dopo aver completato con successo queste verifiche, con l’esito del test, l’ospite viene considerato idoneo a imbarcare. Nell’eventualità di casi sospetti è possibile effettuare un test con tampone molecolare. Prima dell’imbarco anche l’equipaggio è stato sottoposto a test con tampone molecolare in momenti diversi, ed ha osservato un periodo di quarantena di 14 giorni. Il test sull’equipaggio viene inoltre ripetuto una volta al mese.
Le destinazioni comprese nell’itinerario di Costa Deliziosa, a partire dalla prossima tappa di Bari, potranno essere visitate esclusivamente con escursioni protette organizzate dalla compagnia in gruppi ristretti di persone, con controllo della temperatura prima di uscire e di rientrare a bordo, e utilizzo di mezzi igienizzati. Tramite le escursioni Costa si potranno visitare anche località vicine ai porti di scalo previsti dall’itinerario, come Lecce, Ostuni, Otranto, Alberobello, Gallipoli, Taormina, Noto, Modica, Ragusa, Sibari.
L’offerta a bordo della nave è stata ridisegnata secondo le procedure del protocollo di sicurezza, ma senza rinunciare agli elementi caratteristici della vacanza in crociera, anche grazie al distanziamento fisico favorito dalla riduzione della capienza della nave. Ad esempio, gli spettacoli vengono ripetuti più volte per gruppi ristretti di persone; i ristoranti offrono solo il servizio al tavolo; la capacità delle sedute nei teatri, show lounge, bar e ristoranti è stata rivista per tenere conto del distanziamento fisico; per alcune aree, come spa, piscine, miniclub per bambini, sono previsti ingressi scaglionati con un numero limitato di persone alla volta. Sono state inoltre intensificate le attività di sanificazione e igienizzazione di tutti gli ambienti di bordo, comprese le cabine, e sono stati potenziati i servizi medici. Ulteriori misure a garanzia della sicurezza sono l’utilizzo della mascherina quando necessario, gli erogatori con gel igienizzante per le mani e la misurazione della temperatura corporea garantita in qualsiasi momento tramite dispositivi elettronici self-service presenti a bordo.
Dopo Costa Deliziosa, che farà scalo a Trieste tutte le settimane sino a fine anno, la prossima nave di Costa Crociere a riprendere il mare sarà Costa Diadema il 19 settembre da Genova. L’itinerario anche in questo caso sarà solo in porti italiani e riservato a ospiti residenti in Italia, con scali a Civitavecchia/Roma, Napoli, Palermo, Cagliari e La Spezia. Da ottobre tornerà operativa anche l’ammiraglia Costa Smeralda, seguita a dicembre da Costa Firenze, nuova nave della compagnia in costruzione presso lo stabilimento Fincantieri di Marghera.

Porti di Venezia e Chioggia: adeguamento sulle attività di escavo

Venezia, 9 settembre 2020 -Procedono speditamente i lavori propedeutici ed esecutivi di escavo manutentivo nell’ambito dei progetti avanzati dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale e approvati dal MIT, che ha anche stanziato 26 milioni di euro per i porti di Venezia e di Chioggia.
Sono infatti già iniziate le attività di dragaggio all’ingresso del porto di San Leonardo, il cui accesso aveva subito una riduzione di pescaggio da parte della Capitaneria di Porto nel marzo di quest’anno. L’intervento ripristinerà il precedente pescaggio alla quota prevista dal vigente Piano Regolatore Portuale. La maggior parte dei sedimenti verrà conferita nell’Isola delle Tresse (ad oggi ne sono già stati conferiti circa 10 mila metri cubi); i fanghi di classe A saranno invece utilizzati per il ripascimento delle barene individuate in accordo con il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche.
Per quanto riguarda gli altri interventi previsti, AdSP sta procedendo in maniera serrata a completare tutte quelle attività tecniche e amministrative necessarie per procedere poi alla realizzazione degli escavi.
In particolare, a Venezia: si attende approvazione da parte del PIOPP del progetto di escavo di circa 640 mila metri cubi di fanghi nel canale Malamocco-Marghera; ha appena ricevuto via libera il progetto relativo all’accosto San Marco Petroli nel canale industriale Sud; sono terminate le caratterizzazioni per gli escavi dell’accosto ME10, della Darsena della Rana e del Bacino 4; è in corso d’opera la caratterizzazione e l’analisi dei sedimenti nell’area di manovra d’accesso alla Darsena Irom.
A Chioggia è stata completata la prima fase di caratterizzazione dei sedimenti che sono nella quasi totalità di classe B ed è in fase di elaborazione un progetto finalizzato al ripristino del pescaggio di alcuni accosti da trasmettere al PIOPP per la necessaria autorizzazione dei lavori.
 
 

Il caso Costa Bioenergie: un duro colpo per la libera iniziativa nel settore delle infrastrutture energetiche strategiche

ASSOCOSTIERI, l’Associazione che riunisce gli operatori indipendenti della logistica energetica italiana, intende portare a conoscenza di tutti gli interlocutori del settore – diretti e indiretti – il caso Costa Bioenergie.
Si tratta, in particolare, degli effetti causati dal “Decreto Agosto” rispetto al progetto di un deposito di GPL che la Società Costa Bioenergie s.r.l. intenderebbe finalizzare nel porto di Chioggia.
Nella fattispecie, il provvedimento (D.lgs. 104/2020) – all’articolo 95 commi 24, 25 e 26 – vieta la realizzazione e l’avvio all’esercizio di impianti di stoccaggio di GPL in aree classificate come patrimonio dell’UNESCO, anche quando già autorizzati.
Secondo l’analisi dell’Associazione, tale previsione costituisce un chiaro esempio di norma ad personam, poiché l’unico caso di impianto di stoccaggio di GPL – presente in un’area UNESCO – è proprio il progetto di Chioggia.
Accanto alla mancanza di generalità ed astrattezza della disposizione, vale rilevare come essa violi anche il principio di ragionevolezza che impone di trattare in maniera uguale situazioni simili.
È infatti da dimostrare il potenziale pregiudizio per le aree UNESCO derivante dall’impianto di mero stoccaggio (e non di lavorazione) di GPL rispetto agli impianti di lavorazione, trasporto, lavorazione e gestione degli altri prodotti infiammabili e pericolosi presenti nella laguna veneta o nelle altre aree UNESCO.
Queste osservazioni risultano ancora più allarmanti se messe in relazione con gravi violazioni di alcuni principi costituzionali.
Partendo dalla tipologia di strumento normativo in cui il provvedimento è inserito, si nota come secondo l’articolo 77 della Costituzione “in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge”, di per sé è evidente quindi come non si riscontrino questi presupposti nel caso in specie anche solo considerando il lasso di tempo trascorso dall’autorizzazione del progetto.
Allo stesso modo, ASSOCOSTIERI, evidenzia una violazione dell’articolo 41, sempre della Carta Costituzionale, che garantisce la libertà di iniziativa economica purché non in contrasto con sicurezza, libertà e dignità umana.
Secondo l’Associazione, deliberare per decreto legge la chiusura di un’infrastruttura strategica già autorizzata, con il pretesto di una presunta (ed indefinita) tutela delle aree UNESCO è, di fatto, un actum principii di mero arbitrio politico, che rappresenta un pericoloso atto di aggressione all’ordinamento democratico per il quale solo la distrazione dei tempi moderni e la complicità del periodo estivo possono rappresentare una parziale giustificazione alla mancata indignazione della società civile.
Anche l’articolo 42 della Costituzione, il cosiddetto statuto costituzionale della proprietà, risulta violato sulla base del comma 26 dell’articolo 95 del D.lgs. 104/2020, questo perché espropriare la proprietà privata a fronte di un indennizzo la cui valutazione è rimessa non ad una procedura espropriativa ex lege ma alla valutazione del principio su quanto e quando riconoscere un indennizzo (dagli stanziamenti di bilancio) non adeguato a fronte degli importi spesi.
Il provvedimento costituisce quindi un grave precedente in cui si ribalta un diritto acquisito al termine di un annoso procedimento autorizzativo, nel quale la sicurezza e gli aspetti ambientali sono stati oggetto di approfondita valutazione tecnica, e si perseguita una singola iniziativa imprenditoriale.
Sulla base di quanto sopra riportato, ASSOCOSTIERI manifesta rammarico per un epilogo del genere, non discusso o negoziato con le parti in causa, finale forse già scritto di una vicenda decennale che è un triste esempio per tutti quegli imprenditori privati che cercano di portare avanti le proprie iniziative d’impresa confidando sulla neutralità e buona fede dello Stato.

