Un parco crocieristico cinese per Fincantieri

Fincantieri ha firmato una lettera di intenti (LOI) con China State Shipbuilding Corporation (CSSC), il maggiore conglomerato cantieristico cinese, e con il distretto di Baoshan della città di Shanghai, volto alla creazione di un parco industriale di settore. La firma è avvenuta nel distretto di Baoshan, durante un seminario sul tema “One Belt, One Road”, tra Fabrizio Ferri, CEO di Fincantieri China, Chen Qi, Vice presidente di CSSC, e Su Ping, Vice direttore del distretto di Baoshan, e segue quella che ha avuto luogo a Pechino nel febbraio scorso alla presenza del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e quello della Repubblica popolare cinese Xi Jinping,  quando venne sottoscritto un accordo vincolante tra Fincantieri, rappresentata dell’Amministratore delegato Giuseppe Bono, CSSC e Carnival Corporation, per la costruzione presso il cantiere di Shanghai Waigaoqiao Shipbuilding (SWS) di due navi da crociera, e ulteriori quattro in opzione, che saranno le prime unità di questo genere mai realizzate in loco per il mercato cinese. L’intesa formalizzata prevede che i tre attori, in presenza di determinati presupposti economici e tecnici, collaborino per la costituzione di un hub dedicato principalmente alle attività crocieristiche, ma anche cantieristiche e marittime, nell’ambito dello sviluppo di tali comparti avviato dalla Cina. Infatti, tra gli obiettivi di questo imponente programma governativo, vi è il potenziamento e la specializzazione dell’intera regione di Baoshan. Il distretto ospita il più grande porto commerciale e crocieristico della Cina e rappresenta pertanto già oggi la regione più sviluppata del Paese nel settore cruise. Può avvalersi di politiche economiche privilegiate in virtù dei protocolli “Shanghai Free Trade Zone” e “China Cruise Tourism Development Experimental Zone”, che accelereranno il passaggio del distretto da “porto-crocieristico” a “città-crocieristica”. Nel dettaglio, il distretto fornirà finanziamenti, agevolazioni fiscali, commerciali e amministrative, terreni e altre risorse, anche in vista di un eventuale insediamento di aziende straniere introdotte dai partner. Fincantieri e CSSC promuoveranno il parco presso i rispettivi network di fornitori, e nell’industria in genere, come base per le società che vogliano accedere alle opportunità del progetto. In questo modo Fincantieri potrebbe diventare il volano per l’insediamento in Cina della propria catena italiana di fornitura, o di altre Pmi italiane, che in questo modo trarrebbero un notevole vantaggio dall’operazione. In questo scenario Fincantieri avrà inoltre un ruolo attivo nella gestione delle attività alla base della LOI, mentre CSSC ne curerà il coordinamento e la supervisione.

Angopi: “La sicurezza non è un costo improprio”

