Ormeggiatori del Porto di Napoli: Riconfermato alla presidenza Mario Esposito al suo terzo mandato triennale consecutivo

Napoli – Gli Ormeggiatori e Barcaioli del Porto di Napoli riconfermano alla presidenza Mario ESPOSITO al suo terzo mandato triennale consecutivo, ed eleggono Vice Presidente Mario CIAMPAGLIA già membro del cda uscente. Nato nel 1976, Esposito entra nel gruppo nel 1997 dove ha ricoperto anche il ruolo di consigliere per sei anni e vice capogruppo per quattro anni. È con estrema soddisfazione che inizio questo mio terzo mandato da Presidente del Gruppo Ormeggiatori e Barcaioli del Porto di Napoli Società Cooperativa ringraziando tutti i miei colleghi. Il mandato attuale è il primo però all’insegna della governance del gruppo come sola società cooperativa. Le modifiche intervenute dal legislatore all’art. 14 della L. 84/94 e precisamente il comma 1-quinquies manda a casa il vecchio gruppo ormeggiatori così come previsto dal codice della navigazione e dall’annesso regolamento di esecuzione facendo scomparire la dicotomia Gruppo/Cooperativa  vestendo i gruppi ormeggiatori del solo abito della cooperativa adatto alla figura di Internal Operator prevista dal regolamento europeo 352/2017 che riconosce la nostra forma organizzativa e la funzione del servizio d’ormeggio strettamente correlata alla sicurezza della navigazione e dell’approdo. Di seguito l’organizzazione del Gruppo Cooperativa ed il suo relativo funzionamento sono soggetti alla vigilanza e controllo dello Stato attraverso il comandante del porto che ne approva lo statuto societario, e che con proprio Decreto ratifica la nomina del Presidente e del Vice Presidente del Gruppo Cooperativa, il tutto secondo le direttive impartite dal Superiore Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La figura professionale dell’Ormeggiatore/Barcaiolo si è evoluta nel tempo, proveniente da antiche radici marinare è proiettata oggi nel futuro per affrontare l’evoluzione sempre più incalzante del sistema Marittimo/Portuale Nazionale e del suo Armamento.  Rappresentare il Gruppo Ormeggiatori del Porto di Napoli è un onore, lo stesso rappresenta una fucina costante di uomini, mezzi e menti al servizio della portualità e della sicurezza della navigazione e dell’approdo. Sono stati raggiunti negli ultimi anni ottimi livelli professionali ed organizzativi riconosciuti ed acclarati dal cluster marittimo-portuale partenopeo con il riconoscimento di stima e di orgoglio da parte dell’Autorità Marittima e di Sistema Portuale per il servizio reso nel porto. E’ nella scia dei risultati ottenuti che condurrò questo terzo mandato con un cda formato da colleghi motivati e che hanno a cuore il bene della cooperativa e del porto di Napoli, certo quindi di perseguire nel migliore dei modi i fini istituzionali aumentando le performances secondo anche le linee guida dettata da ANGOPI la nostra associazione nazionale di categoria che costantemente tutela la figura dell’Ormeggiatore/Barcaiolo promuovendone il suo aggiornamento in ambito nazionale ed all’estero per tramite delle associazioni EBA (europea) ed IBLA (internazionale).
È quindi con grande emozione ed affetto che vogliamo augurarti i nostri migliori auspici per il successo della tua carica da presidente, certi che la tua carriera possa sempre contraddistinguersi per l’eccellenza dei risultati.
In bocca a lupo dalla redazione di Seareporter.it
 
 
 
 
 

VARATO A MUGGIANO IL PATTUGLIATORE POLIVALENTE D’ALTURA “THAON DI REVEL”

Trieste, 15 giugno 2019 – Alla presenza del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, si è svolta oggi presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia) la cerimonia di varo del primo Pattugliatore Polivalente d’Altura (PPA), “Paolo Thaon Di Revel”.
La Madrina della nave è stata Irene Imperiali, nipote dell’ammiraglio Paolo Thaon di Revel.  All’evento hanno partecipato, tra gli altri il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di squadra Valter Girardelli, mentre per Fincantieri il Presidente, Giampiero Massolo, e l’Amministratore delegato Giuseppe Bono. Questo PPA, primo di sette unità, sarà consegnato nel 2021 e rientra nel piano di rinnovamento delle linee operative delle unità navali della Marina Militare deciso dal Governo e dal Parlamento e avviato nel maggio 2015 (“Legge Navale”).

Caratteristiche tecniche dell’unità:  PPA – Pattugliatori Polivalenti d’Altura
Il pattugliatore polivalente d’altura rappresenta una tipologia di nave altamente flessibile con capacità di assolvere a molteplici compiti che vanno dal pattugliamento con capacità di soccorso in mare, alle operazioni di Protezione Civile, nonché, nella sua versione più equipaggiata, da nave combattente di prima linea. Sono infatti previste differenti configurazioni di sistema di combattimento: a partire da una “leggera”, relativa al compito di pattugliamento, integrata di capacità di autodifesa, fino ad  una “completa”, equipaggiata con il massimo della capacità di difesa. Inoltre l’unità è in grado di impiegare imbarcazioni veloci tipo RHIB (Rigid Hull Inflatable Boat) sino a una lunghezza di oltre 11 metri tramite gru laterali o una rampa di alaggio situata all’estrema poppa.
132,5 metri di lunghezza Velocità oltre 31 nodi in funzione della configurazione e dell’assetto operativo 171 persone di equipaggio Dotata di impianto combinato diesel e turbina  a gas (CODAG) e di un sistema di propulsione elettrica Capacità di fornire acqua potabile a terra Capacità di fornire corrente elettrica a terra per una potenza di 2000 kw 2 zone modulari a poppa e centro nave che permettono l’imbarco di svariate tipologie di moduli operativi/logistici/abitativi/sanitari containerizzati (in particolare la zona di poppa può ricevere e movimentare in area coperta fino a 5 moduli in container ISO 20” mentre la zona centrale fino 8 container ISO 20”) I PPA saranno costruiti presso il Cantiere Integrato di Riva Trigoso e Muggiano con consegna prevista per la prima unità della classe nel 2021, mentre i successivi saranno consegnati nel 2022, 2023, 2024 con due unità, nel 2025 e nel 2026.
PAOLO THAON DI REVEL
“L’ammiraglio Paolo Thaon di Revel, allo stato civile Paolo Camillo Margherita Giuseppe Maria, nacque a Torino il 10 giugno 1859. Nel 1873 entrò alla Scuola di Marina di Napoli per poi passare a quella di Genova dove, nel 1877, conseguì la nomina a guardiamarina. In qualità di ufficiale subalterno, venne imbarcato sull’ariete corazzato Affondatore e sulla pirofregata corazzata Principe Amedeo, poi sulla corvetta a elica Garibaldi e sulla fregata corazzata Venezia e quindi destinato a svolgere l’incarico di Ufficiale d’Ordinanza del principe Eugenio di Savoia Villafranca, incarico durante il quale fu promosso Tenente di Vascello (1886). Seguirono diversi imbarchi, arrivando al grado di Capitano di Corvetta nel 1895. Nel 1904 fu promosso Capitano di Vascello, diventando il comandate della Scuola Macchinisti di Venezia e dell’Accademia Navale di Livorno, incarichi nei quali svolse un ruolo di primo piano nella formazione e nell’istruzione del personale della Marina a tutti i livelli. Dal novembre del 1907 al novembre del 1909 ottenne il comando della corazzata Vittorio Emanuele; nel dicembre del 1908, in occasione del terremoto calabro- siculo, l’equipaggio del Vittorio Emanuele, partecipò attivamente alle operazioni di soccorso, segnalandosi per la particolare attività nella ricostruzione di Villa San Giovanni e Cannitello, spazzate via dal maremoto; per questa operazione meritò la Medaglia d’Oro di Benemerenza. Promosso nel 1910 Contrammiraglio, nel febbraio del 1911 fu nominato Aiutante di Campo Generale del re Vittorio Emanuele III, carica che mantenne fino alla fine di settembre per essere poi destinato al comando della 2ª Divisione Navale. Con la Divisione prese parte alla guerra nelle acque libiche: con gli incrociatori corazzati Giuseppe Garibaldi e Francesco Ferruccio affondò nel porto di Beirut delle navi da guerra turche, prese parte al bombardamento di Tripoli e dei forti esterni dei Dardanelli, azioni per le quali meritò la Commenda dell’Ordine Militare di Savoia. Dopo la cessazione delle ostilità con la Turchia, ebbe la nomina a Ispettore delle Siluranti, che tenne fino al 1913, quando, dopo quarant’anni di carriera (3 anni di anzianità da contrammiraglio e all’età di soli 54 anni) raggiunse il vertice della gerarchia navale, con la promozione a Viceammiraglio e la nomina a Capo di Stato Maggiore della Marina; in tale incarico diede un forte impulso all’ammodernamento e al potenziamento della Forza Armata, accrescendo la preparazione alla guerra, ponendo grande impegno nello sviluppo ed efficienza della giovane arma subacquea e migliorando le difese e gli ancoraggi della costa adriatica, in particolare di Brindisi e di Venezia. Inoltre, gettò le fondamenta e seguì sempre da vicino lo sviluppo dell’Aviazione Navale e dei mezzi insidiosi, per un più efficace rendimento bellico nel ristretto bacino dell’Adriatico. Nell’ottobre del 1915 si dimise dall’incarico, venendo nominato Comandante in Capo del Dipartimento Militare Marittimo e della Piazza Marittima di Venezia. In tale carica affrontò da subito la difesa contro le possibili offese nemiche (aeree, marittime e nel caso anche terrestri), mettendo a punto mezzi più idonei alla strategia che più si confaceva alla lotta nel bacino adriatico: mezzi leggeri e insidiosi, siluranti, M.A.S., e mezzi. Il 9 febbraio del 1917 riassunse l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Marina e di Comandante in Capo delle Forze Navali Mobilitate. Fu tenace assertore dei diritti dell’Italia in Adriatico e irriducibile rivendicatore del comando italiano in questo mare, sventando con risolutezza i tentativi di un eventuale comando alleato e fu nominato senatore nel 1917 ed ammiraglio il 6 novembre 1918, tra i vari riconoscimenti conferitegli, vi sono due Croci di Guerra al Valore Militare e la Gran Croce dell’Odine Militare di Savoia. Nell’ottobre del 1922 fu nominato ministro della Marina, rimanendo in carica fino al maggio del 1925; il 25 luglio 1943 fu nominato presidente del Senato e, dal gennaio del 1944 sino a giugno del 1945, fu costretto a rifugiarsi in luogo sicuro fuori Roma per salvaguardare la propria libertà d’azione dalle forze germaniche occupanti e dalle autorità della R.S.I. Morì a Roma il 24 marzo 1948.”

Fincantieri e Naval Group firmano l’accordo di joint venture

Prende forma il progetto “Poseidon”
Facendo seguito a quanto annunciato il 23 ottobre 2018, Fincantieri e Naval Group hanno firmato oggi un accordo, l’Alliance Cooperation Agreement, che definisce i termini operativi per la costituzione di una joint venture paritaria (50/50). L’accordo, che segue l’approvazione dei rispettivi consigli di amministrazione, sostanzia i contenuti del progetto “Poseidon” e apre la strada al progetto di rafforzamento della cooperazione navale militare dei due gruppi per la creazione di un’industria navalmeccanica europea più efficiente e competitiva. L’accordo è stato firmato dai CEO delle due società Giuseppe Bono e Hervé Guillou a bordo della fregata “Federico Martinengo”, ormeggiata presso l’Arsenale della Marina Militare di La Spezia, unità del programma italo-francese FREMM, proprio per sottolineare la solidità della ventennale collaborazione tra i due Paesi, le loro industrie e le Marine nazionali. La costituzione della JV, attesa nei prossimi mesi e comunque entro la fine dell’anno, sarà soggetta alle consuete condizioni previste per questo tipo di operazioni nonché all’ottenimento delle autorizzazioni delle autorità competenti.
Attraverso la joint venture, Fincantieri e Naval Group:
condivideranno best practice tra le due società; condurranno congiuntamente attività mirate di Ricerca e Sviluppo; ottimizzeranno le politiche di acquisti; prepareranno congiuntamente offerte per programmi binazionali e per l’export. L’accordo stabilisce che la società avrà sede a Genova, con una controllata in Francia, a Ollioules. La governance della JV, disciplinata anche da un patto parasociale, prevede un Consiglio di Amministrazione di 6 componenti, 3 su nomina di ciascuna società. Per il primo mandato triennale, Fincantieri esprimerà il Presidente ed il Chief Operational Officer, e Naval Group l’Amministratore Delegato e il Chief Financial Officer. Nel Consiglio, a conferma della valenza strategica che Fincantieri e Naval Group attribuiscono a questa operazione, siederanno Giuseppe Bono, che assume la carica di Presidente della JV, ed Hervé Guillou. L’alleanza rappresenta una grande opportunità per entrambi i gruppi e i loro ecosistemi di aumentare la propria capacità di servire meglio le rispettive Marine nazionali, di acquisire nuovi contratti di esportazione, di sviluppare nuove tecnologie  e, in definitiva, di migliorare la competitività dei comparti navali dei due Paesi. A margine della firma Giuseppe Bono e Hervé Guillou hanno dichiarato: “Manifestiamo grande soddisfazione per il risultato raggiunto e, soprattutto, desideriamo ringraziare i nostri Governi che negli ultimi mesi hanno lavorato fianco a fianco a noi, e continuano a farlo, per finalizzare un’intesa che assicurerà la protezione degli asset sovrani, favorendo la collaborazione tra i due team. Questo impegno ci permetterà di supportare sempre meglio le nostre Marine, fornire l’adeguato sostegno alle operazioni per l’export comune e gettare concretamente le basi per il consolidamento dell’industria europea della difesa”.
Naval Group è leader europeo nel settore della difesa navale. Quale azienda internazionale nell’high tech, Naval Group fa leva sul suo straordinario know how, nonché sulle sue eccezionali capacità e risorse industriali per creare partnership strategiche innovative al fine di soddisfare le richieste dei propri clienti. Il Gruppo progetta, costruisce e supporta sia sottomarini che navi di superficie. Inoltre, fornisce servizi a cantieri e basi navali. In aggiunta, il Gruppo offre una vasta gamma di soluzioni nell’ambito delle energie rinnovabili marine. Attento ai temi di corporate social responsibility, Naval Group aderisce allo United Nations Global Compact. Nel 2018 il Gruppo ha avuto un fatturato di €3,6 miliardi e una forza lavoro di 14.860 dipendenti.

