• 12 Marzo 2026 18:24

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Giustizia digitale, dal Senato parte il tour AIDR: “Tecnologia al servizio dei cittadini”

A Palazzo Giustiniani confronto tra magistrati, avvocati e istituzioni. Nicastri: “La vera sfida è nella fase post-riforma, serve un approccio sistematico all’innovazione”

Roma – Un confronto aperto e senza slogan, lontano dalla logica del talk show e orientato a individuare soluzioni concrete. È lo spirito che ha animato il convegno “Tecnologia e riforma della giustizia: l’Italia che innova per i cittadini. Tempi della giustizia, economia e prospettiva europea”, promosso dalla Fondazione AIDR e ospitato al Senato della Repubblica, presso Palazzo Giustiniani, appuntamento che segna l’avvio del tour nazionale dedicato alla giustizia digitale.

Al centro del dibattito, il ruolo delle tecnologie come leva strutturale per ridurre tempi e costi dei procedimenti, rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e rendere il sistema giudiziario più efficiente, trasparente e coerente con gli obiettivi del PNRR e con il quadro europeo.

Nel suo intervento, Mauro Nicastri, presidente della Fondazione AIDR, ha sottolineato come la vera sfida si giochi “nella fase post-riforma, sugli atti attuativi e sulla capacità di adottare un approccio sistematico, non frammentato, all’innovazione tecnologica”.
“La tecnologia – ha aggiunto – non è un fine, ma uno strumento da utilizzare con competenza, responsabilità e visione, per ricostruire fiducia nella magistratura e garantire tempi certi ai cittadini”. Nicastri ha inoltre ricordato la proposta avanzata da AIDR già nel 2019 sull’uso di
algoritmi a supporto delle nomine al CSM, esempio di coraggio riformatore orientato a criteri più trasparenti e oggettivi.

Kristalia Rachele Papaevangeliu, avvocato e responsabile dell’Osservatorio Giustizia Digitale AIDR, ha ripercorso il lavoro avviato dalla Fondazione sin dal 2017, quando il tema della giustizia digitale non era ancora al centro del dibattito pubblico. Un percorso basato sul dialogo con magistrati, avvocati, accademici e istituzioni, focalizzato su tempi e costi della giustizia e protezione dei dati personali, elementi chiave per la fiducia dei cittadini. Papaevangeliu ha anche valorizzato le buone pratiche di digitalizzazione, come l’esperienza della Corte d’Appello di Reggio Calabria, dimostrando come tecnologia, organizzazione e cultura possano incidere concretamente sull’efficienza degli uffici giudiziari e sul raggiungimento degli obiettivi del PNRR.

Nel corso del convegno, moderato da Ida Molaro, sono intervenuti Guido Liris, Claudia Eccher, Caterina Chiaravalloti, Nico D’Ascola, Fabrizio Criscuolo, Eugenio Prosperetti, Francesco Petrelli e Maddalena Boffoli, affrontando temi cruciali: dagli errori giudiziari e i risarcimenti ex Legge Pinto, alle criticità del sistema correntizio, fino alla proposta di un doppio CSM come garanzia di maggiore equidistanza tra magistratura e avvocatura, e al ruolo dell’Unione Europea nell’implementazione responsabile dell’Intelligenza Artificiale nel sistema giustizia.

Le conclusioni sono state affidate al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, che ha ribadito “la necessità di un confronto istituzionale continuo e concreto”.

Dal Senato è arrivato un messaggio univoco: la riforma della giustizia passa dall’uso intelligente della tecnologia e da un dialogo stabile tra istituzioni e professionisti. È da qui che la Fondazione AIDR intende proseguire il proprio percorso, portando il confronto nelle principali città italiane con il tour nazionale sulla giustizia digitale.