A Ravenna il II Forum nazionale sulla sicurezza nei porti
Nel ripensamento organizzativo delle attività marittime della penisola la sicurezza garantita dai servizi tecnico nautici costituisce una “premessa fondamentale”. È il messaggio, condiviso dalla stesso ministro Delrio, che arriva dal 2° Forum nazionale sulla sicurezza nei Porti di Ravenna. Appuntamento che ha visto riconosciuta un’importante richiesta avanzata lo scorso anno a Catania, in occasione della prima convocazione del Forum. Il Comando Generale delle Capitanerie di porto ha infatti firmato due protocolli d’intesa con Angopi e Fedepiloti per la costituzione di squadre operative di pronto intervento in occasione di sinistri marittimi. Intesa che fa il paio con gli accordi locali che a Catania e Pescara prevedono la costituzione di team misti piloti-ormeggiatori. Un segnale della stretta collaborazione tra autorità marittime e gruppi ormeggiatori dei porti italiani che il presidente di Angopi, Cesare Guidi, declina come “valori del settore”. “Quando si parla di sicurezza non si parla di un costo improprio, un accessorio, ma di una forma di investimento che offre garanzia di qualità al servizio, al porto, al bene comune”. Nel sottolineare gli sforzi da compiere affinchè si raggiunga il giusto equilibrio competitività/sicurezza tra erogatori e ricevitori dei servizi portuali Guidi ha elogiato il modello organizzativo definito dal legislatore che “ha dimostrato di funzionare bene, fornendo ai porti un presidio di sicurezza, economicamente sostenibile, il cui apporto va abbondantemente oltre la sola attività istituzionale”. Un esempio di buona pratica confermata anche dalla recente legge 230/2016. Quest’ultima disciplinando l’erogazione e le circostanze che giustificano l’obbligatorietà del servizio di ormeggio, lo sottrae “dalle condizionanti pressioni locali e garantisce l’applicazione di criteri uniformi al riguardo, evitando che la sicurezza possa essere strumentalizzata a fini anticoncorrenziali”. Non ultimo il “lavoro di squadra” effettuato a Bruxelles in occasione del regolamento portuale da cui gli ormeggiatori ricaveranno un’ulteriore responsabilità sotto il profilo della sicurezza operativa: “la verifica della manutenzione dei cavi”. “Sistema mare e logistica insieme – ha spiegato il ministro Delrio – sono una risorsa straordinaria per garantire lo sviluppo sostenibile ed equilibrato al nostro Paese”. Per il ministro “il lavoro che il Parlamento ha fatto sulla riforma dei porti ha dimostrato che l’Italia è capace di cooperare e non solo di viversi nel particolarismo”. Il tema su cui si gioca il futuro è quello delle autostrade del mare e dei collegamenti interni: “Non voglio più camion sulle strade della penisola sopra i 500 chilometri. Si usi la ferrovia e le navi. Abbiamo provvedimenti che vanno nella direzione di favorire il pagamento di basse tasse sulle merci via ferro e via mare”. Un obiettivo che vedrà Angopi nel tradizionale ruolo di presidio di sicurezza e impegnata nel perseguimento degli otto punti operativi individuati dal Forum come dirimenti per il futuro del settore. Oltre la costituzione delle squadre operative in collaborazione con le Capitanerie e l’istituzione di un premio per la sicurezza: un osservatorio permanente sulla sicurezza e sull’efficienza dei STN nei porti; una banca dati delle informazioni tecnico nautiche; una carta nazionale della qualità per la sicurezza; una disciplina organica per valorizzare i servizi di pilotaggio; una commissione per l’analisi delle criticità e il riconoscimento delle esperienze di successo; un processo di velocizzazione e semplificazione del ciclo nave per la produttività dei porti.
M.Esposito