Crociere sostenibili ed ecologiche: le compagnie Investono 23,5 mld di dollari

Roma, 11 settembre 2020 -Le compagnie crocieristiche hanno investito oltre 23,5 miliardi di dollari, di cui 1,5 negli ultimi 12 mesi, in navi con nuove tecnologie e carburanti più puliti, maggiormente efficienti e con meno emissioni. E quanto emerge dal rapporto Global Cruise Industry Environmental Technologies and Practices realizzato dalla Clia – associazione internazionale dell’industria crocieristica – in collaborazione con Oxford Economics.
Le navi da crociera rappresentano meno dell’1% della flotta marittima mondiale, ma sono all’avanguardia nell’adozione di tecnologie successivamente utilizzate dall’intero settore dello shipping. Tra l’altro, le compagnie CLIA sono state le prime a impegnarsi ufficialmente per ridurre, entro il 2030, le emissioni di Co2 del 40% rispetto ai livelli del 2008.
“Abbiamo ovviamente lavorato per affrontare e superare la pandemia, ma le compagnie non hanno mai abbandonato il loro impegno ambientale. Con oltre 23 miliardi di dollari investiti in navi con nuove tecnologie e carburanti più puliti, sistemi di depurazione dei gas di scarico e alimentazione a gas naturale liquefatto (GNL), posso solo immaginare cosa riusciremo a fare insieme nei prossimi dieci anni” ha dichiarato Kelly Craighead, presidente e CEO di CLIA.
Tra i risultati più importanti che emergono dal report:
GNL - Il 49% delle nuove navi in costruzione avrà come combustile primario il GNL (Gas Naturale Liquefatto), che ha emissioni di zolfo pari quasi a zero. Rispetto al 2018, l’aumento complessivo di navi alimentate a GNL è raddoppiato (+51%). Sistemi di depurazione dei gas di scarico (EGCS) - Oltre il 69% della flotta utilizza sistemi di depurazione dei gas di scarico, allo scopo di soddisfare e superare i requisiti IMO sulle emissioni aree. (+25% rispetto al 2018). Inoltre, il 96% delle nuove costruzioni non a GNL avrà installati questi sistemi EGCS, con un aumento del 21% rispetto al 2019. Sistemi avanzati di trattamento delle acque reflue - il 99% delle nuove navi ordinate saranno dotate di sistemi avanzati di trattamento delle acque reflue (portando la capacità globale al 78,5%). Attualmente il 70% della capacità della flotta CLIA è servita da questo sistemi di trattamento delle acque reflue (+5% rispetto al 2019). Alimentazione da terra - Sempre più navi sono equipaggiate con tecnologie che consentono l’elettrificazione a terra, un’innovazione che consente di spegnere i motori durante l’ancoraggio. Il 32% della attuale flotta (+13% dal 2019) ha installati sistemi per operare con elettricità da terra nei 14 porti del mondo in cui esiste questa possibilità. Il 75% delle prossime navi sarà inoltre dotato di questa tecnologia. Questi progressi confermano la visione della Clia, che è quella di bilanciare la crescita e lo sviluppo con la salvaguardia dell’ambiente. “Le compagnie lavorano ogni giorno per aumentare i loro sforzi per un turismo responsabile. Inoltre, sono consapevoli che maggiori investimenti in ricerca servono a identificare e produrre nuovi carburanti e sistemi di propulsione” sostiene Adam Goldstein, Presidente di CLIA Global. “Per questo CLIA, insieme ad altri partner del settore, ha proposto di istituire e finanziare con 5 miliardi di dollari  un Consiglio di Ricerca e Sviluppo per sviluppare nuove tecnologie pulite e raggiungere così gli obiettivi fissati dall’IMO”
“L’entità degli investimenti necessari per lo sviluppo di tecnologie a zero emissioni di carbonio da parte del settore è immensa”, spiega Ukko Metsola, nuovo direttore generale di Clia Europe. “Il rapporto Clia dimostra che le compagnie proseguono nel loro impegno per l’innovazione, in particolare a livello europeo. L’Unione europea ha infatti l’obiettivo di trasformare la sfida del cambiamento climatico in una opportunità economica attraverso una crescita “verde” e sostenibile e l’industria crocieristica lavora per essere un partner costruttivo in tal senso, con impegno preciso a implementare nel percorso già intrapreso da tempo, che è quello di arrivare a zero emissioni”.
 

Cassa Depositi e AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale insieme per lo sviluppo dei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta

Roma, 14 settembre 2020 – Cassa Depositi e Prestiti e Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale hanno firmato un protocollo d’intesa volto a rafforzare la loro cooperazione per favorire e accelerare la realizzazione di infrastrutture di sviluppo delle aree portuali. CDP – che ad agosto aveva siglato un accordo con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale – supporterà l’AdSP del Mar Tirreno Centrale fornendo attività di consulenza tecnico-amministrativa per la progettazione, l’esecuzione e lo sviluppo di opere sia per mezzo di finanziamenti pubblici che con il ricorso al Partenariato Pubblico Privato relativamente alle infrastrutture di diverse aree strategiche nei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta.
Qualora tra i progetti vi fossero interventi inseriti nel Resilience and Recovery Plan per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto, CDP potrà supportare l’Autorità di Sistema nell’individuazione e gestione delle modalità di accesso alle risorse europee.
I progetti inseriti nell’accordo riguardano, tra gli altri, per il porto di Civitavecchia: interventi sulla viabilità principale e la realizzazione della darsena energetica grandi masse nelle sue tre componenti, compresa quella legata alla catena dell’idrogeno per l’ambientalizzazione dello scalo marittimo.
Per il porto di Fiumicino, invece, la collaborazione fra CDP e AdSP si focalizzerà sullo sviluppo del nuovo porto commerciale.
A Gaeta gli interventi riguarderanno, invece, il completamento del porto commerciale e la delocalizzazione della cantieristica navale.
Cassa Depositi e Prestiti, in linea con il suo piano industriale 2019-21, affiancherà l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale in tutte le fasi che porteranno alla realizzazione di queste opere strategiche per i porti e le città in cui si trovano, dalla programmazione all’esecuzione, passando anche per la progettazione e l’affidamento dei lavori.
Inoltre, CDP valuterà eventuali richieste di finanziamento da parte dell’Autorità di Sistema individuando le migliori condizioni tempo per tempo praticabili e fornendo il supporto necessario a favorire il perfezionamento delle relative operazioni di finanziamento.
“Si tratta di un’ulteriore, importante spinta in funzione dello sviluppo dei porti del network laziale e di questo non posso che ringraziare Cassa Depositi e Prestiti che, con le sue competenze, saprà fornirci il necessario supporto in relazione a tutte le fasi di realizzazione dei principali interventi infrastrutturali dei tre scali. Per Civitavecchia, nello specifico, si riprende un discorso fondamentale non solo per lo sviluppo del porto ma anche per l’ambiente, ovvero la realizzazione della darsena energetica grandi masse nelle sue tre “anime” riguardanti il settore energetico, con un focus particolare allo sviluppo del GNL e dell’idrogeno verde, la cantieristica navale e il traffico marittimo multipurpose”, ha dichiarato Francesco Maria di Majo, Presidente dell’AdSP Mar Tirreno Centro Settentrionale.
“Con la firma di questo importante accordo con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale – il secondo firmato con un’autorità portuale nell’arco di pochi mesi – Cassa Depositi e Prestiti rafforza il proprio ruolo nel supportare il rinnovamento infrastrutturale del Paese. CDP assisterà l’Autorità di Sistema nella realizzazione di nuove opere strategiche per i porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, in un’ottica sostenibile e di integrazione con gli altri porti nazionali, con l’obiettivo di valorizzare e riqualificare le aree interessate e creare uno sviluppo sostenibile dell’hub portuale”, ha dichiarato Tommaso SabatoDirettore CDP Infrastrutture e Pubblica Amministrazione.

Lo Studio Legale Mep Law punta sul dipartimento di Diritto della navigazione e dei trasporti

Un settore gestito da un team giovane under 40, particolarmente strategico per lo studio, con particolare attenzione alle compravendite di navi e merci internazionali, assicurazioni, servizi portuali e logistica, charterparty, ambiente ed energia.
Lo studio legale Mep Law, gruppo italiano a vocazione internazionale, rafforza il suo dipartimento di diritto marittimo e dei trasporti con l’ingresso nel team dell’avvocato Federico Serra, con una solida esperienza in materia di diritto inglese ed italiano nel settore dei trasporti, della logistica e della nautica.
In Mep Law il dipartimento è gestito da un team giovane under 40, ed è considerato particolarmente strategico per lo studio, con particolare attenzione alle compravendite di navi e merci internazionali, assicurazioni, servizi portuali e logistica, charterparty, ambiente ed energia.
Il rafforzamento sembra avvenire al momento giusto, in un contesto in cui i rapporti tra i vari paesi, scambi commerciali compresi, vivono uno stato di incertezza a causa del covid19, e in cui le frontiere vivono un’apertura parziale.
Nonostante la riapertura parziale delle frontiere nazionali, molti armatori o noleggiatori di yacht (spesso cittadini o residenti di nazioni extra EU), hanno riscontrato, e tutt’ora riscontrano, parecchie difficoltà nel fare ingresso in Italia, o in altri paesi mediterranei, così da poter avere accesso alle loro unità da diporto – Commenta l’Avvocato Macchi, socio fondatore di Mep Law, e a capo del Dipartimento.  Da un punto di vista legale, la questione richiede lo studio delle varie normative nazionali applicabili al fine di individuare possibili soluzioni che consentano il legittimo ingresso dei clienti”.
In quest’ottica, lo studio legale Mep Law può garantire un’azione rapida ed efficace, forte dei diversi ambiti di competenza e della presenza in diversi stati, che offre una visione d’insieme più completa della problematica. Una sorta di “one stop solution” in ambito legale.
Se l’attività imprenditoriale acquista sempre più una dimensione transnazionale, così deve fare lo studio legale che è a servizio di essa. Sarebbe impensabile, ed estremamente dispendioso, avere uno studio legale competente per ogni mercato nel quale si vuole esportare il proprio business. – Dichiara l’Avvocato Lorenzo MacchiPer il 2020, ci poniamo, innanzitutto, di consolidare ed accrescere il sistema di Alleanze Strategiche e porre Mep Law Group al centro del nostro progetto di crescita, ampliando nei prossimi 6 mesi il numero di collaborazioni nel mondo specialmente in Asia, nei Balcani ed in Africa. Un altro obbiettivo è quello di implementare sempre di più l’approccio multidisciplinare, con la creazione di gruppi di lavoro con conoscenze ed esperienze diverse al fine di affrontare le complesse problematiche di diritto da diverse angolazioni.”
Nella foto l’Avvocato Lorenzo Macchi
https://www.meplaw.net/lo-studio/

Accordo di collaborazione tra Marina Militare e Ministero dello Sviluppo Economico

Roma, 14 settembre 2020, al via un accordo di collaborazione tra la Marina Militare e la Direzione Generale per le Infrastrutture e la Sicurezza dei Sistemi Energetici e Geominerari del Ministero dello Sviluppo Economico (DGISSEG), finalizzato a consolidare le sinergie già in atto tra le due organizzazioni nell’alveo dei rispettivi compiti d’istituto.
L’accordo è stato siglato oggi dall’ammiraglio di squadra Aurelio De Carolis, Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare, e l’ingegner Gilberto Dialuce, Direttore Generale della DGISSEG, a Palazzo Marina, sede dello Stato Maggiore della Forza Armata,
La Marina Militare, con il proprio personale in possesso di preparazione tecnica ed esperienza professionale nello specifico settore della subacquea e dell’idrografia e di mezzi specialistici all’avanguardia, fornisce supporto alla DGISSEG nell’organizzazione e nello svolgimento dell’attività ispettiva di competenza in materia di controlli di sicurezza di impianti nel mare territoriale e nella piattaforma continentale, campagne di ispezione e prelievo di campioni provenienti dal settore estrattivo per l’effettuazione delle attività di verifica delle condizioni dello stato di condotte e impianti e, infine, il necessario supporto idrografico.
L’Accordo definisce le attività congiunte da svolgere nel biennio 2020-2021 e consentirà di sviluppare sinergie nell’ambito dell’apprezzamento delle condizioni del sottofondo marino e di quanto in esso presente, nell’esecuzione di interventi in quota nei mari prospicienti l’Italia con finalità di supporto alla sicurezza offshore nazionale e alla sorveglianza e controllo per la tutela ambientale, e fornirà un importante contributo anche nei campi della pubblica utilità e della sinergia inter-istituzionale per una maggiore sicurezza dell’approvvigionamento energetico e della “sicurezza marittima” intesa nel senso più ampio.
La partecipazione della Forza Armata a questo tipo di attività fa parte del supporto che la Marina Militare garantisce all’Italia per la tutela dei propri interessi sul mare e nel mare. Tra essi rientra la sicurezza dei flussi commerciali ed energetici, in un contesto internazionale caratterizzato da crescenti fattori di rischio per la sicurezza collettiva del Paese sul piano geopolitico, economico-finanziario, ambientale e tecnologico.