Ad Erice un dibattito di alto profilo in occasione del workshop della 12esima assemblea annuale dell’Unione Piloti

“Dalla Sicurezza della Navigazione alla Salvaguardia del Mare: un percorso che racchiude Futuro, Scienza, Arte e Professionalità”. Questo il tema del convegno  organizzato dall’Unione Piloti, a margine della dodicesima assemblea ordinaria annuale,  che si è svolto sabato 15 giugno nella prestigiosa sede del Centro Ettore Maiorana di Erice (TP) e al quale hanno partecipato ospiti importanti. Assente per motivi strettamente personali il padrone di casa, il Professor Antonino Zichichi, che però non ha fatto mancare ai partecipanti un videomessaggio di saluto. Non ha fatto mancare il suo benvenuto anche il Sindaco di Erice, Daniela Toscano.
Ad aprire il workshop, moderato dall’avvocato Fabio Altese, è stato il Comandante, CLC, Vincenzo Bellomo, presidente dell’Unione Piloti con una relazione che si è focalizzata sui problemi del pilotaggio. “Da diverso tempo – ha sostenuto – si assiste ad una sistematica messa in discussione del pilotaggio portuale italiano, definito, con molta superficialità, un sistema antiquato, obsoleto, da superare. L’Unione Piloti è convinta, invece, che sia un “sistema che ha garantito per decenni economicità con alto livello di operatività e sicurezza”.
Dopo aver ricordato che la sicurezza di cui i piloti, in quanto fiduciari dell’Autorità Marittima, sono garanti “giammai deve essere superata e tanto meno forzata in ragione del profitto, dell’aumento del traffico o dell’aumento della produttività” – ha rivendicato la validità della formula con cui  lo Stato Italiano ed i piloti, sin dal 1977, procedono a determinare le tariffe per il servizio in ambito nazionale. Siamo fermamente convinti che la procedura prevista sia già ispirata alla tutela dell’utenza portuale, fissando i diritti per i servizi di pilotaggio in modo trasparente, obiettivo e non discriminatorio e proporzionali al costo del servizio fornito, con un meccanismo il quale – da ben 45 anni ed in anticipo tra tutti i paesi europei – tiene conto proprio di concetti, fermamente insiti nei propri procedimenti in materia di tutela di tutte le parti attrici dello sviluppo economico, che solo oggi gli altri Paesi membri dell’UE introducono nei loro ordinamenti come innovazioni”.
“L’UPI  - ha proseguito – si opporrà fermamente a qualsiasi tentativo di reintroduzione del tema della concorrenza del servizio di pilotaggio, al quale proprio l’Unione Europea attribuisce la rilevanza essenziale nella riduzione dei rischi, distinguendolo completamente dagli altri servizi tecnico nautici, escludendolo dall’applicabilità della predetta disciplina di cui al Regolamento 352/2017”.
Per Bellomo, infine,  la madre di tutte le battaglie resta la difesa del ruolo del Pilota , la cui attività – ha ribadito –  viene “espletata a beneficio della sicurezza del Porto nel suo complesso (o delle altre zone in cui si svolge la navigazione), piuttosto che come ausilio alle attività di conduzione e manovra del singolo comandante di nave”.
Il primo ad intervenire, facendosi tra l’altro portatore dei saluti del Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino, è stato il Contrammiraglio Roberto Isidori, Direttore marittimo della Sicilia Occidentale e Comandante del Porto di Palermo. “Il pilota  – ha ricordato – è da sempre un ausiliario del Comandante del Porto perché la sicurezza è il nostro mestiere anche rispetto alla sicurezza ambientale. Proprio sotto questo profilo iI legislatore ha attribuito al pilota il compito di rapportare all’Autorità marittima ogni inconveniente rilevato a bordo di una nave che possa avere implicazioni oltre che per la sicurezza della navigazione anche per l’ambiente marino”.
“Credere nell’Europa perché senza di essa non si va avanti!” è il monito lanciato alla platea dal Dottor  Willy R. Della Valle,  presidente di EACT (European Alliance for Coach Tourism),  l’associazione europea dei viaggi organizzati in autopullman.
Il pilota uomo, nel rapporto tra il Comandante della nave, il porto e la città che rappresenta è stato il tema dell’intervento appassionato e ricco di aneddoti del Comandante Francesco Bosco, ex capo pilota del Porto di Trapani ed ex presidente del Fondo Piloti. Con l’occasione ha voluto ricordare il gesto dell’attuale presidente dell’UPI,  il Comandante Vincenzo Bellomo, trapanese di nascita, che nel 2014 salvò la vita ad un gruista del porto di Taranto finito in mare e per questo gli ha fatto dono di una targa ricordo della Società di Mutuo Soccorso fra gli Onesti Marinai di Trapani.
Si è invece focalizzato sulle aree marine protette, l’intervento della Professoressa Greta Tallarini, che insegna Diritto della navigazione all’Università di Bologna. Tre gli aspetti fondamentali che ha inteso  approfondire: la centralità del ruolo dello Stato nel procedimento di istituzione e gestione delle aree marine protette; il sistema di vincoli ambientali all’esercizio delle attività alla luce della più recente giurisprudenza penale; la necessità di uniformare le regole di accesso e di sosta nelle aree marine protette e di promuovere un diporto sostenibile anche con l’introduzione di misure di “premialità ambientale”.
La Geopolitica del mare è stato l’argomento trattato dal Dr. Laris Gaiser, analista geopolitico sloveno, manager e consulente economico, che insegna  “Politica estera europea e relazioni politiche del Mediterraneo” presso l’Accademia Diplomatica di Vienna. Dopo aver spiegato che il Mediterraneo e l’Europa rimangono l’area di massima concentrazione dei flussi commerciali mondiali e ricordato alcune dispute come quella tra Slovenia e Croazia  che non hanno ancora trovato un accordo sul confine marittimo,  si è  soffermato  sulla sfida della Cina che punta a recitare un ruolo egemone nel mondo, sostenendo che ciò non avverrà perché ha un “problema di strategia” che il politologo Edward Luttwak chiama “autismo da grande nazione”. La Cina – ha spiegato –  non è unita come sembra, si concentra sui problemi interni  semplificando la politica estera, e pretende,  che gli altri stati  la considerino come il centro del mondo, il che, ovviamente, crea delle resistenze. Ed ancora – ha osservato –  “qualsiasi regime che non rispetta la libertà delle persone prima o poi crolla”. La Cina – ha aggiunto – attualmente non ha un mercato interno, ma prima o poi ciò avverrà generando un regime sociale diverso che rivendicherà cambiamenti radicali.
Infine l’intervento dell’avvocato Paolo Malaguti, esperto di diritto dei trasporti,  accreditato presso il  Parlamento Europeo, che ha presentato un’interessante relazione sul Port State Control, l’attività di ispezione da parte degli stati membri del Memorandum of Understanding di Parigi, circa la rispondenza delle navi mercantili agli standard minimi sulla sicurezza della navigazione imposti dalle convenzioni internazionali dell’IMO (Organizzazione marittima Internazionale).

GENOA SHIPPING WEEK- IV edizione Dal 24 al 30 giugno 2019 a Genova la settimana dello shipping internazionale

Dal 24 al 30 giugno Genova ospiterà la quarta edizione della Genoa Shipping Week, una  settimana di approfondimenti tecnici rivolti al settore e di eventi divulgativi per promuovere la cultura portuale in città organizzata da Assagenti, l’Associazione degli agenti e dei mediatori marittimi genovesi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo Private Banking. Un’edizione rinnovata, con oltre 50 eventi a calendario, che inaugurerà lunedì 24 alle 21.30 con lo spettacolo acrobatico Orizzonti in collaborazione con Zones Portuaires Genova, dove acrobati e musicisti animeranno un palco inedito a Porto Antico che si svelerà fra mare e terra, in un succedersi di interventi spettacolari e inattesi. Sarà quindi il Porto con le sue gru, i suoi servizi e la sua comunità a diventare il centro di una settimana intensa che si svilupperà su tre direttrici – Business & Networking, Cultura e Divulgazione, Sport - e che vedrà coinvolte Istituzioni cittadine assieme a Marina Militare e il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guarda Costiera. In occasione della GSWeek arriveranno infatti a Genova 4 unità navali – Nave Dattilo, Nave Bergamini, Sommergibile Todaro e Nave Scuola Palinuro – per un totale di 122 visite per la cittadinanza, organizzate in collaborazione con il Comune di Genova.   “Genova ha saputo fare sistema non solo a parole, ma finalmente a fatti – dice Alberto Banchero, presidente Assagenti. La Genoa Shipping Week era un progetto ambizioso pensato assieme a Clicutility Team, che è diventato realtà grazie ai tanti che hanno saputo mettere a fattor comune le proprie competenze e le proprie iniziative. Sognavamo un festival per la città che riuscisse, attraverso la cultura, ad avvicinare i genovesi al loro porto. Oggi possiamo dire che siamo molto vicini a quello che nel 2013 immaginavamo solo: dal 24 giugno il porto di Genova spalancherà le sue porte, diventerà per qualche giorno un palcoscenico, un teatro, un campo da tennis, un set fotografico, un luogo di incontro e confronto per gli operatori e molto altro. Siamo felici di non essere stati soli nella valorizzazione del nostro lavoro e del nostro territorio, che è uno dei compiti istituzionali dell’Associazione”.  GLI EVENTI NEL DETTAGLIO
 BUSINESS & NETWORKING
Innovazione, efficienza energetica, logistica, sicurezza, mestieri del mare e tanti altri temi animeranno la sezione dedicata all’economia del mare. A partire da “Ship Recycling”, il convegno  organizzato dallo studio Siccardi Bregante & C a bordo della Fregata Carlo Bergamini, che martedì 25 giugno affronterà gli scenari emersi con l’entrata in vigore del Regolamento europeo in materia di demolizione delle navi e di recupero delle loro parti e che cerca di arginare le cattive pratiche, offrendo agli operatori soluzioni più sfidanti, sostenibili e sicure.
Otto le tematiche di attualità affrontate da Port&ShippingTech, la conferenza principale della settimana a cura di ClickUtility Team, che da mercoledì 26 a venerdì 28 giugno offrirà un ampio programma di conferenze e momenti di networking focalizzati sull’innovazione tecnologica nel sistema logistico-portuale. Suddivisa fra tre sedi congressuali – Palazzo San Giorgio, Acquario di Genova e Palazzo Ambrogio di Negro- la manifestazione si concentrerà su quattro particolari aree di innovazione: la riduzione dell’impatto ambientale, l’automazione delle operazioni, sia in mare che a terra,  lo sviluppo dei corridoi logistici e la sicurezza in navigazione, in porto e sul lavoro. Sempre il 26, al pomeriggio, a Palazzo Ambrogio di Negro “New ports of Genoa: un “quarto valico” di servizi logistici per l’economia svizzera”, il convegno organizzato da Spediporto, l’associazione degli spedizionieri genovesi, si focalizzerà sulle nuove strategie infrastrutturali, sulle soluzioni logistiche e sullo sviluppo commerciale per il rilancio del Porto di Genova che sul  mercato svizzero ha già un vantaggio rispetto ai porti del Nord Europa: i tempi. In chiusura di giornata, al ristorante Al Settimo Cielo dell’Hotel Savoia, The International Propeller Club – Port of Genoa in collaborazione con Intesa Sanpaolo Private Banking proporrà la Tavola Rotonda “Il rilancio delle imprese marittime tra passaggi generazionali e nuove soluzioni d’investimento” in cui giovani esponenti di importanti famiglie del mondo dello shipping, assieme a due esperti del mondo bancario, condivideranno il loro punto di vista sulle nuove formule di rilancio finanziario che potranno sperabilmente influire in modo positivo sui traffici marittimi e sull’indotto. Eccezionalmente, il 26 e il 27 giugno, si svolgerà a Genova, il consiglio di amministrazione dell’EMSA, composto da 38 rappresentanti dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima, che offre consulenza tecnica e assistenza operativa in materia di sicurezza marittima. Tecnologia e alta specializzazione anche per  Med Seawork, la prima manifestazione fieristica B2B nel bacino del Mediterraneo dedicata ai mestieri del mare che Camera di Commercio di Genova e Promos Italia organizzeranno il 27 e il 28 giugno ai Magazzini del Cotone. Sarà un’opportunità di incontro fra le imprese italiane che producono beni e servizi nel campo della nautica non da diporto e 20 buyers provenienti da Germania, Marocco, Emirati Arabi e Turchia. Fonasba, Federazione del Mare e numerose altre associazioni hanno scelto la settimana per organizzare i propri incontri e board. Tra queste, l’associazione Med Cruise, che riunisce oltre 70 porti mediterranei che ospitano scali crocieristici, e che il 25giugno premierà i migliori scali del Mediterraneo. Il gran finale degli eventi business sarà affidato il 28 giugno alla XV edizione dello Shipbrokers and Shipagents Dinner, la tradizionale cena degli agenti e dei mediatori marittimi di Genova, uno degli eventi più importanti nello scenario mondiale del settore marittimo, logistico e portuale che ogni due anni ridisegna la terrazza del padiglione Jean Nouvel della Fiera di Genova in un luogo di ritrovo e confronto per i rappresentanti del comparto marittimo internazionale. CULTURA E DIVULGAZIONE Tutta la Genoa Shipping Week sarà dedicata alla cultura portuale con eventi divulgativi, spettacoli, performance e visite guidate per scoprire luoghi affascinanti di Genova di solito inaccessibili.  A partire da lunedì 24 con lo spettacolo acrobatico Orizzonti nella cornice di Porto Antico, offerto alla città da Moby, Rimorchiatori Riuniti, Corpo Piloti Genova e Gruppo Antichi Ormeggiatori di Genova con l’obiettivo di mettere in risalto l’area portuale e i suoi servizi che saranno direttamente coinvolti nella performance. Martedì 25, al mattino, l’appuntamento sarà a Calata Calata Ansaldo De Mari, di fronte a Galata Museo del Mare, dove l’associazione inGE proporrà una versione speciale del suo percorso di archeologia e patrimonio industriale Di molo in molo, dedicato alla scoperta della storia e del funzionamento dell’antico porto di Genova, attraverso le sue tracce ancora visibili. Al pomeriggio, riflettori puntati sull’industria marittima e sul suo ruolo nella salvaguardia degli oceani: con la campagna An Oceanic Awakening Wärtsilä promuove infatti azioni concrete per trasformare il settore marine&energy in un ecosistema sostenibile. All’Acquario il cluster marittimo incontrerà biologi marini e divulgatori scientifici per un dibattito organizzato in collaborazione con il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera. Alla sera i Cantieri T. Mariotti saranno il palcoscenico inedito dello spettacolo teatrale “La leggenda del pianista sull’oceano”, tratto dal monologo “Novecento” di Alessandro Baricco, in cui l’attore Igor Chierici, diretto da Luca Cicolella, racconterà la storia del celebre pianista Novecento e la sua vita a bordo del Virginian accompagnato dalle preziose note dell’orchestra Atlantic Jazz Band. Mercoledì 26, a bordo della fregata Bergamini, si svolgerà la premiazione di #shootyourport, il tradizionale concorso fotografico su Instagram – oltre 600 gli scatti ricevuti – per raccontare il porto da una prospettiva inedita, organizzato in collaborazione con IgersGenova e GNV. Tutta la settimana sarà animata da Zones Portuaires Genova, il primo Festival del Porto in Italia che U-Boot Lab e Incontri in Città (DAFiSt – UniGE) organizzano da quattro anni abbattendo i muri tra porto e città e accompagnando per mano genovesi e turisti in un viaggio tra le banchine, al di là delle cinte doganali. La quinta edizione, NUOVE ROTTE, sarà dedicato alla scoperta del Porto di Genova con visite, spettacoli, esposizioni, proiezioni, talk, navigazioni, installazioni e performance artistiche per scoprire in sicurezza aree portuali normalmente non accessibili. Dal 25 al 29 giugno sarà possibile visitare quattro unità navali ormeggiate al Porto Antico e a Stazioni Marittime. Nave Dattilo di norma operativa nel sud Italia, sarà presente a Genova come segnale di grande vicinanza del Corpo delle Capitanerie di porto alla città di Genova e alla manifestazione. Marina Militare porterà invece a Genova Nave Bergamini, la fregata missilistica multiruolo, la Nave- Scuola Palinuro e il sommergibile Todaro che accoglieranno eventi e visite.   SPORT Per i più sportivi, il T.C. Genova 1893 in collaborazione con Assagenti organizzerà il primo Torneo di Tennis della Gsweek e, per gli amanti della corsa, sabato 29 giugno ci si potrà allenare con Valeria Straneo,  medaglia d’argento al mondiale di Maratona a Mosca 2013, in occasione della Genoa Shipping Run organizzata dall’Associazione International Shipping Runners. 10 km nel cuore del Porto di Genova per raccogliere fondi per il reparto di ematologia dell’ospedale Gaslini.   Tra le iniziative promosse durante la manifestazione ci sarà anche una lotteria benefica a favore del Fondo Malattie Renali del Bambino Onlus per acquistare un nuovo macchinario per il Reparto di Nefrologia, Dialisi e Trapianto dell’Istituto G. Gaslini. Il premio è una crociera di 7 giorni nel Mediterraneo per due persone a bordo di MSC Bellissima. I biglietti saranno disponibili presso la sede dell’onlus e durante i principali eventi della GSW. La Genoa Shipping Week è un evento biennale, gemellato con la Naples Shipping Week. Nata nel 2013 dalla collaborazione tra Assagenti e ClickUtility Team oggi è gestita dall’Associazione agenti e mediatori marittimi di Genova. Durante l’ultima edizione nel 2017, gli ospiti accolti in città per partecipare agli oltre 20 eventi in palinsesto sono stati più di 5 mila, provenienti da 52 nazioni differenti, in rappresentanza di più di 1600 aziende del settore. La settimana rientra negli appuntamenti in agenda 2019 del Genoa Blue Forum, promossi da: Regione Liguria, Comune di Genova, Camera di Commercio di Genova e Università degli Studi di Genova.