Federagenti, il Nobel per la pace alla Capitanerie di porto

Nobel per la pace per il Corpo Nazionale delle Capitanerie di Porto. E’ la proposta lanciata dal presidente di Federagenti, Gian Enzo Duci che l’ha consegnata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio affinché si faccia carico di presentarla al Comitato norvegese di selezione delle candidature. Secondo Federagenti, che ha celebrato a Ravenna la sua assemblea nazionale, il ruolo e l’attività degli uomini e delle donne della Guardia costiera italiana, nell’opera quotidiana di salvataggio e di soccorso ai migranti in Mediterraneo, rappresentano motivo di orgoglio non solo per l’Italia, ma per il mondo intero. Nel momento in cui si parla di riaffidare al Corpo Nazionale delle Capitanerie di Porto, l’intero coordinamento delle operazioni di salvataggio in Mediterraneo (i loro mezzi sono costretti a pattugliare e intervenire in un’area di 1,2 milioni di chilometri quadrati), e tutti i paesi europei riconoscono ai 13.000 uomini della Guardia costiera specialmente uno spirito di sacrificio e professionalità unici, per Federagenti la candidatura al Nobel 2018 dovrebbe essere quasi un atto dovuto. Se su questa proposta ora la responsabilità passa al governo, l’assemblea di Ravenna di Federagenti, la 68esima della categoria e la 40esima dall’entrata in vigore della legge professionali (che oggi – ha sottolineato Duci – necessità di una rivisitazione), ha indicato alcune priorità precise in un mercato che è caratterizzato da profondi cambiamenti e che nel Mediterraneo impone scelte rapide ed efficaci per sfruttare le opportunità schiuse dalla strategia, o meglio, dall’offerta – come ha sottolineato il presidente di Federagenti – di “una cooperazione internazionale” su quella che comunemente viene denominata la via della seta, nella sua versione più recente la “Belt and road initiative”. Gian Enzo Duci ha quindi fornito alcune indicazioni precise: nel mercato container, i porti italiani di destinazione finale hanno avuto performance in questi anni superiori al pil del paese, mentre per quelli di transhipment si pone probabilmente il problema di selezionarne uno solo e sperare concretamente sulla ripresa del mercato e della velocità di esercizio delle navi; nel mercato delle navi che trasportano carichi liquidi Federagenti ha auspicato la definizione di una strategia che risponda alle trasformazioni di un mercato che ha visto in questi anni lo spostamento delle attività di raffinazione direttamente nei paesi produttori; per quanto riguarda la riforma portuale, Duci ha evidenziato i rischi connessi con quella che ha definito “la stampella Delrio”: nel sottolineare lo sforzo e l’attenzione del ministro e del suo staff alle tematiche del settore marittimo e portuale, il presidente Duci ha paventato i pericoli connessi con un futuro cambio di governo focalizzando l’attenzione sulla necessità urgente di potenziare la struttura del ministero con la creazione di una Direzione porti e logistica. In conclusione, il presidente di Federagenti ha sottolineato come la categoria degli agenti e raccomandatari marittimi sia tutt’altro che una razza in estinzione. È vero il contrario: non appena nei porti la legge di riforma del ‘94 ha cambiato le regole del gioco, alcuni fra i maggiori agenti marittimi sono stati i primi a trasformarsi in terminalisti. Nel settore della grande nautica, le più moderne marine per grandi yacht sono nate su iniziativa di agenti e anche la multinazionale del management delle navi è figlia di un’agenzia marittima di Genova. Prove tutte di una capacità camaleontica degli agenti marittimi di trasformarsi, adattarsi ai tempi e al mercato e di svolgere un ruolo strategico anche per la sicurezza economica del sistema paese.

II Forum nazionale sulla sicurezza nei porti, premiati i servizi tecnico nautici di Genova

“Estremo coraggio ed elevata perizia marinaresca”. Queste le motivazioni alla base del conferimento del Premio per la Sicurezza del Trasporto marittimo 2016 che è stato consegnato oggi nel corso del 2° Forum nazione sulla Sicurezza nei Porti dal ministro dei Trasporti Graziano Delrio e dall’Ammiraglio Giovanni Pettorino. A salire sul palco del Palazzo dei Congressi di Ravenna i rappresentati degli ormeggiatori, dei piloti e dei rimorchiatori del Porto di Genova, rispettivamente Alessandro Serra, Jhon Gatti e Alberto Delle Piane. Due le operazioni esemplari scelte da una apposita commissione, composta da un ufficiale superiore del Corpo delle Capitanerie di Porto e da un funzionario della Direzione generale per la vigilanza sulle Autorità portuali: il complesso piano di trasferimento del relitto della Costa Concordia, naufragata nel gennaio 2012 davanti all’isola del Giglio. L’altro episodio meritevole di essere premiato risale al 4 marzo del 2015, quando, a causa di un vento fortissimo con raffiche di oltre 100km orari si strapparono gli ormeggi della porta container Cosco Africa, ormeggiata nella zona di estremo levante del Vte a Genova. Dopo ore e ore che hanno visto impegnati, tutti assieme e in coordinamento, i Stn del Porto di Genova per tentare di riportare la nave di oltre 350 metri all’ormeggio la decisione di uscire dal porto per evitare una collisione della Cosco Africa con la Costa Concordia. La prima operazione è stata premiata come esempio di un perfetto coordinamento nel caso di una operazione programmata, mentre nel caso della Cosco Africa i Servizi tecnico nautici hanno dimostrato la loro efficienza in una situazione di emergenza.