Costa Rica annuncia il protocollo d’intesa con Iberia per la promozione in Italia e in Israele

Il protocollo d’intesa è stato firmato nell’ambito della fiera FITUR di Madrid, Spagna
Madrid, Spagna. Al fine di rafforzare le relazioni commerciali e promuovere azioni congiunte, il Ministro del Turismo del Costa Rica Maria Amalia Revelo e il Presidente di Iberia Luis Gallego hanno firmato il 22 gennaio scorso un memorandum d’intesa per promuovere il Costa Rica come destinazione turistica in Italia e Israele attraverso le molteplici connessioni messe a disposizione dalla compagnia aerea.
La firma si è tenuta presso lo stand Costa Rica a FITUR 2020, fiera che celebra quest’anno il suo 40° anniversario. Secondo il Ministro del Turismo, il protocollo d’intesa conferma i legami di amicizia dell’ente del turismo costaricano con uno dei suoi più importanti alleati strategici in Spagna, Iberia.
“Sono molto soddisfatta di aver firmato un ampliamento dell’accordo con Iberia, uno dei nostri principali partner in Europa, includendo mercati come l’Italia e Israele, che hanno un enorme potenziale per il Costa Rica.”
Revelo ha aggiunto che “la firma di questo accordo segna i primi passi per espandere il numero di connessioni con mercati europei come l’Italia e mercati di interesse potenziale come Israele da Madrid”.
La Ministra ha ricordato che oltre quattro decenni fa Iberia è stata la prima compagnia aerea a collegare il Costa Rica con l’Europa con un volo diretto ed è rimasta costante nel tempo, offrendo servizi di trasporto aereo di alta qualità che ora saranno ampliati con nuove opportunità di collegamento con l’Italia e Israele.
“Siamo molto felici di aver firmato l’accordo che ci permetterà di collegare nuovi paesi al Costa Rica attraverso il nostro hub di Madrid. Vogliamo inoltre sottolineare l’importanza di questa azione con l’introduzione del nuovo aeromobile Airbus A350″, ha dichiarato Luis Gallego, Presidente di Iberia dopo aver firmato l’accordo.
La compagnia aerea spagnola prevede di offrire nel 2020 circa 230.000 posti tra San José e Madrid e conta su quattordici destinazioni italiane: Bari, Bologna, Catania, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Olbia, Palermo, Roma, Torino, Venezia e Verona che consentono ai passeggeri comodi collegamenti con il Costa Rica.
La compagnia offre anche un volo giornaliero e diretto da Tel Aviv a Madrid, che permetterà migliori collegamenti con il volo per San José de Costa Rica.
 

Costa Smeralda approda a Savona per i preparativi in vista dell’inizio delle sue crociere da Savona nel Mediterraneo occidentale

Genova, 15 settembre 2020 – Costa Crociere ritorna nel porto di Savona con Costa Smeralda, la prima nave della compagnia italiana alimentata a LNG. La nave, che in questi mesi è rimasta ormeggiata a Marsiglia, arriverà mercoledì 16 settembre nel porto della Torretta per effettuare i preparativi necessari in vista della sua ripartenza, prevista per il 10 ottobre.
Tra le attività in programma la principale è relativa all’implementazione, sia a bordo sia al Palacrociere, del Costa Safety Protocol, il protocollo sviluppato dalla compagnia insieme a un panel di esperti scientifici, che contiene nuove misure operative adeguate alle esigenze della situazione COVID-19, perfettamente conformi alle disposizioni in materia definite dalle autorità italiane ed europee. Tra le novità introdotte dal protocollo ci sono i test con tampone per tutti gli ospiti in imbarco e la visita delle destinazioni solo con escursioni protette.
Costa Smeralda non è l’unica nave Costa ad arrivare il Liguria. Lunedì mattina ha ormeggiato al ponte Andrea Doria di Genova anche Costa Diadema, che partirà per la sua prima crociera sabato 19 settembre, con un itinerario di una settimana alla scoperta di alcune delle più belle destinazioni italiane del Mediterraneo occidentale.
Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale: “La ripartenza graduale e in massima sicurezza del settore crocieristico segna l’avvio di una fase molto importante per i nostri porti; la sperimentazione di nuove forme di svolgimento delle attività tipiche dell’economia del mare in grado di coniugare l’operatività con la tutela della salute.  
Savona è home port di Costa Crociere e questo rende ancora più importante la giornata di oggi per l’economia e l’occupazione della città, della provincia e della regione. L’Autorità di Sistema è al fianco di Costa Crociere affinché il mercato delle crociere possa tornare alla piena operatività con standard di sicurezza sanitaria notevolmente migliorati a garanzia dei consumatori a bordo così come a terra”.
E’ un grande piacere poter rivedere Costa Smeralda tornare alla sua casa, pronta per poter accogliere di nuovo i nostri ospiti per una rinnovata esperienza di crociera.
In questi mesi abbiamo lavorato intensamente per predisporre tutti i protocolli necessari al fine di rendere ancora più sicure le vacanze in crociera.
I primi riscontri che stiamo ottenendo sono stati molto positivi e stiamo proseguendo nel lavoro di miglioramento continuo e costante delle procedure di sicurezza.” - ha dichiarato Carlo Schiavon, Country Manager Italia Costa Crociere. “Per noi Savona rappresenta non solo l’home port per gli itinerari del Mediterraneo occidentale, ma anche un punto di riferimento per noi e per le altre destinazioni nazionali ed internazionali per continuare a crescere e sviluppare insieme un modello di economia circolare che possa portare beneficio alle comunità locali, nel pieno rispetto della sicurezza e del territorio.”
“Nelle ultime settimane la nostra Amministrazione aveva auspicato e sollecitato, insieme ad Autorità di sistema portuale, la ripartenza del settore crocieristico.
La Città di Savona è pronta per accogliere, nuovamente, i turisti nella consapevolezza che i protocolli di sicurezza, messi a punto e condivisi dalle maggiori compagnie, garantiscono le condizioni per la ripartenza di uno dei comparti che hanno più sofferto in questo grave periodo di crisi globale. – ha dichiarato Ilaria Caprioglio, Sindaco di Savona.
Costa Crociere a Savona, in questi anni, è stata motore dello sviluppo economico, turistico e sociale della Città.
I dati raccolti nel rapporto Costa 2018 stimano in 125 milioni di euro l’impatto economico sulla Città home port, con quasi 900.000 passeggeri movimentati all’anno, oltre 700 posti di lavoro e rapporti con 30 fornitori.”
Il Costa Safety Protocol, che sarà applicato anche su Costa Diadema e Costa Smeralda, prende in considerazione ogni aspetto dell’esperienza in crociera, dalla prenotazione sino al rientro a casa.
Le misure principali comprendono test con tampone per tutti gli ospiti e l’equipaggio prima dell’imbarco, controllo della temperatura ogni volta che si scende e si rientra in nave, visite delle destinazioni solo con escursioni protette, distanziamento fisico a bordo e nei terminal anche grazie alla riduzione del numero di passeggeri, nuove modalità di fruizione dei servizi di bordo, potenziamento della sanificazione e dei servizi medici, utilizzo della mascherina protettiva quando necessario.
A partire dal 10 ottobre 2020 e per l’intera stagione invernale 2020-21, Costa Smeralda farà scalo a Savona tutte le settimane nella giornata di sabato, proponendo un itinerario nel Mediterraneo occidentale, compatibilmente con le disposizioni in vigore o eventuali restrizioni in essere. L’itinerario definitivo verrà comunicato nelle prossime settimane.

