• 26 Febbraio 2024 15:15

Coppa America, l’alternativa è il lungomare

DiAntonio Scotto Pagliara

Dic 12, 2011

Dopo il no a Bagnoli corsa contro il tempo per non perdere la manifestazione

 

Le polemiche, già iniziate, divamperanno nelle prossime ore. Colmata di Bagnoli, bubbone malefico: ferita aperta al centro del Golfo di Napoli; bomba ecologica. Occasione, ennesima, perduta. Scoglio dove sono naufragati Bassolino e Rosetta Jervolino. Inciampo anche per il nuovo che avanza rappresentato da De Magistris.

Bagnoli, possibilità di riscatto per la periferia Ovest di Partenope: simbolo di rinascita dal sogno industriale svanito. Luogo d’appuntamenti mancati con la Storia, troppi ormai, dove non si disputeranno le gare di Coppa America.

Quanto temuto si è infatti verificato. La relazione sullo stato di salute dell’area consegnata alla Procura della Repubblica di Napoli ha bocciato le bonifiche del passato. La colmata, il quadrato di cemento e detriti utilizzato come piattaforma per le operazioni di carico e scarico dell’Italsider, non consente di effettuare le regate in sicurezza. Troppo alto il rischio di emissioni di agenti inquinanti.

Comincia così un’altra gara. Quella contro il tempo per la presentazione e la messa in atto di un piano B. “La Coppa America – ribadisce il sindaco – si farà a Napoli, questo è certo”.

L’alternativa sarebbe trasferire l’appuntamento sul lungomare Caracciolo. Ne è certo il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro: “se non è possibile Bagnoli – ha proposto – auspico vivamente che via Caracciolo diventi il palcoscenico naturale per questo evento eccezionale. Si potrebbe chiudere la zona che solitamente viene interdetta al traffico in occasione delle domeniche ecologiche e trasformala, insieme a parte della Villa comunale, nel villaggio della Coppa America, che vivrebbe così nel cuore della Città. Nel contempo tutta la zona collinare, da via Posillipo a via Petrarca, risulterebbe una splendida tribuna da cui assistere dall’alto, ed in maniera completa, alle regate veliche. Chissà – ha concluso Cesaro – forse da un impedimento possa nascere una soluzione addirittura migliore”.

Una fiducia, quella di Cesario, forse eccessiva e che deve scontrarsi con una serie di questioni che hanno nella ristrettezza dei tempi l’ostacolo maggiore. A cominciare dalla polizza assicurativa a carico di Bagnolifutura da versare agli organizzatori nel malaugurato caso in cui la manifestazione non si svolga, cui aggiungere due fidejussioni da dieci milioni di euro in diritti garantiti da Comune, Regione e Provincia di Napoli. Un duro colpo, politicamente parlando, per un sindaco che ha fatto della lotta allo “sperpero di denaro pubblico” il suo slogan.  

C’è poi il problema delle opere già assegnate per l’allestimento dei campi di regata e delle strutture a servizio. I tecnici del Comune stanno studiando la possibilità di considerare comunque valida la gara, nella speranza di preservare Bagnoli almeno per i due appuntamenti previsti nel 2013. Ma anche considerando la “causa contingente”, il trasferimento a Via Caracciolo comporterebbe un cambio di competenze da Bagnolifutura a Comune e Autorità portuale. E su questa ipotesi, mentre si candidano altre location come Nisida o il Molo S.Vincenzo, l’ente di Piazzale Pisacane non ha voluto ancora sbilanciarsi.