A Genova gli Stati Generali della logistica del Nord Ovest

“L’Italia deve pensare tutte insieme portualità, logistica, interporti, collegamenti e destinazioni  per avere efficienza, far risparmiare alle imprese costi e per i porti italiani, in particolare quelli della Liguria, intercettare le merci che oggi vanno nel nord Europa e che non usano i porti italiani”. A sottolinearlo è stato il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, in occasione degli Stati generali della logistica del Nord Ovest che si sono svolti il 22 maggio 2017 a Genova. Si tratta di una sorta di cabina di regia tra le regioni Liguria, Piemonte e Lombardia per le infrastrutture logistiche del Nord Ovest. Nel corso dell’incontro i governatori Giovanni Toti, Sergio Chiamparino e Roberto Maroni, hanno firmato una comunicazione congiunta sul Ferrobonus regionale che mira a potenziare l’utilizzo delle rotaie per lo scambio delle merci tra i porti liguri e la retroportualità piemontese e lombarda. Da parte sua il ministro ha siglato con Toti e con i presidenti delle due Autorità di sistema del Mar Ligure occidentale (Genova e Savona), Paolo Signorini, e del Mar Ligure orientale (La Spezia e Marina di Carrara), Carla Roncallo,  un protocollo d’intesa finalizzato allo sviluppo della portualità ligure. Delrio lo dice apertamente: “Il sistema mare per l’Italia è decisivo. La forza della Germania è essenzialmente la forza della logistica. In Italia la logistica vale circa 110 miliardi di euro, le inefficienze sono circa il 10% di questa cifra, ma se si lavora più intensamente si possono recuperare 40 miliardi, una cifra enorme”. Il problema è fare in modo che tutto il sistema dall’arrivo in porto fino alla destinazione sia coordinato ed efficiente. Come? “Con la riforma della governance nei porti, ma anche con la digitalizzazione, portando tutti i sistemi su una unica piattaforma”, ha affermato il ministro.  Delrio ha poi annunciato che la diga del porto di Genova, quando il progetto sarà pronto, verrà finanziato con un fondo ad hoc dedicato ai lavori e alle opere portuali della Cassa depositi e prestiti. “Per la nuova diga, dal costo stimato un miliardo, l’authority del Mar del Ligure ha già stanziato i primi 10 milioni di euro, nel bilancio di previsione per la progettazione. Un piccolo segno per mettere in moto l’operazione”, fa notare ancora il ministro. L’obiettivo dichiarato è consentire un agevole ingresso alle grandi navi portacontainer nel principale scalo italiano. “Sappiamo che si tratta di un’opera strategica per la competitività di Genova,  e come non c’è incertezza nel collegamento per il Terzo Valico, nell’ambito del quale abbiamo appena consegnato il quarto lotto da 1,6 miliardi, non avrà difficoltà ad accedere al fondo-porti che metterà  insieme risorse pubbliche e private per dare sostegno costante alle opere infrastrutturali dei prossimi anni”. Il ministro ha anche confermato l’interesse dei cinesi per  il sistema portuale della Liguria. “Tutti gli operatori delle merci – ha affermato – vogliono arrivare il più vicino possibile alle loro destinazioni; quindi i cinesi, oltre alla storica Venezia, cercano un altro approdo che permetta di arrivare più velocemente al Sud Europa”. Sul fronte della nuova gronda autostradale di Genova, ha spiegato che il governo ha fatto una istruttoria molto serrata con Bruxelles analizzando i costi, al qualità dell’intervento, la competitività dell’accesso alla città. “Spero, anzi sono fiducioso che il via libera Ue arriverà entro l’estate dopo l’ultima negoziazione con Bruxelles sulle modalità di finanziamento. In  arrivo c’è quindi un cantiere, non più un progetto”, ha così concluso.

Presentato il traghetto Moby Niki

Il supereroe per eccellenza invade le acque dell’Arcipelago Toscano. E’ stata presentata la nuova Moby Niki con le fiancate (differenti tra loro) che riprendono Batman, intramontabile personaggio dei fumetti DC Comics che attirerà la curiosità di grandi e piccoli. Una nave sorprendente, che non ha eguali in tutto il Mediterraneo, frutto della pluriennale e vincente partnership tra la Compagnia della Balena Blu e Warner Bros. Consumer Products. La nave, che sarà impiegata sulla rotta da Piombino a Portoferraio, è stata  sottoposta a un importante intervento di refitting. Sono state completamente rivisitate le aree ospiti, con due nuovi bar e un self service appena realizzati. Tra le novità più attese c’è senz’altro la Children area con annessa nursery, oltre a una sala giochi che consentirà ai bambini di addentrarsi nel fantastico mondo dei supereroi. E ancora la gelateria, il solarium, impianto TV via satellite. Un rinnovato concept di interior, in grado di accogliere il protagonista della nave, l’Uomo Pipistrello, attraverso un piano architettonico arricchito da molte grafiche della Warner Bros che accompagneranno il passeggero dal garage al ponte più alto, con le hall e le scale che accoglieranno gli ospiti con il tipico mood che caratterizza Moby. Un’immagine giovane, contemporanea, volta a coinvolgere grandi e piccini e a catturare la curiosità della clientela. “Questa nave è un vero gioiello, e sono certo lascerà a bocca aperta tutti gli ospiti che la verranno a visitare nei loro viaggi – dichiara l’AD di Moby Achille Onorato – Abbiamo scelto come protagonista Batman, il supereroe per eccellenza dei fumetti, un’icona che piace a tutti, grandi e piccoli. Siamo felici di proseguire questa avventura al fianco della Warner Bros, grazie alla quale le nostre navi sono ormai riconosciute universalmente come uniche nel loro genere”.