La Guardia Costiera di Napoli sequestra uno specchio d’acqua di circa 400 mq nella baia di Nisida-Coroglio

 Continua in maniera serrata l’azione di contrasto all’illegalità.  
Napoli, 18 giugno 2019 – Nella  giornata di ieri 17 giugno, la Capitaneria Guardia Costiera di Napoli ha effettuato una vasta e complessa operazione di polizia marittima e giudiziaria a tutela dell’ambiente marino, della sicurezza della navigazione e del demanio marittimo nella baia di Nisida – Coroglio, località cittadina nota per la sua bellezza incomparabile e per la vicinanza ad un sito di interesse comunitario, qual è quello di Bagnoli.
La Guardia costiera, da sempre presente nella prevenzione e nella repressione dei reati connessi con gli illeciti usi del mare e con l’ambiente marino, all’esito di una lunga attività di osservazione e di intelligence, è intervenuta nella splendida località fin dalle prime luci dell’alba, con tre Motovedette in mare, aliquota personale del 2^ Nucleo Sub di Napoli e pattuglie via terra con autoveicoli di servizio. Tra uomini e donne, militari impiegati in totale sono stati circa 30 coordinati dal Nucleo di Polizia Giudiziaria.
La massiccia operazione, finalizzata all’individuazione delle occupazioni abusive, è consistita nel controllo capillare degli specchi d’acqua occupati da imbarcazioni e natanti da diporto e delle aree demaniali concesse sulla banchina.
I serrati controlli, protrattisi fin quasi al tramonto, hanno consentito di rilevare un caso di occupazione totalmente abusiva di uno specchio d’acqua dell’estensione di circa 400 mq, consistenti in un ormeggio di natanti da diporto a mezzo di corpi e gavitelli e boe in superfice, ai quali erano ormeggiati 14 imbarcazioni, il tutto privo di qualsivoglia titolo autorizzativo.
Al fine di non far protrarre il reato ed eliminare l’abuso rilevato, tra l’altro in una zona vincolata, con l’ausilio delle Unità Navali e della componente subacquea, i corpi morti ed il materiale abusivo è stato recuperato dal fondo e salpato sulla banchina.
I militari della Guardia Costiera, hanno provveduto a denunciare all’Autorità giudiziaria il responsabile del reato di occupazione abusiva e, contestualmente, hanno proceduto al sequestro dei numerosi corpi morti, cavi catene e gavitelli, utilizzati per facilitare l’ormeggio illegale delle unità da diporto.
Inoltre sono state contestate diverse infrazioni di norme amministrative per violazioni al Codice della Navigazione, per le quali sono state comminate multe per un ammontare complessivo di circa 4000 €.
L’odierna attività si inserisce in una più ampia pianificazione di contrasto all’illegalità ed abusivismo perpetrato a danno del Demanio marittimo, in cui la Guardia Costiera è da sempre impegnata nell’ambito dei propri compiti di istituto e che si intensificherà durante tutta la stagione estiva per la prevenzione e la repressione dei reati contro l’ambiente, la sicurezza della navigazione e portuale e il demanio marittimo, sotto il coordinamento e le disposizioni impartite dall’Autorità Giudiziaria.

Fincantieri e Cnr: innovazione in campo navale

Fincantieri e il Consiglio nazionale delle ricerche hanno presentato i risultati di sei progetti di ricerca multidisciplinari, nell’ambito del finanziamento relativo all’innovazione in campo navale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
In questi sei progetti, il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) ha svolto la funzione di coordinamento scientifico, coinvolgendo nove istituti del Dipartimento di ingegneria, ict e tecnologie per l’energia e i trasporti (Cnr-Diitet), uno del Dipartimento scienze chimiche e tecnologie dei materiali (Cnr-Dsctm) e tre università (Genova, Trieste e Sapienza). L’intero programma si inserisce nella strategia seguita da Fincantieri di Open Innovation, un paradigma con cui le imprese sviluppano delle reti di competenze, collegando i propri fornitori, università e centri di ricerca, allo scopo di cooperare per la risoluzione di problemi complessi. Nell’approccio, il Cnr ha interpretato il ruolo di ‘hub’ di innovazione, ponendosi per l’impresa come ‘entry point’ del sistema pubblico della ricerca, operando quindi una funzione di selezione delle competenze e raccolta dei risultati, e coordinando, con il supporto del partner industriale, il lavoro di sintesi dei numerosi obiettivi raggiunti in una road-map complessiva. In dettaglio, i sei progetti del programma hanno riguardato:
– un progetto preliminare degli impianti e della rete elettrica di una nave la cui energia è parzialmente fornita da un impianto a ‘fuel cell’ (Generazione elettrica innovativa); – software e modelli di calcolo, validati sperimentalmente, per valutare la migliore strategia per l’efficientamento energetico della nave (Alta efficienza); –un prototipo di cabina intelligente, dotata di sensori sia ambientali sia indossabili per fornire in modo automatico servizi e applicazioni personalizzati; nuove tecnologie di ‘energy harvesting’ permettono un recupero di energia sfruttabile in vari modi (E-Cabin); –un sistema di mixed reality, sistemi virtuali di ‘now casting’ e controllo integrati con i sistemi di governo e propulsione, per fornire informazioni di supporto alle decisioni proiettate sugli occhiali degli ufficiali di plancia (E-Navigation); – un sistema per aumentare la sicurezza fisica a bordo, comprensivo di droni automatici da impiegare in caso di uomo in mare (Secure platform); –un modello integrato di recupero di energia dai rifiuti prodotti a bordo (PiTER). I risultati ottenuti con i progetti rispondono alle richieste recentemente espresse dagli armatori per i nuovi prototipi ‘cruise’ presenti nel portafoglio ordini di Fincantieri. A seguito dei dati presentati, infatti, la Direzione navi mercantili, con il supporto di Cetena – Centro per gli studi di tecnica navale – del Cnr e delle università di Palermo, Genova e Napoli, ha avviato un’iniziativa per definire il progetto industriale di dettaglio di una piccola nave la cui energia è parzialmente fornita da un impianto a ‘fuel cell’ (progetto Tecbia), oppure altre società del gruppo hanno intrapreso la valutazione delle modalità migliori per industrializzare il prototipo ‘E-Cabin’ e renderlo disponibile come prodotto a scaffale da proporre sui prossimi prototipi e sulle navi sottoposte a refitting.
Fincantieri impegna ogni anno grandi risorse umane ed economiche in ricerca e sviluppo, uno sforzo ritenuto indispensabile al fine di mantenere la leadership a livello mondiale nei settori in cui opera. Nel 2018 queste attività hanno comportato un investimento di 122 milioni di euro, pari al 2,2% dei ricavi consolidati del Gruppo. Il posizionamento strategico dell’azienda infatti è su prodotti navali ad alto valore aggiunto, creati su misura per rispondere alle esigenze specifiche degli armatori e che rappresentano lo stato dell’arte in termini di tecnologia e di innovazione, in particolare negli ambiti della riduzione delle emissioni, dell’efficienza energetica, della sicurezza (safety e security), dell’intelligenza di bordo e della qualità e del comfort di passeggeri ed equipaggio.
Il Dipartimento di ingegneria, ict, energia e trasporti del Cnr (Diitet), il più grande dei sette dipartimenti dell’Ente con circa 1100 ricercatori, persegue una doppia missione: sviluppo della conoscenza e supporto scientifico-tecnologico al sistema delle imprese. Anche nel corso del 2018 ha sviluppato il più ampio portafogli di progetti dell’Ente, per un totale di circa 70 milioni di euro.

Presentazione libro Porto di Salerno. Una storia lunga dieci secoli

 il giorno 5 luglio alle ore 10,00 presso la Stazione Marittima di Zaha Hadid di Salerno 
Salerno, 19 giugno 2019 – Un porto per etruschi, romani, bizantini, longobardi, normanni, svevi, angioini, aragonesi, spagnoli, austriaci, borbonici, savoiardi: popoli, culture e dinastie regnanti hanno intrecciato i loro destini e traffici commerciali con esso. E’ quanto ci racconta l’avvocato marittimista Alfonso Mignone con una nuova ed appassionata ricerca sulle origini marinare della città di Salerno che diventò non solo capitale di un potente Principato, ma anche e, soprattutto, dopo la fine dell’indipendenza amalfitana e la conquista normanna, emporio di rilevanza internazionale in un Mediterraneo conteso tra Arabi, Bizantini e le Repubbliche Marinare di Genova, Pisa e Venezia. Un antico e famoso motto popolare, recitava così: “ Se Salierno avesse ’o puorto, Napule bello sarria muorto” (che tradotto: “ Se Salerno avesse il porto, Napoli bella sarebbe morta”). Come tante altre città costiere, Salerno ha avvertito da sempre l’esigenza di un porto stabile ed efficiente che conciliasse le necessità dei flussi mercantili e gli interessi dell’economia locale ma realizzarlo non è stata impresa agevole. Molteplici furono i fattori limitazionali allo sviluppo dell’infrastruttura come il ciclico fenomeno dell’insabbiamento, dovuto alle caratteristiche geomorfologiche del litorale salernitano e le tante difficoltà per far fronte alle ingenti spese necessarie al suo completamento. Lo scalo, posto in favorevole posizione geografica, beneficiò del traffico di linea di genovesi, pisani, catalani, bizantini e arabi diventò crocevia dei traffici marittimi nel Mediterraneo già nel XIII secolo grazie anche all’istituzione di una Fiera mercantile voluta dalla Chiesa e dai Regnanti che permise alla città di Salerno di divenire “piazza” per mercanti provenienti dal Vicino Oriente, Egitto, Mauritania, Grecia e Marsiglia che giungevano a Salerno in nave. nonostante i processi di globalizzazione dell’economia del Mediterraneo. Nel corso dei secoli successivi, però, lo scalo salernitano ha sofferto fortemente la vicinanza del Porto di Napoli e solo di recente ha ritrovato, una volta integrato nel “Sistema” dei porti del Mar Tirreno Centrale, la sua centralità nelle rotte marittime fra Occidente e Oriente, quelle che un tempo arabi e i bizantini si erano contese per secoli senza riuscire ad instaurare una propria talassocrazia e che ora fanno parte della Silk Maritime Road. Il volume consta di 174 pagine ed è edito da D’Amico di Nocera Superiore. Hanno collaborato al lavoro curato dal Mignone anche il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale Pietro Spirito, i docenti della cattedra di Pianificazione dei Trasporti presso l’Università degli Studi di Salerno Stefano de Luca e Giuseppe Iannacone oltre agli imprenditori Agostino Gallozzi, Presidente Gallozzi Group, e Antonia Autuori, Amministratore Delegato dell’Agenzia Marittima Michele Autuori.
Anteprima del saggio con i patrocini di Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, RETE – Association for the Collaboration between Ports and Cities, Propeller Club Port of Salerno il giorno 5 luglio alle ore 10,00 presso la Stazione Marittima di Zaha Hadid di Salerno
SALUTI Orazio De Nigris – Amministratore Delegato Stazione Marittima Salerno
INTERVENTI Pietro Spirito – Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale Stefano de Luca – Professore associato Pianificazione dei Trasporti Università degli Studi di Salerno
Agostino Gallozzi – Presidente Gallozzi Group Antonia Autuori – Amministratore Delegato Agenzia Marittima Michele Autuori
MODERA Emilia Leonetti- Giornalista /Addetto stampa Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale
Sarà presente l’Autore Alfonso Mignone

