• 19 Maggio 2024 07:13

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Nautica, tassa di possesso. Per la Sardegna flop di introiti

Lo stato avrebbe incassato appena 24 milioni

 

La tassa sulle barche voluta dal governo si è rivelata un flop. La nuova imposta avrebbe dovuto garantire un introito di 155 milioni di euro, in realtà ne sono stati incassati appena 24; i diportisti italiani, infatti, hanno versato allo Stato circa 533 euro in media a testa, mentre, sempre secondo le stime dell’esecutivo, avrebbero dovuto pagare 3440 euro in media ciascuno.

Alla vigilia del Salone Nautico di Genova, la Regione Sardegna – prima meta dei maxi yacht – tira le somme di una stagione nerissima – in calo soprattutto le presenze straniere (arabi e russi in primis) – penalizzata anche dal costo del carburante (circa 50 centesimi in più della vicina Corsica) e dai “controlli fiscali a tappeto”.

Con una dotazione di 60 porti turistici (con 17.119 posti barca è la seconda regione con più approdi in Italia, dietro la Liguria con 24.306) l’assessore del Turismo Luigi Crisponi parla, in sede di presentazione all’appuntamento fieristico, di un territorio dal “potenziale enorme” dove, nonostante tutto, “la ricaduta economica è comunque notevole”. “Nei tre mesi estivi, ogni anno, si superano le centomila presenze di imbarcazioni, con una media stimata di spesa di circa mille euro per diportista imbarcato”.

“Quando si calcola il danno provocato da simili ‘balzelli’ – denuncia l’esponente della Giunta regionale – non bisogna mai dimenticare che oltre a intaccare direttamente il comparto nautico, particolarmente sensibile in Sardegna, colpiscono anche le attività dell’indotto, dal rimessaggio locale a quello della componentistica e dell’accessoristica navale”.