Andamento del traffico nei porti campani. Primo quadrimestre 2017

Nel corso del primo quadrimestre i porti di Napoli e Salerno, nel confronto con i dati del corrispondente quadrimestre dell’anno precedente, registrano incrementi in tutti i segmenti di attività, passeggeri e merci, ad eccezione del mercato crocieristico, già programmato in significativo decremento. Nel traffico dei containers, i porti di Napoli e di Salerno segnano un aumento rispettivamente pari all’11% ed al 5,5% rispetto al corrispondente periodo del 2016. L’Autorità Portuale del Mar Tirreno centrale, nel suo insieme, registra una crescita nel segmento dei contenitori pari al +8,3%. Le positive performances delle imprese campane nell’export sostengono il traffico, sia nei flussi di importazione di materie prime e semilavorati, sia nelle esportazioni di prodotti finiti. Va in particolare segnalata la positiva performance del porto di Salerno nel segmento Ro-Ro, con una crescita delle unità pari al 32,2% rispetto al primo quadrimestre del 2016. La buona risposta del mercato al nuovo collegamento tra Genova e Salerno ne spiega le ragioni. Le autostrade del mare rappresentano un contributo rilevante allo sviluppo della intermodalità nel nostro Paese. Nelle merci varie in colli Salerno segna un incremento del 16,1% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Per il porto di Napoli è in corso un lavoro congiunto con l’Agenzia delle Dogane al fine di fornire una analisi dettagliata su questo segmento di mercato. Nel traffico delle rinfuse liquide, presente solo nel porto di Napoli, si registra per i prodotti petroliferi un incremento del 2% rispetto al primo quadrimestre del 2016 ed un -1% per il gas. “I segnali di vitalità del tessuto produttivo campano – dichiara il Presidente della Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Pietro Spirito – si riscontrano nell’andamento dei dati di traffico, passeggeri e merci, nei porti di Napoli e di Salerno. Il sistema portuale può e deve svolgere da un lato un ruolo di supporto per la competitività del tessuto produttivo e dall’altro di servizio per la qualità della vita di cittadini e turisti”.