Carnival Corporation nomina Peter Hutchison Senior Vice President, Vice Chief Ethics and Compliance Officer

Miami, 16 settembre 2020 - Carnival Corporation & plc (NYSE/LSE: CCL; NYSE: CUK), una delle più grandi compagnie di viaggi per il tempo libero al mondo, ha annunciato oggi la nomina di Peter Hutchison come vicepresidente senior, vice capo responsabile etico e compliance officer, a partire dal 25 settembre 2020. Hutchison riferirà direttamente a Peter C. Anderson, Chief Ethics and Compliance Officer.
In qualità di vicepresidente, governance, presso Carnival UK, Hutchison avrà un ruolo fondamentale nel sostenere l’attuazione complessiva del programma di etica e conformità con la responsabilità primaria di supervisionare e migliorare ulteriormente la funzione investigativa per gli incidenti che coinvolgono la salute, l’ambiente, la sicurezza e la sicurezza (HESS).
Attingendo alla sua vasta esperienza, in quanto il nuovo vice capo Hutchison sovrintenderà anche alle attività di rischio di conformità, faciliterà le comunicazioni aperte tra i marchi delle compagnie di crociera dell’azienda, monitorerà l’implementazione dei programmi locali, sostenerà i sistemi e i processi appropriati per migliorare la supervisione del programma e guiderà importanti iniziative di programma.
Più specificamente, in qualità di nuovo leader del gruppo di analisi degli incidenti di Carnival Corporation, Hutchison sarà responsabile di tutti gli sforzi per indagare su alcuni problemi di salute, ambiente, sicurezza e sicurezza, inclusi i quasi problemi. Egli gestirà anche il team di investigatori, e assistere nel miglioramento delle funzioni investigative in tutta l’organizzazione.
“Peter Hutchison ha una rara combinazione di competenze ed esperienza che ci permetterà di rafforzare ulteriormente la nostra funzione investigativa”, ha dichiarato Arnold Donald,presidente e CEO di Carnival Corporation. “Non solo ci aiuterà a migliorare nell’identificare le cause profonde degli incidenti, Ma Peter contribuirà anche a garantire che le lezioni apprese siano condivise ampiamente in tutta la nostra organizzazione”.
Anderson ha aggiunto: “Questo è un altro passo nel nostro continuo sforzo per costruire un programma di conformità di livello mondiale. Siamo entusiasti che Peter si unisca al nostro team.”
Hutchison ha iniziato la sua carriera come cadetto di coperta nel 1996 con P&O Cruises, servendo in mare per 14 anni, incluse le posizioni presso Princess Cruises, P&O Australia e Cunard. Dal 2010, Hutchison ha ricoperto varie posizioni di gestione a terra nei settori della conformità HESS, comprese le posizioni a sostegno dello sviluppo delle politiche dell’azienda, degli audit interni e delle indagini. In precedenza ha lavorato come manager, indagini, presso Holland America Line e direttore delle indagini marine per Carnival Corporation. Dal 2013 al 2017, Hutchison ha lavorato presso uno studio legale marittimo e una società di gestione navale, entrambi con sede a Londra.
Da quando è tornato a Carnival UK nel 2017, Hutchison ha ricoperto la carica di vice presidente, governance, presso Carnival UK, guidando i team International Safety Management Code (ISM) e HESS.
Hutchison è un maestro marinaio e ha conseguito un diploma in scienze nautiche presso il Glasgow College of Nautical Studies in Scozia e ha frequentato il corso Applied Marine Accident Investigation presso la Cranfield University, Inghilterra.

I 100 anni della F.lli Razeto & Casareto al 60mo Salone Nautico di Genova

Il Salone Nautico Internazionale a Genova, sarà l’occasione per la F.LLI RAZETO E CASARETO SPA per celebrare il centesimo anniversario della fondazione.
Per l’occasione l’azienda presenterà la maniglia Centenario, prima di una serie la cui produzione in edizione limitata continuerà nel 2021. “La nostra azienda partecipa al Salone Nautico Internazionale a Genova per la cinquantaduesima volta ed,essendo stata fondata nell’Ottobre 1920 ci viene naturale pensare di voler celebrare i festeggiamenti a Genova proprio il primo ottobre di cento anni dopo”, suggeriscono da Sori. Cosa è successo alla FREC in questi cento anni lo trovate a QUESTO LINK. Centenario è un progetto che si pone come obiettivo la produzione in serie limitata di una collezione di maniglie che celebrino, appunto, cento anni di attività dell’azienda. “Essendo la nostra realtà aziendale, fortemente radicata nel territorio e incarnando tutte quelle caratteristiche di creatività, laboriosità, parsimonia e rispetto dell’ambiente, proprie del nostro territorio,”, aggiungono alla Razeto e Casareto, “abbiamo deciso di dedicare a queste caratteristiche il filo conduttore della collezione. Dall’incontro con Vigo Mosaici, azienda storica di Campoligure che come la nostra incarna le medesime caratteristiche Liguri al 100%, è nata quindi l’idea di creare una collezione di maniglie artistiche di lusso, con materiali a Km 0, di riciclo, dove l’arte è data dalla tecnica ineccepibile, dalla creatività e non dai materiali preziosi.” La prima maniglia realizzata, la n.00, in esposizione al Salone Nautico Internazionale a Genova, raffigura il logo aziendale, ricreato con un lavoro minuzioso di micromosaico, e rappresenta il primo passo di un percorso che si concluderà nel corso del 2021 con la produzione in edizione limitata di maniglie realizzate con materiale di riciclo, recuperato dalle macerie di graniglia genovese (“zetto” in dialetto locale) derivato dalle opere di ristrutturazione degli uffici, avvenuto nell’Agosto 2019. “Il materiale recuperato, a Km 0, di riciclo, simbolo di un’economia circolare che nel nostro territorio da sempre è stata osservata – concludono – comporrà nuove opere d’arte: maniglie uniche, simbolo delle nostre radici, della nostra azienda e del nostro territorio”.

Guardia Costiera pugliese: sequestrate tre tonnellate e mezza di prodotto ittico

Manfredonia, 16 settembre 2020 –  Un’intensa e capillare attività di controllo in materia di pesca è stata condotta nei giorni scorsi dagli uomini della Guardia Costiera di tutte le Capitanerie di porto della Puglia, coordinati dal 6° Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Bari, a seguito della quale sono state sequestrate tre tonnellate e mezza di prodotto ittico e comminate sanzioni per un ammontare totale pari a 88.000 euro.
Gli sforzi profusi dal personale della Guardia Costiera si sono concentrati oltre che alla repressione di eventuali fenomeni di pesca abusiva e non regolare anche all’ attività preventiva con effetti deterrenti finalizzati alla tutela della risorsa ittica a rischio.
La maggior parte delle sanzioni comminate hanno riguardato problemi concernenti alla tracciabilità del prodotto ittico ma non solo. I controlli posti in essere hanno permesso di accertare anche un caso di frode in commercio (pesce “pangasio” venduto come pesce “persico”) e la vendita e somministrazione di prodotti ittici scaduti.
In particolare nel solo Compartimento Marittimo di Manfredonia (da Zapponeta a Marina di Chieuti) sono stati effettuati nel corso dell’operazione complessa n°54 controlli e ispezioni presso diversi operatori del settore(ristoranti, pescherie e venditori ambulanti), sono state elevate n° 10 sanzioni amministrative pari ad un importo totale di circa 19.000 euro.
Particolare attenzione è stata posta all’utilizzo di attrezzi da pesca non regolari, con il sequestro di ben 34 attrezzi non regolari.
Le attività di controllo continueranno anche nei prossimi giorni, al fine di garantire il rispetto di norme e regolamenti in materia di pesca.

Ancona, in fiamme l’area ex Tubimar: nessuna persona ferita

Ancona, 17 settembre 2020 – La scorsa notte  un grosso incendio ha interessato l’area ex Tubimar nel porto di Ancona. La notizia più importante è che nell’incidente non sono state coinvolte persone.
Fin dai primi minuti dell’incendio, oltre alla necessità di spegnere le fiamme, la priorità è stata quella della tutela della salute e della pubblica sicurezza alla luce delle colonne di fumo denso che si alzavano dalle strutture coinvolte.
Il sistema portuale, imprese e operatori, sta dando il massimo supporto alle autorità sanitarie, all’Arpa Marche, ad Asur Marche, al Comune e ai Vigili del fuoco per consentire di valutare possibili rischi per la qualità dell’aria.
Dopo la riunione delle 7.30 per la sicurezza pubblica indetta dalla prefettura di Ancona, è stata convocata una riunione dall’Autorità di sistema portuale con la Capitaneria di porto di Ancona, le istituzioni e i concessionari dei capannoni per avere informazioni dettagliate sulle merci presenti al momento dell’incendio.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco con mezzi provenienti da tutta la Provincia di Ancona con il supporto di squadre da Pesaro, Macerata e Ascoli Piceno.
Sono al lavoro cinquanta unità e 30 mezzi. Al momento sono rimasti diversi focolai attivi all’interno dei capannoni interessati sui quali i Vigili del fuoco stanno continuando l’opera di spegnimento. La situazione avrebbe potuto essere ancora peggiore se la risposta dei Vigili del fuoco non fosse stata così rapida e consistente consentendo di limitare l’espansione delle fiamme.
L’area ex Tubimar, di proprietà del Demanio Marittimo dello Stato e gestita dall’Autorità di sistema portuale, ha una superficie complessiva di 100 mila metri quadri di cui 45.891 metri quadrati coperti, suddivisi in 12 capannoni e ulteriori due strutture adibite a palazzine uffici, non coinvolte nell’incendio. Sono 11 i concessionari operativi nella struttura ex Tubimar.
Sette hanno in concessione aree all’interno dei capannoni per una superficie totale di circa 36.091 metri quadrati: tre società avevano depositi per attività logistiche (Ase, Frittelli Marittime Group, Icop); tre depositi per la cantieristica navale (Fincantieri, Cpn, Consorzio navale scarl); un deposito per mezzi di sollevamento e piattaforme mobili (Omec). L’incendio ha danneggiato in particolare i capannoni in concessione ad Ase e Frittelli Maritime Group.
Nel pomeriggio, ha compiuto un sopralluogo nell’area portuale interessata la ministra alle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, accompagnata dal sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti con delega ai Porti, Roberto Traversi. Era presente anche l’onorevole Mirella Emiliozzi.
La ministra ha assicurato la massima collaborazione con l’Autorità di sistema portuale e le istituzioni di riferimento nel lavorare alla ricostruzione del sito produttivo.
“In queste ore difficili che il porto di Ancona sta affrontando come sempre, in maniera coesa, la notizia più importante è che nessuna persona sia stata coinvolta nell’incendio – ha detto il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Rodolfo Giampieri -, oggi è prioritario occuparsi della tutela della salute e della sicurezza pubblica.
Dai prossimi giorni, insieme alle altre istituzioni e agli operatori, penseremo alla ricostruzione del sito produttivo e all’individuazione di nuovi spazi sostitutivi delle superfici al momento non utilizzabile.
Da sottolineare l’attenzione che la ministra ha messo, durante la sua visita, sull’importanza del ritorno all’efficienza nel minor tempo possibile”.