Confitarma: a Roma l’Assemblea della Confederazione Italiana Armatori

Roma, 19 giugno 2019 – Presieduta da Mario Mattioli, si è tenuta la sessione privata dell’Assemblea della Confederazione Italiana Armatori che ha approvato il Bilancio e la Relazione annuale sull’anno 2018 ed ha proceduto al rinnovo per il quadriennio 2019-2022 del Collegio dei Probiviri e di quello dei Revisori, nonché del presidente di quest’ultimo. Dall’elezione a scrutinio segreto sono risultati eletti:
Collegio dei Revisori Bernardo Cirillo – Presidente Roberto Coccia Carlo Lomartire Pia Queirolo – supplente  Collegio dei Probiviri  Giorgio Berlingieri Alfonso Magliulo Dario Scannapieco Corrado Medina -supplente Francesco Serao – supplente   Le attività svolte negli ultimi mesi dalle Commissioni confederali sulle materie di competenza sono state illustrate da Carlo Cameli, presidente Navigazione Internazionale, Beniamino Maltese e Fabrizio Vettosi, rispettivamente presidente e vicepresidente Finanza e Diritto d’impresa, Angelo D’Amato, presidente Risorse umane, Relazioni industrial ed Education, Guido Grimaldi, Presidente Navigazione a corto raggio, Gianpaolo Polichetti, vicepresidente Porti e infrastrutture, Fabio Faraone, segretario Tecnica Navale Sicurezza e Ambiente. Giacomo Gavarone, è intervenuto in qualità di presidente del Gruppo Giovani Armatori e coordinatore del Comitato regole e competitività. Le priorità dello shipping in ambito internazionale sono state illustrate da Paolo d’Amico, presidente dell’Intertanko, ed Emanuele Grimaldi, vicepresidente ICS. Il presidente Mattioli si è in particolare soffermato sulle recenti proposte francesi per una possibile istituzione di una ECA (Emission Controll Area) nel Mediterraneo, nella quale applicare limiti più severi alle emissioni delle navi. Confitarma ritiene che la sede più opportuna per discutere tali iniziative debba essere l’IMO. Peraltro, attualmente lo shipping mondiale si sta impegnando in uno sforzo senza precedenti per rispettare i nuovi limiti del contenuto del tenore di zolfo nei combustibili marini che dal 1° gennaio 2020 si ridurrà di ben sette volte passando dal 3,5 % allo 0,5%. Una ECA nel Mediterraneo potrebbe essere presa in considerazione solo dopo aver valutato i benefici derivanti dall’implementazione del Sulphur Cap 2020. “Difendere e rafforzare la competitività della flotta italiana continua ad essere la priorità di Confitarma – ha affermato il Presidente di Confitarma – che ancora oggi considera il Registro Internazionale il pilastro di una politica marittima efficace ed espansiva, che in venti anni ha portato alla crescita della nostra marineria restituendole la competitività nei traffici internazionali e nel grande cabotaggio dove l’occupazione italiana e comunitaria, nello stesso periodo, è aumentata del 140%. Nonostante la riduzione della flotta di bandiera italiana riusciamo ancora a confrontarci con le altre marine che non devono fare i conti con oneri, vincoli e burocrazia tutti italiani”. “Gli ostacoli che frenano la flotta italiana, almeno in parte sono superabili attraverso una drastica semplificazione di norme e procedure burocratiche. Abbiamo ri-costitutuito il Comitato Regole e Competitività proprio per dare un nuovo impulso a questa azione soprattutto attraverso l’instaurazione di un dialogo più stretto con le istituzioni al progetto di modernizzazione delle regole. Peraltro – ha aggiunto Mattioli – come ho avuto modo di affermare recentemente, ritengo che il tema della di sburocratizzazione fino ad oggi sia stato affrontato dal cluster marittimo in modo non coordinato con tante proposte, quasi tutte condivisibili ma spesso caratterizzate da un individualismo che inevitabilmente tende a svalutare l’interesse comune”. E in quest’ottica “come Presidente della Federazione del Mare, penso che si potrebbe accogliere in quella sede tutti coloro che sono disponibili a condividere gli obiettivi per formulare finalmente proposte che veramente possano restituire forza al cluster marittimo italiano”. “Fare sistema per ottenere risposte, è fondamentale che le istanze della nostra categoria siano portate avanti da una voce unica. È indubbio che la presenza di più associazioni che tutelano interessi genera confusione negli interlocutori a livello nazionale e internazionale, determinando una minore incisività della voce dell’armamento”, indebolendo di fatto gli interessi tutelati”. Confitarma è sempre pronta al dialogo e al confronto ma le divisioni generano un inutile dispendio di risorse e di energie rischiando di confondere tutti, compresi i nostri referenti istituzionali. Noi continueremo sulla nostra strada nell’interesse del Paese e delle nostre imprese associate, che sono orgogliosamente italiane e che vogliono che il tricolore sventoli sulle loro navi, certi che il genuine link con il territorio sia alla base della politica marittima italiana.
Collegio dei Revisori nella foto da sinistra Roberto Coccia, Bernardo Cirillo (presidente), Carlo Lomartire

Venezia: Grandi navi e sviluppo del porto. Accorato appello del Propeller

“ Siamo tutti sulla stessa barca, evitiamo il naufragio”
Venezia, 19 giugno 2019 – Il CD dell’International Propeller Club Port of Venice riunitisi in seduta plenaria per analizzare , alla luce delle recenti dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e di quello dei Beni culturali Alberto Bonisoli sul problema grandi navi  , nonchè da quanto è  emerso  dall’indagine conoscitiva realizzata da una qualificata rappresentanza del Club al Transport & Logistic di Monaco di Baviera, le possibilità di crescita o l’eventuale declino  della portualità lagunare , invia un forte ed accorato appello ad enti locali , associazioni di categoria, al mondo imprenditoriale e del lavoro in genere a far fronte comune ,  abbandonando sterili polemiche e atteggiamenti autoreferenziali,  per creare, invece,  quell’indispensabile massa critica di consensi condivisi  che consenta al porto di attuare  il suo indispensabile  sviluppo nella riqualificazione e valorizzazione  delle sue grandi aree oggi disponibili   e ai suoi 16.000 addetti la certezza del  proprio posto di lavoro. “ Pur nel rispetto dei singoli, diversi, molteplici   contributi mirati alla  salvaguardia dell’ambiente, alla sicurezza della navigazione all’interno della laguna  ecc.ecc.   dev’essere comunque  fermata con forza l’onda di chi vuole alimentare lo scontro piuttosto che facilitare  il sereno confronto tra i tanti attori del cluster – chiosa il presidente del Propeller Massimo Bernardo – e aggiunge : siamo tutti sulla stessa barca , imprenditori, lavoratori enti pubblici e associazioni di categoria non certo per cercare il naufragio ma per dare un concreto contributo  al futuro del nostro porto e, più in generale alla blu economy. Se dall’indagine conoscitiva, in primis, emerge quanto ancora poco si conosca relativamente alle  grandi potenzialità dei nostri scali ,  appare  invece evidente come per i nostri porti  lagunari sia urgente proporsi ai mercati internazionali  a livello sistemico con aeroporti, interporti e grandi infrastrutture” .  Dall’International Propeller Club Port of Venice  una evidente, legittima preoccupazione,  per quanto riguarda, in termini di operatività e di reazioni da parte delle compagnie di navigazione,   la recentissima restrittiva ordinanza della Capitaneria di Porto per il passaggio delle grandi navi mentre si sta seguendo con grande apprensione le decisioni che a breve . secondo quanto ha dichiarato Toninelli in visita a Venezia – dovrebbero essere  prese dai ministeri competenti con o senza il referendum ipotizzato dallo stesso  Toninelli mentre resta aperta e si consolida  ogni forma di collaborazione con l’Autorità di sistema  Portuale intesa a valorizzare e a rendere sempre più competitiva la portualità lagunare.

Assemblea soci Assospena: confermato alla presidenza Augusto Forges Davanzati

A Napoli venerdì 14 giugno 2019, presso l’Hotel Romeo, si è svolta l’assemblea ordinaria dei soci dell’Associazione degli Spedizionieri Doganali di Napoli, per il rinnovo delle cariche.
I lavori assembleari sono stati aperti dalla relazione morale del presidente Augusto Forges Davanzati che ha ripercorso l’attività svolta dall’associazione negli ultimi due anni soffermandosi sull’efficacia delle azioni svolte a tutto campo a difesa degli interessi della categoria, non soltanto attraverso il confronto con l’Agenzia delle Dogane ma anche con iniziative mirate al rilancio del porto di Napoli.
A conclusione dei lavori l’assemblea ha confermato alla presidenza Augusto Forges Davanzati, ed ha proceduto al rinnovo delle cariche come riportato di seguito:
PRESIDENTE:  Augusto Forges Davanzati VICE PRESIDENTE: Mario D’Angiolo SEGRETARIO: Carmine Andeloro TESORIERE: Giovanni Porzio CONSIGLIERI: Massimo De Gregorio, Giuseppe Santalucia, Fabio Polito, Stefano De Crescenzo, Maurizio Salernitano, Alberto Fabbricatore REVISORI: Ciro Autore, Giovanni Fumo, Francesco Tavassi PROBIVIRI: VincenzoToscani, Giuseppe Montuori, Tiziana Sommella Il presidente incaricato ha auspicato la crescita dell’associazione, indicando nella ricerca di una totale condivisione di intenti con gli altri enti/associazioni che tutelano gli stessi interessi e nell’attenzione verso il rilancio del porto, i punti fermi del suo mandato.  
 
 
 
 
 
 
 
 

Venezia, arriva “Hepic” la prima imbarcazione a idrogeno per il trasporto passeggeri in Laguna

Venezia, 20 giugno 2019 – Rivoluzione “green” per il trasporto passeggeri a Venezia. Al Salone Nautico Venezia, in programma all’Arsenale della Serenissima, fino a domenica prossima, 23 giugno 2019, sta suscitando grande interesse nel pubblico, “Hepic”, la prima imbarcazione a idrogeno per il trasporto passeggeri nella Laguna di Venezia.  Il battello è stato realizzato in 24 mesi tramite un investimento privato iniziale di Alilaguna e Cantieri Vizianello di circa 1,5 milioni di euro, cofinanziato al 55% ai sensi di un Accordo di Programma tra la Regione del Veneto e il Ministero per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare.
Un progetto innovativo, la barca infatti naviga completamente ad energia elettrica. I vantaggi sono  numerosi su ogni fronte:  Di fatto emissioni zero, grazie all’assenza di un motore endotermica. Silenziosa, nessun inquinamento acustico,  è la soluzione più delicata e sicura per la navigazione , prevede un back up elettrico in eventuale caso di avaria.  L’imbarcazione lunga 16 metri e larga 3,2metri può ospitare 24 passeggeri.
Allo stato attuale gli unici problemi sono di carattere normativo come sottolineato dal Presidente di Alilaguna, Fabio Sacco: “ Hepic non può ancora navigare per le acque lagunari perché è una novità in ambito marittimo e sussiste un gap normativo per le imbarcazioni alimentate a Fuel Cell che trasportano idrogeno a bordo a livello nazionale, mentre all’estero le normative si stanno adeguando o si sono già adeguate. La normativa vigente regolata dalla Capitaneria di Porto impone la presenza a bordo dell’imbarcazione di un motore endotermico. Per questo motivo sono in corso le sperimentazioni necessarie per ottenere l’approvazione alla navigazione da parte del RINA (Registro Italiano Navale). Speriamo di ottenerle presto per dare una accelerata sul fronte della navigazione ecosostenibile”.
Alilaguna, primo servizio di trasporto pubblico di linea, operato da vettore privato, a Venezia da sempre è attiva sul fronte della tutela e salvaguardia dell’ambiente lagunare. Già nel 2010 aveva varato Energia, un battello cui è stato inserito a bordo un motore elettrico che viene azionato tramite l’energia accumulata nelle batterie.