La cyber security per il cluster marittimo nazionale

Il cluster Marittimo non è immune dalle gravi minacce derivanti dagli attacchi informatici ed ormai tutte le istituzioni internazionali e nazionali si stanno attivando con indicazioni operative per fronteggiare il sempre maggiore il rischio di intrusioni informatiche nei sistemi di gestione dei traffici marittimi. Questo il tema del Seminario “La cyber security per il cluster marittimo nazionale” organizzato da Confitarma al quale sono intervenuti numerosi rappresentanti di imprese marittime ma anche esponenti delle istituzioni ed esperti tecnici informatici. Il Seminario è stato introdotto da Cesare d’Amico, Consigliere Confitarma e presidente del Gruppo di lavoro “Operatività nave”, che ha illustrato le tappe del percorso compiuto fino ad oggi dalle aziende associate a Confitarma nel campo della maritime security, a partire dall’introduzione dell’ISPS Code, ricordando come “la metodologia sperimentata da Amministrazione e industria per individuare ed attuare insieme le misure di contrasto alla pirateria marittima nei mari del mondo si sia rivelata vincente e debba quindi  essere presa a riferimento anche nella gestione di questa nuova minaccia per il cluster marittimo”. Francesco Chiappetta, dell’Istituto Italiano di Navigazione, ha svolto una analisi della minaccia informatica per il comparto marittimo evidenziando, alla luce delle recenti direttive IMO, l’impatto strategico dei rischi e della minaccia di un attacco cyber sia ai classici sistemi informatici che ai sistemi di governo della nave. “E’ fondamentale consolidare una vera e propria cultura della gestione del rischio informatico. Soltanto attraverso questa crescita sarà possibile l’effettiva implementazione di un sistema pubblico/privato per l’innalzamento dei livelli di sicurezza informatica del Paese”. Questa la posizione di Nunzia Ciardi, Direttore Generale della Polizia Postale, in merito alla minaccia cyber per la sicurezza nazionale e al ruolo delle strutture di Law enforcement nella tutela delle infrastrutture critiche nel quadro delle nuove prospettive delineate dalla Direttiva NIS. Concludendo il Seminario, Luca Sisto, vice direttore e Capo servizio Politica dei trasporti di Confitarma  ha ricordato l’invito rivolto da Cesare d’Amico alle Amministrazioni competenti affinché si collabori nell’individuazione degli interventi più utili a mitigare la minaccia informatica. “Tale collaborazione potrebbe essere l’occasione proficua per condividere un gruppo di lavoro, in primis con il Sesto Reparto del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, atto ad individuare un percorso condiviso per l’implementazione delle misure minime necessarie da attuare”.

Rina Consulting progetterà 4 porti in Kuwait

RINA Consulting (ex-D’Appolonia), società del gruppo RINA attiva nel campo della consulenza ingegneristica, si è aggiudicata un importante contratto per lo sviluppo di tre porti già esistenti e di un altro da progettare ex-novo, in Kuwait. Il contratto, del valore di €1,5 milioni è stato siglato dalla Autorità Portuale del Kuwait in questi giorni e si concluderà nel 2018. Il progetto rappresenta un elemento chiave del piano strategico di sviluppo del paese a cui sta puntando il Governo del Kuwait e per il quale RINA Consulting sta già lavorando al completamento di altri incarichi nel settore portuale, arrivando così a un valore complessivo della collaborazione di circa €6.5 milioni. L’economia del Kuwait è ancora ampiamente legata al petrolio, ma si sta delineando, per i prossimi anni, un notevole balzo in avanti nello sviluppo del paese. Il Governo, infatti, ha individuato il potenziale economico legato alla costruzione di un porto aggiuntivo e all’efficientamento di quelli attualmente operativi. È previsto che tale piano, una volta portato a termine, diventi una pietra miliare nell’evoluzione commerciale del Kuwait, che oggi costituisce un’aera geograficamente strategica. In Kuwait, RINA Consulting lavorerà a stretto contatto con l’Autorità Portuale, il Ministero dei Lavori Pubblici e il Governo locale, per delineare il master plan che determinerà la strategia di crescita dei porti del Kuwait nei prossimi 30 anni, valutando le previsioni di traffico e la possibile crescita commerciale. “Il punto di partenza è lo studio di fattibilità dello sviluppo e riprogettazione dei tre porti già esistenti,” spiega Manuela Sciutto, Sector Manager for Port and Marine Facilities di RINA Consulting. “Lavoreremo per far previsioni sui traffici per i prossimi 30 anni, in modo da determinare l’eventuale impatto su questi progetti e ciò andrà a influire direttamente sulla sostenibilità del piano di sviluppo, andando ad esaminare anche il modello organzzativo della stessa Autorità Portuale.” Ha poi aggiunto: “Un elemento importante del piano sarà l’identificazione di siti adeguati per un potenziale quarto porto nel Sud del paese.” RINA Consulting potrà contare su un team di circa venti ingegneri specialisti che lavoreranno sul progetto e cureranno lo studio delle infrastrutture e quello economico, l’analisi del mercato e dei traffici, lo studio di fattibilità finanziaria, logistica e di trasporto. Probabilmente l’elemento fondamentale è la gestione dell’impatto ambientale di qualsiasi sviluppo futuro, considerando che il territorio copre un’area ecologicamente sensibile, con una vasta biodiversità marina. Il team di RINA Consulting lavorerà sia in Kuwait sia dalla sede di RINA Consulting a Genova.