Varato il motoryacht Cetera 60 del Gruppo Fiart Mare


Uno dei vari più attesi delle ultime stagioni nautiche, quello del Cetera 60, è avvenuto!
Cetera 60, Yacht Multispace che per la forte carica d’innovazione, la genialità del suo concept, ha saputo in questi mesi catturare l’attenzione di tanti addetti ai lavori e di tantissimi appassionati armatori, una volta uscito dagli stabilimenti di produzione del Gruppo Fiart Mare, cui il brand Cetera fa capo, ha finalmente toccato l’acqua. La cerimonia del varo di quello che è stato definito il primo e quindi anche l’unico Multispace – al quale seguirà una gamma di modelli più grandi – molto sentita e partecipata da chi ha lavorato a bordo dell’imbarcazione, segna l’inizio di un percorso che a breve porterà l’imbarcazione a navigare lungo le coste italiane per culminare la sua rotta nella Darsena Grande antistante il Salone Nautico di Genova, dove la barca sarà esposta al grande pubblico dal 1 al 6 ottobre prossimi – Marina E, Stand YE01-YE03.

Per Cetera 60, Francesco Guida, che firma il progetto, ha elaborato un layout innovativo, razionalizzando ogni spazio in funzione di una vivibilità totale: la living area sul Cetera 60 è di 146 mq, circa il 20% in più di un normale motoryacht fly di pari categoria.
Il layout prevede tre cabine: master suite con bagno en suite, una VIP con matrimoniale e bagno, e una ospiti con letti affiancati, sempre con bagno en suite. A bordo c’è poi un’ulteriore cabina, l’unica sottocoperta, collocata a pruavia dello scafo, destinata alla crew, ancora una volta con bagno dedicato. Alla zona notte si aggiunge un salone interno con dinette pranzo e bar, e due pozzetti: a poppa, classico, dedicato al contatto col mare; a prua, una grande area lounge attigua al salone interno che offre massima privacy, specie quando lo yacht è all’ormeggio nel marina. La cucina, assieme alla zona pranzo, è sull’ampio ponte superiore, chiubibile, dove si trova anche la stazione di governo.

Leitmotiv in grado di caratterizzare l’estetica dell’imbarcazione e la godibilità dei suoi interni, è l’ampio uso del vetro: sottolinea l’eleganza del design, accentuata dall’alternarsi di pieni e vuoti, luci e ombre, superfici opache e superfici vetrate, e al contempo inonda ogni ambiente di luce naturale, sottolineandone l’ampiezza.
Con la motorizzazione Volvo Penta D82×600 HP common-rail da 7,7 litri e 6 cilindri in linea con turbo a doppia mandata e compressore volumetrico – e sistemi di propulsione IPS 800, Cetera 60 raggiunge i 28 nodi di velocità massima.

Taglio della lamiera per la seconda unità Expedition ultra Luxury di Seabourn

Costruita da T. Mariotti la nave è destinata alle crociere antartiche
San Giorgio di Nogaro, 17 settembre 2020 – Con la cerimonia per il taglio della lamiera, che si è svolta oggi pomeriggio ai cantieri CIMAR, è ufficialmente iniziata la costruzione della seconda delle due navi ultra lusso commissionate da Seabourn a T. Mariotti. La nave gemella di Seabourn Venture, la cui consegna è prevista nel 2021, è ancora in attesa di ricevere il nome e verrà ultimata nel 2022.
Alla cerimonia era presente Marco Ghiglione, amministratore delegato di T. Mariotti, mentre Josh Leibowitz, presidente di Seabourn, ha partecipato in live streaming dagli Stati Uniti a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria mondiale.
«Con due navi di questa classe ora in costruzione, aumenta l’attesa per crescere e affermarci nella categoria dei viaggi expedition e stabilire un nuovo standard di lusso e di avventura – dice Josh Leibowitz, presidente di Seabourn – Adam Tihany ha progettato un incredibile ambiente a bordo e sono sicuro che il team Mariotti riuscirà a realizzarlo in modo da lasciare un’impressione duratura in chiunque vedrà queste navi».
«Il taglio della lamiera per la seconda nave destinata alle crociere antartiche, con Seabourn Venture già in costruzione, accresce l’entusiasmo per l’ormai consolidata collaborazione con Seabourn – dichiara Marco Ghiglione – La cerimonia è stata particolare, seguita in diretta streaming da diverse località del mondo, con un brindisi virtuale che ha ufficialmente dato il via alla costruzione della seconda nave della compagnia di Seattle. Ora più che mai, ci impegneremo a renderla straordinaria, con i più alti standard di bellezza, comfort e sicurezza. Le due navi gemelle della Seabourn, da questo momento entrambe in costruzione, possono contare sull’affiatamento delle persone di Seabourn, Carnival Corporate Shipbuilding, Tihany Design e T.Mariotti, che lavorano insieme come un unico team».
Entrambe le unità sono state progettate e verranno costruite per ambienti naturali diversi, secondo lo standard PC6 Polar Class e includeranno una varietà di hardware e tecnologie moderne che aumenteranno le capacità e il raggio di azione globale delle navi, inclusi due sottomarini costruiti su misura per offrire un’esperienza unica: vedere il mondo sotto la superficie dell’oceano.
Dotate di 24 zodiacs ciascuna, per permettere a tutti gli ospiti di uscire in escursione in una volta sola, entrambe le unità vanteranno anche 132 oceanfront veranda suites in grado di garantire la migliore ospitalità in qualunque condizione meteo la nave si trovi.
All’hospitality designer Adam Tihany è stato affidato il compito di sviluppare la visione progettuale delle aree pubbliche e di tutte le categorie di suites, oltre a quella di disegnare arredi unici ed eleganti, pensati e realizzati in esclusiva per le due navi Expedition.
Seabourn continua a rappresentare il simbolo del viaggio ultra-lusso con navi intime e i tipici elementi distintivi che caratterizzano la linea: suites spaziose, arredate con cura, molte con veranda e tutte fronte mare; cucina superba in un’ampia scelta di locali; liquori e vini pregiati inclusi nel soggiorno disponibili in ogni momento; servizi vincenti e un’atmosfera rilassata e socievole che fa sentire gli ospiti come a casa. Le navi viaggeranno per il mondo verso molte delle destinazioni più ambite, tra cui le città più famose, oltre 170 siti Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, porti e luoghi meno conosciuti.

Gruber Logistics avvia una nuova filiale a Francoforte

Gruber Logistics, società altoatesina di logistica e trasporti, localizzata in quindici paesi con trenta sedi operative, apre una nuova filiale a Francoforte.
Gruber Logistics non ha interrotto i propri piani di espansione a seguito della crisi economica derivante dal lock down applicato in varia misura in Europa.
Martin Gruber (nella foto), Amministratore Delegato della Società, ha recentemente dichiarato che “non è più possibile parlare di crisi economica ma bensì di una nuova condizione di mercato che dobbiamo essere in grado di affrontare nel modo migliore”.
Negli ultimi dieci anni Gruber Logistics ha avuto una crescita di fatturato costante che l’ha portata ad essere uno dei principali attori della logistica in Italia toccando un fatturato nel 2019 di 360 milioni di euro.
La nuova filiale di Francoforte avrà come principale ambito di attività le spedizioni Mare & Aereo, segmento di mercato nel quale Gruber Logistics opera fin dal 2006 attraverso sedi proprie dislocate in Italia, Germania e Cina.
I servizi offerti riguarderanno carichi parziali, completi e carichi eccezionali.
“La nostra divisione Project Cargo, Air and Ocean è già operativa in Germania attraverso due filiali” commenta Sommer Carsten “Head of Business Unit & Managing Director Project Cargo, Air & Ocean” Francoforte rappresenta un hub centrale in Europa per il trasporto aereo.
La nostra nuova filiale è situata direttamente in aeroporto per supportare facilmente le operazioni e lo sdoganamento delle merci direttamente in loco, il che ci consente con ancora maggiore flessibilità di rispondere alle esigenze dei nostri clienti nell’area del Reno.
Entro un mese offriremo servizi di groupage settimanali nelle principali metropoli del mondo, in modo che, oltre all’elevata affidabilità del nostro personale operativo, otterremo una maggiore indipendenza in caso di scarsità di spazio merci tramite prenotazioni fisse di allocazioni settimanali”.

Concessionari marina del Canaletto. Il Consiglio di Stato conferma la validità e la fondatezza delle azioni dell’AdSP

La Spezia, 8 settembre 2020 – È stata depositata il 31 agosto scorso la sentenza del Consiglio di Stato, discussa il 9 luglio u.s., che chiude definitivamente un lungo contenzioso avviato dai concessionari delle marine storiche del Canaletto e poi successivamente  portate avanti solo dalla società Scafi srl unica rimasta, avendo tutti gli altri, rinunciato agli atti e ai giudizi.
La sentenza è stata pronunciata a seguito dell’impugnazione da parte dei concessionari delle sentenze del Tar Liguria risalenti all’anno 2013 (più precisamente due sentenze identiche nn. 1440/2013 e 1441/2013), con le quali venivano dichiarati inammissibili i ricorsi e i motivi aggiunti proposti contro il Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2010/2012 dell’Autorità Portuale della Spezia, contro tutti gli atti prodromici e conseguenti e, ovviamente, contro il trasferimento delle Marine del Canaletto.
Il Consiglio di Stato, che più volte si era pronunciato a favore della correttezza dell’azione dell’Autorità, questa volta non si è limitato a ribadire quanto già affermato, ma ha ripercorso tutte le precedenti pronunce e ne ha rafforzato i contenuti, confermato la validità e la fondatezza delle azioni dell’AdSP.
Uno dei punti nodali della pronuncia, è che il Consiglio ribadisce che la società Scafi srl, non avendo più la qualifica di concessionario dall’anno 2015, occupa da allora sine titulo l’area demaniale e per tanto non aveva legittimazione per proporre il ricorso. (pag. 39 della sentenza).
Auspicando di avere definitivamente  archiviato la stagione del contenzioso, ci si potrà ora concentrare sullo sviluppo del porto e sulla attuazione del Piano Regolatore Portuale.

d’Amico International Shipping S.A: firmato accordo per la vendita della MT High Courage