ALLA SCOPERTA DELLE BELLEZZE NATURALI DI OCEAN CAY MSC MARINE RESERVE

Terminata la valutazione ecologica approfondita per realizzare i piani di conservazione dell’isola
Ginevra, Svizzera – 20 Giugno 2019: A poco meno di quattro mesi dall’arrivo dei primi ospiti su Ocean Cay MSC Marine Reserve, MSC Crociere, la più grande compagnia crocieristica a capitale privato al mondo con sede in Svizzera, rivela oggi nuovi dettagli sull’esperienza unica che attende gli ospiti MSC. Con Ocean Cay l’obiettivo di MSC Crociere è quello di far immergere i viaggiatori nelle bellezze naturali delle Bahamas per vivere un’esperienza unica a pieno contatto con la natura. Ogni dettaglio e servizio di Ocean Cay è stato progettato e sviluppato nel totale rispetto dei principi ecologici e ambientali dell’isola: dalle strutture, ai servizi, alle attività di intrattenimento dedicate agli ospiti MSC. Sono diversi inoltre i programmi educativi e di intrattenimento ideati per sensibilizzare i viaggiatori su tematiche delicate e fondamentali quali la salvaguardia degli oceani e la protezione delle barriere coralline. Le Bahamas sono rinomate per le bellissime acque blu e le spiagge di sabbia bianca; gli oceani di questa area geografica ospitano un ecosistema speciale e diversificato, che deve essere salvaguardato per il futuro. Con Ocean Cay, MSC Crociere sta lavorando per ripristinare l’ecosistema marino di quest’area, con i suoi habitat e le specie tipiche come i coralli, oggi a forte rischio di estinzione. L’isola è circondata da ben 64 miglia quadrate di acque protette, ma l’obiettivo è quello di ampliare ulteriormente la superficie per garantire un risultato e un impatto positivo sull’ambiente ancora maggiori. Gli ospiti di MSC Crociere avranno l’incredibile opportunità di scoprire le meraviglie dell’oceano in questa speciale parte del mondo. RIPRISTINO AMBIENTALE
Per comprendere meglio le dinamiche di conservazione e sviluppare le principali iniziative ambientali, MSC Crociere ha commissionato un Rapid Ecological Assessment (REA) che fornisce una panoramica completa di breve termine delle acque intorno a Ocean Cay. Una delle priorità di MSC Crociere per Ocean Cay è infatti il ripristino del corallo. Parte integrante dell’ecosistema marino, il corallo garantisce la biodiversità, fornisce un habitat per la vita marina e protegge le coste. Prima dell’arrivo di MSC Crociere l’isola era un vecchio sito industriale abbandonato, un fazzoletto di sabbia e macerie alle Bahamas che la Compagnia sta trasformando in un paradiso con la massima attenzione all’ambiente. Il fondo marino di Ocean Cay sta tornando alla normalità e la speranza è che il corallo ricominci a prosperare. Sono in corso gli studi per la creazione di un vivaio di coralli nella parte orientale dell’isola, con la speranza di rafforzare ancora di più la presenza di questo animale marino, soprattutto le varietà più a rischio di estinzione.  Lo studio condotto ha riconosciuto tre tipologie di corallo che si possono trovare in abbondanza – principalmente Agaricia agaricites, noto come “corallo lattuga”, Porites astreoides comunemente noto come “porites giallo” e Siderastrea noto anche come “corallo massiccio dell’attricetta”. Queste sono alcune delle specie più robuste, poiché capaci di resistere a temperature rigide e a un maggiore insabbiamento rispetto ad altri tipi di corallo. Durante la valutazione è stata trovata inoltre l’Acropora palmata, un corallo in grave pericolo di estinzione. Quattro colonie di questa specie sono state osservate lungo la costa rocciosa di Ocean Cay e la speranza è che questa specie possa crescere e riprodursi nel vivaio di coralli. Il team di Ocean Cay sta già assistendo ad un aumento della fauna marina nella zona, e la REA ha identificato 88 diverse specie di pesci intorno all’isola così come aragoste, tartarughe marine e razze. Un’importante specie dell’ecosistema di quest’area che è stata rilevata è la conchiglia regina, Lobatus gigas, una grande lumaca marina che vive nelle distese di alghe intorno a Ocean Cay, e contribuisce a pulire l’acqua dai residui prodotti dalle alghe. Questa conchiglia è una delle specie marine più importanti in queste acque ed è un simbolo delle Bahamas, anche se purtroppo la sua popolazione sta registrando un drastico declino negli ultimi anni e la maggior parte degli esemplari si concentra attualmente proprio nelle aree marine protette delle Bahamas, come Ocean Cay. Per questo motivo sono in corso di studio misure preventive per garantire la protezione di questa conchiglia e assicurarne la sua riproduzione. Oltre al ripristino dell’ecosistema dell’isola, sono in corso i lavori per finalizzare la guest experience e accogliere i primi ospiti a novembre. Ogni aspetto dell’isola è sviluppato in modo da creare un’esperienza davvero memorabile, con il fine ultimo di vivere e scoprire la natura e le sue bellezze. A questo link sono disponibili più dettagli sui lavori in corso sull’isola.
SCOPRIRE L’OCEANO
La filosofia ambientale della guest experience di Ocean Cay ha influenzato la scelta degli sport acquatici: gli ospiti non troveranno i soliti sport d’acqua a motore che si trovano altrove, ma l’azienda sta sviluppando una serie di attività in sintonia con la natura dell’isola come ad esempio il popolare stand up paddle (SUP) e il kayak.
Per coloro che desiderano scoprire da vicino la flora e la fauna marina, ci sarà l’opportunità di prenotare un’attività di “snorkeling & fuga sull’isola nascosta” Quest’escursione di un’ora e mezza all’isola vicina permetterà agli ospiti di fare snorkeling da soli o, per un’esperienza migliore, seguire una guida alla scoperta delle colorate specie marine della zona. Dopo lo snorkeling, gli ospiti verranno accompagnati su una spiaggia privata dell’isola per nuotare e rilassarsi in acqua.
Per chi è un po’ più avventuroso, le immersioni subacquee saranno disponibili anche con istruttori qualificati PADI, e per chi invece desidera avere un assaggio delle immersioni, sarà disponibile su prenotazione il corso Discover Scuba Diving, dove gli ospiti possono farsi un’idea dell’attività ma in acque poco profonde, sempre seguiti da un istruttore PADI.
RELAX LUSSUOSO
La Spa di Ocean Cay è situata all’estremità settentrionale dell’isola, in una posizione mozzafiato con un’incredibile vista sull’oceano. Questo nuovo e unico concept di spa di lusso è stato creato in esclusiva per Ocean Cay ed è stato progettato per immergere gli ospiti negli elementi naturali, offrendo così un’esperienza completamente diversa da quella offerta dalla Spa balinese MSC Aurea a bordo delle navi da crociera di MSC.
L’offerta termale è pensata per essere completamente in linea con i principi ambientali dell’isola e i prodotti utilizzati saranno di AVEDA, un marchio di bellezza noto per i suoi prodotti naturali e il suo impegno ambientale. Gli ospiti in cerca di coccole possono scegliere tra diverse opzioni di massaggio e rilassarsi nell’elegante sala trattamenti ascoltando il suono delle onde accarezzati dalla brezza
dell’oceano. Una gamma di sessioni fitness di tendenza sarà inoltre disponibile per coloro che sono alla ricerca di equilibrio e di benessere. Sarà infatti possibile scegliere tra lo yoga mattutino sulla spiaggia, lo yoga SUP su paddle board e lo yoga al tramonto per concludere al meglio la giornata.
DIVERTIMENTO PER TUTTA LA FAMIGLIA
MSC Crociere offre a bordo della sua flotta una pluripremiata offerta familiare, che sarà disponibile anche su Ocean Cay. L’isola è stata progettata per offrire un’esperienza family friendly con il Seakers Family Cove. Un paradiso per i bambini con una laguna poco profonda in cui giocare e una bella spiaggia sabbiosa per i giochi. Tutte le spiagge dell’isola saranno monitorate da bagnini per garantire la sicurezza di tutti e per dare tranquillità ai genitori.
Lo staff di MSC Crociere Kids Club organizzerà giochi e attività durante tutta la giornata presso il Seakers Family Cove. Le attività con la nuova mascotte DOREMI Explorer sono pensate per facilitare la scoperta della natura e vedranno un ritorno ai semplici giochi dell’infanzia come le gare di castelli di sabbia, la costruzione di aquiloni, le cacce al tesoro e una sfida sportiva per famiglie. Sono disponibili attività dedicate agli adolescenti per permettere ai ragazzi di scoprire tutto ciò che l’isola ha da offrire, compresa un’attività con il teen web creator che li aiuterà a creare contenuti interessanti sulla bellezza dell’isola.
Il Seakers Food Court si trova nelle immediate vicinanze per le famiglie e servirà piatti classici Americani e altre specialità preferite dai bambini. Il buffet sarà incluso come a bordo.
Sull’isola sono inoltre disponibili ulteriori opzioni grazie alla presenza di diversi food truck; gli ospiti potranno inoltre decidere di tornare a bordo durante tutto il giorno per sfruttare l’intera gamma di opzioni di ristorazione presenti sulla nave.
INTRATTENIMENTO SERALE
Dopo una giornata di relax, sarà la volta dell’’intrattenimento serale.
Dopo un tramonto mozzafiato, quando cala la notte l’area intorno all’iconico faro bianco e rosso di 30 metri prenderà vita. Gli ospiti potranno godere di uno spettacolo di luci mozzafiato dal bar o, per coloro che desiderano un’atmosfera più fresca, dalla spiaggia intorno ad uno dei bracieri. Una tradizionale sfilata di junkanoo, ispirata allo storico festival delle Bahamas, porterà un’atmosfera di festa tra gli ospiti con tanta musica, balli, e costumi colorati.
Per gli ospiti che desiderano invece restare a contatto con la natura, sarà possibile prenotare un’avventura a tema astronomico. Gli ospiti potranno gustare un drink di benvenuto mentre l’astronomo guida, utilizzando i più moderni telescopi di rilevamento computerizzati, illustrerà gli ammassi stellari, i pianeti, le nebulose e le galassie più suggestive, per una serata incredibile alla scoperta delle stelle sotto il cielo delle Bahamas.
A partire da Novembre 2019, tutte le navi MSC Crociere in partenza da Miami faranno scalo a Ocean Cay come parte degli itinerari caraibici.

Legambiente: La Campania “maglia nera” per Mare Monstrum, oltre 9 reati al giorno, 7 infrazioni per ogni Km di costa In aumento i predoni del mare +34% rispetto lo scorso anno

Record per cemento illegale 1.419 infrazioni con un aumento del 102% rispetto lo scorso anno.                                    Legambiente presenta la fotografia dello stato delle coste campane colpite da cemento, scarichi fognari, depuratori malfunzionanti, pesca illegale, navigazione fuorilegge.
Al via l’estate di impegno di Legambiente con Goletta Verde, Vele Spiegate e Riciclaestate
Napoli, 21 giugno 2019 – Più di nove reati al giorno, uno ogni 160 minuti, sette infrazioni per ogni km di costa. Un assalto alle coste campane pari ad un totale di 3.483 infrazioni accertate nell’ultimo anno, maglia nera a livello nazionale. Numeri da brivido nel dossier Mare Mostrum 2018 di Legambiente, una fotografia dello stato del mare campano, con le nostre coste colpite dagli scarichi inquinanti delle tante località che ancora non hanno una depurazione efficiente, dal cemento illegale che non viene demolito. Ma anche dai pescatori di frodoche fanno razzie e dai diportisti che sfrecciano su barche, motoscafi e moto d’acqua senza alcun rispetto per il codice della navigazione.
Nel 2018 il mare campano ha subito un vero e proprio attacco frontale, con 3.483 infrazioni, il 34% in più rispetto all’anno precedente. Aumento che si ripercuote anche sul dato delle persone arrestate o denunciate 4.141 (+45,6% rispetto al 2017) e su quello dei beni sequestrati 1.397 (+45,6%).
In Campania- denuncia Legambiente- i reati più contestati sono quelli al ciclo dei rifiuti, inteso soprattutto come scarichi illegali e cattiva depurazione sopra ogni altro, e legati al ciclo del cemento, abusivismo edilizio. I primi valgono il 45,6% del totale, i secondi il 40,7%. A seguire, si piazza la pesca illegale, con il 8,5% e le infrazioni legate alla nautica da diporto, con il 5%.
Anche per quanto riguarda le infrazioni legate al c.d. “ciclo dei rifiuti”, in particolare scarichi inquinanti e mala depurazione, la Campania non teme rivali: sono1.589 le infrazioni accertate (+ 18% rispetto lo scorso anno) e con un incremento del 20% per quanto riguarda le persone denunciate o arrestate ben 1.703 mentre sono 887 il numero dei sequestri.
L’edilizia senza regole è una piaga di cui il nostro Paese stenta a liberarsi e che fa orribile mostra di sé lungo i litorali più belli: la politica clientelare cerca ancora di sanare le case abusive, si demolisce poco o nulla e si condanna all’isolamento e alla sconfitta elettorale i pochi sindaci che lo fanno.
La Campania detiene anche il primato specifico del cemento illegale sulle coste, con il 20,4 % dei reati accertati in Italia. Qui si registra un vero e proprio record di infrazioni 1.419 con un allarmante aumento del 102% rispetto lo scorso anno con 1.930 persone denunciate e arrestate e 320 i sequestri effettuati. Un’impennata rispetto allo scorso anno, dovuta anche all’inserimento, per la prima volta, dei dati forniti dai Carabinieri tutela del lavoro sui cantieri, in materia di abusivismo, caporalato edile.
“Questo dossier- commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- ci restituisce uno spaccato di illegalità, purtroppo, ancora troppo rilevante, indice del fatto che contro i “nemici del mare” è necessario alzare il livello, non solo della repressione dei reati, ma anche della vigilanza preventiva. Sono numeri che non danno scampo, che ci dicono che bisogna fare di più e meglio. Che bisogna mettere in campo un’azione più incisiva, a cominciare da una maggiore collaborazione tra associazioni, enti locali, forze di polizia. Senza dimenticare il ruolo strategico dei singoli cittadini che devono riappropriarsi della responsabilità di segnalare gli episodi di illegalità, intesa come dovere ma anche come diritto a un ambiente più sano, pulito e bello. Per questo- conclude Mariateresa Imparato- Legambiente anche quest’anno farà la sua parte, con il varo di Goletta Verde, la storica campagna itinerante che denuncia gli scempi e promuove le esperienze positive lungo le coste della penisola e che “a bordo” avrà per la prima volta il progetto Volontari X Natura (www.volontaripernatura.it), con cui tutti possono diventare sentinelle dell’ambiente, segnalando in modo circostanziato discariche, condotte sospette e altre forme di illegalità.”
Il dossier di Legambiente evidenzia anche altre forme di illegalità che colpiscono il mare campano: sul fronte della pesca di frodo, una pratica molto diffusa e che produce effetti nefasti, non solo sull’ecosistema e la biodiversità, ma anche sulla salute dei consumatori e sull’economia del Paese: la Campania si assesta a metà classifica con 299 infrazioni e 299 persone denunciate e arrestate e 53 sequestri. Esiste infine un altro, non trascurabile, nemico del mare. Ci sono i diportisti incapaci e ci sono i pirati del mare, che viaggiano sui propri natanti sprezzanti delle regole e della vita delle persone che incrociano lungo la loro rotta.  Motoscafi e moto scooter sono i principali imputati: solcano le onde introducendosi in aree off limits di delicati ecosistemi, come quelli delle aree marine protette, oppure navigano troppo vicino alla costa, mettendo in serio pericolo la vita di inconsapevoli bagnanti. A svettare in questa classifica c’è il Lazio che con 439 infrazioni accertate, detiene il 21,9% del totale. La Campania è quinta con 176 infrazioni . 209 persone denunciate e arrestate e 137 sequestri.
Con la presentazione del dossier prende il via l’estate di impegno di Legambiente con il viaggio della Goletta Verde di Legambiente che farà tappa in Campania il 2 agosto a Scario, 4 agosto ad Acciaroli per concludere il suo viaggio il 5 e 6 agosto a Procida, e prosegue con Vele spiegate, il progetto di campi di volontariato in barca vela in Penisola Sorrentina e nel Cilento con volontari provenienti da tutta Italia impegnati per tutta l’estate in attività di pulizia di spiagge e fondali e ricerca scientifica. E ancora con la storica campagna di informazione e sensibilizzazione Riciclaestate, per parlare di raccolta differenziata nelle località turistiche della regione.

COMAU RAFFORZA LA SUA POSIZIONE NEL CAMPO DELL’E- MOBILITY ATTRAVERSO UN PROGETTO INNOVATIVO CON LECLANCHÉ

Comau e Leclanché sviluppano una delle prime linee automatizzate al mondo per la produzione industriale di soluzioni per l’accumulo energetico nel settore dei trasporti 
Torino (Italia) e Yverdon-les Bains (Svizzera), 20 giugno 2019 Comau, leader mondiale nella fornitura di prodotti e soluzioni avanzate di automazione industriale, ha ricevuto l’incarico di costruire una delle prime linee di produzione automatizzate al mondo per moduli di batterie agli ioni di litio per applicazioni marine da Leclanché, uno dei principali fornitori mondiali di soluzioni per l’accumulo di energia. La soluzione completa scelta da Leclanché è in grado di automatizzare l’intero processo di produzione delle batterie, dall’impilaggio e saldatura delle celle polimeriche fino all’assemblaggio finale di 32 diverse configurazioni di prodotto. Nella fase di definizione degli obiettivi e delle specifiche di progetto durante il processo di Simultaneous Engineering, il team di progettazione congiunto è stato in grado di verificare il processo produttivo e proporre modifiche all’esecuzione del modulo batteria, per aumentare ulteriormente l’efficienza della soluzione di produzione proposta. L’utilizzo della tecnologia laser LHYTE di Comau consentirà inoltre a Leclanché di migliorare il processo di saldatura, garantendo una maggiore produttività e flessibilità dei modelli. Il progetto, sviluppato utilizzando il Simultaneous Engineering, prevede l’impiego di diversi robot antropomorfi Comau e dell’innovativa soluzione laser ibrida dell’azienda, LHYTE, che combina un laser a diodo diretto e una sorgente laser in fibra all’interno dello stesso sistema modulare. La linea comprende anche in.Grid, la piattaforma interattiva IoT e MES (Manufacturing Execution System) di Comau, che consente la gestione dei dati e il monitoraggio completo della produzione, dei processi e della manutenzione, con la possibilità di includere funzionalità di assistenza da remoto. Il trasporto di massa e quello industriale si stanno progressivamente avvicinando ai mezzi a propulsione elettrica parallelamente all’applicazione di specifiche normative da parte delle autorità pubbliche. Il trasporto marittimo produce il 13% delle emissioni di gas serra che, secondo le previsioni attuali, dovrebbero aumentare almeno del 50% entro il 2050, in uno scenario business as usual. La collaborazione tra Comau e Leclanché promuoverà la produzione su scala industriale di sistemi di accumulo dell’energia che contribuiranno ad accelerare la transizione del trasporto marittimo verso soluzioni energetiche più sostenibili. 
Mauro Fenzi, CEO di Comau, ha sottolineato: “Siamo orgogliosi di essere stati scelti da una delle aziende leader in un settore in forte espansione come quello delle batterie e di prendere parte alla sua crescita strategica. L’acquisizione di quest’ordine conferma che l’esclusivo connubio tra competenze di processo, digitali e di robotica che caratterizzano Comau ben si presta a favorire il successo dei nostri clienti sul mercato dell’E-Mobility”.
Anil Srivastava, CEO di Leclanché ha dichiarato: “Leclanché ha fatto un investimento preliminare nello sviluppo di un sistema di batterie certificato DNV GL* per applicazioni marine ed è il primo fornitore di batterie a rispettare pienamente le severe normative del 2015. La collaborazione con Comau ci consentirà di produrre le nostre avanzate soluzioni di accumulo energetico per il trasporto elettrico ed applicazioni “e-marine” su scala industriale, assicurando a Leclanché la posizione di fornitore di riferimento di soluzioni di accumulo energetico per il mercato ampio e in rapida crescita del trasporto di massa elettrico ed ibrido”.
 