ITS Maddaloni, consegnati diplomi fine corso

Presso l’ITS per la Mobilità Sostenibile Trasporti Ferroviari di Maddaloni/Marcianise, la cui sede è ospitata dall’Interporto Sud Europa, si è svolta la consegna dei diplomi  di “Tecnico superiore per la produzione e manutenzione di mezzi di trasporto e/o relative infrastrutture biennio 2014-2016”. L’evento è stato anche occasione di riflessione sulla formazione in generale e sulle opportunità offerte dall’ITS. Dopo i saluti  istituzionali di Chiara Marciani, Assessore Regionale alla Formazione e Pari Opportunità, Vincenzo Galantuomo, Consigliere Comune di Marcianise e Luigi Colucci, sub commissario prefettizio Comune di Maddaloni, Presidente della fondazione, Vincenzo Torrieri, ha evidenziato che grazie alla collaborazione delle aziende ad oggi sono state somministrate dall’Istituto 30.000 ore di tirocinio e 6.000 ore di docenza delle quali ben 3.000 sono state di docenza aziendale, inoltre il 60 per cento dei docenti sono stati manager aziendali. Il coordinatore didattico Francesco Murolo si è soffermato sui bandi conclusi ed i relativi otto corsi di cui 4 conclusi, 2 hanno terminato il primo dei due anni e due partiranno a settembre, di questi uno per manutentore ferroviario ed uno per manutentore aeronautico. Tra le testimonianze delle aziende che hanno collaborato fattivamente con la fondazione per la realizzazione del percorso formativo appena concluso (presenti ISE, EAV, ANM, TMC, Nuova Comafer, SEAS, Università degli Studi “G. Fortunato”) quella dell’Interporto Sud Europa è stata portata dal Presidente Salvatore Antonio De Biasio: “Mi sento di riconoscere al presidente Torrieri ed al prof. Murolo il grande sforzo organizzativo e realizzativo per offrire ai giovani l’opportunità di una formazione altamente specializzante e quindi di grande importanza. I risultati incoraggianti dell’ITS, con l’alta percentuale di diplomati assunti a tempo indeterminato,  sono significativi di un mercato del lavoro nazionale alla ricerca di tecnici per il settore ferroviario. Se ciò viene inquadrato nello scenario in cui varie componenti della multimodalità nella nostra regione spingono per lo sviluppo del trasporto ferroviario, certamente si può sperare che i nostri giovani trovino occupazione nel territorio di origine. Forti segnali di sviluppo del settore, ad esempio, vengono dagli investimenti previsti da FS e a livello locale dalla spinta impressa ai collegamenti ferroviari dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Pietro Spirito. Inoltre le dichiarazioni del Presidente Umberto De Gregorio che vedono l’EAV nel pieno di un’azione di rilancio con un piano occupazionale di 500 assunzioni nei prossimi cinque anni fanno ben comprendere quanta attenzione vi sia sul trasporto.” “Crediamo molto nella formazione e la forte caratterizzazione ferroviaria della nostra infrastruttura rende l’interporto una sede “naturale”  per l’ITS ed il nostro impegno va ben oltre ospitare l’istituto continuando ad offrire tirocini e docenze per i corsi a venire”.