Lussemburgo – 08 settembre, 2020 – d’Amico International Shipping S.A. (Borsa Italiana: DIS.MI) (la “Società” o “DIS”), società leader a livello internazionale nel trasporto marittimo, specializzata nel mercato delle navi cisterna, rende noto che la propria controllata operativa d’Amico Tankers D.A.C. (Irlanda) (“d’Amico Tankers”), ha firmato un accordo per la vendita della MT High Courage (la “Nave”), una ‘MR’ di portata lorda pari a 46,975 tonnellate, costruita nel 2005 presso STX (Corea del Sud), per un importo pari a US$ 12,65 milioni.
Questo accordo consente a d’Amico Tankers di generare, alla consegna della nave (stimata tra novembre 2020 e gennaio 2021), circa US$ 8,9 milioni di cassa, al netto delle commissioni e del rimborso del debito bancario esistente.
Ad oggi, la flotta DIS comprende 42 navi cisterna a doppio scafo (MR, Handysize e LR1, di cui 22 navi di proprietà, 11 a noleggio time-charter e 9 a noleggio a scafo nudo), con un’età media relativa alle navi di proprietà e a noleggio a scafo nudo pari a 6,95 anni.
Paolo d’Amico, Presidente e Amministratore Delegato di d’Amico International Shipping, ha dichiarato: “Sono lieto di annunciare la firma di questo accordo per la vendita della MT High Courage, una nave MR costruita nel 2005 ed una delle più vecchie della nostra flotta.
Come affermato più volte in passato, intendiamo posizionare la nostra Azienda come armatore ed operatore di una flotta di product tankers estremamente moderna.
Questo accordo consente, inoltre, a DIS di generare circa 8,9 milioni di dollari di cassa, riducendo la nostra leva finanziaria netta e migliorando significativamente la nostra posizione di liquidità.
Riteniamo che una solida struttura finanziaria sia fondamentale per sostenere il successo della nostra azienda nel lungo termine.”
A partire da oggi, questa press release è disponibile nella sezione ‘investor relations’ del sito internet di DIS, depositata presso CSSF, diffusa attraverso il circuito e-market SDIR e depositata presso Borsa Italiana S.p.A. attraverso il sistema di e-market Storage e attraverso la Société de la Bourse de Luxembourg S.A. in qualità di OAM.

Costa Crociere presenta i nuovi itinerari invernali

Dopo la ripartenza di settembre con Costa Deliziosa e Costa Diadema, da ottobre un numero crescente di navi riprenderà ad offrire crociere, disponibili anche per i residenti in Europa con le modalità previste dal decreto del Governo.   La compagnia italiana proporrà i suoi itinerari più apprezzati nel Mediterraneo, Isole Canarie e il Giro del Mondo.   La grande novità per il prossimo inverno è Il debutto della nuova Costa Firenze nel Mediterraneo.
Genova, 10 settembre 2020 –  Costa Crociere è pronta a salpare per una stagione invernale 2020/21 ricca di novità. Dopo aver annunciato nei giorni scorsi la ripartenza delle sue crociere a settembre con Costa Deliziosa e Costa Diadema, la compagnia italiana ha ridisegnato i suoi itinerari da ottobre 2020 a marzo 2021, che vedranno il ritorno graduale di un numero crescente di navi, sempre all’insegna della massima sicurezza grazie alle nuove procedure sanitarie introdotte a bordo della flotta.
Le crociere Costa della stagione invernale 2020/21 saranno aperte anche ai cittadini europei residenti nei paesi indicati nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri*, mentre la limitazione ai soli italiani rimarrà per le prime tre partenze di settembre di Costa Deliziosa (6, 13 e 20 settembre) e per la prima di Costa Diadema (19 settembre). I dettagli sui nuovi itinerari, con la possibilità di acquistarli, saranno disponibili prossimamente sul sito www.costacrociere.it e nelle agenzie di viaggio. Costa sta lavorando con le autorità nazionali e locali dei Paesi inclusi negli itinerari, con l’obiettivo di offrire ai suoi ospiti un’esperienza di vacanza sicura e piacevole, attraverso l’implementazione del Costa Safety Protocol in tutte le destinazioni previste nel nuovo programma.
La grande novità sarà il debutto della nuova nave Costa Firenze, in costruzione presso lo stabilimento Fincantieri di Marghera (Venezia), espressione dell’inimitabile gusto italiano, il cui design trae ispirazione dal Rinascimento fiorentino nel suo massimo splendore. A partire dal 27 dicembre 2020, gli ospiti potranno scoprire questa nave di ultima generazione con una vacanza di sette giorni nel Mediterraneo occidentale piena di stile e raffinatezza, che permetterà di visitare Savona, La Spezia, Napoli, Valencia, Barcellona e Marsiglia.
L’itinerario di sette giorni di Costa Deliziosa da Trieste, alla riscoperta del meglio dell’Italia, proseguirà sino al 4 ottobre. Dal 10 ottobre la nave offrirà invece crociere di una settimana, sempre da Trieste, dirette in Grecia.
L’offerta nel Mediterraneo si arricchirà ulteriormente con l’ammiraglia Costa Smeralda, la prima nave della flotta alimentata a LNG, che dal 10 ottobre effettuerà crociere da Savona nel Mediterraneo occidentale. Da novembre Costa Diadema proporrà un fantastico itinerario di 12 giorni alle Isole Canarie, a cui si aggiungerà da dicembre un altrettanto affascinante itinerario di 14 giorni diretto in Egitto e Grecia. Non mancherà il Giro del Mondo, che partirà come previsto per la sua tredicesima edizione il 3 gennaio 2021, con Costa Deliziosa.
A parte questi itinerari, le altre crociere previste da ottobre 2020 a marzo 2021 saranno cancellate. Costa sta provvedendo ad informare gli agenti di viaggio e i clienti interessati dai cambiamenti, ai quali verrà garantita una riprotezione secondo quanto stabilito dalla normativa applicabile. Sono escluse dalle cancellazioni anche le crociere di Costa Favolosa ai Caraibi, per le quali la compagnia darà indicazioni appena possibile.
Con l’obiettivo di offrire vacanze da vivere in serenità e sicurezza per ospiti, equipaggio e comunità locali, anche per le crociere della stagione invernale 2020/21 è prevista l’applicazione del Costa Safety Protocol, un protocollo che contiene nuove procedure operative adeguate alle esigenze di risposta alla situazione COVID-19, relative a ogni aspetto dell’esperienza in crociera, sia a bordo sia a terra. Tra le misure previste ci sono anche i test antigenici per tutti gli ospiti che imbarcheranno e visite delle destinazioni solo con escursioni protette. Le procedure, studiate con il supporto scientifico di esperti indipendenti in sanità pubblica, sono conformi ai protocolli sanitari definiti dalle autorità italiane ed europee, e in alcuni casi sono ancora più restrittive. Saranno aggiornate costantemente sulla base dell’evoluzione dello scenario e delle conoscenze mediche.
*Le prime tre partenze di settembre di Costa Deliziosa (6, 13 e 20 settembre) e la prima di Costa Diadema (19 settembre) sono riservate agli ospiti residenti in Italia. Dal 27 settembre 2020 le crociere Costa saranno in vendita anche per i residenti nei Paesi europei compresi nell’allegato 20 del DPCM del 7 settembre 2020, Elenco A ed Elenco B, ovvero: Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Regno Unito. Qualora venissero adottati ulteriori Decreti Governativi o disposizioni in materia, Costa provvederà immediatamente a adeguarsi e informare i propri clienti.  

Bando di concorso per 2.200 volontari in ferma prefissata di un anno nella Marina Militare

La Marina Militare offre un’opportunità di lavoro aperta a più di duemila giovani.
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nr. 65 del 21.08.2020 – 4a Serie Speciale il bando di concorso per l’anno 2021 per reclutare 2.200 VFP1 della Marina (Volontari in Ferma Prefissata di un anno).
Per i ragazzi e le ragazze di età compresa tra i 18 e i 25 anni (non compiuti) la Marina offre un’occasione per intraprendere una carriera entusiasmante, al servizio del Paese.
Attraverso percorsi formativi e addestrativi in tutti i settori di impiego, da quello navale, alle forze speciali, alle componenti specialistiche, si avrà la possibilità di acquisire e mettere in campo competenze e professionalità. Al termine delle ferma annuale si potrà partecipare al concorso VFP4, occasione per prolungare l’impiego in Marina per quattro anni, proseguire nel proprio percorso di crescita professionale e diventare “professionisti del mare”.
I posti a concorso (2.200) sono suddivisi in 1.400 per il Corpo Equipaggi Militari Marittimi (CEMM) e 800 per il Corpo delle Capitanerie di Porto (CP).
Il reclutamento sarà effettuato con le seguenti modalità:
1° blocco, per reclutare 1.356 militari, di cui 950 per il CEMM e 406 per le CP, la cui domanda di partecipazione potrà essere presentata dal 30 agosto al 28 settembre 2020; 2° blocco (per 844 posti, di cui 450 per il CEMM e 394 per le CP) la cui domanda di partecipazione può essere presentata da 7 gennaio al 5 febbraio 2021. Solo nell’ambito del 1° blocco, sarà consentito chiedere di essere assegnati, oltre che al CEMM navale o al corpo CP, a uno dei seguenti settori d’impiego delle Forze speciali e delle Componenti specialistiche:
“CEMM anfibi”; “CEMM incursori”; “CEMM palombari”; “CEMM sommergibilisti”; “Componente aeromobili” (CEMM o CP). È ammessa la presentazione delle domande di reclutamento per entrambi i blocchi, seguendo la procedura online sul portale della Difesa, nel rispetto delle date di scadenza stabilite per ognuno di essi.
A breve, accedendo al portale del Ministero della Difesa nella pagina dedicata ai concorsi (https://concorsi.difesa.it/mm/Pagine/default.aspx) sarà possibile consultare il bando per verificare requisiti e modalità di partecipazione e tutte le informazioni inerenti il concorso nonché inoltrare la domanda on line.
Per ulteriori informazioni sui posti a concorso, settori di impiego, modalità di reclutamento e svolgimento delle fasi concorsuali visita il sito della Marina Militare: https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20200824_concorso_vfp1.aspx
 