 

Maxi operazione notturna della Guardia Costiera di Castellammare contro la pesca abusiva di vongole

Castellammare di Stabia, 21 giugno 2019 – Maxi operazione condotta nella notte da parte del personale del Nucleo Operativo di Polizia Giudiziaria della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia coordinati dal Capitano di Fregata Ivan Savarese Comandante del Porto e Capo del Compartimento Marittimo. L’operazione, protrattasi fino alle prime luci dell’alba e finalizzata al contrasto della pesca abusiva di vongole nello specchio acqueo altamente inquinato compreso tra la foce del fiume Sarno e lo scoglio di Rovigliano, ha permesso di interrompere l’attività criminale in corso realizzata da uomini senza scrupoli non curanti dei rischi per la salute pubblica che possano derivare dal porre in vendita i mitili che le analisi dell’ARPAC hanno dimostrato contenere sostanze altamente nocive. L’attività è stata posta in essere  con l’intervento di due pattuglie a terra e due motovedette che hanno interrotto la pesca abusiva e provveduto a sequestrare i mitili appena pescati e tutti gli strumenti finalizzati alla loro pesca. Nel complesso sono stati sequestrati oltre 100 kg di vongole e due imbarcazioni che al momento della retata erano intente nella pesca, sono state inoltre denunciate a piede libero cinque persone, tutte già note alle forze di polizia operanti, mentre sono attualmente in corso le ricerche di una sesta persona fuggita al momento del controllo. “Con l’operazione di oggi, ha dichiarato il Comandante Savarese, è stato possibile individuare i soggetti complici dell’attentato alla salute pubblica posto in atto con la vendita di vongole provenienti da zone di mare non censite ai fini della pesca del suddetto mitile.”

Vacanze sui Megayacht, le tendenze dell’estate 2019

Americani, inglesi e italiani, di tutte le età: ultima prenotazione da un armatore di 87 anni Must have a bordo? Chef e area attrezzata cani e gatti
Milano, 20 Giugno 2019 - È il Golfo di Napoli la meta più gettonata dai charter sui megayacht per l’estate 2019, location esclusiva di grandi eventi delle più importanti maison della moda, seguono Sardegna, Croazia, Costa Azzurra e Grecia che si affermano come top destination secondo Floating Life International, società di servizi del settore nautico. Mete ideali per giovani, meno giovani e famiglie, da bimbi neonati a 90enni, principalmente americani, inglesi, italiani, che amano trascorrere le proprie vacanze a bordo di uno yacht.
Luglio e Agosto sono i mesi più richiesti e must have sono il cuoco di bordo, indispensabile, competente in tutti gli aspetti della preparazione e della realizzazione delle ricette, il massaggiatore e l’istruttore di yoga per piacevoli momenti di relax in una totale sensazione di abbandono. Piscina con acqua di mare e Jacuzzi invitano al piacere di rilassarsi.
Quasi l’80% dei clienti predilige yacht e maxi yacht a motore e anche catamarani, trend assoluto del 2019” dichiara Manuel Maiano, Responsabile Yacht Broker di Floating Life.  “Non è fondamentale la metratura ma il numero delle cabine. Sempre più richieste imbarcazioni con 4 e 5 cabine per ospitare coppie di amici, famiglie allargate dalle 10 alle 12 persone. Richieste bizzarre? Area personalizzata per cani o gatti, executive helicopter service per fantastiche esperienze, tra cielo e mare, palestra a bordo possibilmente all’aperto, con viste mozzafiato, bagno turco, sala massaggi e centro benessere. Pista da bowling, bar, sale giochi, cinema da 24 posti e discoteca per chi è alla ricerca di divertimento fino a notte fonda”. continua Maiano.
“Abbiamo sempre saputo anticipare i cambiamenti del mercato dello yacht management customizzando i nostri servizi, intercettando le tendenze del settore e anticipando le novità 2019 per realizzare l’itinerario su misura per la nostra clientela sulla base della età, attitudini e preferenze, organizzando una crociera davvero indimenticabileconclude Maiano.
Floating Life dispone per il charter di 6 imbarcazioni di lusso dai 26 metri ai 45 metri di lunghezza. Con la possibilità anche di offrire servizi a terra dall’autista al prolungamento della vacanza in hotel five stars. Per vivere la migliore esperienza possibile servizio di transfer dall’aeroporto di arrivo al punto di imbarco e viceversa e moltissimi servizi esclusivi e customizzati per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza e di desiderio, gestione dei bagagli a bordo sino all’organizzazione dell’equipaggio e delle loro divise.
Floating Life è un’azienda-boutique fondata da Andrea Pezzini e Barbara Tambani nel 2002. La società mette a disposizione servizi di gestione tecnica e amministrativa a 360° in tutto il mondo nel settore nautico. Family office, dove i clienti vengono seguiti con un’offerta su misura, Floating Life è gestita da un gruppo di professionisti con esperienza pluriennale nei vari campi dello yachting. Proprio per l’elevata professionalità e qualità dei suoi servizi riguardo la gestione degli yacht, la società è stata certificata ISO 9001:2015.
I servizi di Yacht e Technical Management rappresentano l’anima dell’azienda ma, per una sinergia totale ed un servizio completo, la società si declina in sei divisioni importanti: Management, Charter & Brokerage, Concierge, Build & Technical, Fiscal & Legal, Safety & Security.
Il Management si occupa dell’“azienda-barca” in modo professionale e per conto dell’armatore, sollevandolo da qualsiasi problema legato alla gestione dello yacht, in materia di amministrazione contabile e finanziaria, supporto all’equipaggio, gestione tecnica, supporto assicurativo, rinnovo interni ed esterni, logistica e acquisti. La divisione Charter & Brokerage, membro MYBA, fornisce assistenza nella gestione del charter, charter marketing, retail brokerage, eventi, saloni, vendita e acquisto. Il servizio Concierge è un servizio esclusivo a 360° disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, on e off-board per qualsiasi evenienza. Il team Build & Technical offre consulenza per la realizzazione di nuovi yacht, la gestione del progetto e la consulenza tecnica; si occupa anche di refit e surveyor, affiancando i clienti nel processo di vendita e di acquisto. L’offerta Fiscal & Legal è un servizio di consulenza su norme e regolamenti, amministrazione fiscale e costituzione societaria. La Safety & Security si occupa di tutto ciò che è la sicurezza della barca e dell’equipaggio pertinenti allo yacht gestito. Floating Life è altresì attiva nella creazione personalizzata di “Italian Style” crew uniform realizzate secondo le ultime tendenze e con tessuti di altissima qualità. Dal 2009, inoltre, Floating Life ha sviluppato e gestito il programma di multiproprietà della flotta YachtPlus, composta da tre yacht di 41 metri (Ocean Pearl, Ocean Sapphire e Ocean Emerald) progettati dallo studio di architettura londinese Foster+Partners. Per Ocean Pearl, Floating Life ha recentemente rinnovato il programma di multiproprietà per otto anni. Forte di questa esperienza, il co-fondatore
di Floating Life, Andrea Pezzini, ha deciso di unire tutte le sue competenze professionali (prima di fondare Floating Life, ha lavorato come surveior, technical manager e come designer per una serie di importanti cantieri, da Picchiotti a Tecnomarine fino ad Amico) e dedicarsi anche allo yacht design: con la collaborazione dello Studio Sculli, Pezzini ha infatti progettato la Serie-K, una serie di Explorer dai 36 ai 47 metri (oltre al modello 42.5m Commander C415 per CCN), una gamma di yacht che offre agli armatori la possibilità di customizzare totalmente la sovrastruttura. Il primo yacht della Serie-K è stato il K40 costruito da CCN (varato nel giugno 2018); il secondo, il K42, è in costruzione presso il Cantiere delle Marche. Infine, grazie all’esperienza acquisita con la flotta YachtPlus, con il K43 Floating Life intende proporre un nuovo concetto di multiproprietà (denominata Dream K43), che si basa su due tipologie di acquisto: porzione di yacht, Fractional Ownership, oppure periodo di tempo, Time-Sharing. In questo modo Floating Life offre la possibilità di ottenere il lusso di uno yacht di 43 metri al costo di un 22 metri.
 

Grande successo per la prima edizione del Salone Nautico Venezia

Il pubblico risponde in massa all’appello del “popolo del mare”, oltre 27 mila ingressi. La manifestazione si dimostra subito un riferimento per il mondo della nautica da diporto, forte della sua doppia natura commerciale e culturale.

Venezia, 23 giugno 2019 -  Si chiude il sipario sul Salone Nautico Venezia,  con estrema soddisfazione degli organizzatori ma soprattutto di chi ha partecipato, espositori e pubblico. Gli obiettivi delle premesse, riassunti nel claim che ha animato la settimana “L’Arte Navale Torna a Casa”, sono stati raggiunti con piena soddisfazione.
Il Salone Nautico Venezia entra a pieno titolo nel novero delle manifestazioni dedicate alla nautica da diporto da visitare. E lo fa con un approccio nuovo, dimostrando una forte vocazione culturale, come merita il luogo che lo accoglie. I visitatori sono rimasti stupiti dalle atmosfere e non poteva essere diversamente: l’arte dei camuffi che dal 1200 ha popolato i muri, i moli e il bacino si sente ancora.  Si amplifica nei colori del tramonto, nelle luci e ombre che entrano nelle tese che hanno ospitato gli stand. Durante il Salone, nelle diverse sedi dedicate ai convegni, si sono svolti 43 incontri in cui è stato possibile discutere di tutti gli aspetti della navigazione: dall’ambiente alla sostenibilità, allo yacht design, accompagnati da 8 mostre sui temi della nautica, del mare e del trasporto.
Come ha dichiarato il Sindaco della città, Luigi Brugnaro: “Venezia è tornata regina dei mari nel senso culturale più aperto possibile.  Abbiamo mostrato le nostre capacità nel design e  nell’architettura della costruzione, recuperando anche le attività tradizionali.  In questi giorni Venezia ha risposato il mare.  Come amministrazione comunale abbiamo già finanziato il Salone per altri due anni. Non vogliamo che questa edizione sia un evento  estemporaneo, anzi l’obiettivo che ci siamo posti è che diventi un appuntamento fisso tanto che abbiamo già iniziato a raccogliere le iscrizioni per la prossima edizione.  Faremo tesoro degli errori e faremo ancora meglio. Vogliamo avere tutta la filiera, dalle barche piccole a quelle grandi. E nelle prossime edizioni non sarà coinvolto solo l’Arsenale ma sarà tutta la città a mettersi in moto, come ha già iniziato a fare”.

Il Salone Nautico Venezia ha posato una prima pietra solida, importante, segnando un totale cambio di passo e di marcia rispetto al passato  delle manifestazioni dedicate al diporto che non erano riuscite a uscire dalla dimensione locale. La scelta del Gruppo Ferretti di utilizzare l’Arsenale  per la festa inaugurale della nave di 50 metri Riva “Race” e per la presentazione in prima mondiale al pubblico del motoryacht Custom Line 107 sono testimoni di una fiducia ben riposta. L’Arsenale vive: Arte con la Biennale  e arte navale con il Salone Nautico Venezia. Una nuova vita che merita in pieno: è un pontile verso il futuro dell’Adriatico e del Mediterraneo. Una risposta alle esigenze dei cantieri che hanno le loro unità produttive in Adriatico, a chi naviga percorrendo il corridoio turistico che da Venezia porta a Istanbul passando per la Croazia, il Montenegro, l’Albania, la Grecia. Un Salone che non c’era e che servirà al futuro della nautica da diporto, sviluppando anche il tema delle propulsioni ibride ed elettriche.
Prosegue il Sindaco Luigi Brugnaro: “Qual è il futuro di questo luogo? Abbiamo ambizioni internazionali, la Biennale è la mostra di arte contemporanea più importante, qui i grandi imprenditori vengono a vedere il destino del mondo, letto attraverso l’Arte. L’Arsenale sarà anche un momento di sviluppo del mare per il mare. Siamo una piattaforma di livello mondiale per parlare con tutti: qui si ci potrà innamorare del mare e ricorderemo a tutti cosa c’è dentro una barca e quanto sia bello navigare. La cultura del mare fa parte fin dall’inizio del nostro progetto, coinvolgendo anche le giovani generazioni. Voglio ringraziare tutti coloro che si sono spesi in prima persona per questo Salone, è un successo di squadra”.
La nautica da diporto italiana è un settore industriale di grande qualità, un ambasciatore del made in Italy, che ha un valore aggiunto di 11,8 miliardi di euro che ha segnato una crescita dell’8,9% tra il 2015 e il 2018.   La regione Veneto è recentemente cresciuta intensamente infatti se la Lombardia con 2,2 miliardi di euro è al primo posto, il Veneto è al secondo con 1,57 miliardi. Quanto agli addetti, il settore a livello nazionale ne coinvolge circa 17.245 nella costruzione; 105.549 nella subfornitura ai cantieri e componentistica; 39.870 nelle riparazioni, nel refit e nei servizi; 20.961 nel turismo e commercio.
“Il pubblico ci ha premiato, abbiamo superato le 27 mila presenze” – dichiara Vela Spa per voce di Fabrizio D’Oria, Direttore Comunicazione Eventi e MICE che ha eseguito il coordinamento dell’evento  – “che considero un punto di partenza importante per un Salone alla prima edizione. Venezia a dimostrato di avere molto da offrire. Grazie alla collaborazione di  tutte le istituzioni civili e militari, in particolare della Marina Militare per l’apertura straordinaria degli spazi dell’Arsenale, e al supporto delle varie Direzioni del Comune di Venezia e delle sue società partecipate, si sono poste le basi per una infrastrutturazione dell’Arsenale con importanti interventi di manutenzione che rappresentano il punto di base delle future edizioni”.
Gli fa eco Alberto Bozzo, Direttore Marketing di Vela: “L’entusiasmo che abbiamo raccolto dagli espositori e dai visitatori di questa edizione del Salone Nautico Venezia è estremamente positivo e ci da la giusta motivazione per crescere in maniera significativa per l’edizione 2020. Abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo posti e siamo certi che il Salone Nautico Venezia si svilupperà e rafforzerà. Tantissimi cantieri Italiani e internazionali hanno già confermato una presenza alla prossima edizione con una risposta al di sopra di ogni aspettativa”.
Un particolare grazie da parte di Piero Rosa Salva, Amministratore Unico di Vela Spa, ai partner che hanno sostenuto sin dalla prima edizione la manifestazione – Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, Marina Militare, MUVE Fondazione Musei Civici Venezia, AVM Holding, Gruppo Veritas, Insula Spa, VENezia Informatica e Sistemi, Intesa San Paolo, Consorzio Prosecco DOC, BMW, Edison, ENI, Giplanet – e anche ad un ringraziamento sentito alle maestranze e al personale che si è adoperato affinché tutto si svolgesse in serenità e sicurezza.
Nei prossimi giorni, dopo una accurata valutazione e consultazioni con gli espositori e gli operatori coinvolti, saranno comunicate le date della prossima edizione e le novità per il 2020.

