• 19 Aprile 2024 15:09

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Comitato portuale di Napoli. Avanza il “Grande Progetto” di sviluppo dello scalo

Depositati i regolamenti indicati dalle “Linee di indirizzo”

 

Il Comitato portuale di Napoli ha chiuso con la riunione di ieri la prima fase degli adempimenti necessari a rendere concrete le “Linee di indirizzo per la promozione e la programmazione di misure urgenti allo sviluppo sostenibile del porto di Napoli”.

Approvate il 28 luglio 2011, le “linee di indirizzo” hanno costituito la base della proposta di finanziamento del “Grande Progetto” per il porto di Napoli promosso dalla Regione Campania   presso l’Ue con il contributo ed il coinvolgimento della Provincia, del Comune di Napoli, della Camera di Commercio, dell’Unione degli Industriali, dei principali operatori del settore portuale ed, ovviamente, della stessa Autorità Portuale di Napoli.

Il finanziamento (240 milioni di euro dall’Ue) – ricorda l’Ap di Napoli – “è strutturato su un unico asse di ammissibilità” ed è scandito da una serie di interventi identificati per settore: ambiente (bonifica e dragaggio dei fondali), logistica (asse ferroviario e creazione di piazzali operativi), regolamentazione (verifiche delle imprese per la concorrenza effettiva, disciplina del rilascio delle concessioni).

“Al fine di dare rapida attuazione a dette Linee di Indirizzo  nell’ambito del Grande Progetto e nel rispetto della tempistica richiesta dalla Comunità Europea – spiega l’ente di Piazzale Pisacane – il Comitato Portuale si è riunito già in data 21 febbraio 2012, nell’ambito del quale sono stati depositati i regolamenti indicati dalle stesse Linee di Indirizzo, la bozza del Piano Regolatore del Porto di Napoli e di assetto del territorio demaniale marittimo–costiero, modificato secondo le suddette Linee di Indirizzo, ed i criteri per l’adozione del Piano Regolatore Portuale di Castellammare di Stabia”. Nella stessa data sono anche stati approvati il Programma triennale 2012-14, il Bilancio Preventivo 2012 e la dismissione delle quote di partecipazione dell’Ap nella s.p.a. Terminal Napoli.  

Nel corso della riunione è stato dato il via libera ai regolamenti relativi alle attività di procedura amministrativa del demanio portuale e costiero, all’esercizio dei bacini di carenaggio, e ai criteri e metodologia per l’analisi e la verifica dei piani d’impresa.

Istituito inoltre un tavolo tecnico che entro la prossima settimana verificherà il recepimento delle “linee di indirizzo” nel Piano Regolatore Portuale.  

Il cronoprogramma messo a punto dalla Regione fissa ora altre due tappe fondamentali per il 2012. Entro la fine di luglio sono previsti, tra l’altro, l’adozione da parte del Comitato portuale del Piano Regolatore; l’approvazione o l’adeguamento dei progetti preliminari, con l’avvio delle attività istruttorie; l’approvazione dei progetti preliminari e l’avvio delle gare per le opere che non prevedono l’autorizzazione del PRP. Entro il 31 dicembre, invece, l’approvazione del PRP di Napoli, l’adozione del Piano regolatore di Castellammare di Stabia, completamento delle procedure per le opere avviate entro il 30 luglio. Infine, il 30 giugno 2013, data entro la quale saranno terminate le procedure per le altre gare del “Grande Progetto”.

Gli interventi finanziati con i fondi Por Fers riguarderanno: impianto di carico, cassa di colmata, bonifica dei fondali dagli ordigni bellici della seconda guerra mondiale, dragaggi, adeguamento della diga foranea Duca d’Aosta, avamporto, riqualificazione darsena Marinella, rete viaria interna, rete fognaria, recupero ed esposizione di reperti.

Quest’ultimo intervento è quello forse più suggestivo, potendo trasformare il porto di Napoli in un vero e proprio museo a cielo aperto. L’intervento, infatti, prevede un’operazione di rilevamento e recupero dei relitti storici (6 milioni già finanziati) e l’allestimento di relativi spazi espositivi (2 milioni già finanziati).

Ai fondi europei vanno aggiunti 95 milioni messi a disposizione dal governo per il collegamenti ferroviari da/per il porto. L’ammontare degli investimenti raggiunge dunque i 335 milioni di euro.