Nuovi criteri e meccanismi tariffari, l’Unione Piloti non farà il Don Chisciotte

Il CLC Vincenzo Bellomo: spetterà all’intera categoria, indipendentemente dall’appartenenza all’una o all’altra sigla sindacale, decidere il  da farsi su un tema importante come quello del ricorso
 “Il tempo è galantuomo e sarei veramente felice se la celebre frase di Voltaire fosse smentita dall’adagio dell’eccezione che conferma la regola”. Con queste parole, il CLC Vincenzo Bellomo, ha commentato l’incontro tra piloti, a prescindere dalla casacca di appartenenza, tenutosi lo scorso 8 settembre a Trapani presso il Crystal Hotel, al quale è stato possibile per chiunque partecipare, anche in videoconferenza attraverso la pagina Facebook dell’Unione Piloti, che per l’occasione ha registrato numerosi collegamenti (circa 250).
Al centro della discussione vi è stata l’analisi delle modifiche contenute nelle indicazioni diffuse lo scorso agosto dal MIT in merito ai criteri e meccanismi tariffari per il servizio di pilotaggio.
Tra le criticità maggiori – ha osservato nella sua introduzione il CLC Vincenzo Bellomo – figurano:  il fattore K1 (presenza in stazione) che, secondo il MIT, va rivisto tenendo conto di una percentuale minima di presenza dei piloti in turno indicativamente pari al 70%, (la percentuale attualmente fissa e stabilita nella misura del 5% per il godimento dei mezzi nautici, verrebbe sostituita con tre percentuali differenziate in base all’età media delle pilotine pari al 3,6% per le pilotine con età da 0 a 10 anni, al 2,6% per quelle di età tra gli 11 e i 20 anni, e all’1% per quelle di età compresa tra 21 e 30 anni) e il passaggio dalla spesa ammessa a quella reale che azzererà la quota risparmio.
Il convegno è stato più volte interrotto da alcuni piloti che sono intervenuti animatamente dando l’impressione di essere giunti a Trapani con l’unico intento di bloccare i lavori e, conseguentemente, impedire che l’incontro producesse una maggiore consapevolezza del contenuto del documento del MIT del 10 agosto u.s.
Nel corso della riunione è anche intervenuto il CLC Ciro Romano il quale ha segnalato che la rimodulazione del K1 (disponibilità piloti in servizio) comporterà “un riallineamento del punto zero; in pratica – ha spiegato - si tratta di una nuova definizione del punto di partenza  che,  a chi adesso garantisce  il 70% delle presenze non assicurerà il riconoscimento di  un K +35 e  che questo, se non subito nel prossimo futuro, sarà zero. La percentuale del 5% per il godimento dei mezzi nautici- ha proseguito –  è qualcosa che incide fortemente sui piloti in servizio e farà scendere la loro retribuzione di più del 10%”.
Il Capitano Romano ha anche tracciato un parallelo con gli ormeggiatori, rilevando che questi, pur svolgendo un’attività liberalizzata di recente,  utilizzano la medesima formula dei piloti, godendo però di criteri assai più favorevoli, e che, a ben guardare, non si spiega come, il MIT e l’utenza, possano accettare di ritenere congrui criteri che per i Piloti sono stati messi in discussione.
In proposito ha precisato: “Per gli ormeggiatori come riferimento si prende la paga base del dirigente più alto delle Autorità Portuali con il il riconoscimento di una maggiorazione convenzionale forfettaria del 55%. Per i Piloti il valore della paga base del pilota Eb, stabilito in 2.043,80 euro, nemmeno la paga del 1° ufficiale,  non sono previsti: l’EDR; gli aumenti periodici di anzianità, con un massimo di 5 scatti, tanto meno il riconoscimento di una maggiorazione convenzionale forfettaria del 55%. Al Pilota inoltre non viene riconosciuta, come per gli ormeggiatori, la retribuzione della 13ma e 14ma mensilità ed in formula  il moltiplicatore mentre per i piloti è 12  per gli ormeggiatori è 14. I giorni di assenza retribuiti del Pilota sono composti da: ferie pari a 5 settimane, 12 giorni di festività, 4 giorni per festività soppresse, 1 giorno in caso di documentati esami clinici (visite e interventi specialistici), 1 giorno per assemblee, 3 giorni per lutto, 3 giorni per la tutela della maternità e paternità, tutti conglobati nel divisorio n/32, di conseguenza l’incidenza del K 2, 3 e 4 dovrà  prevedere un ulteriore divisorio pari a 42/52 ovvero 0,808 proprio come avviene per l’altro servizio. I divisori dei K devono rappresentare il numero dei piloti in servizio con esclusione dei Capi Pilota, fuori servizio, così come vengono esclusi i fuori turno per il servizio di ormeggio. I piloti, a differenza degli ormeggiatori, hanno quale divisore mensile 173 e non 168, ai piloti quindi non viene applicato nessun ROL. Infine  le ore settimanali sono 40 mentre per gli ormeggiatori sono 39, di conseguenza il divisore per loro è 31 e per noi 32”.
Il CLC Romano ha poi evidenziato che, nonostante fosse stata discussa in più riunioni ministeriali la modifica della quota federale del 2%, quest’ultima, inaspettatamente, non è stata inserita nel documento riassuntivo dell’attività istruttoria e, parimenti, non è stata inserita la rimodulazione dell’aliquota da destinare al Fondo Piloti anch’essa ampiamente discussa.
Stando così le cose la domanda che si è inteso porre a tutti i piloti di porto nel corso della riunione è stata una sola: che fare? Tra le varie proposte scaturite, quali lo sciopero (impraticabile poichè si potrebbe incorrere nel reato di interruzione di pubblico servizio), una moratoria delle tariffe, un ricorso alla Corte di Giustizia Europea, soltanto due sono risultate praticabili: un provvedimento di autotutela del MIT oppure un ricorso al TAR del Lazio.
A chiarire questo passaggio è intervenuto l’avvocato marittimista Paolo Malaguti. Per quanto concerne l’autotutela, è molto difficile che il MIT annulli un suo provvedimento. Se così fosse è molto  probabile che l’annullamento possa essere impugnato da parte degli armatori.  Tuttavia, pur non trattandosi di un atto immediatamente lesivo il documento del 10/08/20 firmato dal Direttore Generale dott. Mauro Coletta – ha chiosato il legale – andrebbe impugnato attraverso un ricorso al TAR del Lazio in quanto si tratterebbe del fondamento su cui verrebbe creata l’impalcatura del prossimo Decreto Tariffario che, una volta divenuto definitivo, sarà difficile modificare.
Il suggerimento finale che l’avvocato Malaguti ha rivolto all’intera categoria dei piloti di porto è di adoperarsi affinché il MIT possa in autotutela rivedere i contenuti del documento ed evitare, non avendo la certezza che ciò avvenga, che scadano i termini del ricorso al TAR del Lazio. Ovviamente – ha precisato – l’eventuale ricorso vedrebbe verosimilmente l’opposizione degli armatori i quali traggono un obiettivo beneficio dalle predette deduzioni.
“Sarebbe stato bello vedere una levata di scudi, invece, si è assistito solo ad un assordante silenzio intervallato da qualche pilota che ha chiesto all’U.P. di proporre ricorso”. Con queste parole il CLC Vincenzo Bellomo ha chiuso il convegno,  chiarendo  che “l’Unione Piloti questa volta non farà il Don Chisciotte e che, all’indomani della riunione, spetterà all’intera categoria, indipendentemente dall’appartenenza all’una o all’altra sigla sindacale, decidere il  da farsi su un tema importante come quello del ricorso avverso i nuovi criteri e meccanismi tariffari. L’Unione Piloti, avendo acquisito il volere della maggioranza dei piloti, aspetterà alla finestra attendendo che trascorra il tempo che, come è noto, è un galantuomo”.
 
 