Venerdì 28 giugno, Fedepiloti sarà presente al Genoa Shipping Week.

Roma 24 giugno 2019 – La Federazione Italiana Piloti dei Porti, tra gli sponsor istituzionali, parteciperà attivamente al prossimo Genoa Shipping Week, l’evento biennale che riunisce operatori portuali, marittimi e logistici provenienti da tutto il mondo, in programma da oggi e fino al 30 giugno, tra approfondimenti tecnici rivolti al settore ed eventi divulgativi per promuovere la cultura portuale in città e nel Paese, workshop e seminari, momenti istituzionali e altro, al fine di favorire le relazioni e il networking. Il Consiglio Direttivo di Fedepiloti sarà presente per tornare  a riunirsi, a due mesi dall’Assemblea Nazionale di aprile a Roma, e per prendere parte, venerdì 28, dalle 9 alle 13 a Palazzo Ambrogio Di Negro in Banchi, alla conferenza sulla “Maritime Safety: la sicurezza della navigazione e delle attività in ambito marittimo e portuale”. Un tema composito che vedrà confrontarsi progettisti, operatori della nave, gli enti preposti alla regolamentazione del traffico e della sicurezza marittima. Un’attenzione particolare, anche alla luce degli ultimi eventi (Venezia ed Ancona su tutti), verrà rivolta ai movimenti interni al porto e alla fase di approccio alle banchine e all’ancoraggio. Dopo la sessione d’apertura dedicata all’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima (EMSA), ne seguirà una generale durante la quale prenderà la parola, tra gli altri, anche il presidente della Federazione, Francesco Bandiera, cogliendo lo “slogan” lanciato dagli autorevoli relatori intervenuti proprio in Assemblea, “Senza sicurezza non c’è sviluppo!”.
 “In un mondo che vuole essere sempre più globale, più veloce e produttivo – sottolinea Bandiera -, la sicurezza delle persone, dell’ambiente e dei beni non può accettare compromessi. Buone pratiche di comunicazione operativa, prevenzione dei rischi e addestramento del personale, faranno sempre di più la differenza tra il business sostenibile e quello fine a se stesso!”
Main Topics dell’evento: ·         Valutazione e prevenzione del rischio in ambito marino e portuale ·         Progettazione safety-driven del naviglio e delle opere a terra e offshore ·         Modellistica meteo-marina ·         Sicurezza del carico e confort dei naviganti ·         Infomobilità marittima e portuale ·         Prevenzione infortuni e sicurezza sul lavoro marittimo: normative e buone pratiche ·         Verso una robotica cooperativa in ambito marittimo e portuale ·         La formazione dei lavoratori ·         Progettare per la cooperazione e la compresenza uomo-macchina
 CHAIRMAN:Contrammiraglio (CP) Piero Pellizzari, Direttore Marittimo del Veneto, Capitanerie di porto – Guardia costiera Saluti di benvenuto Ammiraglio Ispettore (CP) Nicola Carlone, Direttore marittimo della Liguria, Capitanerie di porto – Guardia costiera SESSIONE SPECIALE EMSA Keynote speeches On the doorstep to E-maritime: opportunities and challenges Andreas Nordseth, Chairman of Administrative Board, EMSA “EMSA 5 years strategy” Maja Markovčić Kostelac, Executive Director, EMSA SESSIONE GENERALE Chairman: Marco Starita, Studio Tecnico Navale Moroso Starita La sicurezza della navigazione,attività internazionale (IMO-ILO), sviluppo ed applicazione nel contesto dell’armamento nazionale Contrammiraglio (CP) Luigi Giardino, Capo 6° Rep. Comando generale, Capitanerie di porto – Guardia costiera Senza sicurezza non c’è sviluppo! Francesco Bandiera, Presidente, Federazione Italiana Piloti dei Porti Safety Differently Claudio Costa, Head of HSSE, APM Terminals Vado Ligure Andrea Marchese, Design for Safety B.U Technology development responsible, CETENA Nuove Tecnologie: Approccio Normativo in ambito navale Maurizio Crucil, Specialist, Electrical and Control Systems, Lloyd’s Register La sicurezza sul lavoro a bordo delle navi e nei porti: il quadro normativo e le responsabilità Lorenzo Pellerano, Partner, Studio Legale Berlingieri – Maresca Jeannie Gregori, Director International Policy and Relations, Assarmatori 13:00 Chiusura dei lavori

Marina Militare: Sosta nel porto di Livorno la nave Amerigo Vespucci

La nave scuola Amerigo Vespucci dal 25 al 30 giugno farà sosta a Livorno dove imbarcherà i cadetti della Prima Classe dell’Accademia Navale.
La “nave più bella del mondo”, come viene definita da molti, dopo la consueta sosta lavori invernale finalizzata alla manutenzione e al miglioramento generale delle strutture e dopo le soste nella città di Taranto per le celebrazioni della “Giornata della Marina”, a Catania e a Cagliari, riprende a navigare per portare a termine la prima fase della Campagna d’istruzione 2019. Si conclude così l’addestramento degli Allievi Volontari in Ferma Prefissata Quadriennale (VFP4) della Scuola Sottufficiali di La Maddalena. Nel corso della sosta a Livorno, avrà quindi luogo l’imbarco degli Allievi Ufficiali della Prima Classe dell’Accademia Navale, per l’inizio della seconda fase della Campagna d’istruzione 2019.
Durante il periodo a bordo i 101 Allievi Ufficiali, tra cui 28 donne, insieme ad un’aliquota di 20 Allievi stranieri, provenienti da oltre 10 paesi esteri, saranno impegnati in numerose attività didattiche ed addestrative nell’ambito delle discipline marinaresche e della formazione etico-militare, al fine di far propri i valori di fedeltà, disciplina e senso del dovere e acquisire l’importanza del lavoro di squadra, che caratterizza ogni marinaio nell’assolvimento dei compiti della forza armata al servizio della collettività, acquisendo in tal modo il cosiddetto “battesimo del mare”.
A Livorno, il 25 giugno, l’Amerigo Vespucci farà una breve uscita in mare a favore dei bambini dell’Associazione “Ridolina” dell’ospedale Santa Chiara di Pisa. Successivamente, nel corso della settimana, imbarcheranno gli Allievi della 1ª Classe dell’Accademia Navale che, nei tre mesi circa di navigazione, avranno la possibilità di veleggiare in Oceano Atlantico, toccando il Nord Europa e il Mar Baltico.
Dopo la sosta a Livorno, la Signora dei mari farà rotta verso Lisbona in Portogallo, iniziando le attività addestrative a bordo per i Cadetti dell’Accademia Navale. Durante le soste all’estero, nave Amerigo Vespucci rappresenta i valori e la storia della Marina Militare, e si mostra come una delle eccellenze del nostro Paese.
Durante la sosta la nave scuola Amerigo Vespucci, ormeggiata presso il molo Capitaneria – Sud del porto di Livorno, sarà aperta alle visite a bordo in favore della popolazione nei seguenti giorni e orari:
- Mercoledì 26 Giugno: dalle ore 17.00 alle ore 20.30; - Giovedì 27 Giugno: dalle ore 17.00 alle ore 20.30; - Venerdì 28 Giugno: dalle ore 10.30 alle ore 12.30; - Sabato 29 Giugno: dalle ore 16.00 alle ore 20.30. APPROFONDIMENTI:
La nave fu progettata, al pari della “gemella” Cristoforo Colombo, da Francesco Rotundi, ingegnere e tenente colonnello del Genio Navale, nonché direttore dei cantieri navali di Castellammare di Stabia.
Il 22 Febbraio 1931 (88 anni fa) a Castellammare di Stabia fu varata la nave Amerigo Vespucci, tutt`oggi in servizio per l`addestramento degli allievi ufficiali dell`Accademia di Livorno.
Il Vespucci ha effettuato dal 2014 al 2016 l’ammodernamento delle capacità operative di bordo e soprattutto l’adeguamento delle sistemazioni logistiche agli standard moderni. L’apparato propulsivo e quello di generazione dell’energia elettrica sono stati completamente sostituiti con prodotti tecnologicamente avanzati; l’Unità è stata dotata di una nuova elica e nuovi sistemi di piattaforma, più efficienti e rigorosamente orientati alla tutela dell’ambiente.
L’importante attività di “ringiovanimento” e “re-styling” del Vespucci è stata coordinata dalla Direzione Lavori e Servizi, ed in particolare della Sezione Studi dell’Arsenale M.M. di La Spezia, con un importante contributo della manodopera “in house” costituita dalle maestranze arsenalizie,  e dal personale di bordo.
Dalla sua entrata in servizio, la Nave ha svolto ogni anno attività addestrativa (ad eccezione del 1940, a causa degli eventi bellici, e degli anni 1964, 1973 e 1997, per lavori straordinari), principalmente a favore degli allievi dell’Accademia Navale, ma anche degli allievi Volontari in Ferma prefissata e degli allievi del Collegio Navale, ora Scuola Navale Militare “Francesco Morosini”.
Dal punto di vista tecnico-costruttivo l’Amerigo Vespucci è una Nave a Vela con motore; dal punto di vista dell’attrezzatura velica è “armata a Nave”, quindi con tre alberi verticali, trinchetto, maestra e mezzana, dotati di pennoni e vele quadre, più il bompresso a prora, a tutti gli effetti un quarto albero. L’Unità è inoltre fornita di vele di taglio: i fiocchi, a prora, fra il bompresso e il trinchetto, gli stralli, fra trinchetto e maestra e fra maestra e mezzana, e la randa, dotata di boma e picco, sulla mezzana.
L’equipaggio è composto da circa 280 militari tra uomini e donne. Nel periodo estivo, la nave imbarca gli allievi volontari in ferma prefissata prima, e successivamente i cadetti dell`Accademia Navale per la consueta Campagna di Istruzione, aumentando l’equipaggio di altre circa 130 unità arrivando così a pieno regime ad oltre 400 persone a bordo.
La Nave scuola Amerigo Vespucci è Ambasciatrice dell’UNICEF da settembre 2007.
 
 
 

Ship Recycling. Confitarma: ampliare l’elenco Ue per promuovere la convenzione di Hong Kong 2009

Roma, 25 giugno 2019 -Organizzato dallo Studio Legale Siccardi Bregante & C., in collaborazione con la rivista TTM – Tecnologie Trasporti Mare, nell’ambito della Genoa Shipping Week, il 25 giugno a bordo della Fregata Bergamini si è tenuto il convegno dedicato allo Ship Recycling, cioè alla demolizione delle navi e al recupero delle loro parti in maniera più sostenibile per l’ambiente e per la salute. Fabio Faraone, Capo Servizio Tecnica Navale, Sicurezza e Ambiente di Confitarma, nel suo intervento dopo aver ribadito la necessità di una regolamentazione globale che solo l’IMO può garantire per evitare distorsioni della concorrenza, ha illustrato la posizione sostenuta dall’Ecsa, l’associazione che riunisce gli armatori europei, che ritiene di fondamentale importanza promuovere la ratifica della Convenzione internazionale di Hong Kong del 2009 per il riciclaggio delle navi sicuro e rispettoso dell’ambiente affinché quelle disposizioni siano valide in tutto il mondo “la Convenzione di Hong Kong è l’unico strumento internazionale applicabile in grado di fornire una regolamentazione significativa per lo sviluppo di strutture di riciclaggio globali sostenibili”.  Per questo è molto importante che gli Stati membri dell’Ue oltre a ratificare la Convenzione collaborino con la Commissione europea affinché tutti i paesi marittimi si attivino in tal senso. L’Ecsa, che di recente ha organizzato una missione presso gli stabilimenti di Alang in India, per capire meglio quali possano essere i rischi ed anche le opportunità derivanti dal riciclaggio delle navi, ha espressamente chiesto alla Commissione europea di ampliare l’elenco dei cantieri navali autorizzati ad effettuare attività di riciclaggio delle navi ai sensi del regolamento UE 1257/2013. È notizia di pochi giorni fa che otto cantieri navali europei (due danesi, cinque norvegesi ed uno turco) sono stati aggiunti nell’Elenco che ad oggi conta 34 impianti.

Assocostieri: occorre un mix di energia. La sfida della transizione si può vincere grazie all’utilizzo di più fonti energetiche