Nasce il primo marchio di logistica sostenibile

Un protocollo privato frutto della ricerca pluriennale dell’associazione SosLog sulle sfide e le opportunità della logistica sostenibile che ha preso forma attraverso la collaborazione con Lloyd’s Register con l’intento dichiarato di supportare gli operatori logistici, le aziende manifatturiere e gli operatori della grande distribuzione nel loro percorso di innovazione e sviluppo sostenibile. I processi di logistica e supply chain vengono ancora oggi indicati come processi a forte impatto ambientale, economico e sociale. Impatti che, se trascurati, rischiano di vanificare gli sforzi profusi per abbattere l’impronta ecologica e gli effetti economico-sociali di molti prodotti e servizi che vengono consumati quotidianamente. Il protocollo introduce, per la prima volta nei processi di logistica e supply chain, anche il tema della sostenibilità economica e sociale perchè sono sempre più evidenti i rischi di comportamenti e modalità degenerative su molti processi di trasporto, movimentazione, magazzinaggio e distribuzione, conseguenza di una pressione al ribasso sui prezzi non più sostenibile e frutto di una percezione errata del valore della logistica e del suo contributo all’industria manifatturiera e per ciò che attiene ai nuovi modelli di consumo e di e-commerce. Il protocollo nasce allora come strumento con cui le aziende potranno sviluppare un proprio modello di sostenibilità perseguendo nel tempo obiettivi strutturati e adeguati al proprio livello di consapevolezza e necessità. Un percorso personalizzato che permetterà di calare il tema della sostenibilità ambientale, sociale ed economica nella propria organizzazione attraverso una guida predefinita e riconosciuta. Il protocollo è ovviamente un percorso volontario: l’azienda da una parte non è obbligata a norme cogenti e dall’altra può vantare l’impegno nel perseguire un obiettivo di sviluppo sostenibile quale elemento differenziante con i propri competitor e valorizzante per i propri clienti diretti ed indiretti. Un esempio tangibile per evitare l’autoreferenzialità dei risultati, sempre più sbandierata nelle pratiche di greenwashing, e che per di più sarà riconosciuto da Lloyd’s Register oltre i confini nazionali. Il protocollo per la logistica sostenibile garantisce l’adattamento ai nuovi standard GRI e ISO integrandone i principi e la nuova struttura metodologica offrendo vantaggi concreti, sia dal punto di vista dello sviluppo del modello e delle relative attività di implementazione, sia per ciò che riguarda le attività di audit. Le aziende in questo modo si preparano già alla transizione ai nuovi schemi certificativi. L’adesione al protocollo rappresenterà una chiara oggettivazione del proprio impegno di sostenibilità, come leva commerciale, promozionale e di cambio culturale, attraverso un marchio che potrà essere esposto ufficialmente sui propri mezzi, gli asset, i prodotti e su tutto il materiale promozionale. Un supporto che faciliterà tutti i portatori di interesse nella valutazione della coerenza tra quanto viene dichiarato e quanto viene effettivamente fatto nei confronti della sostenibilità da parte delle imprese. “Abbiamo raccolto oltre 10 anni di casi aziendali e lavorato per molti mesi insieme ad operatori nazionali ed internazionali” – ha commentato Daniele Testi, Presidente di SosLog – “per arrivare a sintetizzare un modello sulla base di 21 sfide di logistica sostenibile che riteniamo siano oggi la base teorica per oggettivare l’impegno degli operatori coinvolti a vario titolo nella supply chain. Siamo di fronte ad una sfida fondamentale per il futuro delle attività economiche dove, non solo l’ambiente ma anche l’uomo con il suo lavoro e l’impresa con la sua motivata ricerca di profitto, devono ritrovare un nuovo equilibrio. Il protocollo di logistica sostenibile, nasce in Italia e per la prima volta unisce tutti questi fattori alzando l’asticella verso una definizione di sostenibilità come leva per innovare, essere più efficienti e quindi più competitivi. Sappiamo che sarà un percorso complesso e molto lungo che potrà essere velocizzato solo se crescerà una nuova cultura nel consumatore finale che potrà riconoscere e valorizzare la differenza di un prodotto o servizio, non solo in base alla provenienza o alla modalità di produzione, ma anche considerando il processo logistico che ne ha determinato il ciclo di vita; dall’approvvigionamento al suo auspicabile riciclo o riuso finale.” Per Elena Cervasio, Sustainability and Customized Assurance Senior Manager di Lloyd’s Register  “il lavoro in concerto tra Lloyd’s e l’associazione è stato fondamentale per offrire alle aziende uno strumento di autoanalisi e confronto, allineato a tutte le iniziative internazionali”. “L’emanazione da parte delle Nazioni Unite dei 17 target per lo sviluppo sostenibile conferma come il tema della corporate social responsibility sia assolutamente attuale nonché condizione che deve permeare tutti i settori ed interessare tutti i soggetti, da chi produce, chi trasporta, fino al consumatore finale al quale devono essere offerte soluzioni chiare, trasparenti e riconoscibili per scelte di consumo responsabili. Il protocollo di logistica sostenibile ha proprio questo obbiettivo: dare concretezza e trasparenza a tutti gli attori coinvolti lungo la filiera”.