dal 1 al 6 ottobre la 60ª edizione del Salone Nautico di Genova

Genova, 18 settembre 2020 – Con la 60ª edizione del Salone Nautico, dal 1 al 6 ottobre 2020, proprio dopo la costruzione record di Ponte San Giorgio, parte – sempre da Genova – un nuovo, forte, segnale di responsabilità sociale, determinazione, volontà e saper fare italiani.
I Saloni Nautici, la società di Confindustria Nautica che organizza l’evento, ha superato difficoltà mai sperimentate, scegliendo di applicare misure più rigorose rispetto a quelle indicate dai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri e dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. È stata istituita una Covid Task Force composta da un pool di ingegneri, sanitari e legali, coordinata dal Prof. Avv. Lorenzo Cuocolo, membro della Task Force di Regione Liguria, il cui Protocollo di sicurezza ha ricevuto il consenso unanime da parte di tutti gli organismi di controllo.
Tra le procedure adottate per mettere in sicurezza l’evento una piattaforma gestionale dedicata all’acquisto dei biglietti di ingresso, in vendita esclusivamente online, con l’indicazione dei giorni di visita, la prenotazione dei parcheggi, le telecamere ad ampio raggio per lo screening della temperatura prima dell’accesso, gli ingressi con termoscanner per il controllo individuale e automatizzato ai varchi. Due gli ingressi, quello di Levante in Piazzale Kennedy per il pubblico e quello di Ponente riservato agli espositori.
Il layout dell’esposizione, 200mila mq quasi interamente all’aperto, è stato rivisitato per garantire da 4 a 6 metri di larghezza minima su tutti i corridoi, con l’inserimento di percorsi differenziati. L’ideazione e realizzazione di nuove strutture galleggianti per il posizionamento degli stand degli espositori favorisce ulteriormente la gestione dei flussi.
Anche il nuovo parcheggio presso il Terminal Traghetti di piazzale Colombo, collegato direttamente via mare con l’esposizione e le aree di Piazzale Kennedy sono sottoposte a controllo sanitario.
Una nuova organizzazione che crea valore aggiunto anche per le prossime edizioni, come confermato dall’aumento della partecipazione dei giornalisti esteri, già accreditati insieme ai buyer internazionali, provenienti da 20 Paesi, grazie al progetto di incoming organizzato con ICE – Agenzia.
Saverio Cecchi, Presidente Confindustria Nautica: “Abbiamo sempre avuto chiara la responsabilità che ha un’Associazione di categoria che rappresenta tutta la filiera rispetto a quella di un organizzatore di eventi, per il quale probabilmente la prima valutazione è rivolta agli inevitabili ingenti oneri aggiuntivi. Non ci siamo mai fermati, continuando a lavorare senza risparmiarci, impegnando risorse aggiuntive per raggiungere l’obiettivo.  In questo percorso è stato determinante il supporto delle istituzioni locali, che proprio nell’emergenza hanno dimostrato la grande capacità di fare sistema, così come l’adozione da parte del Governo di una specifica norma per gli eventi internazionali.”
“Il complesso percorso che ci porta al Salone Nautico di quest’anno – continua il Presidente Cecchi – non sarebbe stato possibile senza le aziende del settore che hanno creduto nel progetto, alle quali va il mio ringraziamento, per essere a Genova non solo a rappresentare l’eccellenza del Made in Italy, ma anche per partecipare attivamente al rilancio dell’economia e dell’immagine del Paese.”
Il 60° Salone di Genova, si pone come un modello di gestione post Covid, anche al di là del settore, con cui i principali eventi internazionali potranno confrontarsi. Il contratto decennale, sottoscritto da Confindustria Nautica con la Regione Liguria e con il Comune di Genova, rende inoltre sempre più centrale l’evento, riconoscendo la titolarità organizzativa di Confindustria Nautica rispetto a un patrimonio che è delle aziende come anche del territorio che le accoglie ogni anno, dove il Salone sviluppa un indotto superiore ai 60 milioni di euro.
Tra gli espositori, confermati i principali cantieri, italiani ed esteri, che hanno partecipato all’edizione 2019, con alcune novità. Presenti nomi di primo piano della nautica mondiale: per le imbarcazioni a motore, i primi che hanno assicurato la loro partecipazione sono stati Amer Yachts, Arcadia, Azimut Benetti, Bluegame, Boston, Canados, Cayman Yachts Axopar, Fiart, Fijord, Galeon, Gruppo FIPA, Invictus, Menorquin, Pardo, Patrone, Prestige, Princess, Rio Yachts, Rizzardi, Sanlorenzo, Sciallino, Sealine, Sessa Marine, Solaris Power, Sundeck, Sunseeker, VanDutch.
Tra le nuove presenze 2020 Antonini Navi, Arcadia, Cantiere Franchini, Cetera, Comitti, De Antonio Yachts, Delphia, Evo Yachts, Explorer Yacht Gulf Craft, Fabbrica Italiana Motoscafi, Fincantieri, Gruppo Ferretti con la FSD – Ferretti Security Division, Nadir Yachts, Sea Infinity Yachts, Sea Ray, Steeler Yachts, Terranova Yachts.
Per la vela saranno presenti Bavaria, Beneteau, Dehler, Discovery Yacht, Dufour, Elan, Eleva Yachts, Grand Soleil, Hanse, Jeanneau, Kufner, Mylius Yachts, Nautor’s Swan, Salona, Schmidt & Partner, Solaris Yachts e Vismara.
Affollato anche il Catamaran Hub con presenze di primo piano quali: Bali, Fountaine Pajot, Lagoon, Leopard, Nautitech.
Tra i protagonisti del 60° Salone Nautico le Superboat, che avranno un’area dedicata. Ad interpretare l’avvio di questo nuovo progetto per un segmento di mercato sempre più di tendenza, sono gli ultimi modelli dei brand Anvera, Magazzù, Pirelli e Sacs.
Tra le imbarcazioni pneumatiche, presenti, BWA, BSC, Capelli, Italboats, Joker Boats, Lomac, Mar.co, Master, MV Marine, Novamarine, Nuova Jolly, Ranieri International, Scanner, Salpa, Selva, Zar Formenti. Al Nautico anche i principali player di mercato dei fuoribordo: Brunswick Marine, Selva, Suzuki, Yamaha.
Molto nutrita e qualificata la presenza delle aziende della componentistica, degli accessori e di quelle dei servizi.
Le ammiraglie del Salone Nautico 2020 sono il SD126 di Sanlorenzo (37,95 metri), mentre, per la vela, il Mylius 80 di Mylius Yachts con i suoi 25 metri di lunghezza.

“Mare Sicuro 2020”: consuntivo estate della Guardia Costiera della Liguria


Genova, 18 settembre 2020 – Il 13 settembre si è conclusa l’operazione Mare Sicuro 2020, nel corso della quale le donne e gli uomini della Guardia Costiera della Liguria hanno rafforzato  la presenza sul territorio a tutela della sicurezza e della legalità, per garantire una corretta, consapevole e serena fruizione del mare e assicurare in ogni momento un pronto intervento in caso di emergenze lungo gli oltre 330 chilometri della costiera ligure.
Un’operazione, quella di Mare Sicuro 2020, che ha visto nel corso dell’estate intensificare i servizi di vigilanza in mare e controllo sul demanio marittimo, allo scopo di prevenire gli incidenti e reprimere le condotte illecite a tutela di bagnanti e diportisti.
Un’attività di carattere principalmente operativo, svolta attraverso l’impiego dei mezzi aeronavali della Guardia costiera e delle pattuglie terrestri nei porti e sul demanio marittimo.
Espressione del costante impegno della Guardia costiera nel prevenire le condotte errate e diffondere una maggiore educazione al “rispetto del mare”, attraverso la conoscenza della norme e delle buone abitudini in materia di sicurezza della balneazione, della navigazione e del rispetto dell’ambiente marino.

Un’estate quella del 2020 fortemente caratterizzata dall’emergenza sanitaria legata al Covid-19: dal ritardato avvio della stagione balneare al contingentamento degli spazi sulle spiagge.
Per questo motivo i militari della Guardia costiera hanno contribuito, sotto l’attento coordinamento delle Questure competenti, a vigilare il demanio marittimo e il mare per il rispetto delle norme di distanziamento sociale e ordine pubblico.
Un’attività di deterrenza che ha portato ad effettuare 36.890 controlli (+11.838*), con l’accertamento di 840 illeciti (+186*) per un importo di oltre 40.000 euro di sanzioni e 64 sequestri amministrativi sull’intero territorio regionale.
Altro elemento caratterizzante è stato rappresentato dall’aumento delle frequentazioni in mare su unità da diporto, da molti scelte quale mezzo di vacanza per mantenere le previste distanze sociali. Determinante, in tal senso, l’impegno della Guardia costiera per la salvaguardia della vita umana in mare.
Nel corso dei mesi estivi gli interventi di soccorso sono stati 198 (+124*) con il salvataggio/assistenza prestata a 413 persone in mare (+270*) e a 128 unità navali (+75*) nell’area di competenza. Dati, come si evince, in forte aumento rispetto all’estate 2019 e in linea con le maggiori presenze in mare, ma confortati da una lieve diminuzione degli incidenti mortali (15 decessi nel 2020, rispetto alle 17 del 2019) e di quelli verificatisi nelle attività subacquee.
Ai predetti risultati vanno aggiunti quelli del nucleo della Guardia costiera operante sul Lago Maggiore: negli 81 giorni di attività sulle acque del lago sono state assistite 70 persone e 12 unità in difficoltà, mentre 389 controlli hanno portato ad elevare 34 sanzioni per violazioni principalmente legate ad illeciti amministrativi sulle norme del diporto nautico.
Particolare attenzione è stata, infine, riservata alla tutela dell’ambientale e delle risorse ittiche e l’attività di verifica preventiva delle dotazioni di sicurezza a bordo delle unità da diporto.

Fincantieri, varo tecnico del pattugliatore OPV “Musherib”

Trieste, 18 settembre 2020 – Alla presenza del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, del vice Primo Ministro e Ministro della Difesa dello Stato del Qatar Khalid bin Mohammed Al Attiyah, del Capo di Stato Maggiore della Marina del Qatar Maj. Gen. Abdulla Hassan Al Suleiti, del Capo di Stato Maggiore della Marina Amm. Giuseppe Cavo Dragone, accolti dal Presidente e dall’Amministratore delegato di Fincantieri Giampiero Massolo e Giuseppe Bono, si è svolto oggi presso lo stabilimento di Muggiano (La Spezia) il varo tecnico del pattugliatore (OPV – Offshore Patrol Vessel) “Musherib”, prima unità della classe omonima commissionata a Fincantieri dal Ministero della Difesa del Qatar nell’ambito del programma di acquisizione navale nazionale.
Il varo, avvenuto in forma privata e nella piena osservanza di tutte le prescrizioni sanitarie vigenti, è stato preceduto dal taglio della prima lamiera dell’unità “Sumaysimah”, quarta corvetta dello stesso programma.
L’OPV “Musherib”, che verrà consegnato nel 2022, è stato progettato in accordo al regolamento RINAMIL for Fast Patrol Vessel (FPV) e sarà un’unità altamente flessibile con capacità di assolvere a molteplici compiti che vanno dal pattugliamento, al ruolo di nave combattente.
Ha una lunghezza di circa 63 metri, una larghezza di 9,2 metri, una velocità massima di 30 nodi, e potrà ospitare a bordo 38 persone di equipaggio.
L’impianto di propulsione prevede quattro eliche a passo variabile, due a dritta e due a sinistra, ciascuna in linea con un motore diesel di propulsione. Inoltre, l’unità potrà impiegare un RHIB (Rigid Hull Inflatable Boat), imbarcato tramite una gru poppiera.
Il contratto, che per Fincantieri vale quasi 4 miliardi di euro, prevede la fornitura di sette navi di superficie, di cui quattro corvette della lunghezza di oltre 100 metri, una nave anfibia (LPD – Landing Platform Dock), due pattugliatori (OPV – Offshore Patrol Vessel) e dei servizi di supporto in Qatar per ulteriori 10 anni dopo la consegna delle unità. Tutte le unità vengono interamente costruite nei cantieri italiani del Gruppo, assicurando fino al 2024 la continuità di lavoro e una ricaduta importante sulle principali società della difesa italiane.