Roma, 26 giugno 2019 – Si è tenuto oggi a Roma il workshop: L’orizzonte dell’energia – guardare al futuro governando il presente. L’incontro, organizzato da Assocostieri in occasione della propria Assemblea annuale, ha fatto il punto sullo scenario energetico italiano, sottolineando come, al fine di garantire una transizione sostenibile sotto tutti i punti di vista, sia necessario l’utilizzo di una pluralità di fonti energetiche. In modo particolare, il settore dei trasporti, sia marittimi sia terrestri, necessita di un mix attento e bilanciato per assecondare le indicazioni ricevute dall’Unione Europea, per procedere verso un futuro che tenda sempre più a “emissioni zero”.
Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno concesso il proprio patrocinio. È stata un’occasione di confronto, fra i rappresentanti delle Istituzioni di riferimento e le imprese associate. Paolo Uggè, Vicepresidente Confcommercio – Imprese per l’Italia, durante i saluti istituzionali ha sottolineato come non vi sia una sola strada da percorrere verso la decarbonizzazione. I lavori sono stati, poi, aperti dall’intervento del Presidente di Assocostieri, Marika Venturi. Il Presidente ha evidenziato come i cambiamenti climatici degli ultimi anni abbiano reso la “decarbonizzazione” il principale obiettivo delle politiche energetiche in tutti i Paesi europei, come ribadito dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima. “Il nostro Paese deve dotarsi di una struttura di vertice che possa svolgere le necessarie funzioni di pianificazione strategica e garantire competitività e sicurezza degli approvvigionamenti” ha sottolineato il Presidente, “nonché l’indispensabile funzione di benchmarking e confronto competitivo con gli altri Paesi europei”. Come evidenzia il titolo del workshop, è necessario guardare al futuro con strategia e pianificazione senza trascurare le sfide quotidiane. Per questo gli obiettivi di Assocostieri sono rappresentati, da un lato, dal supporto costante e continuo alle aziende associate per dar voce a livello nazionale a tutte le esigenze del comparto, e dall’altro dall’impegno in proposte e azioni concrete che permettano lo sviluppo, la crescita e l’efficiente funzionamento del settore. L’iniziativa è proseguita con quattro tavole rotonde che hanno approfondito alcune delle tematiche di maggior rilievo per i diversi settori rappresentati: il ruolo del GPL nel trasporto urbano, il vantaggio competitivo del biometano per il settore dei trasporti, la legalità nel settore degli oli minerali, il ruolo del GNL del trasporto marittimo.
Il ruolo del GPL nel trasporto urbano
Alla prima tavola rotonda hanno preso parte: Giovanni Perrella, Direzione Generale per la Sicurezza dell’Approvvigionamento e per le Infrastrutture Energetiche – Segreteria Tecnica, Ministero dello Sviluppo Economico; Pasquale Fontana, Direttore di stabilimento Italcost; Alessandro Gambato, Direttore Commerciale San Marco Gas Logistica e Servizi.Durante il confronto è emerso come il GPL e il metano, combustibili fossili “ponte” a basso tenore di carbonio, sono identificati nel D.lgs. 257/16 tra i principali combustibili alternativi. Il GPL, in particolare, può contare su una buona rete logistica diffusa su tutto il territorio nazionale. Le politiche governative saranno però cruciali per il consolidamento e lo sviluppo delle attuali infrastrutture del GPL soprattutto in termini di stoccaggio.
Vantaggio competitivo del biometano per il settore dei trasporti
Relativamente al ruolo del biometano nella transizione energetica sono intervenuti: Renato Grimaldi, Direttore Generale per il Clima e l’Energia, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; Ornella Bonanni, Responsabile Gestione Biometano e Biocarburanti, GSE e Filippo Belometti, Finance, M&A, Business Development della Montello S.p.a. Dal dibattito è emersa la necessità valorizzare il ruolo del biometano per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni e della penetrazione delle rinnovabili nel settore dei trasporti. Le istituzioni si sono rese disponibili a garantire incentivi al biometano, soprattutto quello avanzato, nel pieno rispetto però di una normativa rigorosa.
Proposte per la legalità nel settore degli oli minerali
Durante la penultima tavola rotonda Giovanni Spalletta, Direttore per la Legislazione Tributaria e Federalismo Fiscale, Ministero dell’Economia e delle Finanze; Dario Soria, Direttore Generale, ASSOCOSTIERI; Luca Fossati, Responsabile area tecnica, manutenzione e HSE, Repsol Italia e Emanuele Jacorossi, Amministratore Delegato, Maxcom Petroli; hanno evidenziato la centralità del tema della legalità per la logistica petrolifera, in particolare per quella indipendente rappresentata da ASSOCOSTIERI. Sono state analizzate le problematiche connesse alla legalità nel settore degli oli minerali. Il pacchetto di norme antifrode contenuto nella legge di bilancio 2018 presenta ancora molte deroghe e, nello spirito di agevolare il contribuente, è necessario agire su dei punti critici che, di fatto, stanno creando difficoltà proprio agli operatori onesti. Tra le proposte di ASSOCOSTIERI, l’immediata applicazione della circolare esplicativa della Legge 205/2017 nel breve periodo e misure specifiche sulle lettere di intento, rafforzamento dell’analisi di rischio per controlli mirati e strumenti di premialità/valorizzazione per i contribuenti onesti nel medio/lungo periodo.
Il ruolo dell’LNG per il settore marittimo
Patrizia Scarchilli, Direzione Generale per la Vigilanza sulle Autorità Portuali, le Infrastrutture Portuali ed il Trasporto, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si è confrontata sul ruolo del GNL nel settore marittimo con importanti rappresentanti di settore, quali: Marika Venturi, Presidente ASSOCOSTIERI; Alessandro Fino, Amministratore Delegato OLT Offshore LNG Toscana; Salvatore Ledda, Coordinatore nuovi progetti relativi ad energie alternative ed innovazione IVI Petrolifera; Valentina Infante, Responsabile Small Scale LNG Business, Edison e Pierpaolo Vinciguerra, Base Manager, Fratelli Cosulich. Dal confronto è emerso il ruolo fondamentale che spetta al GNL nel settore del trasporto marittimo. Dal 1° gennaio 2020, tutti i combustibili impiegati nelle navi, dovranno rispettare limiti più stringenti relativamente al tenore di zolfo che si ridurrà dall’attuale 3,5% allo 0,5% a livello globale. Tale obbligo porterà inevitabilmente il mercato navale ad adottare soluzioni alternative, tra cui l’utilizzo di GNL. In questo quadro è importante prevedere incentivi ad hoc, una fiscalità agevolata e un quadro regolatorio stabile e certo. Inoltre, sarà fondamentale definire a livello nazionale le modalità operative per il bunkeraggio, al fine di ottenere un quadro omogeneo sul quale basare le procedure nei diversi porti.
Importanti gli investimenti che gli operatori del settore stanno pianificando da Edison a Ravenna a OLT Offshore LNG Toscana a Livorno, passando per IVI Petrolifera a Oristano e Fratelli Cosulich a Genova. In Sardegna in particolare si stimano, nei prossimi anni, circa un miliardo di euro di investimenti per la sfida della metanizzazione.
Al termine del workshop, è intervenuta Elena Lorenzini, Vice Capo di Gabinetto, Ministero dello Sviluppo Economico, la quale ha posto l’attenzione su due punti: da un lato il tema della legalità, rispetto al quale il ministero auspica di proseguire su una strada di sempre maggiore collaborazione; dall’altro quello degli obiettivi di sostenibilità contenuti nel Piano Energia e Clima, rispetto ai quali i settori energetici rappresentati nell’associazione possono svolgere un ruolo rilevante.

Nasce dall’accordo tra la Regione e Fincantieri il corso ITS per Tecnico superiore per la produzione

Trieste/Genova, 26 giugno 2019Nell’ambito dell’accordo tra Fincantieri, Regione Liguria e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil firmato lo scorso anno e volto a realizzare una serie di iniziative finalizzate a favorire i processi di collocazione lavorativa, si allarga ora l’offerta di corsi ITS per il prossimo autunno: partirà infatti in Liguria, presso l’Accademia della Marina mercantile, un nuovo percorso per venire incontro alle esigenze occupazionali del settore della cantieristica.
La giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore Cavo, la programmazione del corso “Tecnico superiore per la produzione e manutenzione di mezzi di trasporto e/o relative infrastrutture”, nato sulla spinta propositiva di Fincantieri con il coordinamento dell’assessorato regionale alla formazione.
Si tratta di un corso ITS, ovvero di un corso di specializzazione post diploma. “L’obiettivo – spiega il Presidente della Regione Liguria Giovanni Totiè  rispondere ai fabbisogni professionali che il comparto della cantieristica sta esprimendo, soprattutto in considerazione di un significativo carico di lavoro attuale e futuro e della necessità di presidiare lo sviluppo di tecnologie e sistemi innovativi per il prodotto nave. In questo modo – conclude – si incrociano in modo efficace domanda e offerta, con la prospettiva di determinare positive ricadute occupazionali per i giovani sul nostro territorio, potendo contare su una previsione di assunzioni per la quasi totalità dei partecipanti al corso”.
Nello specifico la figura professionale formata sarà quella di un tecnico specializzato nella supervisione delle fasi di realizzazione degli impianti di bordo nel rispetto dei programmi di produzione, delle regole sulla sicurezza, degli standard qualitativi e delle previsioni di budget. In particolare il Tecnico superiore per la produzione sovrintenderà le fasi di sistemazione, montaggio e messa in funzione degli impianti e apparati elettrici, di automazione, condizionamento necessari alla vita della nave. Si tratta di una figura di raccordo tra la progettazione e la produzione, che deve conoscere approfonditamente il “sistema nave”. La richiesta è stata formulata da Fincantieri che ha sottolineato apertamente l’esigenza di attivare i corsi per formare questa figura specifica. Un’esigenza rilanciata anche da altre aziende del settore che hanno evidenziato la stessa urgenza: il corso prevede infatti un partenariato operativo con Fincantieri, San Giorgio al Porto, Amico e Co Srl, T. Mariotti S.p.a. e Tecnomarine, aziende che hanno manifestato la forte necessità di reperire questa figura professionale e hanno prospettato una previsione di assunzione come minimo del 70% degli allievi, senza escludere la possibilità di arrivare alla piena occupazione.
Manteniamo e proseguiamo l’impegno di questa giunta, quello di formare per occupare, rafforzando l’offerta di formazione superiore proposta dagli ITS. Gli Istituti di Istruzione Superiore sono corsi di specializzazione per diplomati già attivati come formula con successo nella nostra regione, tanto da ottenere una premialità a livello nazionale” ha dichiarato Ilaria Cavo, assessore all’Istruzione e alla Formazione di Regione Liguria. “Dopo un confronto costruttivo con le aziende del comparto riteniamo che l’attivazione di questo ulteriore percorso che va ad aggiungersi ad altri 17 corsi attivi rappresenti un’occasione strategica per offrire un impianto formativo di filiera stabile e di qualità, utile a soddisfare il fabbisogno delle aziende e a garantire l’occupazione”. Cavo ha concluso: “Crediamo molto nei corsi ITS, ora spetta ai ragazzi diplomati e alle loro famiglie fare altrettanto: abbiamo percorsi chiari, accordi con le aziende e prospettive elevatissime per future assunzioni. Nel mese di luglio partirà una campagna di comunicazione su tutti i corsi attivi tramite il Fondo Sociale Europeo, per spiegare e incentivare la scelta di questi percorsi. Chi si è diplomato e desidera specializzarsi con un corso biennale per trovare occupazione non potrà non cogliere questa opportunità”.
Giuseppe Bono, Amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: “L’attivazione di questo corso costituisce un passaggio importante della nostra strategia di reclutamento di personale specializzato. Siamo convinti che la navalmeccanica, come ogni altro comparto ad alto contenuto tecnologico, abbia bisogno di figure giovani ed estremamente qualificate, capaci di entrare presto nel mondo del lavoro e con un bagaglio di competenze già conforme alle esigenze del comparto. È il mercato che lo richiede con forza, e in una fase di enorme espansione del settore navale questa necessità appare ancora più impellente”. Bono ha concluso: “Ricordo inoltre con grande convinzione che in passato sono stati proprio gli Istituti Tecnici a plasmare l’ossatura della moderna industria nazionale, contribuendo in maniera determinante alla formazione dei quadri intermedi, consentendo quindi che l’apparato produttivo si sviluppasse. È un’esigenza, questa, ancora attualissima, motivo per cui salutiamo con favore la rinnovata collaborazione con la regione Liguria”.
La partenza del corso a seguito dell’iter amministrativo attivato dalla delibera è prevista in autunno.
Tale iniziativa formativa si inserisce in una serie più ampia di collaborazioni tra Regione e Fincantieri a sostegno dell’occupazione sul territorio ligure. Sono infatti stati attivati nel recente passato tre corsi di pre-assunzione per tecnici e supervisori di produzione (“capi barca”) e altri tre saranno avviati nei prossimi mesi tra Riva Trigoso, Genova e La Spezia. Inoltre, sono stati presentati ulteriori tre progetti, sviluppati con la collaborazione di primarie aziende dell’indotto Fincantieri finalizzati alla formazione di operai specializzati, quali saldatori, tubisti e carpentieri, al fine di rispondere alla crescente esigenza di manodopera specializzata dell’intera filiera produttiva del settore navale.

“Nuova via della Seta, un’occasione di sviluppo”

di Felice Magarelli – Negli ultimi tempi si discute molto della cosiddetta B.R.I. (Belt and Road Initiative), più comunemente nota come “Nuova Via della Seta”.
Si tratta sostanzialmente di un imponente progetto di collegamento tra la Cina e l’Europa, di assoluto valore strategico, che non riguarda solo i traffici marittimi, le infrastrutture e le legittime mire espansionistiche (sotto il profilo commerciale) del governo di Pechino, ma a mio parere, rappresenta anche una sorta di assunzione di responsabilità da parte di questa grande potenza economica, verso i destini del mondo.
Le avvilenti strumentalizzazioni politiche che spesso ruotano intorno a quest’argomento, sull’eventualità che i nostri porti possano essere fagocitati, colonizzati o addirittura svenduti alla Repubblica Popolare, non tengono evidentemente conto che nel nostro Paese, i beni demaniali sono assoggettati e blindati da un regime pubblicistico che non consente un utilizzo diverso da quello già previsto dalla legge.
Tra l’altro, ad onor del vero, non è certamente un mistero che l’Impero del Dragone è presente negli scali italiani ormai da parecchi anni; dapprima con le proprie imbarcazioni e successivamente con una partecipazione sempre più attiva e penetrante nella gestione delle banchine.
A tal proposito, a titolo puramente esemplificativo ma non esaustivo, ricordiamo oltre al caso Taranto di qualche anno fa con Hutchinson, la vicenda della compagnia orientale C.O.S.C.O. (China Ocean Shipping Company) che dal 2016 detiene una quota rilevante di azioni nel terminal di Vado Ligure (Savona).
Sarebbe pertanto opportuno superare gli allarmismi infondati, concentrandosi maggiormente sull’efficientamento delle infrastrutture esistenti, al fine di attrarre i contenitori provenienti dal Far East, che ancor prima di raggiungere i mercati del Nord Europa, transiterebbero dai principali porti italiani, con conseguenti ed inevitabili ricadute economiche positive.
La sfida dunque è rendere l’Italia una piattaforma logistica fortemente competitiva, in grado di sfruttare al meglio l’eccellente posizione geografica derivante dalla centralità che occupa nel Mediterraneo, e dove le navi possono scaricare le merci in esse contenute, subito dopo aver oltrepassato il canale di Suez.
In tal modo, ancora una volta, i nostri scali assurgerebbero a ruolo di protagonisti assoluti, in un contesto nel quale sarebbe auspicabile passare rapidamente dalle parole ai fatti, raccogliendo una sfida che può essere vinta solo con il sostegno di una politica più coesa e lungimirante, soprattutto in considerazione della necessità di valorizzare il nostro sistema trasportistico in ambito internazionale, pena il rischio di sprecare una delle più ghiotte occasioni di sviluppo mai avute fino ad oggi.

PORTO DI VENEZIA: ACCORDO RAGGIUNTO CON I LAVORATORI DELLA NUOVA CLP

Venezia, 26 giugno 2019Oggi, presso la sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, è stato sottoscritto il verbale di conciliazione tra i dipendenti della Nuova Compagnia Lavoratori Portuali, rappresentati dalle Organizzazioni Sindacali FILT-CGIL e UIL-Trasporti, i vertici della NCLP e l’Autorità di Sistema Portuale rappresentata dal Segretario Generale Martino Conticelli. A inizio giugno, i dipendenti della NCLP avevano proclamato lo stato di agitazione che aveva portato notevoli disservizi all’attività portuale. Grazie all’opera di mediazione svolta dall’Autorità di Sistema Portuale si è giunti alla sottoscrizione del citato accordo che ha scongiurato il riaccendersi dello stato di agitazione e il blocco delle attività portuali. L’accordo prevede l’implementazione sperimentale per i prossimi due mesi di una nuova organizzazione dell’orario di lavoro basato su sei giorni alla settimana con vari accorgimenti relativi alla turnazione e all’assegnazione del lavoro per renderlo più compatibile con le necessità socio-familiari dei dipendenti. La Nuova Compagnia Lavoratori Portuali è infatti l’impresa selezionata per operare a supporto dei terminal portuali nella massima flessibilità di professionalità e orari di lavoro. L’accordo tende a rendere più compatibile l’esigenza di massima flessibilità con la vita quotidiana dei lavoratori, oltre che a valutare la stabilizzazione di alcuni lavoratori interinali che operano da tempo in porto. L’Adsp si pone come soggetto garante del rispetto dei termini dell’accordo nell’ambito dei propri compiti di ente regolatore del lavoro in porto.